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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Borg_bjorn&amp;diff=317</id>
		<title>Borg bjorn</title>
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		<updated>2016-05-23T10:32:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Björn Rune Borg''' (Södertälje, 6 giugno 1956) è un '''ex tennista svedese''', ex numero uno del mondo e unanimamente considerato tra i più grandi di sempre. Björn venne affascinato dal tennis fin da giovanissimo, il primo contatto con questo sport lo ebbe quando il padre gli regalò una racchetta da tennis da lui ricevuta come premio per aver vinto un torneo dilettantistico di tennis tavolo. Nel corso della sua breve carriera è stato sei volte N.1 del mondo per un totale di 109 settimane, ha vinto 11 titoli nel Grande Slam (6 all'Open di Francia e 5 consecutivi a Wimbledon) e per ben due volte si è aggiudicato la Masters Cup di fine stagione. Memorabili le sue battaglie contro rivali storici come Jimmy Connors, John McEnroe, Guillermo Vilas e Ivan Lendl. Sorprendentemente smise di giocare nel 1982 quando era ancora indubbiamente uno dei tennisti più forti del mondo, si ritirò ufficialmente dalle scene nel 1983.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Carriera&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
1972-1973: Esordio &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il giovane Borg non ha rivali nelle categorie della sua età e nel 1972 a '''soli 15 anni viene selezionato per la squadra che deve rappresentare la Svezia in Coppa Davis'''. All'esordio nel grande tennis il futuro campione sconfigge in 5 set il neozelandese Onny Parun, pochi mesi dopo vince il singolare maschile Junior del Torneo di Wimbledon. Il 1973 è il suo primo anno da professionista e si rivela al mondo raggiungendo il quarto turno all'Open di Francia in cui viene battuto da Adriano Panatta e all'US Open, e i quarti di finale alla sua prima partecipazione a Wimbledon.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
1974-1976: Primi successi&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
'''Nel 1974 vince i suoi primi 7 tornei professionistici''', dopo due successi sul cemento (uno dei quali battendo Arthur Ashe in finale) vince gli Internazionali d'Italia sul campo di terra battuta del Foro Italico sconfiggendo nettamente in tre set Ilie Năstase. Due settimane dopo il successo di Roma si ripete sulla terra battuta vincendo il suo primo Slam all'Open di Francia . Questo successo lo rende il più giovane vincitore della storia del [https://it.wikipedia.org/wiki/Open_di_Francia]Roland Garros . Qualche tempo dopo difenderà con successo il suo titolo all'Open di Francia battendo Guillermo Vilas nella finale e un mese dopo raggiunge i quarti di finale a Wimbledon.  Nel 1975 vince due gare individuali e una di doppio nella finale di Coppa Davis vinta dalla Svezia 3-2 sulla Cecoslovacchia, portando la sua striscia vincente a 19 match consecutivi nella competizione. Alla fine dell'anno ha aggiunto al suo palmares 5 titoli ATP.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1976 Björn perde nei quarti di finale dell'Open di Francia, si tratta della seconda e ultima sconfitta della carriera di Borg nel torneo parigino, ancora una volta per mano di Adriano Panatta che è pertanto l'unico uomo ad aver sconfitto (due volte) il grande campione svedese nel Roland Garros. Qualche settimana dopo Borg vince a Wimbledon il terzo Slam della sua carriera; in finale batte 3-0 Ilie Năstase e per tutto il torneo non cede mai nemmeno un set, Borg è il più giovane vincitore del singolare maschile a Wimbledon. Borg tuttavia dimostra inequivocabilmente di saper adattare il suo gioco da fondo campo anche alle superfici veloci negli anni successivi, in questo anno raggiunge anche la finale all'US Open, perdendo in 4 set contro il numero uno del mondo [https://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Connors]Jimmy Connors. Oltre al successo in Inghilterra si aggiudica altri 5 titoli del circuito ATP.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1977-1980: Il dominio&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1977 vince 11 tornei. Riesce a ripetere il successo di Wimbledon dimostrando a tutti gli scettici che il trionfo dell'anno precedente non fu solo un caso. Björn deve faticare nettamente più dell'edizione '76, sconfigge in semifinale il suo grande amico Vitas Gerulaitis , nella finale trova nuovamente Jimmy Connors sconfiggendolo in 5 set. Con questo successo il 23 agosto 1977 diventa il nuovo numero uno del mondo, ponendo fine alle 160 settimane consecutive in testa al ranking di Connors (rimarranno un record fino all'avvento di Roger Federer), tuttavia dopo una sola settimana il 29 agosto Connors si riprende il primato in cima al ranking.&lt;br /&gt;
Nel 1978 inizia il periodo migliore della carriera del tennista svedese. Vince senza problemi il terzo Open di Francia della sua carriera senza perdere neanche un set e sconfiggendo ancora l'argentino Guillermo Vilas in finale in soli 3 set. Anche a Wimbledon vince il suo terzo titolo (consecutivo) vincendo in 3 set la finale contro il rivale Connors, con questo risultato Borg è il primo (e fino a Nadal nel 2008 l'unico) tennista capace di vincere '''Wimbledon''' e '''Roland Garros''' nella stessa stagione nell'era open. Poche settimane dopo si disputa l'US Open per la prima volta sul campo in cemento, questo sembra escludere Borg che tuttavia conferma la grande adattabilità del suo gioco arrivando in finale ma perdendo nettamente in tre set contro Connors. In quell'anno vince in totale 9 tornei e va segnalato che viene sconfitto in semifinale all'Open di Stoccolma da un giovane americano destinato ad incontrare più volte nel corso della sua carriera: John McEnroe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''Nel 1979 Björn vince 13 tornei''', conferma senza troppi problemi il suo dominio in Francia e in Inghilterra (sui campi di Wimbledon si tratta del quarto successo consecutivo), centrando la doppietta per il secondo anno consecutivo. Perde ancora contro McEnroe nella finale del WCT di Dallas, tuttavia il 9 aprile 1979 riesce nuovamente a scalzare Connors dalla posizione di numero uno del mondo, mantenendo il trono per 6 settimane prima di cederlo nuovamente all'americano.. Alla fine della stagione riesce a vincere anche il suo primo The Masters battendo McEnroe in una durissima semifinale e Gerulaitis in finale. Il 9 luglio 1979 conquista per la terza volta la testa del ranking mondiale, mantenendola per 34 settimane fino al 2 marzo 1980. Nel finale di stagione a Montreal vince il 50esimo torneo ATP della sua carriera a soli 23 anni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Durante il '''triennio 1978-1979-1980''' riceve per tre volte consecutive il titolo di '''Campione del Mondo''' ITF.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
1980-1981: Le battaglie con John McEnroe &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel '''giugno 1980 vince il suo quinto Open di Francia''', anche quest'anno non perde neanche un set in tutto il torneo, poche settimane dopo riesce ad arrivare nella finale di Wimbledon contro un agguerritissimo McEnroe. La partita è giudicata da molti come una delle più belle della storia di questo sport, negli occhi dei tifosi rimarrà per sempre il tiebreak del quarto set, con Borg in vantaggio 2-1 nel conto set i due avversari diedero vita ad una grande sfida che vide Borg avere 5 palle match per chiudere l'incontro e McEnroe 6 palle per arrivare al quinto set; in quel tiebreak l'americano si impose per 18-16, ma poi nel quinto set Borg riuscì a prevalere 8-6 vincendo il suo quinto Wimbledon consecutivo. Anni dopo Borg confesserà che in quell'occasione per la prima volta ebbe paura di perdere il titolo sull'erba, egli stesso ammise che quella sensazione corrisponde all'inizio della fine del suo periodo di dominio. Poche settimane dopo i due rivali diedero vita ad un nuovo match spettacolare nella finale dell'US Open, stavolta il vincitore fu il grande campione americano e per Borg si concretizzò la terza sconfitta in finale nel torneo. Nel 1981 Borg vinse il suo sesto e ultimo titolo all'Open di Francia, poche settimane dopo arriva per la sesta volta consecutiva in finale a Wimbledon, dopo 5 titoli e 41 vittorie consecutive nel torneo britannico McEnroe lo sconfigge in 4 combattuti set, impedendogli la conquista del sesto titolo. Il 5 luglio, dopo 46 settimane, Borg cede il titolo di N.1 del mondo a McEnroe, il 20 luglio riprende per la sesta e ultima volta il primato nel ranking per due sole settimane, portando il suo totale a 109. Qualche settimana dopo arriva per la quarta volta (la seconda consecutiva) in finale all'US Open. Come nell'anno precedente a contendergli il titolo è sempre McEnroe che ha la meglio in quattro set. Sfuma per l'ennesima volta la possibilità per il grande campione svedese di conquistare il titolo. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
1982-1983: Ultimi anni e ritiro&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1982 Borg prese parte solo al torneo di [https://it.wikipedia.org/wiki/Monte-Carlo_Rolex_Masters]Monte Carlo, perdendo contro Yannick Noah nei quarti di finale, dopo aver passato tutta la stagione '82 a fare da spettatore. Nel 1983 a Montecarlo è Henri Leconte a far decidere al campione svedese di abbandonare l'agonismo. La vittoria sull'argentino José Luis Clerc a Montecarlo 1983 resta il suo ultimo successo. La notizia del ritiro era già nell'aria , ma sconvolse il mondo del tennis a tal punto che persino il grande avversario McEnroe provò inutilmente a convincere il 26enne Borg a continuare a giocare.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Caratteristiche tecniche - Stile &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Lo svedese, negli anni in cui ha dominato la scena agonistica, '''impose standards tecnico-atletici''' ancora sconosciuti ai suoi avversari del tempo. In una stagione del tennis in cui, tranne pochissime eccezioni, i tennisti utilizzavano ancora racchette dal telaio in legno, Borg incluso, lo svedese fu il primo a colpire la palla con il colpo diritto costantemente dal basso verso l'alto, conferendole il cosiddetto effetto in Top-spin mediante rotazione del polso. I vantaggi di questa tecnica di esecuzione sarebbero poi divenuti alla portata di tutti con l'avvento dei telai in alluminio e grafite e con l'allargamento dell'area del piatto corde, ma, negli anni '70, il solo Borg riusciva ad eseguire con regolarità tale colpo. Giocava inoltre con '''il rovescio a due mani''', ed insieme a Jimmy Connors fu il primo a giocare ad altissimi livelli con quel colpo. Ma lo svedese fu anche un atleta nettamente superiore ai rivali dell'epoca. La sua preparazione fisica lo rendeva un giocatore dotato di resistenza e velocità fuori del comune, e i suoi allenamenti passati a palleggiare contro un muro di pietre vive, con la palla che rimbalzava irregolare in ogni direzione, contribuirono a creare l'alone di mistero e di fascino che egli esercitava sugli spettatori dell’epoca. Da Bjorn Borg in poi, emerse una schiera di tennisti definiti regolaristi o controattaccanti: giocatori che non prediligevano il gioco di volo, ma che facevano affidamento sulla tenuta fisica e sulla costanza nel palleggio per indurre l'avversario all'errore, piuttosto che cercare la conclusione vincente. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Carattere &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La leggenda di Borg si è nutrita anche del suo temperamento incredibilmente glaciale, era un uomo di poche parole ed era solito non protestare contro arbitri e giudici di linea. Al termine di uno scambio o di una partita non lo si è mai visto esultare in modo vistoso e appariscente, solo dopo la vittoria di un importante torneo si limitava ad inginocchiarsi e a volte ad alzare le braccia. Per via di questo temperamento venne quasi immediatamente ribattezzato dalla stampa Ice man (Uomo di ghiaccio), IceBorg oppure Orso in, quanto il suo nome, Bjorn, che in svedese vuol dire appunto Orso. Borg era solito curare il look prima delle partite con una assiduità pari alla preparazione fisica; prima delle partite sceglieva accuratamente i vestiti e la pettinatura da portare in campo; ha lanciato nel mondo la moda del look sciamanico caratterizzato da capelli lunghi, lisci e apparentemente incolti, uniti a barba e baffi pronunciati. È stato forse il primo fenomeno di divismo sui campi da tennis e il suo ritiro, avvenuto quand'era ancora ai vertici del tennis mondiale, ne ha arricchito ancor di più il mito.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vita privata &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie al suo fascino e al suo look alla moda Borg è stato un uomo a cui sono state attribuite diverse relazioni. Nel 1980 si sposa con la tennista rumena Mariana Simionescu, ma la coppia divorzia solo 3 anni dopo. In seguito avrà un figlio di nome Robin da una relazione con la modella svedese Jannike Björling prima di sposarsi con la cantante italiana Loredana Berté nel 1989. Questo matrimonio fu molto tormentato ed è culminato in un tentativo di suicidio di entrambi dopo l'ennesima lite domestica e terminò inevitabilemente con il divorzio nel 1993. Nel 2002 il tennista svedese si sposò per la terza volta con Patricia Östfeldt con cui vive tuttora, la coppia ha un figlio di nome Leo. In seguito a questo terzo matrimonio Borg venne denunciato dalla Bertè per bigamia, in quanto venne scoperto che i due per l'anagrafe risultavano ancora sposati, chiedendo 5 milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato. Dopo il ritiro investì i suoi guadagni sportivi in alcune attività imprenditoriali tra cui una linea di abbigliamento che portava il suo nome e che era la seconda per numero di capi venduti in patria. Tuttavia nel 1989 il suo piccolo gruppo finanziario collassò e Borg si ritrovò esposto verso i creditori di oltre 1,5 milioni di dollari, riuscì tuttavia a salvarsi dalla bancarotta. Nel marzo 2006 la nota '''casa d'aste Bonhams''' ha annunciato che avrebbe messo all'asta i 5 trofei vinti da Borg a Wimbledon e le due racchette usate nelle finali del 1976 e 1980. Molti colleghi contattarono Borg per chiedergli perché aveva deciso di commettere questo gesto e lui rispose che alla base di tutto c'erano nuovamente delle gravi difficoltà economiche. A risolvere la questione fu l'antico rivale McEnroe che gli telefonò domandandogli se fosse impazzito, alla fine della telefonata riuscì a persuadere Borg a ripensarci, cosa che invece non gli era riuscita nel '''1983''' all'annuncio del '''ritiro dello svedese'''.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Bikila_Abebe&amp;diff=296</id>
		<title>Bikila Abebe</title>
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		<updated>2016-05-23T10:23:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Abebe  Bikila &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a : [https://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia]Jato (etiopia) il 7 agosto 1932 &lt;br /&gt;
Morto il 25 ottobre 1973 &lt;br /&gt;
Sport : '''atletica leggera , specialità : maratona'''. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Biografia :&lt;br /&gt;
