<?xml version="1.0"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it">
	<id>http://www.wikisport.eu/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Utente6</id>
	<title>Wikisport - Contributi dell'utente [it]</title>
	<link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.wikisport.eu/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Utente6"/>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Speciale:Contributi/Utente6"/>
	<updated>2026-05-14T10:22:23Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
	<generator>MediaWiki 1.37.1</generator>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Van_de_HOOGENBAND_PIETER&amp;diff=351</id>
		<title>Van de HOOGENBAND PIETER</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Van_de_HOOGENBAND_PIETER&amp;diff=351"/>
		<updated>2016-05-25T07:19:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot; == '''NUOTO''' ==  Pieter Cornelis Martijn van den Hoogenband nasce a Maasticht il 14 Marzo 1978,cresciuto a Geldrop,dove nuoto’ per il PSV Eindhoven.Nel 1993 per Pieter ar...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
== '''NUOTO''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pieter Cornelis Martijn van den Hoogenband nasce a Maasticht il 14 Marzo 1978,cresciuto a Geldrop,dove nuoto’ per il PSV Eindhoven.Nel 1993 per Pieter arrivano i primi successi,si comporta bene alle “giornate olimpiche giovanili europee”.&lt;br /&gt;
La notorieta’ internazionale arriva tre anni dopo.All’età di 18 anni,van den Hoogeband sorprese giungendo quarto nei 100 e 200 m stile libero alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver vinto niente meno che 6 medaglie d’oro ai Campionati Europei del 1999,divenne uno dei favoriti dell’Olimpiade di Sydney 2000,ma anche i suoi avversari erano molto forti. Nei 200m stile libero, si trovo’ di contro il giovane australiano Ian Thorpe,il favorito dal pubblico di casa. Nelle semifinali, van den Hoogenband stabili’ il nuovo record del mondo con il tempo di 1:45.35 con un passaggio veloce, ma Thorpe rispose con un tempo inferiore di solo 2 centisimi di secondo. In una finale eccitante, van den Hoogenband uguaglio’ il suo tempo della semifinale e vinse la medaglia d’oro beffando Thorpe,che sotto pressione tento’ di seguire il suo passaggio suicida ai 100 in 50.85 chiudendo in 1:45.83.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nei 100m stile libero, van den Hoogenband sfondo’ il muro dei 48” in semifinale facendo 47”84 impressionando soprattutto per il 24”68 nella vasca di ritorno. In finale vinse il suo secondo oro sconfiggendo il campione delle edizioni 1992 e 1996, il russo Aleksandar Popov. Vinse inoltre altre due medaglie,entrambe di bronzo,nei 50m stile libero, e come ultimo frazionista della staffetta olandese della 4x200m stile libero con na super frazione da 1’44”88 buttando l’Italia giu’ dal podio.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai campionati mondiali del 2001, van den Hoogenband vinse quattro medaglie d’argento,nei 50 in 22”16 e nei 100 in 48”43 venendo beffato da Ervin, nei 200m stile libero in 1’45”81 dietro Thorpe e nella staffetta 4x100m stile libero nuotando pero’ 47”0 di frazione. Agli Europei di Berlino 2002 Pieter torno’ sui livelli di Sydney 2000: nei 100 dopo aver fatto 47”97 in semifinale fece 47”86 in finale tornando in 24”62 mentre nei 200 passo’ ai 150 in 1’17.69,ossia 57 centesimi sotto il record di Thorpe, ma nell’ ultima vasca fece 27”20 e chiuse 1’44”89, mancando il primato ma con record europeo ancora inbattuto. Anche ai Giochi olimpici di Atene van den Hoogenband raccoglie delle medaglie, questa volta 3. La sfida con Thorpe delle Olimpiadi di Sydney 2000 si rinnova; questa volta Pieter lo sconffige nei 100m stile libero vincendo il secondo titolo consecutivo, ma Thorpe si rifa’ lasciandogli solo la seconda posizione nei 200m. Grazie alla squadra olandese della staffetta 4x100 stile libero arrivera’ una seconda medaglia d’argento.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai mondiali del 2007 van den Hoogenband ha rinunciato alle staffette vincendo l’argento nei 200m stile libero dietro Phelps. E arrivato solo sesto nei 100 m ma a 2 decimi dall’oro.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai Giochi olimpici di Pechino 2008 van den Hoogenband non è riuscito a vincere la terza medaglia consecutiva nei 100m stile libero, giungendo quinto in finale ma riuscendo a ritoccare il suo personale. Subito dopo la gara ha annunciato il suo ritiro.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MORIGI_RENZO&amp;diff=331</id>
		<title>MORIGI RENZO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=MORIGI_RENZO&amp;diff=331"/>
		<updated>2016-05-23T10:40:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Renzo Morigi nasce a Ravenna il '''18 febbraio 1895''' e muore a Bologna '''13 aprile 1962'''. Tiratore ai Giochi di Los Angeles del 1932 vinse la medaglia d’oro nella pisto...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Renzo Morigi nasce a Ravenna il '''18 febbraio 1895''' e muore a Bologna '''13 aprile 1962'''. Tiratore ai Giochi di Los Angeles del 1932 vinse la medaglia d’oro nella pistola automatica 25 metri, una finale raggiunta dopo aver superato le eliminatorie che prevedevano in successione una serie di 18 tiri in 3 turni con tempi di 8, 6 e 4 secondi. Secondo la leggenda la sua performance nello spareggio finale (42 sagome consecutive, di cui le ultime sei in due secondi), oltre a valergli l’appello di “mitragliatrice umana” catturò l’attenzione di un gangster locale, che gli propose l’ingaggio nella sua banda. Fascista fino alla carica di vicesegretario, il 13 settembre 1927 uccise nella piazza principale di Ravenna un bracciante che aveva appena sparato al gerarca Ettore Muti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esito del testo&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1)	 è un copia e incolla&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
2)	 manca la sitografia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MASPES_ANTONIO&amp;diff=327</id>
		<title>MASPES ANTONIO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=MASPES_ANTONIO&amp;diff=327"/>
		<updated>2016-05-23T10:36:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Antonio Maspes''' (Milano, 14 gennaio 1932 – Milano, 19 ottobre 2000) è stato un ciclista italiano. Fu un velocista e pistard fra i più forti al mondo di tutti i tempi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Inizia presto a correre e per partecipare e vincere un campionato minore nel 1947 trucca la sua data di nascita.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Vince il titolo italiano di velocità e di tandem sia negli allievi che nei dilettanti, partecipa poi nel 1952 alle Olimpiadi di Helsinki, dove, in coppia con Cesare Pinarello, conquista la medaglia di bronzo nel tandem.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Passa professionista a fine stagione e conquista a Firenze la sua prima maglia tricolore da professionista nella velocità, che vincerà poi per altre dieci volte fra il 1953 e il 1965, sconfitto solo per tre volte.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Nel 1955, sulla pista casalinga del Vigorelli, conquista il suo primo titolo iridato, che bisserà l'anno dopo a Copenaghen.&amp;lt;br&amp;gt;  &lt;br /&gt;
* Saranno 7 a fine carriera i titoli mondiali nella velocità, con i quattro successi consecutivi dal 1959 al 1962 e con quello del 1964.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Nel 1963 venne invece sconfitto dall'eterno rivale Sante Gaiardoni sulla pista di Rocourt. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* I suoi sette titoli eguagliavano quelli del belga Joseph Scherens e furono superati solo negli anni '80 dell'incredibile successione di 10 vittorie di Nakano.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Fra le sue vittorie da ricordare i 5 Gran Premi di Parigi consecutivi, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Copenaghen, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Milano, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Zurigo e di tutte le altre più prestigiose piste europee. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Il 20 luglio 1960 stabilì inoltre il record mondiale sui 200 metri con 10&amp;quot;8.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Corse anche su strada, partecipando a diversi Giri d'Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
                   '''Palmarès''' &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 7 Campionato del Mondo su pista &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 11 Campionato italiano su pista&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MASPES_ANTONIO&amp;diff=326</id>
		<title>MASPES ANTONIO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=MASPES_ANTONIO&amp;diff=326"/>
		<updated>2016-05-23T10:36:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;'''Antonio Maspes''' (Milano, 14 gennaio 1932 – Milano, 19 ottobre 2000) è stato un ciclista italiano. Fu un velocista e pistard fra i più forti al mondo di tutti i tempi....&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Antonio Maspes''' (Milano, 14 gennaio 1932 – Milano, 19 ottobre 2000) è stato un ciclista italiano. Fu un velocista e pistard fra i più forti al mondo di tutti i tempi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Inizia presto a correre e per partecipare e vincere un campionato minore nel 1947 trucca la sua data di nascita.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Vince il titolo italiano di velocità e di tandem sia negli allievi che nei dilettanti, partecipa poi nel 1952 alle Olimpiadi di Helsinki, dove, in coppia con Cesare Pinarello, conquista la medaglia di bronzo nel tandem.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Passa professionista a fine stagione e conquista a Firenze la sua prima maglia tricolore da professionista nella velocità, che vincerà poi per altre dieci volte fra il 1953 e il 1965, sconfitto solo per tre volte.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Nel 1955, sulla pista casalinga del Vigorelli, conquista il suo primo titolo iridato, che bisserà l'anno dopo a Copenaghen. * Saranno 7 a fine carriera i titoli mondiali nella velocità, con i quattro successi consecutivi dal 1959 al 1962 e con quello del 1964.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Nel 1963 venne invece sconfitto dall'eterno rivale Sante Gaiardoni sulla pista di Rocourt. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* I suoi sette titoli eguagliavano quelli del belga Joseph Scherens e furono superati solo negli anni '80 dell'incredibile successione di 10 vittorie di Nakano.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Fra le sue vittorie da ricordare i 5 Gran Premi di Parigi consecutivi, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Copenaghen, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Milano, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* di Zurigo e di tutte le altre più prestigiose piste europee. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Il 20 luglio 1960 stabilì inoltre il record mondiale sui 200 metri con 10&amp;quot;8.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Corse anche su strada, partecipando a diversi Giri d'Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
                   '''Palmarès''' &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 7 Campionato del Mondo su pista &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 11 Campionato italiano su pista&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=KIPROTICH_STEPHEN&amp;diff=312</id>
		<title>KIPROTICH STEPHEN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=KIPROTICH_STEPHEN&amp;diff=312"/>
		<updated>2016-05-23T10:29:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Stephen Kiprotich è un atleta di livello mondiale, (alto 1.72m  per 56kg), specializzato nel Mezzo Fondo, nel Fondo e nella Maratona , Medaglia d'Oro Olimpica Londra 2012.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nasce il '''27 Febbraio 1989''' nel villaggio di Cheptiyal, nel distretto di Kapchorwa, Uganda, ai confini con il Kenya, da James Kiptui e Cheptum Kokopin, una famiglia di agricoltori in cui egli è il più piccolo di 7 figli; Da bambino mentre nasceva il suo crescente interesse per l'atletica,  ha quasi rischiato di concludere la sua carriera prematuramente a causa di una terribile malattia infantile non diagnosticata, che gli fece perdere 3 anni di scuola: &amp;quot;Ero in perfetta forma, quando a sei anni una strana malattia mi ha colpito, mi hanno portato in tutti gli ospedali, ma non riuscivano a trovare il farmaco giusto &amp;quot;,  ha ricordato. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Apparentemente rimesso, nel '''2001''' i suoi genitori  lo riportano a casa, a Kapchorwa, e mentre aspettava che  il destino facesse il suo corso, ricomincia ad andare a scuola e a recuperare gli studi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua salute si era stabilizzata ed era anche riuscito a rappresentare la sua scuola ai concorsi distrettuali di Atletica. &amp;quot;Avevo un insegnante chiamato Patrick Chemonges, era incaricato di sport,  mi ha sempre incoraggiato a correre &amp;quot;,  racconta Kiprotich.                                                &amp;lt;br/&amp;gt;                                &lt;br /&gt;
