XXV inv. - 2018 Pyeongchang (KOR)

Da Wikisport.

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2018 Pyeongchang (KOR)


Città ospitante Pyeongchang, Corea del Sud
Nazioni partecipanti /
Competizioni 102 in 7 sport
Cerimonia apertura 9 febbraio 2018
Cerimonia chiusura 25 febbraio 2018
Stadio Stadio Olimpico di Pyeongchang

I XXIII Giochi olimpici invernali (2018년 동계 올림픽) si sono svolti nella contea di Pyeongchang, nella Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio 2018. Nella stessa località si terranno anche i XII Giochi paralimpici invernali.
L'elezione della città organizzatrice dei giochi si è tenuta il 6 luglio 2011 a Durban (Sudafrica), durante la 123ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale. Le tre finaliste erano state Annecy, Monaco di Baviera e Pyeongchang. Quest’ultima raggiunse la maggioranza assoluta dei voti alla prima votazione, venendo così scelta immediatamente.
Le gare sono state ospitate in due sedi: un comprensorio sciistico montano e la città costiera di Gangneung. Nel primo si sono svolte le prove sciistiche e le gare di bob, skeleton e slittino, nella seconda le gare di pattinaggio e i tornei di hockey e curling. Sono state le tre atlete italiane che hanno ottenuto le vittorie più prestigiose e significative in Corea del Sud. Gli unici tre ori della delegazione italiana, che hanno contribuito più di ogni altra medaglia al dodicesimo posto finale nel medagliere.
A 22 anni Michela Moioli è riuscita a vincere la medaglia d’oro nello snowboard cross. Grande favorita già in partenza, ha concluso la gara per prima dopo aver staccato di diversi metri le avversarie negli ultimi metri del tracciato: una prova di forza impressionante. Il suo oro è stata la prima medaglia italiana nella storia dello snowboard cross.
A 27 anni compiuti Arianna Fontana, portabandiera della delegazione italiana a Pyeongchang, ha ottenuto tre medaglie nel pattinaggio di velocità short track a Pyeongchang: oro nei 500 metri, argento nella staffetta e bronzo nei 1.000 metri, specialità in cui non era mai arrivata fra le prime tre. In Corea è arrivata a quota otto medaglie complessive in quattro edizioni delle Olimpiadi invernali, cosa che fa di lei l’atleta più vincente di sempre nel pattinaggio short track olimpico.
Sofia Goggia era invece l’atleta italiana più attesa. La vittoria nella discesa libera – una delle prove più importanti fra tutte le gare olimpiche – è stata l’apice degli ultimi suoi due anni di carriera, che l’hanno vista diventare una delle sciatrici più forti al mondo. Nella stazione sciistica di Jeongseon, Goggia ha concluso la sua discesa precedendo di appena 9 centesimi nella classifica finale la norvegese Ragnhild Mowinckel, medaglia d’argento, e di 47 centesimi la statunitense Lindsey Vonn.
A Pyeongchang Ester Ledecka, snowboarder praghese di 22 anni, ha vinto come ci si aspettava il gigante parallelo dello snowboard. Una settimana prima, però, aveva incredibilmente vinto anche il supergigante dello sci alpino, una delle prove più importanti delle Olimpiadi: ma non era nemmeno la sua specialità e si era fatta prestare gli sci fra quelli a disposizione dell’americana Mikaela Shiffrin. Ledecka ha battuto di appena 1 centesimo l’austriaca Anna Veith, che era comprensibilmente già sicura della vittoria. Ledecka è diventata così la prima persona a competere in una prova di sci alpino e di snowboard in una Olimpiade; la prima persona a vincere due ori nello sci alpino e nello snowboard e la terza nella storia delle Olimpiadi moderne a vincere due ori in due diverse discipline ai Giochi invernali: l’ultima volta fu nel 1928.
Soprannominato The Flying Tomato per i suoi capelli rossi, Shaun White è uno che i 30enni di oggi si ricordano perché circa 15 anni fa – poco più che adolescente – rivoluzionò la disciplina dello snowboard. È stato campione olimpico a Torino 2006 e a Vancouver 2010. A Sochi si presentò come il grande favorito ma arrivò sorprendentemente quarto. La sua vittoria a Pyeongchang è importante perché è arrivata al termine di una gara condotta benissimo, perché i suoi avversari avevano un’età media di 21,9 anni e lui ne ha 31, e perché solo tre mesi fa si era procurato un brutto infortunio battendo violentemente la testa sulla neve durante un allenamento.
Le Olimpiadi erano attese anche per la partecipazione di una delegazione proveniente dalla Corea del Nord, paese che è formalmente ancora in guerra con la Corea del Sud. L’accordo per la partecipazione nordcoreana raggiunto dai due paesi, che ha previsto anche una squadra mista di hockey femminile e la partecipazione di 22 atleti nordcoreani, è stata visto come uno sviluppo significativo dei loro rapporti, anche perché nell’ultimo anno la situazione tra le due Coree era diventata molto tesa e più volte si era parlato del rischio di una guerra.
Durante la cerimonia di apertura c’è stata una storica stretta di mano fra leader nord e sudcoreani. A stringersi la mano sono stati Kim Yo-jong, la sorella 30enne del dittatore nordcoreano Kim Jong-un e probabilmente la donna più potente del paese, e il presidente sudcoreano Moon Jae-in, promotore del riavvicinamento con la Corea del Nord. Non era mai successo che un membro della famiglia Kim mettesse piede in Corea del Sud dopo la storica separazione del paese, tanto meno che stringesse la mano a un presidente sudcoreano.

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Fonti