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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-14T16:31:40Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=BLAIR_BONNIE_KATHLEEN&amp;diff=352</id>
		<title>BLAIR BONNIE KATHLEEN</title>
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		<updated>2016-05-25T07:21:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot; La famosa pattinatrice di velocità sul ghiaccio e sei volte campionessa olimpica Bonnie Kathleen Blair, nacque a Cornwall il 18 marzo 1964. La famiglia di Bonnie si dedicava...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
La famosa pattinatrice di velocità sul ghiaccio e sei volte campionessa olimpica Bonnie Kathleen Blair, nacque a Cornwall il 18 marzo 1964. La famiglia di Bonnie si dedicava al pattinaggio veloce su ghiaccio ancor prima che lei nascesse,  infatti suo padre Charlie portò in ospedale sua moglie Eleonor per far nascere Bonnie proprio mentre stava accompagnando i suoi figli ad una gara. &lt;br /&gt;
Cresciuta a Champaign, nell’Illinois, fin da piccola sviluppò una forte passione per il pattinaggio veloce su ghiaccio, ma fu suo padre il primo a credere che sarebbe diventata una grande campionessa. In un intervista la  Blair disse: “Mio padre lo vide come come un obbiettivo ancor prima di me,quando avevo solo 12 anni. Io non avevo mai pensato che sarebbe stato possibile competere alle olimpiadi prima dei 16 anni”. &lt;br /&gt;
Dopo essersi laureata, si trasferì a Milwaukee, nel Wisconsin per allenarsi con la squadra statunitense di pattinaggio su ghiaccio. A soli 19 anni, nel 1984, Bonnie partecipò alla sua prima olimpiade invernale tenutasi a Sarajevo, in quell'occassione non vinse alcuna medaglia ma ottenne un promettente ottavo posto nella gara dei 500 metri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bonnie Blair partecipò alle olimpiadi invernali del 1988 a Calgary, in Canada dove circa 30 membri della sua famiglia - soprannominati dai media “il gruppo Blair” - erano presenti per fare il tifo per lei. In quell'olimpiade Bonnie vinse la medaglia d'oro nella gara dei 500 metri e stabilì anche il record mondiale con il tempo di 00:39.10, vinse anche la medaglia di bronzo nella gara dei 1000 metri (1:18.31).&lt;br /&gt;
Nell'olimpiade invernale del 1992, ad Albertville, in Francia, la Blair vinse l'oro sia nella gara dei 500 metri (0:40.33) che in quella dei 1000 metri (1:21.90).&lt;br /&gt;
La successiva olimpiade invernale si tenne con soli due anni di differenza poiché nel 1986 il Comitato Olimpico Internazionale aveva deciso di sfasare di due anni i giochi olimpici estivi da quelli invernali. Nel 1994 i giochi Olimpici invernali si tennero a Lillehammer, in Norvegia. Quell'olimpiade fu veramente un successo per la pattinatrice statunitense, infatti vinse l'oro nella gara dei 500 metri (00:39.25) distaccando il secondo classificato di ben 36 centesimi e ottenne l'oro anche nella gara dei 1000 metri (01:18.74) con un vantaggio di 1 secondo e 38 centesimi, il distacco più alto nella storia della gara. &lt;br /&gt;
Blair divenne quello stesso anno la prima  atleta donna americana ad aver vinto 5 medaglie d’oro e il primo atleta americano in assoluto ad aver vinto la medaglia d’oro nella stessa competizione per 3 olimpiadi consecutive. Nel 1994 ricevette dalla rivista “Sport illustrated” il titolo di atleta dell’anno. &lt;br /&gt;
Dopo le olimpiadi tenutesi in Norvegia continuò a gareggiare. &lt;br /&gt;
Sempre nel 1994 stabilì un nuovo record mondiale nei 500 metri  divenendo la prima donna a scendere sotto i 39 secondi con un tempo di 00:38.99. Il 18 marzo 1995 disputò la sua ultima gara, stabilendo il record americano nei 1000 metri (1:18.05). In questo stesso anno si ritira dalle competizioni ufficiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medagliere Olimpico:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ultimi anni:&lt;br /&gt;
Dopo essersi ritirata, Bonnie Blair ha sposato il compagno di squadra Dave Cruikshank. Attualmente sostiene varie attività di beneficenza attraverso il “Bonnie Blair Charitable Found”, e’ stata anche una sostenitrice attiva di diverse associazioni di beneficenza tra cui “American Cancer&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia:&lt;br /&gt;
 http://it.wikipedia.org/wiki/Bonnie_Blair&lt;br /&gt;
http://www.biography.com/people/bonnie-blair-9926791&lt;br /&gt;
http://www.olympic.org/bonnie-blair&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Wikisport.e&amp;diff=346</id>
		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T10:51:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Pagina svuotata&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=BIANCHETTO_SERGIO&amp;diff=323</id>
		<title>BIANCHETTO SERGIO</title>
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		<updated>2016-05-23T10:34:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ciclismo Tandem&lt;br /&gt;
L’italiano Sergio Bianchetto , ex pistard e ciclista su strada, divenne campione olimpico nel Tandem sia nel 1960 a Roma ( in coppia con Giuseppe Beghetto ) che nel 1964 a Tokyo ( in coppia con Angelo Damiano ).&lt;br /&gt;
Ai mondiali del ’61 sulla pista di Oerlikon (Zurigo),  Beghetto e Bianchetto si contesero la medaglia d’oro della velocità. In entrambe le prove, i due pistard dalla tecnica sopraffina, si impegnano nel  “ Surplace “ (quell’esercizio che consiste nel restare in equilibrio sulla bicicletta senza mettere piede a terra). Alla fine la spunta il più potente, Bianchetto, che si impone con un secco 2-0 .&lt;br /&gt;
Ai mondiali del ’62, i professionisti, Beghetto e Bianchetto, si contesero nuovamente il titolo “Dilettanti”. Il campione uscente Bianchetto, è costretto a vedersela con l’altro azzurro Giovanni Pettenella in semifinale; diciannove minuti di surplace nella prima prova e ventisei nella seconda, non gli tolgono l’energia per vincere. In finale, Bianchetto conquista la prima prova, Beghetto gli risponde nella rivincita e si va alla bella in un velodromo al colmo dell’entusiasmo. La cattiveria e la rabbia agonistica di Bianchetto hanno la meglio, è suo anche il titolo Mondiale del 1962.&lt;br /&gt;
Beghetto passò tra i professionisti ai mondiali del 1963, mentre Bianchetto, nello stesso anno, fu battuto dal belga Patrick Sercu . &lt;br /&gt;
Nei mondiali del 1964 fu terzo dietro i francesi Pierre Trentin e Daniel Morelon .&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi del 1964 , Bianchetto vinse, oltre all’oro nel tandem, l’argento, battuto da Giovanni Pettenella.&lt;br /&gt;
Negli anni a venire i duelli tra i due si sarebbero ripetuti all’insegna di estenuanti Surplace, leggendaria la semifinale dei campionati italiani al Velodromo di Varese nel 1968. Primo giro di studio, poi Bianchetto va in “surplace” e Pettenella lo imita, più vicino alla corda. Dopo Cinquanta minuti, si va verso l’ora, il record di Maspes (il più grande fuoriclasse italiano su pista, soprannominato il “re del surplace”). Dopo 1 ora 3’5”, Bianchetto si muove. Non per strategia, ma per sfinimento. Crolla, scivola, cade. E Giovanni Pettenella va al traguardo.&lt;br /&gt;
Bianchetto si ritirò dalle scene del ciclismo nel 1970 dopo aver conseguito, tra i migliori risultati, oltre al quarto posto nella velocità ai campionati del Mondo del 1968 , anche un secondo posto nella “Sei giorni di Montréal” nel 1965.&lt;br /&gt;
Bibliografia : “Wikipedia” ; “Corriere della Sera”&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=BIANCHETTO_SERGIO&amp;diff=319</id>
		<title>BIANCHETTO SERGIO</title>
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		<updated>2016-05-23T10:34:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;Ciclismo Tandem L’italiano Sergio Bianchetto , ex pistard e ciclista su strada, divenne campione olimpico nel Tandem sia nel 1960 a Roma ( in coppia con Giuseppe Beghetto )...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ciclismo Tandem&lt;br /&gt;
L’italiano Sergio Bianchetto , ex pistard e ciclista su strada, divenne campione olimpico nel Tandem sia nel 1960 a Roma ( in coppia con Giuseppe Beghetto ) che nel 1964 a Tokyo ( in coppia con Angelo Damiano ).&lt;br /&gt;
Ai mondiali del ’61 sulla pista di Oerlikon (Zurigo),  Beghetto e Bianchetto si contesero la medaglia d’oro della velocità. In entrambe le prove, i due pistard dalla tecnica sopraffina, si impegnano nel  “ Surplace “ (quell’esercizio che consiste nel restare in equilibrio sulla bicicletta senza mettere piede a terra). Alla fine la spunta il più potente, Bianchetto, che si impone con un secco 2-0 .&lt;br /&gt;
Ai mondiali del ’62, i professionisti, Beghetto e Bianchetto, si contesero nuovamente il titolo “Dilettanti”. Il campione uscente Bianchetto, è costretto a vedersela con l’altro azzurro Giovanni Pettenella in semifinale; diciannove minuti di surplace nella prima prova e ventisei nella seconda, non gli tolgono l’energia per vincere. In finale, Bianchetto conquista la prima prova, Beghetto gli risponde nella rivincita e si va alla bella in un velodromo al colmo dell’entusiasmo. La cattiveria e la rabbia agonistica di Bianchetto hanno la meglio, è suo anche il titolo Mondiale del 1962.&lt;br /&gt;
Beghetto passò tra i professionisti ai mondiali del 1963, mentre Bianchetto, nello stesso anno, fu battuto dal belga Patrick Sercu . &lt;br /&gt;
Nei mondiali del 1964 fu terzo dietro i francesi Pierre Trentin e Daniel Morelon .&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi del 1964 , Bianchetto vinse, oltre all’oro nel tandem, l’argento, battuto da Giovanni Pettenella.&lt;br /&gt;
Negli anni a venire i duelli tra i due si sarebbero ripetuti all’insegna di estenuanti Surplace, leggendaria la semifinale dei campionati italiani al Velodromo di Varese nel 1968. Primo giro di studio, poi Bianchetto va in “surplace” e Pettenella lo imita, più vicino alla corda. Dopo Cinquanta minuti, si va verso l’ora, il record di Maspes (il più grande fuoriclasse italiano su pista, soprannominato il “re del surplace”). Dopo 1 ora 3’5”, Bianchetto si muove. Non per strategia, ma per sfinimento. Crolla, scivola, cade. E Giovanni Pettenella va al traguardo.&lt;br /&gt;
Bianchetto si ritirò dalle scene del ciclismo nel 1970 dopo aver conseguito, tra i migliori risultati, oltre al quarto posto nella velocità ai campionati del Mondo del 1968 , anche un secondo posto nella “Sei giorni di Montréal” nel 1965.&lt;br /&gt;
Bibliografia : “Wikipedia” ; “Corriere della Sera”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È stato effettuato un evidente copia e incolla nel seguente sito: &lt;br /&gt;
il Corriere della Sera.&lt;br /&gt;
Correzione di errori di punteggiatura.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MONTANO_ALDO&amp;diff=263</id>
		<title>MONTANO ALDO</title>
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		<updated>2016-05-23T10:10:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;Nato a Livorno, il 18 novembre del 1978,  appartiene ad una famiglia di grandi schermidori livornesi: Mario Aldo (il padre), Aldo (il nonno) e tre cugini del padre, Mario Tull...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Livorno, il 18 novembre del 1978,  appartiene ad una famiglia di grandi schermidori livornesi: Mario Aldo (il padre), Aldo (il nonno) e tre cugini del padre, Mario Tullio, Tommaso, e Carlo, hanno partecipato a passate edizioni delle Olimpiadi sempre nella sciabola (ad eccezione di Carlo, l'unico fiorettista della famiglia), salendo tutti sul podio nella gara a squadre. &lt;br /&gt;
Aldo, però, ha fatto meglio di tutti  vincendo la medaglia d’oro individuale ai Giochi Olimpici di Atene 2004.&lt;br /&gt;
 Tutti gli schermidori della dinastia dei Montano, compreso Aldo, si sono formati nello storico Circolo Scherma Fides di Livorno, fondato dal leggendario Beppe Nadi. &lt;br /&gt;
Nella formazione schermistica di Aldo acquista notevole importanza la figura del Maestro Viktor  Sidjak, che lo ha allenato proprio al Circolo Scherma Fides sul finire degli anni '90. Fatto curioso, ma non casuale è che  Sidiak fu 4 volte campione olimpico e avversario proprio del padre di Aldo, l'olimpionico Mario Aldo. &lt;br /&gt;
La medaglia d’oro vinta da Aldo nel torneo di sciabola individuale alle XXVIII Olimpiadi di Atene 2004 è stata la prima medaglia d'oro nella sciabola individuale dalle Olimpiadi di Anversa del 1920,  quando a vincere fu Nedo Nadi, davanti al fratello Aldo, entrambi figli di Beppe, la numero 103 per la scherma italiana. &lt;br /&gt;
Nella stessa Olimpiade Aldo Montano riesce a vincere anche l'argento nel torneo a squadre. Determinante per il raggiungimento di questi risultati è stato l'allora CT della nazionale, il francese Christian C. Bauer da tutti ritenuto uno dei migliori maestri d’arme al mondo. Per far comprendere quanta importanza abbia avuto per Aldo Montano il suo allenatore ricordiamo che nel 2006, quando Bauer lasciò la guida della nazionale Italiana, Montano confessò di aver pensato di cambiare nazionalità e seguire il suo maestro nella nuova avventura in Cina.&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, nella sciabola individuale, Aldo si ferma agli ottavi di finale, eliminato dallo Spagnolo Jorge Pina Perez, mentre ottiene la medaglia di Bronzo nella sciabola a squadre, grazie alla vittoria sull'agguerrita squadra russa nella finale per il terzo posto disputata il 17 agosto 2008. &lt;br /&gt;
L' 11 Ottobre 2011 Montano vince la medaglia d’oro nel torneo di sciabola individuale ai Campionati Mondiali di Catania, battendo in finale il tedesco Nicolas Limbach con il punteggio di  15-13.&lt;br /&gt;
Il 3 Agosto 2012  alle Olimpiadi di Londra, si aggiudica la medaglia di Bronzo nella sciabola a squadre assieme a Luigi Samele, vincitore dell’argento individuale,  Luigi Tarantino e Diego Occhiuzzi, battendo nuovamente la squadra russa come nella precedente Olimpiade.&lt;br /&gt;
Carattere grintoso e goliardico, livornese D.O.C., si presenta sempre fortemente motivato e preparato ad ogni appuntamento sportivo che lo riguardi.&lt;br /&gt;
Ed ogni gara rispecchia sempre il suo carattere facendogli valere la stima ed il rispetto dei suoi sostenitori ma anche dei suoi avversari. Il giorno della finale olimpica  di Atene 2004 fu sostenuto anche dall’allora presidente della Repubblica, e suo concittadino, Carlo Azeglio Ciampi,  ed anche quella fu una gara che rispecchiò il suo carattere: un duello mozzafiato  contro l'ungherese Zsolt Nemcsik finito 15-14, dove Aldo trionfa dimostrando grinta e cuore da vendere. Come scrisse la Gazzetta dello sport: è stata una maratona fatta di nervi a fior di pedana e di scherma squisita, una miscela di offensive e improvvisi, ma velenosi, ripiegamenti che hanno piegato alla fine la resistenza dell'ungherese Nemcsik con una vera e propria volata all'ultimo metro&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Occhi verdi, fisico atletico, sguardo affascinante, carattere aperto e socievole, ragazzo dalla risposta sempre pronta diventa in un batter d'occhio una celebrità. Tra gli sportivi non calciatori è uno dei pochissimi ad essere diventato personaggio televisivo, grazie alla sua spontaneità ed al notevole impatto televisivo. Questo ha portato molti a domandarsi come poteva conciliarsi la vita mondana e televisiva con la carriera sportiva fatta di duri allenamenti e di grandi sacrifici. I risultati ottenuti fino ad oggi, almeno per Aldo Montano, tenderebbero a smentire queste illazioni.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=PITTMAN_JANA&amp;diff=242</id>
		<title>PITTMAN JANA</title>
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		<updated>2016-05-23T10:01:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;  Jana Pittman è nata il 9 novembre 1982 a Sydney ed è quindi un’atleta australiana. E’ alta181cm e pesa 68kg .E’ specializzata nei 400 m piani e soprattutto nei 400 m...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Jana Pittman è nata il 9 novembre 1982 a Sydney ed è quindi un’atleta australiana. E’ alta181cm e pesa 68kg .E’ specializzata nei 400 m piani e soprattutto nei 400 m ostacoli (la sua specialità); due volte campionessa del mondo nei 400 m ostacoli, nei Campionati del mondo del 2003 e del 2007. Inoltre ha vinto due medaglie d'oro nei Giochi del Commonwealt del 2002, rispettivamente nei 400 m ostacoli e nella staffetta 4 x400 m ostacoli, ed altre due medaglie sempre nei Giochi del Commonwealt del 2006 nuovamente nei 400 m ostacoli e nella staffetta 4x 400 m piani (in seguito a squalifica della squadra inglese).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizi della carriera&lt;br /&gt;
La Pittman ha studiato al Matthew Pearce Primary School e al Monte San Benedetto College in North Western Sydney. La Pittman ha vinto i 400 m ostacoli al World Youth Championships di atletica leggera a Bydgoszcz nel 1999 e divenne campionessa nello stesso anno ai Campionati Nazionali Australiani nei 200 e 400 m piani e nei 400 m ostacoli. Nel 2000 divenne la prima donna a vincere contemporaneamente sia i 400 m piani che i 400 m ostacoli ai Campionati del Mondo Giovanili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ferita al ginocchio &lt;br /&gt;
Poco prima delle Olimpiadi di Atene, la Pittman strappò la sua cartilagine al ginocchio destro nel corso di un warm-up della pista a Zurigo, dove era considerata la favorita per vincere i 400 m ostacoli. Dopo l'intervento chirurgico a Londra, solo una settimana prima dell'inizio dei giochi, corse ed arrivò quinta nella finale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2006 Giochi del Commonwealth&lt;br /&gt;
A Melbourne, nei Giochi del Commonwealth, Jana Pittman ha difeso con successo i suoi due titoli del Commonwealth del 2002.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4 x 400 m Relay&lt;br /&gt;
Come nei Giochi del Commonwealth di Manchester 2002, Jana Pittman era un membro (insieme con Lewis, Caitlin Willis e Rosemary Hayward) della Nazionale Australiana vincente la staffetta 4x400 m piani. Tuttavia, il team Australiano del 2006 fu insignito della medaglia d'oro dopo la squalifica della squadra Inglese per una violazione durante la fase di cambiamento. La Pittman scrisse poi una lettera di scuse alla squadra inglese e offrì loro la sua medaglia d'oro. A provocare la squalifica fu la Lewis, che si avvicinò ai funzionari dopo la gara per rilevare la violazione dell’atleta inglese Natasha Danvers-Smith la quale aveva assunto una posizione non corretta della gamba nella fase di partenza. Secondo l’ABC Sports Desk i funzionari si sarebbero mossi lo stesso per squalificare l'Inghilterra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
400 m ostacoli&lt;br /&gt;
Jana ha vinto il titolo 400 m ostacoli con un nuovo tempo record di 53,82 secondi. Questo è stato il suo primo campionato importante dopo il suo infortunio al ginocchio e lo stress conseguente dovuto alle fratture alla schiena del 2004.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il matrimonio con Chris Rawlinson&lt;br /&gt;
 Il 31 marzo 2006 ha sposato Chris Rawlinson Pittman a Morningstar. Rawlinson, anche lui specialista 400 m ostacoli, ha allenato Jana dal 2004 al 2009. Il 14 dicembre 2006 ha dato alla luce il primo figlio, Cornelis. Ha affermato l’atleta che dopo il parto rincominciare è stato molto difficile soprattutto nei primi momenti, definendosi “pesante come una balena”. Nell'aprile 2009 è stata annunciata la separazione dal marito dopo tre anni di matrimonio e nel maggio 2009 ha ripreso ad allenarsi con Craig Hilliard che era in precedenza il suo allenatore. In un'intervista del 24 ottobre 2009 Jana ha definito il suo nuovo ruolo di madre single come l’ostacolo più duro da superare. Nel gennaio 2010 è stata annunciata la sua riconciliazione con Chris Rawlinson e l’intenzione della Pittman di volerlo nuovamente sposare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Osaka 2007 &lt;br /&gt;
Dopo la nascita di Cornelis, la Pittman aveva dichiarato diversi problemi e difficoltà nell’allenamento. Nonostante queste difficoltà, corse e vinse i 400 m ostacoli ai Mondiali di Osaka. Riscontrando una lieve ferita nella stagione 2007, decise di intervenire chirurgicamente per rimuovere la cartilagine i e frammenti di ossa sciolti e galleggianti nel secondo dito del piede destro. Nonostante tutto ciò la Pittman venne pre-selezionata per le Olimpiadi del 2008 nel Team Australiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pechino 2008 &lt;br /&gt;
Nel febbraio 2008, la Pittman era riconosciuta come l’atleta principale per la vittoria, come colei da battere; c’era chi addirittura parlava già del prossimo record. Ma il 9 luglio 2008 Jana annunciava che non avrebbe preso parte alla competizione e quindi ai Giochi di Pechino, a causa delle complicazioni riscontrate dopo l’operazione al secondo dito del piede destro. Successivamente a questa rinuncia, l’intera Australia ed anche in minima parte il Team Australiano mossero feroci critiche contro quella scelta dell’atleta, che per loro stava divenendo una stella in via di spegnimento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2009 &lt;br /&gt;
Il 29 giugno 2009, la Pittman torna alle corse dopo oltre un anno con una vittoria nel Grand Prix a Malaga, in Spagna. Ha vinto il 400 metri a ostacoli nel tempo di 55,67 secondi. Tuttavia, non era abbastanza in forma per difendere il suo titolo ai Campionati del Mondo 2009. Un problema al bicipite femorale, causato da una sporgenza del disco nella schiena, ha interrotto la sua preparazione per il torneo. Jana è fiduciosa di un suo ritorno, dicendo che spera di poter uscire da questa battuta d'arresto il prima possibile e tornare in pista per un obiettivo ed un sogno a lungo termine: vincere l'oro olimpico a Londra nel 2012.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2010 &lt;br /&gt;
