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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Mentzer_Mike&amp;diff=341</id>
		<title>Mentzer Mike</title>
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		<updated>2016-05-23T10:44:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mike Mentzer, nato il 15 novembre 1951 a Filadelfia, rappresentò l’uomo della rinascita del culturismo. Conosciuto tanto per la sua cultura, quanto per il suo fisico davvero impressionante, acquista notorietà prima come campione di culturismo e poi come guru del settore. Dopo il decimo posto al Mr. America del 1971, Mentzer viene in contatto con Arthur Jones che in quegli anni stava promuovendo le sue teorie sul breve-intenso-infrequente. Ecco come Arthur Jones definiva l'intensità: &amp;quot;l'intensità riguarda la percentuale di sforzo muscolare che viene esercitato. Per stimolare una crescita ottimale di forza e massa bisogna completare una serie fino al punto di cedimento muscolare laddove è richiesto il 100 % dello sforzo&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Jones capì che allenarsi meno è meglio, il problema era stabilire quanto doveva essere breve e quanto infrequente. In seguito a una serie di prove, sebbene ottenne un notevole riscontro, i risultati alla fine non furono quelli sperati.&lt;br /&gt;
Dall’amicizia e del confronto con le teorie di Jones, Mentzer elabora il principio di allenamento ad alta intensità “Heavy Duty”, fondato su brevi sessioni intense di workout. Praticamente una sola serie per esercizio portata al cedimento muscolare (definita in gergo “la serie infinita”). Nel 1976 conquista il Mr. America IFBB e nel 1978 vince la categoria dei pesi massimi ai campionati del mondo dilettanti IFBB con il massimo punteggio. L’anno successivo si classifica secondo dietro a Frank Zane al Mr. Olympia IFBB. Nel 1980 dopo un deludente decimo posto al Mr. Olympia, Mentzer abbandona le gare di culturismo e si dedica all’attività di personal trainer, continuando a scrivere per numerose riviste e pubblicando libri sulle sue teorie. Egli suggeriva di allenarsi ogni 96 ore (4 giorni) con un volume piuttosto ridotto. Anche avendo ottenuto notevoli risultati con i suoi clienti, egli pensava che un allenamento produttivo come l’Heavy Duty dovesse dare maggiori risultati. Per allenamento produttivo, Mike mentzer lascia intendere che i progressi dovevano essere immediati e lineari fino al raggiungimento del proprio potenziale genetico. In realtà non era così. Mentzer capì  che ci doveva essere qualcosa che non andava nella sua teoria, formulò alcune ipotesi e giunse alla conclusione che gli allenamenti dovevano essere ancora più brevi e ancora più infrequenti: 4 giorni di riposo portavano lentamente al superallenamento, infatti i suoi clienti inizialmente ottenevano grandi progressi ma poi andavano in stallo con i risultati, a causa del sovrallenamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentzer mette in primo piano il recupero, che riveste un’importanza fondamentale. In generale dice che la supercompensazione avviene dopo circa due gioni dall’allenamento, quindi il nostro organismo prima recupera e poi dopo circa due giorni comincia a supercompensare, cioè a costruire muscoli, a patto però che lo si lascia indisturbato fino alla fine del processo. In realta nessuno può dire quanto tempo ci vuole per compensare e quanto per supercompensare. Mentzer lo dedusse comunque osservando le migliaia di persone che aveva allenato in quegli anni( tra qui Dorian Yates detentore per sei volte consecutive del Sandow).&lt;br /&gt;
Negli ultimi anni della sua vita, Mike scopre di essere afflitto da seri problemi di cuore, che probabilmente provocarono la sua scomparsa il 10 giugno 2001 a Los Angeles, dopo la registrazione del suo ultimo video di allenamento.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
      PALMARES&lt;br /&gt;
•	1976 IFBB Mr. America&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1977 IFBB North American Championships&amp;lt;br/&amp;gt;                              &lt;br /&gt;
•	1978 IFBB USA vs. the World (Hvywt.)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1978 IFBB World Amateur Championships&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Florida Pro Invitational&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Southern Pro Cup&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Mr. Universe (Hvywt.)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<title>Mentzer Mike</title>
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		<updated>2016-05-23T10:44:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;MENTZER MIKE.   Mike Mentzer, nato il 15 novembre 1951 a Filadelfia, rappresentò l’uomo della rinascita del culturismo. Conosciuto tanto per la sua cultura, quanto per il s...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;MENTZER MIKE. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mike Mentzer, nato il 15 novembre 1951 a Filadelfia, rappresentò l’uomo della rinascita del culturismo. Conosciuto tanto per la sua cultura, quanto per il suo fisico davvero impressionante, acquista notorietà prima come campione di culturismo e poi come guru del settore. Dopo il decimo posto al Mr. America del 1971, Mentzer viene in contatto con Arthur Jones che in quegli anni stava promuovendo le sue teorie sul breve-intenso-infrequente. Ecco come Arthur Jones definiva l'intensità: &amp;quot;l'intensità riguarda la percentuale di sforzo muscolare che viene esercitato. Per stimolare una crescita ottimale di forza e massa bisogna completare una serie fino al punto di cedimento muscolare laddove è richiesto il 100 % dello sforzo&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Jones capì che allenarsi meno è meglio, il problema era stabilire quanto doveva essere breve e quanto infrequente. In seguito a una serie di prove, sebbene ottenne un notevole riscontro, i risultati alla fine non furono quelli sperati.&lt;br /&gt;
Dall’amicizia e del confronto con le teorie di Jones, Mentzer elabora il principio di allenamento ad alta intensità “Heavy Duty”, fondato su brevi sessioni intense di workout. Praticamente una sola serie per esercizio portata al cedimento muscolare (definita in gergo “la serie infinita”). Nel 1976 conquista il Mr. America IFBB e nel 1978 vince la categoria dei pesi massimi ai campionati del mondo dilettanti IFBB con il massimo punteggio. L’anno successivo si classifica secondo dietro a Frank Zane al Mr. Olympia IFBB. Nel 1980 dopo un deludente decimo posto al Mr. Olympia, Mentzer abbandona le gare di culturismo e si dedica all’attività di personal trainer, continuando a scrivere per numerose riviste e pubblicando libri sulle sue teorie. Egli suggeriva di allenarsi ogni 96 ore (4 giorni) con un volume piuttosto ridotto. Anche avendo ottenuto notevoli risultati con i suoi clienti, egli pensava che un allenamento produttivo come l’Heavy Duty dovesse dare maggiori risultati. Per allenamento produttivo, Mike mentzer lascia intendere che i progressi dovevano essere immediati e lineari fino al raggiungimento del proprio potenziale genetico. In realtà non era così. Mentzer capì  che ci doveva essere qualcosa che non andava nella sua teoria, formulò alcune ipotesi e giunse alla conclusione che gli allenamenti dovevano essere ancora più brevi e ancora più infrequenti: 4 giorni di riposo portavano lentamente al superallenamento, infatti i suoi clienti inizialmente ottenevano grandi progressi ma poi andavano in stallo con i risultati, a causa del sovrallenamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentzer mette in primo piano il recupero, che riveste un’importanza fondamentale. In generale dice che la supercompensazione avviene dopo circa due gioni dall’allenamento, quindi il nostro organismo prima recupera e poi dopo circa due giorni comincia a supercompensare, cioè a costruire muscoli, a patto però che lo si lascia indisturbato fino alla fine del processo. In realta nessuno può dire quanto tempo ci vuole per compensare e quanto per supercompensare. Mentzer lo dedusse comunque osservando le migliaia di persone che aveva allenato in quegli anni( tra qui Dorian Yates detentore per sei volte consecutive del Sandow).&lt;br /&gt;
Negli ultimi anni della sua vita, Mike scopre di essere afflitto da seri problemi di cuore, che probabilmente provocarono la sua scomparsa il 10 giugno 2001 a Los Angeles, dopo la registrazione del suo ultimo video di allenamento.&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
      PALMARES&lt;br /&gt;
•	1976 IFBB Mr. America&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1977 IFBB North American Championships&amp;lt;br/&amp;gt;                              &lt;br /&gt;
•	1978 IFBB USA vs. the World (Hvywt.)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1978 IFBB World Amateur Championships&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Florida Pro Invitational&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Southern Pro Cup&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1979 IFBB Mr. Universe (Hvywt.)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<title>Morigi Renzo</title>
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		<updated>2016-05-23T10:40:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;Renzo Morigi nasce a Ravenna il 18 febbraio 1895 e muore a Bologna 13 aprile 1962. Tiratore ai Giochi di Los Angeles del 1932 vinse la medaglia d’oro nella pistola automatic...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Renzo Morigi nasce a Ravenna il 18 febbraio 1895 e muore a Bologna 13 aprile 1962. Tiratore ai Giochi di Los Angeles del 1932 vinse la medaglia d’oro nella pistola automatica 25 metri, una finale raggiunta dopo aver superato le eliminatorie che prevedevano in successione una serie di 18 tiri in 3 turni con tempi di 8, 6 e 4 secondi. Secondo la leggenda la sua performance nello spareggio finale (42 sagome consecutive, di cui le ultime sei in due secondi), oltre a valergli l’appello di “mitragliatrice umana” catturò l’attenzione di un gangster locale, che gli propose l’ingaggio nella sua banda. Fascista fino alla carica di vicesegretario, il 13 settembre 1927 uccise nella piazza principale di Ravenna un bracciante che aveva appena sparato al gerarca Ettore Muti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<title>Benelli andrea</title>
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		<updated>2016-05-23T10:24:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;Andrea Benelli nasce a Firenze il 28 giugno 1960. La sua via nel Tiro a Atlanta nel 96 e un 5° posto a Sydney prima di arrivare alla definitiva consacrazione nel corso delle...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Andrea Benelli nasce a Firenze il 28 giugno 1960. La sua via nel Tiro a Atlanta nel 96 e un 5° posto a Sydney prima di arrivare alla definitiva consacrazione nel corso delle Olimpiadi di Atene 2004 con la vittoria allo spareggio contro il finlandese Marko.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver colpito l’ultimo piattello, rimane nella memoria olimpica la manifestazione di gioia di Benelli che corse intorno tutto l’impianto ,corsa che lui stesso defini alla batistuta ex calciatore della Fiorentina, sua squadra del cuore.&lt;br /&gt;
Oltre alle olimpiadi Benelli ha vinto l’oro  otto volte ai campionati mondiali : due nell’individuale nel 1987 e nel 1990 e sei volte a squadre nel 1981-1986-1989-1993-1994 e l’ultima nel 1999.&lt;br /&gt;
Agli europei ha ottenuto altri sei ori : uno nell’individuale nel 1994 e cinque a squadre nel 1986-1994-1995-2000 e l’ultima nel 2001. Nel 1997 ha vinto la Coppa del Mondo.&lt;br /&gt;
Dal 2009 con il termine della sua attività agonistica terminata alle finali della Coppa del Mondo a Minsk diviene il  nuovo commissario tecnico della Nazionale di Tiro a volo di Cipro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
           &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte non citata:&lt;br /&gt;
http://olimpiadi.blogosfere.it/2007/11/cerchi-azzurri-andrea-benelli-la-scheda.html&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Berrutti_livio&amp;diff=288</id>
		<title>Berrutti livio</title>
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		<updated>2016-05-23T10:20:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;BLANCHI ELISA     Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compag...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;BLANCHI ELISA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni, Anželika Savrajuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu ha fatto parte della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica allenata da Emanuela Maccarani. &lt;br /&gt;
Attualmente è un'atleta appartenente al Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare con sede a Vigna di Valle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Elisa Blanchi ha iniziato a fare ginnastica ritmica a tre anni e mezzo. A dieci anni è convocata nella nazionale juniores, esordendo a livello internazionale agli Europei di Budapest 1999, nel 2001 partecipa agli Europei Jr. di Ginevra, ed entra a far parte del Team Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entra nella squadra nazionale senior nel 2002 e partecipa ai Mondiali di New Orleans ottenendo un quinto posto. L'anno successivo a Budapest sale sul podio ottenendo due medaglie di bronzo nei Mondiali di squadra. Conquista a Riesa due medaglie di bronzo nel Campionato Europeo. A sedici anni vince la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 2005 ottiene il titolo di Campionessa del Mondo, a Baku e oltre alla medaglia d'oro conquista anche due medaglie d'argento. L'8 dicembre 2005 Elisa ha l'onore di portare la fiaccola Olimpica per le vie del centro storico di Roma,  in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.&lt;br /&gt;
Nel 2006 partecipa ai Campionati Europei di Mosca vincendo due medaglie d'argento e una di bronzo e nello stesso anno nella finale di Coppa del Mondo di Mie (Giappone) vince il bronzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Patrasso (Grecia) conquista tre medaglie d'argento, successivamente, ai Campionati Europei di Torino, ottiene il titolo di Campionessa Europea 2008 vincendo l'oro nella specialità con le funi e conquistando altre due medaglie, d'argento e di bronzo.&lt;br /&gt;
Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 ottenendo il quarto posto.&lt;br /&gt;
Ai Campionati del Mondo di Mie (Giappone), settembre 2009, vince due medaglie d'oro e una d'argento conquistando il titolo di Campionessa del Mondo 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elisa con la sua squadra conferma il titolo di Campionessa del Mondo anche per l'anno 2010 avendo vinto il Campionato del Mondo di Mosca, conquistando una medaglia d'oro e due d'argento.&lt;br /&gt;
