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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-14T11:35:02Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CERASUOLO_IMMACOLATA&amp;diff=278</id>
		<title>CERASUOLO IMMACOLATA</title>
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		<updated>2016-05-23T10:15:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Nuoto paraolimpico. Nuotatrice Italiana, nata a Napoli il 18 Giugno 1980. Inizia a nuotare giovanissima, e il suo grande amore per il nuoto la porta alla pre-agonistica ,per p...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nuoto paraolimpico.&lt;br /&gt;
Nuotatrice Italiana, nata a Napoli il 18 Giugno 1980. Inizia a nuotare giovanissima, e il suo grande amore per il nuoto la porta alla pre-agonistica ,per poi passare all'agonistica. &lt;br /&gt;
A causa di un incidente in motorino perse l'uso del braccio destro, ma non si scoraggiò: dopo qualche mese dall'incidente tornò in vasca con la voglia di vincere .&lt;br /&gt;
La sua grande passione e determinazione la portarono a vincere due medaglie d'argento ai mondiali di nuoto per disabili svoltasi nel 2002 in Argentina ; nel 2006 ottenne due volte il secondo gradino del podio in Sudafrica; in Italia, ai campionati Europei del 2007 vinse 3 ori nei 100 m farfalla, 100 m rana e nei 200 m misti; Medaglia d'oro nei 100 m farfalla e l'argento nei 200 m misti ai Giochi Paraolimpici di Atene nel 2004. Sarà presente anche a Londra 2012 , dopo essere stata ferma per maternità ,ma non riuscirà ad arrivare alla finale in nessuna delle sue specialità.&lt;br /&gt;
Imma Cerasuolo è solo una dei tanti atleti che nonostante la disabilità sono riusciti a realizzare il proprio sogno. E’ l’esempio concreto che grazie alla determinazione e all’impegno costante , si può arrivare a livelli importanti.&lt;br /&gt;
L’incidente avuto da giovanissima ha portato, Immacolata Cerasuolo, a gareggiare nella categoria di disabilità S8/ SB8/SM8.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Mario_zanin&amp;diff=273</id>
		<title>Mario zanin</title>
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		<updated>2016-05-23T10:13:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Mario Zanin nato il 3 luglio 1940 a Santa Lucia di Piave, è stato un ciclista italiano su strada.   Non ebbe una straordinaria carriera da professionista ma riuscì comunque...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Mario Zanin nato il 3 luglio 1940 a Santa Lucia di Piave, è stato un ciclista italiano su strada. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ebbe una straordinaria carriera da professionista ma riuscì comunque a vincere una medaglia d’oro alle olimpiadi di Tokyo del 1964. Tra i suoi migliori risultati possiamo trovare anche un primo posto all’undicesima tappa della Vuelta a Espana nel 1966. Egli nella sua carriera da dilettante corse per varie squadra tra cui: Max Meyer,Kelvinator,Maino. Con quest’ultima squadra nel 1963 vinse il Giro del Belvedere di Cordignano nella sua venticinquesima edizione. L’anno seguente vinse la Road National Championship arrivata alla sua cinquantaquattresima edizione. All’età di 28 anni nel 1968 decide di ritirarsi dal mondo delle competizioni&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>BASSO IVAN</title>
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		<updated>2016-05-23T08:56:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;è nato il 26 novembre a Gallarate. Vive e trascorre l’infanzia a Cassano Magnano (Varese). Ha iniziato a correre in bici all’età di sette anni; è ancora in attività ed...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;è nato il 26 novembre a Gallarate. Vive e trascorre l’infanzia a Cassano Magnano (Varese). Ha iniziato a correre in bici all’età di sette anni; è ancora in attività ed è considerato uno dei ciclisti su strada con caratteristiche di passista-scalatore più forti degli anni 2000. Da giovane ha scalato le varie categorie ottenendo anche numerosi successi; il più importante è stato il secondo posto al campionato del mondo juniores nel 1995. La svolta della sua carriera a livello dilettantistico c’è stata quando nel 1998 diventa, a Valkenburg (olanda), campione del mondo under 23. L’anno dopo passa tra i professionisti con la riso scotti-vinavil, partecipando per la prima volta al giro d’Italia, dove si ritira dopo solo sette tappe. Con questa squadra raccoglie nel 2000 le sue prime vittorie, in due tappe del Regio-Tour in Germania e si classificò al 52° posto al giro d’Italia.  La svolta tra i professionisti avvenne nel 2001, si sposa con Micaela con cui avrà due figli e cambia squadra passando alla Fassa Bortolo di Ferretti. Nello stesso anno partecipa al tour de France, ma si ritira causa una caduta. Il 2002 è l’anno della maturazione, Basso con l’aiuto del suo direttore sportivo Ferretti consulta un esperto in Germania, che riscontra in Basso dei problemi di pedalata, in quanto pedala in posizione sbagliata e consuma troppa energia; così provando nuove soluzioni tecniche, Basso nel 2002 è molto più motivato; infatti si classifica terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi, 11° al Tour de France, al tour vince la graduatoria riservata agli under 25. Nel 2003 conclude il tour al 7° posto. Cambia squadra nel 2004 passando alla CSC, in quell’anno diventa grande e sale sul podio al tour, concludendo al terzo posto e vincendo anche una tappa. L’anno dopo si presenta anche al giro d’Italia ma causa un malanno, esce subito di classifica, però conclude il giro vincendo 2 tappe consecutive. Nello stesso anno al tour, Basso è in gran forma e infatti sale di nuovo sul podio arrivando secondo, solo dietro a Lance Armstrong che l’anno dopo si ritira. Il 2006 comincia nei migliori dei modi, vince alcune tappe di preparazione al giro, che lo vede, in seguito, assoluto protagonista. Vince 3 tappe e la classifica finale. A giugno 2006 si prepara ad affrontare da favorito il tour de France, ma dopo uno scandalo scoppiato in Spagna sul doping, chiamato Operacion Puerto, viene estromesso dal tour de France. Basso venne sospeso in un primo momento fino al 12 ottobre 2006, in quanto l’inchiesta era stata archiviata. Cambiò lo stesso squadra, fu ingaggiato dalla Discovery Channel, ma con questa non riuscì a partecipare nemmeno a una corsa, in quanto il 24 aprile 2007 il caso “Operacion Puerto” venne riaperto e lui fu sospeso dalla squadra. Il 7 maggio Basso confessa di aver tentato di utilizzare sostanze dopanti e collabora con il coni; afferma che ha contattato il medico Fuentes in un momento di debolezza ed era a conoscenza del giro di sostanze dopanti, ma ammette di non averne mai fatto uso. Nel 2007 viene squalificato per 2 anni, pur non essendo mai risultato positivo ai vari test anti-doping.  Finita la squalifica, nel 2009 riprendere l’attività agonistica, viene ingaggiato  dalla liquigas e nello stesso anno partecipa al giro d’Italia, che conclude quinto e alla vuelta, dove fa capire che sta ritornando in forma restando sempre con i migliori in salita. Alla fine conclude al quarto posto.. Nel 2010 partecipa al giro d’Italia, vince due tappe (le più difficili) e vince per la seconda volta la classifica finale. Nello stesso anno partecipa anche al tour, ma data la sua scarsa condizione fisica non riesce a ottenere grandi risultati. Nel 2011 si concentra solo sul tour, ma a causa di una caduta molto grave avvenuta in fase di preparazione, non  riesce ad arrivarci in buone condizioni fisiche e alla fine conclude al settimo posto. Nel 2012 non ottiene grandi risultati si dedica al ruolo di vice-capitano, aiutando  il giovane Vincenzo Nibali al tour de France. Iniziano così gli anni del suono declino, infatti il 2013 e 2014 sono stati privi di soddisfazioni a livello personale, ottiene solo qualche piazzamento. Ora si prepara ad affrontare la sua diciassettessima stagione tra i professionisti, indossando la maglia della Tinkoff-Saxo.  &lt;br /&gt;
 SITOGRAFIA:  http://www.cicloweb.it/ciclista/4328/ivan-basso.html   http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Basso  http://ilmegliodelciclismo.forumfree.it/?t=11268129 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ANNO	SQUADRA DI CLUB&lt;br /&gt;
1996-98	Zalf&lt;br /&gt;
1998	Asics&lt;br /&gt;
1999	Zalf&lt;br /&gt;
1999	Riso Scotti&lt;br /&gt;
2000	Amica Chips&lt;br /&gt;
2001-03	Fassa Bortolo&lt;br /&gt;
2004-06	Team CSC&lt;br /&gt;
2007	Discovery Ch&lt;br /&gt;
2008-12	Liquigas&lt;br /&gt;
2013-14	Cannondale&lt;br /&gt;
2015	Saxo-Tinkoff&lt;br /&gt;
ANNO	GIRO D’ITALIA	TOUR DE FRANCE	VUELTA A ESPANA&lt;br /&gt;
1999	Ritirato(8tappa)	\	\&lt;br /&gt;
2000	52°	\	\&lt;br /&gt;
2001	\	Ritirato(8 tappa)	\&lt;br /&gt;
2002	\	11°	\&lt;br /&gt;
2003	\	7°	\&lt;br /&gt;
2004	\	3°	\&lt;br /&gt;
2005	27°	2°	\&lt;br /&gt;
2006	vincitore	\	\&lt;br /&gt;
2007	\	\	\&lt;br /&gt;
2008 	\	\	\&lt;br /&gt;
2009	3°	\	4°&lt;br /&gt;
2010	Vincitore	32°	\&lt;br /&gt;
2011		7°	\&lt;br /&gt;
2012	5°	25°	\&lt;br /&gt;
2013		\	Ritirato (13 tappa)&lt;br /&gt;
2014	15°	\	\&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=LO_BIANCO_ELEONORA&amp;diff=137</id>
		<title>LO BIANCO ELEONORA</title>
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		<updated>2016-05-23T08:50:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Nasce a Borgomanero il 22 Dicembre 1979. La sua carriera pallavolistica comincia nel 1994 , all’età di 15 anni, quando fa il suo esordio come palleggiatrice in Serie C con...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nasce a Borgomanero il 22 Dicembre 1979. La sua carriera pallavolistica comincia nel 1994 , all’età di 15 anni, quando fa il suo esordio come palleggiatrice in Serie C con la squadra Piemontese: Pallavolo Omegna; squadra che ottiene due promozioni che la portano a giocare prima nel campionato di Serie B2, poi nel campionato di Serie B1.&lt;br /&gt;
 Nel 1998 fa il suo debutto nella squadra della nazionale italiana e nella stagione successiva entra a far parte del club Italia. Nella stagione 1999-2000 fa il suo esordio nella pallavolo professionistica nella squadra di Serie A2 del Futura Busto Arsizio; nella stagione successiva entra a far parte della squadra Olimpia Teodora in Serie A1 dove rimane fino al 2002.&lt;br /&gt;
 Nel 2001 con la nazionale vince un argento ai campionati europei, l’anno successivo vince la prima medaglia d’oro ai Campionati del Mondo in Germania. Nella stagione 2004-2005 viene ingaggiata dalla squadra Giannino Pieralisi Volley a Jesi, dove resta per tre anni senza vincere alcun titolo a livello di club; mentre in nazionale vince tre argenti: 2 nel World Grand Prix e uno nel campionato europeo, in questo campionato europeo vince il premio come miglior palleggiatrice degli Europei. Nella stagione 2005-2006 gioca nel Volley Bergamo con il quale vince subito un campionato e la Coppa Italia. Nel 2006 in nazionale vince il bronzo al World Grand Prix e nell’anno successivo diventa capitano della nazionale e nello stesso anno vince l’oro al campionato europeo e alla Coppa del Mondo.&lt;br /&gt;
