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	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-14T11:35:03Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Hermann_Maier&amp;diff=339</id>
		<title>Hermann Maier</title>
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		<updated>2016-05-23T10:44:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Considerato uno dei più forti sciatori di sempre, ha vinto quattro medaglie olimpiche, di cui due d'oro, sei medaglie mondiali (tre ori) e quattro Coppe del Mondo tra le fine...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Considerato uno dei più forti sciatori di sempre, ha vinto quattro medaglie olimpiche, di cui due d'oro, sei medaglie mondiali (tre ori) e quattro Coppe del Mondo tra le fine degli anni ’90 e l'inizio del XXI secolo. In tredici stagioni disputate nel massimo circuito internazionale ha ottenuto 54 vittorie, secondo in campo maschile solo allo svedese Ingemar Stenmark (primo con 86), per un totale di 96 podi, terzo in questa classifica dietro allo stesso Stenmark (155) e a Marc Girardelli (100). Ad oggi è lo sciatore austriaco più vincente di sempre.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La carriera agonistica di Herminator, soprannome col quale è universalmente noto, è divisa in due dall'incidente motociclistico dell'agosto 2001. Sciatore più forte al mondo in quel momento, ha evitato di poco l'amputazione della gamba destra ed è stato costretto ad una lunga riabilitazione per recuperare le funzionalità dell'arto. Tornato nel circo bianco nel gennaio 2003 tra le perplessità di molti, è riuscito, nella sua seconda vita sportiva, a riconquistare i vertici dello sci alpino.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Infanzia e adolescenza'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Primo di due figli, Hermann nasce in una famiglia dedita agli sport invernali. Suo padre, Hermann Sr, e sua madre, Gerti, sono entrambi maestri di sci e gestiscono una delle cinque scuole diFlachau; suo fratello minore, Alexander è invece diventato uno snowboarder della nazionale austriaca. È quindi naturale che Maier  indossi per la prima volta gli sci all'età di tre anni. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
A 15 anni viene ammesso nella vicina accademia sportiva di Schladming, ma è costretto ad abbandonarla dopo meno di un anno anche per via della sindrome di Osgood-Schlatter, disordine della crescita che colpisce preadolescenti e adolescenti. I problemi alle ginocchia sono dovuti all'improvvisa crescita di Maier, che in pochi mesi passa da 1 metro e 45 di altezza a 1.80. Tornato a Flachau trova impiego come muratore d'estate, mentre d'inverno, dopo aver preso la licenza di maestro di sci a 19 anni, insegna presso la scuola di famiglia per cinque ore al giorno. Il tempo restante lo impiega ad allenarsi da solo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''I primi anni e l'arrivo in Coppa del Mondo'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Divenuto campione locale nel Salisburghese e in Tirolo, l'allora presidente della federazione regionale di sci, Alex Reiner, aiuta Maier affinché possa disputare i campionati nazionali 1995, dove ottiene il 18º posto nel gigante partendo col pettorale 141. Il6 gennaio 1996 sempre Reiner fa in modo che Maier faccia da apripista al gigante dicoppa del Mondo che si tiene a Flachau. Se in quell'occasione fosse stato in gara, col tempo realizzato da apripista Hermann avrebbe chiuso la prima manche al 7º posto e la seconda all'11º. Grazie a questa performance, la nazionale austriaca lo convoca per i giganti di Coppa Europa dell'8 e del 9 gennaio a Les Arcs, in Francia. Nella prima gara Maier giunge subito il secondo posto, alle spalle dello svizzero Steve Locher. Il giorno seguente le posizioni sul podio sono invertite e conquista così la prima vittoria internazionale della carriera.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La stagione 1996 della Coppa Europa vede trionfare l'allora sconosciuto ventitreenne di Flachau in cinque gare, grazie alle quali riesce ad imporsi nella classifica generale (193 punti, 43 in più del secondo, Thomas Sykora) e in quella di gigante.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 10 febbraio 1996 esordisce inoltre in Coppa del Mondo nel gigante di Hinterstoder, che chiude, andando a punti, col 26º posto.Un mese dopo a Kvitfjell, alla seconda gara nel massimo circuito internazionale, conquista l'undicesimo posto nel super G.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dall'inizio della stagione 1996/1997 Maier viene chiamato con continuità in Coppa del Mondo, soprattutto per i giganti.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''1997/1998: La nascita di Herminator''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La stagione successiva Maier compie il definitivo salto di qualità che lo porta tra i grandissimi del circo bianco. All'esordio stagionale in Coppa del Mondo conquista subito il terzo posto nello slalom parallelo di Tignes, disciplina, disputata per la prima ed unica volta in quell'occasione, che prevedeva l'alternanza di porte di slalom speciale e gigante. Malgrado la grande competizione presente all'interno della nazionale austriaca, che annovera tra le sue file Andreas Schifferer, Stephan Eberharter, Hans Knauß e Josef Strobl, Maier riesce ad emergere con forza dimostrando in breve tempo di poter competere per la vittoria finale in Coppa del Mondo. Tra ottobre e il 1º febbraio, ultima gara disputata prima delle Olimpiadi di Nagano (7-22 febbraio 1998), vince infatti dieci prove (tre giganti, quattro super G, due discese e una combinata), andando a podio altre sette volte su ventuno gare da lui disputate. &amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'austriaco di Flachau si presenta quindi alle Olimpiadi quale grande favorito nelle discipline che l'hanno visto primeggiare tutto l'anno, gigante, super G e discesa.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 13 febbraio si disputa la gara di discesa libera. Dopo soli 18'' di gara, Maier è autore di una spettacolare caduta: dopo essersi staccato dal suolo e aver battuto il casco sulla pista, va a finire contro le due file di reti di protezione, abbattendole e precipitando per alcuni metri, ma rimanendo fortunatamente illeso. Tre giorni dopo, nonostante i dolori al ginocchio e alla spalla dovuti alla caduta, si impone nel super G precedendo. Infine il 19 si aggiudica anche il gigante.. Maier diventa così il primo austriaco a vincere l'oro nel gigante olimpico da Toni Sailer nel '56 e il primo, sempre dopo Sailer, a vincere più di un oro nella stessa Olimpiade. &amp;lt;BR/&amp;gt;                                                                                                                                                                           La doppia medaglia olimpica, soprattutto perché arrivato dopo la spettacolare caduta nella discesa, donano all'ex muratore fama internazionale. &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie alla potenza fisica mostrata, Maier si è guadagnato durante l'anno vari soprannomi. Su tutti si impone &amp;quot;Herminator&amp;quot;, anche per via dell'amicizia dello sciatore con Arnold Schwarzenegger, celebre per la saga di film di Terminator.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
  &lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''2000 e 2001: Anni di trionfi'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
La beffa subita nella stagione precedente dalla squadra austriaca, che oltre alla Coppa generale si è vista soffiare le coppette in discesa (andata a Kjus) e gigante (von Grünigen), e dallo stesso Maier trova vendetta nel 2000. Hermann parte subito fortissimo con quattro vittorie in quattro gare disputate tra il 31 ottobre e il 28 novembre] e per il resto della stagione lascia poco spazio ad ogni avversario. Già a fine gennaio infatti la questione Coppa del Mondo sembra essere chiusa. La certezza matematica del primato in classifica generale arriva l'11 marzo sulle nevi di casa di Hinterstoder. Terzo nel gigante, Maier si trova con 420 punti di vantaggio su Aamodt, diventando quindi irraggiungibile viste le quattro gare mancanti. Alla fine della stagione l'atleta di Flachau è primo con il punteggio record di 2000 punti, 560 di vantaggio sul più diretto inseguitore, Aamodt. Maier si aggiudica inoltre la Coppa di super G (terza affermazione consecutiva per lui), quella di gigante, precedendo il connazionale Christian Mayer di soli tre punti, e quella di discesa, combattuta fino all'ultimo con l'italiano Kristian Ghedina. Proprio Ghedina, vincendo il supergigante di Kvitfjell il 5 marzo (il primo per lui), aveva inoltre interrotto la striscia austriaca di vittorie consecutive in questa disciplina, che durava dal 23 febbraio 1997, data del primo successo di Maier.                                                                                                                           In totale durante la stagione 1999/2000 della Coppa del Mondo il campione austriaco ha vinto 10 gare (tre giganti, quattro supergiganti e tre discesa) ed è giunto 7 volte secondo e 5 volte terzo.&lt;br /&gt;