Si riconferma per il terzo anno consecutivo Campionessa del Mondo vincendo a Montpellier 2011 una medaglia d'oro e due d'argento ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012 , dove sale sul podio e conquista la medaglia di bronzo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<title>Blanchi elisa</title>
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		<updated>2016-05-23T10:18:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni, Anželika Savrajuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu ha fatto parte della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica allenata da Emanuela Maccarani. &lt;br /&gt;
Attualmente è un'atleta appartenente al Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare con sede a Vigna di Valle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Elisa Blanchi ha iniziato a fare ginnastica ritmica a tre anni e mezzo. A dieci anni è convocata nella nazionale juniores, esordendo a livello internazionale agli Europei di Budapest 1999, nel 2001 partecipa agli Europei Jr. di Ginevra, ed entra a far parte del Team Italia.&lt;br /&gt;
Entra nella squadra nazionale senior nel 2002 e partecipa ai Mondiali di New Orleans ottenendo un quinto posto. L'anno successivo a Budapest sale sul podio ottenendo due medaglie di bronzo nei Mondiali di squadra. Conquista a Riesa due medaglie di bronzo nel Campionato Europeo. A sedici anni vince la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 2005 ottiene il titolo di Campionessa del Mondo, a Baku e oltre alla medaglia d'oro conquista anche due medaglie d'argento. L'8 dicembre 2005 Elisa ha l'onore di portare la fiaccola Olimpica per le vie del centro storico di Roma,  in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.&lt;br /&gt;
Nel 2006 partecipa ai Campionati Europei di Mosca vincendo due medaglie d'argento e una di bronzo e nello stesso anno nella finale di Coppa del Mondo di Mie (Giappone) vince il bronzo.&lt;br /&gt;
Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Patrasso (Grecia) conquista tre medaglie d'argento, successivamente, ai Campionati Europei di Torino, ottiene il titolo di Campionessa Europea 2008 vincendo l'oro nella specialità con le funi e conquistando altre due medaglie, d'argento e di bronzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 ottenendo il quarto posto.&lt;br /&gt;
Ai Campionati del Mondo di Mie (Giappone), settembre 2009, vince due medaglie d'oro e una d'argento conquistando il titolo di Campionessa del Mondo 2009.&lt;br /&gt;
Elisa con la sua squadra conferma il titolo di Campionessa del Mondo anche per l'anno 2010 avendo vinto il Campionato del Mondo di Mosca, conquistando una medaglia d'oro e due d'argento.&lt;br /&gt;
Si riconferma per il terzo anno consecutivo Campionessa del Mondo vincendo a Montpellier 2011 una medaglia d'oro e due d'argento ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012 , dove sale sul podio e conquista la medaglia di bronzo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<updated>2016-05-23T10:17:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni, Anželika Savrajuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu ha fatto parte della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica allenata da Emanuela Maccarani. &lt;br /&gt;
Attualmente è un'atleta appartenente al Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare con sede a Vigna di Valle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Elisa Blanchi ha iniziato a fare ginnastica ritmica a tre anni e mezzo. A dieci anni è convocata nella nazionale juniores, esordendo a livello internazionale agli Europei di Budapest 1999, nel 2001 partecipa agli Europei Jr. di Ginevra, ed entra a far parte del Team Italia.&lt;br /&gt;
Entra nella squadra nazionale senior nel 2002 e partecipa ai Mondiali di New Orleans ottenendo un quinto posto. L'anno successivo a Budapest sale sul podio ottenendo due medaglie di bronzo nei Mondiali di squadra. Conquista a Riesa due medaglie di bronzo nel Campionato Europeo. A sedici anni vince la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 2005 ottiene il titolo di Campionessa del Mondo, a Baku e oltre alla medaglia d'oro conquista anche due medaglie d'argento. L'8 dicembre 2005 Elisa ha l'onore di portare la fiaccola Olimpica per le vie del centro storico di Roma,  in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.&lt;br /&gt;
Nel 2006 partecipa ai Campionati Europei di Mosca vincendo due medaglie d'argento e una di bronzo e nello stesso anno nella finale di Coppa del Mondo di Mie (Giappone) vince il bronzo.&lt;br /&gt;
Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Patrasso (Grecia) conquista tre medaglie d'argento, successivamente, ai Campionati Europei di Torino, ottiene il titolo di Campionessa Europea 2008 vincendo l'oro nella specialità con le funi e conquistando altre due medaglie, d'argento e di bronzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 ottenendo il quarto posto.&lt;br /&gt;
Ai Campionati del Mondo di Mie (Giappone), settembre 2009, vince due medaglie d'oro e una d'argento conquistando il titolo di Campionessa del Mondo 2009.&lt;br /&gt;
Elisa con la sua squadra conferma il titolo di Campionessa del Mondo anche per l'anno 2010 avendo vinto il Campionato del Mondo di Mosca, conquistando una medaglia d'oro e due d'argento.&lt;br /&gt;
Si riconferma per il terzo anno consecutivo Campionessa del Mondo vincendo a Montpellier 2011 una medaglia d'oro e due d'argento ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012 , dove sale sul podio e conquista la medaglia di bronzo.&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2016-05-23T10:17:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni, Anželika Savrajuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu ha fatto parte della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica allenata da Emanuela Maccarani. &lt;br /&gt;
Attualmente è un'atleta appartenente al Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare con sede a Vigna di Valle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elisa Blanchi ha iniziato a fare ginnastica ritmica a tre anni e mezzo. A dieci anni è convocata nella nazionale juniores, esordendo a livello internazionale agli Europei di Budapest 1999, nel 2001 partecipa agli Europei Jr. di Ginevra, ed entra a far parte del Team Italia.&lt;br /&gt;
Entra nella squadra nazionale senior nel 2002 e partecipa ai Mondiali di New Orleans ottenendo un quinto posto. L'anno successivo a Budapest sale sul podio ottenendo due medaglie di bronzo nei Mondiali di squadra. Conquista a Riesa due medaglie di bronzo nel Campionato Europeo. A sedici anni vince la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 2005 ottiene il titolo di Campionessa del Mondo, a Baku e oltre alla medaglia d'oro conquista anche due medaglie d'argento. L'8 dicembre 2005 Elisa ha l'onore di portare la fiaccola Olimpica per le vie del centro storico di Roma,  in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.&lt;br /&gt;
Nel 2006 partecipa ai Campionati Europei di Mosca vincendo due medaglie d'argento e una di bronzo e nello stesso anno nella finale di Coppa del Mondo di Mie (Giappone) vince il bronzo.&lt;br /&gt;
Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Patrasso (Grecia) conquista tre medaglie d'argento, successivamente, ai Campionati Europei di Torino, ottiene il titolo di Campionessa Europea 2008 vincendo l'oro nella specialità con le funi e conquistando altre due medaglie, d'argento e di bronzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 ottenendo il quarto posto.&lt;br /&gt;
Ai Campionati del Mondo di Mie (Giappone), settembre 2009, vince due medaglie d'oro e una d'argento conquistando il titolo di Campionessa del Mondo 2009.&lt;br /&gt;
Elisa con la sua squadra conferma il titolo di Campionessa del Mondo anche per l'anno 2010 avendo vinto il Campionato del Mondo di Mosca, conquistando una medaglia d'oro e due d'argento.&lt;br /&gt;
Si riconferma per il terzo anno consecutivo Campionessa del Mondo vincendo a Montpellier 2011 una medaglia d'oro e due d'argento ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012 , dove sale sul podio e conquista la medaglia di bronzo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<title>Blanchi elisa</title>
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		<updated>2016-05-23T10:17:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;  Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
Elisa Blanchi è nata Velletri il 13 ottobre 1987, dove si è formata nella As Xistos, con la sua prima allenatrice Monica Brandizzi. Insieme alle sue compagne Elisa Santoni, Anželika Savrajuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu ha fatto parte della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica allenata da Emanuela Maccarani. &lt;br /&gt;
Attualmente è un'atleta appartenente al Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare con sede a Vigna di Valle. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA&lt;br /&gt;
Elisa Blanchi ha iniziato a fare ginnastica ritmica a tre anni e mezzo. A dieci anni è convocata nella nazionale juniores, esordendo a livello internazionale agli Europei di Budapest 1999, nel 2001 partecipa agli Europei Jr. di Ginevra, ed entra a far parte del Team Italia.&lt;br /&gt;
Entra nella squadra nazionale senior nel 2002 e partecipa ai Mondiali di New Orleans ottenendo un quinto posto. L'anno successivo a Budapest sale sul podio ottenendo due medaglie di bronzo nei Mondiali di squadra. Conquista a Riesa due medaglie di bronzo nel Campionato Europeo. A sedici anni vince la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 2005 ottiene il titolo di Campionessa del Mondo, a Baku e oltre alla medaglia d'oro conquista anche due medaglie d'argento. L'8 dicembre 2005 Elisa ha l'onore di portare la fiaccola Olimpica per le vie del centro storico di Roma,  in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.&lt;br /&gt;
Nel 2006 partecipa ai Campionati Europei di Mosca vincendo due medaglie d'argento e una di bronzo e nello stesso anno nella finale di Coppa del Mondo di Mie (Giappone) vince il bronzo.&lt;br /&gt;
Nel 2007 ai Campionati Mondiali di Patrasso (Grecia) conquista tre medaglie d'argento, successivamente, ai Campionati Europei di Torino, ottiene il titolo di Campionessa Europea 2008 vincendo l'oro nella specialità con le funi e conquistando altre due medaglie, d'argento e di bronzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 ottenendo il quarto posto.&lt;br /&gt;
Ai Campionati del Mondo di Mie (Giappone), settembre 2009, vince due medaglie d'oro e una d'argento conquistando il titolo di Campionessa del Mondo 2009.&lt;br /&gt;
Elisa con la sua squadra conferma il titolo di Campionessa del Mondo anche per l'anno 2010 avendo vinto il Campionato del Mondo di Mosca, conquistando una medaglia d'oro e due d'argento.&lt;br /&gt;
Si riconferma per il terzo anno consecutivo Campionessa del Mondo vincendo a Montpellier 2011 una medaglia d'oro e due d'argento ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012 , dove sale sul podio e conquista la medaglia di bronzo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Boldon_ato_jabari&amp;diff=260</id>
		<title>Boldon ato jabari</title>
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		<updated>2016-05-23T10:09:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot; Ato Jabari Boldon (Port of Spain, 30 dicembre 1973) è un atleta trinidadiano. La sua specialità è la velocità, in particolare i 100 m piani, i 200 m piani e la staffetta...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Ato Jabari Boldon (Port of Spain, 30 dicembre 1973) è un atleta trinidadiano.&lt;br /&gt;
La sua specialità è la velocità, in particolare i 100 m piani, i 200 m piani e la staffetta 4x100 m.&lt;br /&gt;
All'età di 14 anni si trasferì negli Stati Uniti dove inizialmente giocò a calcio. Nel 1990 iniziò a praticare atletica e nel 1992, alle Olimpiadi di Barcellona, disputò i 100 ed i 200, che vinse lo stesso anno ai mondiali giovanili (doppietta ottenuta per la prima volta in quest'evento).&lt;br /&gt;
La sua prima medaglia arrivò ai mondiali del 1995, con un bronzo nei 100.&lt;br /&gt;
Dopo due bronzi olimpici (100 e 200) ad Atlanta 1996, l'anno successivo, ai mondiali di Atene, vincendo i 200 divenne il primo atleta di Trinidad e Tobago a vincere un titolo iridato.&lt;br /&gt;
Nel 1998 vinse i 100 ai Giochi del Commonwealth di Kuala Lumpur.&lt;br /&gt;
Saltati i mondiali del 1999 a Siviglia, alle Olimpiadi di Sydney 2000 vinse l'argento nei 100 ed il bronzo nei 200.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un avviso di garanzia per doping, ai mondiali del 2001 disputatisi ad Edmonton fu quarto nei 100 e terzo nella staffetta 4x100, ma a causa della squalifica comminata per uso di sostanze proibite a Tim Montgomery, che aveva vinto l'oro nella staffetta 4x100m e l'argento nei 100m (dietro Maurice Greene), fu promosso al terzo posto nei 100 e nella staffetta portò a casa l'argento come secondo componente di una squadra composta   anche da Marc Burns, Jaycey Harper e Darrel Brown, dietro al Sudafrica.&lt;br /&gt;
Il 14 febbraio 2006 è stato eletto tra i Senatori del suo paese per alti meriti, salvo poi dimettersi da tale carica per allenare i velocisti sauditi in vista di Pechino 2008.&lt;br /&gt;
Nato : 30-12-1973 a Port of Spain &lt;br /&gt;
Caratteristiche fisiche : 1,76x 75 kg.&lt;br /&gt;
Nazionalità : Trinidad &amp;amp; Tobago&lt;br /&gt;
Personal Best : 100 m: 9”86 – 200 m: 19”80&lt;br /&gt;
Fraterno amico di “Mo” Greene. Qualche acciacco e forse minori stimoli lo hanno gradualmente fatto appassire nel finale di carriera. I maligni parlano di doping negli anni migliori, circostanza mai confermata nonostante sia stato sottoposto a decine di controlli nelle molte gare disputate in tutti gli angoli del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dotato di una corsa molto potente e con un carattere molto determinato, ha primeggiato nello sprint già dalla categoria junior, vincendo un titolo mondiale su 100 e 200. &lt;br /&gt;
Ha recuperato un bronzo mondiale ad Edmonton 2001 a seguito della squalifica di Tim Montgomery.&lt;br /&gt;
Di lui si ricorda soprattutto il bronzo olimpico di Atlanta 1996 con 19&amp;quot;80, a completare un podio stratosferico assieme a Michelone Johnson e Frankie Fredericks. &lt;br /&gt;
Vive in America ed ha militato a lungo nel gruppo HSI di John Smith. Ha voltato definitivamente pagina iniziando una nuova avventura come manager, trainer e quant'altro, sempre a che fare con l'atletica comunque. Vulcanico.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Bekele_kenenisa&amp;diff=251</id>
		<title>Bekele kenenisa</title>
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		<updated>2016-05-23T10:05:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;BEKELE KENENISA  Nasce nel 1982 a Bekoji in Etiopia, è campione olimpico e mondiale sui 10000 m e 5000 m ed è anche detentore degli attuali record mondiali e olimpici su ent...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;BEKELE KENENISA &lt;br /&gt;
