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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-14T11:35:02Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=O%E2%80%99NEAL_SHAQUILLE&amp;diff=345</id>
		<title>O’NEAL SHAQUILLE</title>
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		<updated>2016-05-23T10:50:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Shaquille Rashaun O’Neal nacque il 6 marzo 1972, a Newark, nel New Jersey, in seguito ad una relazione avuta da sua madre Lucille con un giocatore di basket locale, Joe Tony...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Shaquille Rashaun O’Neal nacque il 6 marzo 1972, a Newark, nel New Jersey, in seguito ad una relazione avuta da sua madre Lucille con un giocatore di basket locale, Joe Tony.&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Sin dai primi giorni Shaquille dovette vivere con un problema della vita, il cognome. &amp;lt;BR /&amp;gt;                                                                          Il padre naturale infatti, oltre a non riconoscere il figlio, lo abbandonò, lasciandolo solo con la madre da cui in seguito, prenderà il cognome O’Neal. Per un breve periodo Lucille cadde in depressione e cominciò ad abusare di alcool e droga, ma un giorno conobbe, un militare americano, un Marine, di nome Philip Harrison. Sin dai primi momenti Phil si prese cura di Lucille e di Shaquille, crescendolo come fosse suo figlio. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La madre ed il piccolo però dovettero seguire gli spostamenti di Philip e, Shaquille crebbe senza un posto fisso dove vivere. Sin da piccolo Shaquille era molto più alto e grosso di corporatura rispetto ai suoi compagni ma, non aveva mai pensato di diventare un giocatore di basket, anche perché il suo primo pensiero era quello di diventare un cantante rapper. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un giorno però, trovandosi in Germania, mentre trascorreva il tempo nel praticare qualche tiro a canestro, fu notato dall’allenatore dei LSU Tigers, Dale Brown, che incuriosito e intento a scoprire qualche nuovo talento per il suo college, chiese a Shaquille quanti anni avesse e da quanto tempo giocasse a basket. Shaquille a questo punto rispose che gli sarebbe piaciuto provarci ma che non aveva mai toccato il pallone e fatto qualche tiro libero prima di quel momento. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questa risposta però, lasciò l’allenatore sbalordito a tal punto da capire di aver scoperto un ragazzo che avrebbe avuto fama e successo dalla vita. Ad un certo punto però, Philip, decise di tornare in patria per permettere a Shaquille di impegnarsi nella pallacanestro, iscrivendolo al Cole High School in Texas, dove giocò per due anni. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver appreso per bene le regole base del gioco, Shaquille divenne un vero talento, portando la sua squadra al titolo nazionale del Texas, subendo solamente una sconfitta. Durante il suo primo anno sotto gli insegnamenti di coach Dale Brown, Shaquille, ebbe momenti di confronto e scontro con alcuni suoi compagni. Nel 1992 cominciò la sua carriera negli Orlando Magic che, per merito suo, ebbero l’accesso agli NBA. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell’anno 1996 Shaquille decise di abbandonare gli Orlando e fu contattato da Jerry West, manager dei Lakers, che cercò in tutti i modi di convincerlo a scegliere Los Angeles, offrendoli circa cento milioni di dollari in sette anni. Shaquille firmò il contratto il giorno prima delle Olimpiadi di Atlanta, diventando ufficialmente giocatore dei Los Angeles Lakers. Durante le Olimpiadi disputò otto partite aggiudicandosi la medaglia d’oro. Dal 2000 al 2001 Shaq, fu nominato miglior centro della NBA con 28.7 punti, 12.7 rimbalzi e 3.7 assist. &lt;br /&gt;
Nella stagione del 2001 disputò meno di 70 partite a causa di svariati infortuni legati alle caviglie. Nella stagione 2002-2003, Shaquille subì un intervento al mignolo, saltando così tutto il primo mese di stagione. Nel 2004 passò ad un’altra squadra: i Miami Heat e in seguito nei Phoenix Suns, e nel 2008 vinse il suo quarto NBA. Dopo alcuni anni dal 2008 al 2010, nonostante avesse firmato un contratto biennale, Shaquille giocò solamente un anno nei Boston Celtics, disputando 37 partite di cui 36 da titolare. Il 1° giugno del 2011, tramite social network e dopo 19 anni di carriera, Shaquille decise di ritirarsi con ben 4 anelli di Campione NBA al dito. Sempre durante questo anno, è conduttore di una trasmissione televisiva di approfondimento sportivo. Dopo il ritiro, acquistò una quota azionaria dei Sacramento Kings, diventando un proprietario della franchigia NBA.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ricevette numerosi tributi e complimenti da gran parte del mondo. Shaquille O’ Neal oltre ad essere stato un campione di basket, si è rivelato anche un grandissimo showman, tra cui attore, cantante rapper, produttore televisivo, noto anche per la sua simpatia, il suo sorriso e personalità a tal punto da essere soprannominato “Il Gigante Buono”. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alto 216 centimetri per 147 chili, calza un piede 57. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Durante questi anni da campione, si scoprì una grandissima debolezza; dal 2000 al 2008 raggiunse in totale un record di 5000 tiri liberi sbagliati a tal punto che le squadre avversarie nei momenti decisivi, adottavano la tattica dell’Hack-a-Shaq, che consisteva nel fare fallo a O’Neal (per mandarlo ai tiri liberi) non appena si impossessava della palla. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Da ricordare è la sua vittoria ai Mondiali di Toronto in Canada, dove viene riconosciuto MVP (Most Valuable Player Award). Shaquille O’Neal nel 1993 ha iniziato la carriera di rapper, pubblicando cinque album e ha partecipato a otto film. Altre curiosità riguardano la sua vita privata: si sposò nel 2002, ebbe quattro figli, però dopo alcuni anni fu accusato da una modella di molestie sessuali, ed è tutt’ora in attesa di giudizio. Tra i vari soprannomi da ricordare, i più importanti sono “The Big Aristotle” e “Superman”. Il primo soprannome ovvero The Big Aristotle nacque nel 2000, quando vinse il trofeo Mvp citando un’affermazione di Aristotele: “l'eccellenza non è un'azione, ma un'abitudine. Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente”; mentre il secondo soprannome nacque per un’ossessione che Shaquille aveva sin da ragazzo, ovvero la passione per Superman che, lo portò a tatuarsi una S sul bicipite.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=POIANI_PANIGATI_MARIA&amp;diff=344</id>
		<title>POIANI PANIGATI MARIA</title>
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		<updated>2016-05-23T10:49:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Maria Poiani Panigati è nata il 17 marzo 1982 a Pavia ed è una nuotatrice italiana non vedente, campionessa paralimpica e mondiale nello stile libero. Attualmente ha 29 anni...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Maria Poiani Panigati è nata il 17 marzo 1982 a Pavia ed è una nuotatrice italiana non vedente, campionessa paralimpica e mondiale nello stile libero. Attualmente ha 29 anni.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PARALIMPIADI''': SIDNEY 2000, PECHINO 2008&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ha partecipato alla prima paralimpiade nel 2000 a Sidney, è stata però eliminata in batteria nei 50 m stile libero e nei 100 m farfalla delfino e rana. Ha raggiunto la finale nei 400 m stile libero piazzando all’ottavo posto con il tempo di 5’53”74. Nel 2008 è stata convocata alle Paralimpiadi di Pechino e ha vinto la medaglia d'oro nei 50 metri stile libero categoria S11 precedendo la compagna Cecilia Camellini e nuotando la distanza in 31&amp;quot;39.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ecco il suo commento subito dopo la gara:&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &amp;quot;Non sentivo nulla quando sono arrivata, non capivo perchè i cinesi stessero zitti, nessuno esultava, gridava, applaudiva, le emozioni erano fortissime : paura, ansia, gioia, una gran voglia di sapere! Le sensazioni molto buone, questa mattina ho nuotato meglio, ma anche oggi ho cercato di dare il meglio&amp;quot; &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Nella batteria ha stabilito il nuovo primato mondiale per la specialità con il tempo di 31&amp;quot;21. È stata anche finalista nei 100 m stile libero ottenendo il quinto posto con il tempo di 1’12”71.&amp;lt;BR /&amp;gt;&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''CAMPIONATI MONDIALI'''&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2007 ha partecipato ai mondiali IBSA di Rio de Janeiro, ottenendo ben 5 medaglie : ha vinto due medaglie d'oro nei 50 e nei 100 metri stile libero rispettivamente con i tempi di 32”69  e 1’15”45, due d'argento nei 100 m rana (1’41”34) e nei 200 m misti (3’25”17) e un bronzo nei 200 m stile libero con il tempo di di 3’00”16. E’ stata squalifica,invece, nei 100 m farfalla.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MEDAGLIERE OLIMPICO'''&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ha vinto “solo” una medaglia d’oro a Pechino 2008.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''CURIOSITA’'''&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo l’oro olimpico di Pechino, l’atleta non vedente Maria Poiani sta per conquistare un’altra importante vittoria  che attendeva da tre anni : il trasferimento da Lodi a Bergamo. Grazie all’interessamento del presidente della provincia Valerio Bettoni infatti, la giovane atleta originaria di Lodi ma residente a Bergamo diventerà presto una dipendente dell’amministrazione di Via Tasso. L’atleta già tre anni fa aveva chiesto il trasferimento nel capoluogo orobico dove Maria vive e si allena tutti i giorni, la richiesta però era stata respinta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Van_de_Hoogendand_Pieter&amp;diff=315</id>
		<title>Van de Hoogendand Pieter</title>