L'annata successiva, la 2000/2001, è caratterizzata, oltre che dalla Coppa del Mondo, anche dai campionati mondiali, previsti nella tirolese Sankt Anton am Arlberg dal 28 gennaio al 10 febbraio 2001.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''L'incidente e il ritorno'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nell'estate del 2001 Maier è all'apice della carriera. Ha già conquistato tre Coppe del Mondo, otto Coppe di specialità, 41 vittorie, due ori olimpici, quattro medaglie iridate e vede davanti a sé vari record da raggiungere. Il 24 agosto però, tornato da pochi giorni in patria da una trasferta di allenamenti in Cile, è vittima di un grave incidente a Radstat,a pochi chilometri da casa. Maier, in sorpasso con la sua motocicletta, si schianta contro l'auto di un turista tedesco che svolta improvvisamente a sinistra dove non è permesso. L'atleta riporta fratture multiple scomposte alla gamba destra che costringono i medici a sottoporlo ad una delicata operazione chirurgica, durata sette ore, con l'obbiettivo di salvargli l'arto. Il pericolo di un'amputazione viene scongiurato completamente solo due giorni dopo. La gravità della situazione appare subito evidente e si inizia anche a parlare, oltre che di stagione finita, anche di carriera fortemente a rischio. Maier risponde però bene agli interventi, che tra l'altro avevano comportato il trapianto di pelle prelevata dal braccio sulla gamba per sostituire quella andata persa nell'incidente, e alle cure, uscendo così dall'ospedale a metà settembre. Il recupero abbastanza veloce dissipa le previsioni più fosche sul suo ritorno alle gare. In dicembre reindossa gli sci per la prima volta,mentre in gennaio si ventila già di una sua possibile partecipazione alle Olimpiadi di Salt Lake City, possibilità smentita subito dallo stesso Maier.                                                                                                                                                                         I tempi non sono però così veloci, ma la riabilitazione alla quale si sottopone gli permette comunque di tornare ad allenarsi con la nazionale austriaca in luglio. Finalmente il14 gennaio 2003, 478 giorni dopo l'incidente e 675 dall'ultima gara, viene convocato, sollevando varie perplessità, per il gigante di Adelboden. Maier si piazza 31º, mancando per soli 5 centesimi la qualificazione alla seconda manche. Le prestazioni comunque migliorano in fretta: il 17 e il 18 gennaio arriva 22º e 7º nelle due discese di Wengen, mentre il 25 è 6º in quella di Kitzbühel. Infine il 27 gennaio, sempre nel &amp;quot;tempio&amp;quot; di Kitzbühel, stupisce di nuovo tutti imponendosi nel super G davanti ad altri quattro austriaci.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''2004: Di nuovo al vertice''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo la seconda operazione Maier riprende ad allenarsi in modo da essere pronto per l'inizio della Coppa del Mondo 2004. I problemi fisici non sono comunque completamente risolti e la gamba infortunata fa spesso male. Le prime uscite della stagione non sono all'altezza del vecchio Herminator, che ottiene solo un 16º posto nel gigante inaugurale. Il 30 novembre torna però alla vittoria nel supergigante di Lake Louise e la settimana seguente, durante le gare di Beaver Creek, riconquista per la prima volta dal 2001 la vetta della classifica generale di Coppa.Alle finali del Sestriere Maier riesce comunque a presentarsi in testa alla Coppa del Mondo, forte delle quattro vittorie conquistate fino a quel momento e ad altrettanti piazzamenti a podio. L'11 marzo con la vittoria nell'ultimo superG allunga sugli avversari,ottenendo la certezza matematica della sua quarta Coppa del Mondo. Maier conquista inoltre la sua quinta Coppa del Mondo di supergigante, record assoluto maschile davanti allo svizzero Pirmin Zurbriggen (a quota quattro) e condiviso con la tedesca Katja Seizinger.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Risultati agonistici'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Maier ha gareggiato per tredici stagioni a livello agonistico (1996-2001 e 2003-2009), arco di tempo in cuiha preso parte a Coppa Europa, Coppa del Mondo, Olimpiadi e mondiali.                                                             In Coppa del Mondo, nelle 268 gare disputate, ha vinto 54 volte ed vanta un totale di 96 podi. Questi numeri lo collocano al secondo posto tra i più vincenti in Coppa dietro allo svedese Ingemar Stenmark (86 vittorie) e al terzo per numero di podi, preceduto dallo stesso Stenmark (155) e dall'austro-lussemburghese Marc Girardelli (100).                                                                                                                                                      Per quanto riguarda i mondiali, Maier ha partecipato a sei diverse edizioni, per un totale di 16 gare disputate. In queste si è aggiudicato sei medaglie, di cui tre d'oro, due argenti e un bronzo.                        Solo due invece sono le convocazioni per i Giochi olimpici invernali, in cui si è presentato al cancelletto di partenza per sei prove diverse. Le quattro medaglie conquistate sono egualmente ripartite tra le due edizioni: due ori a Nagano 1998, un argento e un bronzo a Torino 2006.                                                           Infine Maier ha disputato 23 gare in Coppa Europa tra il gennaio 1996 e il febbraio 1997.[94] Di queste ne ha vinte cinque (tutte nell'edizione 1996) ed è giunto a podio altre tre volte, aggiudicandosi la Coppa generale e la classifica di gigante nel 1996.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Giochi olimpici invernali'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2 medaglie d'oro (in supergigante e in slalom gigante nel 1998).&lt;br /&gt;
* 1 medaglia d'argento (in supergigante nel 2006).&lt;br /&gt;
* 1 medaglia di bronzo (in slalom gigante nel 2006).&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Campionati del mondo'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
* 3 medaglie d'oro (in discesa libera e in supergigante nel 1999; in slalom gigante nel 2005).&lt;br /&gt;
* 2 medaglie d'argento (in discesa libera nel 2001; in supergigante nel 2003).&lt;br /&gt;
* 1 medaglia di bronzo (in supergigante nel 2001).&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Coppa del Mondo''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Vincitore della Coppa del Mondo nel 1998, 2000, 2001 e nel 2004.&lt;br /&gt;
* Vincitore della Coppa del Mondo di supergigante nel 1998, 1999, 2000, 2001 e nel 2004.&lt;br /&gt;
* Vincitore della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1998, 2000 e nel 2001.&lt;br /&gt;
* Vincitore della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2000 e nel 2001.&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Coppa Europea'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vincitore della classifica generale nel 1996&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Lo sci alpino'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Lo '''sci alpino''' è uno sport invernale che si è presentato alle Olimpiadi per il primo anno nel 1936.&lt;br /&gt;
Lo sci alpino si suddivide in sei discipline, tutte sia maschili che femminili:&lt;br /&gt;
* Discesa libera&lt;br /&gt;
* Slalom speciale&lt;br /&gt;
* Slalom gigante&lt;br /&gt;
* Supergigante&lt;br /&gt;
* Combinata&lt;br /&gt;
* Supercombinata (non compresa tra le manifestazioni olimpiche)&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Lo sci alpino negli ultimi anni è stato influenzato dalla tecnologia che ha migliorato le prestazioni degli atleti, introducendo lo sci sciancrato, o carving, che permette di curvare senza dover far derapare lo sci.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;L'attività agonistica internazionale dello sci alpino è regolata dalla Federazione Internazionale Sci (FIS).&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Sci alpino paralimpico'''&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Lo sci alpino nelle sue varie specialità può essere praticato anche da persone con disabilità fisiche o visive. L'attrezzatura va adattata all'abilità funzionale dello sportivo, che può utilizzare uno o due sci, una slitta montata su sci, stabilizzatori o protesi ortopediche a seconda dei casi. Le persone affette da cecità o ipovisione possono sciare accompagnate da una guida che li precede sulla pista dando loro indicazioni sul percorso da seguire.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'attività agonistica internazionale è organizzata dall'International Paralympic Alpine Skiing Committee (IPASC). Per le competizioni internazionali vale il regolamento della Federazione Internazionale Sci (FIS) integrato da apposite disposizioni dettate dall'IPASC. Lo sci alpino è presente nel programma dei Giochi Paralimpici invernali sin dai Giochi Paralimpici Invernali tenutisi a Örnsköldsvik, in Svezia, nel 1976.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
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		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Malpartida_Dyson_Kina&amp;diff=303</id>
		<title>Malpartida Dyson Kina</title>
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		<updated>2016-05-23T10:25:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;'''Kina Malpartida Dyson (Lima, 25 marzo 1980)''', è un ex campionessa peruviana di Boxe femminile e nella categoria superpiuma del World Boxing Association. Figura al quarto...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Kina Malpartida Dyson (Lima, 25 marzo 1980)''', è un ex campionessa peruviana di Boxe femminile e nella categoria superpiuma del World Boxing Association. Figura al quarto posto nella classifica mondiale della stessa categoria. Ha un record di 14 vittorie e 3 sconfitte.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Kina Malpartida è nata a Lima e ha la nazionalità peruviana. Lei è la figlia di Oscar &amp;quot;Chino&amp;quot; Malpartida, peruviano ex-campione surfista e della modella Susy Dyson. La madre di Malpartida, ha lavorato come una top model con un numero record di copertine di riviste Vogue, e  aveva anche molte copertine a Marie Claire, Vanity Fair, e altre riviste di fama mondiale; era anche una delle  più note modelle in tutto il mondo che partecipavano a molte sfilate di moda di fascia alta. Oscar Malpartida era il peruviano tre volte campione nazionale di Surfing Champion ed è anche arrivato 3° in un campionato del mondo a Sunset Beach, Hawaii. Oscar ha vinto anche il titolo mondiale Paddling che prende il nome Duke Kahanamoku a San Diego, California. Oscar era anche un paracadutista molto appassionato che ha finito per costargli la vita alla giovane età di 43 anni. Il fratello minore di Kina, Alvaro Malpartida, è anche un surfista competitivo ed è stato il peruviano nazionale di Surfing Champion per quattro volte ed  attualmente ha iniziato a competere in eventi internazionali di surf.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Malpartida ha praticato karate dall’età di  6 anni, ottenendo una cintura marrone a 13. Nello stesso anno inizia a praticare surf, diventando campionessa  in alcuni tornei di categorie infantili e diventando campionessa nazionale assoluta nel 1996, sconfiggendo l'ex campionessa di surf Sofia Mulanovich. Nel 1995 Kina ha vinto il primo posto in due tornei di surf nella  categoria Jr.  Nel 1996 e nel 2007, Kina ha gareggiato in due tornei mondiali organizzati dalla Surfing Association (ISA) in Huntington Beach, California. Si è classificata tra i primi dieci in entrambi i casi. Oltre Karate, ha praticato calcio, basket, tennis e atletica.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Ha studiato nell’Istituto Franklin Delano Roosevelt del quartiere La Molina di Lima. Nel 1999 si trasferisce a Queensland, in Australia, dove ha studiato ristorazione, catering e Management presso Griffith University, dove ha conseguito il diploma, inoltre ha studiato Cucina commerciale nell’istituto australiano TAFE, nel New South Wale.