IV estiva - 1908 Londra (GBR)

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1908 Londra (GBR)


Città ospitante Londra, Regno Unito
Nazioni partecipanti 22
Atleti partecipanti 2.059 (37 Donne)
Competizioni 110 in 22 sport
Cerimonia apertura 27 aprile 1908
Cerimonia chiusura 31 ottobre 1908
Aperti da Edoardo VII del Regno Unito
Stadio White City Stadium

I Giochi della IV Olimpiade (in inglese Games of the IV Olympiad) si svolsero a Londra nel Regno Unito dal 27 aprile al 31 ottobre 1908. Le gare sportive si svolsero contemporaneamente alla Franco-British Exhibition il cui scopo era quello di rafforzare l'Entente cordiale tra Regno Unito e Francia.
Quelli di Londra in realtà furono la quinta edizione dei giochi olimpici dell'era moderna, seguirono infatti i cosiddetti giochi olimpici intermedi tenutisi ad Atene nel 1906 in seguito considerati solo come anniversario decennale dei primi giochi olimpici di Atene (1896) e che, su richiesta di Pierre de Coubertin, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, non entrarono nel conteggio ufficiale delle edizioni olimpiche. Con i giochi di Londra si ritornò dunque a quella cadenza quadriennale stabilita all'avvio dei giochi olimpici moderni.
Coronato il sogno di rinnovare il mito di Olimpia ad Atene, dopo aver commesso l'errore di insistere sull'abbinamento con l'Expo per Parigi e St. Louis, de Coubertin aveva un altro obbiettivo dichiarato: sposare la classicità dei Giochi greci con la tradizione millenaria di Roma. A lungo quindi lavorò per ottenere il sì dell'Italia all'organizzazione dei quarti, veri, Giochi. Nonostante sapesse che Stoccolma e Berlino, assieme a Londra, erano disposte da subito a farsi avanti, la sua dichiarata insistenza per Roma fu tanto caparbia da far rischiare alla sua creatura, l'Olimpiade, un nuovo e stavolta definitivo tracollo.
Già nel 1901 il rappresentante del CIO tedesco aveva presentato la candidatura di Berlino come sede dei giochi del 1908, nel marzo del 1903 la Federazione Ginnastica Italiana candidò la città di Roma, nel gennaio 1904 la candidatura venne supportata dall'amministrazione comunale conferendole carattere di ufficialità, Pierre de Coubertin non nascose di preferire Roma a Berlino, e il 22 giugno 1904, in occasione di una riunione del CIO tenutasi a Londra, i rappresentanti tedeschi che in patria non avevano ottenuto alcun appoggio ufficiale ritirarono la candidatura della loro città, l'organizzazione dei giochi olimpici del 1908 venne quindi assegnata a Roma. Il comitato organizzatore romano, dopo mesi di inattività, si disciolse nel 1906: l'eruzione del Vesuvio (7 aprile 1906), che si accompagnava alla crisi economica che l'Italia stava attraversando, determinò l'impossibilità di finanziare l'evento e l'Italia rinunciò all'organizzazione, Berlino non presentò una nuova candidatura e infine subentrò la British Olympic Association (BOA) offrendosi di organizzare i giochi a Londra. Il 24 novembre 1906 la BOA emise un comunicato stampa in cui annunciava ufficialmente che i giochi avrebbero avuto luogo nella capitale britannica.
I partecipanti furono 2059 fra cui 37 donne. 22 le nazioni presenti con i loro atleti, 21 gli sport in programma durante i 6 mesi della manifestazione. Per la prima volta un atleta nero vinse l'oro nella staffetta, era il quattrocentista Jhon Taylor.
L'eroe della manifestazione fu però l'italiano Dorando Pietri, vincitore della maratona ma squalificato perchè soccorso a pochi metri dal traguardo. La sua preparazione era ottima e non si lasciò influenzare da una partenza troppo accelerata da parte degli Inglesi Jack, Price, Lord. A 10 chilometri dall'arrivo era in seconda posizione, staccato di quasi 4 minuti dal sudafricano Charles Hefferson. Intorno al 39° chilometro raggiunse Hefferson. Quando arrivò in prossimità del White City Stadium, gremito da 75.000 spettatori, Dorando era ormai quasi in trance.
