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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ballestreros_Severiano&amp;diff=295</id>
		<title>Ballestreros Severiano</title>
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		<updated>2016-05-23T10:22:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;''Severiano Ballesteros Sota'' soprannominato &amp;quot;Seve&amp;quot;, è nato a Marina de Cudeyo il 9 aprile 1957; fu un golfista e architetto spagnolo che, durante la carriera sportiva, ragg...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Severiano Ballesteros Sota'' soprannominato &amp;quot;Seve&amp;quot;, è nato a Marina de Cudeyo il 9 aprile 1957; fu un golfista e architetto spagnolo che, durante la carriera sportiva, raggiunse il primo posto della classifica mondiale. Fu anche una figura di riferimento per il suo sport a cavallo di tre decenni.&lt;br /&gt;
Si mise in mostra nel circuito internazionale nel 1976, quando a 19 anni ottenne il secondo posto al British Open( tra le più importanti competizioni al mondo, nonché il più antico tra i quattro tornei Major esistenti). Discendente di una famiglia di golfisti di talento, Ballesteros vinse cinque volte uno dei tornei Majors tra il 1979 e il 1988, tra cui due volte il Masters. Conseguì notevoli successi anche nella Ryder Cup (è un torneo di golf che si svolge ogni due anni, fra una selezione di giocatori statunitensi ed una di giocatori europei), aiutando la squadra europea a conquistare la vittoria per 5 volte, sia come giocatore che come capitano.&lt;br /&gt;
Durante gli anni novanta Ballesteros non ebbe uno stato di forma accettabile a causa di ripetuti problemi fisici (problema principale la schiena); ma nonostante ciò, continuò ad essere attivo nell'ambiente del golf creando il “Seve Trophy” (ovvero il “Trofeo Seve”) e intraprendendo l'attività di progettista di percorsi. Si ritirò dalle competizioni nel 2007.&lt;br /&gt;
Nato a Pedreña(località balneare di Marina de Cudeyo in Cantabria), un piccolo villaggio situato a sud della baia di Santander, che è probabilmente l'angolo di campo più tradizionale dell’Europa continentale. Imparò a giocare sulle spiagge vicino a casa, usando soprattutto una mazza ferro-3 che gli era stata data da uno dei suoi fratelli. Suo zio Ramón Sota era stato a sua volta un giocatore professionista, quattro volte campione di Spagna e 6º posto ai Masters del 1965. Il fratello maggiore Manuel era stato tra i primi 100 giocatori dell'European Tour consecutivamente dal 1972 al 1983 e più tardi diventò il suo allenatore. Anche gli altri due fratelli Vicente e Baldomero e il nipote Raúl sono stati golfisti professionisti. &lt;br /&gt;
Ballesteros passò al professionismo nel marzo 1974 all'età di soli 16 anni. Nel suo primo torneo professionale, il campionato di Spagna a San Cugat, si è classificato ventesimo; fu molto arrabbiato nella postazione che arrivò, perché il suo obiettivo era quello di vincere. Poco dopo ha vinto il suo primo titolo nel Campionato di Spagna Sub-25 in Pedreña, arrivò secondo la settimana successiva presso l'Open de Santander. A livello internazionale, un quinto posto in un torneo italiano è stato il suo miglior risultato. Durante i suoi primi anni in competizione all'estero ha avuto il prezioso aiuto del suo amico, il dottor Cesar Campuzano.&lt;br /&gt;
Nel 1976 esplose sulla scena internazionale piazzandosi al secondo posto nel British Open giocato al Royal Birkdale Golf Club. Dopo il terzo giro Ballesteros conduceva con due colpi di vantaggio, ma un ultimo giro chiuso a 74 lo fece finire secondo pari merito con Jack Nicklaus, a sei colpi di distacco dal vincitore Johnny Miller. In quell'anno vinse l'European Tour Order of Merit, titolo che vincerà nel corso della carriera per sei volte complessivamente. L'averlo ottenuto anche per i due anni successivi rappresentò un record per l'epoca, record che venne poi battuto da Colin Montgomerie.&lt;br /&gt;
Alla fine del 1988 diventò numero 1 della classifica dell'Official World Golf Rankings(è un sistema per valutare il livello delle prestazioni dei golfisti professionisti); la classifica è compilata solo a partire dal 1986, ma Ballesteros figurò in precedenza al primo posto anche della McCormack's World Golf Rankings, pubblicata sugli annuali &amp;quot;World Of Professional Golf&amp;quot; di Mark McCormack (classifica da cui poi è stata sviluppata quella ufficiale) dal 1983 al 1985. Complessivamente guidò il ranking del golf mondiale per 61 settimane tra il 1986 e il 1989.&lt;br /&gt;
Ballesteros conquistò cinque vittorie nei quattro tornei più importanti del circuito: nel 1980 e nel 1983 il Masters e nel 1979, 1984 e 1988 il British Open. La sua vittoria del 1980 al Masters fu la prima di un giocatore europeo, e all'epoca fu il giocatore più giovane a conquistarla, all'età di 23 anni (il record è stato battuto da Tiger Woods nel 1997).&lt;br /&gt;
Anche nel caso del British Open fu il più giovane vincitore del XX secolo, risultando inoltre il primo giocatore proveniente dall'Europa continentale a vincerlo dopo il francese Arnaud Massy, il quale trionfò nel 1907.&lt;br /&gt;
Fu un campione anche con la formula del match play(è una gara in cui vengono contate il numero di buche vinte da un giocatore. Al termine di ogni buca, il giocatore che ha effettuato meno colpi, in base anche al suo handicap, vince la buca. Chi conclude il giro con più buche vinte, vince la gara.); vinse per cinque volte il World Match Play Championship e fu uno dei punti di forza della squadra europea in Ryder Cup per gran parte degli anni '80 e '90, ottenendo 20 vittorie su 37 incontri contro gli statunitensi; la coppia composta da lui e dall'altro spagnolo José María Olazábal è una di quelle di maggior successo nella storia della competizione con 11 vittorie e due pareggi ottenuti su 15 incontri. Con Ballesteros in squadra l'Europa conquistò la Ryder Cup nel 1985, successivamente nel 1987 e nel 1989, mantenendola per tre anni consecutivi, e nuovamente nel 1995 e 1997.&lt;br /&gt;
Nel 1999 Ballesteros venne introdotto nella World Golf Hall of Fame, aggiungendosi ad altri grandissimi giocatori come Jack Nicklaus e Arnold Palmer. Nel 2000 creò il Seve Trophy, una competizione a squadre simile alla Ryder Cup che contrappone la Gran Bretagna e l'Irlanda contro una squadra dell'Europa continentale. Nel 2000 Ballesteros fu giudicato il 16° golfista di tutti i tempi dalla rivista Golf Digest, il migliore dell'Europa continentale.&lt;br /&gt;
A partire dalla fine degli anni '90 Ballesteros giocò saltuariamente a causa di problemi fisici alla schiena. Secondo alcuni i problemi sarebbero cominciati da giovane all'inizio della sua carriera, aveva l'abitudine di dormire sul pavimento della casa di amici per risparmiare soldi. Nel 2006 dichiarò di aver voglia di giocare un maggior numero di tornei nel corso della stagione: riuscì a qualificarsi per il British Open dopo aver disputato un solo altro torneo del circuito europeo, l'Open de France nel quale non aveva superato il taglio di metà torneo.&lt;br /&gt;
Fu il capitano della squadra europea al Royal Trophy fin dalla sua creazione nel 2006, e venne designato capitano non-giocatore anche per l'edizione 2008. A causa dell'aggravarsi dei problemi alla schiena il 16 luglio 2007 Ballesteros annunciò il proprio ritiro dal golf giocato, calando così il sipario sulla propria splendida carriera.&lt;br /&gt;
Il 10 ottobre 2008 si diffuse la notizia che Ballesteros era gravemente ammalato ed era stato ricoverato in un ospedale di Madrid. Due giorni dopo lui stesso confermò che gli era stato diagnosticato un tumore al cervello. Il 16 ottobre venne resa pubblica la notizia che Ballesteros aveva superato un'operazione chirurgica della durata di dodici ore eseguita per la rimozione del tumore. Morì però il 7 maggio 2011 dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni fisiche.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Cid_Almudena&amp;diff=272</id>
		<title>Cid Almudena</title>
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		<updated>2016-05-23T10:13:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot; '''Almudena Cid Tostado''' (Vitoria, 15 giugno 1980) è un exgimnasta spagnola che ha gareggiato sotto forma di ginnastica ritmica e ha partecipato a quattro Olimpiadi (1996-...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
'''Almudena Cid Tostado''' (Vitoria, 15 giugno 1980) è un exgimnasta spagnola che ha gareggiato sotto forma di ginnastica ritmica e ha partecipato a quattro Olimpiadi (1996-2008), la unica ginnasta al mondo che ha giocato in quattro finali olimpiche.&lt;br /&gt;
Ha vinto il concorso di ginnastica ritmica ai Giochi del Mediterraneo nel 2005. Creatore di un elemento chiamato “Cid Tostado”, un cuscinetto da un piede all'altro si divide in posizione di iperestensione. Ha lasciato gli sport professionistici il 23 agosto 2008.&lt;br /&gt;
Ha iniziato a praticare ginnastica ritmica all'età di 7 anni a scuola e successivamente incorporato nella Associazione Sportiva di Vitoria Beti Aurrera, ginnasti club che sono emersi come importanti o Estíbaliz Tania Lamarca Martinez.&lt;br /&gt;
Con 13 anni è stato sostenuto dalla Regione Emilia Boneva della Bulgaria a entrare nella squadra nazionale focalizzato in modo permanente in una villa in Canillejas, lontano da altri atleti incentrata sulla residenza Blume Joaquín e sottoposti ad un regime spartano, con una concentrazione media di 8 ore al giorno di allenamento. Nella stessa casa anche concentrata la squadra spagnola, che avrebbe in seguito essendo composto campione olimpico ad Atlanta 1996 di Estela Giménez, Marta Baldo, Nuria Cabanillas, Lorena Guréndez, Estíbaliz Martinez e Tania Lamarca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1995, Cid ha partecipato nella sua prima gara importante, Campionati del Mondo di Ginnastica di Vienna, ottenendo l'undicesimo posto. Nel 1996 ha gestito un decimo posto assoluto al concorso Campionato Europeo Asker / Oslo, e l'ottavo in accordo finale, e il settimo nel nastro finale. Ai Campionati del Mondo a Budapest Ginnastica ottenere la sua migliore posizione in modo globale, raggiungere il quarto posto in finale e la sesta corda sulla palla. Nello stesso anno, sarebbe andato Olimpiadi di Atlanta del 1996, che si è concluso in nona posizione, alle porte di ottenere un diploma olimpico.&lt;br /&gt;
Nel 1997, Almudena va alla Campionati Europei di Ginnastica Ritmica a Patrasso, che fa una gara in undicesima posizione generale e l'ottavo anello finale. Ai Campionati del Mondo di Berlino dello stesso anno, ripetere l'undicesimo posto nella competizione aperta, e sarebbe ottavo nella finale del club e settimo il nastro. Nel 1998, Almudena alzò due posti nella classifica del concorso generale ai campionati europei a Porto, Portogallo, ottenendo il nono posto.&lt;br /&gt;
Nel 1999, la Federazione spagnola di Ginnastica obiettivo principale è stato quello di classificare i ginnasti intero e 2 per le Olimpiadi di Sydney 2000. Con un team di Almudena, Esther Dominguez e Alba Caride, Spagna raggiunto il suo obiettivo ai Campionati del Mondo di Ginnastica Osaka e Almudena Cid ha, ancora una volta, l'undicesima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2000, Almudena ha avuto una grande stagione, raggiungendo l'ottavo posto nel concorso generale e il quarto nella gara a squadre dei Campionati Europei di Ginnastica Ritmica Saragozza e arrivare a essere selezionati per partecipare ai Giochi Olimpici di Sydney 2000, che era di nuovo in nona posizione. Il set ha avuto problemi nella realizzazione dei due esercizi, che li ha portato alla ultima posizione. Questo ha portato al presidente e gran parte del team tecnico della Federazione Spagnola di Ginnastica lasciare il loro posto. Durante questo periodo, Almudena ha subito un'operazione di menisco.&lt;br /&gt;
Alla fine del 2000 ed a causa di problemi con la Federazione spagnola Esther Domínguez e Almudena ha deciso di lasciare i loro rispettivi club per continuare la sua formazione. C'è, Almudena era riunito con il suo allenatore vita, Iratxe Aurrekoetxea, a cui è considerato l'architetto della &amp;quot;rinascita&amp;quot; di Almudena Cid. Entrambi finito per trasferirsi a Barcellona per lavorare insieme nel Centro High Performance di Sant Cugat, una decisione che non piacque alla Federazione.&lt;br /&gt;