Abebe Bikila nacque il '''7 agosto del 1932''' in una cittadina chiamata Jato, a circa 130 Km da Addis Abeba. La sua era una famiglia molto povera, suo padre era un pastore, e all’alba dei suoi '''17 anni''' decise di arruolarsi nella '''guardia imperiale''' per sostenere economicamente i suoi genitori. L’arma etiope era solita tenere in forma i propri soldati facendogli praticare parecchia attività fisica e durante le numerose prove iniziava ad emergere il talento sportivo di Bikila. Ma la maledizione si riabbatte su di lui,A meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Anche sulla sedia a rotelle Abebe non riesce a stare lontano dallo sport così inizia a dedicarsi al '''tiro con l’arco''' e addirittura a '''gare con la slitta'''. Proprio per questa sua determinazione Bikila ha raccolto al suo seguito numerosi fan diventando una celebrità in tutto il mondo. La sua morte però arriva pochi mesi dopo, il '''25 ottobre 1973''',a causa di un'emorragia celebrale dovuta a delle complicazioni in seguito all’incidente. Al suo funerale erano presenti 75.000 persone, compresa la famiglia dell’imperatore, che aveva indetto per quel giorno lutto nazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bikila il '''simbolo della maratona''' :&lt;br /&gt;
Bikila stato il più grande maratoneta di tutti i tempi. Il suo primo allenatore fu un ufficiale, '''Nourou Edjersa''', ma toccò poi allo svedese Oni Niskanen che lo osservò già in passato in altre gare dove appunto lo prese sotto la sua ala. In soli 4 anni Abebe era pronto per le Olimpiadi&lt;br /&gt;
 di Roma del 1960. Alla vigilia pochi consideravano Bikila tra i favoriti, nonostante avesse fatto segnare un tempo notevole nei giorni precedenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo di allenamento:&lt;br /&gt;
Nella gara di selezione, Bikila vinse facilmente in '''2h21′23″''', risultato straordinario perché ottenuto ai 2400 m di altitudine di Addis Abeba. In allenamento, Niskanen gli fece correre la distanza di 32 km sia con le scarpe sia senza a piedi nudi Bikila impiegò 1h45′, quasi un minuto e mezzo meno che con le scarpe. Pochi giorni prima di partire per Roma, riprovò ancora sulla stessa distanza, sempre scalzo '''1h42′36″''', una media di 3,10″ al chilometro a 2000 m di altitudine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua prima olimpiade: &lt;br /&gt;
Il giorno della gara, il 10 settembre 1960  Bikila sorprese tutti decidendo di '''correre scalzo'''. Molti pensano che sia dovuto al fatto che lui era abituato ad allenarsi scalzo, in realtà anche questo è stato dovuto al caso. L’etiope doveva indossare un paio di scarpe fornite dall’Adidas, sponsor tecnico della manifestazione, ma quando è andato a ritirarle purtroppo erano rimasti pochi modelli e ne dovette scegliere uno che non gli calzava perfettamente. Nei giorni precedenti la gara, però le scarpe gli procurarono una vescica sotto un piede, così decise di correre scalzo per evitare problemi del genere anche in gara. Niskanen prima della partenza avrebbe detto a Bikila di tenere d’occhio il favorito [https://it.wikipedia.org/wiki/Rhadi_Ben_Abdesselam]Rhadi Ben Abdesselam, marocchino, che avrebbe indossato il numero 26. Tuttavia non si sa per quale motivo Rhadi non ritirò il pettorale 26 ma quello 185. Così partita la gara l’etiope si girava a controllare il pettorale di ogni atleta superato alla ricerca del numero 26. Dopo 20km erano rimasti in due, lui e Rhadi, ma Abebe continuava a scrutare l’orizzonte in cerca del famigerato 26. I due sono rimasti attaccati fino all’ultimo chilometro, quando Bikila ha fatto partire una progressione inarrestabile che lo ha portato alla vittoria stabilendo il nuovo record del mondo di 2h15’16″ con un distacco di, 26 secondi circa dal marocchino.  '''Medaglia d'oro per bikila.'''&lt;br /&gt;
La seconda olimpiade &lt;br /&gt;
28 anni sono pochi per un maratoneta ,e aveva un altro appuntamento a cui non poteva mancare: le Olimpiadi di Tokyo del 1964, quelle che lo consacreranno definitivamente. Negli anni successivi ha continuato ad allenarsi duramente percorrendo chilometri su chilometri.36 giorni dalla sua seconda fatica olimpica  una appendicite per la quale viene operato. Arriva nella capitale giapponese quindi non al top della forma, ma Bikila la sa lunga..&lt;br /&gt;
 Stavolta Bikila corre con le scarpe. Sulla linea di partenza sono presenti 68 dei migliori maratoneti del mondo, ma solo due tra questi decidono di prendere l’iniziativa di condurre la gara: l’australiano [https://it.wikipedia.org/wiki/Ron_Clarke]Ron Clark e l’irlandese Jim Hogan. Bikila li segue senza indugi, rimanendogli incollato e studiandoli attentamente. Arrivati al 20° chilometro l’etiope decide di essersi riposato abbastanza e cambia marcia. I due non riescono a stare al passo e rimangono attardati. Metro dopo metro il distacco aumenta, fino a quando Abebe non si trova in completa solitudine sulle strade di '''Tokyo'''. Ad attenderlo al traguardo c’erano 80.000 persone, tutte e 80.000 rimaste senza fiato quando hanno visto quella figura scura entrare in pista dopo sole 2h12’11″ migliorando di oltre 3 minuti il suo precedente record del mondo. Bikila ha superato la linea del traguardo con un volto inespressivo, senza nessun segno di fatica, quasi avesse appena finito di fare colazione. Come se non bastasse ha stupito tutti quando ha iniziato a fare degli esercizi di stretching nel campo. In seguito ha dichiarato '''“Avrei potuto correre per altri 10km“'''. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così Abebe conquista la sua seconda medaglia d’oro olimpica e diventa il primo atleta ad aver vinto la maratona in due olimpiadi di seguito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le seguenti vittorie … &lt;br /&gt;
 Nel 1963 Bikila era arrivato 5° alla maratona di Boston, l’unica persa delle 13 corse in tutta la sua vita, chiusa in '''2h24’43″'''  Ma è tempo di voltare pagina e di porsi un nuovo obiettivo, che prevedibilmente è la maratona delle successive olimpiadi, quelle di Città del Messico 1968. Abebe era molto fiducioso, Città del Messico si trova più o meno alla stessa altitudine di Addis Abeba e per lui sarebbe stato come correre in casa. Per questo ha iniziato subito ad allenarsi duramente per conquistare la sua terza medaglia olimpica. Ma la maledizione si riabbatte su di lui , a meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Bikila non si lascia cadere nello sconforto e si ripresenta ai nastri di partenza di Città del Messico con un unico obiettivo in testa: difendere il titolo. La gara inizia e il problema compare quasi subito, ma Abebe stringe i denti e continua a correre conducendo la gara. Passo dopo passo però il dolore alla gamba si fa sentire sempre di più fino al punto di non essere più sopportabile. Al che si rivolge al suo compagno di squadra Mamo Wolde al quale gli dice di fermarsi perché si era fatto male. Così al 17° chilometro Bikila abbandona la gara e Wolde inizia la sua progressione verso la medaglia d’oro. Subito dopo la vittoria comunque ha dichiarato che la vittoria sarebbe andata a Bikila se non si fosse fatto male. &lt;br /&gt;
...Fu invitato come spettatore alle '''Olimpiadi del 1972 a Monaco''', dove ha potuto assistere all’attacco del suo record di due medaglie d’oro consecutive da parte del connazionale [https://it.wikipedia.org/wiki/Mamo_Wolde]Wolde, per sua fortuna fallito. A lui sono intitolate strade, stadi e premi in tutto il mondo, a simbolo di un campione intramontabile.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Bikila Abebe</title>
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		<updated>2016-05-23T10:21:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Abebe  Bikila &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a : [https://it.wikipedia.org/wiki/Etiopia]Jato (etiopia) il 7 agosto 1932 &lt;br /&gt;
Morto il 25 ottobre 1973 &lt;br /&gt;
Sport : '''atletica leggera , specialità : maratona'''. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Biografia :&lt;br /&gt;
Abebe Bikila nacque il '''7 agosto del 1932''' in una cittadina chiamata Jato, a circa 130 Km da Addis Abeba. La sua era una famiglia molto povera, suo padre era un pastore, e all’alba dei suoi '''17 anni''' decise di arruolarsi nella '''guardia imperiale''' per sostenere economicamente i suoi genitori. L’arma etiope era solita tenere in forma i propri soldati facendogli praticare parecchia attività fisica e durante le numerose prove iniziava ad emergere il talento sportivo di Bikila. Ma la maledizione si riabbatte su di lui,A meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Anche sulla sedia a rotelle Abebe non riesce a stare lontano dallo sport così inizia a dedicarsi al '''tiro con l’arco''' e addirittura a '''gare con la slitta'''. Proprio per questa sua determinazione Bikila ha raccolto al suo seguito numerosi fan diventando una celebrità in tutto il mondo. La sua morte però arriva pochi mesi dopo, il '''25 ottobre 1973''',a causa di un'emorragia celebrale dovuta a delle complicazioni in seguito all’incidente. Al suo funerale erano presenti 75.000 persone, compresa la famiglia dell’imperatore, che aveva indetto per quel giorno lutto nazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bikila il '''simbolo della maratona''' :&lt;br /&gt;
Bikila stato il più grande maratoneta di tutti i tempi. Il suo primo allenatore fu un ufficiale, '''Nourou Edjersa''', ma toccò poi allo svedese Oni Niskanen che lo osservò già in passato in altre gare dove appunto lo prese sotto la sua ala. In soli 4 anni Abebe era pronto per le Olimpiadi&lt;br /&gt;
 di Roma del 1960. Alla vigilia pochi consideravano Bikila tra i favoriti, nonostante avesse fatto segnare un tempo notevole nei giorni precedenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo di allenamento:&lt;br /&gt;
Nella gara di selezione, Bikila vinse facilmente in '''2h21′23″''', risultato straordinario perché ottenuto ai 2400 m di altitudine di Addis Abeba. In allenamento, Niskanen gli fece correre la distanza di 32 km sia con le scarpe sia senza a piedi nudi Bikila impiegò 1h45′, quasi un minuto e mezzo meno che con le scarpe. Pochi giorni prima di partire per Roma, riprovò ancora sulla stessa distanza, sempre scalzo '''1h42′36″''', una media di 3,10″ al chilometro a 2000 m di altitudine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua prima olimpiade: &lt;br /&gt;
Il giorno della gara, il 10 settembre 1960  Bikila sorprese tutti decidendo di '''correre scalzo'''. Molti pensano che sia dovuto al fatto che lui era abituato ad allenarsi scalzo, in realtà anche questo è stato dovuto al caso. L’etiope doveva indossare un paio di scarpe fornite dall’Adidas, sponsor tecnico della manifestazione, ma quando è andato a ritirarle purtroppo erano rimasti pochi modelli e ne dovette scegliere uno che non gli calzava perfettamente. Nei giorni precedenti la gara, però le scarpe gli procurarono una vescica sotto un piede, così decise di correre scalzo per evitare problemi del genere anche in gara. Niskanen prima della partenza avrebbe detto a Bikila di tenere d’occhio il favorito Rhadi Ben Abdesselam, marocchino, che avrebbe indossato il numero 26. Tuttavia non si sa per quale motivo Rhadi non ritirò il pettorale 26 ma quello 185. Così partita la gara l’etiope si girava a controllare il pettorale di ogni atleta superato alla ricerca del numero 26. Dopo 20km erano rimasti in due, lui e Rhadi, ma Abebe continuava a scrutare l’orizzonte in cerca del famigerato 26. I due sono rimasti attaccati fino all’ultimo chilometro, quando Bikila ha fatto partire una progressione inarrestabile che lo ha portato alla vittoria stabilendo il nuovo record del mondo di 2h15’16″ con un distacco di, 26 secondi circa dal marocchino.  Medaglia d'oro per bikila.&lt;br /&gt;
La seconda olimpiade &lt;br /&gt;
28 anni sono pochi per un maratoneta ,e aveva un altro appuntamento a cui non poteva mancare: le Olimpiadi di Tokyo del 1964, quelle che lo consacreranno definitivamente. Negli anni successivi ha continuato ad allenarsi duramente percorrendo chilometri su chilometri.36 giorni dalla sua seconda fatica olimpica  una appendicite per la quale viene operato. Arriva nella capitale giapponese quindi non al top della forma, ma Bikila la sa lunga..&lt;br /&gt;
 Stavolta Bikila corre con le scarpe. Sulla linea di partenza sono presenti 68 dei migliori maratoneti del mondo, ma solo due tra questi decidono di prendere l’iniziativa di condurre la gara: l’australiano Ron Clark e l’irlandese Jim Hogan. Bikila li segue senza indugi, rimanendogli incollato e studiandoli attentamente. Arrivati al 20° chilometro l’etiope decide di essersi riposato abbastanza e cambia marcia. I due non riescono a stare al passo e rimangono attardati. Metro dopo metro il distacco aumenta, fino a quando Abebe non si trova in completa solitudine sulle strade di '''Tokyo'''. Ad attenderlo al traguardo c’erano 80.000 persone, tutte e 80.000 rimaste senza fiato quando hanno visto quella figura scura entrare in pista dopo sole 2h12’11″ migliorando di oltre 3 minuti il suo precedente record del mondo. Bikila ha superato la linea del traguardo con un volto inespressivo, senza nessun segno di fatica, quasi avesse appena finito di fare colazione. Come se non bastasse ha stupito tutti quando ha iniziato a fare degli esercizi di stretching nel campo. In seguito ha dichiarato '''“Avrei potuto correre per altri 10km“'''. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così Abebe conquista la sua seconda medaglia d’oro olimpica e diventa il primo atleta ad aver vinto la maratona in due olimpiadi di seguito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le seguenti vittorie … &lt;br /&gt;
 Nel 1963 Bikila era arrivato 5° alla maratona di Boston, l’unica persa delle 13 corse in tutta la sua vita, chiusa in '''2h24’43″'''  Ma è tempo di voltare pagina e di porsi un nuovo obiettivo, che prevedibilmente è la maratona delle successive olimpiadi, quelle di Città del Messico 1968. Abebe era molto fiducioso, Città del Messico si trova più o meno alla stessa altitudine di Addis Abeba e per lui sarebbe stato come correre in casa. Per questo ha iniziato subito ad allenarsi duramente per conquistare la sua terza medaglia olimpica. Ma la maledizione si riabbatte su di lui , a meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Bikila non si lascia cadere nello sconforto e si ripresenta ai nastri di partenza di Città del Messico con un unico obiettivo in testa: difendere il titolo. La gara inizia e il problema compare quasi subito, ma Abebe stringe i denti e continua a correre conducendo la gara. Passo dopo passo però il dolore alla gamba si fa sentire sempre di più fino al punto di non essere più sopportabile. Al che si rivolge al suo compagno di squadra Mamo Wolde al quale gli dice di fermarsi perché si era fatto male. Così al 17° chilometro Bikila abbandona la gara e Wolde inizia la sua progressione verso la medaglia d’oro. Subito dopo la vittoria comunque ha dichiarato che la vittoria sarebbe andata a Bikila se non si fosse fatto male. &lt;br /&gt;
...Fu invitato come spettatore alle '''Olimpiadi del 1972 a Monaco''', dove ha potuto assistere all’attacco del suo record di due medaglie d’oro consecutive da parte del connazionale [https://it.wikipedia.org/wiki/Mamo_Wolde]Wolde, per sua fortuna fallito. A lui sono intitolate strade, stadi e premi in tutto il mondo, a simbolo di un campione intramontabile.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Braglia alberto</title>
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		<updated>2016-05-23T10:10:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''BRAGLIA ALBERTO''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ginnastica in tutte le epoche storiche ha avuto sempre la sua importanza; basti pensare al ruolo che ebbe sia nell'antica Grecia e che presso i Romani. Era così importante da essere praticata dai soldati per tenersi in forma prima di andare in battaglia.&lt;br /&gt;
Nel corso dei secoli è stata considerata un vero e proprio sport che consiste in sequenze di movimenti, i quali richiedono forza, elasticità ed abilità cinetiche (la cosiddetta coordinazione).&lt;br /&gt;
La ginnastica a livello olimpionico si divide in: trampolino elastico,ritmica ed artistica di cui uno dei più grandi ed indimenticabili campioni del secolo scorso è stato senza dubbio Alberto Braglia.&lt;br /&gt;