All'inizio del 2010, Jana Pittman ha deciso di intervenire chirurgicamente e rimuovere le protesi mammarie perché sentiva che influenzavano negativamente la sua attività. Tuttavia, ha ammesso la sua volontà di rimettere la protesi, una volta finita la sua carriera. Ha anche annunciato la sua intenzione di ri-sposare il suo ex marito Chris Rawlinson, dal quale aveva divorziato nel maggio 2009. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CURIOSITA’&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima della gara, dipinge le unghie dei piedi con i colori della sua squadra e indossa un braccialetto d'oro datole dalla sua ex compagna di allenamenti Melinda Gainsford-Taylor. Trae ispirazione da un tatuaggio di un calabrone sul ventre. Jana dice che &amp;quot;aerodinamicamente il calabrone non può volare ma non lo sa, così va a volare comunque. Per me vuol dire che mi è stato dato questo corpo e che sono capace di tutto. &amp;quot;&lt;br /&gt;
Nel 2002 si è iscritta ad un corso di scienza per corrispondenza presso la Monash University.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
MIGLIOR RISULTATI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
AUSTRALIAN CHAMPIONSHIPS:&lt;br /&gt;
200m: 1999 (U18) - 1st&lt;br /&gt;
400m: 1999 (U18) - 1st, 2000 - 4th (3rd Australian), 2006 - 8th&lt;br /&gt;
400m hurdles: 1998 (U18) - 1st, 1999 (U18) - 1st, (U20) - 1st, 2001 - 1st, 2002 - 1st, 2003 – 1st&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
INTERNATIONAL CHAMPIONSHIPS:&lt;br /&gt;
Commonwealth Games: 2002 - 400m hurdles 1st (54.40), 4 x 400m 1st (3.25.63, split 50.38), 2006 - 400m hurdles 1st (53.82), 4 x 400m 1st (3.28.66, split 51.8)&lt;br /&gt;
Olympic Games: 2000 - 400m hurdles 3rd heat (56.76), 4 x 400m 2nd heat (3.24.05, split 51.9), 2004 - 400m hurdles 5th (53.92)&lt;br /&gt;
World Junior Championships: 2000 - 400m 1st (52.45), 400m hurdles 1st (56.27), 4 x 400m 7th (3.38.66, split 53.60)&lt;br /&gt;
World Youth Championships: 1999 - 400m 7th (55.06), 400m hurdles 1st (57.87)&lt;br /&gt;
World Cup: 2002 - 400m hurdles 3rd (55.15), 4 x 400m 7th (3.31.32, split 51.6)&lt;br /&gt;
World Championships: 2003 - 400m hurdles 1st (53.22), 2005 - 400m hurdles withdrew injured, 2007 - 400m hurdles 1st (53.31)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IN ORDINE I MIGLIORI:&lt;br /&gt;
Giochi del Commonwealt:2002:1st 400m ostacoli(54,40)-1st 4x400m                                                  &lt;br /&gt;
	Ostacoli(3,25,63  personale 50,83)&lt;br /&gt;
                                   2006:1st 400m ostacoli (53,82)-1st 4x400m            &lt;br /&gt;
                              (3.28.66)&lt;br /&gt;
Campionati del mondo:2000(giovanili) 1st 400m (52,45)-1st400m ostacoli      (56,27)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:2000 3st 400m ostacoli(56,76)-2st 4x400 (3,24,05 personale 51,9)-5st 400m      ostacoli(53,92)                         &lt;br /&gt;
Jana Pittman, addio al seno rifatto per le medaglie olimpiche: le foto&lt;br /&gt;
La campionessa australiana di corsa ad ostacoli si è tolta le protesi al seno per aumentare le possibilità di vittoria alle Olimpiadi del 2012. &amp;quot;Non potevo indebolire il mio paese per la mia vanità&amp;quot;, ha rivelato l'atleta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo del 04 gennaio 10 di Alessandro Fedele&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittorie nello sport, prima della bellezza e della vanità.&lt;br /&gt;
 E' la scelta compiuta da Jana Pittman-Rawlinson (27 anni), atleta australiana che ha deciso di eliminare le proprie protesi al seno per essere maggiormente competitiva alle Olimpiadi di Londra del 2012.&lt;br /&gt;
 &amp;quot;Sì, sono tornata ad essere piatta come una frittella&amp;quot;, ha ammesso con ironia l'australiana, già due volte campionessa del mondo sui 400 ostacoli (a Parigi nel 2003 e a Osaka nel 2007).&lt;br /&gt;
 &amp;quot;Ogni volta che correvo ero presa dal panico sul fatto che potevo indebolire il mio paese, tutto per la mia vanità&amp;quot;, ha continuato la Pittman, che al magazine Women's Day ha anche rivelato di voler risposare l'ex marito e manager Chris Rawlinson.&lt;br /&gt;
 Tempo di ripensamenti, dunque, per l'ostacolista, che, sempre per sua ammissione, negli ultimi 14 mesi ha speso circa 13.000 dollari per l'intervento di chirurgia plastica.&lt;br /&gt;
 Come è facile immaginare, la decisione di aumentare il volume del proprio seno era scaturita dal desiderio di apparire più femminile, perché &amp;quot;quando guardavo nello specchio non vedevo altro che braccia muscolose, spalle larghe e gambe forti e grandi&amp;quot;, ha spiegato l'atleta, aggiungendo di &amp;quot;non voler essere come quelle campionesse olimpiche che sembrano uomini&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&amp;quot;Mi piaceva avere il seno più grande, ma sono abbastanza matura da conoscermi, per essere onesta con me stessa quando mi guardo allo specchio. Io non voglio ridurre le possibilità dell'Australia - ha sottolineato nell'intervista la campionessa -. Voglio sentirmi più atletica possibile, sapendo che posso arrivare sulla pista di Londra nelle migliori condizioni di forma possibile&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Ma la Pittman, una volta conclusa l'attività agonistica, non esclude la possibilità di tornare nuovamente sotto i ferri per farsi reimpiantare le protesi. &amp;quot;Ho sempre la possibilità di migliorare i miei seni ancora una volta, quando avrò finito la mia carriera - ha concluso -. So che non ci sono medaglie per essere bella&amp;quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Photogallery, le immagini della Pittman-Rawlinson a confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
DAL MESSAGGERO&lt;br /&gt;
Jana Pittman, il seno del poi ma senza ipocrisia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di Germana Consalvi&lt;br /&gt;
Nulla contro il progresso, ma tanto di cappello a chi si accetta così com’è. Come natura crea. E medaglia d’oro alla sincerità per la coraggiosa Jana Pittman, l’atleta australiana due volte campionessa del mondo sui 400 ostacoli (Parigi 2003 e Osaka 2007) che ha rivelato di aver rimosso le protesi al seno per avere più possibilità di vincere alle Olimpiadi di Londra del 2012. Allenata com’è alle sfide, la Pittman non aveva esitato a spendere 13 mila dollari in poco più di un anno per aumentare il seno «perché mi piaceva averlo più grande, quando mi guardavo allo specchio non vedevo altro che braccia muscolose, spalle larghe e gambe forti e grandi. Qualità necessarie per correre bene, ma che non fanno certo di me una bella donna». E ora, dopo essere «tornata piatta come una frittella», non esclude affatto, dopo le prossime Olimpiadi, di voler riacquistare le agognate misure facendo di nuovo ricorso al bisturi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una sincerità d’oro, specie se confrontata con quel laboratorio di Frankenstein che include indifferentemente tanti personaggi dello spettacolo ma anche dell’informazione che conosciamo da sempre e vediamo via via cambiare ma che non lo ammette, mai. Bocche sottili, perfettamente in sintonia con corpi altrettanto esili, che all’improvviso diventano artificialmente turgide. E poco importa che queste labbra siano rese carnose dall’interno o all’esterno. Toraci non pronunciati che dall’oggi al domani esplodono in curve prorompenti. Volti scavati che acquistano come per incanto zigomi di tutto rilievo. E più il tempo passa e più, miracolo, non c’è traccia di rughe e rughette, anzi, il viso è liscio e teso come quello degli adolescenti, però è anche inespressivo e un po’ “gommoso”, la palpebra non si appesantisce ma lo sguardo acquista fissità effetto “psycho”. E, come se non bastasse, in caso di servizio fotografico il tocco magico di photoshop è il passaporto per la perfezione (sia pur con l’inganno).&lt;br /&gt;
Succede tutto sotto i nostri occhi, ma i protagonisti di queste trasformazioni, per lo più donne, insistono a negare, alcune hanno perfino cercato di intortarci con storie di “sviluppi” tardivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fa tristezza pensare a quanto sia difficile accettarsi così come si è, soprattutto da parte di chi è stato ampiamente beneficiato da madre natura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ossessione del corpo, la paura di invecchiare, l’insicurezza galoppante, l’imposizione della magrezza come elemento colonizzatore di fascino, salute e successo, l’immagine che prevale sul contenuto, beh, anni e anni di simili pressing non potevano lasciare indenni certa vulnerabile umanità.&lt;br /&gt;
Pare che il 2010 potrebbe essere «l’anno della rivincita» delle donne prosperose, sempre più “visibili” mediaticamente, sempre più arruolate in campagne pubblicitarie e anche sempre più presenti sulle passerelle. Davvero dovremmo esserne contenti? Quando mai le donne formose, quindi con più curve e anche con più chili, hanno avuto bisogno di una rivincita? La sensazione forte è che si sia persa da troppo tempo la dimensione della normalità e della naturalezza, che è altro dalla perfezione a tutti i costi. Della serie: non è bello ciò che è bello...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DA SKY&lt;br /&gt;
Via il seno rifatto per vincere le Olimpiadi&lt;br /&gt;
La Pittman, campionessa australiana nei 400 ostacoli, ha deciso di rimuovere le sue protesi al seno per correre più veloce. &amp;quot;Mi è costato 13mila dollari, ma non sopportavo l'idea di poter indebolire la mia nazionale a causa della mia vanità&amp;quot;&lt;br /&gt;
04 gennaio, 2010&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Dopo due ori ai Mondiali, la Pittman vuole vincere le Olimpiadi. Ad ogni costo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Jana Pittman-Rawlinson, atleta australiana due volte campionessa del mondo sui 400 ostacoli (vinse a Parigi nel 2003 e ad Osaka nel 2007, mentre a Berlino 2009, così come ai Giochi di Pechino 2008, è stata assente per infortunio) ha rimosso le sue protesi al seno perché ritiene che così facendo avrà molte più possibilità di vincere l'oro anche nella gara delle Olimpiadi di Londra 2012. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A rivelare di aver fatto questo sorprendente &amp;quot;passo indietro&amp;quot; è stata la stessa atleta, 27 anni, che ha anche ribadito l'intenzione di sposare di nuovo l'ex marito e manager Chris Rawlinson. Dopo aver speso circa 13mila dollari negli ultimi 14 mesi per interventi di chirurgia plastica, ora la Pittmann fa sapere di essere &amp;quot;tornata piatta come una frittella. Ogni volta che correvo ero presa dal panico - aggiunge nell'intervista pubblicata dalla rivista &amp;quot;Woman's Day&amp;quot; - per il fatto che potevo indebolire la mia nazionale ed il mio paese, e tutto ciò a causa della mia vanità&amp;quot;. &lt;br /&gt;
L'ostacolista ha spiegato che si era aumentata il petto per un desiderio di maggior femminilità, &amp;quot;perché quando mi guardavo nello specchio non vedevo altro che braccia muscolose, spalle larghe e gambe forti e grandi. Queste sono qualità necessarie per correre bene, ma non fanno certo di me una bella donna&amp;quot;, si era lamentata la Pittmann, aggiungendo di &amp;quot;non voler essere come quelle campionesse olimpiche che sembrano uomini&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&amp;quot;Mi piaceva avere il seno più grande, ma sono abbastanza matura per conoscermi, per essere onesta con me stessa quando mi guardo allo specchio - ha detto ancora la campionessa, la cui vita privata finisce regolarmente sulle pagine dei giornali del suo paese -. Non voglio ridurre le possibilità dell'Australia, ma invece voglio sentirmi la più atletica possibile, sapendo che posso arrivare sulla pista di Londra nelle migliori condizioni di forma&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'australiana non ha comunque escluso di tornare sotto i ferri per re-impiantare il seno finto, una volta abbandonato lo sport agonistico. &amp;quot;In fondo mi rimane sempre la possibilità di migliorare di nuovo i miei seni - ha spiegato - quando avrò finito la mia carriera nell'atletica: so che non ci sono medaglie per essere bella&amp;quot;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>MATTARELLI ENNIO</title>
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		<updated>2016-05-23T09:48:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot; Ennio Mattarelli è un ex tiratore italiano, nacque a Bologna nel 1928 e vinse la  medaglia d'oro ai Giochi olimpici  di Tokio nel 1964; egli ottenne il record  olimpico del...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Ennio Mattarelli è un ex tiratore italiano, nacque a Bologna nel 1928 e vinse la  medaglia d'oro ai Giochi olimpici  di Tokio nel 1964; egli ottenne il record  olimpico del piattello-fossa con 198 piattelli su 200. Tuttavia dopo l'alloro olimpico, Mattarelli non riuscì a ripetersi quattro anni dopo alle Olimpiadi di Città del Messico 1968, dove  non riuscì ad accedere alla finale della fossa olimpica classificandosi in 27esima posizione. Tesserato per il Tiro a Volo Bononia , è stato il più grande tiratore degli anni Sessanta con i suoi successi in ambito nazionale ed internazionale. Nel 1960 vinse a Barcellona il titolo europeo a squadre,per ripetersi poi l’anno successivo nel 1961  a Berna. Successivamente  ad Oslo vinse il titolo mondiale individuale e conquistò l’argento con la squadra. Nel 1962 agli Europei di Beirut vinse nuovamente  il titolo a squadre e il  bronzo individuale nella gara vinta da Casciano . Nel 1963 vinse il Gran Premio di Francia, nel 1964 è campione italiano assoluto e di prima categoria e nella sua città vinse il titolo europeo individuale e quello a squadre. Nel 1965 a Lisbona e 1966 a Lahti fu nuovamente  campione d’Europa a squadre. Nel 1967 divenne  campione del mondo a squadre a Bologna. Centrò poi la doppietta nel 1969 a San Sebastiano ai Mondiali quando vinse la gara individuale e quella a squadre e lo stesso anno a Parigi l’Europeo a squadre. Nel 1970 è argento europeo a Bucarest e bronzo mondiale a Phoenix sempre a squadre; infine nel 1971 a Seuhl è ancora campione europeo a squadre. Le macchine della linea Olimpica furono installate ad Atlanta e a Sydney in occasione dei Giochi Olimpici  ottenendo un grande successo. In seguito in tutti migliori campi del mondo che ospitano le principali competizioni internazionali ovvero Campionato del Mondo, Coppa del Mondo e Campionato Europeo del circuito ISSF, hanno scelto queste macchine sia per la Fossa che per lo Skeet. La  notorietà di Ennio Mattarelli e la sua lunga esperienza nell'ambito del tiro al piattello hanno sicuramente contribuito alla costruzione e alla diffusione di queste macchine. Prima di  costruire macchine lanciapiattelli egli aveva progettato diversi fucili per competizioni sportive e per la caccia. ( Copia e incolla da www.mattarelliennio.com) Fu inoltre Commissario tecnico della Nazionale Italiana di Tiro a Volo dal 1989 al 1992.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=RIOS_MARCELO&amp;diff=216</id>
		<title>RIOS MARCELO</title>
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		<updated>2016-05-23T09:43:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;Genio e sregolatezza del tennis, Marcelo Andrés Rios Mayorga, meglio noto come Marselo Rios o el “Chino”, nasce a Santiago del Cile il 26 dicembre 1975, iniziò la sua sc...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Genio e sregolatezza del tennis, Marcelo Andrés Rios Mayorga, meglio noto come Marselo Rios o el “Chino”, nasce a Santiago del Cile il 26 dicembre 1975, iniziò la sua scalata ai vertici del tennis  mondiale nel 1994, per  poi giungere con  il suo formidabile rovescio sinistro al primo posto del ranking ATP, nel marzo del ’98.&lt;br /&gt;
Primo giocatore latino americano a riuscire nell’impresa, fu l’unico tennista dell’era open ad essere stato n° 1 ATP senza essersi aggiudicato un torneo del Grande Slam. &lt;br /&gt;
Nello stesso anno vinse tornei molto importanti come, Aukland, Indian Wells, Key Biscayne, Roma, Grande Slam cup (Germania), St. Poelten e Singapore.&lt;br /&gt;
Sempre nel 1998 raggiunse la finale dell’Australian Open, unica partecipazione ad una finale di un torneo del Grande Slam, dove perse in 3 set con il ceco Petr Korda.&lt;br /&gt;
Il 1999 fu invece un anno diviso tra successi e grandi infortuni. Raggiunse le semifinali ad Estoril, la finale a Montecarlo, dove dovette ritirarsi per una contrattura, i quarti al Roland Garros, e la vittoria ad Amburgo e a St. Poelten.&lt;br /&gt;
A fine 2004 decise di ritirarsi a soli 29 anni per problemi alla schiena, ma nel 2006 riprese a giocare seppure nel Senior Tour. &lt;br /&gt;
Personalità complessa, Rios fu spesso descritto come un individuo arrogante, antipatico, fuori dalle regole, uno insomma da tenere alla larga, con cui non avere nulla a che fare.&lt;br /&gt;
In effetti se si indaga bene la sua carriera l’elenco delle  nefandezze del Zurdo di Vitacura (il mancino di Vitacura)un altro dei suoi soprannomi, risulta notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Nel ’98 a Stuttgart si becca una multa di 10.000$ per aver violato i limiti di velocità&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Ai giochi olimpici del 2000 viene selezionato dal proprio paese come porta bandiera ma alla fine si rifiuta poiché il Comitato Olimpico Cileno non aveva procurato, come promesso, i biglietti della cerimonia ai suoi genitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Dopo che una rivista scandalistica lo aveva fotografato in atteggiamenti intimi in una discoteca con una ragazza, la sua fidanzata di allora Giuliana Sotela, rompe la relazione. Durante una conferenza stampa in un incontro di Davis cup, Rios legge pubblicamente una lettera di scuse alla fidanzata e scoppia in lacrime di fronte alle telecamere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	 Viene accusato dalla sua seconda moglie, Eugenia Larrain, di essere stata buttata fuori dall’auto in corsa mentre visitava suo figlio in Costa Rica. Eugenia si presenta all’aeroporto di Santiago sulla sedia a rotelle con abrasioni varie sulle gambe. Marcelo dice che se le era procurate cadendo mentre sciava.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Viene arrestato a Roma nel 2001 dopo aver dato un pugno ad un taxista ed aver ingaggiato una colluttazione con i poliziotti giunti per fermarlo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Nel 2003, fa la pipì addosso ad un uomo nel bagno del  bar di un hotel dove stava soggiornando e da dove viene poi espulso per essersi tuffato in piscina nudo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	  Sempre nel 2003 lui ed un amico vengono espulsi da un bar di Santiago dopo aver insultato alcuni clienti ed aver iniziato una rissa con i camerieri del locale. Entrambi furono arrestati e poi rilasciati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Nel 2000 fu squalificato da un torneo(Mercedes-Benz Cup tennis tournament in Los Angeles, California) durante un match di primo turno contro il giapponese Gouichi Motomura  e multato di 5000$ per aver insultato il giudice di sedia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Insultò sotto voce una giornalista durante un intervista post match dopo che quella le aveva chiesto se aveva origini indiano americane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Tuttavia nonostante tutto ciò il suo talento rimane indiscusso, come recita infatti l’antico filosofo latino Seneca “Non c’è un grande genio senza un tocco di follia”.&lt;br /&gt;
Quel genio che a dispetto dei suoi 170 cm di statura lo avrebbe portato in cima al mondo.&lt;br /&gt;
Nell’epoca del tennis muscolare, con quell’altezza, nei top 5 c’èra arrivato solo lo statunitense &lt;br /&gt;
Michael Chang.&lt;br /&gt;
Si  tratta però di due giocatori completamente diversi, ed anche se Chang abbia vinto uno Slam in maniera più che spettacolare facendo impazzire Landl; i giocatori come lui vanno ammirati, applauditi, apprezzati e rispettati; ma sono solo i giocatori come Rios che ti fanno letteralmente innamorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così lo ricordano alcuni addetti ai lavori che ebbero il piacere di misurarsi con lui: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Thomas Jhoasnson dice:”Un giocatore che mi piaceva molto veder giocare era Rios. Credo sia stato uno dei migliori giocatori di sempre. Odiavo tuttavia giocarci contro perché poteva farti sentire come se fosse la prima volta che mettevi piede in un campo di tennis. Potevi essere massacrato e fare appena due games, e magari avevi anche giocato bene.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Jimmy Arias racconta:”mi ero già ritirato da qualche anno quando nel ’98 Rios venne ad allenarsi da Bollettieri. Aveva appena perso a Wimbledon ed aveva bisogno di allenarsi per tutto il resto dell’estate. Io ero l’unico disponibile come sparring partner poiché tutti gli altri erano ancora a Wimbledon.&lt;br /&gt;