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		<updated>2016-05-23T10:30:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Pieter Cornelis Martijn van den Hoogenband nasce a Maasticht il 14 Marzo 1978,cresciuto a Geldrop,dove nuoto’ per il PSV Eindhoven.Nel 1993 per Pieter arrivano i primi succe...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Pieter Cornelis Martijn van den Hoogenband nasce a Maasticht il 14 Marzo 1978,cresciuto a Geldrop,dove nuoto’ per il PSV Eindhoven.Nel 1993 per Pieter arrivano i primi successi,si comporta bene alle “giornate olimpiche giovanili europee”.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La notorieta’ internazionale arriva tre anni dopo.All’età di 18 anni,van den Hoogeband sorprese giungendo quarto nei 100 e 200 m stile libero alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver vinto niente meno che 6 medaglie d’oro ai Campionati Europei del 1999,divenne uno dei favoriti dell’Olimpiade di Sydney 2000,ma anche i suoi avversari erano molto forti. Nei 200m stile libero, si trovo’ di contro il giovane australiano Ian Thorpe,il favorito dal pubblico di casa. Nelle semifinali, van den Hoogenband stabili’ il nuovo record del mondo con il tempo di 1:45.35 con un passaggio veloce, ma Thorpe rispose con un tempo inferiore di solo 2 centisimi di secondo. In una finale eccitante, van den Hoogenband uguaglio’ il suo tempo della semifinale e vinse la medaglia d’oro beffando Thorpe,che sotto pressione tento’ di seguire il suo passaggio suicida ai 100 in 50.85 chiudendo in 1:45.83.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nei 100m stile libero, van den Hoogenband sfondo’ il muro dei 48” in semifinale facendo 47”84 impressionando soprattutto per il 24”68 nella vasca di ritorno. In finale vinse il suo secondo oro sconfiggendo il campione delle edizioni 1992 e 1996, il russo Aleksandar Popov. Vinse inoltre altre due medaglie,entrambe di bronzo,nei 50m stile libero, e come ultimo frazionista della staffetta olandese della 4x200m stile libero con na super frazione da 1’44”88 buttando l’Italia giu’ dal podio.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai campionati mondiali del 2001, van den Hoogenband vinse quattro medaglie d’argento,nei 50 in 22”16 e nei 100 in 48”43 venendo beffato da Ervin, nei 200m stile libero in 1’45”81 dietro Thorpe e nella staffetta 4x100m stile libero nuotando pero’ 47”0 di frazione. Agli Europei di Berlino 2002 Pieter torno’ sui livelli di Sydney 2000: nei 100 dopo aver fatto 47”97 in semifinale fece 47”86 in finale tornando in 24”62 mentre nei 200 passo’ ai 150 in 1’17.69,ossia 57 centesimi sotto il record di Thorpe, ma nell’ ultima vasca fece 27”20 e chiuse 1’44”89, mancando il primato ma con record europeo ancora inbattuto. Anche ai Giochi olimpici di Atene van den Hoogenband raccoglie delle medaglie, questa volta 3. La sfida con Thorpe delle Olimpiadi di Sydney 2000 si rinnova; questa volta Pieter lo sconffige nei 100m stile libero vincendo il secondo titolo consecutivo, ma Thorpe si rifa’ lasciandogli solo la seconda posizione nei 200m. Grazie alla squadra olandese della staffetta 4x100 stile libero arrivera’ una seconda medaglia d’argento.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai mondiali del 2007 van den Hoogenband ha rinunciato alle staffette vincendo l’argento nei 200m stile libero dietro Phelps. E arrivato solo sesto nei 100 m ma a 2 decimi dall’oro.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai Giochi olimpici di Pechino 2008 van den Hoogenband non è riuscito a vincere la terza medaglia consecutiva nei 100m stile libero, giungendo quinto in finale ma riuscendo a ritoccare il suo personale. Subito dopo la gara ha annunciato il suo ritiro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MINGUZZI_ANDREA&amp;diff=305</id>
		<title>MINGUZZI ANDREA</title>
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		<updated>2016-05-23T10:27:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Andrea Minguzzi è nato a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, l’1 febbraio 1982. Figlio d’arte, in quanto il padre Massimo, suo primo mentore, è stato un lo...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Andrea Minguzzi è nato a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, l’1 febbraio 1982. Figlio d’arte, in quanto il padre Massimo, suo primo mentore, è stato un lottatore negli anni ’70, ha iniziato la carriera agonistica nell’U.S. Placci Bubano di Mordano, in seguito passa al Club Atletico di Faenza e il suo primo allenatore diventa Vincenzo Maenza(simbolo assoluto in Italia della lotta greco-romana), detto “Pollicino”, campione olimpico a Los Angeles ’84 e Seul ’88 e medaglia d’argento a Barcellona ’92. Dal 2004 Andrea Minguzzi fa parte del gruppo sportivo della Polizia di Stato, le Fiamme Oro. Il 14 agosto 2008 ha battuto in finale l’ungherese Fodor(favorito alla vigilia) e si è laureato campione olimpico a Pechino, primo azzurro a riuscire in tale impresa venti anni dopo il suo allenatore Vincenzo Maenza.&lt;br /&gt;
La finale è stata equilibrata, in parità i primi due periodi, poi l’ultimo con Minguzzi in vantaggio per 1-0 nella fase a terra, prima del colpo della vittoria. Andrea riesce a guadagnare i 4 punti decisivi sollevando l’ungherese e facendolo ricadere di schiena. A quel punto mancano solo pochi secondi e Fodor non ha più tempo per rimediare. Andrea esulta, abbraccia l’allenatore, si fa lanciare un  tricolore e fa il giro dell’arena sventolandolo, prima di chiudere con un salto mortale all’indietro. Il poliziotto di Faenza, una delle quattro città italiane dove la lotta gode di notevole popolarità(le altre sono Bari, Torino e Rovereto) ha tenuto alta la tradizione di famiglia. E’ stato infatti il padre Massimo a instradare Andrea, così come ha fatto con l’ altra figlia, Valentina. Ma il maestro che ha portato in alto il medagliato di Pechino è poi stato una leggenda di questa disciplina nonché suo allenatore, Pollicino Maenza, vincitore dell’ultima medaglia olimpica italiana in questa disciplina prima di Minguzzi, che si era qualificato per l’Olimpiade grazie al terzo posto agli Europei di Tampere in Finlandia. La svolta in questa sua fantastica Olimpiade è arrivata nei quarti di finale quando ha eliminato il russo Aleksey Mishin, campione del mondo in carica e oro ad Atene 2004. Poi il successo sullo svedese Ara Abrahamian gli ha dato la certezza di una medaglia.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio lo svedese si è reso protagonista, durante la premiazione, di un clamoroso gesto di polemica: Abrahamian, battuto in semifinale da Minguzzi, è sceso dal podio e ha lasciato la medaglia a terra. Possibile motivo della protesta, una penalità che gli era stata inflitta dagli arbitri proprio nell’incontro con l’italiano. Abrahamian si era anche rifiutato di stringere la mano all’azzurro al termine del loro incontro. Ma dietro al rifiuto della medaglia di bronzo dello svedese ci sarebbe anche un’accusa di corruzione lanciata dal tecnico svedese ai giudici. Sembra che il lottatore fosse talmente arrabbiato che in un primo momento non voleva neppure presentarsi alla cerimonia di premiazione; fonti svedesi dicono che il tecnico della nazionale di lotta avrebbe addirittura sostenuto l’ipotesi di giuria corrotta e di non meglio precisati rapporti di parentela fra arbitri e giudici. C’è da dire però(e precisare laddove ce ne fosse stato bisogno) che la protesta della Svezia era tutta per arbitri e giudici, non contro l’Italia. La protesta svedese avrebbe inoltre aggregato la solidarietà di numerosi altri tecnici della greco-romana, scandalizzati per l’assegnazione della penalizzazione. Ma questa ultima vicenda non è altro che una piccolissima goccia polemica in un mare immenso di gioia e felicità per il trionfo che il campione italiano ci ha regalato con tenacia e umiltà.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo la conquista della medaglia olimpica per Minguzzi inizia un periodo poco fortunato che lo porterà a non combattere per diverso tempo. Nei Giochi del Mediterraneo 2009 perde, nella finale degli 84 kg, con il croato Nenad Zugaj. L’olimpionico azzurro appare fuori forma, a causa anche di una borsite al gomito sinistro che non lo ha fatto allenare bene negli ultimi quindici giorni. Non è al massimo per questo appuntamento, e si vede. In più, non ha fortuna su un’azione contestata, uno schiacciamento rivendicato da entrambi i lottatori ed assegnato al croato, con richiesta di verifica tv, da parte dell’Italia, che si conclude negativamente e provoca un ulteriore punto di penalizzazione per Minguzzi. Per non  bastare è costretto anche a saltare, a causa dello stesso infortunio subito prima dei Giochi del Mediterraneo, i Mondiali che si svolgeranno in Danimarca.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il suo rientro nei grandi palcoscenici, in seguito ai molti infortunio che l’hanno colpito dopo Pechino, è stato ai Campionati Mondiali di quest’anno che si sono svolti a Istanbul ed è stato uno degli atleti azzurri più positivi della manifestazione. Minguzzi ha superato, dapprima, per scelta tecnica il tedesco Fischer, bronzo ai Campionati Europei del 2010 e quinto quest’anno, per poi continuare imponendosi sul cinese Duan Ning e lo slovacco Mihalik. L’azzurro ha poi trovato la strada sbarrata nei quarti di finale dal finlandese Hietaniemi, che è poi stato sconfitto in semifinale dal bielorusso Selimau per scelta tecnica vanificando la possibilità per Minguzzi di entrare nel tabellone dei ripescaggi riservati ai lottatori eliminati dai due finalisti. Ora avrà a disposizione altri tornei per cercare di centrare la qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Andrea Minguzzi non è solo un grande sportivo che vediamo nelle manifestazioni mondiali e olimpiche, nella vita di tutti i giorni è un poliziotto che cerca, come tutti, di svolgere nel miglior modo possibile il suo lavoro. Il 5 settembre 2010 è intervenuto per difendere un suo amico aggredito nei bagni di una discoteca nei pressi di Milano Marittima. L’aggressore, Claudio Zuppardi, al termine della lite, avvenuta per futili motivi, con l’amico del campione olimpico, ha tirato fuori un coltello ferendolo alla gamba. A questo punto è intervenuto Minguzzi, che nel tentare di riportare la calma è stato anche colpito con un pugno da Zuppardi, senza però avere difficoltà in seguito a disarmarlo. L’amico di Minguzzi fortunatamente non ha riportato gravi ferite e ha avuto una prognosi di dieci giorni; l’aggressore invece oltre che essere stato accusato di lesioni volontarie aggravate, è stato anche accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale perché Minguzzi per placare si era identificato come poliziotto. Insomma il nostro Andrea Minguzzi non è solo capace di suonarle di santa ragione ai suoi avversari che incontra nelle più importanti manifestazioni internazionali di lotta greco-romana, ma è anche un ragazzo che prende molto seriamente il suo lavoro, non dimenticando che prima di tutto è al servizio del cittadino e dello Stato, dimostrandosi campione nello sport e nella vita quotidiana!