Nel 2001, la Federazione Internazionale di Ginnastica ha introdotto un nuovo codice di assemblee di valutazione nelle competizioni di ginnastica che raddoppiato il numero di difficoltà. Questo nuovo sistema ha portato al ritiro di alcuni dei ginnasti ex olimpico e del ciclo di Almudena divenne uno dei ginnasti più anziani del circuito. L'arrivo del nuovo codice anche portato al ritiro di Ester settimana Dominguez prima Mondiali di ginnastica a Madrid.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel maggio dello stesso anno ha vinto la sua unica medaglia in un concorso al FIG, per ottenere la medaglia di bronzo ginnastica squadra spagnola ai Campionati prima squadra europea a Riesa (Germania). Il team spagnolo di questo concorso è stato anche formato da Esther Dominguez e da quattro rappresentanti della ginnastica: Alex Barrenechea, Victor Cano, Sara Moro e Laura Martinez. Ai Campionati Europei di Ginnastica Ritmica a Ginevra ha presentato la palla esercitare un elemento proprio, la Tostado Cid, che ha mostrato un cuscinetto da un piede all'altro si divide in posizione di iperestensione. Questa voce è stata approvata quell'anno dalla Federazione Internazionale di Ginnastica e Almudena fornito un originale 0,10 in ciascuna delle vostre palla di esercizio. Nel Campionato del Mondo di Ginnastica Ritmica Madrid ha vinto il nono posto complessivo, che in seguito divenne settimo dopo la rimozione di Alina e Irina Kabáyeva Cháshchina. Il team spagnolo ha vinto il quinto posto.&lt;br /&gt;
Nel 2002, Cid è stato nuovamente proclamato Campione di Spagna ed ha ottenuto la settima posizione ai Campionati Europei di Granada. Nel 2003, ha giocato i Campionati Europei di Ginnastica Ritmica e il Campionato del Mondo a Budapest, che ha raggiunto 13 ° posto complessivo, mentre un altro rappresentante spagnolo, Jennifer Colino, ha vinto il 11 °. In questa competizione, il team spagnolo ha capito che un posto per le Olimpiadi di Atene.&lt;br /&gt;
La Federazione spagnola di Ginnastica deciso che Jennifer Colino e Almudena Cid competere per il posto alle Olimpiadi. Per fare questo, arbitrato un sistema di classificazione che avrebbe dato la Piazza Olimpica ed era formata da quattro controlli interni e quattro concorsi internazionali. Questa decisione ha portato a una lotta con le colline, dove c'erano alcune dichiarazioni controverse in cui arremetería Cid contro Jennifer dicendo che meritava di andare alle Olimpiadi per la sua carriera, mentre denunciano favoritismi Colino Almudena.2 Dopo aver ottenuto un maggiore punteggio nel sistema di classificazione, Almudena Cid ha ottenuto il suo passaggio ai Giochi, che ha svolto il posto finale e ha vinto ottavo, ottenendo da allora l'unico ginnasta al mondo in grado di giocare tre finali olimpiche consecutive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo i giochi, ha annunciato che Almudena proseguire fino al 2005 Giochi del Mediterraneo ad Almeria ed è riuscito a prendere la vittoria in questa competizione, davanti a Delphine Ledoux e Eleni Andriola. Nel 2005 è anche apparso nella serie TV &amp;quot;Step Up&amp;quot;. Nel 2006, Cid ha subito un infortunio al piede. La Federazione non avrebbe trovato abbastanza tempo per recuperare e gara ai Campionati Europei di Ginnastica Ritmica a Mosca. Almudena ha deciso di prendersi una pausa e prendere parte alla sfida tv Bajo Cero, che ha finito per vincere.&lt;br /&gt;
Almudena Cid tornò alla concorrenza nel 2007 con nuovi supporti, e mira a qualificarsi per la loro quarta Giochi Olimpici. Nel corso di questo anno ha rappresentato la Spagna in tutti i tornei internazionali con Carolina Rodriguez, Jennifer Colino è stato ferito. Nel mondo del 2007, il team spagnolo è riuscito a qualificarsi di nuovo per una ginnasta ai Giochi Olimpici di Pechino.&lt;br /&gt;
Nel febbraio 2008, Jennifer Colino annunciato il suo ritiro a causa di grave infortunio alla schiena, il che significava che non c'era alcun dubbio su chi avrebbe partecipato ai Giochi. Dopo una grande stagione, Cid, diretto da Aurrekoetxea, allenatore della Aurrera Beti, Almudena dove ha iniziato a competere sul serio, qualificato per la sua quarta finale olimpica consecutiva ginnastica. Il 23 agosto 2008 si è chiuso la sua carriera di ginnasta è ottavo nella finale olimpica a Pechino 2008 Olimpiadi e il conseguimento del diploma. Il suo gesto finale come una ginnasta è stato quello di disegnare un cuore sul tappeto, e baciarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ritiro di ginnastica&lt;br /&gt;
Nel settembre 2008, ha confermato la sua partecipazione come insegnante nel Cuatro emittente del programma, Circus. Più difficile ancora, e ha anche introdotto una nuova sezione nel programma di questo mezzo chiamato il tumulo, presentato da Pablo Motos, che prevedeva il tempo attraverso i movimenti di ginnastica. Nel marzo 2009 appare all'ordine del giorno di Telecinco, La guerra dei cervelli presentato da Gesù Vazquez. Nell'aprile 2009 ha ricevuto la medaglia d'oro del Real Ordine di Merito Sportivo. Più tardi la campagna con protagonista una collezione di costumi da bagno catena di supermercati Carrefour. Nel 2010 ha interpretato la campagna nazionale di immagine di marca Extremadura, insieme con l'atleta Jose Manuel Calderon e il cantante Ivan Sevillano Huecco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Almudena Cid è passato alla storia della ginnastica ritmica è l'unica completa quattro cicli olimpici, essendo in finale di tutti: Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008.&lt;br /&gt;
Il suo titolo è il suo notevole successo sportivo ai Giochi del Mediterraneo nel 2005. Tra i suoi successi è quello di avere partecipato a dodici campionati europei e nove mondo, sempre finalista in una specialità. Notevoli anche le sue vittorie in otto campionati in Spagna.&lt;br /&gt;
La sua unica medaglia in un concorso al FIG medaglia di bronzo è stata ottenuta dalla ginnastica squadra spagnola ai Campionati prima squadra europea a Riesa (Germania) nel 2001. Il team spagnolo di questo concorso è stato anche formato da Esther Dominguez e da quattro rappresentanti della ginnastica: Alex Barrenechea, Victor Cano, Sara Moro e Laura Martinez.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Behdad_Salimi&amp;diff=261</id>
		<title>Behdad Salimi</title>
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		<updated>2016-05-23T10:09:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;''Behdad Salimi Kordasiabi'' (iraniano) nato l’ 8 Dic 1989 in Ghaemshahr, campione mondiale di sollevamento pesi nella categoria +105 kg. Salimi attualmente detiene il recor...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Behdad Salimi Kordasiabi'' (iraniano) nato l’ 8 Dic 1989 in Ghaemshahr, campione mondiale di sollevamento pesi nella categoria +105 kg. Salimi attualmente detiene il record nel strappare con 214 kg nella sua classe di peso.&lt;br /&gt;
Viene da Qaemshahr, 260 chilometri a nord est di Teheran, ha frequentato l’Islamic Azad University of Ghaemshah. Ad alzare pesi da ernia istantanea ha iniziato a 12 anni ma fino al 2009 di lui fuori dall'Iran non si sapeva niente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''CARRIERA:'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Behadad Salimi si è materializzato ai Campionati asiatici del 2009, categoria over 105 kg, i supermassimi, dove ha vinto la medaglia d’oro.&lt;br /&gt;
Nel 2010 al Campionato Mondiale di sollevamento pesi, Salimi, vince la medaglia d'oro nella categoria +105 kg.&lt;br /&gt;
Sempre nel 2010 si aggiudica un altro oro nei Giochi Asiatici con uno strappo da 205kg ed uno slancio da 235kg.&lt;br /&gt;
Nel 2011 a Parigi, in Francia Salimi si aggiudica una medaglia d’oro al Campionato mondiale di sollevamento pesi, stabilendo un nuovo record mondiale con uno strappo da 214kg.&lt;br /&gt;
Il 7 agosto 2012 Salimi con uno strappo da 208kg e uno slancio da 247kg per un totale di 455kg diventa medaglia d’oro olimpica nella categoria 105kg.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo i Giochi olimpici di Londra 2012, Salimi assieme agli altri atleti olimpici iraniani protestano contro l’allenatore della squadra nazionale di sollevamento pesi Kourosh Bagheri per l’utilizzo di un linguaggio offensivo verso gli atleti, a seguito di questo scontro Salimi si rifiuta di partecipre agli esercizi di squadra nazionale. Successivamente in un dibattito “pesante” in diretta televisiva tra Salimi e Kourosh, la Federazione Pesistica iraniana ha respinto la partecipazione di Salimi e gli altri atleti medagliati di Londra che lo affiancavano, ai Campionati Asiatici 2013 e ai Campionati mondiali di sollevamento pesi 2013.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                                               '''Behdad Salimi'''&lt;br /&gt;
Titolo: Strongest Man del mondo (campione olimpico e mondiale)&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
nato: 1989 a Ghaemshahr&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altezza: 197 centimetri&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Peso: 165 kg&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nazionalità: IRANIANO&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Champion situazione: Attivo&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Record:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8 ORO &amp;lt;BR/&amp;gt;- 1 ARGENTO &amp;lt;BR/&amp;gt;- 1 BRONZO &amp;lt;BR/&amp;gt;(1 Olympic - 4 Campione del Mondo - 1 Giochi Asiatici - 4 Asian Champion)&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Cagnotto_Franco_Giorgio&amp;diff=180</id>
		<title>Cagnotto Franco Giorgio</title>
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		<updated>2016-05-23T09:13:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;''Franco Giorgio Cagnotto'' nato a Torino il 2 giugno 1947. Oggi vive a Bolzano con la moglie Carmen Casteiner, cinque volte campionessa italiana dalla piattaforma. E’ un gr...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Franco Giorgio Cagnotto'' nato a Torino il 2 giugno 1947. Oggi vive a Bolzano con la moglie Carmen Casteiner, cinque volte campionessa italiana dalla piattaforma. E’ un grande tuffatore italiano e insieme a Klaus Dibiasi è stato il miglior atleta italiano di tutti i tempi in questa specialità.&lt;br /&gt;
Nella sua lunga carriera, iniziata a livello professionale nel 1964 e conclusasi nel 1981, Giorgio Cagnotto è riuscito a portare la nazionale italiana di tuffi ai massimi livelli. Dopo il suo ritiro dall'agonismo è diventato allenatore della figlia Tania, anche lei tuffatrice. Cagnotto è Commissario Tecnico degli azzurri dal 2000, sotto la sua gestione sono arrivate 6 medaglie ai Mondiali (bronzo per Tania Cagnotto nei 3 mt di Montreal 2005, bronzi per Christopher Sacchin da 1mt e Tania Cagnotto nei 3mt di Melbourne 2007, bronzo per Tania Cagnotto nei 3mt e argento assieme a Francesca Dallapè nei 3mt sincro di Roma 2009, bronzo per Tania Cagnotto da un metro 1mt a Shanghai 2011). 38 il numero delle medaglie conquistate dagli azzurri agli Europei con le ultime vinte a Rostock 2013 con l’oro di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè nei 3mt sincro e di Tania Cagnotto da 1mt assieme all’argento della stessa Cagnotto da 3mt. &lt;br /&gt;
Ripercorrendo la vita di Giorgio Cagnotto si può dire che la sua carriera è iniziata tutta un po’ per gioco, a Torino, quando d’estate si frequentavano le piscine e finita la scuola si andava allo stadio del nuoto dove c’era lo zio, Lino Quattrin, che si tuffava. Era piccolo, circa 17 anni, ha iniziato a fare le prime gare, e ben presto si erano accorti delle qualità tecniche che aveva. Nel corso della sua lunga carriera, iniziata a livello professionale nel 1964 e conclusasi nel 1981, è riuscito a portare la nazionale italiana di tuffi ai massimi livelli. In 17 anni di carriera ha preso parte a ben 5 olimpiadi conquistando nella sua carriera quattro medaglie olimpiche (due argenti nel trampolino 3 mt a Monaco 1972 e Montreal 1976 e due bronzi nella piattaforma a Monaco 1972 e nel trampolino a Mosca 1980), un bronzo nel trampolino 3 mt ai Mondiali di Berlino 1978 e agli Europei vince un oro nel trampolino 3 mt a Barcellona 1970, due argenti (nel trampolino 3 mt a Vienna 1974 e a Jonkoeping 1977) e due bronzi (nel trampolino 3 mt a Utrecht 1966 e nella piattaforma a Barcellona 1970). &lt;br /&gt;