Nasce nel 1982 a Bekoji in Etiopia, è campione olimpico e mondiale sui 10000 m e 5000 m ed è anche detentore degli attuali record mondiali e olimpici su entrambe le discipline.  Dal 2002 al 2006 ha vinto dieci titoli consecutivi nella corsa campestre. &lt;br /&gt;
Kenenisa Bekele proviene dallo stesso villaggio di Derartu Tulu (la prima africana nera a diventare campionessa olimpica nel 1992 a Barcellona). Si mette subito in luce fin da giovane, vincendo nel 1999 da under 18 e juniores due medaglie d'argento sui 3.000 m, e nel 2000, sui 5000m  ai mondiali giovanili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal 2001 al  2004&lt;br /&gt;
Nel 2001 ai Campionati del mondo di corsa campestre arriva secondo nella gara corta seniores, e il giorno dopo si impone nella competizione juniores con un distacco di 33' sul secondo classificato. Non riesce invece a qualificarsi per mondiali di atletica: al Golden Gala di Roma, prova scelta per selezionare i tre etiopi da iscrivere ai 5.000 m iridati per i campionati del mondo di atletica leggera di Edmonton in Canada, Bekele viene colpito da crampi e conclude al 16° posto, quarto degli etiopi.&lt;br /&gt;
Ai mondiali di corsa campestre del 2002 si impone sia nella gara breve sia nella gara lunga, primo uomo della storia a realizzare tale doppietta. Sono i primi di una lunga serie di titoli nella specialità campestre , fino a 2006 compreso, Bekele ha vinto entrambe le gare per cinque mondiali consecutivi. Un infortunio al tendine d'Achille lo ha tenuto lontano però dalle competizioni nei mesi seguenti.&lt;br /&gt;
Rientrato alle gare nel 2003,nel Campionato del mondo di atletica leggera che si è svolto a Parigi, Bekele si cimenta per la prima volta sui 10.000 m, battendo il connazionale Haile Gebrselassie, pluri-campione olimpico e mondiale e primatista mondiale sulla distanza vincendo così la prima  medaglia d'oro sui 10.000 m in un podio tutto etiope, con Gebrselassie argento e l’altro etiope Sihine bronzo. Bekele negli stessi campionati del mondo a Parigi gareggia anche i 5.000 m, solo che deve arrendersi al kenyano kipchoge medaglia d’oro e al marocchino Hicham El Guerrouj medaglia d’argento, arrivando terzo e vincendo la medaglia di bronzo.&lt;br /&gt;
Il 31 maggio ad Hengelo, in Olanda Bekele corre  i 5.000 m in 12'37&amp;quot;35, migliorando di 2&amp;quot;01 il precedente primato di 12'39&amp;quot;36. Una settimana dopo, l'8 giugno, al meeting di Ostrava in Repubblica Ceca, ferma il cronometro a 26'20&amp;quot;31 sui 10.000 m, abbassando di 2&amp;quot;41 il vecchio limite di 26'22&amp;quot;73. Ad agosto, alle Olimpiadi di Atene, il principale evento dell'anno, vince la medaglia d'oro sui 10.000 m, mentre nei 5.000 m viene battuto da El Guerrouj ed ottiene la medaglia d'argento. A marzo vince per la quarta volta consecutiva i mondiali di corsa campestre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal 2005 al 2009&lt;br /&gt;
Ai mondiali di Helsinki nel 2005 conferma il suo titolo sui 10.000 m battendo il connazionale Sihine e il keniota  Mosop. Il 26 agosto a Bruxelles ritocca il suo primato mondiale sui 10.000 m scendendo a 26'17&amp;quot;53,che è l’attuale record del mondo.&lt;br /&gt;
Ai campionati del mondo di atletica leggera indoor di Mosca nel 2006 ha vinto la sua prima medaglia d'oro al coperto sui 3.000 m, diventando così il primo atleta laureatosi campione del mondo all'aperto, al coperto e nella corsa campestre.&lt;br /&gt;
Successivamente vince altri 2 titoli mondiali sui 10.000m, ovvero ad Osaka 2007 ed a Berlino 2009 dove realizzerà la doppietta vincendo anche la gara dei 5000.Alle Olimpiadi di Pechino 2008 Bekele punta alla doppietta su entrambe le distanze, cioè i 10000 m. e i 5000 m. nei 5000 m. vince la medaglia d’oro col tempo di 12’57’’82, che è anche l’attuale record olimpico davanti al Kenyano Kipchoge. Vince anche i 10000 m. piani col tempo di 27’01’’17 che è l’attuale record olimpico, davanti all’etiope Sihine.&lt;br /&gt;
Il 27 luglio del 2004 Bekele viene nominato ambasciatore UNICEF. Il 4 gennaio del 2005, Bekele subisce un lutto molto grave,infatti la sua fidanzata, campionessa del mondo U18 sui 1500 m nel 2003, viene colpita da un attacco cardiaco mentre si stavano allenando assieme ad Addis Abeba, e muore mentre il compagno la stava trasportando in auto all'ospedale. &lt;br /&gt;
Olimpiadi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Camber_irene&amp;diff=249</id>
		<title>Camber irene</title>
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		<updated>2016-05-23T10:04:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;                                                                             Irene Camber, figlia del poeta-soldato Giulio Camber, è nata a Trieste  il 12 febbraio 1926. Iniz...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;                                                                            &lt;br /&gt;
Irene Camber, figlia del poeta-soldato Giulio Camber, è nata a Trieste  il 12 febbraio 1926. Inizio ad affacciarsi alla pratica della scherma assolutamente per  caso quando avevo otto anni, nonostante la madre voleva che diventasse ginnasta. Inizio la sua carriera nel dopoguerra, nel ben mezzo della guerra fredda nella Società Ginnastica Triestina, partecipando inizialmente a gare regionali, per poi partecipare e affermarsi costantemente a vari campionati italiani, sia individuali che a squadra, ottenendo buoni risultati. Nel suo percorso da schermista ha avuto diversi maestri tra cui Carlo De Palma, Guido Comini, Dino Turio e Enzo Angelini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la morte di suo padre decise di lasciare momentaneamente la scherma per darci dentro con lo studio, cosi si iscrisse all’università di Padova dove studiava lettere la sorella, scegliendo la facoltà di chimica industriale, terminando nel 1950, dove fu la prima donna ad ottenere questa laurea a Padova. Dopo il periodo di pausa , inizio a riprendere la pratica del fioretto, e da qui inizio il suo percorso verso l’affermazione su campo internazionale. Nel 1947 arriva  il primo bronzo a squadre alle Universiadi a Parigi ,nel 1948 partecipò alla sua prima olimpiade a Londra dove arrivò in semifinale. Attendendo le Olimpiadi successive, Irene partecipa a diversi mondiali e tornei  internazionali, dove arrivò  nel ’49 quarta al Cairo, nel ’50 sesta a Monaco, nel ’51 quarta a squadre a Stoccolma, vince nel torneo Internazionale di Vienna a squadre nel ’51 ,nel ’52 bronzo a squadre a Copenaghen e tre titoli universitari nel ’49, ’50 e ’51. Nel 1952 partecipò alle Olimpiadi di Helsinki dove arrivò in finale vincendo il suo primo oro olimpico ,divenendo la prima donna italiana a vincere nel fioretto femminile ,battendo la favoritissima ungherese Ilona Elek , grandissima schermitrice, la quale era stata campionessa nelle precedenti olimpiadi  di Berlino e Londra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1953 partecipò  al campionato mondiale a Bruxelles  dove vinse l’oro individuale e il bronzo a squadre, diventando la prima atleta italiana a compiere l’impresa di aggiudicarsi sia la medaglia d'oro ai giochi olimpici che ai campionati mondiali. Dal successo olimpionico, seguono tutta una serie di vittorie non meno prestigiose, nei campionati mondiali  del ’53 a Dortmund bronzo a squadre, nello stesso anno vince l’individuale al torneo internazionale a Rio de Janeiro, nel ’54 è argento a squadre e quarta nell’individuale a Lussemburgo, nel ’55 a Roma bronzo a squadre e settima nell’individuale, nel ’57 a Parigi vince l’oro a squadre ed è bronzo nell’individuale. nel 1956 rinunciò alle Olimpiadi di Melbourne per sposarsi. Torno in pedana nel 1957 dove a Parigi vince l’oro a squadre e  bronzo nell’individuale . nel 1958  e ‘59 nacquero i suoi primi due figli. Nel 1960 partecipò alle olimpiadi che si tennero a Roma, conquistando il  bronzo a squadre . Successivamente, nei campionati mondiali del ’61 a Torino, arrivò quarta a squadre e nel ’62 a Buenos Aires bronzo a squadre . Nel 1963 nacque il suo terzogenito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultimo suo impegno agonistico fu alle Olimpiadi di Tokyo nel1964, dove ottenne un  quarto posto a squadre. Dopo la conclusione della sua carriera da schermista è stata Commissario Nazionale per il fioretto donne dal ’65 al ’72, Membro della Commissione Calendari e Propaganda della FIE , nel ’72 accompagnatrice della squadra alle Olimpiadi di Monaco. Ha ricevuto diversi riconoscimenti per la sua attività  fra cui il Premio dei Cento Anni della Gazzetta, il Premio alla Carriera “Giornalisti Brianza”, il Premio “Prestigio ed Esempio” degli Azzurri d’Italia, la Coppa Cotronei, la Croce di Cavaliere della Repubblica, la Medaglia d’Argento, Benemerenza Civile del Comune di Milano, il Premio Aquile dello Sport Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Il premio &amp;quot;Stella d'oro“ al merito sportivo&amp;quot; per le sue innumerevoli e leggendarie imprese.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Bevilacqua_antonella&amp;diff=179</id>
		<title>Bevilacqua antonella</title>
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		<updated>2016-05-23T09:12:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot; BEVILACQUA ANTONELLA Nel presente elaborato andremo a conoscere la figura di Antonella Bevilacqua ex atleta italiana professionista del salto in alto, con ventisei presenze i...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
BEVILACQUA ANTONELLA&lt;br /&gt;
Nel presente elaborato andremo a conoscere la figura di Antonella Bevilacqua ex atleta italiana professionista del salto in alto, con ventisei presenze in nazionale e vincitrice nel 1997 dei Giochi del Mediterraneo di Bari. Antonella Bevilacqua nasce a Foggia il 15 ottobre 1971 è la seconda atleta a stabilire il primato italiano nella seguente disciplina strappandolo a una grande atleta quale Sara Simeone, che lo deteneva da ormai tredici anni. Nonostante tutte le sue vittorie Bevilacqua nella propria bibliografia ama definirsi come:&lt;br /&gt;
“Un atleta che ha dato il massimo e continuo a farlo ogni giorno ritenendomi comunque fortunata per quanto ho vissuto e vivo […] la sfortuna la lascio agli altri” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’anno 1982, l’atleta Bevilacqua si trova a dover prendere la prima di una lunga serie di decisioni, infatti dovrà scegliere tra la danza moderna e l’atletica, prediligendo, poi quest’ultima. La sua prima gara agonistica si ha per l’Atletica Dauina Foggia, all’età di undici anni dove riuscì a superare l’asticella posta a 1,43 m. L’atleta nel periodo compreso tra 1983 e il 1990 registra un progressivo miglioramento, che la portò al conseguimento di un salto pari a 1,49 m, oltre che alla conquista di tutti i titoli italiani di categoria a disposizione; inoltre partecipò alle più significative celebrazioni internazionali, come quella del 1988 dove riuscì a conquistare l’ottavo posto ai Campionati Mondiali juniores di Plovdiv, sebbene presentasse una lesione ai legamenti della caviglia.&lt;br /&gt;
In questo momento della sua vita l’atleta si sente pronta a fare un passo avanti per la sua carriera e matura la decisione di entrare a far parte della Cras Taranto. Nel 1991 vince la sua prima nazionale assoluta a Torino e partecipa al Campionato Mondiale Assoluto a Siviglia, ma, purtroppo, in questo periodo, iniziano a sorgere i primi problemi di salute quali difficoltà dovuti al sovrappeso, in cui ingrassa sino a dieci chili; nonostante ciò, viene convocata in Coppa Europa, partecipa ai Giochi del Mediterraneo  (arrivando quinta) e infine va a Helsinky con la nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno seguente non possiamo definirla una buona stagione, anche se Bevilacqua attraverso vari sforzi si conferma un’atleta costante e diligente, qualità che la portano a superare 1,90 m e a vincere il titolo italiano a Bologna, ma soprattutto ad ottenere un posto nelle tanto sognate Olimpiadi. La vittoria all’Olimpiadi di Barcellona, però, resterà un miraggio, in quanto Bevilacqua sarà la prima delle escluse dalla finale, anche se questa delusione le servirà come input per migliorarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1993 l’atleta ottiene molte soddisfazioni, soprattutto per la stagione outdoor, grazie alla partecipazione ai Campionati Mondiali Indoor a Toronto e ai Mondiali di Stoccarda, dove si aggiudica un posto in finale (salta in qualifica 1,93 m), ma non si qualificherà oltre il sesto posto. Proprio nel 1994, durante il Campionato Italiano, Bevilacqua può ritenersi più che soddisfatta, tutti i suoi sforzi vengono ripagati: riesce a saltare 1,98 m; sfortunatamente, però, un nuovo infortunio è dietro l’angolo e la costringerà a stare lontana dalle competizioni fino al maggio 1996; ma le brutte notizie per l’atleta non hanno fine, il 4 maggio 1996 l’atleta risulterà essere positiva al doping e, pur dimostrando la sua buona fede e la conseguente assoluzione dalla Federazione Italiana, il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) rigetta il verdetto e le invalida il quarto posto ottenuto alla XXVI Olimpiade di Atlanta, oltre che a una squalifica retroattiva di tre mesi impostagli dalla IAAF. Ormai delusa incapace di accettare un trattamento del genere, Bevilacqua valuta seriamente il suo ritiro dall’attività agonistica. Il 1997 ha tutti i presupposti per essere l’anno giusto, l’atleta, senza una adeguata preparazione prende parte alla stagione indoor e si aggiudica ancora una volta il titolo italiano e torna nei posti che contano nelle graduatorie mondiali (con la misura di 1,98 m); ma l’ennesimo infortunio, questa alla colonna vertebrale, fa da padrone nel Campionato Mondiale di Atene, infatti il ricorso a una massiccia riabilitazione insieme alle manipolazioni chiropratiche, non le permettono di superare il settimo posto, sebbene fosse considerata una delle favorite per la vittoria di una medaglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’infortunio alla schiena va a sopraggiungere una disfunzione alla caviglia di stacco, senza tener conto del suo stato di salute già precario, Bevilacqua riceve delle forti pressioni affinché gareggi in Coppa Campioni a Faro. Questa decisione avrà pesanti ripercussioni nella sua carriera, il referto diagnostico mette in evidenza la criticità della sua salute, non trovando supporto nella società, l’atleta viene messa fuori squadra ed è costretta a pagarsi il costo del cartellino, quindi, viste le “incomprensioni”, Bevilacqua è posta davanti a una decisione importante: recide il contratto con Snam Milano e fa ritorno presso la sua prima società l’Atletica Dauina Foggia. Nel 1999, nonostante sia sola e piena di paura per probabili infortuni, riesce a conquistare il titolo italiano indoor e prendere parte ai meeting internazionali (Parigi Osaka Tokyo Nizza) con performance vicine e superiori al 1,90 m.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2001 si tessera con l’Assi Banca Toscana, dove trova qualcuno in grado di credere in lei sia a livello societario e che a livello tecnico medico, infatti nello staff troverà dottori e fisioterapisti del calibro di Musa, Gemigniani e Pellegrini, i risultati si vedono con la vittoria a Valencia e il ritorno ai vertici delle graduatorie nazionali. Nel 2003, sebbene dei problemi familiari non le garantiscono uno stato mentale sereno, saltando 1,92 m riesce a qualificarsi ai mondiali di Parigi e ad avere la possibilità di centrare misure più vicine al personale assoluto. L’anno seguente conquista l’oro per la settima volta ai Campionati Italiani Indoor, supera 1,80 m, ma una volta rientrata in Italia le condizioni fisiche sono seriamente complesse: la visita rivela che il tendine d’Achille del piede di stacco è aperto in due e il tricipite surale presenta un principio di sfibramento, quindi l’operazione risulta inevitabile. Il 2006 è stato definito dalla stessa Bevilacqua, l’anno più emozionante della sua vita, questo turbinio di emozioni, però, non sono riconducibili alla pista, ma al ruolo di tedofora per la tappa della città di Foggia. L’anno seguente decide di cimentarsi in una nuova avventura, quella di conduttrice presso una televisione locale. Il 2008 è l’anno del suo ritiro e attualmente ricopre il ruolo di preparatrice atletica del circolo di tennis “Tennis Club Foggia”.&lt;br /&gt;