&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PALMARES''' &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giochi Olimpici: 2008 Oro Pechino(CHN)&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campionati Mondiali: 2002 27° Mosca(RUS), 2001 13° Patrasso(GRE)&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campionati Europei: 2008 Bronzo Tampere(FIN), 2007 Bronzo Sofia(BUL)&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giochi del Mediterraneo: 2009 Argento Pescara&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tornei Internazionali: 2011 Argento Schultz - Colorado S.(USA), 2009 Argento Città di Sassari, 2008 Oro Schultz - Colorado S.(USA), 2008&amp;lt;BR /&amp;gt; Oro Città di Sassari, 2007 Bronzo G.P. Germania - Dortmund, 2007 Oro Cristo Lutte - Creteil(FRA), 2007 Bronzo Petrov - Sofia(BUL), 2006 Oro Jon Corneanu - Brasov(ROM), 2006 Argento Milone - Faenza, 2006 Bronzo Cristo Lutte – Creteil(FRA), 2004 Bronzo Novi Sad(SCG)&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campionati italiani Assoluti: 2009 Oro Faenza, 2007 Oro Reggio Calabria, 2006 Oro Bari, 2005 Oro Catania, 2004 Oro Faenza, 2003 Oro Faenza, 2002 Oro Catania, 2001 Oro Faenza, 2000 Oro Rovereto&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
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		<title>CONTI GIACOMO LUIGI</title>
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		<updated>2016-05-23T10:24:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;'''GIACOMO LUIGI CONTI''' nasce il 24 giugno 1918, era un ufficiale dell’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA, con la passione per il volo e lo sport. Il Bob fù uno dei primi spor...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''GIACOMO LUIGI CONTI''' nasce il 24 giugno 1918, era un ufficiale dell’AERONAUTICA MILITARE ITALIANA, con la passione per il volo e lo sport. Il Bob fù uno dei primi sport che vennero assegnati al gruppo dell’Aeronautica , e spinto da colleghi del settore militare, iniziò a gareggiare e ad appassionarsi alla nuova disciplina fin da subito, dimostrando di  avere grandissime abilità nel praticare questo sport. Proprio grazie a queste sue spiccate qualità, venne inserito nella selezione per i giochi OLIMPICI di  CORTINA D’ AMPEZZO, settima edizione dei giochi invernali disputatesi nel 1956. Proprio in questa edizione assieme al suo compagno di squadra Lamberto Dalla Costa, riuscì nell’impresa di vincere la medaglia d’oro davanti ad un’ altra coppia di italiani formata da Monti-Alverà e alla coppia svizzera piazzatasi al terzo posto. Successivamente a questa vittoria, cambiò compagno di gare, facendo coppia con Sergio Zardini, e anche con lui ottenne successi importanti, assieme infatti conquistarono la medaglia d’argento  ai mondiali di Garmisch nel 58 e nell’anno seguente la medaglia di bronzo ai mondiali di St. Moritz. Prima della fine della sua carriera conquistò altre 2 medaglie di bronzo una nel 60, gareggiando su un percorso a lui ben conosciuto ed infine agli ultimi mondiali da lui disputati nel 61 a Lake Placid.&lt;br /&gt;
 GIACOMO LUIGI CONTI muore nel 1992&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
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		<title>TONANI GIUSEPPE</title>
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		<updated>2016-05-23T08:54:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Nasce a Lodi Vecchio il 2 Ottobre 1890.&amp;lt;BR /&amp;gt; Vincitore dell' VIII Olimpiade disputata a Parigi 1924. Le Nazioni che presero parte a questi giochi furono 44, con 3.070 atleti...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nasce a Lodi Vecchio il 2 Ottobre 1890.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vincitore dell' VIII Olimpiade disputata a Parigi 1924. Le Nazioni che presero parte a questi giochi furono 44, con 3.070 atleti di cui 125 donne. A causa delle gravi tensioni politiche che intercorrevano tra l'Italia e la Francia, durante le gare, si assistette a svariati arbitraggi scorretti e un clima di forte ostilità, ciò nonostante gli atleti Azzurri si aggiudicarono 8 medaglie d’oro, 3 d’argento e 5 di bronzo. La pesistica italiana conquistò ben 3 medaglie d'oro, una delle quali, appunto, venne aggiudicata da Giuseppe Tonani nei pesi massimi (+85 kg) sollevando 517,5 kg. Stabilì, inoltre, il record mondiale nelle 5 alzate: strappo con un braccio, slancio con l'altro, distensione, strappo e slancio con entrambe le braccia. Il grande successo ottenuto da questa disciplina fu il frutto di una meticolosa programmazione svolta dalla FAI che allestì una squadra composta da 15 atleti (3 per ognuna delle 5 categorie) con allenatore Enrico Taliani.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Precedentemente alle Olimpiadi di Parigi, Tonani prese parte a quelle di Anversa del 1920 come componente della squadra di tiro alla fune, allora disciplina olimpica molto in voga. La squadra si classificò V. Fonti storiche parlano di un'imbarazzante diatriba riguardo al piazzamento in classifica delle squadre, a causa di errori di dattilografia, che vedrebbero l'Italia piazzarsi in III posizione subito dopo gli Stati Uniti.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo il successo di Parigi, partecipò alle Olimpiadi di Amsterdam (1928) classificandosi VII. In seguito, dal ’32 al ’37, conquistò 8 titoli italiani nei pesi massimi, di cui l'ultimo ottenuto a 47anni. Si scontrò e sconfisse avversari fortissimi come Filippo Bottino e Francesco Mercoli.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Iscritto all’Associazione Proletaria di Educazione Fisica, detta &amp;quot;la fucina dei muscoli rossi&amp;quot;, venne soprannominato “l’Ercole proletario”. Secondo Attilio Maffi, fondatore e presidente dell’APEF, Tonani sarebbe stato capace «di sostenere il Duomo di Milano».&lt;br /&gt;
Un articolo del 2 Agosto 1924 pubblicato dal giornale &amp;quot;l'Avanti!&amp;quot; dice di lui:&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
«Proletario di idee, di vita e di costumi, hai pagato lo scotto, sei rimasto il proletario della festa. Se ti fosse balenata l’idea di telegrafare a qualcuno che avevi vinto sì, ma che vincendo ti era sembrato di sollevare, putacaso, il Duce, il tuo nome a quest’ora sarebbe assunto a ben altra notorietà. E la croce di cavaliere ti farebbe l’occhiolino».&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Successivamente venne insignito con la Medaglia d’oro CONI al Valore Atletico, Medaglia d’Onore al Merito Sportivo, Membro d’Onore della Federazione.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Uscito di scena si occupò di un'azienda agricola a Sannazzaro dei Burgondi, Pavia.&amp;lt;BR /&amp;gt;&amp;lt;BR /&amp;gt;&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Muore il 7 Ottobre del 1971 a Milano.&amp;lt;BR /&amp;gt;Bibliografia:&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gazzetta dello Sport “Pechino 2008”&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Histry of Olympic Weightlifting&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
FIPCE.it (federazione italiana pesistica)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Alessio Sakara</title>
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		<updated>2016-05-23T08:51:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;nato a:ROMA il 2 settembre 1981&amp;lt;BR /&amp;gt; vivente&amp;lt;BR /&amp;gt;  Alessio Sakara è un atleta italiano che pratica le MMA (arti marziali miste),uno sport ancora poco conosciuto in Italia c...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;nato a:ROMA il 2 settembre 1981&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
vivente&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alessio Sakara è un atleta italiano che pratica le MMA (arti marziali miste),uno sport ancora poco conosciuto in Italia che è un tipo di lotta a contatto pieno  che comprende colpi sia da in piedi( un misto tra : muay thai, boxe , kick boxing,thai boxe e lotta greco-romana) che dal suolo con colpi derivanti dal jujit-zu brasiliano e dal  judo.Sakara cominciò la sua carriera negli sport da ring quando aveva solo 11 anni , egli inizio a praticare pugilato e dopo soli 2 anni partecipò al suo primo torneo di &amp;quot;Primi guanti&amp;quot; ,dove si distinse arrivando primo e vincendo la sua prima medaglia d'oro da dilettante.dopo di che riuscì a vincere per 3 anni consecutivi il campionato regionale laziale.Grazie alla sua evidente bravura gli si presentò un occasione unica, il campionato italiano, che lui non si fece sfuggire vincendo in finale ai punti.Alessio fresco della vittoria del campionato italiano però per cause economiche fu costretto a lasciare il pugilato per trovarsi un lavoro,Egli fu anche costretto a trovare una nuova sistemazione.Qualche tempo dopo egli ricominciò ad allenarsi ad una palestra vicino casa dove si praticava Sandà ed anche in questo sport si distinse subito vincendo per due volte il titolo italiano e arrivando secondo al mondiale da professionista.Quando arrivò alla maggiore età su consiglio di un amico decise di partire alla volta della Colombia per continuare la sua carriera da boxeur.Nel paese Sudamericano disputò 4 incontri da professionista, ottenendo 3 vittorie e 1 sconfitta .Poco dopo per obblighi militari fu costretto a ritornare in patria, una volta tornato in Italia per caso un amico lo convinse a guardare una videocassetta di uno dei primi tornei di MMA in America ed egli subitò se ne innamorò.Proprio in quel periodo conobbe Roberto&amp;quot;Menegutti&amp;quot;Almeida(primo maestro di brasilian Jujitzu).Dopo solo sei mesi di preprazione  Alessio vinse il suo primo incontro e poi ne disputò molti anche a livello europeo in Francia, Inghilterra e Russia ottenendo importanti vittorie. Non soddisfatto però decise di vendere tutti i suoi averi e con il