[https://it.wikipedia.org/wiki/Campogalliano]Nato a Campogalliano, in provincia di Modena, '''il 23 marzo 1883''', si appassionò sin da piccolo alla ginnastica, tanto che si allenò da autodidatta nel fienile di casa sua. Fu proprio il fienile ad essere la sua prima palestra.&lt;br /&gt;
Braglia partecipò anche ai '''Giochi Intermedi del 1906''' svolti ad [https://it.wikipedia.org/wiki/Atene]Atene e organizzati per celebrare il decennale delle prime '''Olimpiadi moderne'''. Qui Alberto riuscì a conquistare due medaglie d'argento nel concorso generale a cinque e a sei specialità, anche se queste medaglie però non rientrano nel medagliere olimpico in quanto quei giochi non furono riconosciuti come olimpiadi dal '''C.I.O''' (Comitato Internazionale Olimpico).&lt;br /&gt;
'''Alle Olimpiadi di Londra del 1908''' Alberto Braglia si dimostrò come '''il migliore ginnasta in assoluto''',e riuscendo ad imporsi sugli avversari, ottenne una sola medaglia d'oro, quella del concorso completo individuale, nonostante avesse primeggiato in tutte e sette le specialità, poichè (purtroppo per lui), a quelle Olimpiadi ci fu una riduzione del programma e vennero assegnati solo due titoli nella ginnastica, uno per il concorso individuale completo (heptathlon) e uno a squadre.&lt;br /&gt;
La sua specialità fu nel '''&amp;quot;cavallo a maniglie&amp;quot;''', in cui rasentò la perfezione (anche se a detta di molti sembrava essere infallibile nel volteggio).&lt;br /&gt;
Proprio perchè il suo fisico esprimeva sia la perfezione assoluta che una grande forza e tenacia, Braglia riusciva a competere addirittura con atleti fisicamente più grandi. Ciò gli diede molto onore nella sua carriera sportiva tanto che,al suo ritorno da Londra, si mosse pure il re vittorio Emanuele, il quale dopo averlo abbracciato gli regalò una ulteriore medaglia d'oro proprio perchè compiaciuto davanti a quella figura esile, capace di soggiogare i giganti.&lt;br /&gt;
Dopo le Olimpiadi, iniziò un '''periodo molto travagliato per Braglia''', colpito da una serie di problemi personali: primo fra tutti la mancanza di un lavoro che lo indussero ad iniziare una serie di esibizioni pubbliche, portandolo così alla qualifica di professionista ma anche all'espulsione dal movimento olimpico a scelta della '''F.I.G''' (Federazione Italiana di Ginnastica).&lt;br /&gt;
A tutto ciò si aggiunga una tragedia familiare, la morte del figlioletto di quattro anni, che fece entrare Braglia in un profondo esaurimento nervoso.&lt;br /&gt;
Per fortuna riuscì a riprendersi, ottenendo lo '''status di dilettante''' appena in tempo per partecipare alle Olimpiadi di '''Stoccolma 1912''' dove difese e confermò il suo titolo olimpico nel concorso individuale, e guidò la squadra italiana alla medaglia d'oro nel concorso a squadre.&lt;br /&gt;
Fu amato, stimato, quasi mai battuto. Era troppo grande la sua classe. La ginnastica, però, non gli garantì agiatezza per il resto della vita. Fu istruttore federale della squadra italiana di ginnastica ai Giochi di Los Angeles del '32, nei quali gli azzurri sbaragliarono il campo.&lt;br /&gt;
Fu l'ultimo evento di successo di una carriera straordinaria.&lt;br /&gt;
Tornò alla Panaro, la storica società modenese, ma il suo sport non gli regalava più emozioni. Era iniziato il suo lento declino.&lt;br /&gt;
A metà degli anni Venti dopo un'esperienza negli Stati Uniti, Alberto Braglia ritornò in Italia, ma alcune scelte sbagliate e la guerra lo ridussero alla povertà: per sopravvivere fece l'acrobata nello show circense &amp;quot;Fortunello e Cirillino&amp;quot;, dove si esibiva con un bambino in numeri che ne mettevano in luce l'abilità muscolare; in seguito fu barista, poi il bidello presso la palestra di una scuola modenese a lui stesso intitolata. '''Morì nel '54''', quasi in miseria, circostanza capitata a molti altri straordinari atleti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Cardin_sara&amp;diff=247</id>
		<title>Cardin sara</title>
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		<updated>2016-05-23T10:04:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''CARDIN SARA'''&lt;br /&gt;
'''MONDIALI KARATE 2014: MEDAGLIA D’ORO!'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sara Cardin 27 anni di [https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Piave]PONTE DI PIAVE in provincia di '''Treviso''',atleta del Centro Sportivo Esercito (ha il grado di caporale)&lt;br /&gt;
Si è laureata CAMPIONESSA DEL MONDO nella categoria dei 55 kg nel corso dei MONDIALI di questa notissima arte marziale che si sono svolti a Brema,in Germania.&lt;br /&gt;
Il 2014 è stato davvero trionfale per Sara,che qualche mese fa a &lt;br /&gt;
Tampere(Finlandia) aveva vinto la MEDAGLIA D’ORO pure&lt;br /&gt;
Agli EUROPEI e dunque al momento è indiscutibilmente '''l’atleta più forte in circolazione''' nella sua categoria.&lt;br /&gt;
SARA CARDIN ha mostrato classe ed eleganza prima nei vari incontri di qualificazione che le hanno permesso di raggiungere dapprima la semifinale e poi la finale vinta nella sfida decisiva vinta a discapito della francese [https://fr.wikipedia.org/wiki/Emily_Thouy]EMILYE THOUY con il punteggio di 3 a 2.&lt;br /&gt;
Sara aveva già vinto un argento mondiale nel 2011,mentre l’anno scorso era stata seconda agli europei.&lt;br /&gt;
Quest’anno ha scalato il gradino più alto del podio in entrambi i tornei,impreziosendo una carriera caratterizzata anche da ben '''17 titoli italiani'''!!(di cui 3 juniores, 2cadetti, un esordienti, 2 a squadre giovanili, 2 a squadre seniores e 2 universitari)…&lt;br /&gt;
Questo è stato il commento dopo la vittoria:”Un oro che premia il grande sacrificio e senso di rispetto per questa disciplina che purtroppo non ha lo stesso risvolto mediatico di tanti altri sport e che dedico al mio tecnico e al [https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Atleti_del_Centro_Sportivo_Esercito]CENTRO SPORTIVO ESERCITO,visto che lo scorso giugno mi ha offerto la possibilità&lt;br /&gt;
Di entrarne a far parte,spero di conseguire altri importanti traguardi”.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Filippi_alessia&amp;diff=239</id>
		<title>Filippi alessia</title>
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		<updated>2016-05-23T10:01:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Alessia Flippi OMRI ('''Roma, 23 giugno 1987''') è una nuotatrice italiana, ha iniziato la carriera nelle specialità del dorso e dei misti, per poi raggiungere i migliori risultati negli 800m e 1500m stile libero. Inizia a nuotare a tre anni. Le prime vittorie nelle  categorie giovanili le raggiunge sotto la guida dell’allenatore '''Riccardo Pontani'''. Nel 2000 passa in prima squadra all’ Aurelia Nuoto con Cesare Butini che la porterà alla convocazione in nazionale assoluta. Alle sue prime olimpiadi di Atene 2004 si piazza  sedicesima nei 400 misti, ma la fama internazionale arriverà nel 2005 con l’oro nei 400 misti ai [https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_del_Mediterraneo]'''Giochi del Mediterraneo''', inieme al record italiano e l’oro nei 200 dorso. Sempre nel 2005 arriverà quinta nella finale  dei 200 dorso ai mondiali di Montrèal. A fine anno effettua anche  il tesseramento militare pur  senza lasciare il suo club e si trasferisce per allenarsi al centro sportivo della guardia di finanza, dove troverà un nuovo tecnico, Andrea Palloni. '''A marzo 2006''', ai mondiali di nuoto in vasca corta di Shanghai vince l’argento nei 400 misti stabilendo il nuovo '''record italiano'''. Ancora medaglie ai campionati europei di Butapest dello stesso anno: oro nei 400 misti con la prima prestazione mondiale del 2006  quarta prestazione mondiale di sempre. Sarà la prima donna italiana a '''vincere l’oro in un campionato europeo'''. Poi arriva il brozo con record italiano nei 200 misti. Nel 2007 rompe con la guardi di finanza e torna stabilmente la '''squadra dell’ Aurelia''' Nuoto, dove si allenerà con Cesare  Butini, sotto la supervisione tecnica del[https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Castagnetti] '''CT Alberto Castagnetti'''. I mondiali di quell’anno svoltisi a Melbourne a csa di un virus che la colpisce poco tempo prima, impedendoke di allenarsi e costringendola a portare un programma ridotto, non sono brillanti e ottiene come  miglior risultato l’ottavo posto nella finale dei 200 dorso.&lt;br /&gt;
Il  16 luglio 2008 ai campionati italiani stabilisce il nuovo record  europeo dei 1500m stile libero (e terza prestazione mondiale di tutti i tempi), con il tempo di 15:52.84&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alle   '''Olimpiadi di Pechino''' si piazza quinta nei '''400 misti''' e, il 16 agosto, conquista l’argento olimpico negli 800m  '''stile libero''', migliorando  il suo record italiano con il tempo di '''8:20.23'''&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Filippi alessia</title>
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		<updated>2016-05-23T10:00:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Alessia Flippi OMRI ('''Roma, 23 giugno 1987''') è una nuotatrice italiana, ha iniziato la carriera nelle specialità del dorso e dei misti, per poi raggiungere i migliori risultati negli 800m e 1500m stile libero. Inizia a nuotare a tre anni. Le prime vittorie nelle  categorie giovanili le raggiunge sotto la guida dell’allenatore '''Riccardo Pontani'''. Nel 2000 passa in prima squadra all’ Aurelia Nuoto con Cesare Butini che la porterà alla convocazione in nazionale assoluta. Alle sue prime olimpiadi di Atene 2004 si piazza  sedicesima nei 400 misti, ma la fama internazionale arriverà nel 2005 con l’oro nei 400 misti ai '''Giochi del Mediterraneo''', inieme al record italiano e l’oro nei 200 dorso. Sempre nel 2005 arriverà quinta nella finale  dei 200 dorso ai mondiali di Montrèal. A fine anno effettua anche  il tesseramento militare pur  senza lasciare il suo club e si trasferisce per allenarsi al centro sportivo della guardia di finanza, dove troverà un nuovo tecnico, Andrea Palloni. '''A marzo 2006''', ai mondiali di nuoto in vasca corta di Shanghai vince l’argento nei 400 misti stabilendo il nuovo '''record italiano'''. Ancora medaglie ai campionati europei di Butapest dello stesso anno: oro nei 400 misti con la prima prestazione mondiale del 2006  quarta prestazione mondiale di sempre. Sarà la prima donna italiana a '''vincere l’oro in un campionato europeo'''. Poi arriva il brozo con record italiano nei 200 misti. Nel 2007 rompe con la guardi di finanza e torna stabilmente la '''squadra dell’ Aurelia''' Nuoto, dove si allenerà con Cesare  Butini, sotto la supervisione tecnica del[https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Castagnetti] '''CT Alberto Castagnetti'''. I mondiali di quell’anno svoltisi a Melbourne a csa di un virus che la colpisce poco tempo prima, impedendoke di allenarsi e costringendola a portare un programma ridotto, non sono brillanti e ottiene come  miglior risultato l’ottavo posto nella finale dei 200 dorso.&lt;br /&gt;
Il  16 luglio 2008 ai campionati italiani stabilisce il nuovo record  europeo dei 1500m stile libero (e terza prestazione mondiale di tutti i tempi), con il tempo di 15:52.84&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alle   '''Olimpiadi di Pechino''' si piazza quinta nei '''400 misti''' e, il 16 agosto, conquista l’argento olimpico negli 800m  '''stile libero''', migliorando  il suo record italiano con il tempo di '''8:20.23'''&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Borges_gustavo&amp;diff=232</id>
		<title>Borges gustavo</title>
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		<updated>2016-05-23T09:57:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Borges Gustavo França''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atleta: Gustavo França Borges&lt;br /&gt;
Nato a: [https://it.wikipedia.org/wiki/Ribeir%C3%A3o_Preto]Ribeirão Preto, San Paolo, Brasile. &lt;br /&gt;
Il: 2 Dicembre 1972 (Vivente)&lt;br /&gt;
Professione sportiva: '''Nuotatore'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gustavo França Borges è un ex nuotatore internazionale '''brasiliano''', nato in una delle provincie di [https://it.wikipedia.org/wiki/San_Paolo_(Brasile)]San Paolo in Brasile. Imponente nel fisico (2.03 metri d'altezza per 98 kg) è stato in grado di imporsi nello stesso modo anche nella sua carriera sportiva.&lt;br /&gt;
Ha nuotato con la nazionale brasiliana, partecipando a ben '''quattro olimpiadi''' (Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sidney 2000 e Atene 2004) portando a casa numerosi record e '''quattro medaglie olimpiche''': due argenti e due bronzi (vinte in tre diverse edizioni olimpiche).&lt;br /&gt;
 E' uno degli atleti brasiliani con più medaglie olimpiche dopo [https://it.wikipedia.org/wiki/Torben_Grael]Torben Grael (5 medaglie olimpiche, è uno dei più vittoriosi della storia della vela) e Robert Scheidt (5 medaglie, miglior atleta di tutti i tempi di vela). &lt;br /&gt;
Nelle sue specialità, 100 m stile libero, 200 m stile libero e nelle staffette 4x100 m stile libero, 4x200 m stile libero, ha vinto varie medaglie ai Mondiali e ai Giochi Panamericani.&lt;br /&gt;
La carriera sportiva di Gustavo termina nel '''2004''', precisamente nell'ottobre dopo le olimpiadi è ufficiale il suo ritiro. Da li intraprende la vita da imprenditore, avviando una propria struttura sportiva e portando avanti una suo proprio progetto sulla tecnica del nuoto.&lt;br /&gt;
Nel 2012 è stato il secondo brasiliano (dopo Maria Lenk nel 1988) ad essere inserito nell'International Swimming Hall of Fame.&lt;br /&gt;
Gustavo è felicemente sposato con Barbara Franco e ha due figli Luis Gustavo e Gabriela.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gustavo França Borges è nato a '''Ribeirão Preto''' ma poco dopo la sua nascita la sua famiglia si trasferì a San Paolo dove passò molti anni della sua infanzia.&lt;br /&gt;
L'amore per l'acqua nacque da bambino quando con i suoi coetanei preferiva giochi acquatici perché lui stesso li definiva più divertenti. Sin da piccolo iniziò a seguire le lezioni di nuoto nella piscina della sua piccola città nell'Associaçao Atlética Ituveravense.&lt;br /&gt;
Il suo primo traguardo è segnato nel 1981, dove partecipa ad una gara, disputata tra scuole locali e assaggia per la prima volta il sapore del '''podio a soli 9 anni'''.&lt;br /&gt;
Quella gara fu solo l'inizio, da li Gustavo inizio a maturare lo spirito di competizione che rafforzò nel corso degli anni, spinto dalla voglia di vincere.&lt;br /&gt;
Dopo tre anni, partecipa ad un trofeo con le migliori scuole di San Paolo e li vince la sua prima medaglia in competizioni ufficiali, arrivando al terzo posto nei 50 m stile libero con 30”09.&lt;br /&gt;
Nel 1987 Gustavo matura la decisione di avere un supporto tecnico ogni giorno, in tal modo poteva solo migliorare le sue prestazioni e raggiungere un livello più alto nel nuoto. Per questa sua decisione fù costretto a lasciare la sua scuola d'infanzia e trasferirsi al San Carlo Club.&lt;br /&gt;
I prossimi Campionati Giovanili Estivi si sarebbero tenuti solo un anno dopo il suo trasferimento, ma la sua caparbietà lo portò ad essere iscritto. Sicuro di se stesso, portò a casa un oro nei 50 m stile libero con il tempo di 24”88 e un argento nei 100 m stile libero con 54”59. Alla fine dei Campionati Borges, alla sola età di 17 anni, viene decretato il più veloce-giovane nuotatore brasiliano. &lt;br /&gt;
Alla fine del 89' Gustavo aveva tutte le credenziali per brillare. Indubbiamente gli anni 1989 e 1990 hanno segnato una grande svolta nella sua carriera.&lt;br /&gt;