Per concludere possiamo affermare che il palmarès di Antonella Bevilacqua è il seguente:&lt;br /&gt;
•	(1996) Giochi Olimpici di Atlanta &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	(1997) Giochi del Mediterraneo di Bari&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	(1991-1994,1996,1997,2003) Campionati Italiani Assoluti (Oro)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	(1991,1993,1994,1996,1997,2000,2004) Campionati Italiani IndooR&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
www.antonellabavilacqua.it&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
www.mediterraneangames.it&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Caironi martina</title>
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		<updated>2016-05-23T09:09:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;   Martina Caironi, nata ad Alzano Lombardo il 13 settembre 1989, è un'atleta paralimpica italiana. La sua storia di atleta nasce circa cinque anni fa, dopo un incidente subi...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Martina Caironi, nata ad Alzano Lombardo il 13 settembre 1989, è un'atleta paralimpica italiana. La sua storia di atleta nasce circa cinque anni fa, dopo un incidente subito tornando a casa in motorino. Accadde che un conducente di un’autovettura che viaggiava in senso opposto, perde il controllo dell'auto ed invade la sua corsia: l'impatto è violentissimo, Martina viene scaraventata a terra e, nell'operazione chirurgica che ne seguirà, lascia parte della sua gamba sinistra amputata all'altezza del femore. Le fasi successive all’incidente la portano, fra l’altro, in un centro specializzato nella costruzione delle protesi; l’operazione di disarticolazione subita da parte da di un medico austriaco, le consente di indossare una protesi sportiva su cui è stato possibile applicare un ginocchio elettronico, tecnica che le ha consentito di poter correre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La scoperta dell’atletica è nata nel corso di una visita in un centro di protesi dove Martina vede le foto di atleti disabili impegnati nelle gare di corsa, ed è proprio in quel momento che le nasce la curiosità e la voglia di provare. Nonostante l’inizio sia stato difficoltoso e pieno di insidie per abituarsi a questa nuova vita, in seguito è diventata prima una promessa, siglando e infrangendo più volte dal 2008 a oggi il record italiano, e poi in brevissimo tempo una vera stella, fino al titolo mondiale del 2011 con relativo record mondiale. La campionessa Martina Caironi, oltre a guadagnarsi diverse medaglie d’oro nella sua specialità, i 100 metri piani categoria T42(atleti amputati all’altezza del ginocchio), ha conquistato anche una medaglia di bronzo mondiale nel salto in lungo. Grazie a tutte le sue vittorie, Martina è riuscita anche ad entrare a far parte delle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo della Guardia di Finanza, che fra l’altro è uno dei più rinomati e vincenti. La sua ultima vittoria, risale alle paralimpiadi di Londra il 5 settembre del 2012 sui 100 metri piani, con un record mondiale di 15’’87. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche se per ora, le specialità paralimpiche per Martina sono 2: , i 100 metri e il salto in lungo, la sua aspirazione è gareggiare anche nei 200 metri. Martina è un atleta da ammirare: la tenacia, la forza e la voglia di fare non sono venute mai meno e sono proprio le qualità che le hanno permesso di affrontare una riabilitazione dopo la perdita di parte della gamba e soprattutto che le hanno permesso di vincere tutte le sue medaglie. La stella dell’atletica paralimpica tuttora pensa al suo futuro e alle prossime paralimpiadi continuando ad allenarsi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Messi_lionel_andres&amp;diff=157</id>
		<title>Messi lionel andres</title>
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		<updated>2016-05-23T08:56:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;LIONEL_MESSI (Rosario, 24 Giugno 1987 – vivente)  Lionel Andrés Messi nasce il 24 giugno 1987 a Rosario, nello stato argentino di Santa Fè. Alto 169 centimetri per poco pi...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;LIONEL_MESSI (Rosario, 24 Giugno 1987 – vivente)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lionel Andrés Messi nasce il 24 giugno 1987 a Rosario, nello stato argentino di Santa Fè. Alto 169 centimetri per poco più di 65 Kg, e con il baricentro del corpo più basso rispetto ai fisici imponenti del calciatore medio, Messi ha incredibili capacità nel controllo della palla e nell'accelerazione. Mancino, esegue cambi di direzione e dribbling a grande velocità, fornendo per lo più assist per i compagni di squadra e finalizzando le sue azioni calciando verso la porta avversaria. In campo può essere impiegato su entrambe le fasce del campo cercando spesso l'azione solitaria in contropiede; ma riesce a dare il meglio di sè nel ruolo di “falso centravanti”, una seconda punta, una posizione più centrale che gli permette di effettuare fraseggi più frequenti con i centrocampisti e trovare più agevolmente inserimenti vincenti in area di rigore; è anche in grado di interpretare e sfruttare i &amp;quot;tagli&amp;quot; nella difesa avversaria, trovando facilmente la via del gol. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CALCIO : I PRIMI ANNI&lt;br /&gt;
A soli cinque anni inizia a tirare i primi calci alla palla. La “Pulga”, la Pulce, è il suo soprannome. Ha la statura e il corpo di un bambimo. Proprio da bambino, infatti, Lionel smette di crescere: l’ormone della crescita era inibito e Messi era affetto da una rara forma di nanismo.  La sua prima squadra è quella del Grandoli, piccola scuola di calcio della sua città rivolta ai fanciulli. Ad allenare i ragazzi è Jorge Messi, impiegato metalmeccanico e padre del futuro campione. All'età di sette anni Lionel Messi indossa la maglia dei &amp;quot;Newell's Old Boys&amp;quot; e gioca nelle categorie giovanili. Agli occhi degli appassionati di calcio che seguivano il ragazzino nei campetti di Rosario, già era chiaro il talento del giovane. Il talento era talmente cristallino che le giovanili del blasonato club River Plate lo vollero. A causa di un ritardo nello sviluppo osseo del ragazzo, il passaggio sfuma. Viene consigliato alla famiglia un trattamento medico molto costoso: si parla di 900 dollari mensili. Jorge Messi chiede aiuto ai Newell's Old Boys e al River Plate senza ottenere soluzioni adeguate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ASCESA : APPRODO AL BARCELLONA – DEBUTTO IN NAZIONALE&lt;br /&gt;
Il padre crede fortemente nel possibile futuro da campione di Lionel: chiede così soccorso ad alcune fondazioni. A raccogliere l'appello è la fondazione Acindar. A causa dei problemi economici che coinvolgono la famiglia, il padre decide di emigrare in Spagna trasferendosi a Lerida, città catalana sita nei pressi di Barcellona. Nel settembre del 2000 Leo Messi effettua il primo provino con la prestigiosa società del Barcellona. E' il direttore sportivo Carles Rexach, allenatore delle giovanili, ad osservarlo: rimane impressionato dalla tecnica e dai cinque gol realizzati dal ragazzo. L’argentino firma immediatamente con la società catalana, stipulando un contratto su un fazzoletto di carta. Da quel momento il club catalano si farà carico anche delle spese mediche per il trattamento che Lionel Messi necessita. Il passaggio e l'ascesa nelle varie categorie del Barcellona è velocissimo: Messi arriva a siglare l'impressionante numero di 37 gol in 30 partite, e non è raro che in campo regali spettacolari magie. Arriva così il debutto con la nazionale Argentina under 20; la partita è un'amichevole contro i giovani ragazzi del Paraguay. Leo Messi segna 2 goal. E' il 16 ottobre 2004 quando debutta nella Liga spagnola con la prima squadra del Barcellona nel derby contro l'Espanyol. Nel mese di maggio del 2005 Messi, a 17 anni, è il giocatore più giovane nella storia del club catalano a realizzare un goal nel campionato spagnolo. Poche settimane più tardi inizia in Olanda il campionato del mondo under 20: Messi è protagonista con l'Argentina. Segna 6 goal in 7 partite e porta la sua nazionale al trionfo finale. &lt;br /&gt;
Ottiene inoltre il titolo di Miglior giocatore del torneo (&amp;quot;Adidas Gold Ball&amp;quot;) e quello di Capocannoniere (&amp;quot;Adidas Golden Shoe&amp;quot;). Non è felice invece il suo debutto con la nazionale maggiore contro l'Ungheria, a Budapest: Messi viene espulso dall'arbitro dopo un solo minuto di gioco. All'inizio della successiva stagione clacistica spagnola, il Barcelona rinnova il contratto con il giovane talento, assicurandoselo fino al 2014. La clausola rescissoria è milionaria: il club che vorrà acquistare dai catalani il campione argentino, dovrà sborsare l'astronomica cifra di 150 milioni di euro. 169 centimetri per 67 chilogrammi, seconda punta, mancino, Messi è dotato di una grande accelerazione. Sia nel Barca che in nazionale viene impiegato come ala destra. Strepitoso nell'uno contro, non è raro che arrivi vicino alla porta avversaria. In Spagna gioca e convive efficacemente con altri grandi campioni, quali Ronaldinho e Samuel Eto'o. Tra i suoi successi vi sono due vittorie della Liga (2005 e 2006), una Supercoppa Spagnola (2005) e una Champions League (2006). Purtroppo Messi ha saltato la finale di Champions contro l'Arsenal, a causa di un infortunio rimediato contro il Chelsea. &amp;quot;El Pulga&amp;quot; (la pulce), così soprannominato per via della sua ridotta statura fisica, è stata una delle attesissime stelle ai Mondiali di calcio di Germania 2006: l'Argentina terminerà il mondiale ai quarti di finale, eliminata ai rigori dalla squadra di casa; l'allenatore Pekerman ha utilizzato Messi solo per 15 minuti durante il girone iniziale: la giovane stella nel poco tempo disponibile ha comunque segnato un gol e fornito un assist per un'altra rete. Diego Armando Maradona, parlando di Lionel Messi ed elogiando il suo talento, è arrivato a definirlo come proprio erede. Nel 2008 partecipa con la nazionale argentina alle Olimpiadi di Pechino dove gioca da protagonista conquistando un prezioso oro olimpico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CONSACRAZIONE&lt;br /&gt;
 Il 27 maggio del 2009 porta il Barcellona a laurearsi campione d'Europa vincendo la finale di Champions League (giocata allo stadio Olimpico di Roma) contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo: con un colpo di testa, Messi è l'autore del gol del 2-0, rete che permette all'argentino di conquistare anche il titolo di capocannoniere della competizione (9 goal totali). All'inizio del mese di dicembre del 2009 gli viene assegnato il Pallone d'Oro; la misura del merito appare cristallina nella classifica del premio: Messi superato di ben 240 punti il secondo classificato, il portoghese Cristiano Ronaldo, il quale era stato insignito dello stesso premio l'anno precedente. L'annata si conclude in modo perfetto, tanto che meglio di così era veramente impossibile: Messi sigla infatti il gol (al 5° minuto del secondo tempo supplementare, 2-1 contro gli argentini dell'Estudiantes) che consegna al Barcellona - per la prima volta nella sua storia - il Mondiale per Club. Ma non è finita, perché a lui va anche il premio Fifa World Player, assegnato dai commissari tecnici e dai capitani delle nazionali. Nel 2010 ai mondiali di calcio sudafricani è protagonista nell'Argentina guidata da Maradona. All'inizio del 2011 viene premiato a sorpresa con il Pallone d'Oro, il secondo della sua carriera, classificandosi prima degli spagnoli Iniesta e Xavi, entrambe suoi compagni di squadra nel Barcellona. A coronare la lunga serie di momenti positivi, alla fine del mese di maggio 2011, arriva la vittoria con il Barcellona della Champions League. All'inizio di gennaio del 2012 arriva poi il terzo Pallone d'oro consecutivo; prima di lui era un record appartenente solo al francese Michel Platini, che nell'occasione è stata proprio la persona a consegnarlo all'argentino. Frantuma ogni primato quando un anno dopo, nel 2013, viene nuovamente insignito di tale premio, il quarto Pallone d'oro: mai nessuno come lui.                                                                  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La storia di Lionel Messi è come la leggenda del calabrone. Si dice che il calabrone non potrebbe volare perché il peso del suo corpo è sproporzionato alla portanza delle sue ali. Ma il calabrone non lo sa e vola. Messi con quel suo corpicino, con quei suoi piedi piccoli, quelle gambette, il piccolo busto, tutti i suoi problemi di crescita, non potrebbe giocare nel calcio moderno tutto muscoli, massa e potenza. Solo che Messi non lo sa, ed è per questo che è il più grande di tutti.&lt;br /&gt;
« Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi. Ad oggi è il mio unico degno erede! »&lt;br /&gt;
(Diego Armando Maradona)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;
Wikipedia :   http://it.wikipedia.org/wiki/Lionel_Messi&lt;br /&gt;
Sitio oficial de Lionel Andrès Messi &lt;br /&gt;
Roberto Saviano : La bellezza e l’inferno (Giocarsi tutto)&lt;br /&gt;
I miti del calcio : Lionel Messi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Molfetta_carlo&amp;diff=145</id>
		<title>Molfetta carlo</title>