 Nel 2009 e anche nel 2010 vince la Champions League, mentre con la nazionale ottiene l’oro al campionato europeo e l’oro alla Grand Champion Cup. Il 31 Ottobre 2010 raggiunge le 475 presenze con la maglia della nazionale, diventando la pallavolista con più presenze in nazionale sia a livello maschile sia femminile.&lt;br /&gt;
 Durante il mondiale del 2010, in Giappone si accorge di avere una piccola smagliatura sul seno, tastando con le proprie mani sente che sotto questa smagliatura c’è qualcosa di duro, un nodulo. Non ne parla con nessuno fino al suo rientro in Italia dove si rivolge subito ad una sua amica radiologa che le diagnostica un tumore al seno. Questa malattia viene affrontata dalla giocatrice nel migliore dei modi, la Lo Bianco afferma infatti di aver trovato nel suo carattere una grande caparbietà e una grande forza di volontà, e anche grazie a questo ha sconfitto la malattia nel migliore dei modi.&lt;br /&gt;
 L’amore per questo sport la porta a continuare a giocare anche dopo questa brutta esperienza, infatti nel gennaio 2011 torna in campo vincendo il suo secondo scudetto. Nello stesso anno vince per la seconda volta anche la Coppa del Mondo; proprio durante questa competizione supera le 500 presenze in nazionale, diventando così l’italiana con più presenze in qualsiasi squadra nazionale italiana sia maschile sia femminile. &lt;br /&gt;
Nelle Olimpiadi di Londra nel 2012 è nella lista dei candidati per il ruolo di portabandiera della nazionale italiana durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, ruolo che sarà poi ricoperto dalla schermitrice Valentina Vezzali. Nella stagione 2014-2015 viene ingaggiata nella squadra turca del Fenerbahçe Spor Kulubu. &lt;br /&gt;
Nell’edizione dei Mondiali del 2014 l’Italia raggiunge il quarto posto e con quest’ultima impresa raggiunge le 536 presenze in Nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PREMI INDIVIDUALI:&lt;br /&gt;
COMPETIZIONE	TITOLO 	ANNO&lt;br /&gt;
      Campionato Europeo	Migliore palleggiatrice 	2005&lt;br /&gt;
Supercoppa Italiana 	Migliore palleggiatrice	2005&lt;br /&gt;
              World Grand Prix	Migliore palleggiatrice	2006&lt;br /&gt;
             Champions League	Migliore palleggiatrice	2007&lt;br /&gt;
             Campionato Europeo	Migliore palleggiatrice	2009&lt;br /&gt;
             Champions League	Migliore palleggiatrice	2010&lt;br /&gt;
                Coppa Italia 	Migliore palleggiatrice	2010&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MANAUDOU_LAURE&amp;diff=127</id>
		<title>MANAUDOU LAURE</title>
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		<updated>2016-05-23T08:46:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;NUOTO. Nata a Villeurbanne il 9 Ottobre 1986 (età 27). Laure Manaudou è un’ex nuotatrice francese, la più vincente di tutti i tempi nella storia del nuoto d’oltralpe. I...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;NUOTO.&lt;br /&gt;
Nata a Villeurbanne il 9 Ottobre 1986 (età 27).&lt;br /&gt;
Laure Manaudou è un’ex nuotatrice francese, la più vincente di tutti i tempi nella storia del nuoto d’oltralpe. Iniziò a nuotare all’ età di 5 anni e decise di lasciare gli studi all’età di 14 per dedicarsi pienamente alla sua carriera sportiva, sotto gli ordini del suo allenatore storico Philippe Lucas. Fece il suo debutto  nel panorama natatorio internazionale durante i Campionati Europei di Madrid nel 2004, incarnando il ruolo di una vera e propria bambina prodigio. Si consacrò infatti campionessa europea, a soli diciassette anni, nei 400m stile libero, nei 100m dorso e nella staffetta 4x100m mista.&lt;br /&gt;
La consacrazione olimpica ed il titolo mondiale:&lt;br /&gt;
Nel 2004 partecipò alla XXVIII Olimpiade ad Atene e divenne la prima campionessa olimpica donna della storia del nuoto francese, vincendo l’oro nei 400m stile libero; vinse inoltre l’argento negli  800m  stile libero e il bronzo nei 100m dorso. Nel 2005 si presentò ai Campionati Mondiali di Montreal solamente nella gara dei 400m stile libero. Dopo una qualificazione in extremis (8^ durante le batterie) riuscì ad imporsi nella finale, portando a casa l’oro con il tempo di 4’06”44 e conquistando il grande slam (campionessa olimpica, mondiale ed europea) nella gara dei 400m stile libero, alla sola età di 18 anni. Nello stesso anno prese parte anche ai Campionati Europei in vasca corta di Trieste. Proprio qui frantumò il record del mondo(vasca corta) dei 400m stile libero con il tempo di 3’56”79 e degli 800 stile libero (8’11”25), inoltre vinse l’ oro anche nei 100m dorso. In questo stesso anno prese parte anche ai Giochi del Mediterraneo , vincendo i 400m stile libero e i 50m dorso.&lt;br /&gt;
Anni 2006-2007:&lt;br /&gt;
Nel 2006 durante i campionati francesi di Tours vinse 200m,400m,800m,1500m stile libero, 100m, 200m dorso e 200m, 400m misti; nella sua gara, i 400m stile libero, fece registrare il suo primo record del mondo in vasca lunga con il tempo di 4’03”03, battendo il record di Janet Evans che durava dalle Olimpiadi del 1988. Riuscì ad abbassare ulteriormente il record dei 400m durante i Campionati europei di Budapest 2006, con il tempo di 4’02”13. Nella gara degli 800m stile libero fece registrare invece il record Europeo. Vinse la medaglia d’oro anche nei 100m dorso e nei 200m misti e altri due bronzi nei 200m stile libero e nella staffetta 4x200m stile libero. Fu l’ assoluta protagonista di questi campionati europei, tanto che la federazione internazionale del nuoto le conferì il titolo di migliore nuotatrice mondiale. Vinse questo titolo onorifico anche nel 2007 grazie agli exploits ottenuti durante i Campionati mondiali di Melbourne. Qui vinse due medaglie d’ oro: nei 400m e nei 200m stile libero, in quest’ ultima specialità riuscì a battere anche il record del mondo con il tempo di 1’55”52. Inoltre vinse 2 argenti nelle gare degli 800m stile e dei 100m dorso con tanto di record europei in entrambe le gare, infine fu bronzo nella staffetta 4x200m stile libero. Dopo questi campionati mondiali decise di lasciare il suo allenatore, Philippe Lucas, per raggiungere il suo fidanzato italiano Luca Marin in Italia. Qui fu allenata da Paolo Penso, ma purtroppo questa collaborazione non durò molto perché Laure venne licenziata perché non manifestava molta voglia di allenarsi. Successivamente ritornò in patria e fu allenata dal fratello maggiore, Nicolas Manaudou. Alla fine del 2007 si tennero i Campionati europei di nuoto in vasca corta dove Laure, guidata dal fratello, vinse i 400m stile e i 100m dorso ed arrivò seconda nei 200m stile libero; ma ciò che fece più notizia furono le liti a bordo vasca con il suo ormai ex fidanzato Luca Marin. Tutti questi cambiamenti non giovarono affatto alla carriera di Laure, infatti da qui la sua stella si spense sempre più.&lt;br /&gt;
2008, l’inizio della fine: &lt;br /&gt;
Ai campionati europei del 2008 decise di partecipare solo nelle gare dei 100m e 200m dorso, vincendo rispettivamente l’ argento e l’oro. Sempre nel 2008, i Giochi Olimpici di Pechino  sarebbero dovuti essere i suoi giochi in quanto avrebbe potuto vincere diversi titoli olimpici, ma purtroppo non andò così in quanto la Manaudou si dovette accontentare di un settimo posto nella finale dei 100m dorso e di un ottavo posto nei 400m stile libero. Alla fine di questa gara scoppiò a piangere davanti le telecamere francesi mentre veniva intervistata. Laure affrontò una vera e propria crisi psicologica e decise di prendersi una pausa dal nuoto dopo aver vinto una medaglia di bronzo agli europei in vasca corta del 2008 nei 100m dorso, ma questa pausa si trasformò in un ritiro definitivo nel settembre del 2009.&lt;br /&gt;
Il percorso verso il come-back e l’olimpiade di Londra:&lt;br /&gt;
 Il 2 aprile del 2010 diventò mamma per la prima volta di una bambina avuta col compagno Frederick Bousquet, anche lui campione del nuoto francese. A seguito della nascita della bambina Laure decise di trasferirsi negli stati uniti con il suo compagno e qui decise di tornare ad allenarsi, avendo come obbiettivo la qualificazione olimpica per Londra 2012. Durante i campionati nazionali francesi di Dankerque 2012, validi come pass e qualificazione per le olimpiadi londinesi, Laure riuscì a vincere tre titoli nazionali nei 50m dorso( distanza non olimpica) con record personale e nei 100m e 200m dorso. Queste due ultime distanze le permisero di ripartecipare per la terza volta alle olimpiadi. Purtroppo però, a Londra non riescì a brillare ma assistette alla vittoria del fratello minore, Florent Manaudou, nei 50m stile libero. Laure e Florent sono i primi due fratelli ad essere entrambi campioni olimpici.&lt;br /&gt;
Ultime gare prima del ritiro definitivo:&lt;br /&gt;
 A novembre del 2012 prese parte ai campionati europei di Chartres in vasca corta. In questi Campionati riuscì ad aggiudicarsi il suo ultimo titolo della sua vita, vincendo l’ oro nei 50m dorso e l’ argento nei 100m dorso. Alla fine di questi Campionati infatti comunicò che la sua carriera da nuotatrice terminava definitivamente e che aspettava un secondo bambino, ma sfortunatamente la gravidanza non andò a buon fine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LAURE MANAUDOU	ORO	ARGENTO	BRONZO&lt;br /&gt;
GIOCHI OLIMPICI	1	1	1&lt;br /&gt;
CAMPIONATI MONDIALI	3	2	1&lt;br /&gt;
CAMPIONATI EUROPEI	9	1	3&lt;br /&gt;
CAMPIONATI EUROPEI IN VASCA CORTA	9	2	4&lt;br /&gt;
GIOCHI DEL MEDITERRANEO	2	0	0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
-	Laure – www.mondi.it&lt;br /&gt;
-	Wikipedia&lt;br /&gt;
Traduzione da:&lt;br /&gt;
-	www.sports-referenze.com&lt;br /&gt;
-	www.voici.fr&lt;br /&gt;
-	www.ffnation.fr&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MARQUEZ_MARC&amp;diff=115</id>
		<title>MARQUEZ MARC</title>