Sotto indicazione di Maria Lenk(prima donna brasiliana a partecipare alle olimpiadi, Los Angeles 1932) Gustavo trova il luogo ideale dove studiare e nuotare contemporaneamente; L'università del Michigan dove iniziò ad essere seguito da Jon Urbanchek. (Qui incontrerà la sua futura moglie Barbara Franco).&lt;br /&gt;
Inizia una nuova era per Borges, nei tre mesi successivi comincia ad avere successo nelle '''competizioni internazionali''', proprio nel Campionato Sudamericano tenutosi a Rosario in Argentina, vince l'oro in tutte e tre le gare da lui disputate: 50 m stile libero, 4x100 m stile e 4x200 m stile libero. &lt;br /&gt;
In quello stesso anno, precisamente a Luglio, Gustavo in un trofeo nazionale, infrange il record nazionale nei 100 m stile libero con il tempo di 48”58.&lt;br /&gt;
Grazie a questo nuovo strabiliante record viene chiamato per partecipare ai '''Campionati Mondiali di nuoto del 1991''' all'Avana dove viene nominato grande promessa del nuoto mondiale.&lt;br /&gt;
La sua brillante partecipazione lo rese punta di diamante della squadra brasiliana. Ottenne infatti il maggior numero di medaglie 5 in totale, 2 ori, 2 argenti e un bronzo e infrange un altro record continentale.&lt;br /&gt;
E' stato considerato il miglior atleta tra gli studenti del primo anno di college di tutta l'America con una reale possibilità di vincere una medaglia alle Olimpiadi; e così è stato Gustavo alle Olimpiadi del 1992 a Barcellona, vince la medaglia d'argento nei 100 m stile libero con 49'43.&lt;br /&gt;
L'anno '''1993''' è stato per Borges un anno pieno di vittorie ma caratterizzato da due fondamentali record nella  staffetta 4x100m stile libero (3'12”11) e nel suo tempo individuale di 46”66 mai raggiunto da nessun nuotatore al mondo.&lt;br /&gt;
Nel pieno delle sue forse, nel 1995, nelle gare universitarie della '''NCAA''', vince tutte e tre le gare di velocità (50,100,200 metri stile libero) e viene proclamato nuotatore dell'anno dalla NCAA.&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, Borges salì su podio per ricevere la medaglia d'argento nei 200 m stile libero (1'48”09) e la medaglia di bronzo nei 100 m stile libero (49”02).&lt;br /&gt;
Contemporaneamente alla sua carriera sportiva, il campione olimpico riuscì a terminare il suo piano di studi e si laureò  nel '''1999''' in economia [https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_del_Michigan]all'università del Michigan. &lt;br /&gt;
Nello stesso anno si ebbe la prima edizione del Trofeo Gustavo Borges da lui stesso organizzato.&lt;br /&gt;
Nell'anno 2000 partecipò alle '''Olimpiadi di Sidney''' vincendo la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100. Durante le Olimpiadi di Sydney, Gustavo è stato uno dei 12 atleti scelti dal Amateur Swimming Federazione Internazionale (FINA), per il periodo 2000-2005.&lt;br /&gt;
Nel 2003 Gustavo inizia ad intraprendere la sua carriera imprenditoriale, e non ha dubbi: vuole finire la sua carriera sportiva dopo le '''Olimpiadi di Atene 2004'''.&lt;br /&gt;
Gustavo Borges ha detto ufficialmente addio al nuoto nel 2004, ai Giochi Olimpici di Atene, dopo aver costruito una lunga carriera. &lt;br /&gt;
Nel 2004 è stato il portabandiera del Brasile per la cerimonia di chiusura alle Olimpiadi estive.&lt;br /&gt;
Oggi prosegue la sua attività da imprenditore e promuove molte iniziative legate alla sua struttura sportiva, con l'obiettivo di trasmettere la metodologia del nuoto nei giovani atleti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Borges_gustavo&amp;diff=192</id>
		<title>Borges gustavo</title>
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		<updated>2016-05-23T09:20:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;Borges Gustavo França   Atleta: Gustavo França Borges Nato a: Ribeirão Preto, San Paolo, Brasile.  Il: 2 Dicembre 1972 (Vivente) Professione sportiva: Nuotatore  Gustavo Fr...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Borges Gustavo França &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atleta: Gustavo França Borges&lt;br /&gt;
Nato a: Ribeirão Preto, San Paolo, Brasile. &lt;br /&gt;
Il: 2 Dicembre 1972 (Vivente)&lt;br /&gt;
Professione sportiva: Nuotatore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gustavo França Borges è un ex nuotatore internazionale brasiliano, nato in una delle provincie di San Paolo in Brasile. Imponente nel fisico (2.03 metri d'altezza per 98 kg) è stato in grado di imporsi nello stesso modo anche nella sua carriera sportiva.&lt;br /&gt;
Ha nuotato con la nazionale brasiliana, partecipando a ben quattro olimpiadi (Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sidney 2000 e Atene 2004) portando a casa numerosi record e quattro medaglie olimpiche: due argenti e due bronzi (vinte in tre diverse edizioni olimpiche).&lt;br /&gt;
 E' uno degli atleti brasiliani con più medaglie olimpiche dopo Torben Grael (5 medaglie olimpiche, è uno dei più vittoriosi della storia della vela) e Robert Scheidt (5 medaglie, miglior atleta di tutti i tempi di vela). &lt;br /&gt;
Nelle sue specialità, 100 m stile libero, 200 m stile libero e nelle staffette 4x100 m stile libero, 4x200 m stile libero, ha vinto varie medaglie ai Mondiali e ai Giochi Panamericani.&lt;br /&gt;
La carriera sportiva di Gustavo termina nel 2004, precisamente nell'ottobre dopo le olimpiadi è ufficiale il suo ritiro. Da li intraprende la vita da imprenditore, avviando una propria struttura sportiva e portando avanti una suo proprio progetto sulla tecnica del nuoto.&lt;br /&gt;
Nel 2012 è stato il secondo brasiliano (dopo Maria Lenk nel 1988) ad essere inserito nell'International Swimming Hall of Fame.&lt;br /&gt;
Gustavo è felicemente sposato con Barbara Franco e ha due figli Luis Gustavo e Gabriela.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gustavo França Borges è nato a Ribeirão Preto ma poco dopo la sua nascita la sua famiglia si trasferì a San Paolo dove passò molti anni della sua infanzia.&lt;br /&gt;
L'amore per l'acqua nacque da bambino quando con i suoi coetanei preferiva giochi acquatici perché lui stesso li definiva più divertenti. Sin da piccolo iniziò a seguire le lezioni di nuoto nella piscina della sua piccola città nell'Associaçao Atlética Ituveravense.&lt;br /&gt;
Il suo primo traguardo è segnato nel 1981, dove partecipa ad una gara, disputata tra scuole locali e assaggia per la prima volta il sapore del podio a soli 9 anni.&lt;br /&gt;
Quella gara fu solo l'inizio, da li Gustavo inizio a maturare lo spirito di competizione che rafforzò nel corso degli anni, spinto dalla voglia di vincere.&lt;br /&gt;
Dopo tre anni, partecipa ad un trofeo con le migliori scuole di San Paolo e li vince la sua prima medaglia in competizioni ufficiali, arrivando al terzo posto nei 50 m stile libero con 30”09.&lt;br /&gt;
Nel 1987 Gustavo matura la decisione di avere un supporto tecnico ogni giorno, in tal modo poteva solo migliorare le sue prestazioni e raggiungere un livello più alto nel nuoto. Per questa sua decisione fù costretto a lasciare la sua scuola d'infanzia e trasferirsi al San Carlo Club.&lt;br /&gt;
I prossimi Campionati Giovanili Estivi si sarebbero tenuti solo un anno dopo il suo trasferimento, ma la sua caparbietà lo portò ad essere iscritto. Sicuro di se stesso, portò a casa un oro nei 50 m stile libero con il tempo di 24”88 e un argento nei 100 m stile libero con 54”59. Alla fine dei Campionati Borges, alla sola età di 17 anni, viene decretato il più veloce-giovane nuotatore brasiliano. &lt;br /&gt;
Alla fine del 89' Gustavo aveva tutte le credenziali per brillare. Indubbiamente gli anni 1989 e 1990 hanno segnato una grande svolta nella sua carriera.&lt;br /&gt;
Sotto indicazione di Maria Lenk(prima donna brasiliana a partecipare alle olimpiadi, Los Angeles 1932) Gustavo trova il luogo ideale dove studiare e nuotare contemporaneamente; L'università del Michigan dove iniziò ad essere seguito da Jon Urbanchek. (Qui incontrerà la sua futura moglie Barbara Franco).&lt;br /&gt;
Inizia una nuova era per Borges, nei tre mesi successivi comincia ad avere successo nelle competizioni internazionali, proprio nel Campionato Sudamericano tenutosi a Rosario in Argentina, vince l'oro in tutte e tre le gare da lui disputate: 50 m stile libero, 4x100 m stile e 4x200 m stile libero. &lt;br /&gt;
In quello stesso anno, precisamente a Luglio, Gustavo in un trofeo nazionale, infrange il record nazionale nei 100 m stile libero con il tempo di 48”58.&lt;br /&gt;
Grazie a questo nuovo strabiliante record viene chiamato per partecipare ai Campionati Mondiali di nuoto del 1991 all'Avana dove viene nominato grande promessa del nuoto mondiale.&lt;br /&gt;
La sua brillante partecipazione lo rese punta di diamante della squadra brasiliana. Ottenne infatti il maggior numero di medaglie 5 in totale, 2 ori, 2 argenti e un bronzo e infrange un altro record continentale.&lt;br /&gt;
E' stato considerato il miglior atleta tra gli studenti del primo anno di college di tutta l'America con una reale possibilità di vincere una medaglia alle Olimpiadi; e così è stato Gustavo alle Olimpiadi del 1992 a Barcellona, vince la medaglia d'argento nei 100 m stile libero con 49'43.&lt;br /&gt;
L'anno 1993 è stato per Borges un anno pieno di vittorie ma caratterizzato da due fondamentali record nella  staffetta 4x100m stile libero (3'12”11) e nel suo tempo individuale di 46”66 mai raggiunto da nessun nuotatore al mondo.&lt;br /&gt;
Nel pieno delle sue forse, nel 1995, nelle gare universitarie della NCAA, vince tutte e tre le gare di velocità (50,100,200 metri stile libero) e viene proclamato nuotatore dell'anno dalla NCAA.&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, Borges salì su podio per ricevere la medaglia d'argento nei 200 m stile libero (1'48”09) e la medaglia di bronzo nei 100 m stile libero (49”02).&lt;br /&gt;
Contemporaneamente alla sua carriera sportiva, il campione olimpico riuscì a terminare il suo piano di studi e si laureò  nel 1999 in economia all'università del Michigan. &lt;br /&gt;
Nello stesso anno si ebbe la prima edizione del Trofeo Gustavo Borges da lui stesso organizzato.&lt;br /&gt;
Nell'anno 2000 partecipò alle Olimpiadi di Sidney vincendo la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100. Durante le Olimpiadi di Sydney, Gustavo è stato uno dei 12 atleti scelti dal Amateur Swimming Federazione Internazionale (FINA), per il periodo 2000-2005.&lt;br /&gt;
Nel 2003 Gustavo inizia ad intraprendere la sua carriera imprenditoriale, e non ha dubbi: vuole finire la sua carriera sportiva dopo le Olimpiadi di Atene 2004.&lt;br /&gt;
Gustavo Borges ha detto ufficialmente addio al nuoto nel 2004, ai Giochi Olimpici di Atene, dopo aver costruito una lunga carriera. &lt;br /&gt;
Nel 2004 è stato il portabandiera del Brasile per la cerimonia di chiusura alle Olimpiadi estive.&lt;br /&gt;
Oggi prosegue la sua attività da imprenditore e promuove molte iniziative legate alla sua struttura sportiva, con l'obiettivo di trasmettere la metodologia del nuoto nei giovani atleti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Borg bjorn</title>
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		<updated>2016-05-23T09:19:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;BORG BJORN           Björn Borg. Björn Rune Borg (Södertälje, 6 giugno 1956) è un ex tennista svedese, ex numero uno del mondo e unanimamente considerato tra i più grand...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;BORG BJORN &lt;br /&gt;
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Björn Borg.&lt;br /&gt;
Björn Rune Borg (Södertälje, 6 giugno 1956) è un ex tennista svedese, ex numero uno del mondo e unanimamente considerato tra i più grandi di sempre. Björn venne affascinato dal tennis fin da giovanissimo, il primo contatto con questo sport lo ebbe quando il padre gli regalò una racchetta da tennis da lui ricevuta come premio per aver vinto un torneo dilettantistico di tennis tavolo. Nel corso della sua breve carriera è stato sei volte N.1 del mondo per un totale di 109 settimane, ha vinto 11 titoli nel Grande Slam (6 all'Open di Francia e 5 consecutivi a Wimbledon) e per ben due volte si è aggiudicato la Masters Cup di fine stagione. Memorabili le sue battaglie contro rivali storici come Jimmy Connors, John McEnroe, Guillermo Vilas e Ivan Lendl. Sorprendentemente smise di giocare nel 1982 quando era ancora indubbiamente uno dei tennisti più forti del mondo, si ritirò ufficialmente dalle scene nel 1983.&lt;br /&gt;
Carriera &lt;br /&gt;
1972-1973: Esordio &lt;br /&gt;
Il giovane Borg non ha rivali nelle categorie della sua età e nel 1972 a soli 15 anni viene selezionato per la squadra che deve rappresentare la Svezia in Coppa Davis. All'esordio nel grande tennis il futuro campione sconfigge in 5 set il neozelandese Onny Parun, pochi mesi dopo vince il singolare maschile Junior del Torneo di Wimbledon. Il 1973 è il suo primo anno da professionista e si rivela al mondo raggiungendo il quarto turno all'Open di Francia in cui viene battuto da Adriano Panatta e all'US Open, e i quarti di finale alla sua prima partecipazione a Wimbledon.&lt;br /&gt;
1974-1976: Primi successi &lt;br /&gt;
Nel 1974 vince i suoi primi 7 tornei professionistici, dopo due successi sul cemento (uno dei quali battendo Arthur Ashe in finale) vince gli Internazionali d'Italia sul campo di terra battuta del Foro Italico sconfiggendo nettamente in tre set Ilie Năstase. Due settimane dopo il successo di Roma si ripete sulla terra battuta vincendo il suo primo Slam all'Open di Francia . Questo successo lo rende il più giovane vincitore della storia del Roland Garros . Qualche tempo dopo difenderà con successo il suo titolo all'Open di Francia battendo Guillermo Vilas nella finale e un mese dopo raggiunge i quarti di finale a Wimbledon.  Nel 1975 vince due gare individuali e una di doppio nella finale di Coppa Davis vinta dalla Svezia 3-2 sulla Cecoslovacchia, portando la sua striscia vincente a 19 match consecutivi nella competizione. Alla fine dell'anno ha aggiunto al suo palmares 5 titoli ATP.&lt;br /&gt;
Nel 1976 Björn perde nei quarti di finale dell'Open di Francia, si tratta della seconda e ultima sconfitta della carriera di Borg nel torneo parigino, ancora una volta per mano di Adriano Panatta che è pertanto l'unico uomo ad aver sconfitto (due volte) il grande campione svedese nel Roland Garros. Qualche settimana dopo Borg vince a Wimbledon il terzo Slam della sua carriera; in finale batte 3-0 Ilie Năstase e per tutto il torneo non cede mai nemmeno un set, Borg è il più giovane vincitore del singolare maschile a Wimbledon. Borg tuttavia dimostra inequivocabilmente di saper adattare il suo gioco da fondo campo anche alle superfici veloci negli anni successivi, in questo anno raggiunge anche la finale all'US Open, perdendo in 4 set contro il numero uno del mondo Jimmy Connors. Oltre al successo in Inghilterra si aggiudica altri 5 titoli del circuito ATP.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1977-1980: Il dominio&lt;br /&gt;
Nel 1977 vince 11 tornei. Riesce a ripetere il successo di Wimbledon dimostrando a tutti gli scettici che il trionfo dell'anno precedente non fu solo un caso. Björn deve faticare nettamente più dell'edizione '76, sconfigge in semifinale il suo grande amico Vitas Gerulaitis , nella finale trova nuovamente Jimmy Connors sconfiggendolo in 5 set. Con questo successo il 23 agosto 1977 diventa il nuovo numero uno del mondo, ponendo fine alle 160 settimane consecutive in testa al ranking di Connors (rimarranno un record fino all'avvento di Roger Federer), tuttavia dopo una sola settimana il 29 agosto Connors si riprende il primato in cima al ranking.&lt;br /&gt;