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel 2003, su invito di un amico per un allenamento di boxe, ha deciso di dedicarsi a questo sport. Nel maggio dello stesso anno, Kina ha iniziato la formazione come  pugile, sotto la guida del Coach Tony Simms, nella città di Currumbin nella Gold Coast, in Australia, con l'intenzione di diventare un pugile professionista Campione del Mondo. Nel mese di agosto sempre dello stesso anno, in Australia ha conseguito una vittoria nel suo primo combattimento contro Katrina Hartding. Nel novembre, sempre  in Australia, Kina aveva il suo secondo incontro professionale contro Sharon Bishoff vincendo per KO al primo minuto del secondo turno. Kina continuò a combattere e vincere altri tre combattimenti professionali in Australia. Dopo aver vinto i suoi primi cinque combattimenti, nel novembre del 2006 ha lasciato l'Australia per viaggia negli Stati Uniti per continuare la sua formazione a Los Angeles, inoltre ha ottenuto il titolo del World Boxing Association nella categoria superpiuma il 21 Febbraio 2009, battendo l’americana Maureen Shea per un KO tecnico (13-0-0)dopo il decimo giro nell’incontro combattuto al Madison Square Garden di New York, in cui ha vinto il World Boxing Association (WBA) World Championship titolo del Super Piuma a 130 libbre. Nel mese di giugno dello stesso anno difese il suo titolo, a Lima, la sua città natale, di fronte alla  brasiliana Halana Dos Santos (19 e 34 ° di ranking4), superandola per un KO tecnico nel settimo round. Ancora una volta, nel mese di dicembre, ha difeso con successo il suo titolo contro la pugile britannica Lindsey Scragg nel Citizens Business Bank Arena di Los Ángeles vincendo con decisione unanime. Malpartida ha ricevuto l’alloro  Sportivo nel  grado di Gran Cruz  11 marzo 2009.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per la seconda volta Kina Malpartidaha ha combattuto la notte del 5 dicembre per difendere il suo titolo contro la pugile britannica Lindsay Scragg, al Citizens Business Bank Arena di Ontario, California (Stati Uniti). La lotta è stata pari anche se arrivarono fino  al decimo round, ottenendo la vittoria con decisione finale. Sulle carte, i giudici decretarono 98-91, 98-91 e 97-92 in favore di Kina.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 26 giugno 2010, ha difeso il suo titolo per la terza volta contro la colombiana Liliana Palmera. L’incontro si tenne  presso il Jockey Club del Perù ed è stato prorogato fino al decimo round dove Kina ottenne la vittoria ad unanime. Il 16 aprile tornò a conservare il suo titolo dopo aver battuto Rhonda Luna per punti. Kina ha vinto il suo quinto titolo mondiale  il 19 maggio 2012 contro la 19enne tailandese Sriphrae Nongkipahuyuth. Ha vinto per KO tecnico nel sesto assalto quando l'arbitro fermò la lotta perché Kina era molto più alta rispetto alla sua rivale asiatica. L'incontro ha ricevuto molte critiche da alcuni media a causa del basso livello mostrato dal suo avversario.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Il 6 gennaio 2014, Malpartida ha dichiarato ad una stazione radio di Lima, il suo ritiro dalla boxe. &amp;quot;E 'meglio lasciare quando si è troppo in alto, devi essere al massimo per lottare perché si tratta di un enorme spreco&amp;quot; segnalò.  Attualmente vive a Lima.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Staff'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Durante la sua carriera, Kina fu allenata da Mario Morales nel Azteca Boxing Club di Bell Gardens, in California.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''SITOGRAFIA''':&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
http://en.wikipedia.org/wiki/Kina_Malpartida&lt;br /&gt;
http://es.wikipedia.org/wiki/Kina_Malpartida&lt;br /&gt;
http://elcomercio.pe/deporte-total/polideportivo/historia-nuestra-campeona-kina-malpartida-noticia-249594&lt;br /&gt;
http://kinacampeona.blogspot.it/2012/11/breve-biografia-de-la-campeona.html&lt;br /&gt;
https://www.youtube.com/watch?v=K1LFk8xJXJ8&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                                       &lt;br /&gt;
STATISTICA&lt;br /&gt;
totale:&lt;br /&gt;
	17&lt;br /&gt;
Vinte:&lt;br /&gt;
	14&lt;br /&gt;
PerKO:&lt;br /&gt;
	5&lt;br /&gt;
Sconfitte:&lt;br /&gt;
	3&lt;br /&gt;
Pareggi:&lt;br /&gt;
	0&lt;br /&gt;
No presentata:&lt;br /&gt;
	0&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DATI PERSONALI&lt;br /&gt;
Nome: Kina Malpartida Dyson&lt;br /&gt;
Nata: 25 Marzo 1980 (34 anni) Lima, Perù&lt;br /&gt;
Nickname: Dynamite&lt;br /&gt;
Peso: Super Piuma&lt;br /&gt;
Altezza: 1,74 m&lt;br /&gt;
Nazionalità: peruviana&lt;br /&gt;
DATA	LUOGO	RING	SFIDANTE	TIPO	ROUND	RISULTATO	RECORD&lt;br /&gt;
2012-05-19&lt;br /&gt;
	Lima, Peru	Coliseo Miguel Grau del Callao,	Sriphrae Nongkipahuyuth	KO tecnico	6°	vittoria	14-3&lt;br /&gt;
2011-04-16	Lima, Perù	Estadio Monumental	Rhonda Luna	Unanime decisione	10°	vittoria	13-3&lt;br /&gt;
2010-06-26	Lima, Perù	Jockey Plaza	Liliana Palmera	Unanime decisione	10°	vittoria	12-3&lt;br /&gt;
2009-12-05	California, USA 	Cittadino Business Bank	Lindsay Scragg	Unanime decisione	10°	vittoria	11-3&lt;br /&gt;
2009-06-20	Lima, Perù	Coliseo Dibos	Halana Dos Santos	KO tecnico	7°	vittoria	10-3&lt;br /&gt;
2009-02-21	NY, USA	Madison Square Garden	Maureen Shea	KO tecnico	10°	vittoria	9-3&lt;br /&gt;
2008-11-20	Highland CA,  USA	San Manuel Casino	Rhonda Luna	Decisione divisa	5°	sconfitta	8-3&lt;br /&gt;
2007-11-29	Irvine CA, USA	Marriott Hotel	ElaNuñez	KO tecnico	5°	sconfitta	8-2&lt;br /&gt;
2007-09-27	Irvine CA, USA	Marriott Hotel	Elizabeth Moreno	Unanime decisione	4°	vittoria	8-1&lt;br /&gt;
2007-07-19	Irvine CA, USA	Marriott Hotel	cristallo Morales	Unanime decisione	4°	vittoria	7-1&lt;br /&gt;
2006-04-20	Irvine CA, USA	Marriott Hotel	Miriam Nakamoto	Unanime decisione	4°	sconfitta	6-1&lt;br /&gt;
2006-02-23	Irvine CA, USA	Marriott Hotel	Lisa Martin	Unanime decisione	4°	vittoria	6-0&lt;br /&gt;
2005-02-11	Queensland, Australia	BroncosLeagues Club	Mirelle Walford	Unanime decisione	4°	vittoria	5-0&lt;br /&gt;
2004-04-23	Queensland, Australia	Southport RSL	Agrifoglio Ferrnely	Unanime decisione	6°	vittoria	4-0&lt;br /&gt;
2004/04/03	Queensland, Australia	Shire Hall, Gatton	Leona Nicholls	Unanime decisione	3°	vittoria	3-0&lt;br /&gt;
2003/11/28	Queensland, Australia	Southport RSL	Sharon Bischoff	KO tecnico	2°	vittoria	2-0&lt;br /&gt;
2003/08/22	Queensland, Australia	Southport RSL	Katrina Harding	Unanime decisione	3°	vittoria	1-0&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Scozzoli_Fabio&amp;diff=267</id>
		<title>Scozzoli Fabio</title>
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		<updated>2016-05-23T10:11:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Fabio Scozzoli è un nuotatore italiano campione europeo e vicecampione mondiale. Nato a Lugo (Ravenna), il 3 agosto 1988, comincia a praticare questo sport sin da quando era...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Fabio Scozzoli è un nuotatore italiano campione europeo e vicecampione mondiale. Nato a Lugo (Ravenna), il 3 agosto 1988, comincia a praticare questo sport sin da quando era ragazzino. Scozzoli aveva una grande paura dell’acqua, quando il padre all’età di 7 anni lo lasciò cadere in una piscina. Iniziò a nuotare per emulare la sorellina Silvia e decise che quella sarebbe stata la sua vita nell’estate del 2000, quando aveva appena finito le elementari e alla tv passavano le Olimpiadi di Sidney. Il campione forlivese vide Fioravanti vincere nei 100m rana la prima medaglia d’oro del nuoto italiano alle Olimpiadi e rimase folgorato. Il nuoto l’ha appassionato subito, e già a 11 anni lo praticava a livello agonistico. Quando vinse il primo titolo italiano assoluto scelse insieme ad alcuni amici e alla sua attuale fidanzata Carlotta, di trasferirsi a Imola per essere allenato da Thamas Gyertynaffy che è oggi il suo coach. La visione di Fabio del nuoto è cambiata finite le scuole superiori quando sceglie di diventare a tutti gli effetti un nuotatore professionista. Le medaglie conquistate hanno provato che la determinazione, l’impegno, la costanza, la cura dei particolari e la passione per uno sport ricambiano sempre.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il nuotatore romagnolo, specialista nei 50m e 100m rana, è anche un buon mistista. I primi successi arrivano nell’anno 2007 quando conquista il titolo Italiano nei 100m rana ai campionati estivi. Scozzoli non riesce ad essere convocato in nazionale fino all’anno 2009, quando partecipa ai giochi del Mediterraneo di Pescara come staffettista e conquista la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100m mista.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Pochi giorni dopo ha partecipato alle Universiadi di Belgrado gareggiando nei 100m rana. In semifinale, Scozzoli ha migliorato il primato italiano che Domenico Fioravanti deteneva con 1'00&amp;quot;46 dalla finale olimpica di Sydney 2000 nuotando 1'00&amp;quot;14. Nella finale del 6 luglio ha vinto la medaglia d'argento qualificandosi dietro Igor Borysik ed è sceso sotto il minuto con 59&amp;quot;85. Inoltre è stato finalista nei 50m rana e ha vinto un'altra medaglia d'argento con la staffetta mista. Queste prestazioni non gli hanno consentito comunque di partecipare agli imminenti mondiali che si sono disputati a Roma poche settimane dopo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel novembre successivo in coppa del mondo a Berlino, ha ottenuto 26&amp;quot;25 nei 50m e 57&amp;quot;42 nei 100m in vasca corta, nuovi primati italiani. A dicembre, agli europei in vasca corta di Istanbul, Scozzoli è arrivato quarto sia nei 50m, che nei 100m rana; in quest'ultima gara è giunto a quattro centesimi da Igor Borysik e ha migliorato ancora il primato italiano, portandolo a 57&amp;quot;01.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell’ anno 2010, il più fruttuoso dal punto di vista sportivo, l’atleta forlivese ha vinto sette titoli italiani tra rana, misti e staffette. In agosto al debutto ai campionati europei a Budapest è andato in finale con la 4×100m mista, arrivando quinto con Mirco Di Tora, Stefano Pizzamiglio e Filippo Magnini, ha vinto la medaglia di bronzo nei 100m rana con il tempo di 1'00&amp;quot;41, nuovo primato personale senza costumi tecnologici e nei 50m rana ha conquistato a sorpresa la medaglia d'oro con il tempo di 27&amp;quot;38.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Agli europei in vasca corta di Eindhoven, nel novembre dello stesso anno, ha vinto un oro nei 100m rana, un argento con la 4×50m mista assieme a Mirco Di Tora, Paolo Facchinelli e Marco Orsi e un bronzo nei 50m rana. Ha partecipato poi ai mondiali in vasca da 25 metri di Dubai nel dicembre successivo conquistando la medaglia d'argento nei 100m rana, battuto da Cameron Van Der Burgh.