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		<updated>2016-05-23T08:41:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Marc Márquez Alentà (Conosciuto solo come Marc Marquez) nasce a Cervera (Spagna) il 17 febbraio del 1993. Riceve la sua prima moto, come regalo dai genitori Roser e Julià,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Marc Márquez Alentà (Conosciuto solo come Marc Marquez) nasce a Cervera (Spagna) il 17 febbraio del 1993. Riceve la sua prima moto, come regalo dai genitori Roser e Julià, all'età di quattro anni, nutrendo già a quell'età una passione per questo genere di sport. Ha un fratello minore di nome Alex,che pratica anch'egli motociclismo, laureatosi campione della classe cadetta ( Moto3,ex 125 ) nel 2014. Inizialmente si dedica al motocross e alle minimoto, per poi passare alle corse su circuito. Nel 2002 partecipa alla sua prima vera e propria competizione, il campionato di Catalogna, arrivando terzo nella classifica finale. Negli anni successivi compete e vince nella categoria Open Racc 50, dove conosce il suo futuro manager Emilio Alzamora (campione del mondo della 125 nel 1999) che gli servirà come trampolino di lancio per correre nella classe 125 del CEV, il campionato di motociclismo spagnolo di livello nazionale per eccellenza.  Nel 2008, dopo aver fatto notare il suo talento al mondo intero e grazie all'aiuto del suo manager Emilio Alzamora, stipula il suo primo contratto che lo porterà a correre nel campionato mondiale della classe 125. &lt;br /&gt;
GLI ANNI DELLA 125&lt;br /&gt;
Esordisce nella classe 125 del motomondiale nel 2008, in sella a una KTM 125 FRR del team Repsol KTM 125cc, terminando la stagione al 13° posto costretto a saltare vari gran premi a causa di infortuni. Nel 2009 cambia scuderia passando al team Red Bull KTM moto sport, terminando la stagione all'8°posto. L'anno della svolta è il 2010, dove passa in sella a una Derbi RSA 125 del team Red Bull Ajo Motorsport. Ottiene 10 vittorie, 2 terzi posti e 12 pole position, risultati che lo porteranno a vincere il suo primo titolo mondiale. &lt;br /&gt;
GLI ANNI DELLA MOTO2&lt;br /&gt;
Nel 2011 passa in moto2, con il team CatalunyaCaixa Repsol a bordo di una Suter. Dopo aver raccolto zero punti nelle prime tre gare conquista 7 vittorie, 3 secondi posti e 1 terzo posto. Costretto a saltare due gran premi a causa di dolori e problemi di vista causati da una brutta caduta in Malesia, termina la stagione al 2° posto lasciando vincere il titolo a Stefan Bradl. Si riscatta subito l'anno successivo. Nel 2012, infatti, conquista 9 vittorie, 3 secondi posti e 2 terzi posti, che lo porteranno a vincere il campionato mondiale della Moto2, secondo titolo mondiale del pilota. Da notare la vittoria a Valencia, ottenuta partendo dall'ultima posizione della griglia di partenza a causa di una penalità.&lt;br /&gt;
MOTOGP&lt;br /&gt;
Il 12 luglio 2012 , viene ufficializzato il salto di categoria in MotoGP per la stagione 2013, in sella a una Honda Factory del team ufficiale Repsol Honda. Comincia così la legenda di Marc Marquez. Al secondo appuntamento del motomondiale,nel Gran Premio delle Americhe, a soli 20 anni,5 mesi e 3 giorni, diventa il pilota più giovane di sempre a partire dalla pole position nella classe regina. E nel medesimo gran premio diventa anche il più giovane pilota di sempre a vincere una gara nella classe regina (Entrambi i record appartenevano a Freddie Spencer). A termine della stagione con 6 vittorie, 6 secondi posti e 4 terzi posti, si laurea campione del mondo della classe regina nell'anno di debutto (impresa riuscita solo a Kenny Roberts nel 1978), diventando il campione più giovane di sempre  battendo ancora una volta il record detenuto da Freddie Spencer. Il 2014, forte del titolo di campione, parte subito alla grande: a partire dal Qatar (Primo Gran Premio della stagione) ottiene 10 vittorie di fila. Il suo dominio verrà interrotto solo all'11° Gran Premio da Daniel Pedrosa ( termina 4° a causa di presunti problemi tecnici). Tornerà alla vittoria nella gara successiva, per poi digiunare per quattro Gran Premi. Vince anche le ultime due gare della stagione stabilendo il nuovo record di vittorie in una stagione (13). Vittorie che lo porteranno a vincere il suo secondo titolo della MotoGP (4° titolo mondiale). In questa stagione Marc, al di là di un coriaceo Valentino Rossi (2° nella classifica finale), non ha trovato un vero e proprio rivale in grado di metterlo in difficoltà, a prova dello strapotere ottenuto dall'insieme di una moto perfetta,la Honda, e un pilota dal talento immenso. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Da:   Wikipedia,l'enciclopedia libera.  http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Márquez&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
RISULTATI NEL MOTOMONDIALE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2008	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	125	KTM	63	13°&lt;br /&gt;
2009	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	125	KTM	94	8°&lt;br /&gt;
2010	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	125	DERBI	310	1°&lt;br /&gt;
2011	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	Moto2	SUTER	251	2°&lt;br /&gt;
2012	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	Moto2	SUTER	328	1°&lt;br /&gt;
2013	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	MotoGP	HONDA	334	1°&lt;br /&gt;
2014	Classe	Moto	Punti	Posizione&lt;br /&gt;
	MotoGP	HONDA	362	1°&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da:   Wikipedia,l'enciclopedia libera.  http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Márquez&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MEAZZA_GIUSEPPE&amp;diff=111</id>
		<title>MEAZZA GIUSEPPE</title>
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		<updated>2016-05-23T08:39:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo 21 agosto 1979) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante. Considerato da molti esperti i...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo 21 agosto 1979) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo attaccante. Considerato da molti esperti il più grande giocatore italiano di tutti i tempi e uno dei più grandi in assoluto, è stato campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1934 e nel 1938.&lt;br /&gt;
Nato nel popolare quartiere di Porta Vittoria, iniziò a giocare a 6 anni sui campetti di Greco Milanese e Porta Romana in un gruppo di bambini che lui definì i Maestri Campionesi inseguendo una palla fatta di stracci. Perde il padre durante la Prima guerra mondiale. La mamma, Ersilia Borghi, gli nasconde le scarpe per non farlo giocare e lui si fascia i piedi pur di continuare. A 12 anni inizia a giocare sui campi regolari con i ragazzi uliciani del Gloria F.C., dove un ammiratore gli regala quelle scarpette che tanto desiderava (e lui non poteva comprare) e che il &amp;quot;Brigatti&amp;quot; vendeva in Corso Venezia all'equivalente di circa 3 stipendi. A soli 13 anni fonda, in una latteria di via Arconti, la AS Costanza, società della quale è presidente, allenatore e ala destra.&lt;br /&gt;
Scartato dal Milan a causa del fisico mingherlino, a 14 anni compiuti entrò a far parte dell'Internazionale disputando il campionato ragazzi. Fu Fulvio Bernardini a scoprirlo e ad insistere presso l'allenatore dell'Inter, Árpád Weisz, affinché lo inserisse in prima squadra: Bernardini (che sarebbe diventato in seguito un importante allenatore e avrebbe scoperto numerosi altri giocatori, fra cui un altro che diventerà poi egli stesso centravanti dell'Inter, Alessandro Altobelli) si fermava sempre più spesso, al termine degli allenamenti, a osservare estasiato, tra i ragazzi delle giovanili, quel ragazzino che con il pallone tra i piedi faceva meraviglie. Bernardini, si narra, fu tanto insistente e convincente che alla fine Weisz volle visionarlo personalmente. Weisz si rese conto che Bernardini non aveva esagerato: a 16 anni il ragazzo fu aggregato in prima squadra e a 17 anni Giuseppe Meazza esordiva nell'Inter, nella Coppa Volta.&lt;br /&gt;
Fu in quell'occasione che gli fu dato il soprannome di “Balilla”: quando l'allenatore Weisz lesse nello spogliatoio la formazione, annunciando la presenza in squadra di Meazza fin dal primo minuto, un anziano giocatore dell'Inter, Leopoldo Conti, esclamò sarcastico: &amp;quot;Adesso andiamo a prendere i giocatori perfino all'asilo! Facciamo giocare anche i balilla!&amp;quot; L'Opera Nazionale Balilla, che raccoglieva tutti i bambini dagli 8 ai 14 anni, era stata costituita nel 1926 e così allo scherzoso &amp;quot;Poldo&amp;quot; venne naturale apostrofare in quel modo il giovanissimo esordiente. Ma si sarebbe ricreduto presto: Meazza, in quella partita giocata contro l'U.S. Milanese, segnò tre gol, assicurando all'Inter la vittoria e facendo capire a tutti che era nata una stella.] &amp;quot;Pepin&amp;quot;, come veniva chiamato in dialetto milanese, seguitò a giocare nel ruolo di centravanti nell'Ambrosiana, come era stata ribattezzata l'Inter in epoca fascista in seguito alla fusione con la U.S. Milanese. Iniziò subito a farsi notare a suon di gol e per la sua classe sopraffina, tanto che, non ancora ventenne, guidò la sua squadra alla conquista del neonato campionato di Serie A nel 1929-30 conquistando il titolo di capocannoniere con ben 31 reti.&lt;br /&gt;
Esordì in nazionale non ancora ventenne il 9 febbraio 1930 a Roma in Italia-Svizzera terminata 4-2 con le sue due reti. Tre mesi più tardi, l'11 maggio dello stesso anno, alla sua quarta presenza in maglia azzurra, Meazza appose la sua prima inimitabile firma in campo internazionale, in una delle giornate più gloriose del calcio italiano. Tre prodezze del Balilla spianarono la strada alla nazionale guidata da Vittorio Pozzo, verso il primo grande trionfo della sua giovane storia. L'Italia superò l'Ungheria a Budapest con un incredibile 5-0, in quella che, di fatto, era la finale della prima Coppa Internazionale.  Dopo quella partita, Meazza sarà l'eroe di tutti gli sportivi italiani. La sua carriera in azzurro fu a dir poco splendida: guidò l'Italia alla conquista del suo primo campionato del mondo, nell'edizione casalinga del 1934 realizzando 4 reti. Nel 1938 fu il capitano della nazionale alla coppa del mondo disputatasi in Francia: il secondo, prestigioso successo che portò l'Italia ai vertici del calcio mondiale e che permette di ricordare quella nazionale come una delle più forti squadre di tutti i tempi.&lt;br /&gt;
L'anno successivo fu l'inizio del declino del grande campione, a causa di un infortunio, che lo tenne poi lontano dai terreni di gioco per oltre un anno: il famoso “piede gelato”, un'occlusione dei vasi sanguigni al piede sinistro. Nell'autunno 1940 Meazza tornò al calcio giocato, stavolta con la maglia del Milano, ma non si trattava più del campione di un tempo, minato dall'infortunio occorsogli. La sua carriera nazionale si era conclusa l'anno precedente con un bottino di 53 partite e 33 reti. Dopo due stagioni al Milano passò per un'annata alla Juventus Cisitalia, dopo aver poi disputato il campionato di guerra 1943-44 con il Varese ed una breve permanenza all'Atalanta. Concluse la carriera con un'ultima stagione con la sua maglia nerazzurra, quella dell'Inter.&lt;br /&gt;