Nel 1978 inizia il periodo migliore della carriera del tennista svedese. Vince senza problemi il terzo Open di Francia della sua carriera senza perdere neanche un set e sconfiggendo ancora l'argentino Guillermo Vilas in finale in soli 3 set. Anche a Wimbledon vince il suo terzo titolo (consecutivo) vincendo in 3 set la finale contro il rivale Connors, con questo risultato Borg è il primo (e fino a Nadal nel 2008 l'unico) tennista capace di vincere Wimbledon e Roland Garros nella stessa stagione nell'era open. Poche settimane dopo si disputa l'US Open per la prima volta sul campo in cemento, questo sembra escludere Borg che tuttavia conferma la grande adattabilità del suo gioco arrivando in finale ma perdendo nettamente in tre set contro Connors. In quell'anno vince in totale 9 tornei e va segnalato che viene sconfitto in semifinale all'Open di Stoccolma da un giovane americano destinato ad incontrare più volte nel corso della sua carriera: John McEnroe.&lt;br /&gt;
Nel 1979 Björn vince 13 tornei, conferma senza troppi problemi il suo dominio in Francia e in Inghilterra (sui campi di Wimbledon si tratta del quarto successo consecutivo), centrando la doppietta per il secondo anno consecutivo. Perde ancora contro McEnroe nella finale del WCT di Dallas, tuttavia il 9 aprile 1979 riesce nuovamente a scalzare Connors dalla posizione di numero uno del mondo, mantenendo il trono per 6 settimane prima di cederlo nuovamente all'americano.. Alla fine della stagione riesce a vincere anche il suo primo The Masters battendo McEnroe in una durissima semifinale e Gerulaitis in finale. Il 9 luglio 1979 conquista per la terza volta la testa del ranking mondiale, mantenendola per 34 settimane fino al 2 marzo 1980. Nel finale di stagione a Montreal vince il 50esimo torneo ATP della sua carriera a soli 23 anni.&lt;br /&gt;
Durante il triennio 1978-1979-1980 riceve per tre volte consecutive il titolo di Campione del Mondo ITF.&lt;br /&gt;
1980-1981: Le battaglie con John McEnroe &lt;br /&gt;
Nel giugno 1980 vince il suo quinto Open di Francia, anche quest'anno non perde neanche un set in tutto il torneo, poche settimane dopo riesce ad arrivare nella finale di Wimbledon contro un agguerritissimo McEnroe. La partita è giudicata da molti come una delle più belle della storia di questo sport, negli occhi dei tifosi rimarrà per sempre il tiebreak del quarto set, con Borg in vantaggio 2-1 nel conto set i due avversari diedero vita ad una grande sfida che vide Borg avere 5 palle match per chiudere l'incontro e McEnroe 6 palle per arrivare al quinto set; in quel tiebreak l'americano si impose per 18-16, ma poi nel quinto set Borg riuscì a prevalere 8-6 vincendo il suo quinto Wimbledon consecutivo. Anni dopo Borg confesserà che in quell'occasione per la prima volta ebbe paura di perdere il titolo sull'erba, egli stesso ammise che quella sensazione corrisponde all'inizio della fine del suo periodo di dominio. Poche settimane dopo i due rivali diedero vita ad un nuovo match spettacolare nella finale dell'US Open, stavolta il vincitore fu il grande campione americano e per Borg si concretizzò la terza sconfitta in finale nel torneo. Nel 1981 Borg vinse il suo sesto e ultimo titolo all'Open di Francia, poche settimane dopo arriva per la sesta volta consecutiva in finale a Wimbledon, dopo 5 titoli e 41 vittorie consecutive nel torneo britannico McEnroe lo sconfigge in 4 combattuti set, impedendogli la conquista del sesto titolo. Il 5 luglio, dopo 46 settimane, Borg cede il titolo di N.1 del mondo a McEnroe, il 20 luglio riprende per la sesta e ultima volta il primato nel ranking per due sole settimane, portando il suo totale a 109. Qualche settimana dopo arriva per la quarta volta (la seconda consecutiva) in finale all'US Open. Come nell'anno precedente a contendergli il titolo è sempre McEnroe che ha la meglio in quattro set. Sfuma per l'ennesima volta la possibilità per il grande campione svedese di conquistare il titolo. &lt;br /&gt;
1982-1983: Ultimi anni e ritiro&lt;br /&gt;
Nel 1982 Borg prese parte solo al torneo di Monte Carlo, perdendo contro Yannick Noah nei quarti di finale, dopo aver passato tutta la stagione '82 a fare da spettatore. Nel 1983 a Montecarlo è Henri Leconte a far decidere al campione svedese di abbandonare l'agonismo. La vittoria sull'argentino José Luis Clerc a Montecarlo 1983 resta il suo ultimo successo. La notizia del ritiro era già nell'aria , ma sconvolse il mondo del tennis a tal punto che persino il grande avversario McEnroe provò inutilmente a convincere il 26enne Borg a continuare a giocare.&lt;br /&gt;
Caratteristiche tecniche - Stile &lt;br /&gt;
Lo svedese, negli anni in cui ha dominato la scena agonistica, impose standards tecnico-atletici ancora sconosciuti ai suoi avversari del tempo. In una stagione del tennis in cui, tranne pochissime eccezioni, i tennisti utilizzavano ancora racchette dal telaio in legno, Borg incluso, lo svedese fu il primo a colpire la palla con il colpo diritto costantemente dal basso verso l'alto, conferendole il cosiddetto effetto in Top-spin mediante rotazione del polso. I vantaggi di questa tecnica di esecuzione sarebbero poi divenuti alla portata di tutti con l'avvento dei telai in alluminio e grafite e con l'allargamento dell'area del piatto corde, ma, negli anni '70, il solo Borg riusciva ad eseguire con regolarità tale colpo. Giocava inoltre con il rovescio a due mani, ed insieme a Jimmy Connors fu il primo a giocare ad altissimi livelli con quel colpo. Ma lo svedese fu anche un atleta nettamente superiore ai rivali dell'epoca. La sua preparazione fisica lo rendeva un giocatore dotato di resistenza e velocità fuori del comune, e i suoi allenamenti passati a palleggiare contro un muro di pietre vive, con la palla che rimbalzava irregolare in ogni direzione, contribuirono a creare l'alone di mistero e di fascino che egli esercitava sugli spettatori dell’epoca. Da Bjorn Borg in poi, emerse una schiera di tennisti definiti regolaristi o controattaccanti: giocatori che non prediligevano il gioco di volo, ma che facevano affidamento sulla tenuta fisica e sulla costanza nel palleggio per indurre l'avversario all'errore, piuttosto che cercare la conclusione vincente. &lt;br /&gt;
Carattere &lt;br /&gt;
La leggenda di Borg si è nutrita anche del suo temperamento incredibilmente glaciale, era un uomo di poche parole ed era solito non protestare contro arbitri e giudici di linea. Al termine di uno scambio o di una partita non lo si è mai visto esultare in modo vistoso e appariscente, solo dopo la vittoria di un importante torneo si limitava ad inginocchiarsi e a volte ad alzare le braccia. Per via di questo temperamento venne quasi immediatamente ribattezzato dalla stampa Ice man (Uomo di ghiaccio), IceBorg oppure Orso in, quanto il suo nome, Bjorn, che in svedese vuol dire appunto Orso. Borg era solito curare il look prima delle partite con una assiduità pari alla preparazione fisica; prima delle partite sceglieva accuratamente i vestiti e la pettinatura da portare in campo; ha lanciato nel mondo la moda del look sciamanico caratterizzato da capelli lunghi, lisci e apparentemente incolti, uniti a barba e baffi pronunciati. È stato forse il primo fenomeno di divismo sui campi da tennis e il suo ritiro, avvenuto quand'era ancora ai vertici del tennis mondiale, ne ha arricchito ancor di più il mito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vita privata &lt;br /&gt;
Grazie al suo fascino e al suo look alla moda Borg è stato un uomo a cui sono state attribuite diverse relazioni. Nel 1980 si sposa con la tennista rumena Mariana Simionescu, ma la coppia divorzia solo 3 anni dopo. In seguito avrà un figlio di nome Robin da una relazione con la modella svedese Jannike Björling prima di sposarsi con la cantante italiana Loredana Berté nel 1989. Questo matrimonio fu molto tormentato ed è culminato in un tentativo di suicidio di entrambi dopo l'ennesima lite domestica e terminò inevitabilemente con il divorzio nel 1993. Nel 2002 il tennista svedese si sposò per la terza volta con Patricia Östfeldt con cui vive tuttora, la coppia ha un figlio di nome Leo. In seguito a questo terzo matrimonio Borg venne denunciato dalla Bertè per bigamia, in quanto venne scoperto che i due per l'anagrafe risultavano ancora sposati, chiedendo 5 milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato. Dopo il ritiro investì i suoi guadagni sportivi in alcune attività imprenditoriali tra cui una linea di abbigliamento che portava il suo nome e che era la seconda per numero di capi venduti in patria. Tuttavia nel 1989 il suo piccolo gruppo finanziario collassò e Borg si ritrovò esposto verso i creditori di oltre 1,5 milioni di dollari, riuscì tuttavia a salvarsi dalla bancarotta. Nel marzo 2006 la nota casa d'aste Bonhams ha annunciato che avrebbe messo all'asta i 5 trofei vinti da Borg a Wimbledon e le due racchette usate nelle finali del 1976 e 1980. Molti colleghi contattarono Borg per chiedergli perché aveva deciso di commettere questo gesto e lui rispose che alla base di tutto c'erano nuovamente delle gravi difficoltà economiche. A risolvere la questione fu l'antico rivale McEnroe che gli telefonò domandandogli se fosse impazzito, alla fine della telefonata riuscì a persuadere Borg a ripensarci, cosa che invece non gli era riuscita nel 1983 all'annuncio del ritiro dello svedese.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Bikila Abebe</title>
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		<updated>2016-05-23T09:17:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;Abebe  Bikila   Nato a : Jato (etiopia) il 7 agosto 1932  Morto il 25 ottobre 1973  Sport : atletica leggera , specialità : maratona.   Biografia : Abebe Bikila nacque il 7 a...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Abebe  Bikila &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a : Jato (etiopia) il 7 agosto 1932 &lt;br /&gt;
Morto il 25 ottobre 1973 &lt;br /&gt;
Sport : atletica leggera , specialità : maratona. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Biografia :&lt;br /&gt;
Abebe Bikila nacque il 7 agosto del 1932 in una cittadina chiamata Jato, a circa 130 Km da Addis Abeba. La sua era una famiglia molto povera, suo padre era un pastore, e all’alba dei suoi 17 anni decise di arruolarsi nella guardia imperiale per sostenere economicamente i suoi genitori. L’arma etiope era solita tenere in forma i propri soldati facendogli praticare parecchia attività fisica e durante le numerose prove iniziava ad emergere il talento sportivo di Bikila. Ma la maledizione si riabbatte su di lui,A meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Anche sulla sedia a rotelle Abebe non riesce a stare lontano dallo sport così inizia a dedicarsi al tiro con l’arco e addirittura a gare con la slitta. Proprio per questa sua determinazione Bikila ha raccolto al suo seguito numerosi fan diventando una celebrità in tutto il mondo. La sua morte però arriva pochi mesi dopo, il 25 ottobre 1973,a causa di un'emorragia celebrale dovuta a delle complicazioni in seguito all’incidente. Al suo funerale erano presenti 75.000 persone, compresa la famiglia dell’imperatore, che aveva indetto per quel giorno lutto nazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bikila il simbolo della maratona :&lt;br /&gt;
Bikila stato il più grande maratoneta di tutti i tempi. Il suo primo allenatore fu un ufficiale, Nourou Edjersa, ma toccò poi allo svedese Oni Niskanen che lo osservò già in passato in altre gare dove appunto lo prese sotto la sua ala. In soli 4 anni Abebe era pronto per le Olimpiadi&lt;br /&gt;
 di Roma del 1960. Alla vigilia pochi consideravano Bikila tra i favoriti, nonostante avesse fatto segnare un tempo notevole nei giorni precedenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo di allenamento:&lt;br /&gt;
Nella gara di selezione, Bikila vinse facilmente in 2h21′23″, risultato straordinario perché ottenuto ai 2400 m di altitudine di Addis Abeba. In allenamento, Niskanen gli fece correre la distanza di 32 km sia con le scarpe sia senza a piedi nudi Bikila impiegò 1h45′, quasi un minuto e mezzo meno che con le scarpe. Pochi giorni prima di partire per Roma, riprovò ancora sulla stessa distanza, sempre scalzo 1h42′36″, una media di 3,10″ al chilometro a 2000 m di altitudine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua prima olimpiade: &lt;br /&gt;
Il giorno della gara, il 10 settembre 1960  Bikila sorprese tutti decidendo di correre scalzo. Molti pensano che sia dovuto al fatto che lui era abituato ad allenarsi scalzo, in realtà anche questo è stato dovuto al caso. L’etiope doveva indossare un paio di scarpe fornite dall’Adidas, sponsor tecnico della manifestazione, ma quando è andato a ritirarle purtroppo erano rimasti pochi modelli e ne dovette scegliere uno che non gli calzava perfettamente. Nei giorni precedenti la gara, però le scarpe gli procurarono una vescica sotto un piede, così decise di correre scalzo per evitare problemi del genere anche in gara. Niskanen prima della partenza avrebbe detto a Bikila di tenere d’occhio il favorito Rhadi Ben Abdesselam, marocchino, che avrebbe indossato il numero 26. Tuttavia non si sa per quale motivo Rhadi non ritirò il pettorale 26 ma quello 185. Così partita la gara l’etiope si girava a controllare il pettorale di ogni atleta superato alla ricerca del numero 26. Dopo 20km erano rimasti in due, lui e Rhadi, ma Abebe continuava a scrutare l’orizzonte in cerca del famigerato 26. I due sono rimasti attaccati fino all’ultimo chilometro, quando Bikila ha fatto partire una progressione inarrestabile che lo ha portato alla vittoria stabilendo il nuovo record del mondo di 2h15’16″ con un distacco di, 26 secondi circa dal marocchino.  Medaglia d'oro per bikila.&lt;br /&gt;
La seconda olimpiade &lt;br /&gt;
28 anni sono pochi per un maratoneta ,e aveva un altro appuntamento a cui non poteva mancare: le Olimpiadi di Tokyo del 1964, quelle che lo consacreranno definitivamente. Negli anni successivi ha continuato ad allenarsi duramente percorrendo chilometri su chilometri.36 giorni dalla sua seconda fatica olimpica  una appendicite per la quale viene operato. Arriva nella capitale giapponese quindi non al top della forma, ma Bikila la sa lunga..&lt;br /&gt;
 Stavolta Bikila corre con le scarpe. Sulla linea di partenza sono presenti 68 dei migliori maratoneti del mondo, ma solo due tra questi decidono di prendere l’iniziativa di condurre la gara: l’australiano Ron Clark e l’irlandese Jim Hogan. Bikila li segue senza indugi, rimanendogli incollato e studiandoli attentamente. Arrivati al 20° chilometro l’etiope decide di essersi riposato abbastanza e cambia marcia. I due non riescono a stare al passo e rimangono attardati. Metro dopo metro il distacco aumenta, fino a quando Abebe non si trova in completa solitudine sulle strade di Tokyo. Ad attenderlo al traguardo c’erano 80.000 persone, tutte e 80.000 rimaste senza fiato quando hanno visto quella figura scura entrare in pista dopo sole 2h12’11″ migliorando di oltre 3 minuti il suo precedente record del mondo. Bikila ha superato la linea del traguardo con un volto inespressivo, senza nessun segno di fatica, quasi avesse appena finito di fare colazione. Come se non bastasse ha stupito tutti quando ha iniziato a fare degli esercizi di stretching nel campo. In seguito ha dichiarato “Avrei potuto correre per altri 10km“. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così Abebe conquista la sua seconda medaglia d’oro olimpica e diventa il primo atleta ad aver vinto la maratona in due olimpiadi di seguito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le seguenti vittorie … &lt;br /&gt;