ricavato partì alla volta del Brasile patria del Jujitzu .In Brasile conobbe Ricardo De La Riva che divenne suo maestro, grazie al quale dopo qualche mese dal suo arrivo potè conoscere i fratelli nogueria (&amp;quot;Minotauro e Minotoro&amp;quot;).I fratelli Nogueria erano già conosciuti nell'ambito di questa disciplina poichè  gia allora membri dell'UFC(Ultimate Fighting Championship) una delle federazioni più importanti e sviluppate del mondo e di sicuro la federazione più seguita al livello internazionale riguardante questo sport.Grazie ai due brasiliani Alessio Sakara riuscì  ad imparare molto ,ottenendo importanti vittorie , una delle più importanti fu quella contro Thales leites , dopo la quale gli venne conferita la cintura nera di Jujitzu brasiliano .Le sue importanti vittorie gli permisero di aumentare il suo soggiorno nel paese Sudamericano e ad attirare l'attenzione dei più importanti maestri di Jujitzu e della stessa federazione americana UFC , i cui membri non esitarono a contattarlo inserendolo nella lista dei migliori combattenti del pianeta.Alessio Sakara debuttò in UFC il 7 ottobre 2005 a Uncasville (Stati Uniti) nella categoria dei pesi medio-massimi contro Ron Faircloth , il match si concluse con un no contest dopo pochi secondi per un colpo all'inguine scorretto.Dopo quasi tre anni l'atleta romano aveva collezionato nel suo palmares 3 vittorie (di cui 2 per ko) e 3 sconfitte.Il 2008 è l'anno di svolta per Alessio Sakara perche viene invitato ad entrare nell'American top team , il team che accoglie gli atleti più più forti di questa disciplina.Nello stesso anno &amp;quot;Il Legionario &amp;quot; soprannome derivatogli dalla discendenza da  un  antenato che combatteva nella legione romana,decise di passare dalla categoria dei pesi medio-massimi (93kg) a quella dei medi(84).Nei medi ottenne grandi vittorie  contro avversari del calibro di James Irvin.Grazie a queste vittorie  nel 2010 riusci ad ottenere un posto tra i 10 pesi medi più forti del mondo, ebbe la possibilità di combattere con dei Top fighter come l'americano Bryan Stann e di essere a un passo dall'ottenere un match per il titolo mondiale, ma di li a poco cominciò il suo declino perche ottenne pesanti sconfitte per decisione unanime, ko, squalifica per un colpo alla nuca e  l'ultima il 26 ottobre 2013controlo svedese musokè che sancì la fine del suo cammino in UFC dopo un suo comunicato arrivato nel dicembre 2013 , a causa della sua difficoltà a rientrare nel peso di (84kg) dei pesi medi e decidendo cosi di tornare ai (93) dei medio-massimi ma non in UFC almeno per adesso ma in futuro non si esclude la possibilità di un suo ritorno nella federazione Americana.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>ROMAN EURO FEDERICO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:48:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Euro Federico Roman è stato uno dei più grandi cavalieri in Italia. Già da piccolo inizia a gareggiare guidato dal padre e dal fratello, anche loro ottimi cavalieri. I prim...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;Euro Federico Roman è stato uno dei più grandi cavalieri in Italia. Già da piccolo inizia a gareggiare guidato dal padre e dal fratello, anche loro ottimi cavalieri. I primi successi li ebbe in categoria juniores, così venne convocato al Centro Ippico Federale a Rocca di Papa per prepararsi alle Olimpiadi di Montreal del 1976. Intanto, vinse per tre anni di seguito il titolo di campione italiano assoluto di completo, rispettivamente nel ‘73, ‘74 e ‘75. Cominciò così a prendere parte ai campionati europei e mondiali. Il 1976 è l’anno della sua prima Olimpiade a Montreal, dove si piazzò al nono posto nella gara di completo individuale e sfiorò il podio arrivando quarto in quella a squadre. Seguirono altri anni di assidua preparazione per i seguenti Giochi Olimpici, nei quali continuò a gareggiare nei campionati europei. Nel 1980 alle Olimpiadi di Mosca, qui vinse la sua prima medaglia d’oro Olimpica piazzandosi primo nel completo individuale, montando il purosangue Rossinan. Nella stessa edizione dei Giochi fu premiato una seconda volta con l’argento di squadra gareggiando con Anna Casagrande, Marina Sciocchetti e il fratello Mauro. L’anno successivo tornò a gareggiare aggiudicandosi una prova internazionale a Rocca di Papa. La sua grande passione per questo sport lo portò ad affiancare l’attività di cavaliere a quella di tecnico e istruttore. La sua carriera da cavaliere si concluse con la sua terza ed ultima partecipazione all’Olimpiade di Barcellona nel 1992. La carriera da cavaliere era finita ma non quella di tecnico, infatti allenò la squadra azzurra diverse volte. Nel 2008 Michele Betti diede le dimissioni da tecnico del completo azzurro, da quel momento Federico Roman fu il suo successore come stabilito dalla Fise. Le sue passioni però non si fermano all’equitazione, è un grande appassionato di vela infatti intraprese nel 2011 una traversata solitaria dell’Atlantico partendo da Capo Verde il 24 Dicembre e arrivò a Barbados l’8 Gennaio. Tornato da questo viaggio riprese il suo lavoro da capo dipartimento del settore completo in vista delle Olimpiadi di Londra 2012.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>LOMBARDI GIOVANNI</title>
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		<updated>2016-05-23T08:47:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;'''(Ciclismo Individuale a Punti)'''&amp;lt;BR /&amp;gt; Giovanni Lombardi è nato a Pavia il 20 Giugno del 1969. È un ex ciclista su pista, ma è anche velocista e campione olimpico nella...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;'''(Ciclismo Individuale a Punti)'''&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Lombardi è nato a Pavia il 20 Giugno del 1969. È un ex ciclista su pista, ma è anche velocista e campione olimpico nella corsa a punti, vincitore di ben quattro tappe del famoso Giro d’Italia. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua carriera ebbe inizio circa venti anni fa, nel lontano 1992. Da dilettante vinse numerose corse su strada, ottenne le sue prime e  grandi soddisfazioni in pista conquistando le sue prime medaglie. Divenne professionista con la '''Lampre''' in seguito all’oro olimpico a Barcellona, così nel 1993 ci fu la sua prima vittoria da professionista alla '''Settimana Ciclistica Bergamasca'''. Ma non ci fu solamente una sola vittoria in quella stagione, ma nel corso della stagione arrivarono altre quattro vittorie e un secondo posto in una tappa della '''Vuelta a España''', e anche la '''Sei giorni di Bordeaux'''  in coppia con Adriano Baffi. Nel 1995 arrivò la sua prima vittoria di tappa al Giro d’Italia sul traguardo di '''Milano''', e arrivò anche secondo e terzo in due tappe al '''Tour De France'''. Nel 1996 vinse la terza tappa del Giro d’Italia, dove arrivò secondo nella '''Classifica a Punti'''. Gareggiò anche da “gregario” di Erik Zabel, un velocista tedesco, riuscendo comunque a vincere diciotto corse. Nel 2000 ottenne molti successi, ci furono infatti ben sette vittorie nelle tappe della Vuelta a España. L'ultima stagione con la squadra tedesca non fu entusiasmante, dato che non riuscì a vincere nemmeno una corsa, ottenendo soltanto un secondo ed un settimo posto nelle tappe del Giro d’Italia Ingaggiato dall'Acqua &amp;amp; Sapone-Cantina Tollo, nel 2002 vinse sei corse tra cui la sesta tappa del '''Giro d’Italia''' e la tredicesima alla Vuelta a España.  La sua ultima corsa su strada la vinse nel 2003, nella ventesima tappa del Giro d’Italia. Giovanni Lombardi aiutò Ivan Basso a conquistare la vittoria del Giro d’Italia ed il secondo posto al Tour De France. Nell’ottobre del 2006 chiuse la sua carriera professionistica al termine della corsa spagnola '''Criterium di Valencia'''. In seguito diventò Commissario tecnico della Nazionale argentina e manager del corridore di Varese Ivan Basso.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>LAVER RODNEY GEORGE</title>
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		<updated>2016-05-23T08:42:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Rodney George Laver, nome di anagrafe, nacque l’8 Agosto del 1938; conosciuto in tutto il mondo per essere stato il numero 1 nello sport del tennis per 7 anni consecutivi, m...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Rodney George Laver, nome di anagrafe, nacque l’8 Agosto del 1938; conosciuto in tutto il mondo per essere stato il numero 1 nello sport del tennis per 7 anni consecutivi, ma soprattutto per aver completato due Grandi Slam in singolare negli anni 1962 e 1969. La sua passione per questa disciplina la realizzò molto presto poiché lasciò la scuola per potersi dedicare appieno ad essa, iniziando un percorso sportivo che lo vide coinvolto per circa 23 anni. Per analizzare la carriera dell’ex tennista la distinguiamo in due periodi: il primo che racconta il cammino da dilettante, ed il secondo invece dedicato alla sua attività da professionista. Laver fu allenato da Charlie Hollis nel Queensland, e in seguito passò sotto le cure di Harry Hopman, capitano della squadra nazionale australiana di tennis, che gli dette il soprannome di “Razzo” (Rocket). Nel 1956 si laureò campione juniores dei campionati nazionali statunitensi di singolo, e vinse i campionati australiani della medesima categoria l’anno dopo. Nel 1959  venne conosciuto a livello mondiale disputando tutte e tre le finali del torneo di Wimbledon, perdendo il singolare e il doppio, ma vincendo assieme a Darlene Hard, il doppio misto. Il primo titolo importante nel singolare fu l’Australian Open del 1960, quando Laver sconfisse, in cinque set, il connazionale Neale Fraser ; e l’anno seguente ottenne anche il primo titolo, sempre nel singolare, a Wimbledon. Nel 1962 arrivò il primo Grande Slam per Laver, il secondo nella storia del tennis maschile dopo quello di Don Budge nel 1938; il 24enne australiano vinse, oltre ai quattro titoli del Grande Slam, anche altri 17 tornei, tra cui si ricordano i Masters di Roma e di Amburgo, che gli permisero di realizzare la cosiddetta “tripletta sulla terra rossa” (Parigi, Roma ed Amburgo). Dopo aver completato questo Grande Slam da dilettante, Laver divenne un giocatore professionista, inserendosi in poco tempo tra i giocatori più forti della categoria, e deliziando il pubblico con i suoi duelli contro i