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		<updated>2016-05-23T08:52:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;MOLFETTA CARLO &lt;br /&gt;
Carlo Molfetta nasce a Mesagne, in provincia di Brindisi, il 15 febbraio del 1984. È un atleta olimpico di Taekwondo, sport che inizia alla giovane età di cinque anni. I genitori non ne potevano più di avere in casa questo bambino così irrequieto da distruggere tutto in casa, così decidono di portarlo sul Tatami sperando che con questo sport il bambino irrequieto potesse sfogarsi. Non è l’unico sport che prova infatti dice di aver praticato anche il calcio, la pallavolo e la pallacanestro, ma gli sport di squadra non facevano proprio per lui perché doveva lui doveva essere sicuro di dare il massimo e in una squadra non si ha la certezza che tutti diano il meglio di sé. Sin dalla seconda media firmava gli autografi ai suoi compagni di classe promettendogli che un giorno sarebbe  arrivato alle Olimpiadi, il suo sogno. Dalle prime gare tra le varie palestra si rivela uno dei più bravi, ma la prima gara ufficiale la disputa all’età di 14 anni con gli Italiani Speranze dove su 5 incontri vince con 4 K.O ed è con questa che gara viene convocato in Nazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2000 partecipa al Campionato Mondiale Juniores e vince mentre l’anno successivo partecipa al Campionato Mondiale Seniores dove si piazza secondo alla giovane età di 17 anni. Nel 2001 ancora minorenne si trasferisce a Roma per potersi allenare al Centro di Preparazione Olimpica  dell’Acqua Acetosa. Completa i suoi studi superiori al Liceo Scientifico Comparato Pirandello a Roma. Nel 2004 partecipa alle sue prime Olimpiadi ad Atene, ma a causa della giovane età non riesce a salire sul podio. In questi anni partecipa a numerose gare Nazionali e Internazionali dove vince diverse medaglie come la medaglia di argento ai Campionati Europei del 2004, una medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2005  fino ad arrivare al 2008 dove a causa di diversi infortuni non riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Negli anni successivi partecipa ai Campionati Mondiali del 2009 dove vince un argento e nel 2010 un oro ai Campionati Europei. Nel 2011 inizia la preparazione per le Olimpiadi dell’anno successivo e per poter partecipare nella categoria “massimi” deve ingrassare 13/ 14 kg, nello stesso anno partecipa ai Campionati Mondiali e vince un bronzo. Cosi riesce ad ottenere il Pass Olimpico alle Qualificazioni Continentali di Kazan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2012 partecipa alle tanto attese Olimpiadi di Londra, dove riesce ad arrivare in finale battendo il tagiko Alisher Gulov, il cinese Liu Xiabo e il maliano Daba Modibo Keita, fino ad arrivare alla storica finale con Anthony Obame dove gli viene data la vittoria dall’arbitro, dopo un pareggio di 9-9 e un supplementare di 0-0, che lo premia come atleta migliore nel comportamento e colui che ha cercato la vittoria sin dall’inizio del combattimento. Dopo questa vittoria viene chiamato “The Wolf”, il lupo delle arti marziali. Carlo è l’unico italiano ad aver vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi nella disciplina del Taekwondo e dedica questa vittoria al suo miglior amico Leonardo, nonché atleta come lui, alla sua fidanzata e al suo paese che in quel periodo stava affrontando un brutto periodo. Il prossimo obiettivo per cui si allena 5 ore al giorno è Rio de Janeiro 2016 dove ha come scopo il podio.&lt;br /&gt;
Con queste numerose vittorie italiane il Taekwondo negli ultimi anni si è diffuso sempre più in tutto il Paese. Fino a qualche anno fa era molto diffuso nel Lazio, Campania e Puglia, ma i numeri che si registrano oggi sono cresciuti anche nel resto dell’Italia. Oggi si contano circa 23.000 tesserati, con più di 500 società affiliate e altre distaccate. Questo sport nel mondo è praticato da circa 70 milioni di persone con 204 nazioni affiliate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’associazione italiana più importante è la FITA Federazione Italiana Taekwondo. Nelle Olimpiadi si gareggia per 4 categorie di peso, 4 maschili e 4 femminili logicamente diverse e Carlo Molfetta partecipa nella +80kg ovvero pesi massimi.  &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/31-10-2014/taekwondo-intervista-esclusiva-carlo-molfetta-obiettivo-rio-2016-90902198823.shtml &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
http://www.taekwondowtf.it/new/olimpiadi.php&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
https://www.youtube.com/watch?v=dVhnoQ8955s&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Molfetta&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Molfetta_carlo&amp;diff=142</id>
		<title>Molfetta carlo</title>
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		<updated>2016-05-23T08:52:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;MOLFETTA CARLO  Carlo Molfetta nasce a Mesagne, in provincia di Brindisi, il 15 febbraio del 1984. È un atleta olimpico di Taekwondo, sport che inizia alla giovane età di ci...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;MOLFETTA CARLO &lt;br /&gt;
Carlo Molfetta nasce a Mesagne, in provincia di Brindisi, il 15 febbraio del 1984. È un atleta olimpico di Taekwondo, sport che inizia alla giovane età di cinque anni. I genitori non ne potevano più di avere in casa questo bambino così irrequieto da distruggere tutto in casa, così decidono di portarlo sul Tatami sperando che con questo sport il bambino irrequieto potesse sfogarsi. Non è l’unico sport che prova infatti dice di aver praticato anche il calcio, la pallavolo e la pallacanestro, ma gli sport di squadra non facevano proprio per lui perché doveva lui doveva essere sicuro di dare il massimo e in una squadra non si ha la certezza che tutti diano il meglio di sé. Sin dalla seconda media firmava gli autografi ai suoi compagni di classe promettendogli che un giorno sarebbe  arrivato alle Olimpiadi, il suo sogno. Dalle prime gare tra le varie palestra si rivela uno dei più bravi, ma la prima gara ufficiale la disputa all’età di 14 anni con gli Italiani Speranze dove su 5 incontri vince con 4 K.O ed è con questa che gara viene convocato in Nazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2000 partecipa al Campionato Mondiale Juniores e vince mentre l’anno successivo partecipa al Campionato Mondiale Seniores dove si piazza secondo alla giovane età di 17 anni. Nel 2001 ancora minorenne si trasferisce a Roma per potersi allenare al Centro di Preparazione Olimpica  dell’Acqua Acetosa. Completa i suoi studi superiori al Liceo Scientifico Comparato Pirandello a Roma. Nel 2004 partecipa alle sue prime Olimpiadi ad Atene, ma a causa della giovane età non riesce a salire sul podio. In questi anni partecipa a numerose gare Nazionali e Internazionali dove vince diverse medaglie come la medaglia di argento ai Campionati Europei del 2004, una medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2005  fino ad arrivare al 2008 dove a causa di diversi infortuni non riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Negli anni successivi partecipa ai Campionati Mondiali del 2009 dove vince un argento e nel 2010 un oro ai Campionati Europei. Nel 2011 inizia la preparazione per le Olimpiadi dell’anno successivo e per poter partecipare nella categoria “massimi” deve ingrassare 13/ 14 kg, nello stesso anno partecipa ai Campionati Mondiali e vince un bronzo. Cosi riesce ad ottenere il Pass Olimpico alle Qualificazioni Continentali di Kazan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2012 partecipa alle tanto attese Olimpiadi di Londra, dove riesce ad arrivare in finale battendo il tagiko Alisher Gulov, il cinese Liu Xiabo e il maliano Daba Modibo Keita, fino ad arrivare alla storica finale con Anthony Obame dove gli viene data la vittoria dall’arbitro, dopo un pareggio di 9-9 e un supplementare di 0-0, che lo premia come atleta migliore nel comportamento e colui che ha cercato la vittoria sin dall’inizio del combattimento. Dopo questa vittoria viene chiamato “The Wolf”, il lupo delle arti marziali. Carlo è l’unico italiano ad aver vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi nella disciplina del Taekwondo e dedica questa vittoria al suo miglior amico Leonardo, nonché atleta come lui, alla sua fidanzata e al suo paese che in quel periodo stava affrontando un brutto periodo. Il prossimo obiettivo per cui si allena 5 ore al giorno è Rio de Janeiro 2016 dove ha come scopo il podio.&lt;br /&gt;
Con queste numerose vittorie italiane il Taekwondo negli ultimi anni si è diffuso sempre più in tutto il Paese. Fino a qualche anno fa era molto diffuso nel Lazio, Campania e Puglia, ma i numeri che si registrano oggi sono cresciuti anche nel resto dell’Italia. Oggi si contano circa 23.000 tesserati, con più di 500 società affiliate e altre distaccate. Questo sport nel mondo è praticato da circa 70 milioni di persone con 204 nazioni affiliate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’associazione italiana più importante è la FITA Federazione Italiana Taekwondo. Nelle Olimpiadi si gareggia per 4 categorie di peso, 4 maschili e 4 femminili logicamente diverse e Carlo Molfetta partecipa nella +80kg ovvero pesi massimi.  &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CAMPIONATI MONDIALI 		&lt;br /&gt;
ANNO 	PAESE	MEDAGLIA&lt;br /&gt;
2000	KILLARNEY	ORO&lt;br /&gt;
2001	COREA DEL SUD 	ARGENTO&lt;br /&gt;
2009	DANIMARCA	ARGENTO&lt;br /&gt;
2011	COREA DEL SUD	BRONZO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CAMPIONATI EUROPEI		&lt;br /&gt;
ANNO	PAESE	MEDAGLIA&lt;br /&gt;
2004	NORVEGIA	ARGENTO&lt;br /&gt;
2005	LETTONIA	BRONZO&lt;br /&gt;
2010	RUSSIA	ORO&lt;br /&gt;
2012	REGNO UNITO	BRONZO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
GIOCHI OLIMPICI		&lt;br /&gt;
ANNO	PAESE	MEDAGLIA&lt;br /&gt;
2012	LONDRA	ORO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CAMPIONATI  MONDIALI MILITARI&lt;br /&gt;
ANNO	PAESE	MEDAGLIA&lt;br /&gt;
2008	COREA DEL NORD	ARGENTO&lt;br /&gt;
2010	CANADA	ORO &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/31-10-2014/taekwondo-intervista-esclusiva-carlo-molfetta-obiettivo-rio-2016-90902198823.shtml &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
http://www.taekwondowtf.it/new/olimpiadi.php&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
https://www.youtube.com/watch?v=dVhnoQ8955s&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Molfetta&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Valla_trebisonda&amp;diff=136</id>
		<title>Valla trebisonda</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Valla_trebisonda&amp;diff=136"/>
		<updated>2016-05-23T08:48:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;  Trebisonda Valla detta Ondina (Bologna, 20 maggio 1916 – L'Aquila, 16 ottobre 2006) è stata un'atleta italiana, campionessa olimpica degli 80 metri ostacoli a Berlino nel...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Trebisonda Valla detta Ondina (Bologna, 20 maggio 1916 – L'Aquila, 16 ottobre 2006) è stata un'atleta italiana, campionessa olimpica degli 80 metri ostacoli a Berlino nel 1936, nonché la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici.&lt;br /&gt;
L'originale nome Trebisonda fu scelto dal padre come omaggio all'omonima città turca (in turco Trabzon), da lui ritenuta una delle più belle del mondo. Nata dopo quattro fratelli maschi, cominciò ad essere chiamata &amp;quot;Ondina&amp;quot; in seguito ad un errore di un giornalista che scrisse Tebitonda invece di Trebisonda. Da allora qualcuno iniziò a chiamarla Trebit-ondina e quindi semplicemente Ondina. Ma i genitori iniziarono a chiamarla così solo dopo le olimpiadi di Berlino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ondina Valla si fece notare sin da giovanissima per la sua grinta e le sue doti atletiche. Ai campionati studenteschi bolognesi rivaleggiò con la concittadina e compagna di scuola Claudia Testoni, che sarebbe stata la sua antagonista per tutta la carriera sportiva, ed amica per tutta la vita. A tredici anni Ondina Valla era già considerata una delle grandi protagoniste dell'atletica leggera italiana. L'anno dopo divenne campionessa italiana assoluta e fu convocata in nazionale.&lt;br /&gt;
Era un'atleta versatile, che otteneva eccellenti risultati nelle gare di velocità, sugli ostacoli e nei salti. Divenne presto una delle beniamine del pubblico italiano. Il governo fascista la elesse ad esempio della sana e robusta gioventù nazionale. La stampa la definì Il sole in un sorriso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il più importante risultato della sua carriera fu l'oro alle Olimpiadi del 1936 a Berlino sugli 80 metri ostacoli. Il 5 agosto vinse la semifinale con il tempo di 11&amp;quot;6, che le valse anche il primato del mondo. Il giorno dopo si disputò la finale. L'arrivo fu serrato, con ben quattro atlete piombate assieme sul traguardo. Non ci furono dubbi sulla vittoria della Valla, prima con 11&amp;quot;7, ma fu necessario ricorrere al fotofinish per stabilire l'ordine di arrivo per le inseguitrici. La sua rivale di sempre, Claudia Testoni, si ritrovò quarta, fuori dal giro medaglie. Qualche giorno dopo le due, insieme alla Bongiovanni e alla Bullano, conquistano anche il quarto posto nella staffetta 4x100.&lt;br /&gt;
L'oro olimpico le diede immensa popolarità nell'Italia fascista, divenendo un simbolo per le ragazze italiane. Inoltre, con quella vittoria divenne, all'età di 20 anni e 78 giorni, la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, record rimasto imbattuto fino al 2004.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1937 stabilì con la misura di 1,56 m il primato nazionale nel salto in alto, che mantenne fino al 1955, quando fu superato per un centimetro da Paola Paternoster.&lt;br /&gt;
Dopo le Olimpiadi Valla fu costretta a rallentare l'attività agonistica per un problema alla schiena, rivelatosi in seguito una spondilosi vertebrale. Continuò a gareggiare fino ai primi anni quaranta, ottenendo tre vittorie ai giochi mondiali dello sport universitario di Tokyo e 15 titoli nazionali. Nel 1950, addirittura, fu campionessa abruzzese di getto del peso.&lt;br /&gt;
Dopo aver abbandonato l'attività agonistica, sposò Guglielmo De Lucchi con il quale, negli anni cinquanta, si trasferì nel capoluogo abruzzese. Nel 1978 subì il furto della medaglia d'oro di Berlino. Nel 1984 Primo Nebiolo, allora presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, le donò una riproduzione della medaglia rubata.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Russo_clemente&amp;diff=124</id>
		<title>Russo clemente</title>
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		<updated>2016-05-23T08:45:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot; NAZIONALITÀ: ITALIA &amp;lt;br/&amp;gt; ALTEZZA: 180 CM&amp;lt;br/&amp;gt; PESO: 90KG&amp;lt;br/&amp;gt; SPORT: PUGILATO&amp;lt;br/&amp;gt; CATEGORIA: PESI MASSIMI&amp;lt;br/&amp;gt;  Clemente Russo nasce a Marcianise in provincia di Caserta i...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