In quei giorni ho visto tutto il talento di cui era dotato. Poteva colpire un paio di dritti in uno scambio e con lo stesso swing-non una grande apertura, appena appena, improvvisamente ti colpiva la pallina di 20 miglia più veloce, per un vincente lungo linea. E tu non sapevi come era potuto succedere, come lo stesso swing potesse produrre una così grande differenza di velocità nella palla.&lt;br /&gt;
Quella era la cosa a cui i suoi avversari non riuscivano a far fronte.”  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hernan Gumy un argentino che fu nei top 50:”Eravamo abbastanza amici. Lui non andava d’accordo con molti giocatori, ma io e lui eravamo amici e giocammo anche l’uno contro l’altro qualche volta. &lt;br /&gt;
Non ho mai visto giocare nessun altro come lui. Tutte le cose più difficili lui le faceva sembrare facili. Sarebbe stato bello  avesse continuato per almeno altri due anni ma ogni volta che ne parlavo con lui, mi diceva che non era fatto per viaggiare 25 settimane all’anno o per giocare 20 tornei. Gli piaceva giocare i grandi tornei ma non gli piacevano tutti gli aspetti della vita  del giocatore. Io penso che fosse un grande, una persona simpatica e un incredibile giocatore. Fans e media non sono mai riusciti a comprenderlo fino in fondo. Aveva il dono per giocare a tennis ma probabilmente non per tutto il resto che circonda il tennis.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E per concludere le parole del più grande forse di sempre, sicuramente di oggi, Rogger Federer, che nel 2000 alla domanda chi è il tuo giocatore preferito da osservare? Rispose così:”Mi piace Rios, mi piace il suo gioco. Quando gioca bene, è divertente da veder giocare. Perché lui è qualcosa di diverso dal resto.”&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=SLATER_KELLY&amp;diff=213</id>
		<title>SLATER KELLY</title>
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		<updated>2016-05-23T09:41:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot; Le tracce dell'antico sport hawaiiano del surf risalgono a circa 1000 anni fa quando tutti, uomini donne e bambini provavano il brivido di cavalcare le onde. Alcuni canti haw...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Le tracce dell'antico sport hawaiiano del surf risalgono a circa 1000 anni fa quando tutti, uomini donne e bambini provavano il brivido di cavalcare le onde. Alcuni canti hawaiani, risalenti al quindicesimo secolo dimostrano che già ad allora c'erano le prime competizioni tra i re e i capi d'alto rango sociale, e in gioco venivamo messe perfino le proprietà personali. I re sostenevano già ad allora che la pratica di questo sport era un modo per mantenere la forma fisica e per l'addestramento  richiesto dalla loro posizione sociale. La prima fonte storica del surf è contenuta nel diario di bordo del capitano James Cook visitatore europeo (scopritore delle Hawaii) che vide e descrisse nel 1777 le imprese dei polinesiani, che a cavallo delle onde a bordo di surf di legno rudimentali venivano descritte da lui come persone che provavano un'immensa gioia nel farsi trasportare dalle onde. Le prime rudimentali tavole erano solitamente costruite da tronchi di albero cavi piegati verso l'alto sulla prua, la costruzione delle tavole veniva sempre accompagnata da una certa cerimonialità: dopo aver scelto l'albero giusto, prima del taglio veniva offerto alla terra un pesce in segno di riconoscimento, il tronco poi veniva accuratamente sagomato con il solo aiuto di strumenti naturali fatti di pietra e ossa. Nell' 800 periodo di colonizzazione, il surf venne bandito dai missionari calvinisti, che furono scioccati e scandalizzati dalla nudità e dalla facile promisquità dei sessi praticata dai surfisti. Il surf venne ripreso con interesse tra la fine dell' 800 e gli inizi del '900. Un grande contributo alla diffusione del surf dalle Hawaii verso il resto del mondo venne dall' hawaiano Duke Kahanamoku campione olimpico di nuoto (medaglia d'oro nei 100m stile libero e argento nella staffetta 4x200m a Stoccolma 1912, nel 1920 ad Anversa si riconferma campione olimpico nei 100m e nella staffetta, la sua carriera di si conclude a Parigi nel 1924 dove conquista l'argento nei 100 m).Fu così che nel corso dei suoi viaggi agonistici Duke Kahanamoku portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane. Negli anni trenta e quaranta del XX secolo gli statunitensi fecero entrare il surf nella propria cultura e con il passare degli anni divenne un vero e proprio fenomeno di culto tanto da comparire nelle Olimpiadi di Melbourne nel 1956.La maniera di costruire le tavole cambiò notevolmente con il passare degli anni, l'introduzione del leggero legno di balsa e del materiale aereospaziale appena scoperto (la fibra di vetro) ridusse della metà il peso delle tavole da surf e aprì la strada alle nuove generazioni che si avvicinavano a questo sport. Nella metà degli anni 50 c'erano poche migliaia di surfisti, dieci anni dopo ce n'erano più di un milione che affollavano le spiagge degli stati uniti. Negli anni 80 le tecnologie nel campo di questo sport diventavano sempre più avanzate, basandosi sulle discipline del wind surf e dello snowboard si scoprì la velocità e la manovrabilità. Le tavole venivano costruite di dimensioni sempre più ridotte e più performanti per avere un controllo maggiore nelle velocità più elevate che prima era impossibile avere con le vecchie tavole. Fu proprio agli inizi degli anni 80 che il surf venne introdotto nel nostro paese, nonostante il Mediterraneo non offra le stesse condizioni marine degli oceani il surf ha toccato il boom nei primi anni 90, un boom che non accenna a diminuire, con i suoi 15000 praticanti sparsi tra Lazio, Toscana, Sardegna , Liguria, Emilia Romagna, Lombardia. I primi spot (spazio dove si fa surf) furono Viareggio e Forte dei Marmi poi via via anche Liguria Sardegna e Lazio. Nel 1991 nasce l'ASI (Associazione Surfisti Italiani) riunendo realta' sarde e laziali. Nel 1997 nasce la FISURF (Federazione Italiana Surfing), che inizia ad operare sotto l' egida del CONI. Il primo contest (gara di surf) in ltalia fu organizzato dall' IWST a Viareggio nel 1983 e vinse il toscano Farina. La prima gara importante fu il Campionato Europeo, tenutosi a Forte dei Marmi nel 1985, dove vinse il leggendario Carwyn Williams. La prima volta dell’ Italia in una gara internazionale fu agli Europei in Francia, presso lo spot della Sables D’ Olone, nel 1987. L’ anno dopo, la prima volta in un mondiale: Puertorico, maggio 1988, in squadra erano presenti vari atleti significativi nel panorama italiano. Attualmente l'Italia e' tra le prime 20 nazioni del mondo e nella prima classe di merito.&lt;br /&gt;
Le competizioni di surf (contest) durano a seconda dell'importanza, da sette giorni per una gara mondiale ad una giornata per una gara nazionale. Si parte con le batterie di qualificazioni (heats) che durano 15-20 minuti e si concludono con quarti semifinali e finale. Ogni batteria è composta da quattro atleti (con quattro colori differenti), che si affrontano contemporaneamente con un massimo di dieci onde a disposizione (15 onde in 30 minuti per la finale): i due più bravi passano il turno successivo. Valgono le migliori due onde, secondo il punteggio assegnato dai quattro giudici, in base a questi criteri: Velocità, Stile, Potenza e Radicalità, che tiene conto del numero di manovre eseguite sul lip (labbro dell'onda). Le manovre sono moltissime, a seconda del tipo di onda si possono effettuare diverse manovre, tutto questo è improvvisazione dell'atleta. La media dei punteggi determina la classifica del quartetto in acqua. Compito dei giudici è anche valutare il comportamento degli sfidanti, assegnando penalità in caso di interferenze: poiché uno dei segreti è capire che tipo di onda sta arrivando, capire come e quanto si innalzerà sulla line-up (punto in cui l'onda inizia a frangere) offre un grande vantaggio. Capita spesso che un surfista cerchi di stare in precedenza sull'onda che sta arrivando in modo da trarne vantaggio, mentre a volte capita che uno non rispetti la precedenza sull'onda rovinando in tal modo l'onda del suo avversario. L' ASP  (Associazione Surf Professionale), è il principale campionato mondiale professionistico di surf, ed ogni anno vengono disputati contest in tutto il mondo al termine dei quali viene premiato come campione del mondo l'atleta che avrà ottenuto il maggior numero di vittorie o i migliori piazzamenti durante le competizioni. Il surfista che ha vinto più titoli e contest individuali in assoluto, ed unico atleta dell'ASP world tour ad essere stato il più giovane campione del mondo di surf (20 anni, nel 1992) e successivamente il più vecchio (33 anni, nel 2005) è Kally Slater nato in Florida nel 1972, è stato campione del mondo di surf per nove volte, (ASP World Champion nel 1992, '94, '95, '96, '97, '98, '05, '06 , '08) . Si è rivelato una leggenda del surf dal primo momento che ha cavalcato le sue prime onde, dimostrando di essere il surfista più innovativo della storia, andando a rivoluzionare in pochi anni il modo di surfare le onde. Oggi infatti anche i surfisti di nuova generazione si fanno vanto delle maestrie apprese Kelly Slater. E' anche stato il primo ad abbinare intelligentemente il proprio talento all'aspetto tecnico del surf, cercando di perfezionare di anno in anno le caratteristiche delle sue tavole e andando a progettare e a testare innumerevoli tipi di pinne da lui studiati appositamente per adattarsi al meglio su ogni specifica qualità di onda. Questi elementi, combinati insieme alla sua costante e perfetta disciplina fisica e al suo straordinario talento, lo hanno reso la stella del surf. Kelly ha dimostrato la sua tenacia anche di fronte ad una carriera non sempre brillante. Infatti dopo che nel 1992 ha vinto il suo primo mondiale, ha continuato a dominare incontrastato per altri 8 anni per poi decidere nel 1999 di prendersi una pausa. Al suo rientro nel 2001 Kelly sembrava ormai essere stato sorpassato da nuovi abili talenti del surf, in particolare dal tre volte campione del mondo, l'hawaiano Andy Irons suo storico rivale, ma dopo che molti lo avevano catalogato come finito, nel 2005 vince il suo settimo titolo mondiale, e nessuno immaginava che quello sarebbe stato soltanto l'inizio di un nuovo dominio da lui siglato. Così tra il 2006 e il 2008 la sua competitività senza limiti lo ha spinto fino a quota nove. Anche quest' anno tutti i riflettori sono puntati sul pluri campione del mondo che si è candidato al World Championship Tour, decidendo così di far proseguire la sua leggenda e arrivare al super traguardo di dieci titoli.&lt;br /&gt;
Storia delle vittorie:&lt;br /&gt;
2009&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hang Loose Santa Catarina Pro Brasile&lt;br /&gt;
2008&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Billabong Pipeline Masters, Oahu Hawaii&lt;br /&gt;
Boost Mobile Pro of Surf, Trestles California&lt;br /&gt;
Billabong Pro (South Africa) &lt;br /&gt;
The Globe WCT (Fiji) &lt;br /&gt;
Quiksilver Pro, Gold Coast, Australia&lt;br /&gt;
Rip Curl Pro Surf, Bells Beach, Australia&lt;br /&gt;
2007&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
The Boost Mobile Pro (Trestles, California) &lt;br /&gt;
2006&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quiksilver Pro (Gold Coast, Australia) &lt;br /&gt;
Bells Beach Surf Classic (Bells Beach, Australia) &lt;br /&gt;
2005&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Billabong Pro (Teahupoo, Tahiti) &lt;br /&gt;
The Globe WCT (Fiji) &lt;br /&gt;
Billabong Pro (South Africa) The Boost Mobile Pro (Trestles, California) &lt;br /&gt;
2004&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Snickers Australian Open (QS) &lt;br /&gt;
Energy Australia Open (QS) &lt;br /&gt;
2003&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Billabong Pro (Teahupoo, Tahiti) &lt;br /&gt;
Billabong Pro (South Africa) &lt;br /&gt;
Billabong Pro (Mundaka, Spain) &lt;br /&gt;
Nova Schin Festival (Brazil) &lt;br /&gt;
2002&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
The Quiksilver in Memory of Eddie Aikau (Specialty-Hawaii) &lt;br /&gt;
2000&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gotcha Tahiti Pro presented by Globe (Tahiti) &lt;br /&gt;
1999&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Mountain Dew Pipe Masters (Hawaii) &lt;br /&gt;
1997&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Coke Surf Classic (Australia) &lt;br /&gt;
Billabong Pro (Australia) &lt;br /&gt;
Tokushima Pro (Japan) &lt;br /&gt;
Marui Pro (Japan) &lt;br /&gt;
Kaiser Summer Surf WCT (Brazil) &lt;br /&gt;
Grand Slam (Specialty-Australia) &lt;br /&gt;
Typhoon Lagoon Surf Challenge (Specialty-USA) &lt;br /&gt;
1996&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Coke Surf Classic (Australia) &lt;br /&gt;
Rip Curl Pro Saint Leu (Reunion Island) &lt;br /&gt;
CSI pres. Billabong Pro (South Africa) &lt;br /&gt;
U.S. Open (California) &lt;br /&gt;
Rip Curl Pro Hossegor (France) &lt;br /&gt;
Quiksilver Surfmasters (France) &lt;br /&gt;
Chiemsee Pipe Masters (Hawaii) &lt;br /&gt;
Sud Ouest Trophee (Specialty-France) &lt;br /&gt;
Da Hui Backdoor Shootout (Specialty-Hawaii) &lt;br /&gt;
1995&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quiksilver Pro (Indonesia) &lt;br /&gt;
Chiemsee Pipe Masters (Hawaii) &lt;br /&gt;
Triple Crown of Surfing (Specialty-Hawaii) &lt;br /&gt;
1994&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bells Beach Surf Classic (Australia) &lt;br /&gt;
Gotcha Lacanau Pro (France) &lt;br /&gt;
Chiemsee Pipe Masters (Hawaii) &lt;br /&gt;
The Bud Surf Tour (WQS-USA) &lt;br /&gt;
The Bud Surf Tour (WQS-USA) &lt;br /&gt;
Sud Ouest Trophee (Specialty-France) &lt;br /&gt;
1993&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Marui Pro (Japan) &lt;br /&gt;
1992&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Rip Curl Pro Landes (France)&lt;br /&gt;
Marui Masters (Hawaii) &lt;br /&gt;
1990&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Body Glove Surfbout Trestles (California)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CLEMEMTE_RUSSO&amp;diff=206</id>
		<title>CLEMEMTE RUSSO</title>
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		<updated>2016-05-23T09:36:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;NAZIONALITÀ: ITALIA&lt;br /&gt;
ALTEZZA: 180 CM&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
PESO: 90KG&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SPORT: PUGILATO&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
CATEGORIA: PESI MASSIMI&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clemente Russo nasce a Marcianise in provincia di Caserta il 27 luglio 1982.&lt;br /&gt;
La sua infanzia non è stata delle migliori e la vita in periferia non lo aiuta poi però&lt;br /&gt;
si appassiona subito alla boxe dove grazie alla disciplina e al rispetto delle regole raggiunge risultati importanti. Clemente inizia in giovane età ad allenarsi nella palestra “Excelsior Boxe” del paese campano.&lt;br /&gt;
É il pugile con la maggior parte di incontri della boxe italiana ed è stato soprannominato da Don King “The white hope” : “la speranza bianca”.&lt;br /&gt;
La carriera di Russo inizia con le prime vittorie tra il 1997 e il 2010.&lt;br /&gt;
Nel 2004 si aggiudica il primo oro ai Mondiali Militari e nel 2005 la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo ad Almeria.&lt;br /&gt;
Il pugile Russo è Campione del Mondo dei Dilettanti a Chicago nel 2007.&lt;br /&gt;
Russo si impegna al massimo dedicando tutto se stesso alla boxe e l 'anno dopo partecipa alle Olimpiadi di Pechino. Raggiunge ottimi risultati fino al finale quando non riesce a portare a casa l'oro perdendo contro il russo Rachim Čakchiev. In quell'occasione l'emozione è talmente forte da far commuovere anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma l'argento lo consacra come una delle stelle del panorama pugilistico dandogli la possibilità di essere il portabandiera della nazionale italiana nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2008.&lt;br /&gt;
Russo continua ad allenarsi e si prepara per vincere l'oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Purtroppo però anche in questa occasione giunge in gran forma al finale ma riesce a portare a casa soltanto l'argento perdendo l'oro contro l'ucraino Oleksandr Usyk.&lt;br /&gt;
Intanto la fama accresce e i risultati continuano ad arrivare.&lt;br /&gt;
Ai Mondiali di boxe in Kazakistan, Clemente Russo trionfa in finale contro il russo Tischenko ed è il nuovo Campione del Mondo nei pesi massimi 2013.&lt;br /&gt;
Il pugile Russo non molla e aspetta ansioso le Olimpiadi 2016 con un unico grande obiettivo: conquistare l'oro a Rio.&lt;br /&gt;
Nella vita Russo non è solo un pugile, ma anche un poliziotto delle Fiamme Azzurre (gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria). Precedentemente apparteneva alle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia dello Stato) che poi abbandonò nel 2012.&lt;br /&gt;
Clemente Russo trova lo spirito del gioco anche quando scende dal ring, infatti Russo è uno sportivo anche in veste di attore.&lt;br /&gt;
É protagonista del film “Tatanka” tratto dal racconto di Roberto Saviano.&lt;br /&gt;
Il pugile interpreta il ruolo di Michele, un giovane ragazzo che sceglie di salire sul ring per sfuggire ed evitare le tentazioni della malavita. Ma la Polizia di Stato non condivide la scelta di Russo, ritenendo che il pugile non aveva tutte le autorizzazioni e i permessi per poter partecipare al film, e lo sospese per sei mesi dalle funzioni del Corpo e dallo stipendio.&lt;br /&gt;
Da vicecampione olimpico per ben due volte, partecipa anche al Reality Show “La talpa” senza distogliere troppo l'attenzione dal ring.&lt;br /&gt;
Clemente Russo il 29 dicembre 2008 sposa la  judoca italiana Laura Maddaloni con la quale ha avuto tre  figlie: Rosy  nata il 9 agosto 2011 e le gemelle Jane e Janet nate il 14 giugno 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://olimpiadi.corriere.it/2012/info/protagonisti/clemente-russo.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Russo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Boxe/26-10-2013/boxe-clemente-russo-d-oro-campione-mondo-201438620081.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/boxe_clemente_russo_campione_mondo_kazakistan/noti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
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		<title>CLEMEMTE RUSSO</title>
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		<updated>2016-05-23T09:34:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;NAZIONALITÀ: ITALIA ALTEZZA: 180 CM PESO: 90KG SPORT: PUGILATO CATEGORIA: PESI MASSIMI  Clemente Russo nasce a Marcianise in provincia di Caserta il 27 luglio 1982. La sua in...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;NAZIONALITÀ: ITALIA&lt;br /&gt;
ALTEZZA: 180 CM&lt;br /&gt;
PESO: 90KG&lt;br /&gt;
SPORT: PUGILATO&lt;br /&gt;
CATEGORIA: PESI MASSIMI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clemente Russo nasce a Marcianise in provincia di Caserta il 27 luglio 1982.&lt;br /&gt;
La sua infanzia non è stata delle migliori e la vita in periferia non lo aiuta poi però&lt;br /&gt;
si appassiona subito alla boxe dove grazie alla disciplina e al rispetto delle regole raggiunge risultati importanti. Clemente inizia in giovane età ad allenarsi nella palestra “Excelsior Boxe” del paese campano.&lt;br /&gt;
É il pugile con la maggior parte di incontri della boxe italiana ed è stato soprannominato da Don King “The white hope” : “la speranza bianca”.&lt;br /&gt;
La carriera di Russo inizia con le prime vittorie tra il 1997 e il 2010.&lt;br /&gt;
Nel 2004 si aggiudica il primo oro ai Mondiali Militari e nel 2005 la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo ad Almeria.&lt;br /&gt;
Il pugile Russo è Campione del Mondo dei Dilettanti a Chicago nel 2007.&lt;br /&gt;
Russo si impegna al massimo dedicando tutto se stesso alla boxe e l 'anno dopo partecipa alle Olimpiadi di Pechino. Raggiunge ottimi risultati fino al finale quando non riesce a portare a casa l'oro perdendo contro il russo Rachim Čakchiev. In quell'occasione l'emozione è talmente forte da far commuovere anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma l'argento lo consacra come una delle stelle del panorama pugilistico dandogli la possibilità di essere il portabandiera della nazionale italiana nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2008.&lt;br /&gt;
Russo continua ad allenarsi e si prepara per vincere l'oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Purtroppo però anche in questa occasione giunge in gran forma al finale ma riesce a portare a casa soltanto l'argento perdendo l'oro contro l'ucraino Oleksandr Usyk.&lt;br /&gt;
Intanto la fama accresce e i risultati continuano ad arrivare.&lt;br /&gt;
Ai Mondiali di boxe in Kazakistan, Clemente Russo trionfa in finale contro il russo Tischenko ed è il nuovo Campione del Mondo nei pesi massimi 2013.&lt;br /&gt;
Il pugile Russo non molla e aspetta ansioso le Olimpiadi 2016 con un unico grande obiettivo: conquistare l'oro a Rio.&lt;br /&gt;
Nella vita Russo non è solo un pugile, ma anche un poliziotto delle Fiamme Azzurre (gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria). Precedentemente apparteneva alle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia dello Stato) che poi abbandonò nel 2012.&lt;br /&gt;
Clemente Russo trova lo spirito del gioco anche quando scende dal ring, infatti Russo è uno sportivo anche in veste di attore.&lt;br /&gt;
É protagonista del film “Tatanka” tratto dal racconto di Roberto Saviano.&lt;br /&gt;