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nell’anno 2011, il campione europeo conquista qualche titolo: è medaglia d'argento ai campionati mondiali di Shanghai nei 100m rana battuto da Alexander Dale Oen e davanti a Van der Burg stabilendo due primati italiani (in semifinale con 59&amp;quot;83 e in finale con 59&amp;quot;42). Il 27 luglio sempre del 2011 ha vinto la medaglia d'argento anche nei 50m rana, dietro al brasiliano Felipe França Silva e ancora una volta davanti a Van der Burgh, stabilendo inoltre il primato italiano con 27&amp;quot;17. Appena tornato in Italia, il 4 agosto ha migliorato il primato italiano ed europeo dei 50m rana in vasca corta, detenuto da Alessandro Terrin, vincendo il titolo italiano ai campionati estivi.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2012 per Scozzoli comincia molto bene, e il 22 maggio ai campionati europei conquista la medaglia d'oro nei 100m rana con il tempo di 1'00&amp;quot;55, precedendo l'ucraino Valeriy Dymo e l'altro nuotatore azzurro Mattia Pesce. Il 26 maggio conquista l'argento anche nei 50m rana ed infine, il giorno successivo, giornata di chiusura dei Campionati europei, regala all'Italia, insieme a Mirco Di Tora, l'esordiente Matteo Rivolta e Filippo Magnini la prima medaglia d'oro in assoluto nella staffetta 4x100m mista nella storia della manifestazione. Lo stesso anno si disputano le olimpiadi nella capitale della Gran Bretagna, a Londra. Qui ottiene solo un settimo posto nei 100m rana maschili. Il 13 dicembre 2012, arriva la consacrazione, Fabio Scozzoli si laurea campione del mondo per la prima volta nella sua carriera, vincendo la medaglia d'oro nei 100m rana maschili ai campionati mondiali di nuoto in vasca corta, a Istanbul: con questa vittoria Scozzoli entra nella storia del nuoto italiano, diventando il primo nuotatore italiano a vincere una medaglia d'oro individuale in una rassegna mondiale in vasca corta.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel 2013 il ranista forlivese non brilla ai Mondiali di nuoto disputatisi a Barcellona. Successivamente subisce un infortunio: si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio. Fabio non si arrende alla sfortuna e, dopo l'intervento chirurgico, riprende ad allenarsi.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2014, l’anno successivo, Scozzoli riesce a partecipare, grazie alla costanza ed alla sua  passione per il nuoto, ai mondiali in vasca corta di Doha gareggiando nei 50m e 100m rana. Le conseguenze dell’intervento si sentono per il campione che non riesce a conquistare alcun titolo nelle sue specialità.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CAMPIONATI ITALIANI&lt;br /&gt;
ANNO	EDIZIONE	50m RANA	100m RANA	200m RANA	100m misti	200m MISTI	4X50m MISTA	4x100m MISTA&lt;br /&gt;
2007	Estivi		oro					&lt;br /&gt;
2008	Estivi		bronzo			bronzo		&lt;br /&gt;
2008	Invernali		argento		argento	argento		&lt;br /&gt;
2009	Primaverili		oro					&lt;br /&gt;
2009	Estivi		bronzo					&lt;br /&gt;
2009	Invernali	argento	oro	argento		argento		&lt;br /&gt;
2010	Primaverili	argento						&lt;br /&gt;
2010	Estivi	oro	oro	oro				&lt;br /&gt;
2010	Invernali	oro	oro		oro		oro	&lt;br /&gt;
2011	Primaverili		argento					&lt;br /&gt;
2011	Estivi	oro	oro		oro		oro	&lt;br /&gt;
2011	Invernali	oro	oro					argento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PALMARÈS&lt;br /&gt;
CAMPIONATO	ANNO	50m RANA	100m RANA	200m RANA	4x100m RANA&lt;br /&gt;
Universiadi&lt;br /&gt;
Belgrado	2009	4°	argento		Argento&lt;br /&gt;
Giochi del mediterraneo&lt;br /&gt;
Pescara	2009				Bronzo&lt;br /&gt;
Giochi del mediterraneo&lt;br /&gt;
Mersin	2013		oro		&lt;br /&gt;
Europei in vasca corta&lt;br /&gt;
Istanbul	2009	4°	4°	33° in batteria	&lt;br /&gt;
Europei in vasca corta&lt;br /&gt;
Eindhoven	2010	bronzo	oro	12° in batteria	Argento&lt;br /&gt;
Europei in vasca corta&lt;br /&gt;
Stettino	2011	oro	bronzo		Oro&lt;br /&gt;
Europei in vasca corta&lt;br /&gt;
Chartres	2012	oro	oro		&lt;br /&gt;
Europei&lt;br /&gt;
Budapest	2010	oro	bronzo		5°&lt;br /&gt;
Europei&lt;br /&gt;
Debrecen	2012	argento	oro		Oro&lt;br /&gt;
Mondiali in vasca corta&lt;br /&gt;
Dubai	2010	squalif. In finale	argento		&lt;br /&gt;
Mondiali in vasca corta&lt;br /&gt;
Istanbul	2012		oro		&lt;br /&gt;
Mondiali&lt;br /&gt;
Shanghai	2011	argento	argento		11° in batteria&lt;br /&gt;
Olimpiadi&lt;br /&gt;
Londra	2012		7°		&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA: &lt;br /&gt;
1. [https://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Scozzoli Fabio Scozzoli]&lt;br /&gt;
2. [http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/sport/nuoto/2010/08/12/369444-fabio_scozzoli.shtml Fabio Scozzoli Campione]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Rota_Alfredo&amp;diff=231</id>
		<title>Rota Alfredo</title>
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		<updated>2016-05-23T09:54:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;'''Alfredo Rot'''a (milano, 21 luglio 1975) è uno schermitore italiano della specialità della spada.&amp;lt;BR/&amp;gt; Cresciuto nella società del Piccolo Teatro Milano sotto la guida d...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Alfredo Rot'''a (milano, 21 luglio 1975) è uno schermitore italiano della specialità della spada.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cresciuto nella società del Piccolo Teatro Milano sotto la guida del tecnico Bruna Colombetti, Rota si mette in luce ai campionati italiani del 1998 dove conquista il primo di quattro titoli individuali nella spada. Dell'anno successivo è invece il primo risultato internazionale di rilievo: un secondo posto individuale ai campionati europei di Bolzano 1999 in cui conquista anche la medaglia d'oro nella spada a squadre.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alle olimpiadi di Sydney 2000 non va oltre il 10º posto individuale, ma conquista l'oro nella competizione a squadre. Negli anni successivi si conferma ai vertici internazionali, vincendo anche la coppa del mondo di scherma 2003-04, senza riuscire però a raggiungere il podio nei campionati mondiali e alle olimpiadi di Atene 2004.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il secondo posto individuale ai Campionati mondiali di scherma nel 2007 di San Pietroburgo sembra il preludio ad una buona olimpiade a Pechino 2008, ma ancora una volta l'unica soddisfazione arriva dalla prova a squadre, mentre nella prova individuale non è andato oltre i sedicesimi di finale.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Palmarès'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Giochi olimpici'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sydney 2000: oro nella spada a squadre. Pechino 2008: bronzo nella spada a squadre.&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Mondiali di scherma'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1997 - Città del Capo: bronzo nella spada a squadre. 2007 - San Pietroburgo: argento nella spada a squadre.&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Europei di scherma'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1999 - Bolzano: oro nella spada a squadre e argento individuale. 2006 - Smirne: bronzo nella spada a squadre. 2008 - Kiev: bronzo nella spada a squadre e individuale. 2009 - Plovdiv: bronzo nella spada a squadre.&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Coppa del Mondo'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
7° 2002- 2003 1° 2003 -2004 14° 2004- 2005 31° 2005 -2006 15° 2006- 2007&lt;br /&gt;
&amp;lt;BR/&amp;gt;'''Campionati italiani'''&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1° 1998 1° 1999 1° 2001 1° 2003&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ribellin_Davide&amp;diff=220</id>
		<title>Ribellin Davide</title>
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		<updated>2016-05-23T09:46:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Davide nasce il 9 agosto 1971 e monta per la prima volta in bicicletta a dieci anni grazie alla passione di suo padre Gedeone.&amp;lt;BR/&amp;gt; Dopo alcune vittorie da giovanissimo e da a...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Davide nasce il 9 agosto 1971 e monta per la prima volta in bicicletta a dieci anni grazie alla passione di suo padre Gedeone.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo alcune vittorie da giovanissimo e da allievo iniziano ad arrivare le prime grandi soddisfazioni tra le quali, una medaglia d'oro ai Mondiali juniores su pista a Mosca.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Passato dilettante vince il mondiale militari, il Giro delle Regioni, i Giochi del Mediterraneo e la medaglia d'argento ai mondiali per dilettanti a Stoccarda.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Subito dopo le Olimpiadi del 1992, dove vince il suo compagno di stanza Fabio Casartelli, approda tra i professionisti con la MG Bianchi ed è subito un rodaggio duro e faticoso; ottiene una miriade di piazzamenti, ma la prima vittoria arriva nel 1993 con la classifica finale della Hofbrau Cup. La seconda affermazione l'ottiene nel 1995 al suo quarto ed ultimo anno con la MG: vince la tappa di Merano al Giro del Trentino.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1996 passa alla Polti e realizza un sogno: vince la tappa di Monte Sirino e indossa la maglia rosa al Giro d'Italia, la porta per sei giorni poi ha una crisi, ma riesce a concludere il Giro con un discreto sesto posto nella classifica finale.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1997 accetta di correre per una squadra francese la Française des Jeux; decide di tentare per il Tour de France, ma per una leggerezza dettata dall'inesperienza fallisce l'obiettivo; quel Tour diviene un calvario. I suoi tecnici, Madiot e Gallopin, gli rinnovano la fiducia e lui li ripaga vincendo due gare di Coppa del Mondo subito dopo il Tour: la Classica di San Sebastian e il G.P. di Svizzera.&amp;lt;BR/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nel 1998, ritorna in Italia, di nuovo come nel 1996 con il Team Polti, programma le classiche, ma un infortunio gli impedisce di disputarle. Si rifà vincendo una tappa al Giro della Svizzera, la Tre Valli Varesine e il Giro del Veneto.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1999 sempre nel Team Polti, si aggiudica una tappa e la classifica finale del Giro del Mediterraneo, una tappa al Criterium International, il Trofeo dell'Alto-Var, il Giro del Veneto (per la seconda volta) e il Giro del Friuli, convocato per il mondiale di Verona cade al settimo giro, si frattura due costole e perde il finale di stagione.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2000 ottiene una miriade di piazzamenti (ben nove secondi posti) e vince per la terza volta il Giro del Veneto; corre con la Liquigas-Pata di Fabio Bordonali trovando un bellissimo ambiente.