XXXI estiva - 2016 Rio de Janeiro (BRA)

Da Wikisport.

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2016 Rio de Janeiro (BRA)


Città ospitante Rio de Janeiro, Brasile
Nazioni partecipanti 207
Atleti partecipanti 11.303
Competizioni 306 in 28 sport
Cerimonia apertura 5 agosto 2016
Cerimonia chiusura 21 agosto 2016
Aperti da Michel Temer
Giuramento atleti Robert Scheidt
Giuramento giudici Martinho Nobre
Ultimo tedoforo Vanderlei de Lima
Stadio Estádio Jornalista Mário Filho (Maracanã)

I Giochi della XXXI Olimpiade si svolsero a Rio de Janeiro dal 5 al 21 agosto del 2016 diventando il Brasile il primo stato sudamericano e il secondo latinoamericano a ospitare per la prima volta un'edizione dei Giochi olimpici estivi. I Giochi Olimpici e Paralimpici del 2016 utilizzarono una serie di strutture in parte preesistenti e in parte costruite ex-novo.
La maggior parte delle gare sportive e la pianificazione del villaggio olimpico si svolse a Barra da TiJuca, un quartiere della Zona Ovest della città di Rio de Janeiro molto famoso per i suoi condomini chic e per la zona dai palazzi vetrati, mentre le restanti competizioni si disputarono in altre tre diverse località di Rio de Janeiro, ovvero a Copacabana, a Maracanã e a Deodoro.
I Comitati Olimpici che presero parte alla manifestazione sportiva furono 206+1, in cui il comitato +1 fu rappresentativo dei cosiddetti “Atleti rifugiati”, una novità fortemente voluta dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico) con l'intento di inviare un messaggio di speranza e di pace a tutti quegli atleti, ma in modo particolare a tutte quelle persone vittime di persecuzioni e violenze, che nei loro paesi d'origine ad oggi sono soggetti a guerre. Gli “Atleti rifugiati” che presero parte alla manifestazione Olimpica furono 10, ovvero un nuotatore e una nuotatrice entrambi siriani, cinque atleti del Sudan, due judoka della Repubblica Democratica del Congo e un maratoneta etiope.
La cerimonia di apertura si svolse allo stadio Maracanã di Rio il 6 agosto del 2016, precisamente all'una di notte ora italiana e alle otto di sera ora brasiliana. Lo show di Rio 2016 venne ideato dall'architetto italiano Marco Balich che già nel 2006 aveva coordinato le coreografie dell'indimenticabile spettacolo delle Olimpiadi Invernali di Torino. La cerimonia di apertura offrì senza alcun ombra di dubbio uno spettacolo decisamente inferiore dal punto di vista visivo rispetto a quella di Londra, ma venne apprezzata tra le altre sue cose per aver trattato in modo particolare il tema del riscaldamento globale e per una serie di campagne benefiche a favore dell'ambiente.
L' inizio fu caratterizzato dall'inno brasiliano suonato dal cantautore Paulinho da Viola alla chitarra acustica, dopo l’esibizione, sulla pavimentazione dello stadio vennero proiettate animazioni sulla storia del Brasile: dai primi organismi alle civiltà indigene fino ai conquistatori portoghesi. Tra le altre cose, furono proiettate anche alcune immagini del biplano 14-bis, uno dei primi aerei della storia progettato dal portoghese Alberto Santos-Dumont nel 1906.
Come da tradizione la sfilata della cerimonia si articolò seguendo l'ordine alfabetico delle nazioni partecipanti. Le uniche due eccezioni riscontrate fecero riferimento all'entrata della prima nazione che, come da tradizione venne rappresentata dalla Grecia, poiché fu proprio in Grecia che il barone Pierre Fredy De Coubertin nel 1894 volle ritrovare nei miti del periodo classico il mezzo per elevare culturalmente lo sport nel mondo, mentre la seconda eccezione venne riscontrata nell'entrata dell'ultima nazione, ovvero il Brasile perché Paese ospitante.