Dal '''2004 al 2006''' però lascia l'atletica per concentrarsi esclusivamente sullo studio, non voleva avere più niente a che fare con lo sport: &amp;quot;Ho deciso di concentrarmi sui libri e terminare gli studi, sentivo di poter guadagnare molto di più dall' istruzione. &amp;quot;, ha sottolineato Stephen.  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2006, all'età di 17 anni, cambia di nuovo idea, lascia la scuola e si trasferisce in Kenya nella regione dell'Eldoret nella Rift Valley  e  ricomincia gli allenamenti con Eliud Kipchoge, e debutta ai Nazionali “Cross Country” dell'Uganda, arrivando quinto negli 8 km Junior Race. Grazie a questa partecipazione viene introdotto ai  Campionati del mondo  “Cross Country ” a Fukuoka, in Giappone, dove si piazza 24 °  nella gara juniores . &amp;quot;La gara non è andata male perché era la mia prima apparizione in una competizione internazionale”- aggiunge. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2007, Kiprotich arriva 19° nella  corsa juniores dei Mondiali di Cross a Mombasa, in Kenya,  e tuttavia non rimase contento di quella sua prestazione. Va poi ad allenarsi in Belgio dove si conquista la qualificazione  ai Campionati del Mondo di Osaka. Lì non ha raggiunto la finale, ma ammette di aver vissuto un'esperienza indimenticabile in concorso al  Campionato del Mondo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ha trascorso alcuni mesi di formazione sportiva nei Paesi Bassi e nel 2008 partecipa ai Mondiali di Cross ad Edimburgo e si piazza 12° nella corsa juniores e medaglia di bronzo nella corsa a squadre juniores. Nello stesso anno partecipa anche ai Campionati Mondiali Juniores di Bydgoszcz, Polonia, dei 10.000m arrivando quinto.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2009, Kiprotich partecipa ai Mondiali di Cross Country ad Amman, in Giordania, e arriva 23° in gara Senior 12 km.&lt;br /&gt;
Dopo alcuni anni in pista, nell' autunno del 2010, Stephen sceglie di eseguire la corsa su strada  arrivando secondo nel Reims Half Marathon; Sempre nel 2010  prende parte ai Campionati Africani senior 10.000m a Nairobi, in Kenya, dove arriva al sesto posto.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
All'inizio della stagione '''2011''', Kiprotich  dimostra di aver acquistato una marcia in più rispetto al passato, si reca a Punta Umbria, in Spagna, per i Mondiali di Cross Country Championships, fiducioso di una bella performance e infatti si piazza al sesto posto nella corsa seniores e conquista la medaglia di bronzo nella gara a squadre seniores. Nel mese di aprile dello stesso anno, stupisce vincendo la maratona Enschede, nei Paesi Bassi, tornando a casa con un record nazionale 2h07'20''. Era la sua prima maratona, ed era entrato come apripista, ma arrivò al traguardo  con oltre due minuti di vantaggio dai suoi concorrenti più esperti. Questa vittoria  gli è valse il biglietto per i Mondiali di Maratona di Daegu, in Corea del Sud, dove  arrivò nono. Un'altra sua performance  impressionante è stata quella della maratona di Tokyo, nel febbraio 2012, dove arriva terzo con il tempo di 2h07'50''. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2012 nella Maratona Olimpica di Londra Stephen ha dimostrato che tutto può succedere, ha lasciato i keniani alle spalle e ha vinto la medaglia d'oro per l'Uganda che ha voluto onorare in memoria dell'ex campione olimpico keniano Sammy Wanjiru suo connazionale. Sammy Wanjiru rimane, l'unico keniano che ha vinto la medaglia d'oro olimpica nella Maratona di Pechino '''2008''',  in una disciplina in cui domina  il grande potenziale africano, con intensità crescente nel corso degli ultimi anni. Il campione olimpico è morto il 14 maggio 2011 a 24 anni, cadendo dal balcone della sua casa di Nyahururu, in circostanze non ancora chiarite.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La maratona Olimpica di Londra, ha avuto luogo il 12 agosto, con inizio ore 11.00; nel centro di Londra c'erano 27 gradi, un tasso di umidità pari al 45% e   ben 105 corridori allineati al via; è stata una battaglia teorica tra le due grandi potenze, il Kenya e l'Etiopia,  ma ha vinto quella ugandese. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kiprotich si è esibito in una corsa mozzafiato, ha chiuso in '''2h08'01''''', superando i più titolati  keniani Abel Kirui '''(2h08'27'')''' e Wilson Kipsang Kiprotich '''(02h09'37'')'''.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Migliaia di ugandesi, tra cui dignitari di governo, si sono riuniti all'aeroporto di Entebbe  per accogliere il corridore al suo ritorno e colebrare la sua performance eroica.  Poco dopo essere tornato a casa, è stato portato alla State House dove ha fatto colazione con il presidente Museveni. In segno di apprezzamento, il presidente ha donato al corridore $ 80,000 e ha promesso di costruire una casa decente per i suoi genitori. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La maratona delle Olimpiadi di Londra, rimarrà a lungo nella memoria di Kiprotich. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kiprotich è diventato il secondo ugandese a vincere una medaglia d'oro olimpica, dopo John Akii-Bua a Monaco  nel 1972 nei 400 metri ad ostacoli. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo la sua medaglia d'oro alle Olimpiadi, Stephen si concentrata sulla London Marathon del '''2013'''  dove arriva sesto in uno dei campi di maratona più forti di sempre. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo Londra mise la sua attenzione ai Mondiali di Mosca, dove voleva diventare il secondo atleta a vincere il titolo mondiale un solo anno dopo aver vinto il titolo olimpico; E così ha fatto, dopo una gara fantastica lascia gli etiopi e keniani alle spalle e guadagna un'altra medaglia d'oro per l'Uganda '''(2h09'51'')'''.  Nel '''2014''', Kiprotich arriva quinto alla New York City Marathon in '''2h13'25'''''. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Egli è considerato un eroe nazionale, per lo più sulla base della sua medaglia d'oro Olimpica, è l'atleta più popolare e il numero uno in celebrità in Uganda.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Kiprotich è sposato con Patricia Cherop, hanno due figli, una di cinque anni, Esther Chebet e uno di due anni e mezzo, Eliud Musao.  Cherop pensa che suo marito dovrebbe tornare a scuola e lui ne ha intenzione, ma ammette che potrebbe essere molto difficile con le circostanze del suo stato attuale-&amp;quot;Tutti vogliono stringermi la mano&amp;quot;, ha detto. Ora non può muoversi liberamente per le strade senza causare un pandemonio. La sua corsa coraggiosa a Londra è stata fondamentale per tirar fuori la sua famiglia dalla povertà. Ben presto, i suoi anziani genitori hanno lasciato la loro fatiscente casa fatta di fango per una bella, solida casa costruita per loro dal governo grazie all' eroismo del figlio. '''Stephen Kiprotich è ora un milionario, grazie a due ore, otto minuti e un secondo.'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sitografia e link collegati all'atleta: &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.kiprotich.co.ug/ Kiprotich]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Kiprotich; http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Kiprotich Wikipedia]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.iaaf.org/athletes/uganda/stephen-kiprotich-223768 Iaaf.org]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Stephen_Kiprotich: https://www.facebook.com/kiprotichuganda; http://www.all-athletics.com/node/76024 Wikimedia]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://testi-italiani.it/stephen_kiprotich Testi italiani] &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Non esiste ancora una bibliografia dell'atleta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=KIPROTICH_STEPHEN&amp;diff=309</id>
		<title>KIPROTICH STEPHEN</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=KIPROTICH_STEPHEN&amp;diff=309"/>
		<updated>2016-05-23T10:28:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Stephen Kiprotich è un atleta di livello mondiale, (alto 1.72m  per 56kg), specializzato nel Mezzo Fondo, nel Fondo e nella Maratona , Medaglia d'Oro Olimpica Londra 2012. Na...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Stephen Kiprotich è un atleta di livello mondiale, (alto 1.72m  per 56kg), specializzato nel Mezzo Fondo, nel Fondo e nella Maratona , Medaglia d'Oro Olimpica Londra 2012.&lt;br /&gt;
Nasce il '''27 Febbraio 1989''' nel villaggio di Cheptiyal, nel distretto di Kapchorwa, Uganda, ai confini con il Kenya, da James Kiptui e Cheptum Kokopin, una famiglia di agricoltori in cui egli è il più piccolo di 7 figli; Da bambino mentre nasceva il suo crescente interesse per l'atletica,  ha quasi rischiato di concludere la sua carriera prematuramente a causa di una terribile malattia infantile non diagnosticata, che gli fece perdere 3 anni di scuola: &amp;quot;Ero in perfetta forma, quando a sei anni una strana malattia mi ha colpito, mi hanno portato in tutti gli ospedali, ma non riuscivano a trovare il farmaco giusto &amp;quot;,  ha ricordato. &lt;br /&gt;
Apparentemente rimesso, nel '''2001''' i suoi genitori  lo riportano a casa, a Kapchorwa, e mentre aspettava che  il destino facesse il suo corso, ricomincia ad andare a scuola e a recuperare gli studi.&lt;br /&gt;
La sua salute si era stabilizzata ed era anche riuscito a rappresentare la sua scuola ai concorsi distrettuali di Atletica. &amp;quot;Avevo un insegnante chiamato Patrick Chemonges, era incaricato di sport,  mi ha sempre incoraggiato a correre &amp;quot;,  racconta Kiprotich.                                                                                &lt;br /&gt;
Dal '''2004 al 2006''' però lascia l'atletica per concentrarsi esclusivamente sullo studio, non voleva avere più niente a che fare con lo sport: &amp;quot;Ho deciso di concentrarmi sui libri e terminare gli studi, sentivo di poter guadagnare molto di più dall' istruzione. &amp;quot;, ha sottolineato Stephen.  &lt;br /&gt;
Nel 2006, all'età di 17 anni, cambia di nuovo idea, lascia la scuola e si trasferisce in Kenya nella regione dell'Eldoret nella Rift Valley  e  ricomincia gli allenamenti con Eliud Kipchoge, e debutta ai Nazionali “Cross Country” dell'Uganda, arrivando quinto negli 8 km Junior Race. Grazie a questa partecipazione viene introdotto ai  Campionati del mondo  “Cross Country ” a Fukuoka, in Giappone, dove si piazza 24 °  nella gara juniores . &amp;quot;La gara non è andata male perché era la mia prima apparizione in una competizione internazionale”- aggiunge. &lt;br /&gt;
Nel 2007, Kiprotich arriva 19° nella  corsa juniores dei Mondiali di Cross a Mombasa, in Kenya,  e tuttavia non rimase contento di quella sua prestazione. Va poi ad allenarsi in Belgio dove si conquista la qualificazione  ai Campionati del Mondo di Osaka. Lì non ha raggiunto la finale, ma ammette di aver vissuto un'esperienza indimenticabile in concorso al  Campionato del Mondo.&lt;br /&gt;
Ha trascorso alcuni mesi di formazione sportiva nei Paesi Bassi e nel 2008 partecipa ai Mondiali di Cross ad Edimburgo e si piazza 12° nella corsa juniores e medaglia di bronzo nella corsa a squadre juniores. Nello stesso anno partecipa anche ai Campionati Mondiali Juniores di Bydgoszcz, Polonia, dei 10.000m arrivando quinto.&lt;br /&gt;
Nel 2009, Kiprotich partecipa ai Mondiali di Cross Country ad Amman, in Giordania, e arriva 23° in gara Senior 12 km.&lt;br /&gt;
Dopo alcuni anni in pista, nell' autunno del 2010, Stephen sceglie di eseguire la corsa su strada  arrivando secondo nel Reims Half Marathon; Sempre nel 2010  prende parte ai Campionati Africani senior 10.000m a Nairobi, in Kenya, dove arriva al sesto posto.&lt;br /&gt;
All'inizio della stagione '''2011''', Kiprotich  dimostra di aver acquistato una marcia in più rispetto al passato, si reca a Punta Umbria, in Spagna, per i Mondiali di Cross Country Championships, fiducioso di una bella performance e infatti si piazza al sesto posto nella corsa seniores e conquista la medaglia di bronzo nella gara a squadre seniores. Nel mese di aprile dello stesso anno, stupisce vincendo la maratona Enschede, nei Paesi Bassi, tornando a casa con un record nazionale 2h07'20''. Era la sua prima maratona, ed era entrato come apripista, ma arrivò al traguardo  con oltre due minuti di vantaggio dai suoi concorrenti più esperti. Questa vittoria  gli è valse il biglietto per i Mondiali di Maratona di Daegu, in Corea del Sud, dove  arrivò nono. Un'altra sua performance  impressionante è stata quella della maratona di Tokyo, nel febbraio 2012, dove arriva terzo con il tempo di 2h07'50''. &lt;br /&gt;
Nel 2012 nella Maratona Olimpica di Londra Stephen ha dimostrato che tutto può succedere, ha lasciato i keniani alle spalle e ha vinto la medaglia d'oro per l'Uganda che ha voluto onorare in memoria dell'ex campione olimpico keniano Sammy Wanjiru suo connazionale. Sammy Wanjiru rimane, l'unico keniano che ha vinto la medaglia d'oro olimpica nella Maratona di Pechino '''2008''',  in una disciplina in cui domina  il grande potenziale africano, con intensità crescente nel corso degli ultimi anni. Il campione olimpico è morto il 14 maggio 2011 a 24 anni, cadendo dal balcone della sua casa di Nyahururu, in circostanze non ancora chiarite.&lt;br /&gt;
La maratona Olimpica di Londra, ha avuto luogo il 12 agosto, con inizio ore 11.00; nel centro di Londra c'erano 27 gradi, un tasso di umidità pari al 45% e   ben 105 corridori allineati al via; è stata una battaglia teorica tra le due grandi potenze, il Kenya e l'Etiopia,  ma ha vinto quella ugandese. &lt;br /&gt;
Kiprotich si è esibito in una corsa mozzafiato, ha chiuso in '''2h08'01''''', superando i più titolati  keniani Abel Kirui '''(2h08'27'')''' e Wilson Kipsang Kiprotich '''(02h09'37'')'''.&lt;br /&gt;