 “I tuffi sono per molti aspetti una disciplina molto particolare, che implica una totale dedizione è un sport fatto di abilità, destrezza e grossa preparazione fisica. La natura, poi, ti deve regalare qualcosa. Non è uno sport per tutti,  si devono avere caratteristiche particolari. Non basta però avere talento, occorre allenarsi duramente”. &lt;br /&gt;
Cagnotto ha dichiarato che gli atleti di origini asiatiche sono più portati  per i tuffi, essendo più “snodabili”, agili e flessibili, infatti secondo lui i cinesi negli anni si sono specializzati. Dalla piattaforma hanno tutti tuffatori molto giovani, piccoli e leggeri, che fanno molte ore di palestra per ottenere maggiore scioltezza articolare. Dal trampolino invece sono più adulti e pesanti, lavorano diversamente, anche con pesi. Dopo le Olimpiadi Di Londra 2012 ha deciso che lavorerà ancora un anno come C.T. della nazionale italiana ma collaborerà sempre col mondo dei tuffi e la federazione.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Cairoli_Antonio&amp;diff=178</id>
		<title>Cairoli Antonio</title>
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		<updated>2016-05-23T09:12:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;'''Motocross'''  Una competizione di motocross è generalmente chiamata gara. Una gara consiste generalmente in due manches precedute dalle qualifiche. Il motocross ha una par...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Motocross'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una competizione di motocross è generalmente chiamata gara. Una gara consiste generalmente in due manches precedute dalle qualifiche. Il motocross ha una partenza &amp;quot;di massa&amp;quot;, ovvero tutti i piloti sono allineati dietro i cancelletti di partenza sulla stessa linea.Le manche hanno generalmente un numero di giri da completare prima della bandiera a scacchi oppure i giri da compiere sono determinati in base al tempo.Il motocross è uno degli sport a motore più spettacolare, soprattutto quando i piloti si esibiscono in salti con la moto in aria praticamente orizzontale oppure col posteriore di &amp;quot;traverso&amp;quot; per aria (detti comunemente whip), salvo poi atterrare come se niente fosse, molto spettacolari sono inoltre la fase della partenza e la prima curva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L'esordio'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Patti (provincia di Messina)il 23 settembre del 1985 , Cairoli mostra sin da piccolo una forte passione per i motori e in particolare per la motocross. La eredita dal padre, Benedetto, proprietario di una Vespa e di una Lambretta,come ammette lo stesso Cairoli,sempre impegnato in gare e sfide di velocità .Molto precoce , Antonio ,a quattro anni guida la sua prima moto e qualche anno più tardi,per la precisione a 7, esordisce nelle gare regionali. Da quel momento il suo grande talento, ancora acerbo, ma comunque evidente, lo porta a numerosi successi giovanili nelle categorie:regionali e juniores. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''I Mondiali(MX2)'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2003 avviene il suo esordio in un mondiale ,proprio in quell'anno c'è l'incontro che cambierà la vita del giovane pilota italiano, quello con Claudio De Carli ,proprietario del team di cui ancora oggi è il pilota di punta. L'anno successivo arriva la prima vittoria nel gran premio della Republica Ceca, concluderà il 2004 al terzo posto della classifica irridata. Il 2005 è l'anno del primo mondiale MX2( le moto in gara devono avere motori a due tempi fino a 125 cm³ o motori a quattro tempi fino a 250 cm³) accompagnato da un secondo posto nel “Campionato italiano 125”. Nel 2007 in seguito alla vittoria del  secondo mondiale MX2 con tre gare di anticipo, la sua scuderia , la Yamaha, priva di Joshua Coppins nella categoria MX1(Sono ammesse alla categoria motociclette con una cilindrata massima di 250 cm³ per i motori a 2 tempi e di 450cm³ per i motori a 4 tempi) per infortunio ,offre la possibilità a Cairoli di mettersi in luce nella categoria regina della motocross. Il giovane pilota italiano accetta la sfida e trionfando permette alla Yamaha di vincere il mondiale costruttori. Inoltre nel 2007  riceve la convocazione della nazionale italiana per l'evento internazionale “Motocross delle nazioni” .Vestendo per la prima volta il tricolore,con delle ottime prestazioni ben figura accanto ai più blasonati campioni statunitensi. Nel 2008 la sua scuderia ,introduce il colore blu accompagnato dal rosso e il giallo , simboli dello sponsor Red Bull.A causa di un infortunio il trionfale percorso sportivo subisce una piccola battuta di arresto, ma quando torna nel 2009 nella categoria MX1, la  carriera decolla definitivamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''I Mondiali(MX1)'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009 inizia la sua prima stagione in MX1, vincendo la seconda gara della stagione. Vince il campionato del mondo MX1 il 30 agosto dopo la gara di Lierop nei Paesi Bassi, con una gara di anticipo sul diretto rivale Maximilian Nagl, pilota ufficiale della KTM.Subito dopo la stagione agonistica 2009 entra a far parte del team KTM con gran parte dello staff che lo ha seguito nella stagione appena conclusasi. Nel 2010 Cairoli, in sella alla nuova KTM SXF 350 vince il suo secondo mondiale di MX1, davanti a Desalle pilota belga della Suzuki,con 88 punti di vantaggio.&lt;br /&gt;
Continuano i trionfi nel 2011. Il pilota originario di Patti conquista matematicamente il titolo, il terzo consecutivo, dopo il Gp d'Europa in Germania, penultima prova del mondiale 2011. Vincendo la gara a Gaildorf e a causa della caduta del suo principale avversario in classifica, il francese Steven Frossard. A fine anno saranno 124 i punti di vantaggio sul pilota francese.&lt;br /&gt;
Vincendo il GP di Faenza Cairoli conquista il titolo anche nella stagione successiva,sono 6 i mondiali del siciliano,stavolta è Desalle ad arrendersi all'indiscusso campione italiano che conclude   lontano 98 lunghezze.Il 2013 della leggenda messinese si concluderà come gli anni precedenti:con il titolo mondiale,i suoi avversari si arrenderanno infatti nel GP del Belgio dove Cairoli domina.&lt;br /&gt;
Il 2014 è l'anno in cui il pilota italiano conquista il suo ottavo titolo iridato Motocross, il sesto nella MXGP (che fino a poco tempo fa si chiamava MX1). Visto il grande vantaggio  a Goias, in Brasile, il pilota della KTM decide di non prendersi dei rischi e correre in difesa. Gli basta il quinto posto che ottiene al termine della prima manche per far cominciare la festa, visto che il suo principale antagonista Jeremy Van Horebeek non va oltre al 13esimo posto, perché ancora dolorante a causa di una caduta avvenuta in prova.&lt;br /&gt;
A soli 28 anni, Cairoli è già entrato nella leggenda del suo sport, confermandosi l'assoluto dominatore dell'ultima decade. I numeri parlano chiaro 72 vittorie e ben 117 podi, ma soprattutto i sei titoli della classe regina, arrivati tutti in sequenza. Nel mirino quindi ci sono i 10 titoli e le 101 vittorie del recorman Stefan Everts.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Vittorie e Curiosità''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Vince il mondiale MX2 negli anni :2005,2007&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 *Vince il mondiale MX1 negli anni : 2009, 2010, 2B011, 2012, 2013&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
*è il secondo pilota della storia della motocross per mondiali vinti, e secondo come numeri di gran premi  (72)primo è Stefan Everts ritiratosi però nel 2006.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
*è stato il primo pilota nella MX1 a portare in trionfo una moto con cilindrata 350 cc.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 *Gareggia da sempre con il numero 222.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
*Il suo sogno è gareggiare nella supercross statunitense.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<title>Carlos Roberto</title>
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		<updated>2016-05-23T09:08:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;''Roberto Carlos da Silva'', noto anche come Roberto Carlos, nato il 10 Aprile 1973 a Garça, iniziò la sua carriera calcistica nell’ Uniao Sao Joao, nel 1991 venne inserit...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Roberto Carlos da Silva'', noto anche come Roberto Carlos, nato il 10 Aprile 1973 a Garça, iniziò la sua carriera calcistica nell’ Uniao Sao Joao, nel 1991 venne inserito nella prima squadra dove giocò 68 partite segnando 2 goals, nel 1992 con l Atletico Mineiro svolse tre amichevoli in Spagna, ma in seguito non venne tesserato da questa. L’ anno successivo venne acquistato dal Palmeiras per 500000 dollari e con questo nello stesso anno vinse Torneo Rio-San Paolo e nei due anni successivi il Campionato Paulista e la Seriè A e ricevendo Bola de Prata,con la squadra brasiliano ha giocato 185 e segnato 17 goals. Nel 1995 è stato acquistato dall’ Inter di Moratti per circa 10 milioni di lire, fece 34 presenze di cui 30 in campionato, 2 in Coppa Italia, 2 nella vecchia Coppa UEFA e 30 nel campionato, nel quale segnò il suo primo goal su calcio di punizione contro il Vicenza il 27 Agosto 1995. A fine stagione l’ allenatore Roy Hodgson non ritenendolo all’ altezza del ruolo lo sostituì con Alessandro Pistone, permettendo così al Real Madrid di acquistarlo per circa 7 miliardi di lire. Con l’ arrivo a Madrid completò la propria maturazione calcistica giocando per ben 11 stagioni con le Merengues, giocando ben 527 e segnando 69 reti. Vinse con la squadra madrilena 4 titoli spagnoli, 3 Supercoppe di Spagna, tre Champions League, 1 Supercoppa UEFA e 2 Coppe Intercontinentali. Nella finale di Champions League 2001-2002 servì un assist a Zinedine Zidane con una discesa sulla fascia e facendo un cross, portando così il Real Madrid a vincere 2-1 sul Bayer Leverkusen, nel 2002 e nel 2003 venne inserito nella squadra UEFA, composta dai migliori calciatori della stagione Europea. Nel 2006 giocò la sua 330 partita superando Alfredo di Stéfano e decise di lasciare la Nazionale dopo la sconfitta e di conseguenza l’ eliminazione della Seleçao dai mondiali. Nel marzo 2007 annunciò di voler lasciare la squadra spagnola a causa delle critiche ricevute dopo l’ errore commesso nella partita con il Bayern Monaco facendo segnare Makaav e contribuendo all’ eliminazione del Real Madrid dalla Champions League. Il 19 luglio 2007 lasciò la Spagna per arrivare in Turchia alla corte del Fenerbaçhe con un contratto di 2 anni, il giorno dell’ esordio del campione brasiliano la squadra turca vinse la Supercoppa di Turchia contro il Besiktas, il 25 agosto segnò il suo primo goal nel campionato turco contro il Sivasspor con un gran colpo di testa. Nell’ ottobre 2009 annunciò di voler lasciare il Fenerbaçhe volendo tornare in Brasile o anche per 6 mesi al Real Madrid, ha giocato la sua ultima partita con la squadra turca il 17 dicembre 2009 nella UEFA Europa League contro lo Sheriff Tiraspol entrando nei minuti finali e festeggiando con i tifosi e i compagni. In Turchia ha giocato 107 partite segnando 10 goals e ha vinto due volte la Supercoppa di Turchia. Il 20 gennaio 2010 ritorna nel campionato brasiliano e fa il suo esordio con il Corinthians contro il Bragantino, dopo aver rescisso il contratto che lo teneva legato alla squadra turca il 16 dicembre 2009, ma il goal che corona il ritorno nel proprio paese lo segnerà il 14 marzo 2010 contro il Santo Andrè. La stagione seguente la iniziò con un goal che sarà ricordato come uno dei più belli, segnando direttamente da calcio d’ angolo con un prodigioso tiro a giro segnando il goal del 2-0 contro la Portuguesa e contribuendo alla vittoria. Ma come è già successo in precedenza Roberto Carlos rescinde il contratto con la squadra per le minacce da parte dei tifosi, i quali erano indispettiti dalle prestazioni del calciatore. Il 16 febbraio 2011 firmò un oneroso contratto con l Anzi, il quale faceva si che il brasiliano intascasse 9 milioni di euro. Esordì negli ottavi di finale di Coppa di Russia, il suo primo goal lo segnerà su rigore contro il Dinamo Mosca il 25 aprile 2011. Il 29 settembre 2011 dopo che il tecnico Gadzi Gadziev venne esonerato gli venne affidato il compito di calciatore e assistente allenatore, formando una coppia con Andrej Gordeev, dopo quella partita Roberto Carlos non giocherà più con la squadra russa, ma firmerà un quinquennale con il Daghestan. Il 9 marzo 2012 non è stato inserito dall’ allenatore Guus Hiddink nella lista dei giocatori per la seconda parte del campionato, ma il calciatore non era convinto di dover terminare la propria carriera calcistica non escludendo di tornare a giocare la stagione seguente, ma il 1° agosto 2012 decise di ritirarsi dal calcio giocato e diventare così allenatore del Sivasspor il 3 giugno 2013. Tutti ricordano Roberto Carlos per la sua abilità nel dribbling e le pericolose cavalcate che spesso mettevano le difese avversarie, ma soprattutto per i calci di punizione che venivano battuti prendendo una lunga rincorsa molto lunga e calciare con una tale potenza che la palla spesso prendeva traiettorie particolari e raggiungeva velocità così elevate che rendevano la sfera quasi imprendibile, come la punizione che calciò contro la Francia nel 1997 e beffò il portiere Barthez, è per tutte queste doti che la leggenda del calcio Pelé lo inserì nel 2004 &lt;br /&gt;