Il pugile interpreta il ruolo di Michele, un giovane ragazzo che sceglie di salire sul ring per sfuggire ed evitare le tentazioni della malavita. Ma la Polizia di Stato non condivide la scelta di Russo, ritenendo che il pugile non aveva tutte le autorizzazioni e i permessi per poter partecipare al film, e lo sospese per sei mesi dalle funzioni del Corpo e dallo stipendio.&lt;br /&gt;
Da vicecampione olimpico per ben due volte, partecipa anche al Reality Show “La talpa” senza distogliere troppo l'attenzione dal ring.&lt;br /&gt;
Clemente Russo il 29 dicembre 2008 sposa la  judoca italiana Laura Maddaloni con la quale ha avuto tre  figlie: Rosy  nata il 9 agosto 2011 e le gemelle Jane e Janet nate il 14 giugno 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://olimpiadi.corriere.it/2012/info/protagonisti/clemente-russo.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Russo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Boxe/26-10-2013/boxe-clemente-russo-d-oro-campione-mondo-201438620081.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/boxe_clemente_russo_campione_mondo_kazakistan/noti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=SANDOW_EUGEN&amp;diff=202</id>
		<title>SANDOW EUGEN</title>
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		<updated>2016-05-23T09:33:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;Le origini del culturismo sono antichissime. In tempi lontani, le scuole di guerra di Sparta, erano dotate di attrezzature rudimentali, molto simili alle nostre moderne barre...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Le origini del culturismo sono antichissime. In tempi lontani, le scuole di guerra di Sparta, erano dotate di attrezzature rudimentali, molto simili alle nostre moderne barre per trazioni, bilancieri e manubri. Con molte probabilità, gli esercizi che stimolavano la muscolatura dei guerrieri non dovevano essere particolarmente differenti da quelli eseguiti nelle moderne palestre di fitness. In seguito e per secoli, la ginnastica o allenamento con i pesi ha interessato molte culture. l'utilizzo di questa ginnastica è stata adottata dei circensi a scopo dimostrativo  nel 1800  fino a protrarsi ai nostri giorni. Precursore dell’idea contemporanea di concepire il bodybuilding, simbolo,della pratica sportiva del culturismo EUGENE SANDOW nacque il 2 Aprile del 1867, nell’antica città tedesca di Konigsberg, nella prussica orientale. Dotato per natura di un fisico possente, e di una forza di volontà incommensurabile, tale da corrompere la psiche del suo tempo, è da sempre considerato il primo culturista della storia, colui che ha cambiato il modo in cui vediamo e pensiamo il nostro corpo, rendendo il fitness accettabile agli avventori del fine ottocento, e contribuendo a trasformare il bodybuilding da una disciplina per pochi adepti ad un’attività nota, apprezzata e diffusa in tutto il mondo. Sin dalla giovinezza è stato un grande ammiratore delle statue greche e romane, di gladiatori ed eroi mitici. Infatti la somiglianza di Sandow con tali sculture non fu incidentale. Egli in realtà osservava e misurava le opere classiche esposte nei musei che lo aiutavano a sviluppare &amp;quot;l'ideale greco&amp;quot; come formula per un &amp;quot;corpo perfetto&amp;quot;. Egli modellò il suo fisico su queste esatte proporzioni. A causa di questa specifica ricerca egli è considerato il padre del moderno culturismo, essendo stato uno dei primi atleti a sviluppare intenzionalmente la propria muscolatura a dimensioni predeterminate. All'età di 19 anni, si esibiva già come &amp;quot;uomo forzuto&amp;quot; in spettacoli di strada.  Il lavoro di Sandow come acrobata procedette in modo lineare fino a quando il circo in cui lavorava a Bruxelles dichiarò fallimento. Nella capitale belga, l’atleta ebbe modo di conoscere Louis Attila, un professionista che lo prese sotto la sua ala protettiva  e gli insegnò i rudimenti della pesistica e dell’arte di presentare se stessi, per diventare una vera e propria star. Le strade dei due si divisero nel 1899. Attila si diresse verso Londra; il suo giovane protetto invece iniziò a vagare per l’Europa, fino a raggiungere i lidi veneziani, per poi ritornare da Attila a Londra, precisamente per una sfida a cui non poteva sottrarsi: a quel tempo un coppia di professionisti della forza,  Sansone  e Ciclope, stavano dando spettacolo. Nessuno dei due era particolarmente possente, ma entrambi avevano creato una recita ad hoc; ogni sera, il boss del duro, Sansone, sfidava il suo pubblico, lanciando una gara a premio: 500 sterline a chiunque avesse eguagliato la loro forza durante alcune prove acrobatiche. Neanche a dirlo che Sandow prese al volo questa grande occasione, viaggiò verso la capitale inglese e successivamente balzando sul palcoscenico dove si teneva la sfida egli con orgoglio vinse, lasciando a bocca aperta coloro che assistettero. Da qui,una virtuosa scalata verso il successo, che fece conquistare dapprima l’ Europa, poi l’America. Proprio qui nel paese stelle e strisce  un noto impresario teatrale statunitense Florenz Ziegfeld portò il giovane maciste, dopo averlo convinto ad attraversare l’oceano per tentare la fortuna. Assunto per lo spettacolo teatrale di Ziegfeld ci fu un difficile e critico periodo iniziale, ma poi ecco che si presenta il successo. Chicago, Nord America, San Francisco, Loa Angeles, Ohama, Philadelphia, Toronto. Arrivò persino a lottare contro un leone a San Francisco e continuò nell’ esibirsi in spogliarelli per sole signore. Poi, in altre città, spacco sedie, sfascio terrecotte, frantumò coltelli. Eventi che trovarono piena pubblicità tra le pagine dei quotidiani, incrementando il suo successo e fama. Uomo dalla straordinaria forza, e non solo per i suoi tempi. Girava per il paese  mostrando di poter trattenere, sul suo petto, il peso di cavalli e soldati, piegava sbarre di ferro, spezzava catene, sollevava strumenti come il pianoforte da solo, e metteva in mostra come fosse capace di distendere una mucca con l’ esercizio del distensione su panca piana.&lt;br /&gt;
Era anche conosciuto per la sua agilità fisica, essendo in grado di compiere  movimenti acrobatici: poteva eseguire un salto mortale all’indietro mentre tratteneva un manubrio da 25kg a mano. Eseguiva la bent press, inoltre, con circa 150kg.&lt;br /&gt;
 Peccato che, causa il forte stress accumulato, l’atleta tedesco subì un grave crollo nervoso. Dovette rientrare in Inghilterra affinché si riprendesse nell’animo, qui iniziò a dedicarsi a quello che considerò da sempre il suo vero lavoro: cambiare le abitudini di esercizio fisico e di alimentazione di tutto il mondo. Sandow inaugurò il primo dei suoi istituti di cultura fisica. Insegnare i segreti sul vigore corporeo e sul bodybuilding a coloro che erano desiderosi di imparare la sua lezione, tutto ciò diventò il suo scopo primario. Nacque una svolta decisiva nel mondo della salute, del fitness e, naturalmente, nel culturismo. La maggior parte della formazione culturistica di Sandow prevedeva allenamenti con manubri e bilancieri pesanti. Egli consigliava di aumentare il carico sul bilanciere ogni qual volta fosse possibile poiché, così facendo, i muscoli sarebbero stati posti nella giusta condizione per crescere. Sandow, comunque, non utilizzava solo pesi pesanti ma anche leggeri in modo tale da poter migliorare la connessione mente-muscolo. Allenamenti basati sulla periodizzazione, variando sempre l’intensità.&lt;br /&gt;
Si basava su tali regole: no agli allenamenti tutti i giorni; saltare un giorno di tanto in tanto per dare ai muscoli il tempo di riposare bene e per dare al fisico la possibilità di ricostruire il muscolo danneggiato e migliorare la loro forza-resistenza; non allenarsi sempre con la stessa quantità di peso,alcuni giorni si dovevano usare pesi più moderati e altri pesi più pesanti; le prove di estrema  potenza non dovevano essere praticate più di una volta o due volte  a settimana.&lt;br /&gt;
Sandow si allenava più spesso? Si, ma come spesso affermava solo l’allenamento e l’esperienza sono riusciti a portare il suo corpo a sopportare tale mole di lavoro muscolare. Egli teneva fortemente a seguire un regime alimentare sano, astenendosi dal bere super alcolici che intossicavano il corpo, caffè e tè, ma beveva, però, occasionalmente birra e vino&lt;br /&gt;
Consumava i suoi pasti ad intervalli regolari, cibi facili da digerire e masticandoli bene. Mangiava, per lo più cibi sani, uova crude e carne al sangue, cenando alle 19 e, in tarda serata, faceva il pasto prima del sonno ristoratore. Sandow, insieme alla maggior parte degli altri culturisti del suo tempo, poneva maggiormente l’accento sugli aspetti pratici della dieta rispetto alla mera teoria. Egli era oltremodo attento a consigliare alimenti con alto valore nutrizionale, anche sa ha spesso ammesso che, in giovane età, mangiava quello che voleva, quando voleva, e per quanto tempo voleva. Fu inoltre un accorto uomo d'affari. Creò un'azienda alla quale era possibile ordinare per posta istruzioni per l'esercizio fisico ed attrezzi per l'allenamento.&lt;br /&gt;
Inventò inoltre uno speciale sistema di manubri elastici e un sistema di fasce appesantite in gomma, per l'addestramento alla resistenza. La sua notorietà fu fondamentale per aumentare la popolarità degli attrezzi per l'esercizio fisico casalingo. Egli  inoltre commercializzò una rivista di cultura fisica Sandow. Infine, Sandow aprì il Physical culture studio a Londra, uno dei primi club dedicati al culto del fisico, nato per contrastare con il &amp;quot;sudore&amp;quot; le palestre che già esistevano, e creò esercizi alla moda per ogni corso. Sandow organizzò in assoluto il primo concorso di culturismo, chiamato Great Competition (Il grande concorso), il 14 settembre 1901 presso Royal Albert Hall a Londra. La giuria era composta da lui stesso, Charles Lawes e Arthur Conan Doyle; il concorso fu un successo strepitoso che registrò il tutto esaurito e lasciò fuori centinaia di fans. Il trofeo consegnato al vincitore era una statua di bronzo di Sandow scolpita da Frederick Pomeroy. Il vincitore fu William L. Murray di Nottingham, in Inghilterra. La più prestigiosa gara di bodybuilding oggi è il Mr.Olimpya, e dal 1968, il vincitore è stato presentato con la stessa statua in bronzo di Sandow che si è presentato al vincitore al primo concorso. Alla sua morte nel 1925 venne diffusa una storia di copertura che affermava che Sandow era morto prematuramente all'età di 58 anni in seguito a un'apoplessia poco dopo aver compiuto lo sforzo di spingere la propria macchina impantanata nel fango. La vera causa di morte fu probabilmente dovuta a una complicazione da sifilide.&lt;br /&gt;
Egli venne inumato in una tomba anonima per richiesta della moglie Blanche (che non divorziò mai da lui), al Putney Vale Cemetery nei pressi di Londra.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>TILLI STEFANO</title>
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		<updated>2016-05-23T09:29:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;   Stefano Tilli in azione Dati biografici Nome	Stefano Tilli Nato	22 agosto 1962 Orvieto  Dati agonistici Disciplina	Atletica leggera  Specialità	sprint Record 60 indoor 6:5...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stefano Tilli in azione&lt;br /&gt;
Dati biografici&lt;br /&gt;
Nome	Stefano Tilli&lt;br /&gt;
Nato	22 agosto 1962&lt;br /&gt;
Orvieto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dati agonistici&lt;br /&gt;
Disciplina	Atletica leggera&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Specialità	sprint&lt;br /&gt;
Record&lt;br /&gt;
60 indoor&lt;br /&gt;
6:59 (2000)&lt;br /&gt;
200 indoor&lt;br /&gt;
20:52 (1985)&lt;br /&gt;
100 m&lt;br /&gt;
10:16 (1984)&lt;br /&gt;
200 m&lt;br /&gt;
20:40 (1984)&lt;br /&gt;
Carriera&lt;br /&gt;
Carriera da allenatore&lt;br /&gt;
Palmarès&lt;br /&gt;
			&lt;br /&gt;
Mondiali &lt;br /&gt;
0	1	0&lt;br /&gt;
Europei &lt;br /&gt;
0	0	1&lt;br /&gt;
Europei indoor&lt;br /&gt;
2	0	0&lt;br /&gt;
Coppa Europa&lt;br /&gt;
2	2	2&lt;br /&gt;
Giochi del Mediterraneo &lt;br /&gt;
5	0	1&lt;br /&gt;
Totale	9	3	4&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Statistiche aggiornate al 15 settembre 2009&lt;br /&gt;
Stefano Tilli (Orvieto, 22 agosto 1962) è un ex atleta italiano, ex primatista del mondo dei 200 metri piani indoor con il tempo 20:52 stabilito a Torino il 21 febbraio 1985.&lt;br /&gt;
Inizia l'attività nel 1980 con la società romana AAA Ostia allenato da Fabrizio Lepore. Nello stesso anno vince i 60 m ai campionati italiani juniores Indoor con il tempo di 6 secondi e 92 centesimi. Si affaccia alla ribalta dell'atletica internazionale nel 1983, anno in cui vince con la nazionale italiana l' oro nei 60 m ai campionati europei indoor e la medaglia d'argento ai Campionati del mondo di atletica leggera di Helsinki nella gara di staffetta 4 x 100 metri. Il tempo di 38 secondi e 37 centesimi stabilito in quella finale tuttora resiste come primato italiano. Si è ritirato dall'attività agonistica nel 2000, dopo le Olimpiadi di Sydney.&lt;br /&gt;
La sua lunga carriera è stata costellata di successi a livello europeo, mancano tuttavia finali olimpiche o mondiali. Del resto nessun italiano è mai giunto in finale nei 100 metri piani alle Olimpiadi, nemmeno Pietro Mennea e Livio Berruti che vinsero invece nei 200 metri, mentre Pierfrancesco Pavoni invece fu finalista ai Campionati del mondo di Roma nel 1987, sia nei 100 che nei 200 metri piani.&lt;br /&gt;
È stato a lungo compagno, nonché allenatore, della sprinter giamaicana Merlene Ottey.&lt;br /&gt;
Primati personali &lt;br /&gt;
Le migliori prestazioni di Stefano Tilli, entrambe del 1984, sono di 10,16 secondi nei 100 metri e di 20,40 nei 200.&lt;br /&gt;
Palmares &lt;br /&gt;
Podii &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Argento con la staffetta 4x100 - Campionati del mondo di Helsinki 1983 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro nei 60 m - Campionati europei di atletica leggera indoor di Budapest 1983 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro nei 200 m - Campionati europei di atletica leggera indoor del Pireo 1985 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Bronzo con la staffetta 4x100 - Campionati europei di Spalato 1990 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro nei 100 m - Giochi del Mediterraneo di Latakia 1987 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro nei 200 m - Giochi del Mediterraneo di Latakia 1987 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro con la staffetta 4x100 - Giochi del Mediterraneo di Latakia 1987 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro con la staffetta 4x100 - Giochi del Mediterraneo di Casablanca 1983 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Oro nei 200 m - Giochi del Mediterraneo di Atene 1991 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	  Bronzo nei 100 m - Giochi del Mediterraneo di Casablanca 1983 &lt;br /&gt;
Altri piazzamenti &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	Alle Olimpiadi di Los Angeles approda sino alla semifinale, nei 100 metri piani, dove non vi si vedeva un italiano dai Giochi di Parigi del 1924 ed ottiene il quarto posto con la 4x100. &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	5° con la staffetta 4x100 a Seoul 88 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	4° nei 200 m e bronzo con la 4x100 m nel 1990 ai Campionati europei di Spalato &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	5° con la staffetta 4x100 ai Campionati del mondo di Tokyo 1991 &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	4° nei 100 m ai Europei di Budapest 1998 all'età di 36 anni &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;•	4° nei 60 m Europei indoor all'età di 38 anni &lt;br /&gt;
Note &lt;br /&gt;
1.	^ che fu record del mondo (scalzato dal 20:36 del francese Bruno Marie-Rose realizzato nel 1987 a Lievin). Ancora oggi è la 10ma prestazione europea sulla distanza &lt;br /&gt;
2.	^ In staffetta &lt;br /&gt;
3.	^ In staffetta &lt;br /&gt;
4.	^ Due ori in staffetta &lt;br /&gt;
5.	^ il record mondiale (20”52) di Torino prima che il tappeto elastico di Lievin terremotasse la cronologia del limite, sino alla fantasmagorica gara dell’87 e alla discesa di Frankie Fredericks sotto il muro dei 20” &lt;br /&gt;
6.	^ il 20&amp;quot;52 firmato, dentro la cornice del record del mondo, da Stefano Tilli: era il 21 febbraio 1985&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=173</id>
		<title>GRIFFITH FLORENCE</title>
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		<updated>2016-05-23T09:06:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
 Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.&lt;br /&gt;
“Flo Jo”, come era soprannominata, nacque a Los Angeles (California) il 21 dicembre 1959 da una famiglia di umili origini.&lt;br /&gt;
Nonostante le sue qualità atletiche, dovette lasciare gli studi per poter mantenere se stessa e la sua famiglia.&lt;br /&gt;
La vita di Flo cambiò in seguito all’incontro con Bob Kersee che, rendendosi conto di aver fra le mani un talento di livello mondiale, la indirizzò presso l’Università della California, vincendo i campionati studenteschi nelle distanze dei 100 e 200 m piani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carriera olimpica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1983 è presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Italiani dove arriva con 22”46 al quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta da :&lt;br /&gt;
-	Koch con 22”13&lt;br /&gt;
-	Ottey con 22”19&lt;br /&gt;
-	Smallwood con 22”37&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 vince, sempre sui 200, l’argento con 22”04, battuta nuovamente dalla sua connazionale Valerie Hooks che vince l’oro con 21”81 (record olimpico).&lt;br /&gt;
Terza è la Ottey.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Finale del Gran Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terminate le Olimpiadi si sposò e si allontanò dalle competizioni.&lt;br /&gt;
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali del 1987 di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei turni di qualificazione si presenta con tute attillate, con lunghissime unghie colorate e vistose, con pettinature particolari, trucco…ecc.&lt;br /&gt;
È questa una delle particolarità di Jo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In finale è superata solo dalla tedesca Silke Gladish che, dopo i 100 vince anche i 200 in  21”74.&lt;br /&gt;
È nuovamente seconda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente arriva per la G. anche la medaglia d’oro: nella 4x100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marchalll) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania dell’Est e l’URSS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1988 ad Indianapolis si disputano i Trias americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-  Il 16 luglio la Griffith ottiene un clamoroso 10”60….e nei quarti ottiene addirittura 10”49.&lt;br /&gt;
Il record mondiale apparteneva alla fortissima statunitense Ewelyn Ashford.&lt;br /&gt;
In soli due giorni la G. ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.&lt;br /&gt;
- Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia 21”96, poi nei quarti lo abbassa fino a 21”77…poi ancora il giorno dopo in semifinale 21”90, poi in finale 21”85.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa settimana la G. ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che sarebbe accaduto nelle gare di Seoul ,1988.&lt;br /&gt;
Infatti…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 24 Settembre  scende in pista nella settimana delle 8 batterie dei 100 metri.&lt;br /&gt;
Con irrisoria facilità corre in 10”88, nuovo record Olimpico.&lt;br /&gt;
Nel turno successivo migliora ancora il record portandolo a 10”62.&lt;br /&gt;
Ai blocchi di finale: la G. è in terza corsia……negli ultimi 20 metri alza le braccia al cielo con sorriso. &lt;br /&gt;
Questa è l’immagine piena di emozione che più spesso viene raffigurata per descrivere la bravura, la prestazione e la muscolatura di Jo. Il tempo è di 10”54.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 28 Settembre ritorna in pista nella quinta delle 8 batterie dei 200 metri. Il risultato nel quarto è di 21”76….nuovo record!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 29 Settembre, prima semifinale. La G. non finisce di sbalordire : corre in 21”56, nuovo record! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle tedesche Marita Koch nel 1979 e nel 1984) e Heike Drechsler ( due volte nel 1986).&lt;br /&gt;
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la finale. &lt;br /&gt;
Nella postazione televisiva ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 22”56 della semifinale un “risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che scenderà sotto i 21”50. Infatti….&lt;br /&gt;
La G. è quinta in corsia…..la statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre più: 21”34! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-“Una gara, questa, corsa nel futuro”. Rosi commenta: -“siamo su un pianeta inaccessibile”!.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che migliora di ben 48 centesimi,&lt;br /&gt;
è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey&lt;br /&gt;
 (21” 95 a 21”99).&lt;br /&gt;