Migliaia di ugandesi, tra cui dignitari di governo, si sono riuniti all'aeroporto di Entebbe  per accogliere il corridore al suo ritorno e colebrare la sua performance eroica.  Poco dopo essere tornato a casa, è stato portato alla State House dove ha fatto colazione con il presidente Museveni. In segno di apprezzamento, il presidente ha donato al corridore $ 80,000 e ha promesso di costruire una casa decente per i suoi genitori. &lt;br /&gt;
La maratona delle Olimpiadi di Londra, rimarrà a lungo nella memoria di Kiprotich. &lt;br /&gt;
Kiprotich è diventato il secondo ugandese a vincere una medaglia d'oro olimpica, dopo John Akii-Bua a Monaco  nel 1972 nei 400 metri ad ostacoli. &lt;br /&gt;
Dopo la sua medaglia d'oro alle Olimpiadi, Stephen si concentrata sulla London Marathon del '''2013'''  dove arriva sesto in uno dei campi di maratona più forti di sempre. &lt;br /&gt;
Dopo Londra mise la sua attenzione ai Mondiali di Mosca, dove voleva diventare il secondo atleta a vincere il titolo mondiale un solo anno dopo aver vinto il titolo olimpico; E così ha fatto, dopo una gara fantastica lascia gli etiopi e keniani alle spalle e guadagna un'altra medaglia d'oro per l'Uganda '''(2h09'51'')'''.  Nel '''2014''', Kiprotich arriva quinto alla New York City Marathon in '''2h13'25'''''. &lt;br /&gt;
Egli è considerato un eroe nazionale, per lo più sulla base della sua medaglia d'oro Olimpica, è l'atleta più popolare e il numero uno in celebrità in Uganda.&lt;br /&gt;
Kiprotich è sposato con Patricia Cherop, hanno due figli, una di cinque anni, Esther Chebet e uno di due anni e mezzo, Eliud Musao.  Cherop pensa che suo marito dovrebbe tornare a scuola e lui ne ha intenzione, ma ammette che potrebbe essere molto difficile con le circostanze del suo stato attuale-&amp;quot;Tutti vogliono stringermi la mano&amp;quot;, ha detto. Ora non può muoversi liberamente per le strade senza causare un pandemonio. La sua corsa coraggiosa a Londra è stata fondamentale per tirar fuori la sua famiglia dalla povertà. Ben presto, i suoi anziani genitori hanno lasciato la loro fatiscente casa fatta di fango per una bella, solida casa costruita per loro dal governo grazie all' eroismo del figlio. '''Stephen Kiprotich è ora un milionario, grazie a due ore, otto minuti e un secondo.'''&lt;br /&gt;
Sitografia e link collegati all'atleta: &lt;br /&gt;
[http://www.kiprotich.co.ug/ Kiprotich]&lt;br /&gt;
[http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Kiprotich; http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Kiprotich Wikipedia]&lt;br /&gt;
[http://www.iaaf.org/athletes/uganda/stephen-kiprotich-223768 Iaaf.org]&lt;br /&gt;
[http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Stephen_Kiprotich: https://www.facebook.com/kiprotichuganda; http://www.all-athletics.com/node/76024 Wikimedia]&lt;br /&gt;
[http://testi-italiani.it/stephen_kiprotich Testi italiani]&lt;br /&gt;
Non esiste ancora una bibliografia dell'atleta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=KARELIN_ALEKSANDR&amp;diff=294</id>
		<title>KARELIN ALEKSANDR</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=KARELIN_ALEKSANDR&amp;diff=294"/>
		<updated>2016-05-23T10:21:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot; Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&amp;lt;br/&amp;gt;   '''Alexander Alexandrovich Karelin''' (russo: Александр Александрович Карелин; Novosibirsk, 19 settem...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Alexander Alexandrovich Karelin''' (russo: Александр Александрович Карелин; Novosibirsk, 19 settembre 1967) è un lottatore e politico russo, decorato come Eroe della Federazione Russa, è riconosciuto come il più grande lottatore di lotta greco-romana di ogni epoca, prima per l'Unione Sovietica e, dopo la sua dissoluzione, per la Russia. Dopo aver abbandonato le gare, si è dedicato alla vita politica.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=KABAEVA_ALINA&amp;diff=289</id>
		<title>KABAEVA ALINA</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=KABAEVA_ALINA&amp;diff=289"/>
		<updated>2016-05-23T10:20:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;NATA: TASHKENT 12/05/1983 &amp;lt;br/&amp;gt; Alina Maratovna kabaeva è una ginnasta russa di origine uzbeka, nasce a Tashkent il 12 Maggio 1983. Dopo il successo della ginnasta Evgenia Ka...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;NATA: TASHKENT 12/05/1983&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alina Maratovna kabaeva è una ginnasta russa di origine uzbeka, nasce a Tashkent il 12 Maggio 1983. Dopo il successo della ginnasta Evgenia Kavaeva, Alina continua a portare in alto il nome della Russia, grazie alle sue numerosissime vittorie.&lt;br /&gt;
Inizia questo sport a soli 3 anni, in questo primo periodo, Alina, essendo figlia di un calciatore sovietico è costretta a cambiare continuamente città insieme alla sua famiglia e di conseguenza a cambiare continuamente palestre ed allenatrori. In questo primo momento Alina non era considerata un talento, anzi, gran parte di allenatori ed allenatrici la consideravano poco dotata, poco aggraziata e grassa per questo sport. Fin da piccola, infatti, inizia a seguire diete strazianti (spesso anche solo a base di acqua), e ad allenarsi duramente senza pensare ad altro.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Qualche anno dopo Alina si trasferisce in Russia e la madre credendo nelle capacità della figlia, la porta nella prestigiosissima scuola di ginnastica di Irina Viner per scoprire se ha davvero le potenzialità per diventare un talento. Irina rimane ammaliata dall’esibizione di Alina, ed approva la sua entrata nella sua scuola vedendo riunite in un’unica ginnasta due grandi qualità: scioltezza di schiena e capacità di slancio.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1998, sempre accompagnata da Irina Viner, Alina debutta all’età di soli 15 anni, ed anche essendo l’atleta più giovane della squadra russa si aggiudica l’oro nei Campionati Europei in Portogallo con un impeccabile esercizio individuale.&lt;br /&gt;
Nel 1999 si aggiudica nuovamente il titolo di campionessa europea a Budapest vincendo due medaglie d’oro, ma questo non è il traguardo più importante di quest’anno. Alina vince i Campionati del Mondo con ben tre medaglie d’Oro ad Osaka eseguendo perfettamente i suoi tre esercizi: corpo libero, palla e nastro.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche nei Campionati Europei successivi Alina si ripete, detenendo il titolo di campionessa per 5 anni consecutivi, vincendo addirittura, nel 2000 a Zaragoza, l’oro in tutte le specialità.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Sempre nello stesso anno, Alina, partecipa alle Olimpiadi di Sydney, nelle quali chiunque si sarebbe aspettato da lei un oro che però non pervenne a causa di una perdita del cerchio, recuperato fuori pedana. In queste Olimpiadi la Kabaeva si aggiudica il terzo posto.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2001 non è un anno molto positivo per la Kabaeva. Dopo essersi aggiudicata il titolo europeo a Geneva, si aggiudica l’oro nei campionati mondiali a Madrid superando il talento del momento Irina Tchachina, che si aggiudica il secondo posto. Queste medaglie però, vengono subito ritirate ad entrambe le ginnaste che cedono così il titolo all’ucraina Tamara Yerofeeva. Le due atlete vengono squalificate dalla competizione a causa dei risultati di alcuni esami esami fatti durante una gara&lt;br /&gt;
precedente in Australia dove le ginnaste ad un controllo per doping risultano positive ad un diuretico (furosemide). Irina Viner difende le ginnaste dicendo che prendevano degli integratori alimentari per la sidrome pre-mestruale, nulla di illegale, ed accusa la farmacia del posto di averle venduto integratori tarocchi contenenti furosemide. La kabaeva, insieme alla Tchatchina quindi, avrebbero assunto questa sostanza senza la loro volontà. La testimonianza dell’allenatrice purtroppo non ha modificato la decisione presa dal Comitato Tecnico di Ginnastica Ritmica creando molteplici polemiche e discussioni dal momento in cui oltre ad aver perso il titolo, ad Alina è stata vietata la partecipazione a gare ufficiali per ben due anni.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2003 la Kabaeva è prontissima a tornare in gara. In questi due anni emerge un nuovo talento, Anna Bessonova, la quale diventerà presto una rivale pericolosa per la Kabaeva. La quale ai campionati mondiali di Budapest dimostra ancora una volta, contro ogni aspettativa, di essere la numero uno al mondo salendo sul gradino più alto del podio in una delle gare più controverse nella storia della ginnastica ritmica, aggiudicandosi i punteggi migliori nelle specialità: Corpo libero, palla e nastro. E qualificandosi prima anche con l’esercizio a squadra della nazionale russa.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questa gara suscitò molte polemiche in quanto la Kabaeva si aggiudicò il primo posto con un punteggio di 106.475 e la Bessonova il secondo con un punteggio di 106.150.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La Bessonova però, fatta eccezione per la prima gara, eseguì esercizi più puliti a discapito della Kabaeva che inaspettatamente collezionò varie perdite d’attrezzo. Dopo l’esito della giuria infatti, il pubblicò fischiò per vari minuti considerando i giudici corrotti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia Alina Kabaeva non si fa scoraggiare e continua ad allenarsi, a fare diete e addirittura a digiunare per combattere quel suo fisico un po’ formoso che chiunque desidererebbe, tranne una ginnasta.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questi suoi sacrifici, anche se non molto salutari forse, l’hanno portata a partecipare nel 2004 ai Campionati Europei di Kiev e a vincerli sia a livello individuale che con la squadra. Nel 2004 però c’è un evento molto più importante, le Olimpiadi di Atene. In questa gara dimostra per l’ennesima volta al mondo intero di essere ancora la migliore, anche dopo drastici eventi. Nella competizione più importante vince. Conquista la medaglia d’oro, superando ancora una volta irina Tchachina ed eccellendo con un punteggio di 108.499.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2004 Alina Kabaeva, dopo aver vinto la competizione più importante al mondo, annuncia il suo ritiro dallo sport.&lt;br /&gt;
 L’anno successivo però, sempre la sua allenatrice, Irina Viner, parla di una possibile rimonta. Alina quindi riprende la sua carriera sportiva gareggiando a Genova in un’amichevole Italia-Russia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2005, Irina Viner, che l’aveva tanto incoraggiata a continuare la sua carriera, alla vigilia dei Campionati Europei a Baku decide di non convocarla. Alina non prende molto bene questa notizia e dichiara alla stampa “tornerò a vincere”.&lt;br /&gt;
Purtroppo riesce a vincere soltanto il Gran Premio di Zaragoza, arrivando poi seconda, nel 2006 ai &lt;br /&gt;
Campionati Europei di Mosca, perdendo il suo primato unico nella storia di campionessa europea cedendo il posto alla sua connazionale Vera Sassina.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Irina Viner nel 2007 annuncia ufficialmente il ritiro definitovo di Alina Kabaeva dalle competizioni. E inoltre dichiara che la ginnasta non si era mai ripresa da un infortunio di parecchi anni prima.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://en.wikipedia.org/wiki/Alina_Kabaeva Wikipedia]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://www.kabaeva-alina.com/ Alina Kabeava]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[http://russiaoggi.it/sport/2013/07/22/alina_kabaeva_nella_ginnastica_siamo_unici_25479.html&lt;br /&gt;
AlinaKabaeva:&amp;quot;Nellaginnastica siamo unici&amp;quot; | Russia Oggi]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=GEBRSELASSIE_HAILE&amp;diff=274</id>
		<title>GEBRSELASSIE HAILE</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=GEBRSELASSIE_HAILE&amp;diff=274"/>
		<updated>2016-05-23T10:13:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Nato ad Asella (ETIOPIA), 18 aprile 1973 è un atleta etiope, mezzofondista. Gebrselassie si fece notare in campo internazionale nel 1992 quando vinse l’oro nei 5.000 m.  e...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Nato ad Asella (ETIOPIA), 18 aprile 1973 è un atleta etiope, mezzofondista. Gebrselassie si fece notare in campo internazionale nel 1992 quando vinse l’oro nei 5.000 m.  e 10.000 m. nel campionato mondiale juniores di atletica leggera a Seul e l’argento al mondiale di cross country della gara riservata ai giovani.  Detiene attualmente i record mondiali  dei 20.000 metri percorrendo tale distanza in 56’25’’97,  il record dell’ora stabilito il 27 giugno 2007 a Ostrava(Repubblica Ceca) percorrendo 21.2285 metri superando il precedente di 21.101 metri detenuto da Arturo BARRIOS. Detiene, inoltre,  il record mondiale della maratona ottenuto a Berlino il 28 settembre 2008 concludendo la gara in 2h 03:59. Gebrselassie è stato l’unico a correre  4 maratone in meno di 2 h e 06’.  Finora ha stabilito 26 record mondiali e vinti 4 campionati del mondo e due ori Olimpici. E’ considerato uno dei più grandi fondisti della storia. Nel 2000 vinse tutte le gare a cui partecipò classificandosi ancora primo nel ranking mondiale dei 5.000 e 10.000 m. Alle Olimpiade di Sidney divento il terzo uomo nella storia a difendere un titolo olimpico dei 10.000 m dopo Emil Zàtopek e Lasse Virèn. La vittoria in stretta misura sul Keniota Paul Tergat, venne dopo uno scoppiettante finale, con i 26,4 secondi negli ultimi 200m di quest’ultimo e 25,4 di Gebrselassie. Il 30 agosto 2003 fu eletto membro della Commissione Atleti della IAAF. Sempre nel 2003 a Parigi ai campionati del mondo dei 10.000 m corse una delle gare più memorabili piazzandosi al secondo posto dietro al connazionale  Kenenisa Bekele. Gli ultimi 5.000 m furono corsi a 12’ 57’’ 24 per Bekele e 12’ 58’’ 8 per Gebrselassie  tempi straordinari  mai più ripetuti a un campionato del mondo.  Dal 2005 in poi ha lasciato la pista, dopo le Olimpiade del 2004, Gebrselassie si è concentrato sulle gare su strada e sulla maratona . Nelle maratone che ha corso sono incluse quelle di Londra 2002 3° posto dietro khannouchi e Tergat, Amsterdam 2005 1° posto, Londra  e Berlino 2006 1° posto, FuKuoka 2006 1° posto Londra e Berlino 2007 e 2008 1° posto e record del mondo in entrambe le occasioni. Gebrselassie non è soltanto  un campione ma anche uomo d’affari,  Haile,  costruisce palazzi e nel suo impero ha 800 dipendenti, ma non pensa solo al business, è attendo ai problemi di chi soffre ed è vicino ai giovani del suo paese . Ha sponsorizzato e realizzato scuole in Etiopia.  Nel 1999 Gebrselassie interpretò se stesso nel film Endurance, film che racconta la sua vittoria nei 10.0000 m ai giochi Olimpici di Atlanta 98. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il suo prossimo obiettivo è correre la maratona della prossime olimpiadi di Londra in &lt;br /&gt;