NAZIONALITÀ: ITALIA &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
ALTEZZA: 180 CM&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
PESO: 90KG&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SPORT: PUGILATO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
CATEGORIA: PESI MASSIMI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clemente Russo nasce a Marcianise in provincia di Caserta il 27 luglio 1982.&lt;br /&gt;
La sua infanzia non è stata delle migliori e la vita in periferia non lo aiuta poi però&lt;br /&gt;
si appassiona subito alla boxe dove grazie alla disciplina e al rispetto delle regole raggiunge risultati importanti. Clemente inizia in giovane età ad allenarsi nella palestra “Excelsior Boxe” del paese campano.&lt;br /&gt;
É il pugile con la maggior parte di incontri della boxe italiana ed è stato soprannominato da Don King “The white hope” : “la speranza bianca”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La carriera di Russo inizia con le prime vittorie tra il 1997 e il 2010.&lt;br /&gt;
Nel 2004 si aggiudica il primo oro ai Mondiali Militari e nel 2005 la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo ad Almeria.&lt;br /&gt;
Il pugile Russo è Campione del Mondo dei Dilettanti a Chicago nel 2007.&lt;br /&gt;
Russo si impegna al massimo dedicando tutto se stesso alla boxe e l 'anno dopo partecipa alle Olimpiadi di Pechino. Raggiunge ottimi risultati fino al finale quando non riesce a portare a casa l'oro perdendo contro il russo Rachim Čakchiev. In quell'occasione l'emozione è talmente forte da far commuovere anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma l'argento lo consacra come una delle stelle del panorama pugilistico dandogli la possibilità di essere il portabandiera della nazionale italiana nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2008.&lt;br /&gt;
Russo continua ad allenarsi e si prepara per vincere l'oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Purtroppo però anche in questa occasione giunge in gran forma al finale ma riesce a portare a casa soltanto l'argento perdendo l'oro contro l'ucraino Oleksandr Usyk.&lt;br /&gt;
Intanto la fama accresce e i risultati continuano ad arrivare.&lt;br /&gt;
Ai Mondiali di boxe in Kazakistan, Clemente Russo trionfa in finale contro il russo Tischenko ed è il nuovo Campione del Mondo nei pesi massimi 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pugile Russo non molla e aspetta ansioso le Olimpiadi 2016 con un unico grande obiettivo: conquistare l'oro a Rio.&lt;br /&gt;
Nella vita Russo non è solo un pugile, ma anche un poliziotto delle Fiamme Azzurre (gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria). Precedentemente apparteneva alle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia dello Stato) che poi abbandonò nel 2012.&lt;br /&gt;
Clemente Russo trova lo spirito del gioco anche quando scende dal ring, infatti Russo è uno sportivo anche in veste di attore.&lt;br /&gt;
É protagonista del film “Tatanka” tratto dal racconto di Roberto Saviano.&lt;br /&gt;
Il pugile interpreta il ruolo di Michele, un giovane ragazzo che sceglie di salire sul ring per sfuggire ed evitare le tentazioni della malavita. Ma la Polizia di Stato non condivide la scelta di Russo, ritenendo che il pugile non aveva tutte le autorizzazioni e i permessi per poter partecipare al film, e lo sospese per sei mesi dalle funzioni del Corpo e dallo stipendio.&lt;br /&gt;
Da vicecampione olimpico per ben due volte, partecipa anche al Reality Show “La talpa” senza distogliere troppo l'attenzione dal ring.&lt;br /&gt;
Clemente Russo il 29 dicembre 2008 sposa la  judoca italiana Laura Maddaloni con la quale ha avuto tre  figlie: Rosy  nata il 9 agosto 2011 e le gemelle Jane e Janet nate il 14 giugno 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://olimpiadi.corriere.it/2012/info/protagonisti/clemente-russo.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Russo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Boxe/26-10-2013/boxe-clemente-russo-d-oro-campione-mondo-201438620081.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/boxe_clemente_russo_campione_mondo_kazakistan/notizie/345531.shtml&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Kostina_oksana&amp;diff=120</id>
		<title>Kostina oksana</title>
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		<updated>2016-05-23T08:42:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
La ginnastica ritmica è una disciplina che nasce nell'ex Unione Sovietica a metà degli anni 50' e garantisce uno sviluppo motorio adeguato ad ogni bambina, per le atlete che invece mostrano determinate capacità fisiche è possibile intraprendere una carriera agonistica. Questo sport comprende l’utilizzo di alcuni attrezzi quali la fune, la palla, le clavette, il cerchio e il nastro. Nell'anno 1963 a Budapest si è svolto il primo Campionato del Mondo di Ginnastica Ritmica ma solo qualche anno dopo, precisamente nel 1984, diventa una disciplina olimpica. Le gare sono in genere molto lunghe e necessitano di buona pazienza ma sono un’ottima occasione di crescita per le atlete ed una esperienza indimenticabile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le ginnaste più importanti vi è Oksana Kostina, un'atleta dotata di notevole carisma; nata in Siberia ad Irtutsk, il 15 Aprile del 1972 e sin da giovanissima ha iniziato a praticare questa disciplina, uno sport che riesce ad affascinarla totalmente, a tal punto di diventare una delle migliori per quanto riguarda l'interpretazione musicale. Si nota infatti che ad ogni esercizio esprime con eleganza e passione l'amore che nutre nei confronti di questo sport, riuscendo a coordinare danza, ginnastica, e fantasia. Non a caso ottiene risultati brillanti ai mondiali e agli europei, classificandosi quasi sempre tra i primi posti; grandi soddisfazioni per la ginnasta. Tra le sue vittorie più importanti emergono le medaglie vinte alle prestigiose gare di Master e ai Goodwil Games nell'anno 1990. Ma la ginnastica ritmica praticata a quei livelli, è stata da sempre uno degli sport più impegnativi e ottenere ottimi risultati non è per niente semplice, infatti Oksana non sempre è riuscita ad ottenere l'oro ma la sua tenacia e la sua determinazione a raggiungere tale obiettivo, la spingono continuamente a non lasciarsi andare mai. Insieme alla sua allenatrice personale Olga Butanova, dopo una serie di sconfitte, decidono di andare a Barcellona e qui, per un breve periodo di tempo, la futura campionessa inizia ad allenarsi insieme ad un gruppo di ginnaste inglesi ma successivamente è costretta a tornare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 1992 è stato l'anno determinante per Oksana, un anno che ha segnato una tappa fondamentale nella sua vita poichè grazie ai suoi assidui allenamenti conquista ben cinque primi posti ai Campionati del mondo, la sua fama inizia così a crescere notevolmente e tali traguardi la rendono la &amp;quot; Regina della ginnastica ritmica&amp;quot;. La Kostina è stata una delle poche campionesse ad essere amata in quel modo, è stata in grado di trasmettere ai giudici e al pubblico le emozioni che ella stessa provava in pedana. Esattamente tre mesi dopo questa grande vittoria viene coinvolta in una vera e propria tragedia; la giovanissima viaggiava insieme al suo fidanzato quando vennero travolti in un incidente. Entrambi trasportati d'urgenza in ospedale ma nonostante la prontezza dei soccorsi, la ventenne muore poche ore dopo l'accaduto per delle lesioni interne gravi, il ragazzo invece riesce a salvarsi. Non è stato un dramma inaspettato soltanto per i familiari della ragazza bensì anche per tutti coloro che la conoscevano e la amavano nel mondo della ginnastica ritmica, un mondo che ormai l'aveva cresciuta e che non la dimenticherà mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciò così il ricordo di una fantastica ginnasta caratterizzata non solo da infinite doti fisiche necessarie per praticare quello sport ma anche da un carattere eccezionale, una delle poche a lottare sul serio per una grande passione, una ginnasta da prenderne esempio. L’ incanto delle sue flessuose evoluzioni permane in chi ha avuto la fortuna di vederla in pedana. Qualche anno fa, nel 2011-2012 è stato effettuato il trofeo “ Oksana Kostina” in onore dell’atleta. Il programma prevedeva l’esecuzione di esercizi di libera ideazione e le ginnaste potevano partecipare alla gara in base alla fascia di età, inoltre, quelle più piccole potevano gareggiare per le categorie delle più grandi ma non viceversa. Il 2° Trofeo &amp;quot;Kostina&amp;quot; si è tenuto il recentissimo 20 Aprile 2013 presso il palazzetto dello sport di Frascati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ben si può notare il suo ricordo rimane ancora vivo ai giorni d’oggi, ma chissà se magari volteggiando, sta insegnando la ginnastica ritmica anche agli angeli ?!&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Kostina_oksana&amp;diff=117</id>
		<title>Kostina oksana</title>
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		<updated>2016-05-23T08:42:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;KOSTINA OKSANA   La ginnastica ritmica è una disciplina che nasce nell'ex Unione Sovietica a metà degli anni 50' e garantisce uno sviluppo motorio adeguato ad ogni bambina,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;KOSTINA OKSANA &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ginnastica ritmica è una disciplina che nasce nell'ex Unione Sovietica a metà degli anni 50' e garantisce uno sviluppo motorio adeguato ad ogni bambina, per le atlete che invece mostrano determinate capacità fisiche è possibile intraprendere una carriera agonistica. Questo sport comprende l’utilizzo di alcuni attrezzi quali la fune, la palla, le clavette, il cerchio e il nastro. Nell'anno 1963 a Budapest si è svolto il primo Campionato del Mondo di Ginnastica Ritmica ma solo qualche anno dopo, precisamente nel 1984, diventa una disciplina olimpica. Le gare sono in genere molto lunghe e necessitano di buona pazienza ma sono un’ottima occasione di crescita per le atlete ed una esperienza indimenticabile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le ginnaste più importanti vi è Oksana Kostina, un'atleta dotata di notevole carisma; nata in Siberia ad Irtutsk, il 15 Aprile del 1972 e sin da giovanissima ha iniziato a praticare questa disciplina, uno sport che riesce ad affascinarla totalmente, a tal punto di diventare una delle migliori per quanto riguarda l'interpretazione musicale. Si nota infatti che ad ogni esercizio esprime con eleganza e passione l'amore che nutre nei confronti di questo sport, riuscendo a coordinare danza, ginnastica, e fantasia. Non a caso ottiene risultati brillanti ai mondiali e agli europei, classificandosi quasi sempre tra i primi posti; grandi soddisfazioni per la ginnasta. Tra le sue vittorie più importanti emergono le medaglie vinte alle prestigiose gare di Master e ai Goodwil Games nell'anno 1990. Ma la ginnastica ritmica praticata a quei livelli, è stata da sempre uno degli sport più impegnativi e ottenere ottimi risultati non è per niente semplice, infatti Oksana non sempre è riuscita ad ottenere l'oro ma la sua tenacia e la sua determinazione a raggiungere tale obiettivo, la spingono continuamente a non lasciarsi andare mai. Insieme alla sua allenatrice personale Olga Butanova, dopo una serie di sconfitte, decidono di andare a Barcellona e qui, per un breve periodo di tempo, la futura campionessa inizia ad allenarsi insieme ad un gruppo di ginnaste inglesi ma successivamente è costretta a tornare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 1992 è stato l'anno determinante per Oksana, un anno che ha segnato una tappa fondamentale nella sua vita poichè grazie ai suoi assidui allenamenti conquista ben cinque primi posti ai Campionati del mondo, la sua fama inizia così a crescere notevolmente e tali traguardi la rendono la &amp;quot; Regina della ginnastica ritmica&amp;quot;. La Kostina è stata una delle poche campionesse ad essere amata in quel modo, è stata in grado di trasmettere ai giudici e al pubblico le emozioni che ella stessa provava in pedana. Esattamente tre mesi dopo questa grande vittoria viene coinvolta in una vera e propria tragedia; la giovanissima viaggiava insieme al suo fidanzato quando vennero travolti in un incidente. Entrambi trasportati d'urgenza in ospedale ma nonostante la prontezza dei soccorsi, la ventenne muore poche ore dopo l'accaduto per delle lesioni interne gravi, il ragazzo invece riesce a salvarsi. Non è stato un dramma inaspettato soltanto per i familiari della ragazza bensì anche per tutti coloro che la conoscevano e la amavano nel mondo della ginnastica ritmica, un mondo che ormai l'aveva cresciuta e che non la dimenticherà mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lasciò così il ricordo di una fantastica ginnasta caratterizzata non solo da infinite doti fisiche necessarie per praticare quello sport ma anche da un carattere eccezionale, una delle poche a lottare sul serio per una grande passione, una ginnasta da prenderne esempio. L’ incanto delle sue flessuose evoluzioni permane in chi ha avuto la fortuna di vederla in pedana. Qualche anno fa, nel 2011-2012 è stato effettuato il trofeo “ Oksana Kostina” in onore dell’atleta. Il programma prevedeva l’esecuzione di esercizi di libera ideazione e le ginnaste potevano partecipare alla gara in base alla fascia di età, inoltre, quelle più piccole potevano gareggiare per le categorie delle più grandi ma non viceversa. Il 2° Trofeo &amp;quot;Kostina&amp;quot; si è tenuto il recentissimo 20 Aprile 2013 presso il palazzetto dello sport di Frascati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ben si può notare il suo ricordo rimane ancora vivo ai giorni d’oggi, ma chissà se magari volteggiando, sta insegnando la ginnastica ritmica anche agli angeli ?!&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Galimberti_carlo&amp;diff=103</id>
		<title>Galimberti carlo</title>