giocatori Pancho Gonzales e Ken Rosewall. Nei sette anni successivi Laver vinse cinque volte gli U. S. Pro Championships, di cui quattro consecutivi nel 1966-1969. Nella prima metà del 1963 il tennista venne sconfitto pesantemente sia da Rosewall sia da Hoad, ma alla fine dell’anno, grazie ai quattro titoli conquistati, Laver si stabilì in seconda posizione tra i professionisti, a pari merito con Hoad e dietro Rosewall. Nel 1964 vinse come Rosewall, ben sette tornei importanti e contro quest’ultimo conquistò i Wembley Pro Championships che segnarono il cambiamento di posizione ai vertici del tennis mondiale. Nel 1965 Laver divenne ufficialmente il numero uno al mondo tra i professionisti, grazie ai 15 titoli vinti e con una serie di 13 vittorie su 18 nei match che lo contrapponevano a Rosewall. Nel 1966 vinse quindici tornei e l’anno seguente stabilì il primato di 18 titoli. Laver ebbe una lunga ma amichevole rivalità con Rosewall dal 1963, quando esordì da professionista, al 1976 quando entrambi i tennisti si erano ormai ritirati dai circuiti più importanti. Con la nascita dell’Era Open, nel 1968, i tennisti professionisti furono di nuovo in grado di iscriversi e giocare i tornei del Grande Slam, e Laver fu il primo campione di Wimbledon. Durante quest’anno i tornei “open” furono solamente 10 e gli amatori e i professionisti potevano giocare contro senza restrizioni. I Pro comunque giocarono principalmente nel loro circuito di appartenenza, divisi in: National Tennis League e World Championships Tennis. Laver si piazzò al numero uno tra tutte e due le categorie. Nel 1969 ottenne il secondo Grande Slam della sua carriera, concludendolo vincendo in quattro set Roche agli U.S. Open ed a Wimbledon, battendo John Newcombe in quattro set, fece registrare una serie di 31 incontri vinti di fila, e fissò un record che resisterà fino al 1980. Nei primi anni settanta Laver cominciò a raccogliere molte meno soddisfazioni nei tornei più importanti, giocandone solo un ristretto numero; nonostante questo rimase a lungo il migliore tennista e il maggior vincitore di premi del circuito WCT ( World Championship of Tennis). Nel 1970 vinse 13 titoli, tra le vittorie spicca quella al ricco Tennis Champions Classic, il cui titolo Laver riuscì a difendere anche l’anno seguente, vincendo addirittura 13 incontri di fila. Nel 1972 finì come primo alla classifica a punti del WCT, perdendo però la finale contro Rosewall. Quest’ultimo match è considerato uno dei migliori di tutti i tempi, e fece registrare un audience TV di oltre 20 milioni di spettatori, una cifra notevole per il tennis di quegli anni. A partire dal 1972, a causa di infortuni alla schiena e al ginocchio, Laver ridusse il suo calendario annuale, concentrandosi principalmente sul circuito WCT primaverile. Ciò nonostante fino al 1975 rimase tra i primi dieci migliori tennisti del mondo, vincendo almeno 5 tornei l’anno: nel 1973 il suo miglior risultato fu il suo impegno nelle semifinali prima, e nella finale poi, della Coppa Davis, dove vinse tutti e 6 gli incontri, in cui si cimentò sfidando gli Stati Uniti e portando l’Australia al titolo (ne aveva già conquistate altre quattro precedentemente, negli anni che vanno dal 1959 al 1962 contro gli Stati Uniti, l’Italia e il Messico). Nel 1974 Laver trionfò in 6 dei 13 tornei a cui prese parte, ed a fine anno era il numero 4 al mondo; i 36 anni che aveva quando raggiunse questo risultato ne fecero il più vecchio tennista mai giunto nelle prime cinque posizioni della classifica, nell’ Era Open. Il 1975 vide l'australiano vincere la cifra record di 23 incontri consecutivi, con 4 tornei, per il circuito WCT. Nel 1976  Laver era ormai semiritirato dai circuiti più importanti, giocando solo alcuni eventi. In quello stesso anno entrò nel World Team Tennis, conquistandosi il titolo di 'Rookie of the year', all’età di 38 anni. Laver ebbe comunque una carriera assai vittoriosa anche oltre gli anni di massimo splendore, tanto che detiene il record di 45 titoli open per ultratrentenni.&amp;lt;BR /&amp;gt;                                          &lt;br /&gt;
'''LE SUE CARATTERISTICHE TECNICHE'''&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
  Nonostante Rod Laver avesse un fisico non imponente, e fosse alto un metro e 72 centimetri, sviluppò una tecnica di gioco eccellente, completa sia nei fondamentali sia nei passanti e nelle smorzate. Dan Maskell commentò: Laver era “tecnicamente perfetto, dal suo servizio riccamente vario al suo leggero tocco sui pallonetti, per non parlare del rovescio, distruttivo e a giro a volte, preciso e controllato le altre, sempre a seconda della situazione&amp;quot;. La sua battuta mancina era ingannevole e oscillante, cosa che spesso coglieva in fallo gli avversari. I colpi da fondo, da entrambi i lati, erano dati con sapienza di polso, e prendevano un effetto a giro, innovativo per il tennis degli anni sessanta. La sua tecnica nel dare i colpi era basata su rapide rotazioni delle spalle, colpi dati con oscillazione e tempestività assoluta nel colpire la pallina. Il rovescio era nella maggior parte dei casi quello che metteva fine al punto, tanto era forte. Laver era estremamente mobile e veloce, ed aveva sviluppato molto i muscoli dell'avambraccio, cosa che gli permetteva di coniugare la potenza alla rapidità di esecuzione dei colpi. Egli inoltre dava il meglio di se nei match a cinque set, che faceva girare a proprio piacimento con cambiamenti di tattica o tirandosi fuori dalle situazioni di pericolo con grande maestria e facilità. Heldman spiega che quando Laver era in momenti di difficoltà &amp;quot;saltava letteralmente e lanciava la racchetta verso la pallina con tutta la forza che poteva radunare, mentre i muscoli del suo braccio scoppiavano per lo sforzo &amp;quot;.&amp;lt;BR /&amp;gt;             &lt;br /&gt;
Nel luglio 1998, Laver fu colto da un malore durante un’intervista per una serie sui grandi atleti del XX secolo. Durante il periodo del suo recupero il tennis lo aiutò molto, come attività salubre per il recupero di problemi circolatori o simili.  Nel 2000, il campo centrale del Melbourne Park, che oggi ospita gli Australian Open, fu ridenominato Rod Laver Arena in suo onore. Nel 2003, Laver, insieme alla più grande tennista femminile australiana, Margaret Smith Court, ebbe il suo ritratto inserito in un francobollo, entrando così nella Lista di australiani su francobolli dall'&amp;quot;Australia Post Australian Legends Award&amp;quot;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>COLLINELLI ANDREA</title>
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		<updated>2016-05-23T08:38:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Andrea Collinelli nasce a Ravenna il 2 luglio 1969 e rappresenta uno dei più importanti ciclisti su strada italiano specializzato nell’inseguimento con cui ad Atlanta riesc...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Andrea Collinelli nasce a Ravenna il 2 luglio 1969 e rappresenta uno dei più importanti ciclisti su strada italiano specializzato nell’inseguimento con cui ad Atlanta riesce a vincere la medaglia d’oro portando l’Italia sul tetto del mondo. I continui sforzi di Colinelli vennero ripagati a metà degli anni 90’ con la vittoria della medaglia d’oro alle olimpiadi di Atlanta dove stabilisce anche il record durante i quarti di finale. Nonostante la vittoria olimpica egli non riesce mai a vincere un campionato mondiale individuale arrivando per ben due volte secondo ( 1995 e 1996) e una volta terzo nel 1997. Da sottolineare però le due vittorie arrivate nel campionato mondiale a squadre avvenute nel 1996 e nel 1997, oltre ad un terzo posto che risale al 1998. Nello stesso anno durante i mondiali di Bordeaux , conquistò anche la medaglia d’argento nell’americana affiancato dal compagno Silvio Martiniello. Al termine della sua carriera agonistica Colinelli entra a far parte del settore tecnico della nazionale italiana di ciclismo su pista ricoprendo anche il ruolo di commissario tecnico.&amp;lt;BR /&amp;gt; &amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
BIBLIOGRAFIA (WIKIPEDIA)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CAINERO_CHIARA&amp;diff=102</id>
		<title>CAINERO CHIARA</title>
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		<updated>2016-05-23T08:36:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Chiara Cainero è nata il 24 marzo 1978 a Udine, è una una tiratrice italiana di tiro a volo specializzata nello skeet.&amp;lt;BR /&amp;gt; Praticò altri sporti come la pallavolo, pattina...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Chiara Cainero è nata il 24 marzo 1978 a Udine, è una una tiratrice italiana di tiro a volo specializzata nello skeet.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Praticò altri sporti come la pallavolo, pattinaggio, rotelle  ed è anche una provetta cacciatrice. La prima società che l’ha accolta  fu la Tav Campoformido ma dal 2007 fa parte della Forestale, il suo primo allenatore fu Rossana Bernardini ma attualmente è allenata da Francesco Fazi.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua notorietà viene conquistata nel 2001 alla vittoria di un bronzo durante la Coppa del Mondo che fu svolta a Doha, due anni dopo si classificò al secondo posto ai campionati mondiali a Nicosia e nel 2004 riuscì a qualificarsi alle sue prime Olimpiadi ad Atene in Grecia classificandosi all’ottavo posto. L’anno dopo vinse due ori, a Lonato del Garda, in un campionato mondiale e a Belgrado in un campionato europeo. Nel 2006 vinse l’oro individuale agli europei a Maribor, l’argento individuale ai mondiali di Zagabria e un oro durante una prova di Coppa del Mondo a Granada, in Spagna. L’anno successivo, nel 2007, vinse un oro ai campionati europei a Granada, un bronzo ai campionati mondiali a Nicosia e un argento alla Coppa del Mondo a Belgrado. Riesce a qualificarsi alle olimpiadi e il 14 agosto 2008 ai Giochi Olimpici di Pechino dopo lo spareggio a tre riesce a conquistare la medaglia d’oro. Chiara Cainero è la prima campionessa olimpica italiana nel tiro a volo, nello Skeet. Nel 2009 vinse un bronzo ai mondiali a Maribor e un argento agli Europei svolti a Osijek. Nel 2012 durante la Olimpiadi di Londra Chiara Cainero riesce a classificarsi per la finale ma conquista soltanto un quinto posto.