Dopo il ritiro dal calcio giocato divenne giornalista e poi tecnico, anche se non raggiunse mai i suoi livelli da calciatore. Guidò la Pro Patria, in varie circostanze la sua Inter, e anche la Nazionale nel biennio 1952-53.&lt;br /&gt;
Gli hanno offerto un posto d’onore, nel tempio del calcio italiano che ha ereditato il suo nome, il nome è lì, inciso a grandi caratteri sulla lastra bianca, sono forse pochi quelli che ancora gli dedicano un’occhiata, ora solo il nome, lettere anonime e regolari, per ricordare l’uomo, Giuseppe Meazza. Se solo potesse parlare, e invece la lastra bianca tace, non ci svela antefatti, semplicemente recita così: «A Giuseppe Meazza, espresso dal suo cuore generoso, il popolo di Milano intitola questo glorioso stadio più volte illuminato dalle sue gesta di atleta».&lt;br /&gt;
In tutta la sua carriera Meazza ha vinto: Due campionati italiani e una coppa Italia con l’ Ambrosiana Inter, due campionati del mondo e due coppe internazionali con l’ Italia e a livello individuale è stato tre volte capocannoniere della serie A e tre volte capocannoniere della Coppa dell'Europa Centrale.&lt;br /&gt;
« Averlo in squadra significava partire dall'1-0. »&lt;br /&gt;
Vittorio Pozzo in Campioni del mondo. Quarant'anni di storia del calcio italiano.&lt;br /&gt;
                                                               SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
http://.m.wikipedia.org/wiki/Giuseppe Meazza&lt;br /&gt;
http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-meazza&lt;br /&gt;
http://www.storiedisport.it&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MANCINI_ROBERTO.&amp;diff=106</id>
		<title>MANCINI ROBERTO.</title>
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		<updated>2016-05-23T08:38:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;È considerato tra i più grandi numeri dieci di tutti i tempi. Ha giocato come seconda punta, prima punta, dietro le punte e, come nelle ultime stagioni italiane, come centro...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;È considerato tra i più grandi numeri dieci di tutti i tempi. Ha giocato come seconda punta, prima punta, dietro le punte e, come nelle ultime stagioni italiane, come centrocampista puro. La classe cristallina, una non comune visione di gioco oltre che 20 anni da protagonista assoluto della serie A, lo collocano tra gli indimenticabili del nostro calcio. E’ stato un fuoriclasse il che significa avere calcio dentro, pensarlo in modo categorico e personale, avere la capacità di vederlo dove gli altri vedono solo spazi vuoti. Attaccante di fantasia, dotato di una buona tecnica che gli consentiva belle giocate sia come uomo-assist che come realizzatore, è sempre stato un leader carismatico in campo: per la sua influenza sui compagni, per la sua personalità nei confronti degli avversari e per il suo rapporto con gli arbitri.&lt;br /&gt;
Roberto Mancini nasce a Jesi (Ancona) il 27 novembre 1964. La sua carriera inizia nel settore giovanile del Bologna dove gli viene naturale collocarsi fra centrocampisti ed attaccanti. Per tutta la trafila fino agli allievi gioca nel ruolo del trequartista. Un ruolo che reputa stupendo perché gli permetteva di essere sempre nel vivo del gioco, iniziare l’azione, mandare in gol gli altri o andare a rete direttamente. Esordisce in Serie A nelle file del Bologna il 12 settembre 1981, all'età di 16 anni. Durante il suo primo campionato di serie A mette a segno sorprendentemente 9 gol, nonostante la squadra retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia. L'anno successivo, per una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, si trasferisce alla Sampdoria che lo paga 4 miliardi di lire cifra importante per quel periodo, dove resterà fino al 1997. Nella Sampdoria forma una delle coppie d'attacco più valide d'Italia in quegli anni, insieme al compagno Gianluca Vialli (i due venivano chiamati &amp;quot;I gemelli del gol&amp;quot;). A Genova vince uno scudetto nel 1991, 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989 e 1994), 1 Super coppa di Lega (grazie a una sua rete) ed una Coppa delle Coppe, nel 1990 Roberto Mancini disputa, per l'unica volta nella sua carriera di calciatore, la finale di Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai tempi supplementari dal Barcellona. &lt;br /&gt;
Nel 1997 per via di un non facile rapporto con l'allora presidente blucerchiato Enrico Mantovani passa alla Lazio. L'arrivo di Mancini, insieme all’allenatore svedese Eriksson, coincide con l'apertura di un ciclo di vittorie per la squadra del presidente Sergio Cragnotti. Con la Lazio vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Super coppa europea battendo i Campioni d'Europa del Manchester United (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una Super coppa di Lega (1998). &lt;br /&gt;
Nonostante i successi a livello di club, Roberto Mancini non è mai riuscito a sfondare in Nazionale: i rapporti con allenatori e stampa, fra l'altro, sono sempre stati poco sereni (emblematica la sua rabbia rivolta alla tribuna stampa, polemica nei suoi confronti, dopo aver segnato un gol alla Germania negli Europei del 1988). In Nazionale ha collezionato 36 presenze e 4 gol. Quanto fosse difficile da gestire il giovane Mancini lo capì subito anche Bearzot. Che, dopo averlo preso in considerazione per i Mondiali dell'82 (Mancio faceva parte della rosa dei quaranta), lo fece esordire durante la tournée americana del maggio 1984. Un tempo contro il Canada, un tempo contro gli Stati Uniti, a New York. La sera, Mancini, con Tardelli e Gentile, abbandona il ritiro per tuffarsi nella Grande Mela. In merito a questo episodio Mancini dichiara “Andammo allo Studio 54 e in altri locali alla moda. Avevo vent'anni e vedevo l'America per la prima volta. Il giorno dopo saremmo tornati a casa e insomma pensai che un giro per il centro non avrebbe fatto male a nessuno. Ma Bearzot non la prese altrettanto bene: ero l'ultimo arrivato e forse da me si aspettava il rispetto delle regole più elementari. Il giorno dopo mi fece una scenata e se ne andò con queste parole: &amp;quot;Tu con me hai chiuso &amp;quot;. Testuale. Fu proprio così: non mi richiamò mai più in Nazionale. Con una telefonata magari avrei sistemato tutto, ma allora mi rodeva il pensiero di essere stato l'unico a pagare». Mancini giocherà la sua terza partita in Nazionale solo nel 1986 quando Vicini prenderà il posto di Bearzot. Nel frattempo si era guadagnato il ritorno in azzurro guidando la fantastica Under 21 di Azeglio in un sontuoso campionato europeo chiuso a un passo dal trionfo. &lt;br /&gt;
Disputa la sua ultima partita (541 presenze tutte in serie A) contro la Reggina proprio nel giorno del secondo scudetto biancoceleste il 14 maggio 2000 un suo compagno di squadra lo porta a spalla sotto la curva Nord per celebrarne l’addio al calcio giocato.&lt;br /&gt;
La carriera di allenatore inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio. Nel gennaio 2001 firma però un contratto di prova per un mese con il Leicester City (Inghilterra), dove partecipa come giocatore a 5 partite. &lt;br /&gt;
Roberto Mancini è sempre stato un numero dieci, prima in campo e adesso in panchina. Per Boskov ed Eriksson, con i quali ha vinto due scudetti, era un inimitabile fuoriclasse e un allenatore in seconda. La sua carriera da “primo” inizia a Firenze, dove, nel febbraio 2001  viene ingaggiato dalla Fiorentina a stagione in corso. L'ingaggio suscita molte polemiche tra gli addetti ai lavori perché Mancini non è ancora in possesso del patentino di allenatore necessario per allenare in Serie A. Con la Fiorentina vince subito una Coppa Italia. Nel gennaio del 2002, dopo 17 partite, si dimette da allenatore della Fiorentina (che poi retrocederà e fallirà) dopo che alcuni tifosi viola lo minacciano accusandolo di scarso impegno. &lt;br /&gt;
Nel 2002/2003 torna alla Lazio dove ottiene buoni risultati, vince la Coppa Italia nella stagione 2003/2004, ma viene eliminato dalla coppa Uefa in semifinale dal Porto di José Mourinho, che alla fine dell'anno vincerà la competizione.&lt;br /&gt;
Nell'estate 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter di Massimo Moratti. Con i nerazzurri vince due volte la Coppa Italia, due volte la Supercoppa Italiana, due scudetti ( uno assegnato all’Inter inseguito alle vicende connesse a “Calciopoli”). Al termine della stagione 2008 lascia l’Inter, al suo posto subentra il tecnico portoghese José Mourinho. &lt;br /&gt;
In carriera Roberto Mancini ha vinto 10 volte la Coppa Italia - 4 volte da allenatore e 6 volte da calciatore - stabilendo un primato. Con le sue 120 presenze è anche il giocatore con più presenze in assoluto nella competizione. &lt;br /&gt;
Alla fine del 2009 firma un contratto triennale con la squadra inglese del Manchester City, che lo ingaggia per sostituire l'esonerato Mark Hughes. Durante l'anno precedente il ventenne figlio Filippo Mancini aveva giocato nel Manchester City, ceduto in prestito dalle giovanili dell'Inter. Nel mese di maggio, all'ultima giornata, Roberto Mancini porta il Manchester City a vincere la Premier League inglese. &lt;br /&gt;
Nel mese di novembre l'Inter del nuovo presidente Thohir esonera Walter Mazzarri e chiama Roberto Mancini in sua sostituzione.&lt;br /&gt;
Bibliografia e sitografia&lt;br /&gt;
www.storiedicalcio.org&lt;br /&gt;
www.lagazzettadellosport&lt;br /&gt;
“This is football, Roberto Mancini&amp;quot; - di Alberto Dalla Palma e Paolo Franci - Aliberti Editore&lt;br /&gt;
www.wikipedia.org&lt;br /&gt;
www.tiscali.it&lt;br /&gt;
www.treccani.it&lt;br /&gt;
tesi di fine studio del Corso Master 2000/2001 per l’abilitazione ad allenatore professionista&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CONTE_ANTONIO&amp;diff=98</id>