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		<updated>2016-05-23T08:36:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot; Pompiere capo-drappello, muore all'Ospedale Maggiore di Milano il 10 agosto1939, in seguito alle ustioni riportate nel generoso tentativo di evitare lo scoppio di una caldaia...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Pompiere capo-drappello, muore all'Ospedale Maggiore di Milano il 10 agosto1939, in seguito alle ustioni riportate nel generoso tentativo di evitare lo scoppio di una caldaia. Con lui, perdono la vita anche i vigili Parora Aldo e Pasi Anselmo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Galimberti è senza dubbio il più grande pesista italiano di tutti i tempi. Scopre tardi il sollevamento pesi, ma è inarrestabile la sua scalata ai vertici mondiali. Tra il 1924 ed il 1932 conquista una medaglia d'oro e due d'argento alle Olimpiadi, nonché  due secondi posti ai Campionati europei del 1930 e 1931. Stabilisce inoltre diversi primati mondiali: basti ricordare quelli di distensione a due braccia, durante i Giochi Olimpici del 1924 (97,500 kg) e 1928 (105 kg) e quello di slancio a due braccia (127,500 kg), durante i Giochi del 1924. Dal 1921 al 1939 vince anche 18 titoli nazionali consecutivi, 13 nei medi e 5 nei medio-massimi, e nel 1924, si aggiudica le gare di selezione per le Olimpiadi, che costituiscono il campionato italiano. «Armonioso nelle linee, composto nello stile, Galimberti era atleta perfetto», ha scritto mezzo secolo fa il giornalista Luigi Ferrario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato il 2 agosto 1894 a Rosario di Santa Fè in Argentina, figlio di emigranti, a Milano si arruola ancor giovane nel benemerito corpo dei vigili del fuoco, segnalandosi ripetutamente per intraprendenza e coraggio, come in occasione del terremoto del Vulture. Nel G.S. Pompieri del capoluogo lombardo ha inizio la sua splendida carriera agonistica.&lt;br /&gt;
Al Velodromo d'Inverno parigino nel 1924, l'Italia conquista 3 medaglie d'oro nel sollevamento pesi con Pierino Gabetti (piuma), Galimberti (medi) e Giuseppe Tonani (massimi). Scrive il Rapporto ufficiale dell'VIII Olimpiadi sul trentenne pompiere: «Il magnifico atleta italiano sconfisse largamente ogni avversario, suscitando in tutti profonda ammirazione, tanto per la maschia energia, quanto per la ferrea volontà di cui diede prova». Le gare dell'epoca contemplano 5 esercizi: strappo e lancio con un braccio; distensione, strappo e lancio con due braccia. Galimberti trionfa nei medi (su 25 concorrenti) con un totale di 492,500 kg, superando di ben 37,500 kg il secondo classificato, l'estone Alfred Neuland .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni più tardi, all'Olimpiadi di Amsterdam, ha l'onore di sfilare alla testa degli Azzurri con la bandiera italiana. Aboliti lo strappo e lo slancio con un solo braccio, nei tre esercizi con due braccia, Galimberti solleva 332,500 kg, ma viene sconfitto dal francese Roger François per appena 2,500 kg.&lt;br /&gt;
Dopo essersi classificato secondo ai Campionati europei del 1930 (Monaco) e del 1931 (Lussemburgo), all'Olimpiadi di Los Angeles è battuto per 5 kg dal fortissimo tedesco Rudolf Ismair (345 kg contro 340). Contribuisce, comunque, alla storica affermazione dell'Italia ( 12 medaglie d'oro, 12 d'argento e 13 di bronzo), superata solo dagli USA.&lt;br /&gt;
Nel novembre 1934, prende parte al Campionato europeo di Genova, il primo disputato in Italia, sfiorando il podio. Nel 1936, alla sua quarta Olimpiade, è settimo nei medi con un totale di 332,500 kg: non male per un atleta che proprio durante i Giochi di Berlino compie 42 anni. Con sette presenze nelle massime competizioni dell'epoca, ben più rare rispetto ad oggi, Galimberti si classifica una volta primo, quattro volte secondo e una volta quarto: un gigante della pesistica!&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
                                                                                                                              &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Nonostante l'età, in Italia è sempre imbattibile, tanto che il 28 maggio 1939 vince a Genova il 18° titolo nazionale. Poche settimane più tardi conquista l'ultima medaglia, al Valore Civile, cadendo eroicamente nell'adempimento del dovere. Appena festeggiato i 45 anni.&lt;br /&gt;
Medaglia d'oro al Valore Atletico, medaglia d'onore al Merito Sportivo, membro d'onore della Federazione, Galimberti ha dato il suo nome al Gruppo Sportivo di Milano, per il quale ha &lt;br /&gt;
sempre gareggiato, vincendo anche i primi 2 campionati nazionali di società ne 1934 e 1935.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fraser_shelly_ann&amp;diff=86</id>
		<title>Fraser shelly ann</title>
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		<updated>2016-05-23T08:32:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Fraser Ann Shelly&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Luogo di nascita: Kingston, Jamaica&lt;br /&gt;
Data di nascita: 27 Dicembre 1986&lt;br /&gt;
Soprannome: ”Pocket Rocket”&lt;br /&gt;
Sport: Atletica leggera&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser è un'atleta giamaicana nata a Kingston, il 27 Dicembre 1986. Dopo il diploma alla High School for Girls Wolmer a Kingston, ha continuato a diventare una velocista campione del mondo, specializzata nella corsa dei 100 metri. E' stata la prima donna a detenere contemporaneamente il titolo olimpico e mondiale dei 100m. la prima atleta jamaicana a vincere una medaglia d'oro sui 100 m. piani nella storia dei Giochi Olimpici. Quella che sembra essere spuntata fuori dal nulla oggi è considerata la “Regina della velocità”, afferrò i riflettori dopo esser diventata la prima donna jamaicana a vincere 100 metri, finale femminile alle Olimpiadi di Pechino 2008, battendo star famose come, Sherone Simpson e Veronica Campbellbrown, ed ora è destinata a brillare sul più grande palcoscenico del mondo ai Giochi Olimpici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fraser ha ammesso che con la giusta motivazione, chiunque ce la può fare, soprattutto con il supporto dei propri cari. Per lei, il supporto viene da sua madre, Maxine Simpson ex atleta, che, insieme con il suo allenatore di atletica Stefano Francesco del MPV Track Club, sono state le persone che l'hanno incoraggiata sempre per dare il meglio in ogni sfida; ringrazia il suo allenatore per aver creduto in se stessa, più di quanto ci credeva lei stessa, e inoltre afferma: “Che per eccellere come un atleta devi fidarti del tuo allenatore” . Sempre alle Olimpiadi di Pechino 2008, insieme ad altre connazionali, la Fraser prende parte alla semifinale della staffetta 4x100 metri femminile, gara che viene vinta dalla Jamaica davanti a, Russia, Germania e Cina, con un tempo di 42”24, miglior tempo di tutte le nazioni presenti in semifinale, ma nella finalissima la Jamaica non conclude la gara per un errore nel passaggio del testimone. Nello stesso anno Fraser termina la sua stagione vincendo i 100 metri di 10”94, alle World Athletics Final organizzata dalla IAAF. Nel giugno 2009 la Fraser conquista il titolo 100 m. ai Campionati del Mondo, divenendo così la seconda velocista femminile nella storia terminando la gara con un tempo di 10”88 che è tra i tempi più veloci mai eseguiti legalmente da qualsiasi atleta di sesso femminile. Per la Jamaica dopo un record così tanto atteso non potevano certo mancare le polemiche anti-doping su Shelly Ann Fraser e Usain Bolt; anche lui atleta jamaicano ,che detiene il primato nel 100 m. piani stabilito a Berlino 2009 con un tempo di 9”58. Dominatori “sprinters” nelle olimpiadi 2013, questo non ha certo impedito ai due atleti di essere premiati a Monaco dalla IAAF, ”International Association of Athletics Federations” come migliori atleti del 2013. Nel 2010 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà nazionale per l'UNICEF,si è concentrata sullo sviluppo della prima infanzia e dell'educazione, una bellissima iniziativa di cui, dichiara di esserne molto fiera. Nel 2010 riceve una sospensione di sei mesi al raduno di Shanghai dopo essere risultata positiva per l'ossicodone antidolorifico, dichiarando di aver preso il farmaco a seguito di un fortissimo mal di denti ,ma la vicenda non è stata mai chiarita del tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2011 al Mondiali di Daegu nella prima batteria arriva seconda dietro la nigeriana Blessing Okagbare, per pochi centesimi di secondo, stabilendo il quarto miglior tempo di tutte, alla semifinale vince con 11”03 questa volta secondo miglior tempo a solo un centesimo di distacco da Carmelita Jeter,in finale la jamaica effettua la partenza migliore ma successivamente viene superata da ben 3 atlete sfiorando il terzo posto con 10”99, rimanendo fuori dal podio per un solo centesimo di secondo. Successivamente nel 2012 alle Olimpiadi estive, tenutesi a Londra, alla finale dei 100 metri femminili, è ancora lei a regalarsi l'Oro olimpico, il secondo consecutivo dopo quello di Pechino, questa volta con 10”75 secondi, battendo l'americana Carmelita Jeter ,argento statunitense con 10.78 secondi, mai nessuna così veloce per l'argento. Fraser domina la finale dei 100m. femminile dei campionati mondiali di Mosca, la minuta campionessa olimpica scappa via senza dare possibilità alle altre di recuperare con un incredibile tempo di 10”71, che vale la quarta prestazione di sempre. Per la Fraser ,già velocissima in semifinale con 10”78, si tratta del secondo titolo mondiale in carriera sui 100m. arriva però seconda ai 200m. conquistando l’argento. Nel 2013 è la Jamaica a comandare la velocità, oltre ad alcuni atleti jamaicani, la campionessa  Fraser, ha vinto con un tempo di 10” 71, la gara dei 100 m. e 4x100m.  femminili ai Mondiali di atletica a Mosca, terminando l'anno con la vittoria sui 200 metri femminile, nominandola campionessa mondiale. La campionessa ha sottolineato una strepitosa stagione quella del 2013,diventando la prima donna a vincere tre medaglie d'oro, concludendosi al meglio con un ancoraggio ardente per fissare l'oro 4x100m. femminile per la Jamaica. Nello stesso anno rientra nella località balneare a Lignano Sabbiadoro, Udine, dove si allena, e ha ricevuto dal sindaco della città un riconoscimento in segno di amicizia, ammirazione e rispetto per l'impegno sportivo e umano, soprattutto per aver partecipato come Meeting Sport Solidarietà che, la Nuova Atletica del Friuli organizza, infatti Fraser è stata testimonial dei 50m. con atleti disabili insieme a un'altra atleta, il Sindaco, e tutta la città del Friuli esprimono tutta la loro gratitudine  per questa giornata.&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser ha sempre affermato che, se credi in qualcosa, prima o poi ce la farai sempre, basta credere prima di tutto in se stessi, e che quello che meritiamo arriverà sempre per aprirci le porte in ciò che crediamo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
MEDAGLIE VINTE:&lt;br /&gt;
•	2007 Mondiali Osaka, 4x100m. ARGENTO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2008 Giochi olimpici Pechino 100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2008 World Athletics Final, Stoccarda 100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2009 Mondiali Berlino,100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2009 Mondiali Berlino, 4x100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2009 World Athletics Final, Salonnico 100m. ARGENTO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2011 Mondiali Daegu, 4x100m. ARGENTO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici, Londra  100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici, Londra 200m. ARGENTO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici ,Londra 4x100m. ARGENTO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 100m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 200m. ORO &amp;lt;br/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 4x100m. ORO&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fraser_shelly_ann&amp;diff=73</id>
		<title>Fraser shelly ann</title>
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		<updated>2016-05-23T08:29:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;Fraser Ann Shelly  Luogo di nascita: Kingston, Jamaica Data di nascita: 27 Dicembre 1986 Soprannome: ”Pocket Rocket” Sport: Atletica leggera  Shelly Ann Fraser è un'atlet...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Fraser Ann Shelly&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Luogo di nascita: Kingston, Jamaica&lt;br /&gt;
Data di nascita: 27 Dicembre 1986&lt;br /&gt;
Soprannome: ”Pocket Rocket”&lt;br /&gt;
Sport: Atletica leggera&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser è un'atleta giamaicana nata a Kingston, il 27 Dicembre 1986. Dopo il diploma alla High School for Girls Wolmer a Kingston, ha continuato a diventare una velocista campione del mondo, specializzata nella corsa dei 100 metri. E' stata la prima donna a detenere contemporaneamente il titolo olimpico e mondiale dei 100m. la prima atleta jamaicana a vincere una medaglia d'oro sui 100 m. piani nella storia dei Giochi Olimpici. Quella che sembra essere spuntata fuori dal nulla oggi è considerata la “Regina della velocità”, afferrò i riflettori dopo esser diventata la prima donna jamaicana a vincere 100 metri, finale femminile alle Olimpiadi di Pechino 2008, battendo star famose come, Sherone Simpson e Veronica Campbellbrown, ed ora è destinata a brillare sul più grande palcoscenico del mondo ai Giochi Olimpici. Fraser ha ammesso che con la giusta motivazione, chiunque ce la può fare, soprattutto con il supporto dei propri cari. Per lei, il supporto viene da sua madre, Maxine Simpson ex atleta, che, insieme con il suo allenatore di atletica Stefano Francesco del MPV Track Club, sono state le persone che l'hanno incoraggiata sempre per dare il meglio in ogni sfida; ringrazia il suo allenatore per aver creduto in se stessa, più di quanto ci credeva lei stessa, e inoltre afferma: “Che per eccellere come un atleta devi fidarti del tuo allenatore” . Sempre alle Olimpiadi di Pechino 2008, insieme ad altre connazionali, la Fraser prende parte alla semifinale della staffetta 4x100 metri femminile, gara che viene vinta dalla Jamaica davanti a, Russia, Germania e Cina, con un tempo di 42”24, miglior tempo di tutte le nazioni presenti in semifinale, ma nella finalissima la Jamaica non conclude la gara per un errore nel passaggio del testimone. Nello stesso anno Fraser termina la sua stagione vincendo i 100 metri di 10”94, alle World Athletics Final organizzata dalla IAAF. Nel giugno 2009 la Fraser conquista il titolo 100 m. ai Campionati del Mondo, divenendo così la seconda velocista femminile nella storia terminando la gara con un tempo di 10”88 che è tra i tempi più veloci mai eseguiti legalmente da qualsiasi atleta di sesso femminile. Per la Jamaica dopo un record così tanto atteso non potevano certo mancare le polemiche anti-doping su Shelly Ann Fraser e Usain Bolt; anche lui atleta jamaicano ,che detiene il primato nel 100 m. piani stabilito a Berlino 2009 con un tempo di 9”58. Dominatori “sprinters” nelle olimpiadi 2013, questo non ha certo impedito ai due atleti di essere premiati a Monaco dalla IAAF, ”International Association of Athletics Federations” come migliori atleti del 2013. Nel 2010 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà nazionale per l'UNICEF,si è concentrata sullo sviluppo della prima infanzia e dell'educazione, una bellissima iniziativa di cui, dichiara di esserne molto fiera. Nel 2010 riceve una sospensione di sei mesi al raduno di Shanghai dopo essere risultata positiva per l'ossicodone