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>BELINELLI MARCO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:31:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Marco Belinelli è un cestista italiano nato a San Giovanni in Persiceto il 25 Marzo 1986. Attualmente gioca nei San Antonio Spurs, squadra militante nel prestigioso campionat...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Marco Belinelli è un cestista italiano nato a San Giovanni in Persiceto il 25 Marzo 1986. Attualmente gioca nei San Antonio Spurs, squadra militante nel prestigioso campionato americano di basket, nel ruolo di guardia. È il primo ed unico italiano, finora, a vincere il titolo NBA (nella stagione 2013/2014 con i San Antonio Spurs); nella scorsa stagione è stato, inoltre, vincitore del Three – point shootout all’NBA All Star Weekend.  I primi a credere nel talento di Marco sono i dirigenti della Virtus Bologna, che lo ingaggiano nel 1997 a soli 11 anni. Per quattro anniconsecutivi partecipa con le giovanili della Virtus ai campionati provinciali e regionali, giocando nel ruolo di playmaker, e vincendo per tutti e quattro gli anni i suddetti campionati. Inoltre viene nominato per due volte miglior giocatore delle stesse manifestazioni sportive. Sotto la guida di coach Marco Sanguettoli, Marco matura a vista d’occhio, tanto che a soli 15 anni inizia ad allenarsi con la prima squadra, diretta dal grande Ettore Messina, insieme a grandi giocatori come Emanuel Ginobili. Nella stagione 2002-2003, a soli 16 anni, fa il suo debutto in serie A, chiudendo poi la stagione con 22 presenze in campionato e 12 in competizione europee, con una media di 3 punti a partita, mettendo a referto anche il suo season high di 14 punti contro la Benetton Treviso. La svolta, però, arriva nella stagione successiva: infatti a causa del dissesto finanziario della Virtus, Marco passa all’altra squadra di Bologna, la Fortitudo, dove trova la sua definitiva consacrazione. Qui Beli, come ormai è soprannominato da tutti, viene spostato da play al ruolo di guardia , riuscendo alla fine a ritagliarsi un buon minutaggio sul parquet. Chiude la stagione con 34 partite giocate, una media di 12 minuti abbondanti a partita e 4,5 punti di media. Inoltre quell’anno, la Fortitudo, conquista la finale di campionato, perdendo 3-0 contro la Montepaschi Siena. In campo europeo gioca gli stessi minuti con una media di 3 punti a partita, registrando anche il suo season high di 14 punti contro il Panathinaikos. La squadra, inoltre, conquista anche la finalissima di Eurolega, perdendo a Tel Aviv contro la squadra di casa per  118 a 74. Negli stessi anni Marco indossa anche la canotta della Nazionale juniores, quarta agli Europei di Saragozza, diventando un giocatore di indiscusso talento e migliorando vistosamente  le sue “cifre”. In campionato i minuti aumentano mettendo a referto una media di 7 punti a partita e con un season high di 20 punti. Quell’anno inoltre conquista, con la Fortitudo, il suo primo titolo italiano, dando un enorme contributo alla squadra, nella finale vinta contro l’Armani Jeans. Nella stagione successiva Marco diventa a tutti gli effetti il leader della Fortitudo, portando la squadra alla conquista delle finali scudetto, perse poi contro la Montepaschi di Bargnani, vincendo però, ad inizio stagione, la Supercoppa Italiana. Nell’ultima stagione italiana Beli è protagonista di prestazioni altalenanti e discontinue che non consentono alla sua squadra di raggiungere i play-off scudetto, ma vincendo però nel febbraio del 2007, a soli 20 anni, uno dei riconoscimenti più importanti del basket italiano, il “ Premio Reverberi “. Inoltre, diventato ormai uno dei migliori talenti del basket italiano e europeo, approda nella nazionale maggiore disputando i mondiali del Giappone 2006 dove, nella partita contro gli U.S.A., mette a referto 25 punti, divenendo, a fine torneo, il miglior realizzatore italiano. Il 28 giugno 2007 è una delle date più importanti nella carriera del cestista, in quanto, nel corso del draft NBA, viene selezionato come 18° scelta dai Golden State Warriors. L’avventura di Marco in Nba inizia subito bene; infatti, nella Summer League di Las Vegas, vince il premio MVP della manifestazione, con una media di 25 punti, 2 rimbalzi, 2.3 assist, 1.7 recuperi ed il 50% dal campo. Il 30 ottobre 2007 fa ufficialmente il suo esordio in NBA contro gli Utha Jazz, realizzando 6 punti in 12 minuti di gioco. Tuttavia la sua prima stagione negli Stati Uniti si chiude con poche soddisfazioni. Marco infatti chiude il campionato solo con 33 presenze in 82 gare di regular season, complice anche il poco utilizzo da parte dell’head coach. Nella stagione successiva, dopo un’altra ottima Summer League, il coach continua ad utilizzarlo poco. Solo successivamente, anche grazie agli infortuni dei suoi compagni di squadra, riesce a trovare spazio e ben presto trova posto nel quintetto base. Chiude la stagione con buone cifre: una media di 8.9 punti, 1.7 rimbalzi e 21 assist a partita e un utilizzo medio di 21 minuti, complice anche un’assenza per un mese dal parquet per una distorsione alla caviglia. Nel 2009 viene ceduto ai Toronto Raptors, dove sembra poter giocare da guardia titolare ai danni di DeRozan. Alla fine Marco diventa la seconda scelta del coach scendendo sul parquet sempre meno, chiudendo quindi la stagione con cifre più basse rispetto quelle dell’anno precedente. Nonostante il contratto che lo lega ai Raptors fino al 2011, nell’agosto del 2010, passa ai New Orleans Hornets, dove diventa titolare stabile nel quintetto, e, con delle ottime prove , ottiene insieme alla squadra il passaggio ai play-off della Western Conference. Nel luglio del 2012 si trasferisce ai Chicago Bulls dov,e nel maggio del 2013, vincendo il primo turno di play-off contro i Brooklyn Nets, diviene il primo cestista italiano a superare il primo turno play-off di NBA. Dopo un’ottima stagione ai Bulls, a 7 anni dal suo esordio in NBA, approda ai quattro volte campioni NBA San Antonio Spurs, guidati dal grande coach Popovich, giocando al fianco di 3 grandi senatori del campionato americano : Tim Duncan, Tony Parker e Emanuel Ginobili, con il quale aveva già avuto l’onore di giocare da ragazzino nella Virtus. Nella sua prima stagione agli Spurs mette a referto, nel dicembre del 2013, il suo record assoluto con 28 punti in 29 minuti giocati, e, il successivo 2 gennaio, realizza un nuovo record di 32 punti nella sconfitta contro i New York Knicks del connazionale Andrea Bargnani.  Sarà poi la stagione successiva a regalargli tutto quello che probabilmente, fin da bambino, aveva sempre sognato. Marco festeggia l’arrivo del 2014 mettendo a referto 32 punti contro i Knicks, con 12/15 dal campo e 6/9 da tre. Grazie alle buone prestazioni e alla media stagionale di 44,5 nel tiro da tre punti, viene scelto per participare, durante l’All Star Game Weekend 2014, all’NBA Three-point shootout, confrontandosi con campioni del calibro di Steph Curry, Damian Lillard e Kevin Love. Arriva in finale con Bradley Bill, dove trionfa, dopo un tie break, con un grandioso risultato di 24 punti, mettendo ko il rivale che fa solo 18. L’azzuro così si aggiudica il trofeo, che prima di lui era passato nelle mani di grandissimi giocatori come Larry Bird, Ray Allen, Paul Pierce, giusto per citarne qualcuno. Ma le soddisfazioni non finiscono: i San Antonio arrivano in finale play-off contro gli Heat di Lebron James. Buona prova dell’italiano in gara-1; in gara-2 crescono i minuti ma le medie si abbassano; così in gara-3 gioca poco ma infila una tripla fondamentale che, molto probabilmente, potrebbe essere il tiro più importante della sua carriera. Gli Spurs vincono anche gara-4 e il 15 giugno, sconfiggendo gli Heat in gara-5, conquistano il 5° titolo NBA della propria storia. Il 15 giugno 2014, Marco Belinelli vince il suo primo titolo NBA, realizzando sicuramente ciò che aveva sognato da sempre e che tutti i cestisti, piccoli e grandi che siano, desiderano realizzare. Marco è il primo ed unico cestista italiano finora a vincere, dando un contributo determinante, il prestigiosto “ anello “, entrando così nella storia del basket italiano e non solo.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PALMARES&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
CLUB	INDIVIDUALI&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campionato italiano: Fortitudo Bologna 2004/2005&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
MVP Supercoppa Italiana: Fortitudo 2005&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Supercoppa italiana: Fortitudo Bologna 2005&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vincitore Three Point Shootout: 2014&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campionato Nba: San Antonio Spurs 2014&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia: Le stelle dell’Nba ai raggi X: Marco Belinellli &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sitografia: Wikipedia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=BERTAGNA_RENATO&amp;diff=66</id>
		<title>BERTAGNA RENATO</title>
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		<updated>2016-05-23T08:28:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Renato Bertagna è nato a Cannobio in provincia di Verbania l’ 11 giugno 1947. Nel corso degli anni si interessa al culturismo iniziando a gareggiare all’ età di 17 anni,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Renato Bertagna è nato a Cannobio in provincia di Verbania l’ 11 giugno 1947. Nel corso degli anni si interessa al culturismo iniziando a gareggiare all’ età di 17 anni, diventando un professionista l’ anno successivo.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ottiene il cartellino IFBB pro vincendo il suo primo campionato del mondo e nel 1985 prende parte alle riprese del documentario “ROAD TO MR OLYMPIA” insieme a Franco Columbu, suo amico e grande compagno di allenamenti. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il documentario mostrava la preparazione che gli atleti eseguivano per il concorso di MR OLYMPIA dello stesso anno, al quale partecipò ed arrivò in finale. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si ritirò dalle competizioni lo stesso anno ed oggi risiede a Verbania ed insieme alla moglie gestisce una palestra.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Renato è stato campione italiano 11 volte consecutive dal 1968 al 1978; campione eurpeo in Francia nel 1977 e campione mondiale in U.S.A. nel 1979.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inoltre ha partecipato al MR International in U.S.A. finendo come primo classificato nel 1980.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infine partecipò al MR OLYMPIA in Belgio nel 1985 arrivando in finale.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