La statistica dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la G. è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso in questa prova!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il primo Ottobre la G. conquista il terzo oro nella 4x100 dove corre la terza tappa del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est e all’URSS.&lt;br /&gt;
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la G. viene schierata anche nella finale della 4x 400 come ultima frazionista.&lt;br /&gt;
L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare l’olandese Fanny-Koen che a Londra nel 1948 conquistò 4 medaglie d’oro.&lt;br /&gt;
Ma questa possibilità fu infranta dalle staffettiste sovietiche ( Ledovskaya- Nzarova- Pinigina- Bryzgina) che devono combattere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”51.&lt;br /&gt;
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente primato mondiale con 3’15”51 e la frazione della G. viene cronometrata in 48”08.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che le tedesche orientali si aggiudicarono il bronzo con 3’18”29. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fine carriera:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La forza, la grinta, la grande  potenza e le brillanti gare sollevarono dubbi sulla  reale prestazione della Jo.&lt;br /&gt;
Essa risultò sempre negativa ai test del doping e infatti su diverse riviste commentò: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          -“mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi di partenza di Ben  Johnson ed in finale quelle di  Carl Lewis e ci sono riuscita”-.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. &lt;br /&gt;
I sospetti furono altrettanto più numerosi, quando, purtroppo mori a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998, per un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.&lt;br /&gt;
 Per alcuni, tale attacco fu causato da una malformazione congenita ad un vaso cerebrale. Spesso la malformazione passa inosservata, altre volte provoca forti mal di testa. Il cuore della campionessa invece era risultato perfettamente sano.&lt;br /&gt;
 “La sua famiglia ha dovuto soffrire per una campagna di disinformazione che ha infangato non solo il nome dell'atleta, ma tutto lo sport&amp;quot;.( da Gazzetta dello sport)&lt;br /&gt;
Altre testimonianze successive, invece,  fecero supporre che la G. abbia potuto assumere l’ormone  GH proveniente da una partita avariata .&lt;br /&gt;
Dopo la morte il corpo della G. non fu sottoposto a test per uso di steroidi, perché non era possibile effettuare un’indagine accurata.&lt;br /&gt;
Inoltre, molti ritengono che a causa del doping la vera detentrice del record del mondo dei 100 metri piani non sia né Marion Jones, che è la seconda donna più veloce di sempre con 10”65, bensì la francese Christine Arron, che detiene il terzo tempo di sempre ( e record europeo) con 10”73.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricapitolando i dati agonistici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 100 metri    :10”49   il 16-07-1988&lt;br /&gt;
- 200 metri    : 21”34  il 29-09-1988&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argento   Los Angeles 1984   200 metri&lt;br /&gt;
Oro          Seoul                       100 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              200 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              4x100 m&lt;br /&gt;
Argento    “                              4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Oro         Roma 1987               4x100 m&lt;br /&gt;
Argento        “                          4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune particolarità dei Giochi Olimpici di Seoul 1988:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Registrò l’ingresso dei primi professionisti del tennis.&lt;br /&gt;
-	È stata soprattutto, come già menzionato, l’olimpiade del doping: il 24 settembre Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri, precedendo Carl Lewis. Tre giorni dopo il C.I.O lo squalifica.&lt;br /&gt;
-	5 medaglie d’oro per lo statunitense Matt .&lt;br /&gt;
-	maratona di Bordin.&lt;br /&gt;
-	vittoria nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record del mondo dei 100 metri :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo che il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt ( Giamaica con 9”69 – Olimpiadi di Pechino del 2008).&lt;br /&gt;
Il record femminile spetta a F. Griffith con 10”49 (Trias del 1988).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record del mondo dei 200 metri:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record femminile è di F. Griffith (21”34) ma il primato mondiale è detenuto da Marion Jones quasi battuto a Johannesburg ,1998 con 21”62.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt che ha percorso la distanza in 19”30 a Pechino il 20 agosto 2008, migliorando il primato di 19”32 di Michael Johnson che lo consegui’ ad Atlanta il primo agosto 1996.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre ricordiamo che il più longevo record maschile di tale specialità è di Pietro Mennea con 19”72 a Città del Messico. Lo detenne per 17 anni fino al citato Johnson.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Confronti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara dei 200 metri è quella che nel corso della storia ha fornito migliori prestazioni.&lt;br /&gt;
Confrontando l’evoluzione dei primati mondiali su tale distanza dall’introduzione del cronometraggio elettronico, il primo record sui 200m fu di 19”83 di Tomaie Smith a Città del Messico(1968);&lt;br /&gt;
Il primo record sui 100 metri fu 9”95 di Jim Hines nella stessa occasione.&lt;br /&gt;
Il record del mondo dei 200 metri rimase imbattuto fino al 1996 fino al 9”86 di Carl Lewis di Tokio 1991.&lt;br /&gt;
Tra il 1994 il 1996 ci fu l’unico periodo di predominio dei 100 metri: Leroy Burrell migliorò la prestazione di Lewis. Nel 1996 Johnson battè il primato di Mennea, prima ai Trials poi ai giochi olimpici di Atlanta con 19”32.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli attuali record confermano  questa tendenza: 9”69 (37,15 km/s) contro 19”30 (37”31 km/h).&lt;br /&gt;
La stessa cosa non può dirsi a livello femminile, dove gli attuali record del mondo indicano i 100 metri come gara più veloce: 10”49 (34,32km/s) contro 21”34 (33,74km7h).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello Sport ” ( sezione atletica leggera, archivio storico&lt;br /&gt;
                                   del  24 Ottobre 1998 – Nebiolo)&lt;br /&gt;
                                  &lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “Stern”: “ Griffith e Lewis drogati”( intervista rilasciata dall’ex quattrocentista&lt;br /&gt;
                                   D. Robinson )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corrire della sera” : “ Una crisi epilettica ha ucciso Flo Jo ” &lt;br /&gt;
                                    ( del 23 Ottobre 1998 ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello sport”: “ Addio Griffith, regina di un’estate ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Settembre 1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corriere della sera”: ” Ora la Griffith corre per Clinton ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Giugno 1993 )&lt;br /&gt;
                                     ( Il presidente USA sceglie la primatista olimpica e l'ex stella del basket    &lt;br /&gt;
                                       Tom McMillen per sostituire Schwarzenegger alla guida del Consiglio per &lt;br /&gt;
                                       lo sport )&lt;br /&gt;
Anseng, Nathan – Firenze Griffith Joyner: “Abbagliante Olimpico”. Pubblicazione Lerner:  Minneapolis, MN, 1989.&lt;br /&gt;
“ Running for dummies ”,  Febbraio 1999 - Florence Griffith Joyner&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=170</id>
		<title>GRIFFITH FLORENCE</title>
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		<updated>2016-05-23T09:05:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
 Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.&lt;br /&gt;
“Flo Jo”, come era soprannominata, nacque a Los Angeles (California) il 21 dicembre 1959 da una famiglia di umili origini.&lt;br /&gt;
Nonostante le sue qualità atletiche, dovette lasciare gli studi per poter mantenere se stessa e la sua famiglia.&lt;br /&gt;
La vita di Flo cambiò in seguito all’incontro con Bob Kersee che, rendendosi conto di aver fra le mani un talento di livello mondiale, la indirizzò presso l’Università della California, vincendo i campionati studenteschi nelle distanze dei 100 e 200 m piani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Carriera olimpica ==''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1983 è presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Italiani dove arriva con 22”46 al quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta da :&lt;br /&gt;
-	Koch con 22”13&lt;br /&gt;
-	Ottey con 22”19&lt;br /&gt;
-	Smallwood con 22”37&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 vince, sempre sui 200, l’argento con 22”04, battuta nuovamente dalla sua connazionale Valerie Hooks che vince l’oro con 21”81 (record olimpico).&lt;br /&gt;
Terza è la Ottey.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Finale del Gran Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terminate le Olimpiadi si sposò e si allontanò dalle competizioni.&lt;br /&gt;
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali del 1987 di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei turni di qualificazione si presenta con tute attillate, con lunghissime unghie colorate e vistose, con pettinature particolari, trucco…ecc.&lt;br /&gt;
È questa una delle particolarità di Jo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In finale è superata solo dalla tedesca Silke Gladish che, dopo i 100 vince anche i 200 in  21”74.&lt;br /&gt;
È nuovamente seconda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente arriva per la G. anche la medaglia d’oro: nella 4x100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marchalll) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania dell’Est e l’URSS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1988 ad Indianapolis si disputano i Trias americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-  Il 16 luglio la Griffith ottiene un clamoroso 10”60….e nei quarti ottiene addirittura 10”49.&lt;br /&gt;
Il record mondiale apparteneva alla fortissima statunitense Ewelyn Ashford.&lt;br /&gt;
In soli due giorni la G. ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.&lt;br /&gt;
- Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia 21”96, poi nei quarti lo abbassa fino a 21”77…poi ancora il giorno dopo in semifinale 21”90, poi in finale 21”85.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa settimana la G. ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che sarebbe accaduto nelle gare di Seoul ,1988.&lt;br /&gt;
Infatti…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 24 Settembre  scende in pista nella settimana delle 8 batterie dei 100 metri.&lt;br /&gt;
Con irrisoria facilità corre in 10”88, nuovo record Olimpico.&lt;br /&gt;
Nel turno successivo migliora ancora il record portandolo a 10”62.&lt;br /&gt;
Ai blocchi di finale: la G. è in terza corsia……negli ultimi 20 metri alza le braccia al cielo con sorriso. &lt;br /&gt;
Questa è l’immagine piena di emozione che più spesso viene raffigurata per descrivere la bravura, la prestazione e la muscolatura di Jo. Il tempo è di 10”54.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 28 Settembre ritorna in pista nella quinta delle 8 batterie dei 200 metri. Il risultato nel quarto è di 21”76….nuovo record!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 29 Settembre, prima semifinale. La G. non finisce di sbalordire : corre in 21”56, nuovo record! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle tedesche Marita Koch nel 1979 e nel 1984) e Heike Drechsler ( due volte nel 1986).&lt;br /&gt;
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la finale. &lt;br /&gt;
Nella postazione televisiva ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 22”56 della semifinale un “risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che scenderà sotto i 21”50. Infatti….&lt;br /&gt;
La G. è quinta in corsia…..la statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre più: 21”34! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-“Una gara, questa, corsa nel futuro”. Rosi commenta: -“siamo su un pianeta inaccessibile”!.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che migliora di ben 48 centesimi,&lt;br /&gt;
è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey&lt;br /&gt;
 (21” 95 a 21”99).&lt;br /&gt;
La statistica dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la G. è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso in questa prova!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il primo Ottobre la G. conquista il terzo oro nella 4x100 dove corre la terza tappa del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est e all’URSS.&lt;br /&gt;
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la G. viene schierata anche nella finale della 4x 400 come ultima frazionista.&lt;br /&gt;
L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare l’olandese Fanny-Koen che a Londra nel 1948 conquistò 4 medaglie d’oro.&lt;br /&gt;
Ma questa possibilità fu infranta dalle staffettiste sovietiche ( Ledovskaya- Nzarova- Pinigina- Bryzgina) che devono combattere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”51.&lt;br /&gt;
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente primato mondiale con 3’15”51 e la frazione della G. viene cronometrata in 48”08.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che le tedesche orientali si aggiudicarono il bronzo con 3’18”29. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Fine carriera:&lt;br /&gt;
 ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
La forza, la grinta, la grande  potenza e le brillanti gare sollevarono dubbi sulla  reale prestazione della Jo.&lt;br /&gt;
Essa risultò sempre negativa ai test del doping e infatti su diverse riviste commentò: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          -“mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi di partenza di Ben  Johnson ed in finale quelle di  Carl Lewis e ci sono riuscita”-.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. &lt;br /&gt;
I sospetti furono altrettanto più numerosi, quando, purtroppo mori a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998, per un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.&lt;br /&gt;
 Per alcuni, tale attacco fu causato da una malformazione congenita ad un vaso cerebrale. Spesso la malformazione passa inosservata, altre volte provoca forti mal di testa. Il cuore della campionessa invece era risultato perfettamente sano.&lt;br /&gt;
 “La sua famiglia ha dovuto soffrire per una campagna di disinformazione che ha infangato non solo il nome dell'atleta, ma tutto lo sport&amp;quot;.( da Gazzetta dello sport)&lt;br /&gt;
Altre testimonianze successive, invece,  fecero supporre che la G. abbia potuto assumere l’ormone  GH proveniente da una partita avariata .&lt;br /&gt;
Dopo la morte il corpo della G. non fu sottoposto a test per uso di steroidi, perché non era possibile effettuare un’indagine accurata.&lt;br /&gt;
Inoltre, molti ritengono che a causa del doping la vera detentrice del record del mondo dei 100 metri piani non sia né Marion Jones, che è la seconda donna più veloce di sempre con 10”65, bensì la francese Christine Arron, che detiene il terzo tempo di sempre ( e record europeo) con 10”73.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Ricapitolando i dati agonistici: ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 100 metri    :10”49   il 16-07-1988&lt;br /&gt;
- 200 metri    : 21”34  il 29-09-1988&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argento   Los Angeles 1984   200 metri&lt;br /&gt;
Oro          Seoul                       100 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              200 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              4x100 m&lt;br /&gt;
Argento    “                              4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Oro         Roma 1987               4x100 m&lt;br /&gt;
Argento        “                          4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Alcune particolarità dei Giochi Olimpici di Seoul 1988: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Registrò l’ingresso dei primi professionisti del tennis.&lt;br /&gt;
-	È stata soprattutto, come già menzionato, l’olimpiade del doping: il 24 settembre Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri, precedendo Carl Lewis. Tre giorni dopo il C.I.O lo squalifica.&lt;br /&gt;
-	5 medaglie d’oro per lo statunitense Matt .&lt;br /&gt;
-	maratona di Bordin.&lt;br /&gt;
-	vittoria nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 100 metri : =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo che il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt ( Giamaica con 9”69 – Olimpiadi di Pechino del 2008).&lt;br /&gt;
Il record femminile spetta a F. Griffith con 10”49 (Trias del 1988).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 200 metri: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record femminile è di F. Griffith (21”34) ma il primato mondiale è detenuto da Marion Jones quasi battuto a Johannesburg ,1998 con 21”62.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt che ha percorso la distanza in 19”30 a Pechino il 20 agosto 2008, migliorando il primato di 19”32 di Michael Johnson che lo consegui’ ad Atlanta il primo agosto 1996.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre ricordiamo che il più longevo record maschile di tale specialità è di Pietro Mennea con 19”72 a Città del Messico. Lo detenne per 17 anni fino al citato Johnson.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Confronti:&lt;br /&gt;
 =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara dei 200 metri è quella che nel corso della storia ha fornito migliori prestazioni.&lt;br /&gt;
Confrontando l’evoluzione dei primati mondiali su tale distanza dall’introduzione del cronometraggio elettronico, il primo record sui 200m fu di 19”83 di Tomaie Smith a Città del Messico(1968);&lt;br /&gt;
Il primo record sui 100 metri fu 9”95 di Jim Hines nella stessa occasione.&lt;br /&gt;
Il record del mondo dei 200 metri rimase imbattuto fino al 1996 fino al 9”86 di Carl Lewis di Tokio 1991.&lt;br /&gt;
Tra il 1994 il 1996 ci fu l’unico periodo di predominio dei 100 metri: Leroy Burrell migliorò la prestazione di Lewis. Nel 1996 Johnson battè il primato di Mennea, prima ai Trials poi ai giochi olimpici di Atlanta con 19”32.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli attuali record confermano  questa tendenza: 9”69 (37,15 km/s) contro 19”30 (37”31 km/h).&lt;br /&gt;
La stessa cosa non può dirsi a livello femminile, dove gli attuali record del mondo indicano i 100 metri come gara più veloce: 10”49 (34,32km/s) contro 21”34 (33,74km7h).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Bibliografia: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello Sport ” ( sezione atletica leggera, archivio storico&lt;br /&gt;
                                   del  24 Ottobre 1998 – Nebiolo)&lt;br /&gt;
                                  &lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “Stern”: “ Griffith e Lewis drogati”( intervista rilasciata dall’ex quattrocentista&lt;br /&gt;
                                   D. Robinson )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corrire della sera” : “ Una crisi epilettica ha ucciso Flo Jo ” &lt;br /&gt;
                                    ( del 23 Ottobre 1998 ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello sport”: “ Addio Griffith, regina di un’estate ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Settembre 1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corriere della sera”: ” Ora la Griffith corre per Clinton ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Giugno 1993 )&lt;br /&gt;
                                     ( Il presidente USA sceglie la primatista olimpica e l'ex stella del basket    &lt;br /&gt;
                                       Tom McMillen per sostituire Schwarzenegger alla guida del Consiglio per &lt;br /&gt;
                                       lo sport )&lt;br /&gt;
Anseng, Nathan – Firenze Griffith Joyner: “Abbagliante Olimpico”. Pubblicazione Lerner:  Minneapolis, MN, 1989.&lt;br /&gt;
“ Running for dummies ”,  Febbraio 1999 - Florence Griffith Joyner&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>GRIFFITH FLORENCE</title>
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		<updated>2016-05-23T09:04:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
 Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.&lt;br /&gt;
“Flo Jo”, come era soprannominata, nacque a Los Angeles (California) il 21 dicembre 1959 da una famiglia di umili origini.&lt;br /&gt;
Nonostante le sue qualità atletiche, dovette lasciare gli studi per poter mantenere se stessa e la sua famiglia.&lt;br /&gt;