antidolorifico, dichiarando di aver preso il farmaco a seguito di un fortissimo mal di denti ,ma la vicenda non è stata mai chiarita del tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2011 al Mondiali di Daegu nella prima batteria arriva seconda dietro la nigeriana Blessing Okagbare, per pochi centesimi di secondo, stabilendo il quarto miglior tempo di tutte, alla semifinale vince con 11”03 questa volta secondo miglior tempo a solo un centesimo di distacco da Carmelita Jeter,in finale la jamaica effettua la partenza migliore ma successivamente viene superata da ben 3 atlete sfiorando il terzo posto con 10”99, rimanendo fuori dal podio per un solo centesimo di secondo. Successivamente nel 2012 alle Olimpiadi estive, tenutesi a Londra, alla finale dei 100 metri femminili, è ancora lei a regalarsi l'Oro olimpico, il secondo consecutivo dopo quello di Pechino, questa volta con 10”75 secondi, battendo l'americana Carmelita Jeter ,argento statunitense con 10.78 secondi, mai nessuna così veloce per l'argento. Fraser domina la finale dei 100m. femminile dei campionati mondiali di Mosca, la minuta campionessa olimpica scappa via senza dare possibilità alle altre di recuperare con un incredibile tempo di 10”71, che vale la quarta prestazione di sempre. Per la Fraser ,già velocissima in semifinale con 10”78, si tratta del secondo titolo mondiale in carriera sui 100m. arriva però seconda ai 200m. conquistando l’argento. Nel 2013 è la Jamaica a comandare la velocità, oltre ad alcuni atleti jamaicani, la campionessa  Fraser, ha vinto con un tempo di 10” 71, la gara dei 100 m. e 4x100m.  femminili ai Mondiali di atletica a Mosca, terminando l'anno con la vittoria sui 200 metri femminile, nominandola campionessa mondiale. La campionessa ha sottolineato una strepitosa stagione quella del 2013,diventando la prima donna a vincere tre medaglie d'oro, concludendosi al meglio con un ancoraggio ardente per fissare l'oro 4x100m. femminile per la Jamaica. Nello stesso anno rientra nella località balneare a Lignano Sabbiadoro, Udine, dove si allena, e ha ricevuto dal sindaco della città un riconoscimento in segno di amicizia, ammirazione e rispetto per l'impegno sportivo e umano, soprattutto per aver partecipato come Meeting Sport Solidarietà che, la Nuova Atletica del Friuli organizza, infatti Fraser è stata testimonial dei 50m. con atleti disabili insieme a un'altra atleta, il Sindaco, e tutta la città del Friuli esprimono tutta la loro gratitudine  per questa giornata.&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser ha sempre affermato che, se credi in qualcosa, prima o poi ce la farai sempre, basta credere prima di tutto in se stessi, e che quello che meritiamo arriverà sempre per aprirci le porte in ciò che crediamo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
MEDAGLIE VINTE:&lt;br /&gt;
•	2007 Mondiali Osaka, 4x100m. ARGENTO&lt;br /&gt;
•	2008 Giochi olimpici Pechino 100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2008 World Athletics Final, Stoccarda 100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2009 Mondiali Berlino,100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2009 Mondiali Berlino, 4x100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2009 World Athletics Final, Salonnico 100m. ARGENTO&lt;br /&gt;
•	2011 Mondiali Daegu, 4x100m. ARGENTO&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici, Londra  100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici, Londra 200m. ARGENTO&lt;br /&gt;
•	2012 Giochi olimpici ,Londra 4x100m. ARGENTO&lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 100m. ORO&lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 200m. ORO&lt;br /&gt;
•	2013 Mondiali Mosca, 4x100m. ORO&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Frascolla_giuseppe&amp;diff=63</id>
		<title>Frascolla giuseppe</title>
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		<updated>2016-05-23T08:27:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;Frascolla Giuseppe  Giuseppe Frascolla, nato a San Ferdinando di Puglia provincia di Barletta il 28 Novembre del 1962, è un cestista italiano che ha militato nella massima se...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Frascolla Giuseppe &lt;br /&gt;
Giuseppe Frascolla, nato a San Ferdinando di Puglia provincia di Barletta il 28 Novembre del 1962, è un cestista italiano che ha militato nella massima serie del campionato italiano di pallacanestro.&lt;br /&gt;
L’atleta pugliese comincia a giocare all’età di sedici anni dimostrando subito il suo talento e, dopo gli anni da under, partecipa ai campionati di promozione e di serie D giocando con la maglia della sua città natale.&lt;br /&gt;
La Banca Popolare di Bari, squadra del capoluogo pugliese, nel 1983 nota il talento della giovane guardia e decide di ingaggiarla per fargli disputare il campionato di serie C.&lt;br /&gt;
Dopo aver militato per qualche anno in terza categoria fa il primo vero salto di qualità e viene ingaggiato dalla squadra di Brindisi, che lo acquista per la considerevole somma di 600.000.000 di lire facendogli disputare nel 1990 il campionato di serie B1, dove Frascolla si distingue ancora per la sua capacità di realizzazione, piazzandosi al terzo posto della classifica marcatori.&lt;br /&gt;
Negli anni successivi, sempre con la maglia di Brindisi, migliora costantemente le proprie statistiche arrivando a totalizzare la media di 24,5 punti a partita, risultando capocannoniere del campionato di serie B d’eccellenza.&lt;br /&gt;
Probabilmente proprio questa propensione alla realizzazione e la precisione sui tiri dalla lunga distanza, gli valgono il soprannome di “Super Pippo”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1995 passa alla Scandone Avellino, partecipando e vincendo il campionato di B1 e guadagnandosi il diritto di giocare l’anno successivo nella serie A2 italiana.&lt;br /&gt;
Nei successivi 10 anni, da girovago del basket, gioca in molte squadre soprattutto del centro sud fra le quali la Nuova Sebastiani Rieti e la Pepsi Caserta nei campionati di serie A2.&lt;br /&gt;
Nel 2006 all’età di 44 anni riesce a disputare il campionato di massima serie tornando ad Avellino e coronando, seppure in un’età considerata per gli atleti non più giovanissima, il desiderio di qualsiasi cestista del nostro paese.&lt;br /&gt;
Frascolla non si ferma e, mantenendo una condizione atletica invidiabile, il 2 agosto del 2008 diventa campione europeo con la nazionale italiana over 45 ricevendo il premio di MVP (Most Valuable Player) della manifestazione.&lt;br /&gt;
L’anno successivo conquista, sempre con la nazionale italiana, il titolo di campione del mondo over 45 risultando il miglior marcatore del torneo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso anno torna a giocare in un campionato della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) della categoria di promozione campana con la Virtus Avellino, esordendo nella prima di campionato con a referto 36 punti, portando in quell’anno la squadra a vincere il torneo di categoria.&lt;br /&gt;
Pur disputando negli anni successivi tornei delle serie minori, le sue medie realizzative risultano essere sempre più che invidiabili e gli valgono, ancora una volta, la convocazione nella nazionale italiana over 45 dove nel 2011 torna a laurearsi campione del mondo.&lt;br /&gt;
Negli ultimi anni ha affiancato all’attività di giocatore anche quella di allenatore seguendo il settore giovanile della ASD Roccarainola Basket, società campana nella quale attualmente gioca nel campionato di serie D conquistato lo scorso anno con la vittoria del campionato di promozione.&lt;br /&gt;
Negli ultimi 2 anni, praticando lo stesso sport, ho avuto modo di affrontarlo prima da avversario nel campionato di promozione e poi di averlo come compagno di squadra nel campionato di serie D, dove ancora adesso all’età di 52 anni riesce a tenere il campo meglio di molti altri atleti molto più giovani di lui.&lt;br /&gt;
Ecco uno stralcio di intervista realizzata nel 2009 dalla giornalista Piera Vincenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Sono approdato in A1 soltanto a 44 anni benché potessi arrivarci molto prima. Per me ha rappresentato comunque un traguardo. Il desiderio di ogni sportivo è competere ai massimi livelli e io ci sono riuscito grazie alla Scandone. La società mi ha dato tanto, dopo la vittoria del campionato di B1 mi ha riconfermato in squadra e mi ha dato la possibilità di esordire in A2 e successivamente in A1. Io ho cercato di ripagare la fiducia con l’impegno sul campo, dando sempre il massimo senza risparmiarmi.&lt;br /&gt;
Il fatto di aver vinto il torneo di B1 in una stagione partita senza grosse ambizioni ha avuto il suo peso, raggiungere l’A2 rappresentava un traguardo storico per la pallacanestro avellinese, la gente ha iniziato a venire al palazzetto, a conoscermi e ad apprezzarmi, non solo per quello che davo sul campo ma per la persona che sono. L’affetto dei supporters è stato uno dei motivi che lo hanno spinto a rimare in Irpina anche a conclusione della sua carriera sportiva. “Appena messo piede ad Avellino mi è sembrata una bella città in cui vivere, piena di verde e di tranquillità ma ad influenzare la mia scelta ci hanno pensato anche i tifosi con il loro calore e il fatto che una parte della famiglia di mia moglie viva qui”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono proprio la sua dedizione a questo sport, la costanza nella preparazione e l’integrità fisica che è riuscito a mantenere nel corso della sua carriera, le qualità di “Super Pippo”, qualità che possono essere portate ad esempio per tutti quegli atleti che, nonostante il passare degli anni, desiderano raggiungere quegli obiettivi che si erano prefissi al momento in cui hanno iniziato la pratica sportiva.&lt;br /&gt;
Non sono tanti infatti coloro che, andando avanti con l’età e nonostante abbiano indiscusse qualità, riescono a sacrificarsi ed a mantenere viva la passione per lo sport che praticano.&lt;br /&gt;
Al giorno d’oggi, vivendo da vicino i suoi allenamenti posso testimoniare che l’atleta pugliese non ha nessuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia – Non risultano testi pubblicati&lt;br /&gt;
Sitografia – Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Frascolla&lt;br /&gt;
	        Lega Basket - http://web.legabasket.it/player/?id=FRA-GIU&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fragomeni_giacobbe&amp;diff=53</id>
		<title>Fragomeni giacobbe</title>
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		<updated>2016-05-23T08:24:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente13: Creata pagina con &amp;quot;  FRAGOMENI GIACOBBE    Giacobbe Fragomeni è un pugile professionista, nato il  13 Agosto 1969 a Milano, nel difficile quartiere periferico di Stadera. Sin da bambino la sua...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FRAGOMENI GIACOBBE &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacobbe Fragomeni è un pugile professionista, nato il  13 Agosto 1969 a Milano, nel difficile quartiere periferico di Stadera. Sin da bambino la sua vita familiare è stata travagliata a causa dei  continui litigi e dissapori dei suoi genitori.&lt;br /&gt;
“Giaco”, come viene chiamato  da sempre dagli amici storici dello Stadera, da ragazzino giocava a calcio nell’oratorio della Chiesa Rossa. &lt;br /&gt;
Poco  più che adolescente, ha dovuto fronteggiare la dolorosa scomparsa  della sorella Letizia, morta di AIDS nel 1989, e del padre, violento e alcolista, morto l’anno seguente, e inoltre la dipendenza da alcol e droghe (per lui la droga era una compagna, come lui stesso afferma, doveva evadere dalle difficili situazioni familiari.) Alla morte della sorella rimase con la madre, unica vera persona di riferimento che aveva in famiglia. Giacobbe Fragomeni ha saputo rialzarsi grazie a chi gli vuole e gli ha voluto bene (a partire da Ottavio Tazzi che gli faceva da nonno, a Patrizio Oliva, che gli fa da padre). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È stato scoperto da Umberto Tazzi, detto anche “il Maestro dei Maestri”, che lo ha accolto nella palestra di San Babila e grazie al quale ha iniziato a saltare la corda a 20 anni; a 22 anni si era già battuto in una cinquantina di incontri.&lt;br /&gt;
La boxe è stata determinante per aiutarlo ad uscire dal tunnel e sfogare tutta la sua rabbia, le sue ansie, e le sue paure sul ring, e anche a metterlo in pace con il suo corpo, perdendo peso e sviluppando la muscolatura.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Tra le sue vittorie spicciano la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di pugilato dilettanti del 1997 a Budapest e quella d’oro ai campionati europei di pugilato dilettantistico del 1998 a Minsk. Nel 2000 ha partecipato ai giochi olimpici della XXVII olimpiade di Sydney; proprio in quell’occasione dovette rientrare a casa per vedere un’ultima volta la madre che stava morendo.&lt;br /&gt;
Nel gennaio del 2003 ha indossato la prima maglia azzurra.&lt;br /&gt;
 (Giacobbe mentre si allena presso la polisportiva Baldinelli a Cassino)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’età di 39 anni, il 24 ottobre del 2008 al Palalido di Milano, ha conquistato il titolo di campione del mondo WBC (World Boxing Council) dei pesi massimi leggeri, battendo il pugile ceco Rudolf Kraj ai punti (diventando l’icona vivente del riscatto per un quartiere di periferia; non a caso, il 22 Dicembre 2008 è stato onoreficiato del prestigioso Ambrogino D’Oro da Letizia Moratti che gli ha riconosciuto qualità di grande uomo oltre che di grande atleta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
  &lt;br /&gt;
(la consegna dell’Ambrogino D’Oro)&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima di difesa del titolo risale al 16 Maggio 2009, quando al Gran Teatro di Roma, ha pareggiato ai punti l’incontro col pugile polacco Wlodarczyk, detto “El Diablo”, e portando il suo record a 26-1-1 con 10 Ko. &lt;br /&gt;
    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’incontro per la seconda difesa del titolo si è svolto il 22 Novembre 2009 contro il pugile ungherese Zsolt Erdei a Kiel il quale, campione nel 2004 dei mediomassimi WBO, abbandonò la categoria minore proprio per sfidare il campione italiano. Questo incontro finì con la vittoria di Erdei al quale pertanto Fragomeni dovette cedere il titolo. Ha perso lo scettro mondiale ma ne è uscito con onore. &lt;br /&gt;
     &lt;br /&gt;
La conseguenza più pesante di questa sconfitta sta nel fatto che il pugilato professionistico italiano non ha più di nuovo alcun campione del mondo, nel pur variegato e popolarissimo universo pugilistico professionistico. Il tarlo della sconfitta però, non lo ha fatto in alcun modo dubitare di sé, e crede e spera  di meritare la rivincita.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente13</name></author>
	</entry>
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