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2001 è la sua migliore stagione da professionista: vince 11 corse, finendo la stagione al terzo posto nella classifica mondiale UCI; gli manca forse una vittoria di peso, una classica per intendersi, ma il Giro di Romagna, il G.P. di Larciano, il G.P. Industria e Commercio, la Tirreno-Adriatico e il Giro del Mediterraneo sono vittorie di buono spessore.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2002 lascia la Liquigas-Pata e si trasferisce nuovamente all'estero, in Germania alla Gerolsteiner. Non mancano i buoni risultati e ottiene due vittorie: il G.P. Camaiore e la Luk-Cup Buhl. Chiude l'anno al 9° posto nella classifica UCI e rimane il punto di forza della formazione tedesca per l'anno successivo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2003 è per il veneto un anno positivo; senza grossi acuti vince tre corse (tappa Parigi-Nizza, Rund um den Henninger Turm Frankfurt e G.P. Industria e Commercio di Prato) ma ottiene anche degli ottimi piazzamenti (4° Amstel Gold Race, 2° Amburgo e 3° Giro dell'Emilia) che gli consentono di riconfermarsi come uno dei migliori ciclisti del mondo e numero 5 della classifica UCI.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2004, confermatissimo nella squadra tedesca, inizia la stagione alla grande e stabilisce lo storico record di vincere tre grandi classiche in una sola settimana, cosa mai riuscita a nessuno prima d'ora. Domenica 18 aprile l'Amstel Gold Race in Olanda, mercoledì 21 la Freccia Vallone in Belgio e poi domenica 25 ancora in Belgio la Liegi-Bastogne-Liegi. Questi splendidi risultati gli consentono di lottare fino alla fine della stagione per vincere l'ultima coppa del mondo, che però gli sfugge solo all'ultima corsa a favore di Paolo Bettini. Nell'estate arriva la delusione della mancata convocazione per le Olimpiadi di Atene e deluso poche settimane dopo annuncia che correrà i Mondiali, che si svolgeranno sulle strade di casa sua, con i colori dell'Argentina. Lo stupore è generale; i rapporti con il CT della Nazionale italiana Ballerini sono deteriorati e Davide è sempre più convinto della sua scelta. Purtroppo il passaporto argentino non giunge in tempo per il giorno della gara e Davide deve rinunciare a partecipare al mondiale. Finisce la stagione con 6 vittorie, il secondo posto nella classifica di Coppa del Mondo e il sesto nel ranking UCI.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2005 Davide ottiene una sola vittoria (una tappa del Brixia Tour), ma grazie agli ottimi piazzamenti (4° all'Amstel Gold Race, 3° alla Freccia Vallone, 5° al Giro di Lombardia) ottiene il 3° posto nella classifica Pro Tour.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2006 è l'anno della ritrovata convocazione per i Mondiali, dove recita un importante ruolo per la conquista, ad opera di Paolo Bettini, della maglia iridata. Ad ottobre trionfa sulle durissime rampe del San Luca, conquistando il Giro dell'Emilia. Il 2007 inizia nel migliore dei modi con il 2° posto nella Parigi-Nizza. La campagna delle Ardenne lo vede, come al solito, grande protagonista: secondo, primo e quinto posto. Rispettivamente ad Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi.Onora l'ottava maglia azzurra al Mondiale di Stoccarda 2007, dimostrando una volta di più grandissimo fondo e potenza in salita, fondamentale per il successo di Paolo Bettini. Alla fine riesce anche a piazzarsi in sesta posizione a sei secondi da Paolo Bettini. Grazie ad una stagione sempre corsa ad alti livelli, chiude la stagione 2° nel Pro Tour. Nel 2008 Rebellin conquista la sua prima Parigi-Nizza, davanti a Rinaldo Nocentini per soli 3 secondi, distacco minimo nella storia della corsa a tappe francese. Il 9 agosto 2008 alla XXIX Olimpiade a Pechino, nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, si aggiudica la medaglia d'argento, superato in volata a pochi metri dal traguardo dallo spagnolo Samuel Sánchez, al termine di una fuga durata una quindicina di km che aveva coinvolto, insieme a Rebellin e Sánchez, un ristretto numero di corridori, tra i quali l'elvetico Fabian Cancellara, terzo al traguardo. Partecipa come co-capitano della nazionale italiana al Campionato del Mondo di Varese. Dopo l'ennesima grande prestazione conquista un buon quarto posto, suo miglior risultato in un Mondiale. Grazie al contributo di Rebellin Alessandro Ballan si è laureato Campione del Mondo 2008. Salta il Giro di Lombardia 2008 a causa del ritiro del suo gruppo sportivo dopo una serie di positività.&lt;br /&gt;
Dopo lo scioglimento della sua squadra storica, la Gerolsteiner, nel 2009 si è accasato alla Diquigiovanni-Androni Giocattoli. Dopo un avvio brillante di stagione (2 vittorie alla Ruta del Sol) e una successiva fase di leggero appannamento, Rebellin torna in aprile padrone delle classiche del Nord, conquistando a Huy la sua terza Freccia Vallone. Attualmente è secondo nel ranking mondiale dell'Uci, nell'edizione resa nota il 27/04/2009. Il 28 aprile 2009 risulta positivo al CERA, in seguito a nuove e più rigorose analisi effettuate su campioni di sangue prelevati durante i Giochi olimpici di Pechino (dove Rebellin aveva ottenuto l'argento nella prova in linea) e congelati. Il 4 maggio è ascoltato dalla procura antidoping, ed è così che comincia l’iter procedurale per l’accertamento di un’effettiva  colpevolezza del campione e poi l’eventuale condanna. Nel mondo del ciclismo la reazione più diffusa è quella dell'incredulità, con una carriera lunga trent'anni sembra una cosa impossibile, ma se dovesse essere vero, allora sarebbe un po' triste.&amp;lt;BR/&amp;gt;&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''Vittorie tra i dilettanti''' &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1991&lt;br /&gt;
* Trofeo Minardi&lt;br /&gt;
* 2 tappe al Giro delle Regioni&lt;br /&gt;
* Classifica generale al Giro delle Regioni&lt;br /&gt;
* Medaglia d'Oro ai Giochi del Mediterraneo&lt;br /&gt;
1992&lt;br /&gt;
* Trofeo Alcide de Gasperi&lt;br /&gt;
* Targa d'Oro Città di Varese&lt;br /&gt;
Vittorie tra i professionisti &lt;br /&gt;
1993&lt;br /&gt;
* Hofbrau Cup&lt;br /&gt;
1995&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Giro del Trentino&lt;br /&gt;
1996&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Giro d'Italia&lt;br /&gt;
1997&lt;br /&gt;
* GP di Zurigo&lt;br /&gt;
* Classica di San Sebastian&lt;br /&gt;
* Trofeo dei Grimpeurs&lt;br /&gt;
1998&lt;br /&gt;
* Tre Valli Varesine&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Giro di Svizzera&lt;br /&gt;
* Giro del Veneto&lt;br /&gt;
1999&lt;br /&gt;
* Giro del Friuli&lt;br /&gt;
* Tour du Haut Var&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Giro del Mediterraneo&lt;br /&gt;
* Classifica generale al Giro del Mediterraneo&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Criterium International&lt;br /&gt;
* Giro del Veneto&lt;br /&gt;
2000&lt;br /&gt;
* Giro del Veneto&lt;br /&gt;
* GP del Veneto&lt;br /&gt;
2001&lt;br /&gt;
* Giro di Romagna&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Brixia Tour&lt;br /&gt;
* Classifica generale al Giro del Mediterraneo&lt;br /&gt;
* 2 tappe al Giro dei Paesi Baschi&lt;br /&gt;
* Gp. Industria&amp;amp;Artigianato di Larciano&lt;br /&gt;
* Gp. Industria&amp;amp;Commercio di Prato&lt;br /&gt;
* Memorial Fausto Coppi&lt;br /&gt;
* GP di Chiasso&lt;br /&gt;
* 1 tappa alla Tirreno-Adriatico&lt;br /&gt;
* Classifica generale alla Tirreno-Adriatica	2002&lt;br /&gt;
* GP di Camaiore&lt;br /&gt;
* Luk-Cup Buhl&lt;br /&gt;
2003&lt;br /&gt;
* GP di Francoforte&lt;br /&gt;
* 1 tappa alla Parigi-Nizza&lt;br /&gt;
* Gran Premio Industria&amp;amp;Commercio di Prato&lt;br /&gt;
2004&lt;br /&gt;
* Amstel Gold Race&lt;br /&gt;
* Freccia Vallone&lt;br /&gt;
* Liegi-Bastogne-Liegi&lt;br /&gt;
* Trofeo Melinda&lt;br /&gt;
* 3 tappe Giro di Sassonia&lt;br /&gt;
2005&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Brixia Tour&lt;br /&gt;
2006&lt;br /&gt;
* Giro dell'Emilia&lt;br /&gt;
* 1 tappa al Brixia Tour&lt;br /&gt;
* Classifica generale al Brixia Tour&lt;br /&gt;
2007&lt;br /&gt;
* Freccia Vallone&lt;br /&gt;
* 2 tappe al Brixia Tour&lt;br /&gt;
* Classifica generale al Brixia Tour&lt;br /&gt;
2008&lt;br /&gt;
* Classifica generale alla Parigi-Nizza&lt;br /&gt;
* Tour du Haut Var&lt;br /&gt;
2009&lt;br /&gt;
* 2 tappe alla Ruta del Sol&lt;br /&gt;
* Freccia Vallone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Piazzamenti principali &lt;br /&gt;
* Medaglia d’Argento ai Giochi Olimpici di Pechino 2008&lt;br /&gt;
* 4° Campionato del Mondo su strada (Varese 2008)&lt;br /&gt;
* 2° Coppa del Mondo di ciclismo (2004)&lt;br /&gt;
* 3°, 2° Uci ProTour (2005, 2007)&lt;br /&gt;
* 6° Giro d'Italia (1996)&lt;br /&gt;
* 7° Vuelta a España (2001)&lt;br /&gt;
* 2° Liegi-Bastogne-Liegi (2008)&lt;br /&gt;
* 3° Liegi-Bastogne-Liegi (2009)&lt;br /&gt;
* 2° Amstel Gold Race (2007)&lt;br /&gt;
Onorificenze &lt;br /&gt;
* Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitagli il 5 settembre 2008 per iniziativa del Presidente della Repubblica&lt;br /&gt;
* Medaglia d'Oro al Valore Atletico&lt;br /&gt;
Riconoscimenti &lt;br /&gt;
* Giglio d'Oro: 2001 e 2008&lt;br /&gt;
* Oscar Tutto Bici Gp Campagnolo: 1999, 2001, 2007 e 2008&lt;br /&gt;
* Ducato d'Oro: 2008&lt;br /&gt;
Palmarès&lt;br /&gt;
* Giochi del Mediterraneo -  Oro (Atene 1991 In linea) &lt;br /&gt;
* Olimpiadi - Argento (Pechino 2008 In linea)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia &lt;br /&gt;
* http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Rebellin&lt;br /&gt;
* http://www.sportlive.it/ciclismo/freccia-vallone-2009-classifica-risultati.html&lt;br /&gt;
* http://www.tuttosport.com/altri_sport/ciclismo/2009/04/28-25989/Davide+Rebellin,+la+scheda&lt;br /&gt;
* http://www.repubblica.it/2009/04/sport/vari/olimpiadi-doping/olimpiadi-doping/olimpiadi-doping.html&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
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		<title>Perrotta Simone</title>