nella FIFA 100 che comprendeva i 125 migliori giocatori ancora in vita.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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		<title>Lochte Ryan</title>
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		<updated>2016-05-23T09:03:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;''Ryan Lochte'' è un nuotatore americano nato a Rochester, New York, il 3 agosto 1984 Ryan Lochte ha iniziato a nuotare all'età di 5. Subito dopo, la sua famiglia si trasfer...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Ryan Lochte'' è un nuotatore americano nato a Rochester, New York, il 3 agosto 1984 Ryan Lochte ha iniziato a nuotare all'età di 5. Subito dopo, la sua famiglia si trasferì in Florida in modo che il padre potesse diventare  allenatore di nuoto, e Lochte ha iniziato a prendere lezioni proprio dal padre e competere in tornei e Olimpiadi Junior. Da allora ha vinto 11 medaglie olimpiche, di cui cinque ori; sette campionati NCAA; e 51 grandi medaglie internazionali. Più di recente, in occasione dei Giochi olimpici estivi 2012, Lochte ha vinto due medaglie d'oro, nei 400 metri misti individuali e 4 nei 200metri evento freestyle team; e due medaglie d'argento, in caso staffetta stile libero 4x100-metri e di 200 metri misti (perdita di Michael Phelps).&lt;br /&gt;
Dopo la laurea, ha frequentato la University of Florida, dove è stato nominato NCAA Swimmer of the Year per due volte e nuotò verso la vittoria innumerevoli volte, diventando un campione NCAA sette volte. Era anche sette volte campione del SEC e un 24 –time-All-american.&lt;br /&gt;
Lochte si è qualificato per le Olimpiadi del 2004, tenutasi ad Atene, in Grecia. Quell'anno, ha nuotato con Michael Phelps, Klete Keller e Peter Vanderkaay per catturare la medaglia d'oro nella 4x200 metri staffetta stile libero. Ha anche vinto l'argento dietro Phelps nei 200 metri misti. Nello stesso anno, le FINA World Championships , Lochte ha vinto il bronzo nei 200 metri stile libero, l'argento nei 200 metri misti individuali e l'oro nella 4x200-metri staffetta stile libero.in seguito nei campionati mondiali del 2005 avvenuti a Montreal  Lochte ha vinto la medaglia di bronzo sia nella 200 metri dorso e 200 metri misti individuali, così come l'oro nel 4x200 metri staffetta stile libero, con Phelps, Vanderkaay e Keller. L'anno successivo, ai Campionati del Mondo in vasca corta , ha vinto sei medaglie, di cui tre d'oro con record del mondo nei 200 metri misti, e sia il dorso 100 e 200 metri. Sempre nel 2006, a nuoto maschile  NCAA Men's Swimming and Diving Championships suo anno da senior presso l'Università della Florida, Lochte ha battuto il record NCAA nei 400 metri  misti, che era stato fissato dal Tom Dolan quasi un decennio prima.&lt;br /&gt;
Nel 2007, ha continuato i suoi allenamenti durissimi in piscina, stabilendo il suo primo record mondiale individuale di lungo corso come ha vinto l'oro nei 200 metri dorso ai Campionati Mondiali acquatici. Entro il 2008, Lochte era più che pronto a prendere il resto del mondo ai Giochi di Pechino. A Pechino, ha vinto due ori e due medaglie di bronzo, e record mondiali stabiliti nel 200 metri dorso e nella 4x200-metri staffetta stile libero. Il suo successo continuò anche dopo i Giochi con Campionati mondiali di nuoto del 2009 e 2010. Tra i due mondiali , ha vinto 10 medaglie d'oro (sei alla manifestazione del 2009, un record in sé) e una medaglia d'argento e di bronzo, ed ottenne altri due record mondiali.&lt;br /&gt;
 L'anno 2011 ha visto Lochte vincere più di cinque medaglie d'oro ai Campionati mondiali di nuoto e la preparazione per i 2012 Giochi estivi di Londra. Durante la formazione per i Giochi di Londra, ha detto, &amp;quot;Vado a nuotare come molti eventi come mi sarà possibile.&amp;quot;&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi estive del 2012 a Londra, Lochte ha vinto due medaglie d'oro, nei 400 metri misti individuali e 4x200 metri staffetta stile libero; e due medaglie d'argento, nella staffetta stile libero 4x100 metri e nei  200 metri misti sconfiggendo Michael Phelps. È anche arrivato quarto nei 200 metri stile libero. Lochte ha vinto anche la bellezza di 35 titoli iridati, 15 in vasca lunga, 20 in vasca corta e momentaneamente detiene cinque record del mondo tra cui quello sui 200 misti in vasca lunga e tutti i record mondiali nei misti (dai 100 ai 400 metri) in vasca corta.&lt;br /&gt;
Sono 77 le medaglie di Lochte conquistate in carriere in tutte le manifestazioni internazionali di rilievo, spiccano ovviamente i soli 49 ori. Per ben tre volte Lochte è stato eletto “FINA Swimmer of the year”.&lt;br /&gt;
Oltre i duri allenamenti Lochte per ottenere splendidi risultati non ha mai fatto mistero di seguire una dieta infatti alla vigilia della Olimpiadi del 2008 aveva fatto scalpore la notizia della dieta che lo stesso Micheal Phelps aveva confessato di fare nella sua biografia pubblicata nel 2008. Una dieta di circa 10mila calorie con 24 cosce di pollo grigliato, una teglia intera di maccheroni e formaggio. di contorno una trentina di asparagi molto più del fabbisogno energetico consigliato durante una «normale» giornata a uomini che conducono attività fisica regolare (non atleti però): circa 2mila calorie. Che corrispondono a più di due pizze Margherita oppure a 60 carote. Ma anche a ventotto fette di pane, 14 birre, quasi quattro Big Mac o 19 banane, l’ex compagno di squadra di Lochte, lo statunitense Michael Phelps, aveva affermato di consumare 12.000 calorie al giorno (tra enormi porzioni di pastasciutta, yogurt, hamburger, cereali, salsicce e marmellate), un numero che l’ex campione aveva successivamente corretto con 10mila caloria.&lt;br /&gt;
Ryan Lochte ha dovuto affrontare anche infortuni abbastanza bizzarri come l’ultimo dove  è rimasto vittima di una grave lesione ai legamenti di un ginocchio a causa dell’assalto non convenzionale di una ragazzina,egli camminava per strada in Florida quando una sua giovane fan, elettrizzata dal casuale incontro con il proprio idolo, ha provato a balzargli al collo tipo leopardo abbattendolo e causandogli la rottura del ginocchio. non è certo l’unico infortunio anomalo della storia sportiva di Lochte ad esempio &lt;br /&gt;
nel 2009 si è rotto un menisco ballando la breakdance; nel 2008 è caduto da un albero mentre giocava a nascondino con il fratellino e si è rotto una spalla; nel 2007 si è fratturato un piede mentre faceva skateboard. Un altro piede se l’è rotto in un incidente col proprio scooter. Si è slogato una caviglia mentre inseguiva Carter, il suo dobermann. Infine, nel 2011, mentre era alla guida della propria macchina, si è allungato per raggiungere il telefonino posizionato sul sedile posteriore e si è stirato il legamento collaterale mediale del ginocchio. Insomma, una via di mezzo tra Wile E. Coyote e Giobbe.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Perrotta_Simone&amp;diff=161</id>
		<title>Perrotta Simone</title>
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		<updated>2016-05-23T08:59:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;''Simone Perrotta'' è un ex calciatore italiano che, nel corso della sua carriera, ricopre tutte le posizioni del centrocampo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Simone nasce nella contea inglese di Greater Manchester, a Ashton-under-Lyne, il 17 settembre 1977, dove trascorre i suoi primi cinque anni d’infanzia prima di trasferirsi in Italia, a Cerisano, provincia di Cosenza, paese d’origine dei genitori.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si afferma subito nella squadra del paese per poi passare nel Castrolibero, diventando leader indiscusso della squadra, fino a destare l’interesse degli osservatori della Reggina.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Appena tredicenne, lascia la sua famiglia per trasferirsi a Reggio Calabria dove gioca in tutte le categorie, dai Giovanissimi alla Primavera, facendosi notare per capacità e continuità.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 10 settembre 1995 esordisce in Serie B contro il Chievo. Passerà altri tre anni con la maglia amaranto fino a meritarsi la convocazione nella Nazionale Under 21 di Serie B.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inevitabilmente, desta l’interesse delle primissime squadre italiane e si trasferisce alla Juventus nell’estate del 1998: «Arrivo alla Juventus», afferma Simone il giorno della sua presentazione in bianconero, «con tanta voglia di imparare stando accanto a giocatori importanti. Io sono un centrocampista più bravo in fase di contenimento che in quella di spinta, ma con le cure di Lippi conto di migliorare sotto ogni punto di vista. Questa società è il massimo per un calciatore. Qui si lotta sempre per vincere ed io spero di dimostrarmi all’altezza».&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quel di Torino, tuttavia, è chiuso da campioni come Conte, Davids, Deschamps, Tacchinardi e Zidane: a fine stagione, totalizza solamente 15 presenze; si toglie, però, la soddisfazione di realizzare una rete in Coppa Italia contro il Bologna e di esordire in Champions League.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La società bianconera ed Ancelotti, subentrato a Lippi, non credono in lui e, due anni dopo il suo approdo alla Juventus, lo cedono in prestito al Bari, società in cui diventa una colonna portante del centrocampo fino all’estate del 2001. Nel frattempo, Simone esordisce anche nella Nazionale Under 21, con la quale conquista il titolo europeo nel 2000.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua esplosione definitiva avviene nel Chievo; al fianco di Eugenio Corini vive quello che è stato definito il “Miracolo Chievo”. La squadra di un quartiere di Verona, all’esordio in serie A, riesce a lottare ai vertici della classifica per poi chiudere il campionato in quinta posizione, ottenendo la qualificazione in Coppa Uefa.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Simone, intanto, esordisce nella Nazionale maggiore, il 20 novembre 2002, nella partita contro la Turchia terminata 1-1 e partecipa anche agli sfortunati campionati europei del 2004, sotto la guida di Giovanni Trapattoni.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Al termine della competizione continentale viene acquistato dalla Roma per volere di Cesare Prandelli, neo allenatore giallorosso; una stagione non all’altezza delle aspettative, quella romanista, che raggiungerà la salvezza solamente alla penultima di campionato.&lt;br /&gt;