 Nel 1963 Bikila era arrivato 5° alla maratona di Boston, l’unica persa delle 13 corse in tutta la sua vita, chiusa in 2h24’43″  Ma è tempo di voltare pagina e di porsi un nuovo obiettivo, che prevedibilmente è la maratona delle successive olimpiadi, quelle di Città del Messico 1968. Abebe era molto fiducioso, Città del Messico si trova più o meno alla stessa altitudine di Addis Abeba e per lui sarebbe stato come correre in casa. Per questo ha iniziato subito ad allenarsi duramente per conquistare la sua terza medaglia olimpica. Ma la maledizione si riabbatte su di lui , a meno di un anno dalle olimpiadi si frattura il perone. Gira il mondo per curarsi ma il dolore non scompare mai del tutto. Bikila non si lascia cadere nello sconforto e si ripresenta ai nastri di partenza di Città del Messico con un unico obiettivo in testa: difendere il titolo. La gara inizia e il problema compare quasi subito, ma Abebe stringe i denti e continua a correre conducendo la gara. Passo dopo passo però il dolore alla gamba si fa sentire sempre di più fino al punto di non essere più sopportabile. Al che si rivolge al suo compagno di squadra Mamo Wolde al quale gli dice di fermarsi perché si era fatto male. Così al 17° chilometro Bikila abbandona la gara e Wolde inizia la sua progressione verso la medaglia d’oro. Subito dopo la vittoria comunque ha dichiarato che la vittoria sarebbe andata a Bikila se non si fosse fatto male. &lt;br /&gt;
...Fu invitato come spettatore alle Olimpiadi del 1972 a Monaco, dove ha potuto assistere all’attacco del suo record di due medaglie d’oro consecutive da parte del connazionale Wolde, per sua fortuna fallito. A lui sono intitolate strade, stadi e premi in tutto il mondo, a simbolo di un campione intramontabile.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Braglia_alberto&amp;diff=186</id>
		<title>Braglia alberto</title>
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		<updated>2016-05-23T09:17:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;BRAGLIA ALBERTO        La ginnastica in tutte le epoche storiche ha avuto sempre la sua importanza; basti pensare al ruolo che ebbe sia nell'antica Grecia e che presso i Roman...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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La ginnastica in tutte le epoche storiche ha avuto sempre la sua importanza; basti pensare al ruolo che ebbe sia nell'antica Grecia e che presso i Romani. Era così importante da essere praticata dai soldati per tenersi in forma prima di andare in battaglia.&lt;br /&gt;
Nel corso dei secoli è stata considerata un vero e proprio sport che consiste in sequenze di movimenti, i quali richiedono forza, elasticità ed abilità cinetiche (la cosiddetta coordinazione).&lt;br /&gt;
La ginnastica a livello olimpionico si divide in: trampolino elastico,ritmica ed artistica di cui uno dei più grandi ed indimenticabili campioni del secolo scorso è stato senza dubbio Alberto Braglia.&lt;br /&gt;
Nato a Campogalliano, in provincia di Modena, il 23 marzo 1883, si appassionò sin da piccolo alla ginnastica, tanto che si allenò da autodidatta nel fienile di casa sua. Fu proprio il fienile ad essere la sua prima palestra.&lt;br /&gt;
Braglia partecipò anche ai Giochi Intermedi del 1906 svolti ad Atene e organizzati per celebrare il decennale delle prime Olimpiadi moderne. Qui Alberto riuscì a conquistare due medaglie d'argento nel concorso generale a cinque e a sei specialità, anche se queste medaglie però non rientrano nel medagliere olimpico in quanto quei giochi non furono riconosciuti come olimpiadi dal C.I.O (Comitato Internazionale Olimpico).&lt;br /&gt;
Alle Olimpiadi di Londra del 1908 Alberto Braglia si dimostrò come il migliore ginnasta in assoluto,e riuscendo ad imporsi sugli avversari, ottenne una sola medaglia d'oro, quella del concorso completo individuale, nonostante avesse primeggiato in tutte e sette le specialità, poichè (purtroppo per lui), a quelle Olimpiadi ci fu una riduzione del programma e vennero assegnati solo due titoli nella ginnastica, uno per il concorso individuale completo (heptathlon) e uno a squadre.&lt;br /&gt;
La sua specialità fu nel &amp;quot;cavallo a maniglie&amp;quot;, in cui rasentò la perfezione (anche se a detta di molti sembrava essere infallibile nel volteggio).&lt;br /&gt;
Proprio perchè il suo fisico esprimeva sia la perfezione assoluta che una grande forza e tenacia, Braglia riusciva a competere addirittura con atleti fisicamente più grandi. Ciò gli diede molto onore nella sua carriera sportiva tanto che,al suo ritorno da Londra, si mosse pure il re vittorio Emanuele, il quale dopo averlo abbracciato gli regalò una ulteriore medaglia d'oro proprio perchè compiaciuto davanti a quella figura esile, capace di soggiogare i giganti.&lt;br /&gt;
Dopo le Olimpiadi, iniziò un periodo molto travagliato per Braglia, colpito da una serie di problemi personali: primo fra tutti la mancanza di un lavoro che lo indussero ad iniziare una serie di esibizioni pubbliche, portandolo così alla qualifica di professionista ma anche all'espulsione dal movimento olimpico a scelta della F.I.G (Federazione Italiana di Ginnastica).&lt;br /&gt;
A tutto ciò si aggiunga una tragedia familiare, la morte del figlioletto di quattro anni, che fece entrare Braglia in un profondo esaurimento nervoso.&lt;br /&gt;
Per fortuna riuscì a riprendersi, ottenendo lo status di dilettante appena in tempo per partecipare alle Olimpiadi di Stoccolma 1912 dove difese e confermò il suo titolo olimpico nel concorso individuale, e guidò la squadra italiana alla medaglia d'oro nel concorso a squadre.&lt;br /&gt;
Fu amato, stimato, quasi mai battuto. Era troppo grande la sua classe. La ginnastica, però, non gli garantì agiatezza per il resto della vita. Fu istruttore federale della squadra italiana di ginnastica ai Giochi di Los Angeles del '32, nei quali gli azzurri sbaragliarono il campo.&lt;br /&gt;
Fu l'ultimo evento di successo di una carriera straordinaria.&lt;br /&gt;
Tornò alla Panaro, la storica società modenese, ma il suo sport non gli regalava più emozioni. Era iniziato il suo lento declino.&lt;br /&gt;
A metà degli anni Venti dopo un'esperienza negli Stati Uniti, Alberto Braglia ritornò in Italia, ma alcune scelte sbagliate e la guerra lo ridussero alla povertà: per sopravvivere fece l'acrobata nello show circense &amp;quot;Fortunello e Cirillino&amp;quot;, dove si esibiva con un bambino in numeri che ne mettevano in luce l'abilità muscolare; in seguito fu barista, poi il bidello presso la palestra di una scuola modenese a lui stesso intitolata. Morì nel '54, quasi in miseria, circostanza capitata a molti altri straordinari atleti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Cardin_sara&amp;diff=184</id>
		<title>Cardin sara</title>
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		<updated>2016-05-23T09:16:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;'''CARDIN SARA''' '''MONDIALI KARATE 2014: MEDAGLIA D’ORO!'''  Sara Cardin 27 anni di PONTE DI PIAVE in provincia di '''Treviso''',atleta del Centro Sportivo Esercito (ha il...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''CARDIN SARA'''&lt;br /&gt;
'''MONDIALI KARATE 2014: MEDAGLIA D’ORO!'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sara Cardin 27 anni di PONTE DI PIAVE in provincia di '''Treviso''',atleta del Centro Sportivo Esercito (ha il grado di caporale)&lt;br /&gt;
Si è laureata CAMPIONESSA DEL MONDO nella categoria dei 55 kg nel corso dei MONDIALI di questa notissima arte marziale che si sono svolti a Brema,in Germania.&lt;br /&gt;
Il 2014 è stato davvero trionfale per Sara,che qualche mese fa a &lt;br /&gt;
Tampere(Finlandia) aveva vinto la MEDAGLIA D’ORO pure&lt;br /&gt;
Agli EUROPEI e dunque al momento è indiscutibilmente l’atleta più forte in circolazione nella sua categoria.&lt;br /&gt;
SARA CARDIN ha mostrato classe ed eleganza prima nei vari incontri di qualificazione che le hanno permesso di raggiungere dapprima la semifinale e poi la finale vinta nella sfida decisiva vinta a discapito della francese EMILYE THOUY con il punteggio di 3 a 2.&lt;br /&gt;
Sara aveva già vinto un argento mondiale nel 2011,mentre l’anno scorso era stata seconda agli europei.&lt;br /&gt;
Quest’anno ha scalato il gradino più alto del podio in entrambi i tornei,impreziosendo una carriera caratterizzata anche da ben 17 titoli italiani!!(di cui 3 juniores, 2cadetti, un esordienti, 2 a squadre giovanili, 2 a squadre seniores e 2 universitari)…&lt;br /&gt;
Questo è stato il commento dopo la vittoria:”Un oro che premia il grande sacrificio e senso di rispetto per questa disciplina che purtroppo non ha lo stesso risvolto mediatico di tanti altri sport e che dedico al mio tecnico e al CENTRO SPORTIVO ESERCITO,visto che lo scorso giugno mi ha offerto la possibilità&lt;br /&gt;
Di entrarne a far parte,spero di conseguire altri importanti traguardi”.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Filippi_alessia&amp;diff=181</id>
		<title>Filippi alessia</title>
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		<updated>2016-05-23T09:14:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;'''ALESSIA FILIPPI ''' Alessia Flippi OMRI ('''Roma, 23 giugno 1987''') è una nuotatrice italiana, ha iniziato la carriera nelle specialità del dorso e dei misti, per poi ra...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;'''ALESSIA FILIPPI&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
Alessia Flippi OMRI ('''Roma, 23 giugno 1987''') è una nuotatrice italiana, ha iniziato la carriera nelle specialità del dorso e dei misti, per poi raggiungere i migliori risultati negli 800m e 1500m stile libero. Inizia a nuotare a tre anni. Le prime vittorie nelle  categorie giovanili le raggiunge sotto la guida dell’allenatore '''Riccardo Pontani'''. Nel 2000 passa in prima squadra all’ Aurelia Nuoto con Cesare Butini che la porterà alla convocazione in nazionale assoluta. Alle sue prime olimpiadi di Atene 2004 si piazza  sedicesima nei 400 misti, ma la fama internazionale arriverà nel 2005 con l’oro nei 400 misti ai '''Giochi del Mediterraneo''', inieme al record italiano e l’oro nei 200 dorso. Sempre nel 2005 arriverà quinta nella finale  dei 200 dorso ai mondiali di Montrèal. A fine anno effettua anche  il tesseramento militare pur  senza lasciare il suo club e si trasferisce per allenarsi al centro sportivo della guardia di finanza, dove troverà un nuovo tecnico, Andrea Palloni. '''A marzo 2006''', ai mondiali di nuoto in vasca corta di Shanghai vince l’argento nei 400 misti stabilendo il nuovo '''record italiano'''. Ancora medaglie ai campionati europei di Butapest dello stesso anno: oro nei 400 misti con la prima prestazione mondiale del 2006  quarta prestazione mondiale di sempre. Sarà la prima donna italiana a '''vincere l’oro in un campionato europeo'''. Poi arriva il brozo con record italiano nei 200 misti. Nel 2007 rompe con la guardi di finanza e torna stabilmente la '''squadra dell’ Aurelia''' Nuoto, dove si allenerà con Cesare  Butini, sotto la supervisione tecnica del '''CT Alberto Castagnetti'''. I mondiali di quell’anno svoltisi a Melbourne a csa di un virus che la colpisce poco tempo prima, impedendoke di allenarsi e costringendola a portare un programma ridotto, non sono brillanti e ottiene come  miglior risultato l’ottavo posto nella finale dei 200 dorso.&lt;br /&gt;
Il  16 luglio 2008 ai campionati italiani stabilisce il nuovo record  europeo dei 1500m stile libero (e terza prestazione mondiale di tutti i tempi), con il tempo di 15:52.84&lt;br /&gt;
Alle   '''Olimpiadi di Pechino''' si piazza quinta nei '''400 misti''' e, il 16 agosto, conquista l’argento olimpico negli 800m  '''stile libero''', migliorando  il suo record italiano con il tempo di '''8:20.23'''&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Luis_joe&amp;diff=177</id>
		<title>Luis joe</title>
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		<updated>2016-05-23T09:11:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;'''LOUIS JOE BARROW'''    Joseph Louis nacque il '''13 maggio 1914 a Lafayette''', nelle zone rurali di Chambers County,in '''Alabama'''. Poco si conosce della sua infanzia. N...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;div&gt;'''LOUIS JOE BARROW'''&lt;br /&gt;
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Joseph Louis nacque il '''13 maggio 1914 a Lafayette''', nelle zone rurali di Chambers County,in '''Alabama'''. Poco si conosce della sua infanzia. Nato in una povera famiglia di mezzadri, fu il  settimo di otto figli. A 12 anni si trasferì con la sua famiglia a Detroit, nel Michigan, dove i Barrow speravano di trovare un lavoro più redditizio. Qui  Joe frequentò la Bronson Vocational School per alcuni anni e scoprì la boxe. Iniziò la sua carriera pugilistica da dilettante a 17 anni come peso mediomassimo, debuttando con un tale Johnny Miller, che gli inflisse la sua prima sconfitta. In seguito Joe collezionò una notevole serie di vittorie, aggiudicandosi vari campionati  sia nella sua città che a Chicago. Concluse la carriera da dilettante con 50 vittorie, di cui 43 per KO, e con solo 4 sconfitte. Il suo primo incontro da professionista avvenne il 4 luglio 1934 a Chicago contro Jack Kracken, il quale andò subito al tappeto al primo round. Nel 1937, sempre a Chicago, conquistò il titolo mondiale di campione dei pesi massimi contro James J. Braddock e lo conservò interrottamente, difendendolo per 12 anni: dal 22 giugno 1937 al primo marzo 1949. In questo periodo solamente 3 avversari riuscirono a resistere fino alla quindicesima ripresa e furono Tommy Farr, Arturo Godoy e Jersey Joe Walcot, mentre tutti gli altri che lo affrontarono andarono KO dopo pochi round. Per tutta la metà degli anni ’30 Louis dominò la categoria mettendo fuori combattimento, pugili del calibro di Max Baer, Primo Carnera,Tommy Farr, Bob Pastor, Billy Conn e Max Schmelling. Nel 1949 annunciò il suo ritiro, ma ritornò sul ring nel 1951 per far fronte a difficoltà economiche. Fu un errore, perché venne sconfitto varie volte. Fu battuto anche da Ezzard Charles e Rocky Marciano. Dopo questo incontro Joe Louis si ritirò definitivamente dall’attività agonistica e, considerato ancora un personaggio di fama mondiale, divenne uomo di relazioni per l’Hotel Caesar’s Palace di Las Vegas. Lavorò anche nello staff di Sonny Liston, che considerava il suo erede, e come agente di Cassius Clay. Cocaina ed eroina diventarono sue pericolose compagne di vita in questo periodo di crisi dovuto a grandi difficoltà economiche. Negli anni settanta Louis scoprì di essere ammalato: aveva una grave cardiopatia. Assistito da Rocky Marciano e Max Schmelling, che erano diventati suoi grandi amici, il 12 aprile 1981 morì per arresto cardiaco a Las Vegas a 66 anni. Grazie all’intervento del presidente Roland Reagan fu sepolto, con gli onori militari, nell’Arlington National Cemetery.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Joe Louis iniziò la sua carriera da pugile come '''peso mediomassimo''' affrontando, Johnny Miller e subendo una sconfitta. Più che un match si trattò di un autentico scandalo, poiché Miller era un dilettante esperto che rappresentò gli Stati Uniti all’Olimpiade di Los Angeles del ’32, mentre Louis era solo un giovane pugile all’esordio. Secondo una leggenda, prima dell’incontro, Louis, che sapeva a malapena leggere e scrivere firmò così grande che non ci fu posto per il suo cognome. Come risultato venne presentato con il nome di Joe Louis. Molto probabilmente Louis decise di omettere il suo cognome per tenere segreta la sua attività pugilistica alla madre. Dopo il primo disastroso incontro, Joe si riprese e terminò la sua carriera da dilettante con 50 vittorie delle quali 43 per KO, con solo 4 sconfitte.&lt;br /&gt;