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		<updated>2016-05-23T08:56:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Simone Perrotta è un ex calciatore italiano che, nel corso della sua carriera, ricopre tutte le posizioni del centrocampo.&amp;lt;BR/&amp;gt; Simone nasce nella contea inglese di Greater M...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Simone Perrotta è un ex calciatore italiano che, nel corso della sua carriera, ricopre tutte le posizioni del centrocampo.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Simone nasce nella contea inglese di Greater Manchester, a Ashton-under-Lyne, il 17 settembre 1977, dove trascorre i suoi primi cinque anni d’infanzia prima di trasferirsi in Italia, a Cerisano, provincia di Cosenza, paese d’origine dei genitori.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si afferma subito nella squadra del paese per poi passare nel Castrolibero, diventando leader indiscusso della squadra, fino a destare l’interesse degli osservatori della Reggina.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Appena tredicenne, lascia la sua famiglia per trasferirsi a Reggio Calabria dove gioca in tutte le categorie, dai Giovanissimi alla Primavera, facendosi notare per capacità e continuità.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 10 settembre 1995 esordisce in Serie B contro il Chievo. Passerà altri tre anni con la maglia amaranto fino a meritarsi la convocazione nella Nazionale Under 21 di Serie B.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inevitabilmente, desta l’interesse delle primissime squadre italiane e si trasferisce alla Juventus nell’estate del 1998: «Arrivo alla Juventus», afferma Simone il giorno della sua presentazione in bianconero, «con tanta voglia di imparare stando accanto a giocatori importanti. Io sono un centrocampista più bravo in fase di contenimento che in quella di spinta, ma con le cure di Lippi conto di migliorare sotto ogni punto di vista. Questa società è il massimo per un calciatore. Qui si lotta sempre per vincere ed io spero di dimostrarmi all’altezza».&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quel di Torino, tuttavia, è chiuso da campioni come Conte, Davids, Deschamps, Tacchinardi e Zidane: a fine stagione, totalizza solamente 15 presenze; si toglie, però, la soddisfazione di realizzare una rete in Coppa Italia contro il Bologna e di esordire in Champions League.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La società bianconera ed Ancelotti, subentrato a Lippi, non credono in lui e, due anni dopo il suo approdo alla Juventus, lo cedono in prestito al Bari, società in cui diventa una colonna portante del centrocampo fino all’estate del 2001. Nel frattempo, Simone esordisce anche nella Nazionale Under 21, con la quale conquista il titolo europeo nel 2000.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua esplosione definitiva avviene nel Chievo; al fianco di Eugenio Corini vive quello che è stato definito il “Miracolo Chievo”. La squadra di un quartiere di Verona, all’esordio in serie A, riesce a lottare ai vertici della classifica per poi chiudere il campionato in quinta posizione, ottenendo la qualificazione in Coppa Uefa.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Simone, intanto, esordisce nella Nazionale maggiore, il 20 novembre 2002, nella partita contro la Turchia terminata 1-1 e partecipa anche agli sfortunati campionati europei del 2004, sotto la guida di Giovanni Trapattoni.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Al termine della competizione continentale viene acquistato dalla Roma per volere di Cesare Prandelli, neo allenatore giallorosso; una stagione non all’altezza delle aspettative, quella romanista, che raggiungerà la salvezza solamente alla penultima di campionato.&lt;br /&gt;
Nell’estate del 2005, con l’avvento sulla panchina capitolina di Luciano Spalletti, tutto cambia in meglio: la Roma inizia ad esprimere un calcio spumeggiante e Simone diventa un perno insostituibile del centrocampo giallorosso, agendo alle spalle di capitan Totti.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le prestazioni non si fanno attendere e Perrotta ha la grandissima soddisfazione di disputare da titolare tutte le partite del Mondiale tedesco del 2006, laureandosi Campione del Mondo nella magica notte di Berlino, il 9 luglio, insieme ai suoi compagni di squadra Daniele De Rossi e Francesco Totti.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 17 maggio 2007, allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, realizza il gol del 2-1 contro l'Inter, dando la sicurezza della vittoria della Coppa Italia alla Roma. Segna 13 gol in stagione, suo record personale.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 19 agosto vince la Supercoppa italiana, contro l'Inter a San Siro, ma non la gioca in quanto viene espulso dall'arbitro Roberto Rosetti per proteste verso il quarto uomo e il guardalinee prima ancora di entrare in campo. Il 19 settembre segna il suo primo gol in stagione contro la Dinamo Kiev, in Champions League. Il 24 maggio vince un'altra Coppa Italia nella finale unica allo Stadio Olimpico, ancora una volta contro l'Inter, segnando il gol del 2-0.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 29 ottobre 2009 prolunga il proprio contratto con la Roma fino al 30 giugno 2011 collezionando, nella stagione 2009/2010, 5 gol contro Bologna, Atalanta, Cagliari, Genoa e Livorno.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 20 febbraio 2012 prolunga il suo contratto con la società fino al 30 giugno 2013. Torna al gol il 2 dicembre 2012 in Siena-Roma segnando il gol del vantaggio per 2-1: gara terminata 3-1 per i giallorossi.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Con la maglia della Roma colleziona in totale 326 presenze segnando 49 gol in nove stagioni. In totale in carriera disputa 575 partite realizzando 59 gol.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 29 giugno 2013 annuncia il suo ritiro dal calcio giocato: &amp;quot;Non credo di continuare a giocare, perché preferisco finire come ex calciatore della Roma e non come ex di un'altra squadra, volevo finire con questa maglia e credo sia giusto così&amp;quot;.&amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Albo d’oro.&lt;br /&gt;
Squadra:	Trofei:&lt;br /&gt;
Nazionale italiana under-21.	Campionato europeo, Slovacchia 2000.&lt;br /&gt;
Nazionale italiana.	Campionato mondiale, Germania 2006.&lt;br /&gt;
AS Roma.	Coppa Italia 2006/2007.&lt;br /&gt;
AS Roma.	Capocannoniere Coppa Italia, Roma 2006/2007.&lt;br /&gt;
AS Roma.	Supercoppa italiana, Roma 2007.&lt;br /&gt;
AS Roma.	Coppa Italia, Roma 2007/2008.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
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		<title>Martino Francesco</title>
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		<updated>2016-05-23T08:45:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Francesco Martino nacque a Bari nel 1900 e iniziò a frequentare la palestra di ginnastica artistica della società l’Angiulli Bari. A soli nove anni seguì i fratelli Angel...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Francesco Martino nacque a Bari nel 1900 e iniziò a frequentare la palestra di ginnastica artistica della società l’Angiulli Bari. A soli nove anni seguì i fratelli Angelo e Raffaele, già ginnasti di provato valore e osservò con interesse le evoluzioni memorizzando tecniche e movimenti. A dieci anni fu notato da alcuni dirigenti della palestra mentre eseguiva una verticale con tecnica e compostezza da fare invidia, infatti, partecipò a una gara per allievi e in questo evento del 21 giugno 1910 il giovanissimo Francesco Martino di soli dieci anni, una vera rivelazione, si aggiudicò il secondo posto agli anelli. Dimostrò di saperci fare con gli attrezzi, così realizzò il suo primo vero e proprio esordio con la squadra degli allievi ai Concorsi nazionali di Genova e Torino. Nel 1914, a Genova, Martino partecipò, con gli adulti, al concorso Internazionale e occuparono il primo posto e fu giudicato migliore promessa. Nel 1915 fu campione regionale di ginnastica artistica specialità anelli. Si arruolò nel servizio militare indossando la divisa di marinaio, infatti, negli anni Venti la guerra mondiale lo vide in prima linea e ricevette una medaglia al merito. Dopo circa tre anni di dedizione alla Patria riprese l’attività ginnica, iniziando una serie di folgoranti affermazioni, infatti, partecipò ai Concorsi militari di Bari del 1921 e 1922 e trionfò nella ginnastica artistica sempre nella specialità anelli. Nello stesso anno s’impose nel Concorso Internazionale di Zara; per la prima volta un ginnasta angiullista ottenne un successo in terra straniera così il mondo ginnico Europeo conobbe il ragazzo pugliese. Nel 1923 concorse nella selezione preolimpionica di Milano, dimostrò il suo valore e la sua tecnica, nonostante un brutto incidente capitatogli durante l’esercizio della prova libera agli anelli, la gara si svolse su un vecchio campo scoperto e cadde rovinosamente per il cedimento delle funi.  Nel 1924 ci fu invece il trionfo olimpico, a Parigi, infatti, vinse la prova individuale negli anelli e contribuì al successo della squadra. Martino è stato il primo italiano a vincere individualmente agli anelli, impresa riuscita fin a quell’epoca solo al greco Mitropoulos alle Olimpiadi di Atene del 1896 e all’americano Glass alle Olimpiadi di St Louis del 1904. Nel 1926 invece vinse il titolo italiano sempre agli anelli e prese parte ai successivi Giochi Olimpici del 1928 ad Amsterdam ma senza fortuna. Si ritirò dall’attività agonistica e diventò istruttore tecnico della società di cui fece parte ricoprendo anche incarichi regionali. Martino fu primo a far conoscere la società Angiulli nel mondo ma fu anche come già detto il primo a trionfare nella massima competizione sportiva. La specialità olimpica degli anelli sono una delle specialità maschili della ginnastica artistica. L'esercizio agli anelli dura circa un minuto, durante il quale il ginnasta tiene posizioni statiche e compie passaggi dinamici, terminando con un salto detto uscita. Tutti i muscoli degli arti superiori sono sollecitati in maniera intensa, mentre quelli degli arti inferiori non necessitano dello stesso livello di forza. Il fisico degli anellisti è, infatti, costituito dalle gambe leggere e dalla bassa statura, per massimizzare il rapporto forza/peso. Questo trionfo è riuscito fino ad oggi solo a due italiani: Francesco Martino nel 1924 e dopo settantadue anni a Juri Chechi nel 1996.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
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		<title>Bettini Paolo</title>