2h 03’ 30’’.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
RECORD PERSONALI E MEDAGLIE  OLIMPICHE E MONDIALI:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
RECORD&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
IMBATTUTI	ORI OLIMPICI	ORI MONDIALI	ARGENTO MONDIALI	BRONZO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
MONDIALI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
20.000 METRI &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
56’26’’00	ATLANDA 1996 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10.000 METRI	STOCCARDA 1993 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000  METRI 	STOCCARDA 1993  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
5.000  METRI	EDMONTON 2001 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000  METRI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
MARATONA&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2H 03’ 59’’	SYDNEY 2000 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10.000 METRI 	GOTEBORG 1995 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000  METRI 	PARIGI 2003&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000 METRI&amp;lt;br/&amp;gt;	&lt;br /&gt;
1 ORA&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
21.285  METRI		ATENE 1997 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000 METRI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
		&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
	SIVIGLIA 1999 &lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
10.000 METRI&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fraser_Ann_Shelly&amp;diff=256</id>
		<title>Fraser Ann Shelly</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fraser_Ann_Shelly&amp;diff=256"/>
		<updated>2016-05-23T10:07:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;'''Luogo di nascita''': Kingston, Jamaica &amp;lt;br/&amp;gt; '''Data di nascita''': 27 Dicembre 1986&amp;lt;br/&amp;gt; '''Soprannome''': ”Pocket Rocket”&amp;lt;br/&amp;gt; '''Sport''': Atletica leggera&amp;lt;br/&amp;gt;  She...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Luogo di nascita''': Kingston, Jamaica &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''Data di nascita''': 27 Dicembre 1986&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''Soprannome''': ”Pocket Rocket”&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''Sport''': Atletica leggera&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser è un'atleta giamaicana nata a Kingston, il 27 Dicembre 1986. Dopo il diploma alla High School for Girls Wolmer a Kingston, ha continuato a diventare una velocista campione del mondo, specializzata nella corsa dei 100 metri. E' stata la prima donna a detenere contemporaneamente il titolo olimpico e mondiale dei 100m. la prima atleta jamaicana a vincere una medaglia d'oro sui 100 m. piani nella storia dei Giochi Olimpici. Quella che sembra essere spuntata fuori dal nulla oggi è considerata la “Regina della velocità”, afferrò i riflettori dopo esser diventata la prima donna jamaicana a vincere 100 metri, finale femminile alle Olimpiadi di Pechino 2008, battendo star famose come, Sherone Simpson e Veronica Campbellbrown, ed ora è destinata a brillare sul più grande palcoscenico del mondo ai Giochi Olimpici. Fraser ha ammesso che con la giusta motivazione, chiunque ce la può fare, soprattutto con il supporto dei propri cari. Per lei, il supporto viene da sua madre, Maxine Simpson ex atleta, che, insieme con il suo allenatore di atletica Stefano Francesco del MPV Track Club, sono state le persone che l'hanno incoraggiata sempre per dare il meglio in ogni sfida; ringrazia il suo allenatore per aver creduto in se stessa, più di quanto ci credeva lei stessa, e inoltre afferma: “Che per eccellere come un atleta devi fidarti del tuo allenatore” . Sempre alle Olimpiadi di Pechino 2008, insieme ad altre connazionali, la Fraser prende parte alla semifinale della staffetta 4x100 metri femminile, gara che viene vinta dalla Jamaica davanti a, Russia, Germania e Cina, con un tempo di 42”24, miglior tempo di tutte le nazioni presenti in semifinale, ma nella finalissima la Jamaica non conclude la gara per un errore nel passaggio del testimone. Nello stesso anno Fraser termina la sua stagione vincendo i 100 metri di 10”94, alle World Athletics Final organizzata dalla IAAF. Nel giugno 2009 la Fraser conquista il titolo 100 m. ai Campionati del Mondo, divenendo così la seconda velocista femminile nella storia terminando la gara con un tempo di 10”88 che è tra i tempi più veloci mai eseguiti legalmente da qualsiasi atleta di sesso femminile. Per la Jamaica dopo un record così tanto atteso non potevano certo mancare le polemiche anti-doping su Shelly Ann Fraser e Usain Bolt; anche lui atleta jamaicano ,che detiene il primato nel 100 m. piani stabilito a Berlino 2009 con un tempo di 9”58. Dominatori “sprinters” nelle olimpiadi 2013, questo non ha certo impedito ai due atleti di essere premiati a Monaco dalla IAAF, ”International Association of Athletics Federations” come migliori atleti del 2013. Nel 2010 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà nazionale per l'UNICEF,si è concentrata sullo sviluppo della prima infanzia e dell'educazione, una bellissima iniziativa di cui, dichiara di esserne molto fiera. Nel 2010 riceve una sospensione di sei mesi al raduno di Shanghai dopo essere risultata positiva per l'ossicodone antidolorifico, dichiarando di aver preso il farmaco a seguito di un fortissimo mal di denti ,ma la vicenda non è stata mai chiarita del tutto. Nel 2011 al Mondiali di Daegu nella prima batteria arriva seconda dietro la nigeriana Blessing Okagbare, per pochi centesimi di secondo, stabilendo il quarto miglior tempo di tutte, alla semifinale vince con 11”03 questa volta secondo miglior tempo a solo un centesimo di distacco da Carmelita Jeter,in finale la jamaica effettua la partenza migliore ma successivamente viene superata da ben 3 atlete sfiorando il terzo posto con 10”99, rimanendo fuori dal podio per un solo centesimo di secondo. Successivamente nel 2012 alle Olimpiadi estive, tenutesi a Londra, alla finale dei 100 metri femminili, è ancora lei a regalarsi l'Oro olimpico, il secondo consecutivo dopo quello di Pechino, questa volta con 10”75 secondi, battendo l'americana Carmelita Jeter ,argento statunitense con 10.78 secondi, mai nessuna così veloce per l'argento. Fraser domina la finale dei 100m. femminile dei campionati mondiali di Mosca, la minuta campionessa olimpica scappa via senza dare possibilità alle altre di recuperare con un incredibile tempo di 10”71, che vale la quarta prestazione di sempre. Per la Fraser ,già velocissima in semifinale con 10”78, si tratta del secondo titolo mondiale in carriera sui 100m. arriva però seconda ai 200m. conquistando l’argento. Nel 2013 è la Jamaica a comandare la velocità, oltre ad alcuni atleti jamaicani, la campionessa  Fraser, ha vinto con un tempo di 10” 71, la gara dei 100 m. e 4x100m.  femminili ai Mondiali di atletica a Mosca, terminando l'anno con la vittoria sui 200 metri femminile, nominandola campionessa mondiale. La campionessa ha sottolineato una strepitosa stagione quella del 2013,diventando la prima donna a vincere tre medaglie d'oro, concludendosi al meglio con un ancoraggio ardente per fissare l'oro 4x100m. femminile per la Jamaica. Nello stesso anno rientra nella località balneare a Lignano Sabbiadoro, Udine, dove si allena, e ha ricevuto dal sindaco della città un riconoscimento in segno di amicizia, ammirazione e rispetto per l'impegno sportivo e umano, soprattutto per aver partecipato come Meeting Sport Solidarietà che, la Nuova Atletica del Friuli organizza, infatti Fraser è stata testimonial dei 50m. con atleti disabili insieme a un'altra atleta, il Sindaco, e tutta la città del Friuli esprimono tutta la loro gratitudine  per questa giornata.&lt;br /&gt;
Shelly Ann Fraser ha sempre affermato che, se credi in qualcosa, prima o poi ce la farai sempre, basta credere prima di tutto in se stessi, e che quello che meritiamo arriverà sempre per aprirci le porte in ciò che crediamo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MEDAGLIE VINTE''':&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2007 Mondiali Osaka, 4x100m. '''ARGENTO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2008 Giochi olimpici Pechino 100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2008 World Athletics Final, Stoccarda 100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2009 Mondiali Berlino,100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2009 Mondiali Berlino, 4x100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2009 World Athletics Final, Salonnico 100m. '''ARGENTO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2011 Mondiali Daegu, 4x100m. '''ARGENTO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2012 Giochi olimpici, Londra  100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2012 Giochi olimpici, Londra 200m. '''ARGENTO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2012 Giochi olimpici ,Londra 4x100m. '''ARGENTO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2013 Mondiali Mosca, 100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2013 Mondiali Mosca, 200m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* 2013 Mondiali Mosca, 4x100m. '''ORO'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA: &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.Digjamaica.com/shelly_ann_fraser_pryce.com Shelly Ann Fraser]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=FORMENTI_ERNESTO&amp;diff=235</id>
		<title>FORMENTI ERNESTO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=FORMENTI_ERNESTO&amp;diff=235"/>
		<updated>2016-05-23T09:58:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Ernesto Formenti nasce il 2 Agosto 1927 a Cassina Savina in Cesano Maderno,provincia di Monza e Brianza.Giovane e fisicamente gracile con una grave scoliosi,su consiglio del m...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Ernesto Formenti nasce il 2 Agosto 1927 a Cassina Savina in Cesano Maderno,provincia di Monza e Brianza.Giovane e fisicamente gracile con una grave scoliosi,su consiglio del medico,intraprende l’attività di pugile presso l’accademia pugilistica Seregnese.Qui cresce,diventando un atleta dal grande temperamento,studiando e perfezionando la sua tecnica,cosa che gli permette di emergere sul ring,nonostante sia debole fisicamente.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
E’ all’inizio della sua carriera quando diventa campione lombardo pesi mosca,nel Torneo Novizi a Milano.Da qui,una serie di vittorie:da quella nel 1946 nel suo primo incontro all’estero,alla conquista del titolo di campione lombardo dilettanti pesi piuma nel 1947.Poi il 1948,anno importante per Formenti:non solo diventa campione italiano dilettanti pesi piuma,ma partecipa anche ai giochi della XIV Olimpiade di Londra,dove sconfigge gli avversari uno dopo l’altro,malgrado la frattura alla mano sinistra procuratasi nel primo match.Conquista così la medaglia d’oro nella categoria pesi piuma il 13 Agosto.&lt;br /&gt;
Un anno dopo ecco il successo al “Guanto d’Oro” a Chicago,massimo riconoscimento statunitense per i dilettanti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Passa così ai professionisti,battendo per KO Alvaro Cesarani nel 1950,diventando                            campione d’Italia dei pesi piuma,titolo che difenderà per due volte.In seguito affronta il campione europeo Ray Famechon,fallendo però nell’impresa.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Passa alla categoria pesi leggeri,sfidando Duilio Loi per il titolo italiano.Fallisce anche qui.Dunque decide di interrompere la carriera di pugile a soli 26 anni,ma nei successivi 10 si dedica all’attività di istruttore presso l’Accademia pugilistica,sempre con un occhio di riguardo ai giovani.Inoltre,per meriti sportivi,viene nominato Cavaliere della Repubblica.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 5 ottobre 1969 Ernesto Formenti muore all’età di 62 anni.A lui è dedicata la palestra al Centro Sportivo Comunale e l’Accademia pugilistica della città di Cesano Maderno.Nel suo paese di residenza c’è una piazza a lui intitolata,e un suo busto in bronzo presso il complesso scolastico.Inoltre  il 27 Luglio 2012,per le Olimpiadi di Londra,amici e familiari del grande pugile,riuniti nella sua cittadina di origine,lo hanno ricordato con una bacheca esponendo i preziosi guantoni azzurri,la medaglia olimpica e le foto che rammentavano quei brevi ma intensi momenti sul ring. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Formenti Wikipedia Ernesto Formenti]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.medagliedoro.org/atleta/ernesto-formenti Medaglie d'oro Ernesto Formenti]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.comune.cesano-maderno.mi.it/home.jsp?idrub=4053&amp;amp;idtemplate=-5 Comune Cesano]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/686324/ Cronaca]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=FONDRIEST_MAURIZIO&amp;diff=230</id>