Nell’estate del 2005, con l’avvento sulla panchina capitolina di Luciano Spalletti, tutto cambia in meglio: la Roma inizia ad esprimere un calcio spumeggiante e Simone diventa un perno insostituibile del centrocampo giallorosso, agendo alle spalle di capitan Totti.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le prestazioni non si fanno attendere e Perrotta ha la grandissima soddisfazione di disputare da titolare tutte le partite del Mondiale tedesco del 2006, laureandosi Campione del Mondo nella magica notte di Berlino, il 9 luglio, insieme ai suoi compagni di squadra Daniele De Rossi e Francesco Totti.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 17 maggio 2007, allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, realizza il gol del 2-1 contro l'Inter, dando la sicurezza della vittoria della Coppa Italia alla Roma. Segna 13 gol in stagione, suo record personale.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 19 agosto vince la Supercoppa italiana, contro l'Inter a San Siro, ma non la gioca in quanto viene espulso dall'arbitro Roberto Rosetti per proteste verso il quarto uomo e il guardalinee prima ancora di entrare in campo. Il 19 settembre segna il suo primo gol in stagione contro la Dinamo Kiev, in Champions League. Il 24 maggio vince un'altra Coppa Italia nella finale unica allo Stadio Olimpico, ancora una volta contro l'Inter, segnando il gol del 2-0.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 29 ottobre 2009 prolunga il proprio contratto con la Roma fino al 30 giugno 2011 collezionando, nella stagione 2009/2010, 5 gol contro Bologna, Atalanta, Cagliari, Genoa e Livorno.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 20 febbraio 2012 prolunga il suo contratto con la società fino al 30 giugno 2013. Torna al gol il 2 dicembre 2012 in Siena-Roma segnando il gol del vantaggio per 2-1: gara terminata 3-1 per i giallorossi.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Con la maglia della Roma colleziona in totale 326 presenze segnando 49 gol in nove stagioni. In totale in carriera disputa 575 partite realizzando 59 gol.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 29 giugno 2013 annuncia il suo ritiro dal calcio giocato: &amp;quot;Non credo di continuare a giocare, perché preferisco finire come ex calciatore della Roma e non come ex di un'altra squadra, volevo finire con questa maglia e credo sia giusto così&amp;quot;.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Platini_Michel&amp;diff=147</id>
		<title>Platini Michel</title>
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		<updated>2016-05-23T08:53:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;•'''	La vita'''  “Destino di un calciatore... il giorno in cui Michael doveva ritirare la propria carta d'identità in Municipio, alla voce “professione” scrisse “ca...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;•'''	La vita'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Destino di un calciatore... il giorno in cui Michael doveva ritirare la propria carta d'identità in Municipio, alla voce “professione” scrisse “calciatore”; l'impiegato comunale gli spiegò che quella non era una professione... l'impiegato si sbagliava, eccome se si sbagliava!”&lt;br /&gt;
Michael François Platini nacque il 21 giugno 1955 in Francia, Joeuf. Il giovane Michael iniziò a tirare i primi calci su esempio del padre nei suoi allenamenti e partite, allora capitano del Jovincenne. A soli sedici anni debuttò nella prima squadra del suo Paese, ed è qui che iniziò l'ascesa di questa leggenda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''•	La carriera'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il '76 fu l'anno della svolta del calcio francese, nonché l'anno di Platini e il suo esordio in nazionale. Ventotto goal realizzati in trentacinque partite col Nancy. La nazionale francese scoprì il suo fuoriclasse e Platini si affermò sul palcoscenico del grande calcio.&lt;br /&gt;
Anno dopo anno Michael incantò tutti, passò al Saint-Etienne che conquistò il primo titolo di campione di Francia; nello stesso anno, Platini realizzò una grande rete con la nazionale per approdare ai mondiali spagnoli... il campione cresceva! Improvvisamente nella vita di Platini entrò l'Italia. Tutto accadde in una partita tra Francia e Italia il 23 febbraio 1982; fu la più bella partita di Michael con la maglia della nazionale e presente era l'avvocato Gianni Agnelli, che lo vide e lo volle. Platini, infatti, rappresentava l'emblema della sua idea di calcio, e proprio in quell'anno lui e Boniperti conclusero l'affare. Platini diventò così un giocatore della Juventus nella quale restò cinque anni.&lt;br /&gt;
Nel primo anno con la Juventus tormentato da  noie muscolari non fu in perfetta condizione, ma nel girone di ritorno le sue prestazioni crebbero notevolmente tanto da riuscire a conquistare per tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A. Nonostante ciò, però, non riuscì a vincere lo scudetto e la Coppa dei Campioni, ma Agnelli non demorse: “L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras”. Nell'anno successivo il “Mozart del calcio” cominciò a guidare uomini e pallone, dirigendo e segnando. Vinse per due anni consecutivi lo scudetto ed anche la Coppa Campioni, proprio quel 29 maggio dell'85, passato alla storia come la “notte della tragedia”, dove scontri tra tifosi e guerriglie causarono 39 morti. Nonostante questo, quella sera le squadre continuarono a giocare e la Juventus vinse trascinata da un Platini profondamente scosso dall'accaduto. Tante le gioie per questo campione, come la Coppa Intercontinentale e il tre volte Pallone d'Oro. Il 17 maggio 1987 Platini giocò l'ultima partita in Serie A, e dopo essere uscito dal campo dichiarò: “Ho giocato nel Nancy perché era la mia città, Saint-Etienne perché era la migliore in Francia e Juventus perché è la migliore al mondo”.&lt;br /&gt;
Due furono le favole blu per Michael, una da giocatore della sua nazionale che tanto amava, e una da Commissario tecnico. In veste di giocatore attraversò grandi gioie e delusioni infinite. Con quella maglia blu raggiunse un traguardo storico: il titolo europeo nel 1984. Partecipò a tre avventure mondiali una delle quali (Messico 1896) aspettava la Francia in un ruolo da primatrice, ma si dovette accontentare di un misero terzo posto.&lt;br /&gt;
         Nelle vesti di Ct, invece, non ebbe altrettanta fortuna, e non riuscendo a trasmettere la sua idea di calcio, lasciò la panchina, proprio nell'anno in cui la Francia avrebbe ospitato i Mondiali '98.&lt;br /&gt;
Michael François Platini: calciatore, allenatore di calcio, dirigente sportivo, attualmente presidente UEFA, nominato Calciatore francese del XX secolo.Genio e Artista: il più grande calciatore di tutti i tempi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	'''Trofei club'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SQUADRA	TROFEO	ANNO&lt;br /&gt;
NANCY	Campionato francese di seconda divisione	1974-1975&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SAINT-ETIENNE	Coppa di Francia	1977-1978&lt;br /&gt;
	Campionato francese	1980-1981&lt;br /&gt;
JUVENTUS	Coppa Italia	1982-1983&lt;br /&gt;
	Campionato italiano	1983-1984&lt;br /&gt;
	Coppa delle Coppe	1983-1984&lt;br /&gt;
	Supercoppa UEFA	1984&lt;br /&gt;
	Coppa dei Campioni	1984-1985&lt;br /&gt;
	Coppa Intercontinentale	1985&lt;br /&gt;
	Campionato italiano	1985-1986&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
•	Trofei nazionale&lt;br /&gt;
NAZIONALE	TROFEO	ANNO&lt;br /&gt;
FRANCIA	Campionato d'Europa	1984&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	Trofei individuali&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
PLATINI	TROFEO	ANNO&lt;br /&gt;
GIOCATORE	Calciatore francese dell'anno (2)	1976,1977&lt;br /&gt;
	Pallone d'Oro (3)	1983,1984,1985&lt;br /&gt;
	Onze d'or (3)	1983,1984,1985&lt;br /&gt;
	World Soccer's World Player of the Year (2)	1984,1985&lt;br /&gt;
	Super Onze d'or	1995&lt;br /&gt;
	Capocannoniere della Serie A (3)	1982-83,1983-84,1984-85&lt;br /&gt;
	Capocannoniere dell'Europeo	1984&lt;br /&gt;
	Capocannoniere della Coppa Campioni	1984-1985&lt;br /&gt;
	Miglior giocatore dell'Europeo	1984&lt;br /&gt;
	Miglior giocatore della Coppa Intercontinentale	1985&lt;br /&gt;
ALLENATORE	World Soccer's World Manager of the Year	1991&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Scirea Gaetano</title>
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		<updated>2016-05-23T08:50:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;Atleta: GAETANO SCIREA&amp;lt;BR/&amp;gt; Nato: Cernusco (MI), 25 maggio 1953.&amp;lt;BR/&amp;gt; Morto: Babsk (Polonia), 3 settembre 1989.&amp;lt;BR/&amp;gt;  Nel calcio, quando si parla di campioni, il più delle vo...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Atleta: GAETANO SCIREA&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nato: Cernusco (MI), 25 maggio 1953.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Morto: Babsk (Polonia), 3 settembre 1989.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel calcio, quando si parla di campioni, il più delle volte si pensa ai grandi attaccanti, ma non si deve dimenticare, però, il detto: le partite si vincono in difesa. &lt;br /&gt;
Tra i difensori che hanno fatto la storia del calcio, Gaetano Scirea è stato uno dei più bravi e titolati, probabilmente uno dei più grandi liberi di tutti i tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''LA CARRIERA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da ragazzo iniziò a giocare nella squadra del San Pio X e all’età di quattordici anni firmò il cartellino con l’atalanta. Scirea, qualche anno dopo, entrato a far parte della primavera era sul punto di lasciare il calcio credendo di non poter essere all’altezza di guadagnarsi da vivere con questo sport, ma Fabio Capello lo impegnò come libero diventando titolare, finché nella stagione 1972/1973 venne lanciato nella massima serie disputando venti partite di fila. Molte squadre, iniziarono a interessarsi al giovane, fino a quando nella stagione successiva arrivò la chiamata della Juventus e Gaetano appena ventunenne, quasi incredulo, pensò che fosse uno scherzo.&lt;br /&gt;
L’inizio alla Juve però, non fu dei migliori a causa di un infortunio alla caviglia che lo costrinse a saltare le prime partite di campionato, ma tornato in campo dopo essersi ripreso dall’infortunio giocò ottantanove partite consecutive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''LE VITTORIE E IL RITIRO'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1975, vinse il suo primo scudetto con la maglia bianconera e il 30 dicembre dello stesso anno, esordì in nazionale contro la Grecia, gara terminata 3 a 2 per gli azzurri.&lt;br /&gt;
Nella stagione 1976/1977 giocò ben 30 partite di campionato, segnando 1 gol, mentre sono 12 le partite giocate in Europa vincendo la coppa Uefa in finale contro l’Atletico Bilbao. Nella stagione successiva arrivò la vittoria di un altro scudetto e la sua prima partecipazione ad un mondiale. &lt;br /&gt;
Il 1982 è l’anno del quinto scudetto, ma soprattutto è l’anno del Mondiale disputato in Spagna, in cui la nazionale italiana batté la Germania Ovest per 3 a 1 in finale e Scirea fu uno dei grandi protagonisti dell’impresa. &lt;br /&gt;
Ormai Scirea era un campione affermato, ma la sua umiltà lo portava a cercare costantemente il miglioramento, infatti, nel 1984 la Juventus tornò campione vincendo il suo sesto scudetto, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa europea.&lt;br /&gt;
Nel 1986, Gaetano Scirea vinse il suo ultimo scudetto, il settimo da quando era alla Juve. In nazionale la sua ultima partita fu giocata il 17 giugno del 1986, mentre con la Junventus giocò fino all’età di trentacinque anni nella stagione 1987/1988, dopo aver disputato cinquecentocinquantadue partite con la maglia bianconera e senza aver mai preso un’espulsione in tutta la sua carriera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Trofei vinti'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SCUDETTO	7&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
COPPA ITALIA	2&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
MONDIALE	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
COPPA DEI CAMPIONI	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
COPPA UEFA	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SUPERCOPPA	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
COPPA DELLE COPPE	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
COPPA INTERCONTINENTALE	1&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Totale	15&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora oggi per molti è inspiegabile come abbia fatto a non aver mai preso nessuna espulsione giocando in quel ruolo. Questo primato, certamente ineguagliabile, dimostra un'intera carriera vissuta senza eccessi di aggressività e scorrettezze. &lt;br /&gt;
Gaetano Scirea veniva giudicato come giocatore completo anche per la sua eleganza dei movimenti, per le sue doti tecniche e la sua lucidità sempre presente in qualsiasi momento della partita e in ogni partita.&lt;br /&gt;
Dopo il suo ritiro gli fu offerto l’incarico di vice allenatore della Juventus, come collaboratore del suo ex compagno di squadra Dino Zoff. &lt;br /&gt;