                                                                                    -----------&lt;br /&gt;
Il bodybuilding è una disciplina che tramite l’ allenamento con pesi ed un alimentazione specifica, si pone l’ obbiettivo di cambiare la composizione corporea, ovvero con l’ aumento della massa muscolare e la conseguente riduzione del grasso corporeo. &amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’ obbiettivo di questa disciplina, inteso ad alti livelli, non è quello di andare in palestra unicamente per un benessere fisico, oppure nel competere con altre persone nel sollevare il peso maggiore come nel powerlifting; lo scopo principale è quello di aumentare la massa e la definizione muscolare, ma oltretutto rispettando i canoni di armonia e proporzioni dettati dalle regole del bodybuilding.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questo sport spesso si parla di doping ed è un argomento molto sentito dai praticanti sia all’ interno che fuori dalle palestre, ma è molto difficile giudicare poiché con il passare degli anni le tecniche e le sostanze sono diventate alla portata di tutti e soprattutto molto efficienti.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In tutte le discipline sportive c’è il problea del doping, ma nel bodybuilding circa il 30% degli atleti amette di assumere anabolizzanti.  Queste sostanze hanno effetti collaterali molto gravi ed evidenti, come potenziali rischi per l’ apparato cardiocircolatorio, effetti evidenti sull’ umore e soprattutto si ha una riduzione della produzione di spermatozoi e una evidente riduzione evidente dei testicoli, ma queste sono scelte a cui vanno incontro i dopati e ne sono consapevoli fin dall’ inizio.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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		<title>BATISTUTA GABRIEL OMAR</title>
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		<updated>2016-05-23T08:25:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Gabriel Omar Batistuta (Avellaneda, 1º febbraio 1969) è un ex calciatore, allenatore di calcio e commentatore televisivo argentino.&amp;lt;BR /&amp;gt; Soprannominato Batigol e Re Leone,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Gabriel Omar Batistuta (Avellaneda, 1º febbraio 1969) è un ex calciatore, allenatore di calcio e commentatore televisivo argentino.&amp;lt;BR /&amp;gt; Soprannominato Batigol e Re Leone, è considerato uno dei più forti attaccanti di tutti i tempi. È stato inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori giocatori viventi redatta dalla FIFA in occasione del centenario della federazione; occupa inoltre la 23ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer.Cresciuto nelle giovanili del Newell's Old Boys, ha giocato in patria anche per River Plate e Boca Juniors, ottenendo il titolo argentino nel 1991. Giunto in Italia, ha vestito per nove anni la maglia della Fiorentina, con cui ha vinto una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana: nel corso degli anni novanta è stato il capitano della squadra viola, diventando con 152 gol il miglior marcatore della storia della squadra gigliata in Serie A. Passato alla Roma, ha conquistato lo Scudetto 2000-2001 e una Supercoppa italiana, trasferendosi poi all'Inter. Nel 2005 ha terminato la sua carriera in Qatar nelle file dell'Al-Arabi. Dopo il ritiro, ha fatto parte dello staff tecnico della Nazionale argentina e ha svolto il ruolo di segretario tecnico al Colon de Santa Fe.Con 56 gol è il miglior realizzatore nella storia della Nazionale argentina; con 151 gol è il miglior marcatore della Fiorentina in Serie A, squadra di cui è stato anche capitano. Inoltre, con 184 reti, è al 11º posto nella classifica dei marcatori della Serie A. Nel 1994 ha stabilito il record di gol in giornate consecutive nel campionato italiano (11), in precedenza appartenente ad Ezio Pascutti. Nel luglio 2015 viene inserito nella hall of fame della Roma. &amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
'''BIOGRAFIA'''&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nato ad Avellaneda e non, come erroneamente riportato da varie fonti, a Reconquista da Osmar Batistuta, macellaio, e sua moglie Gloria, segretaria scolastica, vi dimora fino all'età di sei anni, per poi trasferirsi a Reconquista, in via Pueyrredón 1024. Gabriel Omar Batistuta cresce particolarmente legato al nonno paterno Melchior, principale artefice delle fortune della famiglia, poi svanite a causa di una crisi economica e successivamente rimpinguate dal lavoro del padre di Gabriel, Osmar. Riceve la Prima Comunione e la cresima nella chiesa di San Roque, e frequenta la scuola, con buoni risultati. Prende poi per la prima volta i contatti con il gioco del calcio, praticandolo saltuariamente, senza però manifestare, inizialmente, una grande passione. Nasce poi la prima delle sorelle minori, Elisa, cui seguono Alejandra e Gabriela, e con tutte e tre Batistuta stabilisce un forte legame. Dopo i sette anni di scuola elementare, sceglie di frequentare l'Enet, istituto tecnico, non completando però gli studi (mancando di sostenere l'esame finale) anche a causa della nascente attitudine per il calcio. Dai dieci ai quattordici anni pratica pallavolo e pallacanestro, ma a sedici anni, avendo ricevuto in regalo dall'amico Pitti Lorenzini unposter di Diego Maradona allegato a El Gráfico, Batistuta si avvicina al calcio. A diciassette anni, il 26 settembre 1986, conosce Irina Fernández durante la sua quinceañera, con cui si fidanzerà otto mesi dopo, a maggio 1987.Il 28 dicembre 1990 i due si sposano, avendo in seguito quattro figli: Thiago (nato a Firenze, un attore), Lucas, Joaquín e Shamel. &amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
'''PRIME ESPERIENZE CALCISTICHE'''&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Come già detto, Batistuta conosce il calcio a sedici anni: leggermente sovrappeso, gli viene dato il soprannome di gordo(grasso), mentre per i suoi capelli biondi (colore poco comune in Argentina) viene chiamato gringo. Alle scuole superiori ebbe le prime occasioni di giocare a calcio: chiuso da compagni più abili nelle discipline di pallavolo e pallacanestro, sport cui Batistuta si era maggiormente avvicinato, per partecipare alle Intercollegiali, una competizione che coinvolgeva le scuole della zona, dovette segnarsi nella squadra di calcio. Il primo campetto si trovava nel barrio Chapero e Batistuta vi si ritrovava con gli amici per giocare: nacque così il Grupo Alegria, la prima formazione amatoriale dell'argentino. Passato poi nelle giovanili del Platense, partecipa con tale maglia alla prima partita ufficiale contro il Racing di Reconquista all'età di sedici anni e mezzo. Con il Platense rimane per due anni, fino alla chiamata del Newell's Old Boys, che grazie al proprio osservatore Jorge Griffa aveva scoperto il talento di Batistuta. Insieme a Gustavo Masat si trasferisce a Rosario, dove trova Marcelo Bielsa, suo primo tecnico. Durante il suo periodo al Newell's Old Boys stringe amicizia con diversi giocatori, tra cui Darío Franco e Fernando Gamboa, alternando partite a carte a visite al Parque de la Independencia. Lasciata la camerata comune ove abitavano i giocatori delle giovanili del Newell's, Batistuta e Masat trovano una sistemazione indipendente nelle vicinanze dello stadio. Nel febbraio del 1989 Batistuta vive la sua prima esperienza lontano dal Sud America, partecipando al Torneo di Viareggio 1989, mentre nel giugno dello stesso anno si lega al procuratore Settimio Aloisio, con cui rimarrà per molti anni a seguire.&amp;lt;BR /&amp;gt;  &lt;br /&gt;
'''LA MATURITA’'''&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Dopo il passaggio al River, il periodo al Boca Juniors fu molto positivo dal punto di vista personale, come da lui affermato nella propria autobiografia. Dopo il matrimonio con Irina Fernández, celebrato nella chiesa di San Roque a Reconquista, il calciatore argentino si trasferisce a Belgrano, quartiere di Buenos Aires. A ciò si aggiungono l'acquisto della prima auto (una FIAT Turbo) e il successo professionale; inoltre, lega particolarmente, sia in campo che nella vita, con Diego Latorre, suo compagno di squadra al Boca. Durante la Coppa Libertadores del 1991 Batistuta è coinvolto, come molti altri giocatori, nella rissa scoppiata durante l'incontro tra Boca Juniors e Colo-Colo a Santiago del Cile: assieme ad altri tre compagni viene trattenuto dalle forze dell'ordine dopo la denuncia dei fotografi, che li accusano di averli aggrediti; il caso poi si risolve e i tre argentini sono liberi di tornare in patria. Dopo le vittorie nella Copa América del 1991 e del 1993 Batistuta ha l'opportunità di assistere alla Messa celebrata dal Papa Giovanni Paolo II: il calciatore definisce questa esperienza molto importante a livello personale. A metà del 1991 Batistuta viene acquistato dalla Fiorentina e pertanto si sposta a Firenze. Il primo impatto con l'Italia è di spaesamento: al capoluogo toscano, profondamente diverso da Buenos Aires, l'argentino mal si abitua, vivendo inoltre contrasti personali con Dunga e Massimo Orlando. Con il passare del tempo prende familiarità con l'ambiente, riuscendo a superare lo stress iniziale e vivendo anche la nascita del primo figlio, Thiago. Nelle stagioni successive stringe amicizia con Francesco Baiano e Rui Costa. Nel gennaio del 1996 alcuni ladri si introducono nella sua abitazione mentre è in Argentina e, nonostante il furto non riguardi oggetti di particolare valore, il calciatore rimane scosso dall'avvenimento. Il 22 maggio 1996 nasce, sempre a Firenze, il secondogenito Lucas. Nello stesso anno il sindaco di Firenze Mario Primicerio consegna a Batistuta il Fiorino d'oro, onorificenza conferita a chi si distingue per i servizi resi alla città. Nel 1999 nasce il terzo figlio, Joaquín. Nel giugno del 2000 si trasferisce a Roma, acquistato dalla società giallorossa con la quale vince il suo primo e unico scudetto in Italia prendendo casa a Casalpalocco, mentre nei sei mesi passati a Milano con la maglia dell'Inter Batistuta non porta con sé la famiglia. Nel 2003, dopo la stagione nel capoluogo lombardo, Batistuta si trasferisce a Doha in Qatar firmando un contratto molto remunerativo con l'Al-Arabi. Nella capitale del paese mediorientale nasce il quarto figlio, Shamel.&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