La vita di Flo cambiò in seguito all’incontro con Bob Kersee che, rendendosi conto di aver fra le mani un talento di livello mondiale, la indirizzò presso l’Università della California, vincendo i campionati studenteschi nelle distanze dei 100 e 200 m piani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carriera olimpica''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1983 è presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Italiani dove arriva con 22”46 al quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta da :&lt;br /&gt;
-	Koch con 22”13&lt;br /&gt;
-	Ottey con 22”19&lt;br /&gt;
-	Smallwood con 22”37&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 vince, sempre sui 200, l’argento con 22”04, battuta nuovamente dalla sua connazionale Valerie Hooks che vince l’oro con 21”81 (record olimpico).&lt;br /&gt;
Terza è la Ottey.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Finale del Gran Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terminate le Olimpiadi si sposò e si allontanò dalle competizioni.&lt;br /&gt;
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali del 1987 di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei turni di qualificazione si presenta con tute attillate, con lunghissime unghie colorate e vistose, con pettinature particolari, trucco…ecc.&lt;br /&gt;
È questa una delle particolarità di Jo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In finale è superata solo dalla tedesca Silke Gladish che, dopo i 100 vince anche i 200 in  21”74.&lt;br /&gt;
È nuovamente seconda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente arriva per la G. anche la medaglia d’oro: nella 4x100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marchalll) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania dell’Est e l’URSS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1988 ad Indianapolis si disputano i Trias americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-  Il 16 luglio la Griffith ottiene un clamoroso 10”60….e nei quarti ottiene addirittura 10”49.&lt;br /&gt;
Il record mondiale apparteneva alla fortissima statunitense Ewelyn Ashford.&lt;br /&gt;
In soli due giorni la G. ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.&lt;br /&gt;
- Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia 21”96, poi nei quarti lo abbassa fino a 21”77…poi ancora il giorno dopo in semifinale 21”90, poi in finale 21”85.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa settimana la G. ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che sarebbe accaduto nelle gare di Seoul ,1988.&lt;br /&gt;
Infatti…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 24 Settembre  scende in pista nella settimana delle 8 batterie dei 100 metri.&lt;br /&gt;
Con irrisoria facilità corre in 10”88, nuovo record Olimpico.&lt;br /&gt;
Nel turno successivo migliora ancora il record portandolo a 10”62.&lt;br /&gt;
Ai blocchi di finale: la G. è in terza corsia……negli ultimi 20 metri alza le braccia al cielo con sorriso. &lt;br /&gt;
Questa è l’immagine piena di emozione che più spesso viene raffigurata per descrivere la bravura, la prestazione e la muscolatura di Jo. Il tempo è di 10”54.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 28 Settembre ritorna in pista nella quinta delle 8 batterie dei 200 metri. Il risultato nel quarto è di 21”76….nuovo record!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 29 Settembre, prima semifinale. La G. non finisce di sbalordire : corre in 21”56, nuovo record! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle tedesche Marita Koch nel 1979 e nel 1984) e Heike Drechsler ( due volte nel 1986).&lt;br /&gt;
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la finale. &lt;br /&gt;
Nella postazione televisiva ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 22”56 della semifinale un “risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che scenderà sotto i 21”50. Infatti….&lt;br /&gt;
La G. è quinta in corsia…..la statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre più: 21”34! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-“Una gara, questa, corsa nel futuro”. Rosi commenta: -“siamo su un pianeta inaccessibile”!.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che migliora di ben 48 centesimi,&lt;br /&gt;
è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey&lt;br /&gt;
 (21” 95 a 21”99).&lt;br /&gt;
La statistica dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la G. è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso in questa prova!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il primo Ottobre la G. conquista il terzo oro nella 4x100 dove corre la terza tappa del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est e all’URSS.&lt;br /&gt;
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la G. viene schierata anche nella finale della 4x 400 come ultima frazionista.&lt;br /&gt;
L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare l’olandese Fanny-Koen che a Londra nel 1948 conquistò 4 medaglie d’oro.&lt;br /&gt;
Ma questa possibilità fu infranta dalle staffettiste sovietiche ( Ledovskaya- Nzarova- Pinigina- Bryzgina) che devono combattere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”51.&lt;br /&gt;
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente primato mondiale con 3’15”51 e la frazione della G. viene cronometrata in 48”08.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che le tedesche orientali si aggiudicarono il bronzo con 3’18”29. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Fine carriera:&lt;br /&gt;
 ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
La forza, la grinta, la grande  potenza e le brillanti gare sollevarono dubbi sulla  reale prestazione della Jo.&lt;br /&gt;
Essa risultò sempre negativa ai test del doping e infatti su diverse riviste commentò: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          -“mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi di partenza di Ben  Johnson ed in finale quelle di  Carl Lewis e ci sono riuscita”-.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. &lt;br /&gt;
I sospetti furono altrettanto più numerosi, quando, purtroppo mori a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998, per un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.&lt;br /&gt;
 Per alcuni, tale attacco fu causato da una malformazione congenita ad un vaso cerebrale. Spesso la malformazione passa inosservata, altre volte provoca forti mal di testa. Il cuore della campionessa invece era risultato perfettamente sano.&lt;br /&gt;
 “La sua famiglia ha dovuto soffrire per una campagna di disinformazione che ha infangato non solo il nome dell'atleta, ma tutto lo sport&amp;quot;.( da Gazzetta dello sport)&lt;br /&gt;
Altre testimonianze successive, invece,  fecero supporre che la G. abbia potuto assumere l’ormone  GH proveniente da una partita avariata .&lt;br /&gt;
Dopo la morte il corpo della G. non fu sottoposto a test per uso di steroidi, perché non era possibile effettuare un’indagine accurata.&lt;br /&gt;
Inoltre, molti ritengono che a causa del doping la vera detentrice del record del mondo dei 100 metri piani non sia né Marion Jones, che è la seconda donna più veloce di sempre con 10”65, bensì la francese Christine Arron, che detiene il terzo tempo di sempre ( e record europeo) con 10”73.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Ricapitolando i dati agonistici: ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 100 metri    :10”49   il 16-07-1988&lt;br /&gt;
- 200 metri    : 21”34  il 29-09-1988&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argento   Los Angeles 1984   200 metri&lt;br /&gt;
Oro          Seoul                       100 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              200 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              4x100 m&lt;br /&gt;
Argento    “                              4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Oro         Roma 1987               4x100 m&lt;br /&gt;
Argento        “                          4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Alcune particolarità dei Giochi Olimpici di Seoul 1988: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Registrò l’ingresso dei primi professionisti del tennis.&lt;br /&gt;
-	È stata soprattutto, come già menzionato, l’olimpiade del doping: il 24 settembre Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri, precedendo Carl Lewis. Tre giorni dopo il C.I.O lo squalifica.&lt;br /&gt;
-	5 medaglie d’oro per lo statunitense Matt .&lt;br /&gt;
-	maratona di Bordin.&lt;br /&gt;
-	vittoria nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 100 metri : =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo che il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt ( Giamaica con 9”69 – Olimpiadi di Pechino del 2008).&lt;br /&gt;
Il record femminile spetta a F. Griffith con 10”49 (Trias del 1988).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 200 metri: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record femminile è di F. Griffith (21”34) ma il primato mondiale è detenuto da Marion Jones quasi battuto a Johannesburg ,1998 con 21”62.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt che ha percorso la distanza in 19”30 a Pechino il 20 agosto 2008, migliorando il primato di 19”32 di Michael Johnson che lo consegui’ ad Atlanta il primo agosto 1996.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre ricordiamo che il più longevo record maschile di tale specialità è di Pietro Mennea con 19”72 a Città del Messico. Lo detenne per 17 anni fino al citato Johnson.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Confronti:&lt;br /&gt;
 =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara dei 200 metri è quella che nel corso della storia ha fornito migliori prestazioni.&lt;br /&gt;
Confrontando l’evoluzione dei primati mondiali su tale distanza dall’introduzione del cronometraggio elettronico, il primo record sui 200m fu di 19”83 di Tomaie Smith a Città del Messico(1968);&lt;br /&gt;
Il primo record sui 100 metri fu 9”95 di Jim Hines nella stessa occasione.&lt;br /&gt;
Il record del mondo dei 200 metri rimase imbattuto fino al 1996 fino al 9”86 di Carl Lewis di Tokio 1991.&lt;br /&gt;
Tra il 1994 il 1996 ci fu l’unico periodo di predominio dei 100 metri: Leroy Burrell migliorò la prestazione di Lewis. Nel 1996 Johnson battè il primato di Mennea, prima ai Trials poi ai giochi olimpici di Atlanta con 19”32.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli attuali record confermano  questa tendenza: 9”69 (37,15 km/s) contro 19”30 (37”31 km/h).&lt;br /&gt;
La stessa cosa non può dirsi a livello femminile, dove gli attuali record del mondo indicano i 100 metri come gara più veloce: 10”49 (34,32km/s) contro 21”34 (33,74km7h).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Bibliografia: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello Sport ” ( sezione atletica leggera, archivio storico&lt;br /&gt;
                                   del  24 Ottobre 1998 – Nebiolo)&lt;br /&gt;
                                  &lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “Stern”: “ Griffith e Lewis drogati”( intervista rilasciata dall’ex quattrocentista&lt;br /&gt;
                                   D. Robinson )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corrire della sera” : “ Una crisi epilettica ha ucciso Flo Jo ” &lt;br /&gt;
                                    ( del 23 Ottobre 1998 ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello sport”: “ Addio Griffith, regina di un’estate ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Settembre 1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corriere della sera”: ” Ora la Griffith corre per Clinton ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Giugno 1993 )&lt;br /&gt;
                                     ( Il presidente USA sceglie la primatista olimpica e l'ex stella del basket    &lt;br /&gt;
                                       Tom McMillen per sostituire Schwarzenegger alla guida del Consiglio per &lt;br /&gt;
                                       lo sport )&lt;br /&gt;
Anseng, Nathan – Firenze Griffith Joyner: “Abbagliante Olimpico”. Pubblicazione Lerner:  Minneapolis, MN, 1989.&lt;br /&gt;
“ Running for dummies ”,  Febbraio 1999 - Florence Griffith Joyner&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=165</id>
		<title>GRIFFITH FLORENCE</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=165"/>
		<updated>2016-05-23T09:04:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
 Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.&lt;br /&gt;
“Flo Jo”, come era soprannominata, nacque a Los Angeles (California) il 21 dicembre 1959 da una famiglia di umili origini.&lt;br /&gt;
Nonostante le sue qualità atletiche, dovette lasciare gli studi per poter mantenere se stessa e la sua famiglia.&lt;br /&gt;
La vita di Flo cambiò in seguito all’incontro con Bob Kersee che, rendendosi conto di aver fra le mani un talento di livello mondiale, la indirizzò presso l’Università della California, vincendo i campionati studenteschi nelle distanze dei 100 e 200 m piani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Carriera olimpica ==''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1983 è presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Italiani dove arriva con 22”46 al quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta da :&lt;br /&gt;
-	Koch con 22”13&lt;br /&gt;
-	Ottey con 22”19&lt;br /&gt;
-	Smallwood con 22”37&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 vince, sempre sui 200, l’argento con 22”04, battuta nuovamente dalla sua connazionale Valerie Hooks che vince l’oro con 21”81 (record olimpico).&lt;br /&gt;
Terza è la Ottey.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Finale del Gran Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terminate le Olimpiadi si sposò e si allontanò dalle competizioni.&lt;br /&gt;
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali del 1987 di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei turni di qualificazione si presenta con tute attillate, con lunghissime unghie colorate e vistose, con pettinature particolari, trucco…ecc.&lt;br /&gt;
È questa una delle particolarità di Jo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In finale è superata solo dalla tedesca Silke Gladish che, dopo i 100 vince anche i 200 in  21”74.&lt;br /&gt;
È nuovamente seconda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente arriva per la G. anche la medaglia d’oro: nella 4x100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marchalll) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania dell’Est e l’URSS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1988 ad Indianapolis si disputano i Trias americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-  Il 16 luglio la Griffith ottiene un clamoroso 10”60….e nei quarti ottiene addirittura 10”49.&lt;br /&gt;
Il record mondiale apparteneva alla fortissima statunitense Ewelyn Ashford.&lt;br /&gt;
In soli due giorni la G. ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.&lt;br /&gt;
- Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia 21”96, poi nei quarti lo abbassa fino a 21”77…poi ancora il giorno dopo in semifinale 21”90, poi in finale 21”85.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa settimana la G. ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che sarebbe accaduto nelle gare di Seoul ,1988.&lt;br /&gt;
Infatti…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 24 Settembre  scende in pista nella settimana delle 8 batterie dei 100 metri.&lt;br /&gt;
Con irrisoria facilità corre in 10”88, nuovo record Olimpico.&lt;br /&gt;
Nel turno successivo migliora ancora il record portandolo a 10”62.&lt;br /&gt;
Ai blocchi di finale: la G. è in terza corsia……negli ultimi 20 metri alza le braccia al cielo con sorriso. &lt;br /&gt;
Questa è l’immagine piena di emozione che più spesso viene raffigurata per descrivere la bravura, la prestazione e la muscolatura di Jo. Il tempo è di 10”54.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 28 Settembre ritorna in pista nella quinta delle 8 batterie dei 200 metri. Il risultato nel quarto è di 21”76….nuovo record!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 29 Settembre, prima semifinale. La G. non finisce di sbalordire : corre in 21”56, nuovo record! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle tedesche Marita Koch nel 1979 e nel 1984) e Heike Drechsler ( due volte nel 1986).&lt;br /&gt;
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la finale. &lt;br /&gt;
Nella postazione televisiva ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 22”56 della semifinale un “risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che scenderà sotto i 21”50. Infatti….&lt;br /&gt;
La G. è quinta in corsia…..la statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre più: 21”34! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-“Una gara, questa, corsa nel futuro”. Rosi commenta: -“siamo su un pianeta inaccessibile”!.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che migliora di ben 48 centesimi,&lt;br /&gt;
è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey&lt;br /&gt;
 (21” 95 a 21”99).&lt;br /&gt;
La statistica dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la G. è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso in questa prova!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il primo Ottobre la G. conquista il terzo oro nella 4x100 dove corre la terza tappa del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est e all’URSS.&lt;br /&gt;
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la G. viene schierata anche nella finale della 4x 400 come ultima frazionista.&lt;br /&gt;
L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare l’olandese Fanny-Koen che a Londra nel 1948 conquistò 4 medaglie d’oro.&lt;br /&gt;
Ma questa possibilità fu infranta dalle staffettiste sovietiche ( Ledovskaya- Nzarova- Pinigina- Bryzgina) che devono combattere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”51.&lt;br /&gt;
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente primato mondiale con 3’15”51 e la frazione della G. viene cronometrata in 48”08.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che le tedesche orientali si aggiudicarono il bronzo con 3’18”29. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Fine carriera:&lt;br /&gt;
 ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
La forza, la grinta, la grande  potenza e le brillanti gare sollevarono dubbi sulla  reale prestazione della Jo.&lt;br /&gt;
Essa risultò sempre negativa ai test del doping e infatti su diverse riviste commentò: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          -“mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi di partenza di Ben  Johnson ed in finale quelle di  Carl Lewis e ci sono riuscita”-.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. &lt;br /&gt;
I sospetti furono altrettanto più numerosi, quando, purtroppo mori a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998, per un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.&lt;br /&gt;
 Per alcuni, tale attacco fu causato da una malformazione congenita ad un vaso cerebrale. Spesso la malformazione passa inosservata, altre volte provoca forti mal di testa. Il cuore della campionessa invece era risultato perfettamente sano.&lt;br /&gt;
 “La sua famiglia ha dovuto soffrire per una campagna di disinformazione che ha infangato non solo il nome dell'atleta, ma tutto lo sport&amp;quot;.( da Gazzetta dello sport)&lt;br /&gt;
Altre testimonianze successive, invece,  fecero supporre che la G. abbia potuto assumere l’ormone  GH proveniente da una partita avariata .&lt;br /&gt;
Dopo la morte il corpo della G. non fu sottoposto a test per uso di steroidi, perché non era possibile effettuare un’indagine accurata.&lt;br /&gt;
Inoltre, molti ritengono che a causa del doping la vera detentrice del record del mondo dei 100 metri piani non sia né Marion Jones, che è la seconda donna più veloce di sempre con 10”65, bensì la francese Christine Arron, che detiene il terzo tempo di sempre ( e record europeo) con 10”73.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Ricapitolando i dati agonistici: ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 100 metri    :10”49   il 16-07-1988&lt;br /&gt;
- 200 metri    : 21”34  il 29-09-1988&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argento   Los Angeles 1984   200 metri&lt;br /&gt;
Oro          Seoul                       100 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              200 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              4x100 m&lt;br /&gt;
Argento    “                              4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Oro         Roma 1987               4x100 m&lt;br /&gt;
Argento        “                          4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Alcune particolarità dei Giochi Olimpici di Seoul 1988: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Registrò l’ingresso dei primi professionisti del tennis.&lt;br /&gt;
-	È stata soprattutto, come già menzionato, l’olimpiade del doping: il 24 settembre Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri, precedendo Carl Lewis. Tre giorni dopo il C.I.O lo squalifica.&lt;br /&gt;
-	5 medaglie d’oro per lo statunitense Matt .&lt;br /&gt;
-	maratona di Bordin.&lt;br /&gt;
-	vittoria nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 100 metri : =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo che il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt ( Giamaica con 9”69 – Olimpiadi di Pechino del 2008).&lt;br /&gt;