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		<updated>2016-05-23T08:41:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: Creata pagina con &amp;quot;Ha scelto il giorno del mondiale di Varese per l’ultima recita e poi basta. Paolo Bettini, 34 anni, lascia il ciclismo dopo dodici stagioni di grandi successi nei profession...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ha scelto il giorno del mondiale di Varese per l’ultima recita e poi basta. Paolo Bettini, 34 anni, lascia il ciclismo dopo dodici stagioni di grandi successi nei professionisti. La decisione presa con uno scatto dei suoi, alla vigilia del mondiale , quando ha indetto una conferenza stampa in cui, commosso,  ha annunciato la fine della sua carriera.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Paolo Bettini nasce a Cecina (Livorno) il 1° aprile 1974 è cresciuto a La California ed ha ereditato la grande passione per il ciclismo dal padre Giuliano insieme a suo fratello Sauro, sin dall’età di 7 anni; infatti, su una vecchia bici rimessa a nuovo dal padre che l'aveva trovata in mezzo alla spazzatura, Paolo disputa la prima corsa a Marina di Bibbona. Su quella bici color bianco perla che al sole cambia colore e diventa viola, il piccolo “grillo” (così verrà soprannominato in futuro perché i suoi scatti sono come salti) vince la prima di 22 gare su 23 disputate. E' magrissimo, piccino, ma ha l'argento vivo addosso, fa un gran polverone, attacca, vince da solo o in volata. Arriva anche la sconfitta: una volta, a Ponsacco, si inchina a Fabiana Luperini, perché a volte succede, nelle categorie minori, di correre le gare miste: la pisana stacca tutti, compreso “Paolino”, che chiude al secondo posto. Poi vengono gli anni da allievo e da juniores, dove non fa sfracelli così come da dilettante, prima con la maglia della Monsummanese e poi con quella della Grassi-Mapei. Ma alla quarta stagione, ecco il salto di qualità con 8 vittorie, il tappone del Manghen al Giro Baby e il terzo posto al campionato italiano, che gli valgono il passaggio tra i professionisti per l'anno successivo. E’ Giancarlo Ferretti infatti ad accorgersi del piccolo toscano al giro baby del ’96 e poche settimane dopo aver firmato il contratto con la Mg-Technogym arriva anche la prima maglia azzurra per il mondiale under 23 dove arriverà quarto. &amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Bettini ormai professionista del 1997, è un folletto imprendibile con la vocazione dello scalatore e idee meno sfavillanti rispetto a quelle grandi promesse che approdano negli squadroni: Paolo sa che tutto quello che è riuscito a risparmiare da dilettante se lo ritroverà in tasca tra i professionisti. Conosce Michele Bartoli e ne diventa amico, imparando bene il mestiere e scortandolo nelle vittorie più belle; stupisce per la disponibilità diventando decisivo per i finali di gara ed infilandosi appena può, in qualche fuga. Al Giro d’Italia del 1998, corso con la squadra Asics dopo la chiusura del gruppo MG, si aggiudica la maglia verde di miglior scalatore, ma è al Giro di Romandia che centra la sua prima vittoria da professionista; ha soli 24 anni e tutti cominciano a parlare di lui! Nel 1999 Bartoli con grandi sforzi riesce a portare il suo giovane gregario con se alla Mapei ma in tarda primavera, durante una tappa del Giro di Germania, il capitano cade e si frattura un ginocchio. Con Bartoli fuori dai giochi la Mapei ha bisogno di puntare su qualcuno per le “grandi classiche del nord” e nel 2000 la scelta cade proprio su Paolo Bettini, il quale per la prima volta in carriera, si trova a recitare un ruolo di primo attore. Difficile dire se Bartoli legga nella scelta una sorta di tradimento, ma sta di fatto che da allora comincia un lento distaccamento del rapporto fra i due.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La scelta della Mapei di dare i gradi di capitano a Bettini risulterà eccellente sin da subito; il 16 aprile 2000 infatti, il grillo infilza specialisti quali Rebellin ed Etxebarria e scrive per la prima volta il suo nome sull’albo d’oro della Liegi Baston Liegi. Bettini sembra proiettato in un’altra dimensione. L’anno dopo, con Bartoli che ancora stenta, Paolo vince il Campionato di Zurigo e l’anno dopo si aggiudica la seconda Liegi dopo una lunga fuga a due con Garzelli; diventa un riferimento del gruppo e dei giornalisti pur non vincendo più al nord. Il 2002 si chiude con un toccante incrocio sul podio del Giro di Lombardia, vinto da Bartoli, ormai passato alla Fassa Bortolo, per la prima volta. Quando Bettini vi sale per indossare la maglia del vincitore della Coppa del Mondo, l’ex capitano lo abbraccia visibilmente felice, a dispetto delle tensioni che avevano reso impossibile la convivenza alla Mapei. Il 2003 comincia con il grande successo della Milano Sanremo e va avanti con le vittorie delle classiche di Amburgo e San Sebastian, che valgono a Bettini la seconda Coppa Del Mondo; sarà sua anche quella del 2004, l’ultima della storia, prima che l’avvento del ProTour porga fine alla competizione iniziata nel 1989.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Arrivano le olimpiadi di Atene 2004 e Paolo è il capitano della spedizione azzurra composta da cinque grandi campioni: Moreni, Nardello, Pozzato e Paolini. Paolo ha già assaggiato l’atmosfera olimpica a Sidney nel 2000, quando era l’appoggio per Bartoli e Pantani, accanto a Di Luca e Casagrande. Ma ad Atene questa volta sarà leader; e la squadra si muove con affiatamento incredibile, riprende qualsiasi fuga,  sino a quando Bettini scatta in salita portandosi dietro il solo ed esausto portoghese Paulinho che però non potrà nulla contro la classe e la superiorità dell’italiano. 12 anni dopo l’oro di Casartelli, l’Italia torna sul gradino più alto del podio olimpico nella gara in linea. Con le olimpiadi al palmares di Bettini manca solo il mondiale, contro cui ormai da anni continua a sbattere come contro un muro.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Già nel 2001 a Lisbona, inserito da Ballerini nella sua prima nazionale, Paolo coglie un secondo posto che brucerà per anni: con nove azzurri nel gruppo di testa, nessuno pensa di mettersi a disposizione e nella brutta rincorsa all’egoismo ha la meglio Oscar Freire. Nel 2003 ai mondiali di Hamilton, il livornese non ha la sua giornata migliore e così spera di rifarsi l’anno dopo a Verona, nell’anno olimpico in cui tutto sembrava perfetto. Invece le cose vanno storte, il mondiale è sempre più maledetto: Bettini batte il ginocchio contro l’ammiraglia durante un intervento meccanico da fermo ed è costretto al ritiro. L’amarezza è immensa, ma è nulla rispetto a quella di Madrid 2005: il grillo in quel periodo sembra volare; ha vinto una tappa alla Vuelta e inizia a dire che il percorso iridato non è roba per velocisti, ma la nazionale è schierata letteralmente per Petacchi, che alla fine non ha la gamba per lo sprint all’arrivo. Vince Boonen, Paolo è tredicesimo. In squadra serpeggiano le polemiche; il mondiale per il grillo rischia di diventare una maledizione. Il 24 settembre 2006 resterà stampato a fuoco nella carriera di Paolo Bettini, perché è il giorno in cui si interrompe la maledizione iridata. I mondiali si corrono a Salisburgo e nella quiete della sera prima, gli azzurri preparano l’assalto alla maglia arcobaleno, avendo in Paolo il leader designato, in Ballan, Di Luca, Pozzato e Rebellin l’eventuali alternative. Il percorso non è durissimo, gli scatti non fanno la selezione sperata e la presenza di uomini come Boonen, e Zabel fa pensare ad un arrivo in volata. Quando la corsa va e si ha la conferma che l’altimetria non è abbastanza severa da rompere il gruppo, Ballerini chiede ai suoi di crederci con ancora più forza. Così è Ballan ad entrare in azione e allungare il gruppo nel penultimo giro del circuito, mentre Rebellin gioca una carta a sorpresa negli ultimi cinque chilometri, costringendo le squadre dei velocisti a chiudere il buco e sprecare energie. Eppure il gruppo arriva compatto all’ultimo chilometro quando già ci si rassegna alla volata, un invenzione di Samuel Sanchez all’ultima curva riapre la corsa: lo spagnolo ha una traiettoria pazzesca. Valverde coglie l’attimo e, come lui, anche Zabel e Bettini, avvertito con un urlo da Pozzato. L’arrivo in volata sarà un affare a quattro: Zabel vola, ma Bettini ha uno sprint incredibile e a 32 anni coglie la sua prima maglia iridata. Festa grande sul podio e fiumi di champagne  sulla serata azzurra. L’anno successivo il mondiale si corre a Stoccarda, dove un’aria pesante tira tra le fila dei concorrenti; la stampa tedesca infatti, pubblica un articolo che tira in causa Bettini su una vicenda di doping. Paolo va su tutte le furie e chiama il suo avvocato che risolve a suon di controaccuse. In seguito la stampa locale smentirà ma sono ugualmente giorni durissimi, resi più aspri dall’esclusione di Di Luca dalla squadra, a causa di un deferimento da parte della Procura del Coni. Ma come accade di solito in questi casi, la rabbia diventa per Bettini il carburante più esplosivo. Ballerini è abilissimo nel tenere cucita la squadra azzurra. Di Luca sceglie di restare per supportare i compagni e l’Italia compie l’ennesimo miracolo. Bertolini è un guerriero implacabile; Cunego si infila in tutte le fughe e quando Rebellin entra in azione al penultimo giro la corsa esplode. Gli spagnoli, gli avversari più temuti, si sbriciolano ed è Bettini all’ultimo giro che porta via il gruppetto dei cinque che si gioca la corsa. Sul traguardo, il gesto del fucile è il suo modo di colpire chi ha cercato invano di farlo fuori, e sul podio zitti tutti, si canta l’Inno di Mameli.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
I grandi giri non erano scritti nel destino di Bettini, almeno per quanto concerne la possibilità di lottare per la classifica finale. “ho valutato il mio fisico” ha ripetuto per anni a quanti gli dicevano che avrebbe potuto almeno provarci “e ho capito che per tentare avrei dovuto snaturarmi e perdere le prerogative che mi hanno reso vincente nelle classiche; se negli anni passati ciascuno di noi si fosse accontentato dei suoi limiti, probabilmente avremmo avuto meno problemi”. E così Paolo ha corso per più anni consecutivi il Tour de France, raccogliendo anche vittorie di tappa, con un occhio al resto dell’estate. Per ammissione dei suoi rivali, infatti, il Bettini che esce da un grande giro ha una condizione insuperabile e avendo nel mirino le classiche di Coppa del Mondo, il Tour si è rivelato per anni il miglior allenamento. Mancava il Giro d’Italia, cui Paolo fa ritorno nel 2005 grazie al Pro Tour, che obbliga tutte le squadre straniere a correre la prova italiana: la sua Quick Step non fa eccezione; ed è proprio il Giro ad entusiasmare i tifosi del livornese, con i duelli fra lui e Di Luca e i continui passaggi della maglia rosa da l’uno all’altro. La riscoperta del Giro sarà per Bettini un passaggio decisivo.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di ritorno dalla Vuelta nel settembre 2008, dove Paolo è andato per cercare la gamba in vista dell’imminente mondiale e dopo la deludente olimpiade di Pechino, la figlia Veronica gli regala un disegno che forse ha rappresentato la svolta per il ritiro dalle corse: sul disegno, dove è rappresentato il grillo con la maglia iridata, c’è scritto: “non andare più in bici, ti voglio bene Veronica”.&amp;lt;BR/&amp;gt; &amp;lt;BR/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La carriera di Bettini è ricca di grandi soddisfazioni, ed è l’esempio di come il ciclismo possa essere pulito e spettacolare allo stesso modo; ecco infine, anno dopo anno, le vittorie  della sua memorabile carriera:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1997 (MG-Technogym) – una vittoria: Hofbrau (cronosquadre)&lt;br /&gt;