		<title>FONDRIEST MAURIZIO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=FONDRIEST_MAURIZIO&amp;diff=230"/>
		<updated>2016-05-23T09:54:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot; Maurizio Fondriest è nato a Cles, in provincia di Trento, il 15 Gennaio 1965. La sua carriera da professionista iniziò il 1987 e si concluse nel 1998, presentando molti eso...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Maurizio Fondriest è nato a Cles, in provincia di Trento, il 15 Gennaio 1965. La sua carriera da professionista iniziò il 1987 e si concluse nel 1998, presentando molti esordi con ottime prestazioni e qualità.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alcuni dei suoi esordi sono : nel 1993 partecipò al giro d’Italia arrivando ottavo a quasi pochi minuti dalla maglia rosa, mentre nel 1991 arrivò quindicesimo al Tour de France, nel 1996 arrivò terzo nella Freccia Vallone e nel 1992 vinse il Giro Del Trentino.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’ esordio più importante della sua carriera agonistica è la vittoria ai campionati del mondo di ciclismo su strada, che si svolsero a Ronse in Belgio, dove venivano assegnati due titoli: &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Cronometro a squadre Donne;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Prova in linea Uomini Professionisti (tracciato di circa 270 km).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Amava molto correre all’estero, in particolare in Belgio, perché lì aveva raccolto molte soddisfazioni da dilettante.&lt;br /&gt;
Maurizio iniziò a prepararsi per il mondiale anche se la sua età era ancora molto giovane e la sua preparazione era insufficiente per un’attività così importante, allora cominciò a rafforzare la sua massa muscolare in palestra.&lt;br /&gt;
  Furono molte le offerte delle squadre che volevano averlo a fianco, ma lui scelse una squadra affiliata nella Repubblica di San Marino, ossia L’ Alfa Lum-Legnano.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 28 Agosto del 1988 a Reinax in Belgio, a pochi metri dall’ arrivo del traguardo, erano in fuga tre ciclisti di cui: Fondriest, Bauer e Criquelion. La battaglia era dura, fino a quando Bauer sferrò una gomitata a Criequelion che, per sfiorare le transenne ai lati della strada, cadde accidentalmente, mentre Maurizio era ormai già lanciato con le braccia alzate verso il traguardo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo la vittoria del mondiale inizia un nuovo anno per Maurizio, ma prima di rimettersi in sella per fare sul  serio, come ogni anno, un po’ tutti i corridori si fermano per una pausa e trascorrono qualche giorno di ritiro in montagna.&lt;br /&gt;
Dopo aver  subito un intervento al naso, si concede un soggiorno in montagna, da dove inizia a preparare una stagione per onorare la sua maglia iridata.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Era a fianco della squadra Del Tongo e nel gruppo dei corridori vi era anche il velocista italiano Mario Cipollini. &lt;br /&gt;
Terminò la stagione con ben 5  vittorie e 12 secondi posti nonostante un brutto problema al ginocchio che lo portò a modificare la bici e i pedali, condizionandolo per tutta la stagione, infatti mentre si trovava a partecipare al Giro di Calabria si accorse che il ginocchio gli doleva anche solo camminando e per tale causa dovette rinunciare alle classiche del Nord. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si accorsero i medici che il problema al ginocchio era stato causato da un nuovo paio di pedali che il corridore aveva cambiato all’ inizio della nuova stagione. Per risolvere il problema Fondriest tornò a riutilizzare i pedali della stagione precedente e tornò subito in sella vincendo il Giro di Toscana il 13 Maggio 1989.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1992 il corridore torna in Italia a fianco con la squadra della Panasonic. Intanto iniziano le corse europee, ce ne furono molte come: la Settimana Internazionale, svolta in Sicilia, in cui ottenne soltanto dei piazzamenti, la Milano-Sanremo dove giunse 24°. &lt;br /&gt;
La carovana parte per il Nord Europa dove è stato organizzato il Giro delle Fiandre, la classica che apre il giro delle prove franco-belghe, dove Maurizio si classifica al 4° posto.&amp;lt;br/&amp;gt; &lt;br /&gt;
Intanto ci si preparava al Giro in Italia, che Maurizio saltò. Il tenace corridore trentino, insistente e deluso dai suoi piazzamenti dell’ annata, si preparò per il Campionato Italiano che si correva in Sardegna ad Olbia. Voleva vincerlo a tutti i costi per cercare di salvare una stagione che non era andata a buon fine. Ce la mise tutta per aggiudicarsi la maglia tricolore, ma si piazzò terzo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ora si va al Tour de France con la speranza di raccogliere qualche soddisfazione. Nella quarta tappa della cronometro a squadre vinse la Panasonic, ma non raccolse una vittoria individuale, solo una vittoria di squadra.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’ 8 Agosto (1992) partecipò alla Classica di San Sebastin, piazzandosi all’ ottavo posto. Il 12 Agosto (1992) si corre la prima edizione del Trofeo Melinda, organizzata proprio a Cles, paese natio di Maurizio. Finalmente si aggiudica la vittoria in casa. A 5 km dall’ arrivo erano in fuga Bugno e Fondriest, dove Maurizio dà ordine all’ ammiraglia di non collaborare; a soli 250m, Maurizio scatta proprio sotto le finestre di casa  e taglia il traguardo con mezza ruota di vantaggio su Gianni Bugno. Grande soddisfazione per la gente della Val di Non.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo cinque anni dalla vittoria del mondiale Maurizio a fianco della squadra ciclistica del team Lampre, partecipa e vince alla 84°esima edizione della Milano-Sanremo con un percorso totale di 297 km che fu disputata il 20 marzo 1993. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
I corridori ovviamente partivano da Milano ed erano 194, ma solo 166 riuscirono a portare a termine il percorso.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fondriest mantenne il suo gruppo unito durante la corsa senza evitare fughe o attacchi dalle altre squadre avversarie fino a che non arrivarono sul Poggio, un colle che precede Sanremo, Maurizio lasciò il gruppo per valicare il colle.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nella testa del gruppo c’erano Cipollini, Jalabert e Mussew, ma lui sapeva come procedere al traguardo e quale strategia utilizzare perché aveva già studiato dapprima il percorso.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Dopo il faticosissimo strappo verso il Santuario, Maurizio schizzò come se era lanciato in volata, raggiunse e staccò lo spagnolo Gaston tirando dritto come un proiettile fino all’arrivo. Due italiani da dietro provarono a raggiungerlo, ma nessuno riuscì ad avere l’ agilità che solo lui ebbe in quel momento.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu una vittoria importante in quanto un podio italiano non si vedeva da 50 anni.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fischer_Robert_James&amp;diff=227</id>
		<title>Fischer Robert James</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Fischer_Robert_James&amp;diff=227"/>
		<updated>2016-05-23T09:52:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Robert James Fischer, comunemente conosciuto come Bobby Fischer (Chicago,9 marzo1943–Reykjavík,17 gennaio 2008),  scacchista statunitense  naturalizzato islandese, Grande M...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Robert James Fischer, comunemente conosciuto come Bobby Fischer (Chicago,9 marzo1943–Reykjavík,17 gennaio 2008), &lt;br /&gt;
scacchista statunitense  naturalizzato islandese, Grande Maestro Internazionale e unico americano di nascita ad aver vinto il titolo di campione del mondo. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ci riuscì nel settembre del 1972, battendo nello storico match  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
il sovietico Boris Spassky, ma perse il titolo pochi anni dopo per essersi rifiutato &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
di difenderlo contro Karpov. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Eccentrico, geniale, ribelle, fra i maggiori talenti di sempre malgrado il suo carattere bizzoso, &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
resta uno dei nomi più conosciuti nella storia degli scacchi. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
E non solo. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nato da Regina Wender operaia, poi insegnante e infermiera di origini sovietiche e  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gerhardt Fischer, biofisico tedesco. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cresciuto quasi unicamente dalla madre, che aveva divorziato &lt;br /&gt;
quando Bobby aveva appena 2 anni. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Regina era una donna intraprendente, di origini ebraiche, impegnata politicamente con idee di sinistra tanto che l'FBI sospettò che fosse una collaboratrice sovietica, accusa che sarebbe stata mossa poi anche al figlio. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bobby imparò subito, a sei anni era già in grado di giocare, la madre decise di affidarlo,appena tredicenne al famoso insegnante di scacchi John Collins con il quale trascorreva gran parte della giornata. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Abbandonò ben presto gli studi,la sua vita erano gli scacchi,tanto che imparò il russo e il tedesco per consultare libri specializzati. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel luglio 1956 ottenne il suo primo successo, campionato juniores statunitense,&lt;br /&gt;
quindi a soli 14 anni diventò campione degli Stati Uniti e a 15 il più giovane Grande Maestro della storia.&lt;br /&gt;
Il rapporto con la madre andava pian piano deteriorandosi per il suo crescente antisemitismo arrivando persino a negare gli orrori dell'Olocausto. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campione degl'USA per 7 volte,vinse nettamente l'Internazionale nel 1969, realizzando la più lunga serie di vittorie in incontri tra Grandi Maestri di sempre, la più lunga striscia di successi individuali. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 Quello che la stampa, soprattutto occidentale, ribattezzò subito l'&amp;quot;incontro del secolo&amp;quot; tra Spasskij e Fischer si svolse a Reykjavík,Islanda, da luglio a settembre del1972. All'inizio, dato il suo temperamento volubile e le molte richieste che pose agli organizzatori, sembrò improbabile che Fischer si presentasse, ma all'ultimo minuto decise di partecipare. È stato detto che una telefonata di Henry Kissinger, che faceva appello al suo patriottismo, aiutò a salvare l'incontro; il fatto che una donazione di 125.000 dollari portò il premio a 250.000$ fu probabilmente un altro fattore determinante. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La prima partita servì solo ad aumentare la tensione che circondava l'incontro. Fischer, che non aveva mai sconfitto Spasskij nei loro pochi incontri precedenti, sembrò avere partita facile con i pezzi neri, quando commise un errore madornale, del tipo che non si vede facilmente in una partita tra grandi maestri. A seguito della sua sconfitta Fischer fece ulteriori richieste agli organizzatori, e quando queste non vennero soddisfatte si rifiutò di presentarsi, dando la vittoria a tavolino a Spasskij. Sembrò che Fischer stesse per scomparire. La cronaca giornalistica di allora sui quotidiani di tutto il mondo riportava intere colonne sulle gesta di Fischer, soprattutto lontano dalla scacchiera, ed erano lette avidamente per sapere se aveva spaccato la fotocamera in testa a qualche giornalista oppure se avrebbe giocato il successivo turno. Alla fine in una riga si leggeva &amp;quot;Il campione in carica, Spasskij, sta bene&amp;quot;. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La leggenda vuole che in questo che fu il momento più acuto della costante lotta con gli organizzatori, Fischer ricevette, quando aveva già prenotato il volo per il ritorno negli Stati Uniti, una telefonata dal Segretario di Stato di allora, Henry Kissinger, che lo convinse a proseguire per l'onore del suo Paese. Storia o mito, Fischer giocò e vinse la terza partita, dopodiché non si voltò più indietro e ottenne una vittoria inequivocabile su Spasskij per 12,5 a 8,5, anche se nella seconda parte del torneo le forze dei due contendenti sembrarono avvicinarsi nuovamente. Questo evento cementò due pietre miliari nella carriera di Fischer: l'ambizione di essere Campione del Mondo di Scacchi ed essere il giocatore con il più alto punteggio Elo di sempre (un punteggio di 2785, il primo al mondo ad andare sopra i 2700). La vittoria di Fischer fu considerata anche una specie di vittoria propagandistica per gli Stati Uniti del periodo della Guerra Fredda, confermante che il più forte giocatore del mondo, in uno sport dominato dai sovietici fin dalla fine della Seconda guerra mondiale, era ora un americano. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La vittoria del titolo portò a Fischer e agli scacchi una pubblicità incredibile negli USA. Il pubblico statunitense impazzì per la sfida Fischer-Spasskij. Fischer divenne una celebrità il cui nome era conosciuto da persone che nulla sapevano di scacchi. Ricevette innumerevoli offerte come testimonial e apparve anche nella televisione nazionale. La United States Chess Federation (USCF, la federazione scacchistica degli Stati Uniti) triplicò i suoi iscritti, e negli USA innumerevoli persone iniziarono a giocare a scacchi, creando quelli che vengono comunemente definiti gli anni del &amp;quot;boom di Fischer&amp;quot;. L'ultima volta in cui gli scacchi erano stati così di attualità tra il pubblico americano fu quando Paul Morphy ritornò negli USA dopo aver battuto i più grandi maestri europei. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1975 giunse il momento in cui Fischer dovette difendere il titolo contro Anatolij Karpov. Fischer non aveva giocato una sola partita ufficiale da quando aveva vinto il titolo e stese delle condizioni vincolanti per il match. La FIDE accolse diverse delle sue richieste, ma non accettò quella sul come l'incontro sarebbe stato vinto. A partire dal congresso FIDE del 1949, la regola era che gli incontri del Campionato del Mondo erano composti di un numero massimo di 24 partite, con vittoria al primo giocatore che otteneva 12,5 punti. In caso di parità sul 12 a 12, il campione in carica manteneva il titolo. Fischer, comunque, sostenne che questo sistema incoraggiava il giocatore in testa a pattare le partite, il che non era un bene per gli scacchi. Egli propose un incontro con un numero illimitato di partite, con il primo giocatore che arrivava a dieci vittorie come vincitore, le patte non contavano. In caso di punteggio che arrivava sul 9 pari, il campione (Fischer) manteneva il titolo - in effetti, ciò significava che Fischer aveva bisogno di vincere nove partite, mentre Karpov ne doveva vincere dieci. La FIDE non accettò queste condizioni e quindi Fischer rinunciò al titolo. Karpov divenne campione per abbandono dell'avversario.A questo punto Fischer scomparve e non giocò a scacchi in pubblico per quasi venti anni. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Riapparve solo nel 1992,dopo 20 anni di assenza dalle competizioni,per sfidare ancora una volta Spasssky, in una riedizione del match del secolo. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si disputò a Budva in ex-Jugoslavia sottoposta a duro embargo da parte dell'ONU per boicottare il regime di Milosevic: il Dipartimento di Stato americano inviò a Budva un documento che vietava a Fischer di giocare in un territorio sottoposto ad embargo,il giocatore statunitense tuttavia,durante la conferenza stampa con atteggiamento sprezzante sputò sul documento,comportamento che gli costo il mandato di cattura internazionale da parte dell governo statunitense.&lt;br /&gt;
Fischer vinse agevolmente quell'incontro  guadagnando 3,5 milioni di dollari e scomparve di nuovo,vagando in giro per il mondo: Ungheria,Giappone,Argentina,Filippine;ma facendo capolino ogni tanto con esternazioni clamorose.&lt;br /&gt;
Nel 1999 intervenendo ad una radio di Budapest,accusò violentemente Bill Clinton e l'FBI di averlo privato dei suoi averi,invece nel 2001 interviene da una radio filippina per magnificare l'attentato alle torri gemelle.&lt;br /&gt;
Nel 2004 fù arrestato all'aereoporto di Tokyo su mandato di cattura statunitense, per passaporto irregolare,subito processato e condannato,finì in carcere nonostante un'accorata lettera di Spassky a G.W.Bush. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne rilasciato qualche mese dopo quando il Governo islandese gli concesse il passaporto.  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo il ritiro in Islanda si persero nuovamente le tracce di questo grande campione fino all'inizio di dicembre 2006 quando su un canale della televisione islandese stavano diffondendo una trasmissione sugli scacchi.  &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Due grandi maestri si sfidavano in diretta con cadenza di 30 minuti a testa. Ad un certo punto il giocatore con il nero sbagliò e perse. I due avversari cominciarono allora ad analizzare la posizione per trovare quale fosse la continuazione corretta. Nel corso dell'analisi giunse una telefonata allo studio televisivo. Era Bobby Fischer il quale, in diretta disse al conduttore televisivo: &amp;quot;vorrei segnalare che la continuazione vincente per il nero è la seguente&amp;quot;. Fornì quindi una sequenza di tre mosse assai spettacolari. I due grandi maestri si affrettarono a controllare e convennero che il piano corretto era quello proposto da Bobby. Malgrado Fischer vivesse da recluso dimostrò anche in quel periodo di non aver perso l'abilità di creare, sulla scacchiera, mosse geniali. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio a Reykjavík in Islanda, il luogo dove nel 1972 aveva colto il suo massimo trionfo scacchistico, è morto improvvisamente il 17 gennaio 2008 dopo un ricovero per insufficienza renale acuta. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
BIBLIOGRAFIA: L'ULTIMO AVVERSARIO,GIORGIO E PAOLO VIBERTI,SEI FRONTIERE &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:WIKIPEDIA, [http://it.wikipedia.org/wiki/Bobby_Fischer Wikipedia Bobby Fisher]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=MARCELLO_FIASCONARO&amp;diff=222</id>
		<title>MARCELLO FIASCONARO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=MARCELLO_FIASCONARO&amp;diff=222"/>
		<updated>2016-05-23T09:48:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot; C'è un pezzo di sport anni'70 che non è ancora storia, leggenda,passato,ma che è ancora incredibilmente attuale,vivo,presente:il mondo e lo sport hanno fatto passi da giga...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; C'è un pezzo di sport anni'70 che non è ancora storia, leggenda,passato,ma che è ancora incredibilmente attuale,vivo,presente:il mondo e lo sport hanno fatto passi da gigante attraverso strutture,attrezzi,abbigliamento,alimentazione,medicina(e perchè no?doping),preparazione,laboratorio....Si tratta del primato più vecchio ancora in circolazione non solo a livello italiano:anche europeo,olimpico,mondiale,pur considerando tutte le specialità dell'atletica leggera,non esiste un altro record che stia durando così a lungo.Parliamo del primato nazionale assoluto sugli 800m(1'43&amp;quot;7)e il detentore di questa impresa leggendaria è un personaggio e soprattutto un italiano davvero sui generis,si tratta di MARCELLO FIASCONARO.Soprannominato il&amp;quot;March&amp;quot;è nato il 19 Luglio 1949 a Città del Capo(da genitori italiani,il padre è palermitano di Castelbuono),dove trascorre tutta la propria adolescenza e dove sarebbe rimasto per tutta la vita se l'ex discobolo Carmelo Rado non l avesse scovato dal nulla e non avesse segnalato con toni entusiastici le eccezionali doti fisiche e atletiche alla FIDAL.Marcello Fiasconaro non inizia la propria attività agonistica con l'atletica,bensì con il rugby,tanto che la sua prima vittoria sui 400m in 48'5 arriva relativamente tardi,a 21 anni(7novembre 1970).A fine dicembre è gia in grado di abbassare il suo tempo di ben 2 secondi (46'5),classificandosi tra i primi 70 atleti del mondo e attirando l'attenzione della Federazione Italiana che riesce a convincerlo ad optare per la cittadinanza italiana e quindi a gareggiare come atleta italiano.Il 1 luglio 1971 appena sbarcato in Italia ancora con un interprete al suo fianco,si presenta alla sua prima gara in tenuta a strisce bianco-verde da rugbista,vincendo con il tempo di 46'7.Simpatico ed estroverso ,con la caratteristica barba lunga e capelli lunghi,la settimana dopo vince già i Campionati Italiani Assoluti allo Stadio Olimpico di Roma con un incredibile 45'7,frantumando così il precedente primato italiano stabilito nel 1968.Fiasconaro non risulta tesserato da nessuna società ,ciò gli costa un reclamo da parte di diverse squadre che contestano il fatto che lo &amp;quot;straniero&amp;quot;non disponga della documentazione necessaria per partecipare agli Assoluti.Ma il Presidente della Federazione Nebiolo fa bocciare il ricorso per vizio di forma,17 giorni dopo Fiasconaro stabilisce il nuovo record nazionale con 45'5.Passa solo un mese e Marcello Fiasconaro porta in dote la prima medaglia &amp;quot;pesante&amp;quot;ai colori italiani,quando vince l'argento nei 400m agli Europei di Helsinki con 45'49,che se non è il mitico primato ancora imbattuto in Italia degli 800m di cui abbiamo parlato all' inizio,rappresenta il primo record italiano dei 400m rilevato con cronometraggio elettronico;nonchè un record che resisterà per 10 anni fino al 1981.Inoltre una medaglia di bronzo nella staffetta 4x 400 completerà il suo bottino nella manifestazione finlandese.Ricordiamo Marcello Fiasconaro come l'atleta che ha fatto cambiare alla Federazione Internazionale la procedura di partenza delle gare degli 800m facendo eliminare il comando&amp;quot;pronti&amp;quot;e lasciando solo ai &amp;quot;vostri posti&amp;quot;al quale segue il tradizionale colpo di pistola che dà il via alla gara.Ciò nasce dall' &amp;quot;incidente&amp;quot; accaduto durante la Coppa Europa maschile del 1973 allo Stadio Bislett di Oslo.Infatti i movimenti del corpo dell'atleta durante le lunghe pause tra i diversi comandi ordinati dallo starter fanno squalificare il&amp;quot;March&amp;quot;tra i fischi del pubblico deluso di non vedere in azione il fuoriclasse e il parapiglia  generatosi dall'invasione di pista da parte dirigenti e atleti italiani,in un disperato tentantivo di fare annullare la squalifica.L'eccessiva rigidità dei giudici norvegesi,insieme con le responsabilità che anche la stampa italiana riconosce comunque a Fiasconaro,fanno comunque si che il dibattito che deriva da questo misfatto contribuisca in modo determinante alla decisione della IAAF di cambiare l'ambigua procedura.Fiasconaro pone il suggello alla sua fantastica carriera il 27Giugno 1973 all'Arena di Milano con il record del mondo degli 800m in una gara leggendaria in cui vince da dominatore conducendo in testa dal primo all'ultimo metro battendo il favorito cecoslovacco Jozef Plachy.Il suo risultato 1'43&amp;quot;7resisterà a livello mondiale fino al 1976 mentre ancora oggi stiamo attendendo l'atleta italiano che dopo 30 anni possa battere questo primato;anche se in realtà c'è una discussione ancora aperta dopo che Andrea Longo a Rieti nel 2000 ha raggiunto 1'43&amp;quot;a cronometraggio elettronico (mentre nel caso di Fiasconaro si tratta di una misurazione manuale)che però non gli è stato riconosciuto valido come nuovo primato e dunque tutt'oggi rimane ancora al &amp;quot;March&amp;quot;.Successivamente ebbe una carriera ostacolata da infortuni ai tendini che gli impedirono di partecipare ai Giochi Olimpici di Monaco Di Baviera.Concluse la breve carriera nell'atletica leggera con 5 titoli italiani ,8record nazionali,un miglior risultato mondiale indoor e il mitico record,Fiasconaro disputa un paio di stagioni  a Milano come rugbista e nel 1978 fa ritorno con la moglie Sally e la figlia Gianna in Sudafrica dove oggi si dedica ad un'attività lavorativa lontana dal mondo dello sport.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=DALLA_COSTA_LAMBERTO&amp;diff=217</id>
		<title>DALLA COSTA LAMBERTO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=DALLA_COSTA_LAMBERTO&amp;diff=217"/>
		<updated>2016-05-23T09:43:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Dalla Costa Lamberto nasce il 14 Aprile 1920 a Crespano del Grappa, appena ventenne si arruolò come volontario nella Regia Aeronautica, diventato pilota da caccia, arrivò ad...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Dalla Costa Lamberto nasce il 14 Aprile 1920 a Crespano del Grappa, appena ventenne si arruolò come volontario nella Regia Aeronautica, diventato pilota da caccia, arrivò ad indossare i gradi di maresciallo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Sergente Maggiore,responsabile del reclutamento per la disciplina del bob, essendo in possesso di doti di velocità e potenza, pur non avendo mai praticato attività agonistica di alto livello se non l’ atletica leggera, senza raggiungere risultati eclatanti, dimostrava però le giuste capacità per il bob.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo una serie di tentativi  venne formato l’equipaggio del bob a due, con il Maggiore Giacomo Conti , il duo si dimostrò azzeccato infatti vinsero a sorpresa l’ oro olimpico, nonostante i favoriti dai pronostici erano Eugenio Monti e Renzo Alverà,che arrivarono secondi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il successo di Dalla Costa fu di grande valore sportivo, destinato peraltro a rimanere isolato nel nostro palmarès.&lt;br /&gt;
