1955 - Disastro di Le Mans

Da Wikisport.

ANTICIPAZIONI


La 24 Ore di Le Mans (24 Heures du Mans) è tra le gare più famose e prestigiose al mondo, nonché la più importante nell’ambito del Campionato Endurance FIA. Viene organizzata dall'Automobile Club de l'Ouest (ACO) e si svolge annualmente al Circuit de la Sarthe, nei pressi di Le Mans, in Francia.
Nonostante questo, però, la manifestazione si è purtroppo resa protagonista di quello che viene considerato come l’incidente più grave nella storia dell’automobilismo, avvenuto nel 1955.
Ci sono giornate nella storia dello sport nelle quali ti rendi conto che le cose non saranno mai più come prima. Nelle corse automobilistiche per trovare quel giorno bisogna tornare indietro di 64 anni, precisamente all’11 giugno 1955 quando, durante la 24 ore di Le Mans, si verificò l’incidente più drammatico della storia della velocità nel quale persero la vita 83 persone, compreso il pilota francese Pierre Levegh, e rimasero feriti oltre 120 spettatori accorsi nella città della Loira, esattamente come altre decine di migliaia di appassionati, per vedere sfrecciare i piloti più forti del mondo sulle vetture più evolute e veloci dell’epoca.
Dopo quella immane tragedia si iniziò veramente a lavorare in maniera logica e costruttiva sull’importanza di rendere i tracciati sicuri sia per i piloti sia per gli spettatori: se oggi, per fortuna, la percentuale di incidenti drammatici nelle gare di velocità è decisamente diminuita, è certamente un effetto di quel disastro che svegliò le coscienze di tutti su un tema centrale fino a quel momento trattato con troppa superficialità.

DINAMICHE


La dinamica dell’incidente fu tanto semplice quanto fatale. Lo stesso fu causato dall'uscita di pista della Mercedes-Benz 300 SLR di Pierre Levegh. La dinamica dell'incidente è stata ricostruita grazie alla disponibilità delle riprese televisive:
sul rettilineo principale della pista Levegh seguiva la Jaguar D-Type di Mike Hawthorn, che era in testa alla corsa, quando questi sorpassò in doppiaggio la Austin-Healey guidata da Lance Macklin. Subito dopo la manovra, Hawthorn frenò all'improvviso per rientrare ai box, spostandosi sulla destra. Macklin provò dapprima a frenare restando nel lato destro ma, nel tentativo, finì con le ruote sullo sporco al lato della pista e perse il controllo della sua vettura che iniziò a scartare verso sinistra. Successivamente Macklin riuscì a riprendere il controllo del veicolo ma ormai si trovava sulla traiettoria della Mercedes di Levegh che sopraggiungeva in piena velocità.
L'auto di Levegh tamponò la Austin di Macklin che funse da rampa, fu proiettata in alto e si schiantò sulla barriera che divideva la pista dalla tribuna, prendendo fuoco; alcuni pezzi dell'auto (il cofano, l'asse anteriore delle ruote, ed altri) volarono sulla tribuna piombando violentemente sugli spettatori. L'incidente causò la morte del pilota e di 83 spettatori, e il ferimento di altre 120 persone.

DI CHI FU LA COLPA?


In un primo momento i media puntarono il dito contro il Pilota Mike Hawthorne, poiché la sua frenata brusca per entrare nei box aveva causato l’incidente a catena. Successivamente però, la sua squadra comunicò che erano stati loro ad avvisarlo di entrare urgentemente nei box per fare rifornimento, pertanto il pilota aveva solo obbedito agli ordini della sua scuderia. Infatti alla fine anche l’opinione pubblica smise di considerare Hawthorne l’unico colpevole. L’indagine portò alla conclusione che la colpa dell’incidente non potesse essere attribuita a nessun pilota in particolare, in quanto si trattava di un incidente di percorso. Questa decisione fu decretata in base all’opinione di una serie di esperti e di un ampio reportage fotografico.

CONSEGUENZE


Alla fine della stagione, dopo aver vinto il campionato di Formula Uno, la Mercedes si ritirò dalle corse in segno di rispetto per le vittime, e non vi fece ritorno che nel 1987.
In seguito all'incidente, molte gare della stagione furono cancellate: il Gran Premio di Germania, la Coppa Acerbo e il Gran Premio di Svizzera. La Svizzera vietò per legge le gare automobilistiche sul suo territorio sino al 2018, quando la legge è stata modificata permettendo le sole competizioni con veicoli elettrici.
Negli Stati Uniti l'American Automobile Association, il più importante automobile club della nazione, decise di chiudere qualunque attività sportiva. Questo portò alla nascita della USAC e della sua "confederazione" insieme alla NASCAR e allo SCCA, nell'ACCUS, nato come rappresentante di queste federazioni presso la Commissione Sportiva Internazionale della FIA.
Seppur nella sua tragicità, l'incidente diede forte impulso alla ricerca di sistemi per rendere più sicuri i circuiti sia per gli spettatori che per i piloti.

SITOGRAFIA DI RIFERIMENTO


• Wikipedia.org
• agendalugano.ch
• eurosport.com

• siamo sportivi.it