Scirea accettò l’incarico occupando anche il ruolo di osservatore, anche se prima che Gaetano firmasse, la Reggina provò a convincerlo a firmare un contratto come allenatore a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''L’INCIDENTE'''&lt;br /&gt;
Il 3 settembre 1989 fu incaricato di osservare la squadra del Gornik Zobrze, prossima avversaria della Juve in coppa Uefa.&lt;br /&gt;
Scirea si recò quindi in Polonia e durante il viaggio di ritorno verso Varsavia la macchina su cui era a bordo si scontrò contro un furgone, cosi la vettura prese fuoco immediatamente e per Scirea, l’autista e l’interprete non ci fu nulla fare, l’unico a salvarsi fu un dirigente della squadra polacca.&lt;br /&gt;
La notizia della sua morte fu data la sera stessa durante la “Domenica sportiva” ed è un uomo ricordato per essere stato un grande sportivo, ma soprattutto per essere stato una grande persona, infatti, Gaetano Scirea veniva descritto come un uomo corretto verso l’avversario e dotato di grande carisma, il quale con poche parole, dette sempre nel momento giusto, metteva sicurezza e tranquillità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo record di presenze in bianconero verrà superato nel 2008 da Alessandro Del Piero, il quale ricorda Scirea così: &amp;quot;Raggiungere Scirea nelle presenze è un traguardo che mi inorgoglisce sotto tanti aspetti. E' un numero importantissimo, ma la mia speranza è di entrare nel cuore della gente come è entrato lui. Mi piacerebbe che in futuro mi vedessero con gli stessi occhi con cui io guardo lui. Questo è un mio obiettivo, un traguardo.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia:&lt;br /&gt;
-	[http://www.myjuve.it sito ufficiale della juve]&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ullrich_Jan&amp;diff=113</id>
		<title>Ullrich Jan</title>
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		<updated>2016-05-23T08:40:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;Jan Ullrich  è nato a Rostock il 2 dicembre 1973,è un ex ciclista tedesco, soprannominato Kaiser Jan.   •	1  Campionato nazionale tedesco su strada a cronometro: 1995&amp;lt;BR/&amp;gt;...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Jan Ullrich  è nato a Rostock il 2 dicembre 1973,è un ex ciclista tedesco, soprannominato Kaiser Jan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	1  Campionato nazionale tedesco su strada a cronometro: 1995&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	2  Campionati nazionali tedeschi su strada in linea: 1997, 2001&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
•	1  Tour de France: 1997&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1 Classica di Amburgo: 1997&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1  Vuelta a Espana: 1999&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	2  Campionati del mondo su strada a cronometro: 1999, 2001&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1  Sydney 2000, in linea&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1 Coppa Agostoni: 2000&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1 Giro dell'Emilia: 2001&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	2 Giri di Svizzera: 2004, 2006&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1 Coppa Sabatini: 2004&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	7 tappe al Tour de France&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	18 giorni in maglia gialla&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	1 tappa al Giro d'Italia&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	2 tappe alla Vuelta a Espana&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
•	10 giorni in maglia Amarillo&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello sport professionistico tanti darebbero l'anima per diventare campioni. Poche volte capita di vederne uno che pur essendolo non si danna per sottolinearlo. Uno è Jan Ullrich. Per chi avesse poca dimestichezza con le due ruote è bene sottolineare che si tratta di uno di quei ciclisti a cui natura ha donato capacità che solo pochi altri hanno avuto. Anche ai non addetti ai lavori, i nomi di Bartali, Merckx, e forse di Hinault e Indurain dicono qualcosa. Sono quelli di atleti che fino a quando sono rimasti in bicicletta hanno vinto moltissimo e su ogni percorso. Per chiarire di che tipo di ciclisti si tratta è bene fare una premessa. Nel pugilato, come noto, si combatte per categorie di peso, senza possibilità di incroci: il peso leggero contro il peso leggero; il peso massimo contro il peso massimo; etc. Non è ammesso che il peso leggero combatta contro il peso massimo. Nella boxe ogni categoria ha proprie specificità. Il peso leggero sarà più rapido del peso massimo nei movimenti ma meno devastante nei colpi. Anche nel ciclismo ci sono varie categorie: tre macro categorie: scalatori, velocisti, passisti. Anche in questo caso ognuna ha proprie particolarità e, in un gioco di pesi e contrappesi, a un punto forte corrisponde una debolezza. Lo scalatore, quello &amp;quot;puro&amp;quot; - con peso intorno ai 60kg - lo si vede nelle salite, soprattutto quelle con pendenze elevate, oltre il 7%. Tende a stare in piedi sui pedali, con un rapporto abbastanza duro. Se non ci sono montagne non c'è motivo che ci sia lo scalatore. Nei percorsi in pianura sta nella &amp;quot;pancia del gruppo&amp;quot;, cioè all'interno del gruppo compatto dei ciclisti, per viaggiare a velocità molto più elevate di quelle che egli - da solo - riuscirebbe a raggiungere. Nei percorsi in pianura, con arrivo in pianura, è il velocista a stare all'erta. Deve avere una potenza muscolare notevole, da sprigionare negli ultimi trecento metri quando spinge il massimo rapporto alla massima potenza. Il passista è un treno che, nella migliore delle ipotesi, deve sapere andare sempre alla stessa velocità. Se lo riesce a fare, in salita, in tutti i tratti, a tutte le pendenze, farà la felicità di qualunque direttore sportivo, e del capitano, magari impegnato a conquistare o difendere il primo posto in una grande corsa a tappe.&lt;br /&gt;
È possibile che un ciclista sia tutte e tre cose insieme (scalatore, passista, velocista)? Per logica la risposta è &amp;quot;no&amp;quot;. Un &amp;quot;no&amp;quot; da sottolineare cinque volte. Un ciclista, insieme scalatore, passista e velocista sta a un pugile che sia allo stesso tempo peso leggero, peso medio e peso massimo. Per logica. Ma oggi lo sport non è solo logica e poiché nessuno ormai si meraviglia che, attraverso opportuni trattamenti genetici, un pomodoro possa avere il sapore di arancia, c'è da credere, con buona approssimazione, che non passerà molto tempo dacché un ciclista contemporaneamente scalatore, passista e velocista non impressionerà più di tanto gli addetti ai lavori e gli spettatori. In fondo già avviene...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non è realistico essere insieme scalatore, velocista e passista è invece possibile integrare alla specializzazione primaria una delle altre due. Ad esempio, il velocista, per natura sofferente in salita, attraverso un maggiore allenamento su quel terreno può ottenere un miglioramento. Così, ad esempio, se prima, in una tappa in montagna arrivava con quaranta minuti di ritardo dai primi, dopo il potenziamento in salita può arrivare con venti minuti di ritardo. Per altro verso, il velocista che si allena di più in salita perde una parte di quella potenza muscolare originaria e, di riflesso, negli arrivi in volata non sarà più così forte come prima. Ne è un esempio Eric Zabel. In origine velocista &amp;quot;puro&amp;quot;, nel corso degli anni è migliorato in salita, a costo di perdere parte delle sue caratteristiche iniziali. Si è trasformato in un altro tipo di velocista, non più &amp;quot;puro&amp;quot; ma in grado di resistere nelle salite, molto meglio di tanti suoi colleghi, e in grado di continuare a dire la sua nelle corse con arrivo in leggera salita. Pesi e contrappesi si diceva prima. Si guadagna in qualcosa e si perde in qualcos'altro. Per le grandi corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna), a parte qualche eccezione, sono i passisti a primeggiare. Passisti però di categoria superiore, in grado di tenere in salita e di andare in fuga, dopo avere fatto cedere gli avversari con un ritmo alto, e - condizione sempre più ineludibile - di essere anche bravi nelle prove a cronometro.&lt;br /&gt;
Nella storia del ciclismo quei quattro di prima - Bartali, Merckx, Hinault, Indurain - sono stati esempio di questo di tipo di ciclista. Indurain, i suoi Tour li ha vinti infliggendo distacchi di minuti agli avversari nelle tappe a cronometro e non mollando mai, o quasi, nelle salite, dove era molto difficile staccarlo. A questo quartetto di passisti-cronoman si può aggiungere Jan Ullrich. Campione del mondo dilettanti nel '93; 2o al Tour del France del '96; 1o a quello del '97; 2o a quello del '98; 1o alla Vuelta '99; Campione del mondo, a cronometro, ai mondiali del '99; 2o al Tour del 2000; Medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney nella prova su strada e Medaglia d'argento nella prova a cronometro; 2o al Tour del 2001; 2o al Tour del 2003; 1o al Giro di Svizzera del 2004. Oltre cinquanta corse vinte. Eppure resta il rammarico che il numero di questi successi, in condizioni differenti, si sarebbe potuto moltiplicare. .&lt;br /&gt;
Ullrich è certamente l’antitedesco. Per nulla metodico negli allenamenti, per nulla lucido e razionale in corsa, ma dotato di mezzi fisici eccezionali. Uno che arrivò secondo al suo primo Tour de France, alle spalle di un suo compagno di squadra, quel Bjarne Rijs che, passato a direttore sportivo, è oggi tra i principali artefici dell’exploit di Ivan Basso. A detta di molti, quel Tour Ullrich l’avrebbe vinto con una gamba sola, ma dovette correre col freno tirato per ordini di scuderia. Aspettò, e l’anno dopo, a ventitre anni, vinse a mani basse. &lt;br /&gt;
Era il 1997 e Jan Ullrich sembrava un predestinato, uno di quelli che arrivano e segnano un’epoca: i giornali lo chiamarono subito il kaiser. Sulla sua strada però arrivarono prima Pantani e poi Armstrong, due che quando correvano in bicicletta non erano di questo pianeta; la fulgida carriera che gli si prospettava davanti diventò una sfilza micidiale di secondi posti; la superiorità di Lance Armstrong, la sua feroce determinazione, la sua meticolosità nel preparare le corse accentuarono i difetti del tedesco. Da qui i rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato Jan “Kaiser” Ullrich ,un potenziale fuoriclasse rimasto campione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I suoi piu’ grandi successi rimangono senza dubbio il Tour 1997,l’oro a Sidney 2000 nella prova in linea,i 2 mondiali a cronometro 1999 e 2001..ma sicuramente avrebbe potuto collezionare molti piu’ successi se avesse messo maggiore impegno nell’allenamento e controllato gli eccessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Il Ritiro''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2006 ritorna al Giro d'Italia dove ottiene una vittoria di tappa a cronometro, poi vince nuovamente il Giro di Svizzera. Al Tour de France, visto il ritiro dalle corse di Armstrong, avrebbe finalmente l'occasione di bissare il successo del 1997, ma alla vigilia della corsa francese viene implicato nella cosiddetta Operación Puerto, che lo vede coinvolto per uso di doping. Viene escluso dall'organizzazione del Tour, quindi sospeso dalla sua squadra e in seguito licenziato.&lt;br /&gt;
Per tutto il periodo dell'inchiesta Ullrich, a differenza di altri corridori coinvolti, si dichiara sempre estraneo alla vicenda, fino al 26 febbraio 2007 in cui annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica. Successivamente le analisi sanguigne confermeranno il suo coinvolgimento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Le sue dichiarazioni dopo il ritiro'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ullrich ha interrotto un silenzio durato otto mesi con una conferenza stampa convocata in un grande albergo di Amburgo. Centocinquanta tra giornalisti e fotografi in sala, riflettori, telecamere. Con la mamma Marianne, la moglie Sarah, i fratelli Stefan e Thomas, i due allenatori che l' avevano scoperto e lanciato, Peter Sager e Peter Becker, il manager Wolfgang Strohband. Ma l' amico e mentore degli anni da professionista, Rudy Pevenage, non è venuto. Più che una conferenza stampa, è stato un monologo, durato, senza interruzioni, 43 minuti. Nessuna domanda concessa ai giornalisti.&lt;br /&gt;