Naturalmente il successo non si fermò a Cortina D’Ampezzo nel 1956, ma arrivò quarto ai Campionati Mondiali di St. Moritz nel 1957, dopodichè chiuse la carriera da pilota di bob.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ricevette dal CONI ( Comitato Olimpico Nazionale Italiano ) una medaglia d’ oro di riconoscimento nel 1965 e inaugurò la pista di bob a Cervina. Muore nell’ Ottobre 1982.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 '''Bibliografia:'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Dalla Costa Lamberto, Wikipedia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Lamberto Dalla Costa, Okipedia. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Associazione medaglie d’oro al valore atletico.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Comitato Olimpico Nazionale Italiano,Cortina 1956.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Massimo Spampani, Cortina Olimpica, Bologna, Renografica Editore 2005.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Dalla Costa Lamberto'''&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla Costa Lamberto nasce il 14 Aprile 1920 a Crespano del Grappa; a venti anni si arruolò come volontario nell’ Aeronautica, diventato pilota da caccia e maresciallo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Sergente Maggiore,responsabile del reclutamento per la disciplina del bob si rese conto delle doti di velocità e potenza di Lamberto,che pur non avendo mai praticato attività agonistica di alto livello se non l’ atletica leggera, senza raggiungere alti risultati, dimostrava però le giuste capacità per il bob.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo una serie di tentativi  venne formato l’equipaggio del bob a due, con il Maggiore Giacomo Conti e subito insieme vinsero a sorpresa l’ oro olimpico, nonostante i favoriti dai pronostici erano Eugenio Monti e Renzo Alverà,che arrivarono secondi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il successo di Dalla Costa fu di grande valore sportivo. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Naturalmente il successo non si fermò a Cortina D’Ampezzo nel 1956, ma arrivò quarto ai Campionati Mondiali di St. Moritz nel 1957, dopodichè chiuse la carriera da pilota di bob.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ricevette dal CONI ( Comitato Olimpico Nazionale Italiano ) una medaglia d’ oro di riconoscimento nel 1965 e inaugurò la pista di bob a Cervina. Muore nell’ Ottobre 1982.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Bibliografia:'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Dalla Costa Lamberto, Wikipedia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Lamberto Dalla Costa, Okipedia. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Associazione medaglie d’oro al valore atletico.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Comitato Olimpico Nazionale Italiano,Cortina 1956.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Massimo Spampani, Cortina Olimpica, Bologna, Renografica Editore 2005.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''SITOGRAFIA:'''&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://it.wikipedia.org/wiki/Lamberto_Dalla_Costa Wikipedia Lamberto Della Costa]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=D%E2%80%99INZEO_RAIMONDO&amp;diff=211</id>
		<title>D’INZEO RAIMONDO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=D%E2%80%99INZEO_RAIMONDO&amp;diff=211"/>
		<updated>2016-05-23T09:38:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;'''''(CAVALIERE ITALIANO)'''''  [Campione Olimpico Raimondo D’Inzeo]  '''Raimondo D'Inzeo''' (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925  - – Roma, 15 novembre 2013) Ufficiale dell'A...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''''(CAVALIERE ITALIANO)'''''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[Campione Olimpico Raimondo D’Inzeo]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raimondo D'Inzeo''' (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925  - – Roma, 15 novembre 2013) Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni &amp;quot;Pastrengo&amp;quot; autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri, in seguito, primo Comandante del Centro Ippico, del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu campione olimpico nel 1960 a Roma e due volte campione del mondo (1956 e 1960).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Raimondo e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e militare di cavalleria, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In campo internazionale, i due sono stati chiamati i fratelli invincibili dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, aRoma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Al temperamento irruente ed aggressivo ma efficace di Raimondo, Piero contrapponeva maggiore tecnica e maggior calcolo.&lt;br /&gt;
A coronamento di una carriera straordinaria, ha ricevuto l'onore di sventolare la bandiera tricolore durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Città del Messico. Attualmente, Presidente Onorario del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo.&lt;br /&gt;
Senza ombra di dubbio, il miglior cavaliere italiano di tutti i tempi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ricordato anche per aver guidato una carica a cavallo, ordinata in seguito alle violente manifestazioni, del 6 luglio 1960 a Roma, in piazza di Porta San Paolo; in seguito ai scontri, ci furono diversi feriti, tra cui deputati e senatori del Partito Comunista Italiano ePartito Socialista Italiano.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Medagliere &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Posizione	Paese	Oro	Argento	Bronzo	Totale&lt;br /&gt;
1	  Australia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
2	1	0	3&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
2	  Italia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1	1	1	3&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
3	  Germania (Squadra Unificata)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1	0	1	2&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
4	  URSS&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1	0	0	2&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
5	  Svizzera&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
0	2	1	3&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
6	  Stati Uniti d'America&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
0	1	0	1&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
7	  Regno Unito&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
0	0	1	1&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
	  Francia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
0	0	1	1&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Totale	6	6	6	18&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Salto ostacoli individuale &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Posizione	Atleta	Paese	Punti&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 	Raimondo D'Inzeo&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
  Italia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 	Piero D'Inzeo&lt;br /&gt;
  Italia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 	David Broome&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
  Regno Unito&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Salto ostacoli a squadre &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Posizione	Paese	Atleta	Punti&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 	  Germania (Squadra Unificata)&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Hans Winkler, Fritz Thiedemann e Alwin Schockemöhle&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 	  Stati Uniti d'America&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Franck Chapot, William Steinkras e George H. Morris&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 	  Italia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Piero D'Inzeo, Raimondo D'Inzeo e Antonio Oppes&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il termine equitazione indica l'utilizzo sportivo (agonistico o meno) del cavallo da parte dell'uomo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'equitazione presenta diverse discipline, alcune delle quali rientrano nel programma olimpico; può essere praticata sia singolarmente che in gare organizzate per squadra, in strutture coperte, in maneggi all'aperto, in ippodromi (è il caso dell'ippica) o in campagna a seconda della disciplina. Nella storia greca e romana chi sapeva equitare acquistava un &amp;quot;valore aggiunto&amp;quot; nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne espressione di nobiltà, ma anche, per contro, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare l'&amp;quot;arte di equitare&amp;quot; per partecipare alla vita politica e militare.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'approfondimento tecnico dell'arte di montare a cavallo fu ovviamente sempre appannaggio della cavalleria e per questo motivo chi ha scritto libri di tecnica equestre (Grisone, Fiaschi, Pignatelli, Mazzuchelli, Caprilli, ecc.) è spesso collegato all'ambiente militare. Non vi è altra attività dell'uomo in cui, nel corso dei secoli, siano stati scritti tanti testi di approfondimento. Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra uomo e cavallo, si modificò gradualmente nell'ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare e il modo di fare la guerra. Dal novecento in poi l'equitazione perse la propria importanza utilitaristica e si trasformò in attività solamente ludico-sportiva. Nell'Italia della prima metà del Novecento, si segnalò l'opera del contePaolo Orsi Mangelli, con la sua celeberrima scuderia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CORNAGGIA_MEDICI_GIANCARLO&amp;diff=205</id>
		<title>CORNAGGIA MEDICI GIANCARLO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=CORNAGGIA_MEDICI_GIANCARLO&amp;diff=205"/>
		<updated>2016-05-23T09:35:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Giancarlo Cornaggia Medici, nato a Milano nel 1904 e morto a Milano nel 1970, è stato uno schermidore italiano,competente in particolar modo nella competizione riguardante la...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Giancarlo Cornaggia Medici, nato a Milano nel 1904 e morto a Milano nel 1970, è stato uno schermidore italiano,competente in particolar modo nella competizione riguardante la SPADA , vincendo cinque medaglie olimpiche,tra le quali:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	ORO vinto nella Olimpiade avvenutasi in Amsterdam nel 1928, medaglia vinta nella competizione SPADA   A SQUADRE,insieme a Carlo Agostoni- Giulio Basletta- Marcello Bertinetti - Renzo Minoli e Franco Riccardi;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	    ORO  vinto nella Olimpiade avvenutasi a Los Angeles nel 1932, medaglia vinta nella competizione SPADA INDIVIDUALE;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	ORO vinto nella Olimpiade avvenutasi a Berlino nel 1936, medaglia vinta nella competizione  SPADA A SQUADRE,insieme a Franco Riccardi- Giancarlo Brusati- Edoardo Mangiarotti-  Alfredo Pezzana- e Saverio Ragna;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	ARGENTO conquistato nella Olimpiade a Los Angeles nel 1932, medaglia ottenuta nella competizione SPADA A SQUADRA, insieme a Franco Riccardi-Carlo Agostoni- Renzo Minoli e Saverio Ragno;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	ARGENTO (altra medaglia) conquistata sempre alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932, ottenuta ugualmente nella competizione SPADA A SQUADRA, insieme al team come in precedenza:  Carlo Agostoni-Franco Riccardi- Renzo Minoli e Saverio Ragno ;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	BRONZO conquistato nella Olimpiade a Berlino nel 1936, medaglia ottenuta nella prova SPADA INDIVIDUALE.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei Giochi Olimpici estivi di Amsterdam del 1928, per quanto riguarda lo scherma, fu rappresentata da sette eventi, tra i quali:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SPADA (solo uomini,tra cui rientra anche il vincitore italiano Giancarlo Cornaggia-Medici);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Tre medaglie per il FIORETTO (tra cui poterono partecipare anche le donne solo in “individuale”);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SCIABOLA (solo uomini).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le Olimpiadi estive del 1932 a Los Angels per l’attività di scherma fu rappresentata anch’essa da sette eventi,coinvolgendo sia uomini che donne :&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SPADA (gareggiata solo da uomini e dove Giancarlo Cornaggia-Medici ottene l’oro nell’individuale a spada e ottenne due medaglie di Argento in squadra con Carlo Agostoni,Franco Riccardi,Renzo Minoli,Saverio Ragno);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Tre medaglie per il FIORETTO ( tra cui poterono gareggiare anche donne solo nel “individuale”);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SCIABOLA (solo uomini sia a “squadre” che “individuale”).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Le Olimpiadi estive del 1936,infine,svoltesi a Berlino per l’attività di scherma, fu rappresentata da sette eventi:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SPADA (gareggiata solo da uomini e, nella competizione a squadre insieme a Edoardo Mangiarotti,Saverio Ragno,Franco Riccardi,Giancarlo Brusati,Alfredo Pezzana ottenne l’oro,mentre ottenne la medaglia di bronzo nella competizione individuale);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Tre medaglie per il FIORETTO (tra cui sempre poterono partecipare anche le donne solo nell’individuale);&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	Due medaglie per la SCIABOLA (solo uomini gareggiata sia a squadre che individualmente).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Cornaggia-Medici Wikipedia Gianncarlo Cornaggia Medici]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://www.medagliedoro.org/atleta/giancarlo-cornaggia-medici Medaglia d'oro Giancarlo Cornaggia Medici]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=CONSOLINI_ADOLFO&amp;diff=200</id>
		<title>CONSOLINI ADOLFO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=CONSOLINI_ADOLFO&amp;diff=200"/>