		<title>CONTE ANTONIO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:35:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;ANTONIO CONTE  NACQUE A MINTURNO (LATINA) 11 DICEMBRE 1867.E' STATO UNO SCHERMIDORE ITALIANO.HA  COMPIUTO I SUOI STUDI A ROMA DOVE SI ERA SPECIALIZZATO CON IL SISTEMA PARISE,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;ANTONIO CONTE  NACQUE A MINTURNO (LATINA) 11 DICEMBRE 1867.E' STATO UNO SCHERMIDORE ITALIANO.HA  COMPIUTO I SUOI STUDI A ROMA DOVE SI ERA SPECIALIZZATO CON IL SISTEMA PARISE, DIVENTANDO UNO SCHERMIDORE DI GRANDI QUALITÀ, AGGIUDICANDOSI UNA SERIE DI TORNEI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI, FRA CUI A MANTOVA, BOLOGNA, VENEZIA E BRESCIA ECC. IN COMPAGNIA DEL SUO AMICO E COMPAGNO GIANGIORGIO TRISSINO SI AGGIUDICAVA A PARIGI IL PRIMO POSTO NEL CONCORSO INTERNAZIONALE. QUINDI, SEMPRE A PARIGI, NELLA SECONDA EDIZIONE DEI GIOCHI OLIMPICI, SI CLASSIFICAVA QUARTO NELLA PROVA DI FIORETTO, MA TRIONFAVA NELLA SCIABOLA PER MAESTRI BATTENDO IN FINALE IL MAESTRO SANTELLI, DA QUESTA VITTORIA DISCESE UNA QUERELLE CHE SI PROTRASSE PER DECENNI. DOPO QUESTA SPLENDIDA VITTORIA, SI TRASFERIVA DEFINITIVAMENTE A PARIGI, APRENDO ANCHE LUI UNA SCUOLA DI SCHERMA, DALLA QUALE USCIRONO DIVERSI CAMPIONI. LA SUA MERITORIA ATTIVITÀ GLI PROCURAVA DIVERSE GRANDI ONORIFICENZE FRA CUI IL CAVALIERATO DELLA LEGION D’ONORE FRANCESE E QUELLO DELL’ORDINE DELLA CORONA D’ITALIA. IN SEGUITO APRIVA UNA SCUOLA DI SCHERMA  A MADRID PER POI RITORNARE, ALL’INIZIO DEGLI ANNI TRENTA, NELLA SUA CITTÀ NATALE DOVE SI SPENSE NEL 1953.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>FILIPPO BOTTINO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:33:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Filippo Bottino (9 Dicembre,1888 – 18 ottobre 1969) è uno dei precursori della pesistica italiana, e il primo italiano a battere un record mondiale di sollevamento pesi, er...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filippo Bottino (9 Dicembre,1888 – 18 ottobre 1969) è uno dei precursori della pesistica italiana, e il primo italiano a battere un record mondiale di sollevamento pesi, era un colosso genovese che gareggiò nella categoria dei massimi (+82,5 kg), scrivendo una delle pagine più gloriose della pesistica italiana, conquistando la medaglia d’oro ai Giochi di Anversa nel 1920 con un totale di 265 kg sollevati. Secondo il regolamento del tempo la gara comprende tre esercizi: strappo a un braccio, slancio con l’altro, slancio a due braccia. La vittoria di Bottino coincide con il ritorno della pesistica nel programma olimpico dopo l’esclusione dai Giochi di Londra nel 1908 e di Stoccolma nel 1912, cui ha fatto seguito la pausa dovuta alla Grande Guerra.&lt;br /&gt;
Nel libro Vita al sole di Alberto Bonacossa, scritto dal figlio Cesare, si accenna al confronto svoltosi nel cortile di “Casa Italia”, dove alloggiano i nostri atleti durante l’Olimpiade del 1920. Aldo Nadi (fratello minore di Nedo Nadi), provocato da Bottino, lo sfida a un singolare duello, cui assistono molti azzurri: il pesista dovrà imbracciare una trave e cercar di colpire lo schermidore, armato solo di un leggero frustino. Al via dell’arbitro si ode un sibilo nell’aria e subito un grido di dolore si leva dal terreno di scontro: le mani di Bottino bruciano, la trave imbracciata con sicurezza cade al suolo. Il frustino di Nadi ha colpito la mano del pesista, in modo rapido e implacabile disarmandolo.&lt;br /&gt;
Il 6 novembre 1921, al Veloce Club di Milano, Bottino partecipa al primo incontro della Nazionale di pesi contro la Svizzera, perso con uno scarto di 68 kg. Gli altri azzurri sono Luigi Gatti (che all’ultimo momento deve sostituire Conca), Silvio Quadrelli, Ermanno Callegari e Giuseppe Merlin. Quattro gli esercizi eseguiti dagli atleti: strappo con il braccio destro e con il sinistro, distensione e slancio a due braccia.&lt;br /&gt;
Scrive il celebre giornalista Arturo Balestrieri sulla Gazzetta dello Sport: «Una dimostrazione tangibile dell’ammirazione degli atleti avversari per la stilistica italiana la si è avuta in riguardo alle alzate di forza, o lente. Dopo aver assistito ai corretti sollevamenti della nostra squadra nazionale, che si diversificano assai da quelli degli svizzeri per compostezza e per applicazione di regolamenti, i pesisti elvetici hanno deciso ad unanimità di modificare d’ora innanzi la denominazione del sollevamento anzidetto. Finora, infatti, essi avevano applicato a questa specie di esercizio l’aggettivo “alla francese”. Da domani in poi l’alzata di forza avrà l’appellativo “all’italiana”».&lt;br /&gt;
Il 5 giugno 1922, a Genova, solleva 116 kg e stabilisce il record mondiale di distensione a due braccia, superando di 2 kg il precedente primato del lussemburghese Josph Alzin, atleta da lui battuto ad Anversa. Il record mondiale è migliorato dall’austriaco Franz Aigner il 16 agosto 1925 (119,5 kg), il record italiano da Giuseppe Tonani solo nel 1931 (120 kg).&lt;br /&gt;
All’epoca del primato Bottino ha 34 anni. Operaio della manifattura dei tabacchi, si è accostato ai pesi a 18 anni, dopo un breve passato di ginnasta. Conquista i suoi successi grazie alla ferrea volontà, sottoponendosi a duri allenamenti con un impegno e uno spirito di abnegazione notevoli. Vanta 6 titoli italiani nei massimi e 5 nell’assoluto, diversi primati nazionali e il citato record mondiale nella distensione a due braccia. Nel 1924 si classifica 6° all’Olimpiade di Parigi. Il 21 giugno 1916, tra l’altro, con 145 kg batte a Genova il record italiano di slancio a due braccia detenuto da Enrico Scuri. Vince anche una decina di titoli ai campionati di sollevamento pesi della Federazione Ginnastica.&lt;br /&gt;
Riceve importanti riconoscimenti per la sua brillante carriera: Cavaliere della Repubblica, Medaglia d’oro CONI al Valore Atletico, Medaglia d’Onore al Merito Sportivo e Membro d’Onore della Federazione.&lt;br /&gt;
Ha scritto di lui Felice Palasciano su Il veterano sportivo del marzo 1965: «Rispettoso ed educato, si fece sempre ammirare per esemplare volontà, in ogni competizione. Uomo laborioso ed onesto, che dallo sport ha attinto l’essenza migliore. Un campione olimpico che non ha menato vanto della sua impresa, che pure fu grande. Un campione modello come forse lo pensava il barone De Coubertin».&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL SOLLEVAMENTO PESI&lt;br /&gt;
Il sollevamento pesi (o pesistica) è uno sport nel quale i concorrenti tentano di sollevare pesi montati su un bilanciare d’acciaio&lt;br /&gt;
Le gare di sollevamento pesi sono diffuse sin dai tempi antichi (sembra che fossero incluse nei giochi delle Olimpiadi antiche), ed erano parte del programma dei primi Giochi olimpici moderni nel 1896&lt;br /&gt;
Dagli anni cinquanta agli anni ottanta, molti sollevatori di successo arrivavano dall’Europa orientale specialmente da Bulgaria,Romania e Unione Sovietica. Da allora, sollevatori provenienti da Cina,Grecia e Turchia hanno dominato questo sport e le nazioni con i migliori atleti ai Giochi Olimpici sono Russia, Bulgaria e Cina&lt;br /&gt;
Attualmente ci sono due specialità del sollevamento pesi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo “strappo”, nel quale gli atleti devono sollevare il bilanciare sopra la loro testa, in un unico movimento. Tra quelle previste sia prima che dopo il 1972, questa è la specialità che porta a sollevare pesi minori.&lt;br /&gt;
Lo “slancio”, nel quale si porta prima il bilanciere all’altezza delle spalle (con un movimento detto “girata”) e poi si solleva il peso al di sopra della testa con un movimento rapido detta spinta. La spinta si può effettuare in divaricata frontale o sagittale, dove il bilanciere viene portato sopra la testa con l’aiuto delle gambe e braccia&lt;br /&gt;
Fino al 1972 il sollevamento pesi consisteva invece in tre specialità; comprendeva infatti un ulteriore esercizio chiamato “distensione lenta”. Nella prima fase (la girata) la “distensione lenta” era uguale allo “slancio”; mentre differiva nella seconda fase in quanto il peso doveva essere spinto dal petto oltre la testa con l’aiuto delle sole braccia, senza intervento degli arti inferiori che rimanevano allungati. Questo esercizio, che portava ovviamente a sollevare pesi minori rispetto allo strappo, venne eliminato a casa della difficoltà nel giudicare se il sollevamento veniva eseguito in maniera corretta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Risultati Olimpici&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anno	Età	Città	Fase	Classificato	Kg Sollevati&lt;br /&gt;
1920	31	Antwerpen	Classifica finale	Primo	256.0&lt;br /&gt;
1920	31	Antwerpen	One-Hand Snatch	Primo	70.0&lt;br /&gt;
1920	31	Antwerpen	One-Hand Clean &amp;amp; Jerk	Secondo	75.0&lt;br /&gt;
1920	31	Antwerpen	Clean &amp;amp; Jerk	Primo	120.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	Classifica finale	Sesto	495.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	One-Hand Snatch	Settimo	77.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	1 Sollevamento	 	70.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	2 Sollevamento		75.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	3 Sollevamento	 	77.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	One-Hand Clean &amp;amp; Jerk	Settimo	85.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	1 Sollevamento	 	80.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	2 Sollevamento		85.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	3 Sollevamento	 	85.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	Military Press	Terzo	110.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	1 Sollevamento	 	100.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	2 Sollevamento		107.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	3 Sollevamento	 	110.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	Snatch	Quinto	97.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	1 Sollevamento	 	92.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	2 Sollevamento		97.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	3 Sollevamento	 	97.5&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	Clean &amp;amp; Jerk	Ottavo	125.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	1 Sollevamento	 	120.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	2 Sollevamento		125.0&lt;br /&gt;
1924	35	Parigi	3 Sollevamento	 	125.0&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>TONI LUCA</title>
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		<updated>2016-05-23T08:31:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Nato a Pavullo nel Frignano il 26 maggio 1977 Sport : calcio Luca toni, calciatore italiano, inizia la sua carriera  nel 1990 nelle officine meccaniche Frignanesi (squadra dil...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Pavullo nel Frignano il 26 maggio 1977&lt;br /&gt;
Sport : calcio&lt;br /&gt;