'''LA VITA DOPO IL RITIRO'''&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Batistuta dà annuncio del suo definitivo ritiro dal calcio il 13 marzo 2005 dopo la rescissione del contratto con l'Al-Arabi, squadra in cui militava.Dopo l'addio al calcio attraversa un brutto periodo a livello fisico e psicologico. Con le cartilagini delle caviglie compromesse si sottopone a un intervento chirurgico molto doloroso, in seguito al quale propone addirittura al suo medico di amputargli entrambe le gambe. Batistuta era così prostrato dalle sue condizioni da non avere la forza di alzarsi dal letto. Ottiene l'abilitazione ad allenare dopo aver frequentato l'apposito corso in Argentina, dove era tornato per seguire più da vicino i terreni di sua proprietà a Reconquista. Nel 2009 torna all'attività sportiva, dedicandosi al polo ed entrando a far parte della squadra Loro Piana, debuttando a Cañuelas nel marzo 2009 segnando due reti. Nel 2010 segue il Campionato mondiale da commentatore televisivo per una emittente asiatica.L'8 novembre 2010 entra a far parte dello staff tecnico del C.T. dell'Argentina Sergio Batista. Il 16 dicembre 2011 il presidente del Colon de Santa Fe German Lerche annuncia che Batistuta sarà il Segretario Tecnico del club a partire dal 2012, figura che è un anello di congiunzione tra la dirigenza e i giocatori, e collaborerà con l'allenatore Mario Sciacqua. Nel 2013 lascia l'incarico con il Colon&lt;br /&gt;
'''PALMARES'''&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Campionato argentino di Clausura: 1 Boca Juniors: 1990-1991&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Campionato italiano di Serie B: 1 Fiorentina: 1993-1994&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
  Coppa Italia: 1 Fiorentina: 1995-1996&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
  Supercoppa italiana: 2 Fiorentina: 1996 Roma: 2001&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
  Campionato italiano: 1 Roma: 2000-2001&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
  Coppa America: 2 Cile 1991, Ecuador 1993&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Confederations Cup: 1 Arabia Saudita 1992&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Capocannoniere della Copa América:2  1991 (6 gol), 1995 (4 gol)&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Capocannoniere della Confederations Cup: 1 1992 (2 gol)&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Capocannoniere della Serie A: 1 1994-1995 (26 gol)&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Capocannoniere della Coppa Italia: 1 1995-1996 (8 gol)&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Capocannoniere del campionato del Qatar: 1 2003-2004 (25 gol)&amp;lt;BR /&amp;gt; &lt;br /&gt;
Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Giocatore straniero: 2013&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=EMIL_ZATOPEK&amp;diff=19</id>
		<title>EMIL ZATOPEK</title>
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		<updated>2016-05-23T08:12:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente19: Creata pagina con &amp;quot;Emil Zatopek è stato un atleta cecoslovacco, nato nel 1922, si presentò al mondo dell'atletica internazionale alle Olimpiadi di Londra del 1948. Era noto per il suo ansimare...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Emil Zatopek è stato un atleta cecoslovacco, nato nel 1922, si presentò al mondo dell'atletica internazionale alle Olimpiadi di Londra del 1948. Era noto per il suo ansimare eccessivo mentre correva e questa caratteristica divenne il suo marchio distintivo, che gli portò come conseguenza l’attribuzione del soprannome di “Locomotiva Umana”.&amp;lt;BR /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La prima esperienza sportiva che ebbe Zatopek fu Il “ Percorso Primaverile” di Zlin che era una corsa organizzata ogni anno dalla Bata per promuovere il suo marchio di scarpe.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
“Ai vostri posti...Pronti...Via!” Era questo il primo segnale di partenza per Emil Zatopek quel 15 Maggio 1941.&lt;br /&gt;
La sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata alle Olimpiadi del 1952 di Helsinki, durante le quali vinse tre medaglie d'oro nell'atletica leggera.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le sue prestazioni furono:&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anno	Manifestazione	Sede	Evento	Risultato	Prestazione&lt;br /&gt;
1946	Europei	Oslo	5.000 metri	5°	14'25”8&lt;br /&gt;
1948	Giochi Olimpici	Londra	5.000 metri&lt;br /&gt;
10.000 metri	Argento&lt;br /&gt;
Oro	14'17”8&lt;br /&gt;
29'59”6&lt;br /&gt;
1950	Europei	Bruxelles	5.000 metri 10.000 metri	Oro&lt;br /&gt;
Oro	14'03”0&lt;br /&gt;
29'12”0&lt;br /&gt;
1952	Giochi Olimpici	Helsinki	5.000 metri 10.000 metri Maratona  	Oro&lt;br /&gt;
Oro&lt;br /&gt;
Oro	14'06”6&lt;br /&gt;
29'17”0&lt;br /&gt;
2h23'03&lt;br /&gt;
1954	Europei	Berna	5.000 metri 10.000 metri	Bronzo&lt;br /&gt;
Oro	14'10”2&lt;br /&gt;
28'58”0&lt;br /&gt;
1956	Giochi Olimpici	Melbourne	Maratona	6°	2h29'34&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tre Olimpiadi consecutive il mondo sportivo ha assistito alla sfida olimpica tra il cecoslovacco Emil Zatopek e il suo eterno rivale, il francese Alain Mimoun nei 5.000 metri e 10.000 metri conquistando poi il suo terzo oro nella maratona. I due, però, non sono più giovanissimi;&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zatopek ha trent'anni, che all'epoca era un'età abbastanza avanzata anche per un mezzofondista mentre Mimoun è addirittura un anno più grande. Quattro anni prima a Londra 1948, il francese si dovette accontentare della medaglia d'argento nei 10.000 metri. Dovrà aspettare altri quattro anni per vincere la sua prima medaglia d'oro alle Olimpiadi di Melbourne 1956 nella Maratona, gara nella quale Zatopek chiuse al sesto posto.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dall'autunno del 1946 la vita di Zatopek divenne un continuo andirivieni. In patria e all'estero, dall'Europa al nord dell'Africa, dalle piste in terra battuta al cross-country invernale.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
La stella di Zatopek prese a brillare sempre più luminosa nel firmamento dello sport, passava da una vittoria all'altra, basti pensare che nella primavera del 1947 fu invitato ai campionati interalleati di corsa campestre che si disputavano nell'ippodromo di Hannover in Germania. Al solito, seminò dietro di sé, con estrema facilità tutti gli avversari, che arrivarono trafelati al traguardo mentre lui era già seduto a rifocillarsi.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli inviti si aggiungevano agli inviti, tutti gli organizzatori sportivi, dalla Gran Bretagna alla Germania, dalla Spagna all'Italia lo avrebbero voluto in pista e per raggiungere questo scopo erano pronti a garantire a Emil un trattamento da re. Solo che le richieste inviate alla federazione cecoslovacca ritornavano immancabilmente al mittente con la stessa risposta: &amp;lt;&amp;lt;Non è possibile&amp;gt;&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Nell'estate del 1922 fu invitato all'Olimpiade di Barcellona: l'approvazione con la quale il pubblico lo salutò quando apparve sulla pista lo commosse.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scherzò sul fatto che il più lento dei qualificati alla finale dei 10.000 metri era stato di 20 secondi più veloce del suo ultimo record del mondo.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avrebbero voluto Emil come ospite anche all'Olimpiade di Atlanta nel 1996, quella del centenario, ma fu costretto a declinare l'invito perché aveva una gamba dolorante e faceva fatica persino a salire le scale della sua villetta.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Emil, che era stato per tutti la Locomotiva Umana, che altri avevano soprannominato l'Uomo Cavallo per la sua resistenza alla fatica, nell'ultimo anno della sua vita divenne debole e fragilissimo anche perché, malato di cuore.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 30 ottobre del 2000 si sentì vacillare e perse i sensi, erano purtroppo i sintomi di un ictus.&lt;br /&gt;
Fu ricoverato all'ospedale militare di Praga. Sorprendendo ancora una volta i medici, lottò contro la malattia come faceva quando doveva affrontare l'ultimo giro di pista.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'ultimo giorno fu lungo e finì il 21 novembre del 2000. Emil aveva 78 anni, accanto a lui c'era Dana, la compagna di 52 anni di matrimonio.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Aveva scritto nella sua autobiografia:&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
“Un atleta dovrebbe correre con la speranza nel cuore i sogni nella testa e pochi soldi nelle tasche”.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per quasi vent'anni la Locomotiva Umana non fece altro che correre, macinare chilometri, vincere titoli e infrangere record, lasciandosi alle spalle avversari di ogni paese e di ogni età.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
Possiamo ricordare questo famoso atleta, che ci ha insegnato che ci sono delle emozioni che solo lo sport sa regalare con questa affermazione, che lui pronunciò prima di spegnersi per sempre:&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
“SE DESIDERI VINCERE QUALCOSA, CORRI 100 METRI. SE VUOI GODERTI UNA VERA ESPERIENZA, CORRI UNA MARATONA”.&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia:&amp;lt;BR 7&amp;gt;  &lt;br /&gt;
	&amp;quot;La Locomotiva Umana&amp;quot; di Marco Franzelli edito da Bianco e Nero Editrice;&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
	“Zatopek corre”  di Emil Zatopek edito da Poldi Libri Editrice;&amp;lt;BR 7&amp;gt;&lt;br /&gt;
	 “Correre” di Jean Echenoz  edito Adelphi Edizioni;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente19</name></author>
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