Le sbalorditive prestazioni da dilettante di Joe attirarono subito le attenzioni di tantissimi manager professionisti, poiché al suo fisico placido e apparentemente pigro, contrapponeva sul ring una grande velocità e una straordinaria potenza per cui fu soprannominato “Bombardiere Nero”. Era un pugile dotato stilisticamente e tecnicamente, con una box di attacco che quasi sempre riusciva a sgretolare le difese dell’avversario. Il suo talento gli permise di scalare le classifiche mondiali a dispetto del colore della pelle, un ostacolo ancora troppo grande per un afroamericano degli anni ’30. Aveva un viso senza espressione ed uno sguardo vuoto dove era difficile leggere emozioni. Ed era quel suo sguardo che atterriva  gli avversari già al primo incrociarsi dei guantoni. Nel luglio del ’34 approdò nel professionismo. Precisamente il 4 luglio 1934 disputò il suo primo combattimento come peso massimo contro Jack Kracken, al Bacon Casino del sud di Chicago, dove terminò subito la contesa con un KO al primo round, lasciando i commentatori esterrefatti per la forza che era in grado di esprimere sul ring. Solo in quell’anno disputò 12 incontri, vincendoli tutti e portandone al termine 10 per KO. Il 19 giugno del 1936 subì la sua prima sconfitta professionale dal pugile tedesco Max Schmelling, ex campione del mondo dei pesi massimi, molto stimato da '''Adolf Hitler''', con un KO dopo 12 riprese. Nel 1937 Louis ebbe finalmente la possibilità di rifarsi dalla pesante sconfitta dell’anno precedente e di battersi per il titolo. Non accadeva dai tempi di Jack Johnson che un pugile nero si battesse per il titolo, precisamente dal 1915.A Chicago, conquistò il titolo mondiale di campione dei pesi massimi contro James J. Braddock e lo conservò interrottamente, difendendolo 27 volte per 12 anni (record ancora oggi rimasto imbattuto nella categoria dei pesi massimi). Da questi dati sbalorditivi inizia la sua inarrestabile ascesa che lo porterà a diventare uno dei più celebri pugili di tutti i tempi. Per tutta la metà degli anni ’30 Louis dominò la categoria mettendo fuori combattimento pugili di calibro mondiale. Sempre nello stesso periodo affrontò di nuovo Max Schmelling allo Yankee Stadium di New York, nel “match del secolo”, incontro  molto atteso in tutto il mondo. Appena suonò il gong il primo destro di Louis fratturò una delle costole del pugile tedesco e il secondo colpo, un sinistro devastante, lo mise al tappeto. Lo scontro durò solo 2 minuti e 4 secondi. La furia di Joe si abbatté su Schmelling che rappresentava l’ultima barriera tra lui e la gloria. Da quel momento fu eletto “Fighter of the Year” (pugile dell’anno) dalla rivista americana Ring Magazine per ben 4 anni. La rivista lo nominò anche al primo posto nella propria classifica dei 100 migliori puncher di tutti i tempi e nel 1935 fu premiato come atleta maschile dell’anno dall’Associated Press. Nel 1949 annunciò ufficialmente il suo ritiro e di conseguenza dovette rinunciare anche al titolo. Ritornò sul ring nel 1951 per rimediare a difficoltà economiche a cui era andato incontro dopo il suo ritiro, ma fu un errore perché venne sconfitto varie volte. Tra queste sconfitte le più devastanti furono quelle con Ezzard Charles e Rocky Marciano. Proprio quest’ultimo gli inflisse una pesantissima sconfitta, al Madison Square Garden, dove venne messo al tappeto all’ottava ripresa con un potente montante seguito da un altrettanto potentissimo gancio. Tuttavia Louis fu sempre l’idolo di Marciano e dopo l’incontro nacque tra i due una sincera amicizia che portò '''Rocky''' ad aiutare il vecchio campione caduto in disgrazia.&lt;br /&gt;
Problemi con il fisco, ma, soprattutto problemi con la droga, lo portarono al declino totale, tant’è che nel 1981 venne colpito da un infarto che lo uccise.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Joe Louis è stato uno dei più popolari e prestigiosi campioni della storia della box mondiale. Soprannominato anche '''“Brown Bomber” e “The People’s Champ”''', si costruì un’ottima reputazione come sportivo onesto, corretto e diligente in un periodo in cui regnava nello sport il gioco d’azzardo, contribuendo  a rendere la boxe una disciplina popolare. Considerato il primo afroamericano ad aver ottenuto lo status di eroe nazionale, nel 1954 è stato introdotto nella Ring Magazine Boxing Hall of Fame e nel 1990 nell’International Boxing Hall of Fame . Nel 1982 gli fu conferita la medaglia d’oro del Congresso e nel 2005 è stato nominato il '''miglior peso massimo''' di ogni epoca dalla International Boxing Research Organaization. Riconosciuto anche come uno dei più grandi pugili di ogni tempo, è stato il primo pugile dell’epoca moderna e un peso massimo che&lt;br /&gt;
ha anticipato i tempi. Il suo stile, l’intelligente preparazione del corpo e la rapida esecuzione dei colpi, gli avrebbero permesso di reggere e vincere il confronto anche con i campioni di oggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grande interesse ha suscitato in me la vita di quest’importante sportivo a livello mondiale. Mi ha colpito la doppia personalità di Joe Louis : pugile imbattibile, forte, potente, rapido e devastante nell’azione, dotato di tecnica sopraffina e, nel contempo, uomo, che cresciuto in un ambiente e in un periodo storico dove forti erano la discriminazione razziale e l’intolleranza, con onestà e impegno era riuscito a conquistare un posto di prestigio non solo nello sport, ma, che , alla fine, fu sconfitto innanzitutto dalle proprie debolezze. Rimane nell’immaginario di tutti un vero campione, uno dei pugili più forti, uno dei protagonisti della storia dello sport, in grado di incidere in profondità come pochissimi altri, nella cultura e nella società del suo tempo. &lt;br /&gt;
La sua storia mi ha colpito molto perché ha dovuto combattere prima contro un’America fortemente razzista per farsi strada e, poi, contro grandi campioni, per diventare, infine, il migliore. Per tutto quello che ha vinto e per come si è affermato, partendo da condizioni miserabili, io lo reputo un grandissimo atleta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA&lt;br /&gt;
1.	http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Louis&lt;br /&gt;
2.      http://www.biography.com/people/joe-louis-9386989#synopsis&lt;br /&gt;
3.      http://boxrec.com/list_bouts.php?human_id=9027&amp;amp;cat=boxer&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PALMARÈS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARRIERA DA DILETTANTE&lt;br /&gt;
1932	Inizio carriera	vs Johnny Miller&lt;br /&gt;
1933	Vince il campionato novizio Golden Gloves&lt;br /&gt;
1934	Vince il torneo AAU di St. Louis&lt;br /&gt;
Record da dilettante: 50 vittorie(43 per ko), 4 sconfitte&lt;br /&gt;
CARRIERA DA PROFESSIONISTA&lt;br /&gt;
1934	4 luglio	Debutto nel circolo dei pesi massimi	vs Jack Kracken&lt;br /&gt;
1936	9 giugno	Subisce la prima sconfitta da professionista	vs Max Schmelling&lt;br /&gt;
1937	22 giugno	Diventa campione del mondo	vs James J. Braddock&lt;br /&gt;
1938	22 giugno	“Match del secolo“	vs Max Schmelling&lt;br /&gt;
1949	Si ritira e di conseguenza perde anche il titolo di campione &lt;br /&gt;
1951	Ritorna sul ring per far fronte a varie disgrazie &lt;br /&gt;
1951	26 ottobre	Sconfitta per ko	vs Rocky Marciano &lt;br /&gt;
69 incontri totali da professionista:66 vinti(52 per ko);3 persi(2 per ko); 0 pareggi &lt;br /&gt;
1935	Premiato come atleta maschile dell’anno dall’Associated Press&lt;br /&gt;
1936,1938,1939,1941	Eletto Fighter of the Year dalla rivista Ring Magazine&lt;br /&gt;
1982	Gli fu conferita la medaglia d’oro del Congresso&lt;br /&gt;
1990	Riconosciuto come pugile più grande di ogni tempo dall’International Boxing Hall of Fame&lt;br /&gt;
2005	Nominato miglior peso massimo di ogni epoca dalla International Boxing Research Organization &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SCHEDA TECNICA&lt;br /&gt;
•	Dimensione carattere: “12”&lt;br /&gt;
•	Spaziatura: “1” &lt;br /&gt;
•	Tipo carattere: “Calibri”&lt;br /&gt;
•	Testo: “Giustificato”&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Mancini_roberto&amp;diff=166</id>
		<title>Mancini roberto</title>
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		<updated>2016-05-23T09:04:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;'''MANCINI ROBERTO'''. È considerato tra i più grandi numeri dieci di tutti i tempi. Ha giocato come seconda punta, prima punta, dietro le punte e, come nelle ultime stagion...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''MANCINI ROBERTO'''.&lt;br /&gt;
È considerato tra i più grandi numeri dieci di tutti i tempi. Ha giocato come seconda punta, prima punta, dietro le punte e, come nelle ultime stagioni italiane, come centrocampista puro. La classe cristallina, una non comune visione di gioco oltre che 20 anni da protagonista assoluto della '''serie A''', lo collocano tra gli indimenticabili del nostro calcio. E’ stato un fuoriclasse il che significa avere calcio dentro, pensarlo in modo categorico e personale, avere la capacità di vederlo dove gli altri vedono solo spazi vuoti. Attaccante di fantasia, dotato di una buona tecnica che gli consentiva belle giocate sia come uomo-assist che come realizzatore, è sempre stato un leader carismatico in campo: per la sua influenza sui compagni, per la sua personalità nei confronti degli avversari e per il suo rapporto con gli arbitri.&lt;br /&gt;
Roberto Mancini nasce a [https://it.wikipedia.org/wiki/Jesi]Jesi (Ancona) il '''27 novembre 1964'''. La sua carriera inizia nel settore giovanile del Bologna dove gli viene naturale collocarsi fra centrocampisti ed attaccanti. Per tutta la trafila fino agli allievi gioca nel ruolo del '''trequartista'''. Un ruolo che reputa stupendo perché gli permetteva di essere sempre nel vivo del gioco, iniziare l’azione, mandare in gol gli altri o andare a rete direttamente. Esordisce in Serie A nelle file del '''Bologna''' il 12 settembre 1981, all'età di 16 anni. Durante il suo primo campionato di serie A mette a segno sorprendentemente 9 gol, nonostante la squadra retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia. L'anno successivo, per una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, si trasferisce alla Sampdoria che lo paga 4 miliardi di lire cifra importante per quel periodo, dove resterà fino al 1997. Nella Sampdoria forma una delle coppie d'attacco più valide d'Italia in quegli anni, insieme al compagno Gianluca Vialli (i due venivano chiamati &amp;quot;I gemelli del gol&amp;quot;). A Genova vince uno scudetto nel 1991, 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989 e 1994), 1 Super coppa di Lega (grazie a una sua rete) ed una Coppa delle Coppe, nel 1990 Roberto Mancini disputa, per l'unica volta nella sua carriera di calciatore, la finale di[https://it.wikipedia.org/wiki/UEFA_Champions_League] Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai tempi supplementari dal Barcellona. &lt;br /&gt;
Nel 1997 per via di un non facile rapporto con l'allora presidente blucerchiato Enrico Mantovani passa alla '''Lazio'''. L'arrivo di Mancini, insieme all’allenatore svedese '''Eriksson''', coincide con l'apertura di un ciclo di vittorie per la squadra del presidente Sergio Cragnotti. Con la Lazio vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una '''Super coppa europea''' battendo i Campioni d'Europa del [https://it.wikipedia.org/wiki/Manchester_United_Football_Club]Manchester United (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una '''Super coppa di Lega (1998).''' &lt;br /&gt;
Nonostante i successi a livello di club, Roberto Mancini non è mai riuscito a sfondare in Nazionale: i rapporti con allenatori e stampa, fra l'altro, sono sempre stati poco sereni (emblematica la sua rabbia rivolta alla tribuna stampa, polemica nei suoi confronti, dopo aver segnato un gol alla Germania negli Europei del 1988). '''In Nazionale''' ha collezionato '''36 presenze e 4 gol'''. Quanto fosse difficile da gestire il giovane Mancini lo capì subito anche Bearzot. Che, dopo averlo preso in considerazione per i Mondiali dell'82 (Mancio faceva parte della rosa dei quaranta), lo fece esordire durante la tournée americana del maggio 1984. Un tempo contro il Canada, un tempo contro gli Stati Uniti, a New York. La sera, Mancini, con Tardelli e Gentile, abbandona il ritiro per tuffarsi nella Grande Mela. In merito a questo episodio Mancini dichiara “Andammo allo Studio 54 e in altri locali alla moda. Avevo vent'anni e vedevo '''l'America''' per la prima volta. Il giorno dopo saremmo tornati a casa e insomma pensai che un giro per il centro non avrebbe fatto male a nessuno. Ma Bearzot non la prese altrettanto bene: ero l'ultimo arrivato e forse da me si aspettava il rispetto delle regole più elementari. Il giorno dopo mi fece una scenata e se ne andò con queste parole: &amp;quot;Tu con me hai chiuso &amp;quot;. Testuale. Fu proprio così: non mi richiamò mai più in Nazionale. Con una telefonata magari avrei sistemato tutto, ma allora mi rodeva il pensiero di essere stato l'unico a pagare». Mancini giocherà la sua terza partita in Nazionale solo nel 1986 quando Vicini prenderà il posto di Bearzot. Nel frattempo si era guadagnato il ritorno in azzurro guidando la fantastica Under 21 di Azeglio in un sontuoso campionato europeo chiuso a un passo dal trionfo. &lt;br /&gt;
Disputa la sua ultima partita (541 presenze tutte in serie A) contro la Reggina proprio nel giorno del secondo scudetto biancoceleste il 14 maggio 2000 un suo compagno di squadra lo porta a spalla sotto la curva Nord per celebrarne l’addio al calcio giocato.&lt;br /&gt;
La carriera di allenatore inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio. Nel gennaio 2001 firma però un contratto di prova per un mese con il [https://it.wikipedia.org/wiki/Leicester_City_Football_Club]Leicester City (Inghilterra), dove partecipa come giocatore a 5 partite. &lt;br /&gt;
Roberto Mancini è sempre stato un numero dieci, prima in campo e adesso in panchina. Per Boskov ed Eriksson, con i quali ha vinto due scudetti, era un inimitabile fuoriclasse e un allenatore in seconda. La sua carriera da “primo” inizia a Firenze, dove, nel febbraio 2001  viene ingaggiato dalla Fiorentina a stagione in corso. L'ingaggio suscita molte polemiche tra gli addetti ai lavori perché Mancini non è ancora in possesso del patentino di allenatore necessario per allenare in Serie A. Con la Fiorentina vince subito una Coppa Italia. Nel gennaio del 2002, dopo 17 partite, si dimette da allenatore della Fiorentina (che poi retrocederà e fallirà) dopo che alcuni tifosi viola lo minacciano accusandolo di scarso impegno. &lt;br /&gt;
Nel 2002/2003 torna alla Lazio dove ottiene buoni risultati, vince la Coppa Italia nella stagione 2003/2004, ma viene eliminato dalla coppa Uefa in semifinale dal Porto di José Mourinho, che alla fine dell'anno vincerà la competizione.&lt;br /&gt;
Nell'estate 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter di Massimo Moratti. Con i nerazzurri vince due volte la Coppa Italia, due volte la Supercoppa Italiana, due scudetti ( uno assegnato all’'''Inter''' inseguito alle vicende connesse a “Calciopoli”). Al termine della stagione 2008 lascia l’Inter, al suo posto subentra il tecnico portoghese [https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mourinho]José Mourinho. &lt;br /&gt;
In carriera Roberto Mancini ha vinto '''10 volte la Coppa Italia''' - 4 volte da allenatore e 6 volte da calciatore - stabilendo un primato. Con le sue 120 presenze è anche il giocatore con più presenze in assoluto nella competizione. &lt;br /&gt;
Alla fine del 2009 firma un contratto triennale con la squadra inglese del Manchester City, che lo ingaggia per sostituire l'esonerato Mark Hughes. Durante l'anno precedente il ventenne figlio Filippo Mancini aveva giocato nel Manchester City, ceduto in prestito dalle giovanili dell'Inter. Nel mese di maggio, all'ultima giornata, Roberto Mancini porta il Manchester City a vincere la Premier League inglese. &lt;br /&gt;
Nel mese di novembre l'Inter del nuovo presidente '''Thohir''' esonera Walter Mazzarri e chiama Roberto Mancini in sua sostituzione.&lt;br /&gt;
Bibliografia e sitografia&lt;br /&gt;
www.storiedicalcio.org&lt;br /&gt;
www.lagazzettadellosport&lt;br /&gt;