Luca toni, calciatore italiano, inizia la sua carriera  nel 1990 nelle officine meccaniche Frignanesi (squadra dilettantistica delle sue zone di origine) nel 1991 approda nelle giovanili del Modena  dove prosegue la sua scalata sino ad arrivare in prima squadra (serie C1 1994-1995) dove in due anni colleziona 32 presenze e 7 reti. Nel 1996 viene ceduto  all’Empoli in serie B dove colleziona solo tre presenze e 0 gol e nella stagione successiva torna in C1 alla Fiorenzuola (26 presenze-2 gol). Nella stagione 1998-1999 Luca Toni gioca per la Lodigiani(serie C1) con ottimi risultati infatti realizza 15 reti in 35 presenze attirando su di sé diverse squadre che militano nel campionato di serie B come il Treviso per cui gioca nella stagione 1999-2000 siglando 15 reti in 35 presenze. Dopo l’ottima stagione viene acquistato dal Vicenza con cui il 1 ottobre 2000 esordisce in serie a conclude la stagione con 31 presenze e 9reti. La stagione successiva approda al Brescia per 30 miliardi di lire (l’acquisto più costoso della storia del Brescia)Toni trascorre 2 anni nelle file  dei lombardi, conclude la prima stagione con 13 reti,delude invece nella seconda(2002-2003) dove realizza solo due reti  a causa soprattutto di un lungo infortunio.                                                                                                              Nel 2003 viene acquistato dal Palermo in serie B e chiude la stagione 2003-2004 da capocannoniere del campionato di serie B realizzando 30 reti contribuendo così alla risalita dei rosanero in serie A. Nel 2004-2005 proprio nella massima serie, con la maglia del Palermo, realizza ben 20 reti in 35 gare,le sue ottime prestazioni gli permettono di entrare nel giro della nazionale. Nell’estate del 2005 si trasferisce alla Fiorentina dove nella stagione 2005-2006 realizza 31 reti diventando così il primo italiano a vincere la scarpa d’oro(premio assegnato al calciatore che ottiene il miglior punteggio calcolato, moltiplicando il numero di reti per il coefficiente di difficoltà del campionato).Nell’estate del 2006 conquista il campionato del mondo di calcio con la nazionale italiana in Germania contribuendo con due reti. Nel 2006-2007 sempre con la Fiorentina conclude con 16 reti una stagione condizionata da una infiammazione al metatarso che lo costringe a saltare diverse partite. Nel giugno del 2007 viene acquistato per 11 milioni di euro dal Bayer Monaco nella prima stagione tedesca  diventa capocannoniere della Coppa Uefa(10 reti) e della Bundesliga con 24 reti fondamentali per la conquista del titolo della squadra bavarese, in questa stagione il Bayer Monaco si aggiudica anche la coppa di Germania. Nell’estate del 2008 partecipa all’europeo in Austria-Svizzera con la nazionale italiana dove non riesce ad esprimersi ad alti livelli . Nella stagione successiva(2008-2009)si riconferma con 14 reti in 25 presenze,Toni diventa uno dei beniamini dei tifosi del Bayer Monaco, a lui viene dedicata anche una canzone intitolata “numero uno”. Nell’estate 2009 fa parte della rosa dei 23 convocati per la Confederations Cup in Sudafrica. Nella terza stagione bavarese Toni a causa di un infortunio è costretto a saltare tutto il precampionato disputando cosi solo gare con la seconda squadra,a Dicembre 2009 così passa in prestito alla Roma collezionando 15 presenze e 5 gol.                                                                        Risolto il contratto con il Bayer Monaco Toni si trasferisce al Genoa il 6 luglio 2010 dove resta fino al                                 gennaio 2011 collezionando solo 3 reti e 16 presenze . Si trasferisce alla Juventus  fino al gennaio 2012 senza lasciare traccia 14 presenze e due sole reti. A gennaio 2012 approda al Nasr di Dubai da gennaio a maggio colleziona 14 presenze e 7 reti. Il 31 agosto 2012,ultimo giorno di mercato, Toni torna clamorosamente alla Fiorentina riprendendo anche il suo vecchio numero di maglia il 30,conclude la stagione con 8 reti in 27 presenze. Concluso il contratto con la Fiorentina nell’estate 2013 firma un contratto con l’Hellas Verona.&lt;br /&gt;
stagione	squadra	campionato	presenze	reti&lt;br /&gt;
1994-1995	Modena	Serie C1	9	3&lt;br /&gt;
1995-1996	Modena	Serie C1	25	5&lt;br /&gt;
1996-1997	Empoli	Serie B	3	1&lt;br /&gt;
1997-1998	Fiorenzuola	Serie C1	26	2&lt;br /&gt;
1998-1999	Lodigiani	Serie C1	31	15&lt;br /&gt;
1999-2000	Treviso	Serie B	35	15&lt;br /&gt;
2000-2001	Vicenza	Serie A	31	9&lt;br /&gt;
2001-2002	Brescia	Serie A	28	13&lt;br /&gt;
2002-2003	Brescia	Serie A	16 	2&lt;br /&gt;
2003-2004	Palermo	Serie B	45	30&lt;br /&gt;
2004-2005	Palermo	Serie A	35	20&lt;br /&gt;
2005-2006	Fiorentina	Serie A	38	31&lt;br /&gt;
2006-2007	Fiorentina	Serie A	29	16&lt;br /&gt;
2007-2008	Bayer Monaco	Bundesliga 	31	24&lt;br /&gt;
2008-2009	Bayer Monaco	Bundesliga	25	14&lt;br /&gt;
2009-gen  2010	Bayer Monaco	Bundesliga	4	0&lt;br /&gt;
gen.-giu.   2010	Roma	Serie A	15	5&lt;br /&gt;
2010-gen. 2011	Genoa	Serie A	16	3&lt;br /&gt;
Gen-giu.   2011	Juventus	Serie A	14	2&lt;br /&gt;
2011-gen. 2012	Juventus	Serie A	0	0&lt;br /&gt;
Gen.-giu  .2012	Al-Nasr	Uae pro-legue	14	3&lt;br /&gt;
2012-2013	Fiorentina	Serie A	27	8&lt;br /&gt;
2013-2014	Hellas Verona	Seria A		&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nazionale&lt;br /&gt;
Toni esordisce in nazionale il 18 agosto 2004 nella partita Islanda-Italia convocato dall’allora ct Marcello Lippi la sua prima rete in ‘’azzurro’’risale al 4 settembre 2004 a Palermo nella partita contro la Norvegia. Con la maglia della nazionale parteciperà al mondiale del 2006 in Germania, europeo del 2008 Austria -Svizzera e alla Confederations Cup del 2009 in Sudafrica. In totale siglerà con la maglia della nazionale 47 presenze e 16 reti. &lt;br /&gt;
NAZIONALE	Presenze	reti&lt;br /&gt;
	47	16&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiale 2006 &lt;br /&gt;
Nel maggio 2006 Luca Toni viene convocato per il mondiale in Germania, indossa la maglia numero 9.Nella partita del 30 giugno contro l’Ucraina Toni realizza una doppietta fondamentale per la qualificazione della nazionale italiana alla semifinale giocata poi contro la Germania. Il 9 luglio 2006 diventa campione del mondo all’Olympiastadion di Berlino nella finale contro la  Francia                                       terminata 6-4 ai calci di rigore. A fine mondiale viene inserito nella lista All star dei migliori 23 giocatori del mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 PALMARES&lt;br /&gt;
Club	Nazionale	Individuale&lt;br /&gt;
Campionato di serie B&lt;br /&gt;
2003-2004 (Palermo)	Campionato del mondo  &lt;br /&gt;
               2006	Capocannoniere della serie B&lt;br /&gt;
  2003-2004 (30 gol)&lt;br /&gt;
Campionato tedesco&lt;br /&gt;
2007-2008 (Bayer Monaco)		Capocannoniere della serie A&lt;br /&gt;
2005-2006 (31 gol)&lt;br /&gt;
Coppa di Germania&lt;br /&gt;
2007-2008 (Bayer Monaco)		Scarpa d’oro&lt;br /&gt;
2006&lt;br /&gt;
Coppa di lega tedesca&lt;br /&gt;
2007          (Bayer Monaco)		Capocannoniere della Bundesliga&lt;br /&gt;
2007-2008 (24 gol)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=LIONEL_MESSI&amp;diff=75</id>
		<title>LIONEL MESSI</title>
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		<updated>2016-05-23T08:29:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;LIONEL_MESSI (Rosario, 24 Giugno 1987 – vivente)  Lionel Andrés Messi nasce il 24 giugno 1987 a Rosario, nello stato argentino di Santa Fè. Alto 169 centimetri per poco pi...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;LIONEL_MESSI (Rosario, 24 Giugno 1987 – vivente)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lionel Andrés Messi nasce il 24 giugno 1987 a Rosario, nello stato argentino di Santa Fè. Alto 169 centimetri per poco più di 65 Kg, e con il baricentro del corpo più basso rispetto ai fisici imponenti del calciatore medio, Messi ha incredibili capacità nel controllo della palla e nell'accelerazione. Mancino, esegue cambi di direzione e dribbling a grande velocità, fornendo per lo più assist per i compagni di squadra e finalizzando le sue azioni calciando verso la porta avversaria. In campo può essere impiegato su entrambe le fasce del campo cercando spesso l'azione solitaria in contropiede; ma riesce a dare il meglio di sè nel ruolo di “falso centravanti”, una seconda punta, una posizione più centrale che gli permette di effettuare fraseggi più frequenti con i centrocampisti e trovare più agevolmente inserimenti vincenti in area di rigore; è anche in grado di interpretare e sfruttare i &amp;quot;tagli&amp;quot; nella difesa avversaria, trovando facilmente la via del gol. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CALCIO : I PRIMI ANNI&lt;br /&gt;
A soli cinque anni inizia a tirare i primi calci alla palla. La “Pulga”, la Pulce, è il suo soprannome. Ha la statura e il corpo di un bambimo. Proprio da bambino, infatti, Lionel smette di crescere: l’ormone della crescita era inibito e Messi era affetto da una rara forma di nanismo.  La sua prima squadra è quella del Grandoli, piccola scuola di calcio della sua città rivolta ai fanciulli. Ad allenare i ragazzi è Jorge Messi, impiegato metalmeccanico e padre del futuro campione. All'età di sette anni Lionel Messi indossa la maglia dei &amp;quot;Newell's Old Boys&amp;quot; e gioca nelle categorie giovanili. Agli occhi degli appassionati di calcio che seguivano il ragazzino nei campetti di Rosario, già era chiaro il talento del giovane. Il talento era talmente cristallino che le giovanili del blasonato club River Plate lo vollero. A causa di un ritardo nello sviluppo osseo del ragazzo, il passaggio sfuma. Viene consigliato alla famiglia un trattamento medico molto costoso: si parla di 900 dollari mensili. Jorge Messi chiede aiuto ai Newell's Old Boys e al River Plate senza ottenere soluzioni adeguate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ASCESA : APPRODO AL BARCELLONA – DEBUTTO IN NAZIONALE&lt;br /&gt;
Il padre crede fortemente nel possibile futuro da campione di Lionel: chiede così soccorso ad alcune fondazioni. A raccogliere l'appello è la fondazione Acindar. A causa dei problemi economici che coinvolgono la famiglia, il padre decide di emigrare in Spagna trasferendosi a Lerida, città catalana sita nei pressi di Barcellona. Nel settembre del 2000 Leo Messi effettua il primo provino con la prestigiosa società del Barcellona. E' il direttore sportivo Carles Rexach, allenatore delle giovanili, ad osservarlo: rimane impressionato dalla tecnica e dai cinque gol realizzati dal ragazzo. L’argentino firma immediatamente con la società catalana, stipulando un contratto su un fazzoletto di carta. Da quel momento il club catalano si farà carico anche delle spese mediche per il trattamento che Lionel Messi necessita. Il passaggio e l'ascesa nelle varie categorie del Barcellona è velocissimo: Messi arriva a siglare l'impressionante numero di 37 gol in 30 partite, e non è raro che in campo regali spettacolari magie. Arriva così il debutto con la nazionale Argentina under 20; la partita è un'amichevole contro i giovani ragazzi del Paraguay. Leo Messi segna 2 goal. E' il 16 ottobre 2004 quando debutta nella Liga spagnola con la prima squadra del Barcellona nel derby contro l'Espanyol. Nel mese di maggio del 2005 Messi, a 17 anni, è il giocatore più giovane nella storia del club catalano a realizzare un goal nel campionato spagnolo. Poche settimane più tardi inizia in Olanda il campionato del mondo under 20: Messi è protagonista con l'Argentina. Segna 6 goal in 7 partite e porta la sua nazionale al trionfo finale. &lt;br /&gt;