Sin dall' inizio una bordata di astiose accuse: contro la federazione internazionale che lo ha sospeso, quella svizzera che gli ha tolto la licenza, gli inquirenti spagnoli dell' Operacion Puerto, i media. Ma soprattutto contro il presidente della federciclo tedesca, l' ex ministro della difesa Rudolf Scharping, che lo aveva accusato di aver rovinato lo sport delle due ruote, e al quale Jan ha rinfacciato di essersi fatto solo facile pubblicità alle sue spalle, quando vinceva. SICURO «Non ho nulla da rimproverarmi. Nella mia carriera non ho mai imbrogliato, né danneggiato nessuno», ha detto Ullrich. Ma non una parola circa il principale elemento sul quale si basano i sospetti e le accuse e che ha dato il via alle inchieste contro di lui: le famose sacche di sangue attribuite a lui, sequestrate in Spagna al dottor Eufemiano Fuentes. Soltanto un riferimento a quel 30 giugno 2006, quando - dopo l' esplosione dello scandalo spagnolo - fu escluso dal Tour che stava per cominciare e che lui, finalmente senza più il grande rivale Armstrong, voleva vincere a ogni costo: «Ancora non so perché sono stato escluso. E' stato un giudizio pronunciato in anticipo da parte della stampa e delle federazioni». RIFLESSIONE Poi l' annuncio del ritiro: « Non sono accusato di nulla, potrei riavere subito la licenza per correre, ho sette offerte da parte di altrettanti team, anche del ProTour. Sono assolutamente in forma. Ma dopo lunga riflessione ho deciso di concludere qui la mia carriera attiva, pur se resterò nel mondo del ciclismo». Così, Jan ha annunciato la «piacevole notizia» sul suo futuro: farà il «consigliere, testimonial e rappresentante» della Volksbank, squadra austriaca di categoria Professional, che ha sede a una sessantina di chilometri dalla sua casa in Svizzera: «Per me la vita comincia davvero adesso. Sono un uomo felice, sano e anche giovane, che sa quello che vuole». E se n' è andato dall' albergo, protetto dallo schermo del suo clan. &lt;br /&gt;
Jan Ullrich ha dimostrato di essere un grande ciclista. Perché rifiutando la maschera di &amp;quot;imbattibile&amp;quot; ha affermato la volontà di essere, prima di tutto, un giovane del suo tempo. Non un automa senza emozioni, costruito per vincere a vantaggio del business, ma una persona normale con una forza atletica non comune che sa vincere ma che accetta anche la sconfitta, come negli ultimi anni al Tour, dove ha incontrato il &amp;quot;fenomeno&amp;quot; Armstrong. Per questo motivo Jan Ullrich e rimarrà un ciclista benvoluto. Perché non ha vissuto in modo ossessivo per il ciclismo e non è disposto a fare qualunque cosa per vincere. Un'affermazione di personalità e cultura che in tempi di sport-spettacolo e sport-business è prova di carattere e di indipendenza sempre più difficile da trovare nei grandi campioni.E’ per questo che noi fan lo ricorderemo sempre con grande affetto per le emozioni che ci ha regalato con le sue azioni,la sua carriera fatta di alti e bassi ma di momenti magici.. &lt;br /&gt;
Preso dall’Autobiografia di Jan Ullrich “o tutto o niente” (Jan Ullrich-Hagen Bossdorf)e da una recensione di questo libro&lt;br /&gt;
Storia del Ciclismo presa da un inserto uscito con un quotidiano&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Toni_Luca&amp;diff=94</id>
		<title>Toni Luca</title>
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		<updated>2016-05-23T08:34:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;Nato a Pavullo nel Frignano il 26 maggio 1977 Sport : calcio Luca toni, calciatore italiano, inizia la sua carriera  nel 1990 nelle officine meccaniche Frignanesi (squadra dil...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato a Pavullo nel Frignano il 26 maggio 1977&lt;br /&gt;
Sport : calcio&lt;br /&gt;
Luca toni, calciatore italiano, inizia la sua carriera  nel 1990 nelle officine meccaniche Frignanesi (squadra dilettantistica delle sue zone di origine) nel 1991 approda nelle giovanili del Modena  dove prosegue la sua scalata sino ad arrivare in prima squadra (serie C1 1994-1995) dove in due anni colleziona 32 presenze e 7 reti. Nel 1996 viene ceduto  all’Empoli in serie B dove colleziona solo tre presenze e 0 gol e nella stagione successiva torna in C1 alla Fiorenzuola (26 presenze-2 gol). Nella stagione 1998-1999 Luca Toni gioca per la Lodigiani(serie C1) con ottimi risultati infatti realizza 15 reti in 35 presenze attirando su di sé diverse squadre che militano nel campionato di serie B come il Treviso per cui gioca nella stagione 1999-2000 siglando 15 reti in 35 presenze. Dopo l’ottima stagione viene acquistato dal Vicenza con cui il 1 ottobre 2000 esordisce in serie a conclude la stagione con 31 presenze e 9reti. La stagione successiva approda al Brescia per 30 miliardi di lire (l’acquisto più costoso della storia del Brescia)Toni trascorre 2 anni nelle file  dei lombardi, conclude la prima stagione con 13 reti,delude invece nella seconda(2002-2003) dove realizza solo due reti  a causa soprattutto di un lungo infortunio.                                                                                                              Nel 2003 viene acquistato dal Palermo in serie B e chiude la stagione 2003-2004 da capocannoniere del campionato di serie B realizzando 30 reti contribuendo così alla risalita dei rosanero in serie A. Nel 2004-2005 proprio nella massima serie, con la maglia del Palermo, realizza ben 20 reti in 35 gare,le sue ottime prestazioni gli permettono di entrare nel giro della nazionale. Nell’estate del 2005 si trasferisce alla Fiorentina dove nella stagione 2005-2006 realizza 31 reti diventando così il primo italiano a vincere la scarpa d’oro(premio assegnato al calciatore che ottiene il miglior punteggio calcolato, moltiplicando il numero di reti per il coefficiente di difficoltà del campionato).Nell’estate del 2006 conquista il campionato del mondo di calcio con la nazionale italiana in Germania contribuendo con due reti. Nel 2006-2007 sempre con la Fiorentina conclude con 16 reti una stagione condizionata da una infiammazione al metatarso che lo costringe a saltare diverse partite. Nel giugno del 2007 viene acquistato per 11 milioni di euro dal Bayer Monaco nella prima stagione tedesca  diventa capocannoniere della Coppa Uefa(10 reti) e della Bundesliga con 24 reti fondamentali per la conquista del titolo della squadra bavarese, in questa stagione il Bayer Monaco si aggiudica anche la coppa di Germania. Nell’estate del 2008 partecipa all’europeo in Austria-Svizzera con la nazionale italiana dove non riesce ad esprimersi ad alti livelli . Nella stagione successiva(2008-2009)si riconferma con 14 reti in 25 presenze,Toni diventa uno dei beniamini dei tifosi del Bayer Monaco, a lui viene dedicata anche una canzone intitolata “numero uno”. Nell’estate 2009 fa parte della rosa dei 23 convocati per la Confederations Cup in Sudafrica. Nella terza stagione bavarese Toni a causa di un infortunio è costretto a saltare tutto il precampionato disputando cosi solo gare con la seconda squadra,a Dicembre 2009 così passa in prestito alla Roma collezionando 15 presenze e 5 gol.                                                                        Risolto il contratto con il Bayer Monaco Toni si trasferisce al Genoa il 6 luglio 2010 dove resta fino al                                 gennaio 2011 collezionando solo 3 reti e 16 presenze . Si trasferisce alla Juventus  fino al gennaio 2012 senza lasciare traccia 14 presenze e due sole reti. A gennaio 2012 approda al Nasr di Dubai da gennaio a maggio colleziona 14 presenze e 7 reti. Il 31 agosto 2012,ultimo giorno di mercato, Toni torna clamorosamente alla Fiorentina riprendendo anche il suo vecchio numero di maglia il 30,conclude la stagione con 8 reti in 27 presenze. Concluso il contratto con la Fiorentina nell’estate 2013 firma un contratto con l’Hellas Verona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
stagione	squadra	campionato	presenze	reti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1994-1995	Modena	Serie C1	9	3&lt;br /&gt;
1995-1996	Modena	Serie C1	25	5&lt;br /&gt;
1996-1997	Empoli	Serie B	3	1&lt;br /&gt;
1997-1998	Fiorenzuola	Serie C1	26	2&lt;br /&gt;
1998-1999	Lodigiani	Serie C1	31	15&lt;br /&gt;
1999-2000	Treviso	Serie B	35	15&lt;br /&gt;
2000-2001	Vicenza	Serie A	31	9&lt;br /&gt;
2001-2002	Brescia	Serie A	28	13&lt;br /&gt;
2002-2003	Brescia	Serie A	16 	2&lt;br /&gt;
2003-2004	Palermo	Serie B	45	30&lt;br /&gt;
2004-2005	Palermo	Serie A	35	20&lt;br /&gt;
2005-2006	Fiorentina	Serie A	38	31&lt;br /&gt;
2006-2007	Fiorentina	Serie A	29	16&lt;br /&gt;
2007-2008	Bayer Monaco	Bundesliga 	31	24&lt;br /&gt;
2008-2009	Bayer Monaco	Bundesliga	25	14&lt;br /&gt;
2009-gen  2010	Bayer Monaco	Bundesliga	4	0&lt;br /&gt;
gen.-giu.   2010	Roma	Serie A	15	5&lt;br /&gt;
2010-gen. 2011	Genoa	Serie A	16	3&lt;br /&gt;
Gen-giu.   2011	Juventus	Serie A	14	2&lt;br /&gt;
2011-gen. 2012	Juventus	Serie A	0	0&lt;br /&gt;
Gen.-giu  .2012	Al-Nasr	Uae pro-legue	14	3&lt;br /&gt;
2012-2013	Fiorentina	Serie A	27	8&lt;br /&gt;
2013-2014	Hellas Verona	Seria A		&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nazionale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Toni esordisce in nazionale il 18 agosto 2004 nella partita Islanda-Italia convocato dall’allora ct Marcello Lippi la sua prima rete in ‘’azzurro’’risale al 4 settembre 2004 a Palermo nella partita contro la Norvegia. Con la maglia della nazionale parteciperà al mondiale del 2006 in Germania, europeo del 2008 Austria -Svizzera e alla Confederations Cup del 2009 in Sudafrica. In totale siglerà con la maglia della nazionale 47 presenze e 16 reti. &lt;br /&gt;
NAZIONALE	Presenze	reti&lt;br /&gt;
	47	16&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mondiale 2006 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel maggio 2006 Luca Toni viene convocato per il mondiale in Germania, indossa la maglia numero 9.Nella partita del 30 giugno contro l’Ucraina Toni realizza una doppietta fondamentale per la qualificazione della nazionale italiana alla semifinale giocata poi contro la Germania. Il 9 luglio 2006 diventa campione del mondo all’Olympiastadion di Berlino nella finale contro la  Francia                                       terminata 6-4 ai calci di rigore. A fine mondiale viene inserito nella lista All star dei migliori 23 giocatori del mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 PALMARES&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Club	Nazionale	Individuale&lt;br /&gt;
Campionato di serie B&lt;br /&gt;
2003-2004 (Palermo)	Campionato del mondo  &lt;br /&gt;
               2006	Capocannoniere della serie B&lt;br /&gt;
  2003-2004 (30 gol)&lt;br /&gt;
Campionato tedesco&lt;br /&gt;
2007-2008 (Bayer Monaco)		Capocannoniere della serie A&lt;br /&gt;
2005-2006 (31 gol)&lt;br /&gt;
Coppa di Germania&lt;br /&gt;
2007-2008 (Bayer Monaco)		Scarpa d’oro&lt;br /&gt;
2006&lt;br /&gt;
Coppa di lega tedesca&lt;br /&gt;
2007          (Bayer Monaco)		Capocannoniere della Bundesliga&lt;br /&gt;
2007-2008 (24 gol)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia:&lt;br /&gt;
il Palermo racconta:storie confessioni e leggende rosanero; campioni del mondo 2006 Gremese editori&lt;br /&gt;
Sitografia: &lt;br /&gt;
[http://www.lucatoni.com sito ufficiale di luca toni].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Powell_Asafa&amp;diff=58</id>
		<title>Powell Asafa</title>
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		<updated>2016-05-23T08:26:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;'''Asafa Powell''' (St. Catherine, 23 novembre 1982) è un atleta giamaicano, specializzato nella velocità.  Inizia a praticare atletica sulle orme del fratello nel ’99 ma...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Asafa Powell''' (St. Catherine, 23 novembre 1982) è un atleta giamaicano, specializzato nella velocità. &lt;br /&gt;
Inizia a praticare atletica sulle orme del fratello nel ’99 ma al contrario di molti rimane ad allenarsi in Giamaica invece di partire per gli USA.&lt;br /&gt;
Powell è membro della MVP (Maximising Velocity and Power) Track &amp;amp; Field Club che ha base alla University of Technology (U-Tech) di Kingston ed è allenato dal 2001 da Stephen Vincent francio.&lt;br /&gt;
Il suo esordio in manifestazioni internazionali di alto livello risale ai Campionati del mondo di atletica leggera 2003 di Parigi, quando incappò in una squalifica per partenza falsa in batteria.&lt;br /&gt;