Il record femminile spetta a F. Griffith con 10”49 (Trias del 1988).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 200 metri: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record femminile è di F. Griffith (21”34) ma il primato mondiale è detenuto da Marion Jones quasi battuto a Johannesburg ,1998 con 21”62.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt che ha percorso la distanza in 19”30 a Pechino il 20 agosto 2008, migliorando il primato di 19”32 di Michael Johnson che lo consegui’ ad Atlanta il primo agosto 1996.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre ricordiamo che il più longevo record maschile di tale specialità è di Pietro Mennea con 19”72 a Città del Messico. Lo detenne per 17 anni fino al citato Johnson.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Confronti:&lt;br /&gt;
 =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara dei 200 metri è quella che nel corso della storia ha fornito migliori prestazioni.&lt;br /&gt;
Confrontando l’evoluzione dei primati mondiali su tale distanza dall’introduzione del cronometraggio elettronico, il primo record sui 200m fu di 19”83 di Tomaie Smith a Città del Messico(1968);&lt;br /&gt;
Il primo record sui 100 metri fu 9”95 di Jim Hines nella stessa occasione.&lt;br /&gt;
Il record del mondo dei 200 metri rimase imbattuto fino al 1996 fino al 9”86 di Carl Lewis di Tokio 1991.&lt;br /&gt;
Tra il 1994 il 1996 ci fu l’unico periodo di predominio dei 100 metri: Leroy Burrell migliorò la prestazione di Lewis. Nel 1996 Johnson battè il primato di Mennea, prima ai Trials poi ai giochi olimpici di Atlanta con 19”32.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli attuali record confermano  questa tendenza: 9”69 (37,15 km/s) contro 19”30 (37”31 km/h).&lt;br /&gt;
La stessa cosa non può dirsi a livello femminile, dove gli attuali record del mondo indicano i 100 metri come gara più veloce: 10”49 (34,32km/s) contro 21”34 (33,74km7h).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Bibliografia: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello Sport ” ( sezione atletica leggera, archivio storico&lt;br /&gt;
                                   del  24 Ottobre 1998 – Nebiolo)&lt;br /&gt;
                                  &lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “Stern”: “ Griffith e Lewis drogati”( intervista rilasciata dall’ex quattrocentista&lt;br /&gt;
                                   D. Robinson )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corrire della sera” : “ Una crisi epilettica ha ucciso Flo Jo ” &lt;br /&gt;
                                    ( del 23 Ottobre 1998 ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello sport”: “ Addio Griffith, regina di un’estate ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Settembre 1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corriere della sera”: ” Ora la Griffith corre per Clinton ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Giugno 1993 )&lt;br /&gt;
                                     ( Il presidente USA sceglie la primatista olimpica e l'ex stella del basket    &lt;br /&gt;
                                       Tom McMillen per sostituire Schwarzenegger alla guida del Consiglio per &lt;br /&gt;
                                       lo sport )&lt;br /&gt;
Anseng, Nathan – Firenze Griffith Joyner: “Abbagliante Olimpico”. Pubblicazione Lerner:  Minneapolis, MN, 1989.&lt;br /&gt;
“ Running for dummies ”,  Febbraio 1999 - Florence Griffith Joyner&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=163</id>
		<title>GRIFFITH FLORENCE</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=GRIFFITH_FLORENCE&amp;diff=163"/>
		<updated>2016-05-23T09:03:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;  Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità. “Flo Jo”, come...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
 Florence-Griffith è nella storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.&lt;br /&gt;
“Flo Jo”, come era soprannominata, nacque a Los Angeles (California) il 21 dicembre 1959 da una famiglia di umili origini.&lt;br /&gt;
Nonostante le sue qualità atletiche, dovette lasciare gli studi per poter mantenere se stessa e la sua famiglia.&lt;br /&gt;
La vita di Flo cambiò in seguito all’incontro con Bob Kersee che, rendendosi conto di aver fra le mani un talento di livello mondiale, la indirizzò presso l’Università della California, vincendo i campionati studenteschi nelle distanze dei 100 e 200 m piani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Carriera olimpica: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1983 è presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Italiani dove arriva con 22”46 al quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta da :&lt;br /&gt;
-	Koch con 22”13&lt;br /&gt;
-	Ottey con 22”19&lt;br /&gt;
-	Smallwood con 22”37&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 vince, sempre sui 200, l’argento con 22”04, battuta nuovamente dalla sua connazionale Valerie Hooks che vince l’oro con 21”81 (record olimpico).&lt;br /&gt;
Terza è la Ottey.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Finale del Gran Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terminate le Olimpiadi si sposò e si allontanò dalle competizioni.&lt;br /&gt;
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali del 1987 di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei turni di qualificazione si presenta con tute attillate, con lunghissime unghie colorate e vistose, con pettinature particolari, trucco…ecc.&lt;br /&gt;
È questa una delle particolarità di Jo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In finale è superata solo dalla tedesca Silke Gladish che, dopo i 100 vince anche i 200 in  21”74.&lt;br /&gt;
È nuovamente seconda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente arriva per la G. anche la medaglia d’oro: nella 4x100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marchalll) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania dell’Est e l’URSS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1988 ad Indianapolis si disputano i Trias americani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-  Il 16 luglio la Griffith ottiene un clamoroso 10”60….e nei quarti ottiene addirittura 10”49.&lt;br /&gt;
Il record mondiale apparteneva alla fortissima statunitense Ewelyn Ashford.&lt;br /&gt;
In soli due giorni la G. ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.&lt;br /&gt;
- Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia 21”96, poi nei quarti lo abbassa fino a 21”77…poi ancora il giorno dopo in semifinale 21”90, poi in finale 21”85.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa settimana la G. ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che sarebbe accaduto nelle gare di Seoul ,1988.&lt;br /&gt;
Infatti…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 24 Settembre  scende in pista nella settimana delle 8 batterie dei 100 metri.&lt;br /&gt;
Con irrisoria facilità corre in 10”88, nuovo record Olimpico.&lt;br /&gt;
Nel turno successivo migliora ancora il record portandolo a 10”62.&lt;br /&gt;
Ai blocchi di finale: la G. è in terza corsia……negli ultimi 20 metri alza le braccia al cielo con sorriso. &lt;br /&gt;
Questa è l’immagine piena di emozione che più spesso viene raffigurata per descrivere la bravura, la prestazione e la muscolatura di Jo. Il tempo è di 10”54.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il 28 Settembre ritorna in pista nella quinta delle 8 batterie dei 200 metri. Il risultato nel quarto è di 21”76….nuovo record!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 29 Settembre, prima semifinale. La G. non finisce di sbalordire : corre in 21”56, nuovo record! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle tedesche Marita Koch nel 1979 e nel 1984) e Heike Drechsler ( due volte nel 1986).&lt;br /&gt;
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la finale. &lt;br /&gt;
Nella postazione televisiva ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 22”56 della semifinale un “risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che scenderà sotto i 21”50. Infatti….&lt;br /&gt;
La G. è quinta in corsia…..la statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre più: 21”34! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-“Una gara, questa, corsa nel futuro”. Rosi commenta: -“siamo su un pianeta inaccessibile”!.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che migliora di ben 48 centesimi,&lt;br /&gt;
è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey&lt;br /&gt;
 (21” 95 a 21”99).&lt;br /&gt;
La statistica dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la G. è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso in questa prova!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Il primo Ottobre la G. conquista il terzo oro nella 4x100 dove corre la terza tappa del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est e all’URSS.&lt;br /&gt;
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la G. viene schierata anche nella finale della 4x 400 come ultima frazionista.&lt;br /&gt;
L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare l’olandese Fanny-Koen che a Londra nel 1948 conquistò 4 medaglie d’oro.&lt;br /&gt;
Ma questa possibilità fu infranta dalle staffettiste sovietiche ( Ledovskaya- Nzarova- Pinigina- Bryzgina) che devono combattere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”51.&lt;br /&gt;
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente primato mondiale con 3’15”51 e la frazione della G. viene cronometrata in 48”08.&lt;br /&gt;
Ricordiamo che le tedesche orientali si aggiudicarono il bronzo con 3’18”29. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Fine carriera:&lt;br /&gt;
 ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
La forza, la grinta, la grande  potenza e le brillanti gare sollevarono dubbi sulla  reale prestazione della Jo.&lt;br /&gt;
Essa risultò sempre negativa ai test del doping e infatti su diverse riviste commentò: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          -“mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi di partenza di Ben  Johnson ed in finale quelle di  Carl Lewis e ci sono riuscita”-.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. &lt;br /&gt;
I sospetti furono altrettanto più numerosi, quando, purtroppo mori a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998, per un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.&lt;br /&gt;
 Per alcuni, tale attacco fu causato da una malformazione congenita ad un vaso cerebrale. Spesso la malformazione passa inosservata, altre volte provoca forti mal di testa. Il cuore della campionessa invece era risultato perfettamente sano.&lt;br /&gt;
 “La sua famiglia ha dovuto soffrire per una campagna di disinformazione che ha infangato non solo il nome dell'atleta, ma tutto lo sport&amp;quot;.( da Gazzetta dello sport)&lt;br /&gt;
Altre testimonianze successive, invece,  fecero supporre che la G. abbia potuto assumere l’ormone  GH proveniente da una partita avariata .&lt;br /&gt;
Dopo la morte il corpo della G. non fu sottoposto a test per uso di steroidi, perché non era possibile effettuare un’indagine accurata.&lt;br /&gt;
Inoltre, molti ritengono che a causa del doping la vera detentrice del record del mondo dei 100 metri piani non sia né Marion Jones, che è la seconda donna più veloce di sempre con 10”65, bensì la francese Christine Arron, che detiene il terzo tempo di sempre ( e record europeo) con 10”73.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Ricapitolando i dati agonistici: ==&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Record:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- 100 metri    :10”49   il 16-07-1988&lt;br /&gt;
- 200 metri    : 21”34  il 29-09-1988&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olimpiadi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Argento   Los Angeles 1984   200 metri&lt;br /&gt;
Oro          Seoul                       100 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              200 m&lt;br /&gt;
Oro           “                              4x100 m&lt;br /&gt;
Argento    “                              4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Oro         Roma 1987               4x100 m&lt;br /&gt;
Argento        “                          4x400 m&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Alcune particolarità dei Giochi Olimpici di Seoul 1988: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Registrò l’ingresso dei primi professionisti del tennis.&lt;br /&gt;
-	È stata soprattutto, come già menzionato, l’olimpiade del doping: il 24 settembre Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri, precedendo Carl Lewis. Tre giorni dopo il C.I.O lo squalifica.&lt;br /&gt;
-	5 medaglie d’oro per lo statunitense Matt .&lt;br /&gt;
-	maratona di Bordin.&lt;br /&gt;
-	vittoria nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 100 metri : =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordiamo che il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt ( Giamaica con 9”69 – Olimpiadi di Pechino del 2008).&lt;br /&gt;
Il record femminile spetta a F. Griffith con 10”49 (Trias del 1988).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Record del mondo dei 200 metri: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record femminile è di F. Griffith (21”34) ma il primato mondiale è detenuto da Marion Jones quasi battuto a Johannesburg ,1998 con 21”62.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record del mondo maschile appartiene a Usain Bolt che ha percorso la distanza in 19”30 a Pechino il 20 agosto 2008, migliorando il primato di 19”32 di Michael Johnson che lo consegui’ ad Atlanta il primo agosto 1996.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre ricordiamo che il più longevo record maschile di tale specialità è di Pietro Mennea con 19”72 a Città del Messico. Lo detenne per 17 anni fino al citato Johnson.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
== Confronti:&lt;br /&gt;
 =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gara dei 200 metri è quella che nel corso della storia ha fornito migliori prestazioni.&lt;br /&gt;
Confrontando l’evoluzione dei primati mondiali su tale distanza dall’introduzione del cronometraggio elettronico, il primo record sui 200m fu di 19”83 di Tomaie Smith a Città del Messico(1968);&lt;br /&gt;
Il primo record sui 100 metri fu 9”95 di Jim Hines nella stessa occasione.&lt;br /&gt;
Il record del mondo dei 200 metri rimase imbattuto fino al 1996 fino al 9”86 di Carl Lewis di Tokio 1991.&lt;br /&gt;
Tra il 1994 il 1996 ci fu l’unico periodo di predominio dei 100 metri: Leroy Burrell migliorò la prestazione di Lewis. Nel 1996 Johnson battè il primato di Mennea, prima ai Trials poi ai giochi olimpici di Atlanta con 19”32.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli attuali record confermano  questa tendenza: 9”69 (37,15 km/s) contro 19”30 (37”31 km/h).&lt;br /&gt;
La stessa cosa non può dirsi a livello femminile, dove gli attuali record del mondo indicano i 100 metri come gara più veloce: 10”49 (34,32km/s) contro 21”34 (33,74km7h).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''== Bibliografia: =='''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello Sport ” ( sezione atletica leggera, archivio storico&lt;br /&gt;
                                   del  24 Ottobre 1998 – Nebiolo)&lt;br /&gt;
                                  &lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “Stern”: “ Griffith e Lewis drogati”( intervista rilasciata dall’ex quattrocentista&lt;br /&gt;
                                   D. Robinson )&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corrire della sera” : “ Una crisi epilettica ha ucciso Flo Jo ” &lt;br /&gt;
                                    ( del 23 Ottobre 1998 ) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Gazzetta dello sport”: “ Addio Griffith, regina di un’estate ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Settembre 1998)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo di giornale: “ Corriere della sera”: ” Ora la Griffith corre per Clinton ”&lt;br /&gt;
                                     ( del 22 Giugno 1993 )&lt;br /&gt;
                                     ( Il presidente USA sceglie la primatista olimpica e l'ex stella del basket    &lt;br /&gt;
                                       Tom McMillen per sostituire Schwarzenegger alla guida del Consiglio per &lt;br /&gt;
                                       lo sport )&lt;br /&gt;
Anseng, Nathan – Firenze Griffith Joyner: “Abbagliante Olimpico”. Pubblicazione Lerner:  Minneapolis, MN, 1989.&lt;br /&gt;
“ Running for dummies ”,  Febbraio 1999 - Florence Griffith Joyner&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>RUSSELL BILL</title>
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		<updated>2016-05-23T08:55:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot; William Felton “Bill” Russell (nato il 12 febbraio 1934,West Monroe,Virginia) è stato un giocatore di pallacanestro nel NBA,attivo tra il 1956 e il 1969,nella sua carrie...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
William Felton “Bill” Russell (nato il 12 febbraio 1934,West Monroe,Virginia) è stato un giocatore di pallacanestro nel NBA,attivo tra il 1956 e il 1969,nella sua carriera da professionista NBA ha conquistato 11 titoli ed è ad oggi l'atleta più vincente dello sport americano, vantando anche 1° titolo olimpico con la nazionale americana alle olimpiadi del 1956 di Melbourne,oltre a due titoli NCAA con il College di San Francisco(1955,1956).&lt;br /&gt;
La sua infanzia a West Monroe è molto difficoltosa, segnata da molti atti di razzismo nei confronti delle famiglie afroamericane.&lt;br /&gt;
Durante la Seconda Guerra mondiale la sua famiglia, come molte altre famiglie afroamericane, decide di trasferirsi ad Oakland (California) per motivi di lavoro, qui Bill ha la possibilità di studiare visto che alcuni licei accolgono anche ragazzi afroamericani.&lt;br /&gt;
Nella McClymonds High School viene notato dal coach della squadra di basket per la sua altezza (206cm circa) ed inizia a giocare,i risultati iniziali non sono dei migliori,tanto che Bill pensa di smettere,fisicamente è straripante ma ha grossi problemi nella metà campo offensiva.&lt;br /&gt;
In una partita contro la High school di Oakland viene notato da uno scout,che successivamente gli offrirà una borsa di studio. Qui Russell troverà coach Phil Woolpert, che gli insegnerà i fondamentali del gioco, Bill diverrà un buon realizzatore, ma sopratutto cambierà per sempre il modo di difendere, inventando la stoppata, cioè il difendere anche verticalmente intercettando i tiri degli avversari grazie al suo straripante atletismo e senso della posizione.&lt;br /&gt;
Woolpert schiererà nel suo quintetto 3 giocatori afroamericani,qualcosa di completamente rivoluzionario per l'epoca, e verrà ripagato con due titoli NCAA consecutivi(1955-56).&lt;br /&gt;
Russell chiuderà la carriera universitaria con 20.07 punti per partita e 20.03 rimbalzi, le stoppate lungo tutta la carriera di Russell non venivano conteggiate,anche se compagni e spettatori dicono che spesso andavano oltre le 10 a partita.&lt;br /&gt;
Nel '56 partecipa alle Olimpiadi di Melbourne, la nazionale americano  si aggiudicherà l'oro facilmente dando uno scarto medio di 40 punti per partita alle avversarie.&lt;br /&gt;
Durante la sua ultima stagione in NCAA , Bill  è stato notato da un ex giocatore dei Boston Celtics di Coach Red Auerbach.  Quest'ultimo farà di tutto per far arrivare Bill a Boston, riuscndoci con degli scambi che gli garantiranno la 2° scelta con la quale si accaparrerà il talento di Russell. &lt;br /&gt;
Il rapporto tra i due è fantastico, Auerbach basa tutta la sua pallacanestro su di lui, Russell difende su tutti i tiri sotto canestro, inventa l'aiuto difensivo e l'intimidazione difensiva scalando sugli avversari dei compagni impedendogli di tirare grazie alla sua incredibile elevazione. Contribuisce anche andando a rimbalzo, velocizzando l'apertura in contropiede per il playmaker Bob Cousy, chiudendo il contropiede con la sua grande corsa, o  più semplicemente cambiando completamente il gioco che era stato praticato fino a quel momento.&lt;br /&gt;
Grazie ad Auerbach, Russell, migliorerà sensibilmente il suo gioco offensivo, e darà un contributo fondamentale alla vittoria del titolo del 1957 in gara 7 di finale contro St.Louis grazie a delle giocate difensive fondamentali. Finirà quella stagione con 14.7 punti di media e 19.6 rimbalzi. &lt;br /&gt;
Nella stagione 1958 arrivano alle finali, ma Russell in gara 3 subisce un infortunio al piede e St.Louis si aggiudica la serie e il titolo NBA, Russell però vince il titolo di MVP( miglior giocatore della stagione) con 16.6 punti per partita e 22.7 rimbalzi di media.&lt;br /&gt;
I Celtics torneranno a vincere nella stagione successiva battendo nella finale NBA 4-0 i Minneapolis Lakers, Bill Russell ormai è il giocatore più decisivo del campionato, domina in tutte e due le metà campo, è un leader, cinico nei momenti importanti del match e si fida molto dei suoi compagni. L'anno successivo i Philadelphia Warriors scelgono nel draft Wilt Chamberlain, tra i due si crea, sin dal loro primo incontro,una forte rivalità. Chamberlain è un giocatore dominante, nella sua prima stagione segna 37 punti di media a partita e cattura 27.0 rimbalzi di media,  vincendo sia il titolo di MVP che quello di Rookie dell'anno. Il 7 novembre 1959 si incontrano per la prima volta sul parquet,quest'incontro verrà definito “The Big Collision”. L'incontro lo vinceranno i Celtics 115 a 106, Russell chiuderà la partita con 22 punti, Chamberlain con 30.&lt;br /&gt;