Voltò a destra anziché a sinistra, cadde a terra, lo aiutarono a rialzarsi ma a stento si rimise in piedi per l'ultimo mezzo giro di pista che lo separava dalla vittoria. Negli ultimi 200 metri cadde altre quattro volte. Sempre i giudici e i medici lo rianimarono e lo rialzarono da terra. Un megafonista (che successivamente qualcuno dirà essere stato addirittura Arthur Conan Doyle) lo aiutò nel percorrere gli ultimi metri, Dorando vinse così la maratona ma subito dopo venne squalificato perché aiutato.
Riguardo invece agli americani, nonostante un loro ridimensionamento, conquistarono il maggior numero di vittorie nell'atletica: 15 su 27 gare. Curiosa fu la storia dell'ostacolista Forrest Smithson. Americano, Smithson, corse la finale dei 110 ostacoli, fissata di domenica, con la Bibbia in mano, piuttosto che rinunciare come già avevano fatto in passato molti altri atleti. Smithson riuscì a vincere e addirittura a stabilire il nuovo record del mondo. L'egemonia statunitense nella velocità venne però spezzata: i 100 m andarono al sudafricano Walker, i 200 m al canadese Kerr. Nel mezzofondo dominò invece il 25enne americano Melvin Sheppard, che fece la doppietta: oro negli 800 m e nei 1500 m, nella distanza più breve davanti all'italiano Emilio Lunghi.
Il programma, presentato e approvato all'Aia nel 1907, prevedeva 110 gare in 23 sport, fra cui una disciplina invernale, il pattinaggio su ghiaccio di figura, e stranezze contenute, come rackets e jeu de paume accanto al tennis e l'unica gara di motonautica della storia olimpica. Questa competizione, prevista a metà luglio, fu spostata di un mese e mezzo per consentire a lord de Walden e al duca di Westminster, impegnati in gara negli USA, di partecipare: si svolse sulla costa di Southampton, su 40 miglia nautiche, distinta in tre classi, e ironia della sorte volle che i due nobili non portassero a termine nessuna delle due prove previste nella classe open.
Partecipò anche la ventisettenne Sonia Hoge, navigatrice del marito John Marshall Gorham nella classe sotto i 60 piedi, sulla Quicksilver non arrivando però al traguardo. (Attualmente, la Carta Olimpica vieta le competizioni "basate su propulsione meccanica").
Non si riuscirono a organizzare gare di equitazione (a parte il polo) e di golf, per l'opposizione dei club britannici, oltre che la metà del programma di vela, a causa della scarsità di iscritti che rese inutile la faticosa trasferta delle imbarcazioni verso il teatro di gara, previsto a Glasgow, in Scozia. Ebbero luogo solo quattro gare all'isola di Wight.
Il pomeriggio del 25 luglio, un sabato, si tenne la cerimonia di chiusura delle settimane estive. Nella prima fase della cerimonia, dalle 14:15 alle 15:30, vennero premiati i secondi e terzi piazzati, vennero consegnati i diplomi d'onore e le medaglie commemorative, con l'accompagnamento delle bande delle Irish Guards e delle Grenadier Guards, che suonavano inni nazionali e canzoni popolari degli stati di origine dei premiati. Le medaglie furono consegnate dalla duchessa di Rutland, dalla contessa di Westminster e da Lady Desborough (moglie del presidente del comitato organizzatore).
Durante e dopo questa prima fase vennero effettuate diverse dimostrazioni di altri sport, alle 16:15 si concluse l'ultima competizione, la staffetta olimpica, e iniziò il conferimento delle medaglie d'oro. I vincitori si recarono singolarmente presso la regina Alessandra per ricevere, dalle sue mani, la medaglia d'oro che conferì anche diversi altri premi, al termine tutti i vincitori si riunirono nella tribuna reale, resero onore alla sovrana e la cerimonia terminò con l'inno nazionale britannico.

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Fonti