Nella stagione 2004, l'atleta giamaicano eguagliò il record di Maurice Greene correndo per 9 volte nel corso dell'anno i 100m sotto i 10 secondi e presentandosi come un possibile favorito per i Giochi olimpici. &lt;br /&gt;
Ad Atene 2004 si qualificò per le finali olimpiche sia nei 100m che nei 200m. Nonostante non fosse ancora 22enne, si presentò ai blocchi da favorito nei 100m, ma chiuse la gara solamente al quinto posto. Powell non partecipò alla finale dei 200m, dando credito a voci che addebitarono la prestazione mediocre nei 100m a una indisposizione fisica. &lt;br /&gt;
Nello stesso stadio di Atene, il 14 giugno 2005, batté il record dei 100m (vento +1,6 m/s), appartenente a Tim Montgomery (9&amp;quot;78, poi revocato per doping), fermando il cronometro a 9&amp;quot;77.&lt;br /&gt;
 La stagione 2005 fu bruscamente interrotta da un infortunio, che costrinse Powell a saltare i mondiali di Helsinki.&lt;br /&gt;
La stagione 2006 segnò la definitiva consacrazione di Powell a migliore centometrista del pianeta: lo sprinter giamaicano restò imbattuto per l'intera annata nei 100m, vincendo i Giochi del Commonwealth, la Golden League e le finali IAAF di Stoccarda. &lt;br /&gt;
Powell eguagliò il proprio record del mondo dei 100m in due occasioni: l'11 giugno 2006 (vento +1,5m/s) a Gateshead, in Inghilterra, e il 18 agosto 2006 a Zurigo, in Svizzera (+1.0 m/s). &lt;br /&gt;
Nel corso del 2006, Powell corse per 12 volte i 100m sotto i 10 secondi, abbattendo il record di 9 volte (detenuto dallo stesso Powell insieme a Maurice Greene). Nello stesso anno vince tutte le sei gare dei 100m dellaGolden League della IAAF, centrando il jackpot e guadagnando 250,000$.&lt;br /&gt;
Powell perse la sua imbattibilità sui 100m durante i Mondiali di atletica leggera del 2007, tenutisi a Osaka: arrivò terzo nella finale, preceduto dall'americano Tyson Gay e dall'atleta delle Bahamas Derrick Atkins.Nella staffetta 4x100 vinse l'argento dietro agli Stati Uniti compiendo una spettacolare rimonta di 4 posizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
A Rieti, il 9 settembre 2007, ha migliorato il record del mondo dei 100m con 9&amp;quot;74 (vento +1,7 m/s), ottenuto in semifinale, correndo alla media di 36,96 km/h. Un'ora più tardi, vinse la finale con un tempo di 9&amp;quot;78 in assenza di vento: è l'accoppiata ravvicinata più veloce mai corsa da un essere umano. &lt;br /&gt;
  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il record ha però breve durata,perche il 31 maggio 2008 un altro giamaicano, Usain Bolt, nel corso del Reebok Grand Prix corre i 100 in 9&amp;quot;72.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 22 luglio 2008, al Grand Prix di Stoccolma, Powell e Bolt si incontrano sui 100 metri, e la gara è vinta da Asafa per un solo centesimo: 9&amp;quot;88 contro il 9&amp;quot;89 di Usain. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il 16 agosto 2008, si incontrerà nuovamente in finale olimpica con Bolt e otterrà un deludente quinto posto mentre il connazionale vincerà la medaglia d'oro stabilendo il nuovo record del mondo con 9&amp;quot;69. I due però vinceranno, 6 giorni dopo, l'oro nella staffetta 4x100 ottenendo il record del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2 settembre 2008, al Gran Prix di Losanna, Powell sigla il suo record personale e il secondo miglior tempo di sempre nei 100m piani con il tempo di 9&amp;quot;72 con un vento a favore di 0,2 m/s.&lt;br /&gt;
Powell è un simbolo dell'atletica contemporanea, anche per aver corso per 47 volte i 100m in meno di 10 secondi, preceduto nella graduatoria all-time solo da Maurice Greene (52 volte).&lt;br /&gt;
Il 5 settembre 2008 nel memorial Ivo Van Damme, che è la tappa di Bruxelles della Golden League 2008, Powell arriva secondo sui 100 m correndo in 9.83, dietro a Bolt che corre in 9.77. Da notare il vento di -1.3 m/s e la pista bagnata.&lt;br /&gt;
Asafa Powell è anche testimonial dal 2001 del Comitato Sport Cultura Solidarietà e nelle ultime tre edizioni del Meeting Internazionale di Atletica Leggera “Sport Solidarietà” a Lignano Sabbiadoro (Udine), che è organizzato fin dalla prima edizione dalla Nuova Atletica dal Friuli Associazione Sportiva Dilettantistica di Udine, ha corso i 50 metri al fianco dei disabili, dimostrando oltre alle indiscusse doti velocistiche, anche un grandissimo cuore.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Miroslav_Klose&amp;diff=40</id>
		<title>Miroslav Klose</title>
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		<updated>2016-05-23T08:21:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Attaccante, nato a Opole in Polonia il 9 giugno 1978, è un calciatore polacco naturalizzato tedesco. Il suo nome originario è Mirosław Marian Kloze. E' alto m 1,82 e pesa kg 74.&lt;br /&gt;
Il padre Josef Klose è stato calciatore professionista che ha giocato anche in Prima Divisione francese mentre la madre è stata per diversi anni portiere della Nazionale polacca di pallamano. Inizia nelle giovanili tedesche con la maglia dell'Homburg. Trasferitosi al Kaiserslautern, esordisce in Bundesliga dopo un ottimo periodo nella squadra riserve. Titolare nel Kaiserslautern, alla fine della sua prima stagione nella massima serie è convocato in Nazionale, con la quale esordisce nel 2001 contro l'Albania. Dopo altre due stagioni al Kaiserslautern, nel 2004 viene ceduto al Werder Brema. Nel suo primo campionato si classifica quinto nella classifica dei cannonieri. L'anno seguente, ottiene il secondo posto col Werder e il titolo di capocannoniere con 25 reti, nonché la Coppa di Lega tedesca. Con la selezione tedesca partecipa al campionato del mondo 2002, raggiungendo la finale. Nel torneo mette a segno 5 reti, che gli valgono il secondo posto nella classifica cannonieri dopo il brasiliano Ronaldo. Nel 2007 il Werder Brema lo cede al Bayern Monaco per 15 milioni di euro e la firma di un contratto quadriennale. Klose contribuisce, con 10 reti, alla vittoria della Bundesliga e della Coppa di Germania 2007/08. Nella stagione successiva Klose realizza 10 reti, ma la sua squadra resta all'asciutto di titoli. Si laurea campione di Germania per la seconda volta nel 2010. Segna una doppietta contro l'Argentina eguagliando, con 14 reti in una fase finale del campionato del mondo, il connazionale Gerd Müller.&lt;br /&gt;
Svincolatosi nel giugno 2011 dal Bayern Monaco, a causa di un litigio avuto con l’allenatore Van Gaal, scaturito dal fatto che quest’ultimo ritenendo che Miroslav non avesse le caratteristiche tecniche richieste, passa alla Lazio con un contratto biennale da 1,5 milioni a stagione. Nel suo primo anno alla Lazio colleziona 27 presenze e 12 reti in serie A, tra cui un gol molto significativo per la squadra e la tifoseria biancoceleste, ovvero quello fatto nel derby d’andata Lazio-Roma al 92esimo. Il 5 maggio 2013 realizza ben 5 reti nella gara contro il Bologna (6-0) ottenendo il record assoluto per un calciatore bianco-azzurro di marcature in una partita. Sempre nella stagione 2012/13 vinse la finale di Coppa Italia con la Roma. &lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/13 gioca 29 partite e segna 15 reti in Campionato nonostante un infortunio che lo ha tenuto fuori squadra per diverso tempo.&lt;br /&gt;
Nella stessa stagione vinse il premio fair play per la partita Napoli Lazio nella quale ammise di aver segnato un gol di mano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Palmares:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Club	Werder Brema	Bayern Monaco	S.S. Lazio&lt;br /&gt;
Coppa di Lega tedesca	2006	2007	&lt;br /&gt;
Campionato tedesco&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Coppa di Germania		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Supercoppa di Germania		2010	&lt;br /&gt;
Coppa Italia			2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Individuali	2002	2005/06	2006&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		25 gol	&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			5 gol&lt;br /&gt;
Scarpa d’oro&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			1&lt;br /&gt;
All-Star Team&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)	1		1&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Miroslav_Klose&amp;diff=39</id>
		<title>Miroslav Klose</title>
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		<updated>2016-05-23T08:21:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente18: Creata pagina con &amp;quot;Attaccante, nato a Opole in Polonia il 9 giugno 1978, è un calciatore polacco naturalizzato tedesco. Il suo nome originario è Mirosław Marian Kloze. E' alto m 1,82 e pesa k...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Attaccante, nato a Opole in Polonia il 9 giugno 1978, è un calciatore polacco naturalizzato tedesco. Il suo nome originario è Mirosław Marian Kloze. E' alto m 1,82 e pesa kg 74.&lt;br /&gt;
Il padre Josef Klose è stato calciatore professionista che ha giocato anche in Prima Divisione francese mentre la madre è stata per diversi anni portiere della Nazionale polacca di pallamano. Inizia nelle giovanili tedesche con la maglia dell'Homburg. Trasferitosi al Kaiserslautern, esordisce in Bundesliga dopo un ottimo periodo nella squadra riserve. Titolare nel Kaiserslautern, alla fine della sua prima stagione nella massima serie è convocato in Nazionale, con la quale esordisce nel 2001 contro l'Albania. Dopo altre due stagioni al Kaiserslautern, nel 2004 viene ceduto al Werder Brema. Nel suo primo campionato si classifica quinto nella classifica dei cannonieri. L'anno seguente, ottiene il secondo posto col Werder e il titolo di capocannoniere con 25 reti, nonché la Coppa di Lega tedesca. Con la selezione tedesca partecipa al campionato del mondo 2002, raggiungendo la finale. Nel torneo mette a segno 5 reti, che gli valgono il secondo posto nella classifica cannonieri dopo il brasiliano Ronaldo. Nel 2007 il Werder Brema lo cede al Bayern Monaco per 15 milioni di euro e la firma di un contratto quadriennale. Klose contribuisce, con 10 reti, alla vittoria della Bundesliga e della Coppa di Germania 2007/08. Nella stagione successiva Klose realizza 10 reti, ma la sua squadra resta all'asciutto di titoli. Si laurea campione di Germania per la seconda volta nel 2010. Segna una doppietta contro l'Argentina eguagliando, con 14 reti in una fase finale del campionato del mondo, il connazionale Gerd Müller.&lt;br /&gt;
Svincolatosi nel giugno 2011 dal Bayern Monaco, a causa di un litigio avuto con l’allenatore Van Gaal, scaturito dal fatto che quest’ultimo ritenendo che Miroslav non avesse le caratteristiche tecniche richieste, passa alla Lazio con un contratto biennale da 1,5 milioni a stagione. Nel suo primo anno alla Lazio colleziona 27 presenze e 12 reti in serie A, tra cui un gol molto significativo per la squadra e la tifoseria biancoceleste, ovvero quello fatto nel derby d’andata Lazio-Roma al 92esimo. Il 5 maggio 2013 realizza ben 5 reti nella gara contro il Bologna (6-0) ottenendo il record assoluto per un calciatore bianco-azzurro di marcature in una partita. Sempre nella stagione 2012/13 vinse la finale di Coppa Italia con la Roma. &lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/13 gioca 29 partite e segna 15 reti in Campionato nonostante un infortunio che lo ha tenuto fuori squadra per diverso tempo.&lt;br /&gt;
Nella stessa stagione vinse il premio fair play per la partita Napoli Lazio nella quale ammise di aver segnato un gol di mano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Palmares:&lt;br /&gt;
Club	Werder Brema	Bayern Monaco	S.S. Lazio&lt;br /&gt;
Coppa di Lega tedesca	2006	2007	&lt;br /&gt;
Campionato tedesco&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Coppa di Germania		2007/08&lt;br /&gt;
2009/10	&lt;br /&gt;
Supercoppa di Germania		2010	&lt;br /&gt;
Coppa Italia			2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Individuali	2002	2005/06	2006&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Bundesliga)		25 gol	&lt;br /&gt;
Capocannoniere&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			5 gol&lt;br /&gt;
Scarpa d’oro&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)			1&lt;br /&gt;
All-Star Team&lt;br /&gt;
(Mondiali di calcio)	1		1&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente18</name></author>
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