I Celtics di quella stagione sono travolgenti,chiudono la regular season con 59 vittorie, di cui 17 consecutive, e solo 16 sconfitte. Nelle semifinali dei Playoffs i Celtics incontrano Philadelphia Warriors di Chamberlain. La serie è molto combattuta, ma grazie al gioco di squadra e alle giocate difensive di Russell, i Boston Celtics Vincono 4-2. In finale incontrano nuovamente  St. Louis.&lt;br /&gt;
La serie finirà 4-3 per  Boston, Russell infrange vari record delle finali, in gara 2 cattura 40 rimbalzi, nella decisiva gara 7 segna 22 punti e cattura 35 rimbalzi una delle prestazioni migliori nelle NBA finals. I Celtics vinceranno tutti i titoli NBA fino al 1966, la squadra pur rinnovandosi con l'nserimento di John Havliceck e il ritiro di Bob Cousy continua a vincere. Auerbach e Russell condividono la grande mentalità vincente e la sete di vittoria, Russell, infatti, prima di ogni gara studia minuziosamente tutti i movimenti della squadra che dovrà affrontare, e il suo avversario diretto. Nelle semifinali di Playoffs  61-62 i Celtics affrontano nuovamente i Warriors di Chamberlain. In gara 7 Russell riesce a limitare il suo rivale, che stava viaggiando a 50.4 punti di media a partita, a “soli” 22 punti. La partita viene decisa da un tiro a 2 secondi dalla fine di Sam Jones. In finale batteranno i Los Angeles Lakers di Jerry West e Elgin Baylor in gara 7, Russell sarà decisivo con 30 punti e 40 rimbalzi. Tra Celtics e Lakers si verrà a creare una forte rivalità, che vedrà sempre trionfare la compagine di Boston.&lt;br /&gt;
Stagione 66-67, I Boston Celtics di Auerbach e Russell vincono ininterrottamente da 8 stagioni.&lt;br /&gt;
In questo lungo periodo di vittorie, Auerbach ha insegnato e trasmesso a Russell tutto quello che un coach NBA deve sapere. Coach Auerbach si ritira, sarà Bill Russell il suo successore nel ruolo di allenatore giocatore.&lt;br /&gt;
Russell diventa il primo allenatore afroamericano dello sport professionistico U.S.A.&lt;br /&gt;
I Boston Celtics giocano un' ottima regular season da 60 vittorie, il cammino  dei Celtics viene interrotto dai Philadelphia 76ers  di Wilt Chamberlain 4-1 nelle semifinali. &lt;br /&gt;
La Squadra di Wilt ha battuto per la prima volta i Celtics nei Playoffs dal 1958.&lt;br /&gt;
Philadelphia si aggiudicherà successivamente il titolo in finale contro San Francisco.&lt;br /&gt;
I numeri di Russell sembrano in declino e la dinastia dei Celtics sembra sia arrivata al capolinea, nei Playoffs 67/68 sono in svantaggio 3-1 contro i campioni NBA i Philadelphia 76ers di Chamberlain.&lt;br /&gt;
Ancora una volta i due grandi dominatori del NBA a confronto, con le vittorie in gara-5 e gara-6 dei Boston Celtics, le squadre si trovano ad affrontare ancora una decisiva gara-7.&lt;br /&gt;
La partita è molto equilibrata, entrambe le squadre hanno grandi individualità, nel secondo tempo di gioco Russell riesce a limitare a soli 2 tiri dal campo il rivale, Boston si aggiudica la partita, la serie e l'accesso alla finale.&lt;br /&gt;
Nella finale i Los Angeles Lakers vengono nuovamente sconfitti, 4-2 è il risultato finale.&lt;br /&gt;
Questo è il titolo n°10 in 12 anni di carriera per Bill Russell, ma il centro afroamericano dei Celtics non ha ancora intenzione di cedere il passo.&lt;br /&gt;
La stagione 1968/69 è l'ultima di Bill Russell come giocatore, chiuderà la carriera con un ulteriore titolo NBA. I Celtics si presentano ai Playoffs con un record di 48 vittorie e 34 sconfitte, il loro peggiore dalla stagione 55/56, ma, grazie alla loro grande esperienza riescono ad accedere alle NBA Finals contro i Los Angeles Lakers. Questa serie è ricordata come una tra le più spettacolari della storia. I Lakers durante l'estate si sono rinforzati con l'acquisto di Wilt Chamberlain.  Boston perde le prime due gare di misura( Chamberlain in gara-1 segnerà il canestro decisivo a 23 secondi dallo scadere). I Celtics riescono a riportare la serie in parità per due volte, siamo sul 3-3.&lt;br /&gt;
Un'altra decisiva gara-7 tra Bill e Wilt. La partita la vincono i Celtics 108-106 in un match equilibrato fino alla fine, Russell chiude la carriera vincendo il suo 11°titolo NBA, record tutt'ora imbattuto. La sua maglia N°6 viene ritirata nel 1973. Viene inserito nel 1975 nella Basketball Hall of Fame e dal 2009 il Titolo di MVP delle finali è il Bill Russell Trophy.&lt;br /&gt;
Nella NBA di oggi è spesso ospite agli All Star Game, viene riconosciuto dai massimi esperti di Basket come l'inventore della difesa moderna, o più semplicemente come il più vincente della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
www.nba.com/history/legends/bill russell/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
en.wikipedia.org/wiki/Bill_Russell&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
www.basketball-reference.com/players/r/russebi01.html (Statistiche).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L' NBA dei vostri Padri ep.8 Bill Russell (Federico Buffa, M. Bevacqua) copyright SKY 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Approfondimenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Russell Rules (Bill Rusell, Alan Hilburg e David Falkner).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Red and Me: my coach my lifelong friend (Bill Russell e Alan Steinberg).&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
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		<title>NERI ROMEO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:47:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;   [Rimini, 1903 – Rimini, 1961] Ginnastica Alle Olimpiadi di Los Angeles, nell’agosto del 1932, la ginnastica italiana dei tempi eroici recitò il suo canto del cigno. Qu...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[Rimini, 1903 – Rimini, 1961]&lt;br /&gt;
Ginnastica&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Los Angeles, nell’agosto del 1932, la ginnastica italiana dei tempi eroici recitò il suo canto del cigno. Quella grande scuola che aveva avuto i suoi capostipiti in Alberto Braglia e in Giorgio Zampori sembrava avere inaridito le sue fonti. Ma in California la tradizione emiliana ebbe un altro grande sussulto per le gesta del suo ultimo grande esponente, Romeo Neri, un atleta che alla soglia dei trent’anni trovò modo e ispirazione per esaltarsi fino a dominare l’intero torneo riportando tre medaglie d’oro in cinque giorni di gare (con il corollario e il rimpianto per un quarto posto). Savino Guglielmetti, che gli fu compagno di squadra e in quella edizione dei Giochi vinse la medaglia d’oro al cavallo, lo definì “un istintivo &lt;br /&gt;
dotato di fantasia inesauribile capace di creare sul momento le sue figure”. Neri era nato a Rimini il 26 marzo 1903, ultimo di cinque figli in una famiglia di disagiate condizioni, e aveva iniziato a gareggiare nel nuoto in Liguria, dove s’era trasferito col padre in cerca di lavoro, distinguendosi particolarmente, per la sua naturale coordinazione, nei tuffi liberi. In acqua non voleva costrizioni e prediligeva le grandi distanze tanto da ottenere nel 1919 due secondi posti nella traversata di Levante e in una inconsueta Abbiategrasso-Milano lunga 22 chilometri. Dopo essersi dedicato con buoni risultati agli sport della corsa e del nuoto, a partire dal 1920, su consiglio di Giovanni Balestri direttore ginnico della societa’ sportiva “Libertas Rimini”,riversa tutte le sue energie nella ginnastica divenendo ben presto l’alfiere del sodalizio di via Cairoli. Il casuale incontro con la ginnastica capitò al suo ritorno in Emilia, quando ormai il giovanotto aveva già superato i venti anni. Suo primo maestro fu Giovanni Balestri, ma in seguito fu allievo anche di Alberto Braglia e di Mario Corrias. Con una preparazione di pochi mesi alle spalle. Dal 1925 in questa disciplina ottiene un successo dopo l’altro: nel 1926 vinse a Prato il titolo italiano delle parallele, la specialità che rimase da allora il suo prediletto cavallo di battaglia. Nel 1928, alle olimpiadi di Amsterdam, e’ primo degli italiani e quarto assoluto nella classifica generale individuale; ad ottobre di quello stesso anno, a Tonni, diventa campione italiano. Due anni più tardi, a Torino, con addosso la maglietta del “GS Lancia” conquistò il primo dei suoi quattro titoli nazionali assoluti, l’ultimo dei quali lo avrebbe vinto nel 1933. Pur con la limitata esperienza di cui disponeva si presentò ai Giochi di Amsterdam dove – in un periodo di difficile transizione per la ginnastica azzurra si dimostrò il migliore degli italiani: conquistando la medaglia d’argento alla sbarra (superato solo dal grande svizzero Georges Miez) e piazzandosi al quarto posto nella classifica individuale, sopravanzato d’un soffio dallo slavo Leon Stukelj, curiosamente proprio a causa di una disastrosa prova al cavallo. Un quarto posto l’ottenne ancora negli anelli. Non poteva esserci esordio più soddisfacente per questo spericolato e determinato neofita. Ma la consacrazione vera Neri la ottenne quattro anni più tardi in America, alle Olimpiadi di Los Angeles nell’anno 1932, imponendosi come una delle stelle più luminose dei Giochi californiani. Dette l’avvio alla sua cavalcata l’8 agosto &lt;br /&gt;
riportando un insoddisfacente quarto posto nel corpo libero. Poi, due giorni più tardi, dominò il concorso individuale contribuendo alla conquista di un’altra medaglia d’oro nella prova a squadre, assieme a Mario Lertora, Oreste Capuzzo e al milanese Guglielmetti. In quella circostanza gli azzurri dimostrarono una superiorità schiacciante che lasciò lontanissimo nel punteggio i padroni di casa. Nella prova individuale il vantaggio di Neri risultò abissale: in una disciplina abituata a valutare i distacchi nell’ordine delle frazioni di punto, i giurati gli attribuirono 140,625 punti. Il secondo non andò oltre i 134,925; Lertora e Guglielmetti, quarto e quinto, ottennero rispettivamente 134,400 e 134,375 punti. Basta questo per dimostrare quanto fosse stato superiore Neri rispetto al lotto degli altri ventitre finalisti. Il riminese concluse quella epopea due giorni dopo conquistando una terza medaglia d’oro nelle parallele. Dopo le Olimpiadi il suo rendimento andò lentamente calando. Aveva superato i trent’anni quando a Budapest, agli Europei del 1934, ottenne la medaglia d’argento nel concorso individuale (perdendo l’oro per soli 75/100) e quella di bronzo nel volteggio. Neri tentò ancora di qualificarsi per i Giochi di Berlino, ma un incidente d’allenamento – uno strappo muscolare al bicipite destro – lo mise definitivamente fuori gioco. A partire dal 1937 prende inizio la sua” carriera” di allenatore e ben presto anche in questo ruolo rivela attitudini non indifferenti e rimase per molti anni capitano della nazionale italiana, (dal 1951 al 1958 la Federazione di ginnastica d’Italia gli affida la Nazionale) della quale fu caposquadra ai Mondiali di Basilea del 1950 e a quelli di Mosca del 1958. Della squadra azzurra, della quale faceva parte suo figlio Romano (che non riuscì a ricalcarne a pieno le orme), era stato anche istruttore all’epoca delle Olimpiadi di Helsinki. Si ripete abitualmente che ogni sportivo resti, storicamente, un prodotto del proprio tempo. Nel caso di Neri resta legittimo chiedersi a quali risultati avrebbe potuto aspirare se il suo incontro con la ginnastica fosse intervenuto prima dei vent’anni. Romeo Neri si è spento a Rimini il 23 settembre del 1961. La sua città natale ha intitolato lo stadio al suo ricordo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ferrari_Vanessa&amp;diff=100</id>
		<title>Ferrari Vanessa</title>
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		<updated>2016-05-23T08:36:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ferrari_Vanessa&amp;diff=96</id>
		<title>Ferrari Vanessa</title>
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		<updated>2016-05-23T08:35:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: Creata pagina con &amp;quot;== '''Ferrari Vanessa''' ==   Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990 Vivente.  Sport: Ginnastica Artistica    “Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante de...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Ferrari Vanessa''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Wikisport.e&amp;diff=91</id>
		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:34:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Ferrari Vanessa''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Wikisport.e&amp;diff=71</id>
		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:28:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
== '''Ferrari Vanessa''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Wikisport.e&amp;diff=70</id>
		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:28:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
== '''Ferrari Vanessa''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Wikisport.e&amp;diff=64</id>
		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:27:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
== '''Ferrari Vanessa''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA JUNIORES''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
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		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:24:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Ferrari Vanessa'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BIOGRAFIA'''&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &lt;br /&gt;
CARRIERA JUNIORES &lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''CARRIERA SENIOR''' &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
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		<title>Wikisport.e</title>
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		<updated>2016-05-23T08:16:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Ferrari Vanessa'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nata a Orzinuovi il 10 novembre 1990&lt;br /&gt;
Vivente. &lt;br /&gt;
Sport: Ginnastica Artistica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Nel 2006 la ginnastica artistica, nella notte più importante dell'anno, in Danimarca, sta cercando la propria reginetta, colei che reggerà lo scettro della disciplina per il resto dell'anno. Per la prima volta nella sua centenaria storia, l'Italia ha tra le mani la reale e concreta possibilità di realizzare un sogno: vincere l'iride che, al femminile, non ha mai varcato i nostri confini. A difendere i nostri colori c'è uno scricciolo che deve ancora spegnere le sue prime sedici candeline. Un angelo che vola in un'Arena senza avere le ali. E' Vanessa Ferrari, questo angelo italiano, di 143 cm per 36 kg che questa notte arriverà all'apice di una carriera appena sbocciata. La gara ha inizio con l'odiato volteggio, ma concluso con un buon punteggio, passando poi alle parallele asimmetriche, che nonostante la sua piccola statura, la nostra ginnasta è forte come un leone e agile come un gatto, perfetta, pulita e precisa. Segue poi la trave, che dopo l'arrivo dal salto raccolto avvitato, la piccola ginnasta, perdendo l'equilibrio prende una fastidiosa caduta, ma non si arrende, risale e termina con un ottimo punteggio. Vanessa alza le braccia, saluta la giuria e sorride. Dietro quei trentadue denti ci sono anni di sacrificio messi in gioco in un minuto e mezzo. Continua la sua gara, terminando con un fantastico corpo libero, volando sulle note del “Nessun dorma”. E' fatta, il punteggio parla chiaro: Vanessa Ferrari campionessa del mondo!” &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
BIOGRAFIA&lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari è nato in Lombardia a Orzinuovi, il 10 novembre 1990. La ragazza è la figlia di Galia Nikolova, bulgara, e Giovanni Ferrari. Vanessa ha due fratelli, gemelli Ivan e Michele. Fidanzata con Andrea Cingolani, campione italiano di corpo libero nel 2012. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Soncino, Vanessa si trasferisce a dove vive tuttora, la città di Capriano Del Colle. Il suo titolo di studio è il diploma di licenza media. Dal 30 novembre 2009 è caporal maggiore dell'Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico Dell'Esercito. &lt;br /&gt;
CARRIERA JUNIORES &lt;br /&gt;
Vanessa ha iniziato la sua carriera da ginnasta nel 1998 all'età di otto anni, presso il club Brixia Brescia con gli allenatori Enrico Casella e Michela Francia, e ha giocato la sua prima gara internazionale nel 2002, classificandosi seconda nel concorso generale individuale. Il suo attrezzo preferito è il corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2004, nella più importante competizione dell'anno, i Campionati Europei Junior, Vanessa ha vinto tre medaglie: la prima, di bronzo fu per le squadre. Poi una medaglia d'argento nel concorso generale individuale e, infine, un altro bronzo alla trave. Medaglia d'oro ai campiona assoluti tenutisi ad Ancona l'anno successivo. &lt;br /&gt;
CARRIERA SENIOR &lt;br /&gt;
Il 2006 è, per Vanessa, l'anno in salita: Settimo scudetto vinto dalla Ferrari con la Brixia Brescia, quarto consecutivo. Viene poi convocata ai Campionati Europei, in Grecia. L'Italia, per la prima volta nella storia, vince una medaglia d'oro nel concorso a squadre. Guadagnando, di conseguenza, l'argento al corpo libero grazie alla nostra giovane ginnasta. La Ferrari, agli Oscar Della Ginnastica, viene premiata come “Miglior Ginnasta Femminile”. &lt;br /&gt;
Vanessa Ferrari conclude l'anno con la sua esperienza ai Mondiali Aarhus con una medaglia d'oro e due medaglie di bronzo. La squadra azzurra nella qualificazione per il concorso a squadre si classifica al nono posto, non potendo quindi partecipare alla finale a squadre, riservata alle migliori otto nazionali. Ma niente sconforto per gli italiani perché il 19 ottobre, nella gara del concorso generale, Vanessa Ferrari è in testa dopo la seconda rotazione con 30,625 punti; durante la terza rotazione alla trave, la ginnasta cade eseguendo un salto raccolto con un avvitamento, e ottiene così un punteggio di 14,900, scendendo al secondo posto della classifica generale; Con la prova finale al corpo libero ottiene 15,500 punti: il punteggio finale è di 61,025 punti. Vanessa Ferrari vince così, per la prima volta nella storia delle ginnastica italiana, la medaglia d'oro nel concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
La Ferrari non si accontenta, continua la sua carriera gareggiando anche l'anno seguente agli Europei, dove vince due medaglie d'oro: una nel concorso generale individuale, l'altra al corpo libero e ai Campionati Mondiali di Stoccarda, dove, nonostante una caduta alle parallele, fratturandosi un piede, riesce a qualificarsi per le Olimpiadi di Pechino. Anche se con una tendinite acuta, nel 2008, la Ferrari si qualifica all'undicesimo posto alla finale del concorso generale. &lt;br /&gt;
L'anno seguente decide di operarsi per alleviare quel dolore al tendine d'Achille continuando così la sua carriera e partecipando ai Campionati Europei di Birmingham portando al quinto posto la squadra italiana. Lo stesso anno gareggia anche ai Mondiali di Rotterdam, dove la squadra italiana si qualifica all'ottavo posto, mentre individualmente la nostra ginnasta si piazza al sesto posto al corpo libero. &lt;br /&gt;
Nel 2011 Vanessa Ferrari partecipa ai Campionati Europei di Berlino, agli Assoluti di Meda, dove guadagna una medaglia d'argento e ai Mondiali di Tokyo raggiungendo la la dodicesima posizione al concorso generale individuale. &lt;br /&gt;
L'11 gennaio 2012 la Ferrari partecipa con la Nazionale al Test Event di Londra prova di qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012 Con una buona prestazione al corpo libero (14,166 punti), alle parallele (14,333 punti) e al volteggio (14,133), totalizza 56,532 punti, vincendo la medaglia d'oro al concorso individuale. Lo stesso anno Vanessa Ferrari viene convocata per far parte della squadra nazionale che compete ai Campionati Europei di Bruxelles. &lt;br /&gt;
Il 18 luglio 2012, insieme alle connazionali Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa, entra a far parte della squadra olimpica che parteciperà ai Giochi della XXX Olimpiade. Il 29 luglio gareggia in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168,397, record per l'Italia. Il 7 agosto compete nella finale di corpo libero ottenendo lo stesso punteggio della russa Aliya Mustafina (14,900), ma le viene assegnato il quarto posto in base ad una componente regolamentare (prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore). Sfiora così il podio e quella che sarebbe stata una storica medaglia di bronzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA &lt;br /&gt;
http://www.olimpiazzurra.com/2013/10/19-ottobre-2006-sei-anni-fa-vanessa-ferrari-saliva-sul-tetto-del-mondo/&lt;br /&gt;
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanessa_Ferrari &lt;br /&gt;
http://vipmulher.com/lenciclopedia/vanessa-ferrari-biografia-carriera-ginnastica-artistica-campionati-del-mondo-olimpiadi-principali-risultati.html &lt;br /&gt;
http://www.federginnastica.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente14</name></author>
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