Ottiene inoltre il titolo di Miglior giocatore del torneo (&amp;quot;Adidas Gold Ball&amp;quot;) e quello di Capocannoniere (&amp;quot;Adidas Golden Shoe&amp;quot;). Non è felice invece il suo debutto con la nazionale maggiore contro l'Ungheria, a Budapest: Messi viene espulso dall'arbitro dopo un solo minuto di gioco. All'inizio della successiva stagione clacistica spagnola, il Barcelona rinnova il contratto con il giovane talento, assicurandoselo fino al 2014. La clausola rescissoria è milionaria: il club che vorrà acquistare dai catalani il campione argentino, dovrà sborsare l'astronomica cifra di 150 milioni di euro. 169 centimetri per 67 chilogrammi, seconda punta, mancino, Messi è dotato di una grande accelerazione. Sia nel Barca che in nazionale viene impiegato come ala destra. Strepitoso nell'uno contro, non è raro che arrivi vicino alla porta avversaria. In Spagna gioca e convive efficacemente con altri grandi campioni, quali Ronaldinho e Samuel Eto'o. Tra i suoi successi vi sono due vittorie della Liga (2005 e 2006), una Supercoppa Spagnola (2005) e una Champions League (2006). Purtroppo Messi ha saltato la finale di Champions contro l'Arsenal, a causa di un infortunio rimediato contro il Chelsea. &amp;quot;El Pulga&amp;quot; (la pulce), così soprannominato per via della sua ridotta statura fisica, è stata una delle attesissime stelle ai Mondiali di calcio di Germania 2006: l'Argentina terminerà il mondiale ai quarti di finale, eliminata ai rigori dalla squadra di casa; l'allenatore Pekerman ha utilizzato Messi solo per 15 minuti durante il girone iniziale: la giovane stella nel poco tempo disponibile ha comunque segnato un gol e fornito un assist per un'altra rete. Diego Armando Maradona, parlando di Lionel Messi ed elogiando il suo talento, è arrivato a definirlo come proprio erede. Nel 2008 partecipa con la nazionale argentina alle Olimpiadi di Pechino dove gioca da protagonista conquistando un prezioso oro olimpico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CONSACRAZIONE&lt;br /&gt;
 Il 27 maggio del 2009 porta il Barcellona a laurearsi campione d'Europa vincendo la finale di Champions League (giocata allo stadio Olimpico di Roma) contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo: con un colpo di testa, Messi è l'autore del gol del 2-0, rete che permette all'argentino di conquistare anche il titolo di capocannoniere della competizione (9 goal totali). All'inizio del mese di dicembre del 2009 gli viene assegnato il Pallone d'Oro; la misura del merito appare cristallina nella classifica del premio: Messi superato di ben 240 punti il secondo classificato, il portoghese Cristiano Ronaldo, il quale era stato insignito dello stesso premio l'anno precedente. L'annata si conclude in modo perfetto, tanto che meglio di così era veramente impossibile: Messi sigla infatti il gol (al 5° minuto del secondo tempo supplementare, 2-1 contro gli argentini dell'Estudiantes) che consegna al Barcellona - per la prima volta nella sua storia - il Mondiale per Club. Ma non è finita, perché a lui va anche il premio Fifa World Player, assegnato dai commissari tecnici e dai capitani delle nazionali. Nel 2010 ai mondiali di calcio sudafricani è protagonista nell'Argentina guidata da Maradona. All'inizio del 2011 viene premiato a sorpresa con il Pallone d'Oro, il secondo della sua carriera, classificandosi prima degli spagnoli Iniesta e Xavi, entrambe suoi compagni di squadra nel Barcellona. A coronare la lunga serie di momenti positivi, alla fine del mese di maggio 2011, arriva la vittoria con il Barcellona della Champions League. All'inizio di gennaio del 2012 arriva poi il terzo Pallone d'oro consecutivo; prima di lui era un record appartenente solo al francese Michel Platini, che nell'occasione è stata proprio la persona a consegnarlo all'argentino. Frantuma ogni primato quando un anno dopo, nel 2013, viene nuovamente insignito di tale premio, il quarto Pallone d'oro: mai nessuno come lui.                                                                  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La storia di Lionel Messi è come la leggenda del calabrone. Si dice che il calabrone non potrebbe volare perché il peso del suo corpo è sproporzionato alla portanza delle sue ali. Ma il calabrone non lo sa e vola. Messi con quel suo corpicino, con quei suoi piedi piccoli, quelle gambette, il piccolo busto, tutti i suoi problemi di crescita, non potrebbe giocare nel calcio moderno tutto muscoli, massa e potenza. Solo che Messi non lo sa, ed è per questo che è il più grande di tutti.&lt;br /&gt;
« Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi. Ad oggi è il mio unico degno erede! »&lt;br /&gt;
(Diego Armando Maradona)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Palmarès&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Club (Competizioni Nazionali)&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
Club (Competizioni Internazionali)	&lt;br /&gt;
Nazionale	&lt;br /&gt;
Individuale&lt;br /&gt;
Campionato spagnolo: 6&lt;br /&gt;
Barcellona: 2004-2005, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2012-2013	Champions League: 3&lt;br /&gt;
Barcellona: 2005-2006, 2008-2009, 2010-2011	Campionato del mondo&lt;br /&gt;
 Under-20: 1&lt;br /&gt;
(Paesi Bassi 2005)&lt;br /&gt;
Argentina	Pallone d’oro FIFA:4&lt;br /&gt;
2009, 2010, 2011,2012&lt;br /&gt;
Supercoppa di Spagna: 6&lt;br /&gt;
Barcellona: 2005, 2006, 2009, 2010, 2011, 2013	Supercoppa UEFA: 2&lt;br /&gt;
Barcellona: 2009, 2011	Oro olimpico: 1&lt;br /&gt;
(Pechino 2008)&lt;br /&gt;
Argentina	FIFA World Player:1 &lt;br /&gt;
2009&lt;br /&gt;
Coppa di Spagna: 2&lt;br /&gt;
Barcellona: 2008-2009, 2011-2012	Coppa del mondo per club: 2&lt;br /&gt;
Barcellona: 2009, 2011		Scarpa d’oro:3&lt;br /&gt;
2009-2010, 2011-2012, 2012-2013&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
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		<title>KLOSE MIROSLAV</title>
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		<updated>2016-05-23T08:27:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot; Attaccante, nato a Opole in Polonia il 9 giugno 1978, è un calciatore polacco naturalizzato tedesco. Il suo nome originario è Mirosław Marian Kloze. E' alto m 1,82 e pesa...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Attaccante, nato a Opole in Polonia il 9 giugno 1978, è un calciatore polacco naturalizzato tedesco. Il suo nome originario è Mirosław Marian Kloze. E' alto m 1,82 e pesa kg 74.&lt;br /&gt;
Il padre Josef Klose è stato calciatore professionista che ha giocato anche in Prima Divisione francese mentre la madre è stata per diversi anni portiere della Nazionale polacca di pallamano. Inizia nelle giovanili tedesche con la maglia dell'Homburg. Trasferitosi al Kaiserslautern, esordisce in Bundesliga dopo un ottimo periodo nella squadra riserve. Titolare nel Kaiserslautern, alla fine della sua prima stagione nella massima serie è convocato in Nazionale, con la quale esordisce nel 2001 contro l'Albania. Dopo altre due stagioni al Kaiserslautern, nel 2004 viene ceduto al Werder Brema. Nel suo primo campionato si classifica quinto nella classifica dei cannonieri. L'anno seguente, ottiene il secondo posto col Werder e il titolo di capocannoniere con 25 reti, nonché la Coppa di Lega tedesca. Con la selezione tedesca partecipa al campionato del mondo 2002, raggiungendo la finale. Nel torneo mette a segno 5 reti, che gli valgono il secondo posto nella classifica cannonieri dopo il brasiliano Ronaldo. Nel 2007 il Werder Brema lo cede al Bayern Monaco per 15 milioni di euro e la firma di un contratto quadriennale. Klose contribuisce, con 10 reti, alla vittoria della Bundesliga e della Coppa di Germania 2007/08. Nella stagione successiva Klose realizza 10 reti, ma la sua squadra resta all'asciutto di titoli. Si laurea campione di Germania per la seconda volta nel 2010. Segna una doppietta contro l'Argentina eguagliando, con 14 reti in una fase finale del campionato del mondo, il connazionale Gerd Müller.&lt;br /&gt;
Svincolatosi nel giugno 2011 dal Bayern Monaco, a causa di un litigio avuto con l’allenatore Van Gaal, scaturito dal fatto che quest’ultimo ritenendo che Miroslav non avesse le caratteristiche tecniche richieste, passa alla Lazio con un contratto biennale da 1,5 milioni a stagione. Nel suo primo anno alla Lazio colleziona 27 presenze e 12 reti in serie A, tra cui un gol molto significativo per la squadra e la tifoseria biancoceleste, ovvero quello fatto nel derby d’andata Lazio-Roma al 92esimo. Il 5 maggio 2013 realizza ben 5 reti nella gara contro il Bologna (6-0) ottenendo il record assoluto per un calciatore bianco-azzurro di marcature in una partita. Sempre nella stagione 2012/13 vinse la finale di Coppa Italia con la Roma. &lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/13 gioca 29 partite e segna 15 reti in Campionato nonostante un infortunio che lo ha tenuto fuori squadra per diverso tempo.&lt;br /&gt;
Nella stessa stagione vinse il premio fair play per la partita Napoli Lazio nella quale ammise di aver segnato un gol di mano.&lt;br /&gt;
Palmares:&lt;br /&gt;
Club	Werder Brema	Bayern Monaco	S.S. Lazio&lt;br /&gt;
Coppa di Lega tedesca	2006	2007	&lt;br /&gt;
Campionato tedesco&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Coppa di Germania		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Supercoppa di Germania		2010	&lt;br /&gt;
Coppa Italia			2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Individuali	2002	2005/06	2006&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		25 gol	&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			5 gol&lt;br /&gt;
Scarpa d’oro&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			1&lt;br /&gt;
All-Star Team&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)	1		1&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
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		<title>EVANS CADEL.</title>
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		<updated>2016-05-23T08:25:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;Evans, Cadel.  Dopo diversi anni di carriera come biker (e due coppe del mondo di mountain bike, 1998-99), nel 2001 è passato al ciclismo su strada; i primi riconoscimenti so...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Evans, Cadel.  Dopo diversi anni di carriera come biker (e due coppe del mondo di mountain bike, 1998-99), nel 2001 è passato al ciclismo su strada; i primi riconoscimenti sono arrivati un anno più tardi in occasione del Giro d’Italia (ha conquistato la maglia rosa nella tappa di Corvara in Badia). Fra il 2003 e il 2004 ha subito una serie di fratture che gli hanno impedito di partecipare al Tour de France e ai Giochi Olimpici di Atene, ma nel 2006 ha vinto il Tour de Romandie . Dopo aver conquistato la seconda posizione nel Tour de France 2007 e in quello del 2008, nel 2011 ha vinto la maglia gialla e nel 2013 ha ottenuto il terzo posto al Giro d'Italia.  &lt;br /&gt;