1998 (Asics/Cga) – una vittoria: tappa Giro di Romandia&lt;br /&gt;
1999 (Mapei) – 5 vittorie: tappa Tirreno-Adriatico; tappa memorial Cecchi Gori; tappa Giro                                               &lt;br /&gt;
                                               di Galizia; tappa e classifica finale Giro della Provincia di Lucca&lt;br /&gt;
2000 (Mapei) – 6 vittorie: tappa Challenge di Mallorca; due tappe e classifica finale   &lt;br /&gt;
                                               memorial Cecchi Gori; Liegi-Bastogne-Liegi; tappa Tour de France&lt;br /&gt;
2001 (Mapei) – 5 vittorie: due tappe Tour de LangKawi; Campionato di Zurigo; Coppa Placci; &lt;br /&gt;
                                                tappa Giro della Provincia di Lucca&lt;br /&gt;
2002 (Mapei) – 12 vittorie: due tappe e classifica finale Giro della Riviera Ligure di Ponente; &lt;br /&gt;
                                                  tappa Tirreno-Adriatico; Liegi-Bastogne-Liegi; tappa e classifica &lt;br /&gt;
                                                  finale Tour de la Regione Vallone; Circuit Bavikhove; Giro del Lazio; &lt;br /&gt;
                                                  Coppa Sabatini; tappa Giro della Provincia di Lucca; Coppa del &lt;br /&gt;
                                                  Mondo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2003 (Mapei) – 6 vittorie: Giro del Mediterraneo; Milano-Sanremo; Campionato italiano; Hew &lt;br /&gt;
                                                Cyclassics Amburgo; Classica San Sebastian; Coppa del Mondo&lt;br /&gt;
2004 (QuickStep) – 10 vittorie: tappa Giro del Mediterraneo; due tappe e classifica finale &lt;br /&gt;
                                                         Tirreno-Adriatico; Gp Calais; tappa Giro di Svizzera; Gp &lt;br /&gt;
                                                         Camaiore; Olimpiadi di Atene; Circuit Franco-Belga; Coppa del &lt;br /&gt;
                                                         Mondo&lt;br /&gt;
2005 (QuickStep) – 4 vittorie: tappa Giro d’Italia; tappa Vuelta Espana; Campionato di Zurigo; &lt;br /&gt;
                                                       Giro di Lombardia&lt;br /&gt;
2006 (QuickStep) – 10 vittorie: tappa Challenge Mallorca; Gp di Lugano; 2 tappe Tirreno-&lt;br /&gt;
                                                         Adriatico; tappa Giro d’Italia; Campionato italiano; tappa &lt;br /&gt;
                                                         Vuelta Espana; campionato del mondo Salisburgo; Giro di &lt;br /&gt;
                                                         Lombardia; Criterium di Valencia&lt;br /&gt;
2007 (QuickStep) – 3 vittorie: tappa Tour of California; tappa Vuelta Espana; campionato del &lt;br /&gt;
                                                       mondo Stoccarda&lt;br /&gt;
2008 (QuickStep) – 5 vittorie: tappa Giro d’Austria; Trofeo Matteotti; tappa giro di Vallonia; &lt;br /&gt;
                                                       due tappe Vuelta Espana&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti: rivista Bicisport novembre 2008&lt;br /&gt;
            [http://http://www.museociclismo.it/ Museo Del Ciclismo]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Altobelli_Alessandro&amp;diff=72</id>
		<title>Altobelli Alessandro</title>
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		<updated>2016-05-23T08:28:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente5: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Alessandro Altobelli, nato a Sonnino il 28 novembre dell’anno 1955, è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo attaccante. E’ stato medagliato campione del mondo nel 1982.&lt;br /&gt;
Detto Spillo, per la silhouette alta e longilinea e probabilmente anche per l'arte di saper “infilare” il bersaglio, era in possesso della qualità che meglio rappresenta lo spillo e cioè il “pungere” (cosa che spesso avveniva ai danni del Milan) . E’ il miglior goleador (il giocatore che ha realizzato più goal, che ha marcato l’avversario) nella storia della Coppa Italia con 56 goal realizzati in 93 partite.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carriera Club'''&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proveniente dalle giovanili del Latina, squadra della sua provincia natale, fu notato a metà degli anni settanta dal Brescia, che gli permise di cominciare con la Serie B. Con il Brescia contese tre stagioni a buon livello, nel corso delle quali il giovane Alessandro segnò complessivamente 26 goal.&lt;br /&gt;
Altobelli fu “ bandiera” in azione all’ Inter per dieci anni, e con cui mise a referto 317 presenze e 128 reti in Serie A.&lt;br /&gt;
Nell’anno 1977 fu ingaggiato dall’ Inter, squadra con la quale rimase per undici stagioni giocando 466 partite (317 in Serie A, 80 in Coppa Italia, e 69 in Europa) segnando 209 reti ( precisamente 128 in Serie A, 46 in Coppa Italia e 35 in Europa), vincendo lo scudetto (distintivo a forma di piccolo scudo tricolore portato sulle magliette degli atleti della squadra vincitrice in un campionato nazionale) nella stagione 1979/80, e due Coppa Italia nel 1977/78 e nel 1981/82.&lt;br /&gt;
Nel 1988, terminata l’esperienza all'Inter, fu ingaggiato dalla Juventus. Altobelli vi rimase una sola stagione, nel corso della quale raccolse - nonostante un infortunio piuttosto serio - 34 presenze (20 in  Serie A, 6 in Coppa Italia e 8 in Coppa UEFA), segnando 15 reti (4 in Serie A, 7 in Coppa Italia e 4 in Coppa UEFA).  La Coppa UEFA fa istituita nel 1971 dalla Confederazione ed è stata nota come tal fino al 2009, anno in cui viene rinominata come la “UEFA Europa League”. Essa è una delle competizioni sportive organizzate dall' Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA), la seconda per prestigio dopo la Champions League ,il più prestigioso torneo internazionale calcistico in Europa per squadre di club maschili. &lt;br /&gt;
Altobelli trascorse l'ultima stagione della sua carriera di nuovo  nel Brescia in Serie B, chiudendo con 32 presenze e 7 goal. Nel giugno del 1990, a 34 anni, si ritirò.&lt;br /&gt;
Spillo ha totalizzato complessivamente 337 presenze e 132 reti in Serie A, 108 presenze e 33 reti in Serie B e 93 presenze e 56 reti (record assoluto della competizione) in Coppa Italia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carriera Nazionale'''&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo alcune presenze nella Nazionale Under-21 e in quella Olimpica (per la qualificazione, mancata, al torneo olimpico di Mosca 1980), venne convocato da Enzo Bearzot per l'Europeo 1980 in sostituzione di Paolo Rossi, non disponibile a causa della squalifica inflittagli poche settimane prima dopo i fatti dello scandalo-scommesse. Esordì in Nazionale il 18 giugno 1980, a 24 anni, nella terza partita del girone contro il Belgio disputata allo stadio Olimpico. Infine il 24 settembre di quell'anno mise a segno i suoi primi goal in Nazionale, realizzando una doppietta (una coppia di reti segnate dallo stesso giocatore) in un'amichevole (evento sportivo in cui non vengono messi in palio trofei ufficiali e non vengono assegnati punti in classifica) contro il Portogallo.&lt;br /&gt;
Altobelli fu quindi grande protagonista del Mondiale 1982 in Spagna, che vide gli Azzurri vincitori. Nella finale vinta per 3-1 contro la Germania Ovest sostituì al calciatore Graziani all'inizio del primo tempo, e nella ripresa realizzò la terza rete dell'Italia, segnando così nel corso della finale di un campionato del mondo.&lt;br /&gt;
Inoltre fece parte anche della spedizione al Mondiale 1986 in Messico, dove fu l'unico marcatore dell'Italia; infatti in 4 partite segnò 4 dei 5 goal azzurri, causando tra l’altro un'autorete (cioè rete segnata da un giocatore che ha inviato per errore la palla nella propria porta)  nella gara contro la Corea del Sud. Dopo il ritiro di Scirea, nel periodo 1986-1987 ebbe diverse volte il ruolo di capitano (l’atleta responsabile del comportamento in campo dei compagni).&lt;br /&gt;
Venne infine convocato dall’allenatore Azeglio Vicini per l'Europeo 1988 in Germania, dove non partì titolare (cioè come atleta che fa parte della formazione ufficiale della squadra) ma andò a segno contro la Danimarca nella terza partita del girone e raggiunse la semifinale, poi persa per 2-0 contro l'URSS.&lt;br /&gt;
In 61 presenze in Nazionale segnò 25 gol, grazie ai quali è il sesto miglior marcatore azzurro della storia insieme a Baloncieri e Inzaghi dietro a Riva (35), Meazza (33), Piola (30), R. Baggio e Del Piero (27). Inoltre, realizzò una tripletta (tre goal segnati da uno stesso giocatore durante la partita) nella gara amichevole non ufficiale disputata allo Stadio Azteca di Città del Messico il 25 maggio 1986, precisamente nella partita Italia-Guatemala conclusasi 4-0.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Dopo il ritiro'''&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altobelli dopo il ritiro ha un’esperienza politica: nel 1996 si è candidato, sostenuto dal centrodestra, alla Camera nel collegio Brescia-Roncadelle, ma ha ottenuto solo il 34,8% dei voti e fu sconfitto dal rappresentante dell’Ulivo Emilio Del Bono.&lt;br /&gt;
In ambito sportivo è stato ospite a Controcampo e commentatore sportivo per Al Jazeera Sport, la pay tv sportiva più importante nel Medio-Oriente. Inoltre dal 1995 al 1998 è stato il direttore sportivo del Padova. Attualmente è osservatore per l’Inter.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Palmarès&lt;br /&gt;
Titolo					Squadra		Anno			Posizione&lt;br /&gt;
Campionato italiano			Inter 			1979-1980		1&lt;br /&gt;
Coppa Italia				Inter			1977-1978,		1&lt;br /&gt;
Coppa Italia 				Inter			1981-1982		1&lt;br /&gt;
Campionato del mondo		Italia			Spagna 1982		1&lt;br /&gt;
Campionato del Mondo over 35	Italia			1993			1&lt;br /&gt;
Coppa delle Coppe			Capocannoniere 	1978-1979		7 reti&lt;br /&gt;
Coppa Italia 				Capocannoniere	1981-1982		9 reti&lt;br /&gt;
Carlin's Boys				Top 11			1974			1&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia: [https://it.wikipedia.org/wiki/ Alessandro Altobelli]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente5</name></author>
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