Il momento più atteso fu come sempre quello dell'accensione del braciere olimpico, massima riservatezza si tenne fino all'ultimo momento sia nei confronti del luogo che della struttura di esso. Tutta la manifestazione venne caratterizzata da un'atmosfera di patos generale nel vedere chi sarebbe stato l'ultimo tedoforo ad accendere il braciere, ovvero colui che avrebbe fatto fare l'ultimo tragitto al sacro fuoco di Olimpia. La personalità scelta di solito era uno dei grandissimi dello sport locale, in questa occasione molti avevano indicato Pelè, ma alla vigilia dell'accensione del braciere a causa delle sue condizioni fisiche precarie non fu in grado di compiere un gesto del genere.
A portare la torcia all'interno del Maracanà fu invece il tennista Guga Kuerte, mentre l'ultimo tedoforo ad accendere il braciere Olimpico fu Vanderlei de Lima, il maratoneta che ad Atene 2004 venne bloccato da un tifoso mentre era in testa e stava per essere raggiunto da Stefano Baldini, il quale vinse poi la medaglia d'oro. Una cerimonia d'apertura spettacolare, festosa con tutto lo spirito del Brasile, conclusasi con uno spettacolo di fuochi d'artificio da lasciare tutti a bocca aperta.
I momenti più emozionanti e memorabili di questi giochi Olimpici furono la gara a punti del Ciclismo su Pista, specialità Omnius, in cui arrivò perl'Italia, il bellissimo Oro di Elia Viviani. La sua vittoria, oltre all’emozionante gara durata due giorni tra varie prove, fu caratterizzata da una caduta che stava per costargli caro. Dopo le delusioni di vari mondiali (sempre a podio ma mai primo) e il sesto posto a Londra 2012, per Viviani stava per sfumare nuovamente il sogno olimpico per colpa di una caduta avvenuta durante gli ultimi giri. Elia però si rialzò subito e non permise a questo ostacolo di minare la sua concentrazione e soprattutto la sua corsa. Tanto che riuscì a riprendersi benissimo, contenere il britannico Cavendish conservando due punti di vantaggio e vincere la medaglia d’Oro. Tra i momenti più toccanti di queste Olimpidi, si può far riferimento alla storia dei fratelli britannici, Alistair e Jonathan Brownlee, a Londra 2012 arrivarono rispettivamente primo e terzo nel Triathlon. A Rio de Janeiro, i due fratelli, bissarono il podio vincendo Oro e Argento, ma quello che emozionò di più fu il fatto che Alistair, in netto vantaggio sul fratello e sul terzo atleta Henri Schoeman, a pochi metri dal traguardo si fermò per aspettare Jonathan e arrivare insieme (ovviamente mantenendo il suo posizionamento come primo classificato). Altra storia familiare fu quella delle due gemelle nord coreane Kim Hye-gyong e Kim Hye-song che dopo aver corso la maratona femminile di 42 km tagliarono il traguardo insieme.
La visione del grandissimo spettacolo delle Olimpiadi di Rio de Janeiro in Italia, fu reso possibile grazie al funzionale ed efficace lavoro condotto dal gruppo televisivo Rai. Dopo Londra 2012 dove l'emittente nazionale a prendere l'esclusiva nel trasmettere la manifestazione Olimpica era stata Sky, nel 2016 toccò invece alla Rai che con oltre 15 ore di diretta giornaliera trasmise su tre canali diversi tutte le gare sportive in tempo reale.
Il canale olimpico per eccellenza fu Rai 2, che dedicò all'appuntamento a 5 cerchi 24h su 24h, in modo particolare sul secondo canale nazionale il focus si concentrò sugli atleti azzurri andando a trasmettere in tempo reale tutte le loro gesta, dai primi turni sino alle finali, oltre ovviamente a garantire la presenza di approfondimenti e di TG olimpici.

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Fonti