Curriculum professionale&lt;br /&gt;
st Tour de France 2011&lt;br /&gt;
1st Tour de Romandie 2006, 2011&lt;br /&gt;
1st Tirreno–Adriatico 2011&lt;br /&gt;
1st Giro del Trentino 2014&lt;br /&gt;
1st Critérium International 2012&lt;br /&gt;
1st Settimana Coppi e Bartali 2008&lt;br /&gt;
1st World Road Race Championships 2009&lt;br /&gt;
1st La Flèche Wallonne 2010&lt;br /&gt;
1st points classification, Giro d'Italia 2010&lt;br /&gt;
UCI ProTour 2007.&lt;br /&gt;
                                         IL RITRATTO.&lt;br /&gt;
La scuola australiana è costantemente in crescita: d’altronde, questo paese, al pari solo della Gran Bretagna, ha colto prima degli altri da un lato l’importanza dell’integrazione tra strada  pista cross country ed altre discipline del ciclismo,insomma la cultura della multidisciplina sportiva .Non solo, essa ci insegna come tanti campioni che da lei provengono hanno una mentalita ’non legata al risultato subito ed a tutti i costi.Molti giovani Australiani e Cadel ne e’ un esempio; arrivano al successo a tarda eta, formandosi prima come uomini e poi come atleti, non  tralasciando mai gli aspetti legati alla fase di crescita giovanile nello sport,cercando sempre e costantemente i giusti equilibri tra famiglia allenamento e vita sociale.Proprio per questo,questa mentalita’ ha portato gli Australiani ad un salto di qualita’ notevole ne ciclismo e non solo.L’importanza che danno al bambino che approccia allo sport e’ veramente qualcosa di fantastico,sanno benissimo come i agazzi si divertono nel fare sport e non gli pongono mai obbiettivi a breve termine,ma fanno fare loro un percorso propedeudico di formazione,che parte appunto da un concetto educativo di base per poi passare senza fretta alla fase agonistica dello sport,sbagliando raramenti i tempi per la loro formazione di uomini ed atleti.  L’utilizzo di una serie di metodologie di allenamento estremamente scientifiche, precise, dettagliate, con le quali nulla è lasciato al caso viene poi seguito con impegno certosino dai ragazzi e ragazze,i quali apprendono i concetti con estrema facilita’ perche’ gia’ formati da questa scuola non solo di sport ma anche di vita.&lt;br /&gt;
Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Evans nel centro di ricerche sportive di Milano e posso confermare le sue qualita’ di uomo,di padre e soprattutto di campione. Schivo, umile, trasparente,con un alto senso di umanita’ tanto da lottare fino all’inverosimile per l’adozione di un bambino Etiope. Coerente,rispettoso e fiducioso del proprio maestro di ciclismo…l’ Italianissimo (Aldo Sassi),fino al punto di seguirlo ciecamente nel progetto di vittoria del Tour de France. Consapevole umile e per niente affranto quando trentacinquenne annucio’ il ritiro dalle corse.Questo sta’ a significare il grado di maturazione umana e sportiva di Cadel Evans..un piccolo grande uomo.&lt;br /&gt;
« Io, per principio, non mi ritiro. Io, sulla bici, piuttosto ci muoio. Non è proprio così, è solo un modo di dire, ma è la passione della mia vita. Se parto, voglio sempre arrivare. Meglio primo. Ma piuttosto ultimo. »&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
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		<title>Beckham david</title>
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		<updated>2016-05-23T08:19:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente16: Creata pagina con &amp;quot;David Robert Joseph Beckham è nato a Londra il 2 Maggio 1975. Alto 1,85 metri per 75 Kg di peso forma. Il padre era un tifoso appassionato del Manchester United e molto spess...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;David Robert Joseph Beckham è nato a Londra il 2 Maggio 1975. Alto 1,85 metri per 75 Kg di peso forma. Il padre era un tifoso appassionato del Manchester United e molto spesso andavano all’Old Trafford per seguire le partite casalinghe della loro squadra. Questa passione è stata trasmessa anche a David, tanto da fargli sognare e successivamente realizzare il sogno di giocarci per gran parte della carriera. Nel 1991 a solo 16 anni, ha firmato un contratto come Youth Training Scheme col Manchester United. Sempre a 16 anni ha lasciato gli studi per dedicarsi completamente al calcio. Vince la FA Youth Cup nel 1992, segnando un goal nella finale di ritorno contro il Crystal Palace. Inoltre, fa l’esordio in prima squadra in occasione della League Cup. Il 7 dicembre 1994 esordisce in Champions League, contro il Galatasaray, segnando anche la seconda rete. L’anno successivo viene ceduto in prestito al Preston North End, squadra di terza divisione, dove ha giocato molto positivamente, segnando 2 gol in 5 partite, uno su punizione e l’altro direttamente da calcio d’angolo. L’esordio in Premier League avviene il 2 aprile 1995, a 19 anni, contro il Leeds, con la maglia del Manchester United. La stagione 1996-1997 è l’anno della sua consacrazione, vince la Premier League, e diventa un perno fondamentale della squadra. A Beckham viene assegnata la maglia numero 10, che tiene solo un anno perché, dopo il ritiro di Cantona, sceglie la n° 7. Nel 1999 raggiunge l’apice con il Manchester United: conquista in sequenza campionato, la FA Cup e la Champions League, nella cui finale Beckham è stato autore dei due calci d’angolo dai quali sono poi scaturiti i gol di Sheringham e Solskjær, in una delle partite più rocambolesche della storia contro il Bayern Monaco nei minuti di recupero. Con i Red Devils, Beckham gioca per 12 anni vincendo 6 campionati, 2 Coppe d’Inghilterra, 2 Charity Shield, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Lo score del giocatore recita:&lt;br /&gt;
265 match in Premier League con 62 gol e in totale 394 partite in cui ha realizzato 85 gol.&lt;br /&gt;
Nel 2003 Beckham firma per il Real Madrid un contratto quadriennale da 6 milioni di euro. Il club spagnolo lo paga 35 milioni di euro. La prima stagione è da considerarsi fallimentare, dato il quarto posto in campionato, l’eliminazione ai quarti di Champions League con il Monaco e la sconfitta in Coppa del Re contro il Real Saragozza. Nella prima stagione vince la Supercoppa spagnola. Beckham disputa più di 40 partite segnando 7 gol, diventando immediatamente un beniamino dei tifosi. Nel 2004-2005 e nel 2005-2006 il Real Madrid conclude il campionato al secondo posto dietro il Barcellona, con Beckham che è risultato il miglior assist-man della Liga nel 2006. Nella stagione 2006-2007 il Real Madrid di Fabio Capello impiega Beckham solo ad inizio stagione, ma successivamente deve far spazio a Reyes come ala destra. Il 17 ottobre 2006, in occasione della partita di Champions League contro la Steaua Bucarest vinta dal Real Madrid per 4-1, raggiunge quota 100 presenze nella massima competizione europea per club, terzo di sempre in quel periodo e primo tra gli inglesi. Nel 2007 Beckham ha annunciato di aver firmato un contratto quinquennale per il Los Angeles Galaxy. Nelle 4 stagioni al Real Madrid Beckham ha disputato:&lt;br /&gt;
159 partite e realizzato 20 gol (principalmente su punizione) oltre che molti assist, vincendo una Liga (2006-2007) e una Supercoppa spagnola (2003).&lt;br /&gt;
Il contratto con il Galaxy è da 5,5 milioni di dollari annui. Gioca con la maglia 23 in omaggio al suo idolo del basket Michael Jordan. La società ha anche annunciato che la vendita della sua maglia aveva toccato già quota 250.000 pezzi prima della presentazione. Il 21 luglio 2007 ha debutta con la sua nuova squadra, entrando in campo al 78º minuto dell’amichevole disputata dal Galaxy contro il Chelsea. Due settimane dopo, il 9 agosto 2007, è arrivato l’esordio in una gara ufficiale, nella partita contro il D.C. United. Il 18 settembre 2008 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio inglese. Ad ottobre dello stesso anno sono iniziate a circolare con insistenza voci sulla possibilità che Beckham si allenasse con il Milan per non perdere la condizione atletica, a causa della conclusione del campionato statunitense di calcio, e la conseguente possibilità di essere convocato in Nazionale. A gennaio del 2009 va in prestito al Milan fino all’inizio della stagione 2009 della MLS. Le buone prestazioni del giocatore fanno si che il Milan insista per tenerlo fino alla fine della stagione 2008-2009. A fine stagione Beckham, con il Milan, ha totalizzato 20 presenze (18 in Serie A e 2 in Coppa UEFA) con 2 reti, entrambe realizzate in campionato. Nel luglio del 2009 Beckham torna al Los Angeles Galaxy: 11 partite e 2 gol nell’ultima parte della Major League Soccer. Il piazzamento finale al primo posto della Western Conference è valso l’accesso ai play-off per la prima volta dall’arrivo di Beckham a Los Angeles. Il Galaxy è poi stato battuto in finale dal Real Salt Lake ai calci di rigore. Nel gennaio 2010 ritorna al Milan per 6 mesi, fino alla fine della stagione 2009-2010. Nella sua seconda avventura in rossonero riporta la rottura del tendine d’Achille della gamba sinistra, infortunio che lo ha costretto a chiudere anticipatamente la stagione con i rossoneri e gli ha precluso la possibile convocazione ai Mondiali 2010. Beckham vince per la prima volta la Major League Soccer 2011. Nel gennaio del 2012 Beckham firma un nuovo contratto con il Los Angeles Galaxy per altri 2 anni. Nella stagione 2012 disputa 24 partite nella regular season della MLS segnando 7 gol, record personale nel campionato nordamericano. A novembre del 2012, giorno seguente alla qualificazione del Galaxy per la finale dei play-off, Beckham dichiara che quella per lui sarebbe stata l’ultima partita con la squadra statunitense. Il calciatore inglese conclude la sua esperienza di Los Angeles vincendo il proprio secondo titolo MLS. In totale nei 5 anni trascorsi con il Los Angeles Galaxy Beckham ha disputato 125 partite e segnato 20 gol. Il 31 gennaio 2013 firma un contratto di 5 mesi con il Paris Saint-Germain, dove conclude la carriera. Pochi giorni dopo la vittoria della Ligue 1, il 16 maggio 2013, ha annunciato, a 38 anni, il suo ritiro dal calcio giocato al termine della stagione 2012-2013. Nella sua ultima partita, contro il Brest, viene schierato come titolare indossando la fascia di capitano. Beckham conclude così la sua carriera dopo 20 anni di in cui ha accumulato 844 presenze e 146 gol totali tra club e Nazionale maggiore.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente16</name></author>
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