“This is football, Roberto Mancini&amp;quot; - di Alberto Dalla Palma e Paolo Franci - Aliberti Editore&lt;br /&gt;
www.wikipedia.org&lt;br /&gt;
www.tiscali.it&lt;br /&gt;
www.treccani.it&lt;br /&gt;
tesi di fine studio del Corso Master 2000/2001 per l’abilitazione ad allenatore professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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		<title>Perugino antonio</title>
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		<updated>2016-05-23T08:56:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente21: Creata pagina con &amp;quot;'''PERUGINO   ANTONIO'''     '''Antonio Perugino''' nacque il trenta Settembre 1973 a [https://it.wikipedia.org/wiki/San_Prisco_(Italia)]San Prisco, piccolo centro della provi...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''PERUGINO   ANTONIO''' &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Antonio Perugino''' nacque il trenta Settembre 1973 a [https://it.wikipedia.org/wiki/San_Prisco_(Italia)]San Prisco, piccolo centro della provincia di Caserta.&lt;br /&gt;
Da giovanissimo iniziò ad allenarsi, seguito dal padre Giuseppe. A soli 13 anni, nel 1987, conquistò la finale&lt;br /&gt;
dei campionati italiani, categoria canguri(44-46 kg),classificandosi secondo. L'anno seguente, nel 1988,&lt;br /&gt;
prese la licenza media ed abbandonò gli studi per dedicarsi totalmente alla [https://it.wikipedia.org/wiki/Pugilato]boxe. Lo stesso anno vinse i&lt;br /&gt;
campionati italiani novizi A, categoria minimosca(46-48), entrò nel giro della nazionale e vi resterà fino al&lt;br /&gt;
1996 quando, dopo aver partecipato alle olimpiadi di Atlanta, passerà professionista. Negli anni seguenti&lt;br /&gt;
cominciò a partecipare a vari tornei sia nazionali che internazionali classificandosi sempre tra i primi.&lt;br /&gt;
Nel 1991, a Bari, partecipò per la prima volta ai campionati nazionali prima serie, conquistò la semifinale&lt;br /&gt;
dove si arrese a Barbante, ai punti, con un verdetto molto discutibile.&lt;br /&gt;
L'anno seguente,a [https://it.wikipedia.org/wiki/Sanremo]San Remo, riuscì, invece, ad imporsi mostrando una superiorità indiscutibile. Bissò il&lt;br /&gt;
successo nel 1993 a Marcianise. Anche stavolta, come l'anno precedente, Antonio mostrò una netta&lt;br /&gt;
superiorità rispetto agli altri atleti del panorama nazionale sia dal punto di vista tecnico sia da quello della&lt;br /&gt;
preparazione atletica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre nello stesso anno partecipò alla '''Coppa del Re a Giacarta''' dove arrivò alle semifinali risultando uno&lt;br /&gt;
dei migliori della squadra italiana.&lt;br /&gt;
Nel 1994, Antonio ottenne importanti successi: venne selezionato, dalla federazione e dal Coni per le&lt;br /&gt;
olimpiadi di Atlanta 1996, vinse la sua prima medaglia d'oro, in Spagna, in un torneo internazionale di&lt;br /&gt;
preparazione olimpica nella categoria super welter (71 kg). Unico tra i quattordici atleti italiani a conquistare&lt;br /&gt;
l'oro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 1995 fu un altro anno ricco di successi:subito si riconfermò '''campione italiano''' a Roma, qualche mese dopo&lt;br /&gt;
vinse la medaglia d'oro al torneo internazionale di Mestre al quale partecipavano atleti provenienti da&lt;br /&gt;
trentatrè nazioni diverse tra i quali i russi da sempre considerati i migliori pugili a livello europeo. In questa&lt;br /&gt;
occasione non solo conquistò la vittoria ma fu anche premiato miglior pugile di tutto il torneo. Poi, sempre&lt;br /&gt;
nello stesso anno, ai campionati europei, tenutisi in Danimarca,Antonio conquistò la qualificazione alle&lt;br /&gt;
olimpiadi dell'anno seguente, risultando uno tra i migliori pugili della nazionale italiana.&lt;br /&gt;
Nel 1996, in Grecia, partecipò ad un altro torneo internazionale vincendo un'altra medaglia d'oro. Qualche&lt;br /&gt;
mese dopo volò ad '''Atlanta''' a rappresentare l'Italia nella categoria super welter,fermandosi ai quarti dove si&lt;br /&gt;
arrese ai punti contro il campione uscente ,il cubano Duvergel il quale, a fine torneo, conquisterà un altro&lt;br /&gt;
oro. L'esito del match fu anche influenzato da una cattiva gestione dell'incontro dall'angolo. Infatti ,come&lt;br /&gt;
sottolinearono anche molti esperti del settore, la presenza del suo allenatore all'angolo avrebbe potuto&lt;br /&gt;
portare ad un esito diverso dell'incontro e dell'avventura olimpica di Antonio. A causa di incomprensioni,&lt;br /&gt;
come il negato supporto del proprio allenatore ad Atlanta, Antonio decise di finirla col dilettantismo e di&lt;br /&gt;
passare professionista( pesi medi 73,5 kg) nella scuderia di Spagnolo Sabatini, di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1997 disputò 6 incontri da professionista vincendoli tutti. Il mondo del pugilato vedeva in Antonio un&lt;br /&gt;
atleta molto promettente apprezzandone le doti sia tecniche che atletiche e vedeva in lui una grande&lt;br /&gt;
promessa per il pugilato italiano. Nel 1998 la conferma: infatti dopo aver disputato e vinto altri due incontri&lt;br /&gt;
sfidò il campione italiano in carica,[http://boxrec.com/boxer/5653]Valentino Manca della scuderia Cavini. L'incontro si disputò a Pescara&lt;br /&gt;
dove Antonio si impose dopo dieci riprese dando una vera lezione di pugilato all'avversario che era riuscito a&lt;br /&gt;
difendere il titolo per ben sei volte. Lo stesso anno Antonio difese per la prima volta il titolo concedendo la&lt;br /&gt;
rivincita a Manca nella città della '''scuderia Cavini''', Marina di Grosseto. Il pugile casertano si sbarazzò dell'ex&lt;br /&gt;
campione italiano alla sesta ripresa. Subito dopo conquistò a bari il titolo internazionale [https://en.wikipedia.org/wiki/World_Boxing_Union]WBU battendo il&lt;br /&gt;
africano Joseph Marwa.&lt;br /&gt;
Dopo tre mesi mise in palio il titolo internazionale, a Catania, contro l'americano Shannon Landberg, fino ad&lt;br /&gt;
allora imbattuto, riuscendo a difenderlo mettendo ko l'avversario alla prima ripresa. Nel 1999 per prepararsi a&lt;br /&gt;
combattere per il titolo europeo disputò altri quattro incontri, tutti vinti. Mentre si allenava per l'europeo gli si&lt;br /&gt;
prospettò l'opportunità di combattere per il titolo mondiale WBU contro il campione Raymond oval. Il&lt;br /&gt;
manager ed il maestro di Antonio, pienamente consapevoli delle doti del loro atleta decisero di fargli sfidare&lt;br /&gt;
direttamente il '''campione mondiale.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'incontro '''Perugino-Joval''' per il titolo Mondiale WBU pesi medi fu organizzato il 13 dicembre 1999 a Caserta&lt;br /&gt;
e fu uno di quelli che resterà per sempre negli annali della boxe.&lt;br /&gt;
L'incontro di Antonio ebbe quasi un andamento parabolico: infatti nella sesta ripresa, mentre conduceva per&lt;br /&gt;
quattro riprese a due, Antonio ebbe un calo di lucidità che gli costò la settima e l'ottava ripresa durante le&lt;br /&gt;
quali si procurò anche tre ferite. Durante la nona ripresa, quando era quasi dato per sconfitto, superò il&lt;br /&gt;
momento di crisi e riprese a condurre il match mettendo in difficoltà Joval fino a fine incontro aggiudicandosi&lt;br /&gt;
tutte le restanti riprese. Antonio era campione del mondo.&lt;br /&gt;
Dopo soli sei mesi, nello Stadio Pinto a Caserta, Antonio disputò la prima difesa del titolo contro (Garè),&lt;br /&gt;
pugile sudafricano. Anche stavolta si impose ai punti dominando per tutte le 12 riprese.&lt;br /&gt;
A fine 2000, per incomprensioni con i manager, cambiò scuderia passando con '''Salvatore Chierchi'''.Tra il&lt;br /&gt;
2000 ed il 2002 disputò altri sei incontri vincendoli tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio era oramai un atleta di calibro internazionale. La sua fama era tale che il grande manager Don King&lt;br /&gt;
ed il grande Agler, detto ''il meraviglioso'', vennero in Europa a constatare le reali qualità di Antonio. Fu&lt;br /&gt;
organizzato un incontro ''dimostrativo'' nel casinò di Lugano dove Antonio non solo mise ko l'avversario ma&lt;br /&gt;
ricevette anche i complimenti di Don King stesso che non perse tempo e subito organizzò un match in&lt;br /&gt;
'''America''' contro il detentore del titolo WBA.&lt;br /&gt;
Agli inizi del 2003 ,come preparazione al match da combattere in America, Antonio andò a disputare un&lt;br /&gt;
incontro a Bormio contro un pugile Argentino, Acunia, detto Tyson. Era l' 11 Marzo 2003. Il nostro campione&lt;br /&gt;
si impose ai punti dopo un incontro molto combattuto sia tecnicamente che fisicamente. La sera, subito dopo&lt;br /&gt;
l'incontro, mentre veniva medicato dal padre Giuseppe, Antonio ebbe un malore. Il padre Giuseppe subito&lt;br /&gt;
intuì che non si trattava dei soliti problemi post incontro e decise di chiamare un'ambulanza. Antonio fu&lt;br /&gt;
portato all'ospedale di Sondrio dove fu sottoposto ad un intervento molto lungo e delicato che durò sei ore,&lt;br /&gt;
l'operazione era andata a buon fine, dovevano solo sperare che non vi fossero complicazioni.&lt;br /&gt;
Nel frattempo una grande folla di giornalisti, amici e curiosi si era radunata all'ospedale. Lo stesso pugile&lt;br /&gt;
argentino, Acuna , era venuto a verificare di persona le condizioni di salute del suo avversario.&lt;br /&gt;
Antonio si svegliò dal coma dopo dodici giorni, restò a Sondrio per altri diciotto giorni per completare la&lt;br /&gt;
riabilitazione, e finalmente tornò al suo paese natale, San Prisco, dove fu accolto da un paese in festa; un&lt;br /&gt;
paese in festa per il suo campione che era sopravvissuto anche ad un incontro con la morte.&lt;br /&gt;
Quell'incontro, però, gli costato molto caro. Da quella sera Antonio dovette dire addio al ring come pugile.&lt;br /&gt;
Nonostante tutto è rimasto legato al mondo della boxe infatti tutt'ora aiuta il padre nella gestione della&lt;br /&gt;
palestra di famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
'''Storia del Pugilato'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Troviamo testimonianze di questa disciplina già nei graffiti preistorici risalenti il III millennio prima di Cristo.&lt;br /&gt;
Altre testimonianze ci vengono dalle civiltà della Mesopotamia e dell’antico Egitto, dove era particolarmente apprezzato dai faraoni.&lt;br /&gt;
Inoltre alcuni incontri sono descritti nell’Iliade e nell’Eneide.&lt;br /&gt;
Le prime testimonianze del pugilato come disciplina sportiva le abbiamo dai greci che lo introdussero alle Olimpiadi del 688.C., allora era uno sport molto violento dove due atleti si affrontavano usando solo i pugni, avvolti in fasci di cuoio rinforzati con placche di ferro, bronzo o piombo.&lt;br /&gt;
Non esistevano categorie di peso e le gare terminavano quando uno dei due atleti si arrendeva.&lt;br /&gt;
La disciplina ebbe un periodo di decadimento durante il Medioevo per poi riprendere nel Rinascimento e il primo incontro ufficiale si svolse a Londra nel 1661.&lt;br /&gt;
 Il primo grande nome del pugilato è stato J. Figg, che nel settecento incluse nella sua accademia di scherma  una sezione dedicata al pugilato e nel 1719 dopo aver vinto 15 incontri consecutivi si proclamò campione del mondo.&lt;br /&gt;
Ma la messa a punto delle regole di combattimento del pugilato e l’identificazione di un ring delimitato da corde, la presenza dei secondi per assistere l’atleta, l’identificazione di un arbitro per il giudizio e di un altro che controllasse il tempo si devono a Jack Broughton, allievo di Figg, venivano inoltre vietati i colpi portati co la testa, con le ginocchia con i piedi e al disotto della cintura. Non vi era limite di dura dell’incontro ma era prevista la sospensione di 30 secondi quando un pugile o entrambi erano a terra, trascorsi i 30 secondi si contavano 8 secondi e chi non era in grado di riprendere era sconfitto.&lt;br /&gt;
Il pugilato diventa conosciutissimo in tutto il mondo, e nel 1825 in America si svolse l’incontro tra il campione britannico Sayer e un campione americano Hennan. Finì dopo 42 riprese con un verdetto di parità per calmare gli animi degli spettatori che avevano invaso il campo.&lt;br /&gt;
 Le regole di Douglas del 1867 portò alla scrittura di un codice che rendeva questo sport meno violento e lo trasformava in prove di abilità, destrezza e velocità.&lt;br /&gt;
Il primissimo campione del mondo categoria pesi massimi fù John Sullivan, che battè il detentore Paddy Ryan anche grazie ad u particolare colpo sotto il mento “uppercut”.&lt;br /&gt;
Nel 1908 si affermò il primo pugile di colore Jack Johnson, dall’abile tecnica che cedette il titolo a Jess Willard detto il “gigante”  perché alto più di due metri dal peso di 110kg.&lt;br /&gt;
Il nome del primo pugile ufficiale italiano è Piero Boine campione italiano assoluto che nel 1912 fondò il “Club Pugilistico Italiano” e dopo 4 anni a San Remo nacque la F.P.I. “Federazione Pugilistica Italiana”.&lt;br /&gt;
Nel 1933 compare alla ribalta Primo Carnera gigante di 115 kg alto 2metri e 05 che diviene campione del mondo.&lt;br /&gt;
Nel 1939 il titolo passa ad un altro pugiledi colore Joe Luis considerato ancora oggi uno degli atleti più tecnici.&lt;br /&gt;
Nel 1952 sale alla ribalta quello che è considerato il più grande campione dei massimi di tutti i tempi, Rocky Marciano, che vinse il campionato del mondo, abbandonò la carriera professionistica nel 56 dopo aver vinto 49 incontri di cui 43 per K.O.&lt;br /&gt;
Il pugilato è uno sport di combattimento ammesso nel programma olimpico per soli uomini suddivise nin 12 categorie a secondo del peso, l’allenamento per questa disciplina si basa su incremento della forza fisica, aumento della capacità aerobica, velocità e tecnica. &lt;br /&gt;
L’incontro di pugilato avviene su un ring quadrato con misure che vanno da 4,9 metri a 6,10 mt per lato, rialzato da terra da 91 a 122 cm.&lt;br /&gt;
Per i pugili dilettanti sono previsti obbligatoriamente guantoni di colore blu o rossi che pesano 284 grammi, il colore dei guantoni va accoppiato a quello del caschetto obbligatorio anch’esso.&lt;br /&gt;
Gli incontri olimpici sono disputati da soli pugili dilettanti, le riprese sono 4  della durata di 2 minuti ciascuna.&lt;br /&gt;
Vince l’incontro l’atleta che al termine dell’incontro ha messo a segno più colpi consentiti dal regolamento.&lt;br /&gt;
I punto vengono assegnati da una giuria di 6 arbitri di cui uno è sul ring e gli altri lungo i bordi del quadrato.&lt;br /&gt;
L’incontro può terminare prima del limite se l’atleta messo al tappeto non si rialza dopo il conteggio dell’arbitro oppure se un concorrente viene giudicato non più in grado di proseguire l’incontro per manifesta inferiorità  per ferite o per no contest.&lt;br /&gt;
Per chiedere la fine dell’incontro un pugile può abbandonare se i secondi gettano la spugna o il pugile volta le spalle all’avversario alzando il braccio.&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda la boxe professionistica,  comprende tutti quegli atleti che esercitano un’attività sportiva con retribuzione, è soggetta a due tipi di suddivisioni, la prima che tiene conto del peso e la seconda del grado di competenza e preparazione agonistica.&lt;br /&gt;
Nella boxe professionistica partecipano anche le donne che però hanno il limite dell’età che deve essere compresa tra i 16 e 32 anni, le categorie sono divise a secondo del peso e sono 14 per gli uomini e 17 per le donne.&lt;br /&gt;
Le regole sono simili a quelle del pugilato dilettantistico, ma differiscono in alcuni aspetti quali: il conteggio del pugile atterrato è 10 secondi e non 8, le riprese sono  6 per gli atleti di livello inferiore e 12 per quelli di alto livello di 3 minuti ciascuno,  non è previsto il caschetto.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente21</name></author>
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