		<updated>2016-05-23T09:31:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Lancio del disco&amp;lt;br/&amp;gt; Adolfo Consolini nacque a Costermano il 5 gennaio 1917 e morì a Milano il 20 dicembre 1969. È considerato uno dei più grandi atleti italiani.  Fu uno...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Lancio del disco&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adolfo Consolini nacque a Costermano il 5 gennaio 1917 e morì a Milano il 20 dicembre 1969. È considerato uno dei più grandi atleti italiani.  Fu uno dei più grandi campioni del lancio del disco, vincitore di un oro olimpico a Londra nel 1948, tre volte primatista mondiale e detentore del record italiano per 17 anni. In oltre trent'anni di carriera disputò 453 concorsi, vincendone 375. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adolfo Consolini, detto &amp;quot;Dolfo&amp;quot;, iniziò a lavorare subito dopo le scuole elementari per dare una mano ai suoi genitori nell’azienda di famiglia. Inizio a praticare atletica a diciannove anni e l'anno dopo esordì in una gara di getto del peso. Il suo talento fu subito evidente: i dirigenti della più importante società sportiva Veronese, l'Istituzione Comunale Bentegodi, assunsero persino un bracciante per sostituirlo nell'azienda di famiglia, in modo che Adolfo potesse dedicare più tempo agli allenamenti. Dagli anni cinquanta si trasferì a Milano per vestire prima i colori della Pro Patria e poi del Gruppo Sportivo Pirelli che lo assunse dando vita ad una delle prime forme di sponsorizzazione di un atleta.Il 1937 fu l’anno d’esordio: Consolini vinse subito il titolo nazionale giovanile mentre l'anno successivo partecipò agli europei di Parigi arrivando quinto. Nel 1939 vinse il suo primo titolo italiano assoluto. Ne vinse poi altri 15 in oltre vent'anni di carriera, l'ultimo nel 1960.Adolfo Consolini riuscì a continuare a gareggiare anche durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1941 stabilì il suo primo record del mondo con 53,34 m. Purtroppo il conflitto fece saltare ben due edizioni dei Giochi, quella del 1940 e quella del 1944, dove il discobolo italiano avrebbe potuto ottenere grandi risultati. Nel dopoguerra Consolini ritoccò altre due volte il primato del mondo: prima 54,23 m nel 1946, poi 55,33 m nel 1948.L'occasione olimpica arrivò finalmente nel 1948 a Londra. Sotto la pioggia Consolini si disputò la vittoria con il connazionale Giuseppe Tosi, che poco tempo prima gli aveva tolto il record italiano. Tosi era in testa dopo il primo turno, ma al secondo lancio Consolini riuscì a superarlo. Si realizzò quindi l'unica doppietta italiana nel lancio del disco e dell'atletica italiana alle Olimpiadi: Consolini riuscì a conquistare l’oro e Tosi l’argento.Consolini gareggiò anche alle successive Olimpiadi nel 1952; ma avendo già 35 anni non riuscì a conservare il titolo di campione olimpico, ma ottenne comunque una prestigiosa medaglia d'argento.L'anno successivo a Consolini venne offerta una parte nel film Cronache di poveri amanti, diretto da Carlo Lizzani, con attori Marcello Mastroianni e Antonella Lualdi. Rimase un'esperienza isolata che non ebbe seguito. In quell'anno Consolini si sposò con Hanny Cuk, una giovane austriaca, da cui ebbe il suo unico figlio, Sergio.Nonostante l'età, Consolini continuò a fornire prestazioni di altissimo livello. Nel 1954 vinse il suo terzo titolo europeo consecutivo, dopo quelli vinti nel 1946 e nel 1950. Nel 1956, alle soglie dei quarant'anni, partecipò alle Olimpiadi di Melbourne, giungendo sesto in finale. Stesso piazzamento agli europei di due anni dopo a Stoccolma. Nel 1960, a quarantatré anni di età, vinse il suo quindicesimo titolo italiano e partecipò alla sua quarta Olimpiade, che quell'anno si teneva a Roma. Fu nominato Capitano della Nazionale Italiana ed ebbe l'onore di pronunciare il Giuramento degli atleti all'apertura dei Giochi. Nella gara di lancio del disco non riuscì a qualificarsi per la finale.Poiché il regolamento della Federazione Italiana Atletica Leggera prevedeva la fine dell'attività agonistica a 45 anni, fu costretto a tesserarsi per la Società Atletica Lugano dei fratelli Libotte, per la quale Società continuò a vincere in Svizzera ed in Italia. L'ultima gara vinta da Consolini fu a metà giugno del 1969 all'Arena di Milano, dove sbalordì tutti gli altri giovani atleti partecipanti e lo stesso pubblico. In quell'Arena di Milano, presente in tribuna con il figlio Sergio, assistette con commozione nel 1967 alla caduta del suo ultimo record, quello italiano che durava da 17 anni, ad opera di un giovane suo allievo, Silvano Simeon.Non abbandonò mai lo sport perché mentre si allenava per prepararsi alle gare, seguiva gli atleti del Gruppo Sportivo Pirelli sui campi della Bicocca a Milano. Fu colpito da un male incurabile verso la fine del 1969, quando era ancora in grado di lanciare il disco oltre 45 metri. Morì il 20 dicembre 1969, a 52 anni, suscitando commozione tra gli sportivi ed appassionati italiani e di tutto il mondo. Ogni anno nel mese di dicembre si tiene una commemorazione alla quale continuano a partecipare le rappresentanze di Fidal, Medaglie d'oro e Azzurri d'Italia, Coni, Comune e Provincia di Verona, ex atleti e compagni di vita.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SITOGRAFIA:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
[http://it.wikipedia.org/wiki/Adolfo_Consolini Wikipedia Adolfo Consolini]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Bartali_Gino&amp;diff=196</id>
		<title>Bartali Gino</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Bartali_Gino&amp;diff=196"/>
		<updated>2016-05-23T09:25:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot; Nome Atleta : Gino Bartali&amp;lt;br/&amp;gt; Nazionalità: Italiana&amp;lt;br/&amp;gt; Nato a Ponte a Ema (FI) il 18.07.1914&amp;lt;br/&amp;gt; Morto a Firenze il 05.05.2000&amp;lt;br/&amp;gt; Disciplina sportiva: Ciclismo&amp;lt;br/&amp;gt;...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Nome Atleta : Gino Bartali&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nazionalità: Italiana&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nato a Ponte a Ema (FI) il 18.07.1914&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Morto a Firenze il 05.05.2000&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Disciplina sportiva: Ciclismo&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gino Bartali, per tutti Ginettaccio, icona mondiale del ciclismo di tutti i tempi grazie al suo celebre  temperamento schietto e diretto, ancora oggi infervora ed emoziona tutti gli amanti delle due ruote.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nasce  in un piccolo sobborgo nei pressi di Firenze, Ponte A Ema , da papà Torello e Mamma Giulia. Gino e’ il terzo figlio dopo due sorelle, Anita e Natalina , a cui si aggiungerà infine il fratello Giulio.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quella del campione e’ una vita  e una carriera da predestinato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nasce a Luglio, nel mese del Tour de France , il giorno in cui la tappa in programma prevede la scalata del Galibier, dove nel 37 passerà in testa scrivendo la sua prima pagina di gloria negli annali della Grande Boucle.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si avvicina alle due ruote prestissimo, gia al tempo delle elementari più per necessità che per velleità sportive. Per completare gli studi elementari, infatti, deve raggiungere tutti i giorni Firenze  con l’unico mezzo di locomozione disponibile al tempo: la bici, acquistata grazie ad un’intera stagione estiva di lavoro, necessario a causa delle precarie condizioni economiche di casa Bartali.&lt;br /&gt;
Da  subito ogni uscita con i compagni si trasforma in una gara con sfide memorabili come quella  sulla salita dei Moccoli, con pendenze al 18%, spingendo un rapporto durissimo, il 48x26!&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Finite le elementari, il giovane Gino si cimenta nell’officina di Oscar Casamonti, icona del ciclismo locale e all’epoca promettente dilettante .&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Casamonti si rende subito conto di essere davanti ad un talento puro, e per testare le reali capacità del giovane Bartali organizza una piccola gara dal percorso impegnativo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra gli iscritti nomi illustri di dilettanti locali ed il piccolo Gino a bordo della sua bici da passeggio, ben lontana dalle specialissime degli altri corridori.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo 90 km tutti i ciclisti si sfilano uno dopo l’altro dietro un’azione micidiale di Casamonti ( che come ci raccontano le cronache del tempo era dotato di una forza incredibile); tutti tranne una sagoma minuta a bordo di una rudimentale bici, il cui nome rimarrà impresso sulla bocca di tutti per i successivi 30 anni.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inizia così la straordinaria ascesa di Gino Bartali, dapprima nelle file degli allievi e dei juniores per poi passare al mondo dilettantistico, incominciando ad accumulare vittorie su vittorie.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1935:IL GRANDE SALTO TRA I PROFESSIONISTI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il grande salto tra  i professionisti avviene nel 1935, con la prima partecipazione alla Milano-Sanremo , che lo vedrà arrivare 4° dopo una fuga solitaria ed enormi problemi meccanici.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il resto della stagione si concluderà all’altezza delle premesse: 15 vittorie , tra cui quella al Giro dei Paesi Baschi, la Coppa Bernocchi, il campionato italiano a punti e una tappa al Giro d’Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1936: Il PRIMO GIRO D’ITALIA &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quest’anno Bartali , lascia la formazione della Frijus per approdare in una squadra più solida, la Legnano , diretta da Edoardo Pavesi.&lt;br /&gt;
Dopo una partenza  di stagione non molto incisiva, arriviamo al vero obbiettivo stagionale: il Giro d’Italia. Bartali costruisce il suo successo partendo da una massacrante vittoria con arrivo a L’Aquila dopo aver superato le asperità del Macerone, di Rionero Sannita e di San Benedetto, riuscendo a staccare tutti con 5 minuti di vantaggio sul secondo classificato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
È la consacrazione definitiva del campione toscano: un gigante delle montagne che si aggiudica così la Maglia Rosa  e la classifica di miglior scalatore. È l’anno della gloria.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma quattro giorni dopo tutta questa euforia viene spazzata via da una tragica notizia : la morte del caro fratello Giulio, anch’egli promettente ciclista in erba.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bartali commosso e straziato dal dolore medita il ritiro e solo l’azione delle sorelle , degli amici e dei vecchi campioni riesco a farlo desistere dalla repentina decisione.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quello stesso anno vince il Giro di Lombardia, dove volando sulle rampe del Ghisallo stabilisce la sua dimensione di grande scalatore.&lt;br /&gt;
Il 1936 sarà per il giovane campione un anno in chiaro scuro, dapprima la tragedia personale e poi l’incontro con l’amata Adriana, la compagna di sempre, della vita intera.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1937 – 1938: IL BIS AL GIRO E L’ ESORDIO AL TOUR, IL TRIONFO A PARIGI.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche nel 1937 la Maglia Rosa è di Bartali, che destreggiandosi tra le varie tappe, prepara il suo imminente esordio al Tour de France.&lt;br /&gt;
Proprio nel corso di quest’ultima gara, Ginettaccio subirà la più grande delle ingiustizie: il ritiro forzato imposto dal regime fascista che in quegli anni  padroneggiava l’Italia. Sempre per decisione del regime l’anno successivo porterà a termine l’ambito Tour de France in maglia gialla, rinunciando, però all’amato Giro d’Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sua vittoria sulle strade di Francia desta in Patria un grande entusiasmo: negli anni del regime, infatti,  un italiano che vince all’estero è motivo di grande lustro per la nazione.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1939-1940: GLI ANNI DELLE CLASSICHE&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli anni ‘39 e ’40 sono l’uno la fotocopia dell’altro in termini di vittorie conseguite. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bartali porterà a casa importanti primati nelle gare classiche: Milano–Sanremo, Giro della Toscana e Giro di Lombardia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 1940 è anche anno di grandi cambiamenti. L’avvento nel ciclismo del giovane Fausto Coppi, vincitore in quell’anno del Giro d’Italia, segnerà l’inizio di una rivalità storica che cambierà per sempre gli equilibri del ciclismo internazionale. Alla chiusura del Giro la notizia dell’entrata in guerra dell’Italia sancirà la chiusura della prima parte della carriera del grande Bartali a causa dell’arresto forzato di tutte le competizioni.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grossi ancora sono i rimpianti di non aver visto questo stupendo corridore all’opera in questo periodo, nel pieno della maturità e del vigore atletico.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1941-1944: IL CICLISMO DI GUERRA E LE STRADE DEL CORAGGIO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Durante questi anni ha avuto risalto un’altra aspetto della personalità di questo grande campione di sport e di umanità.&lt;br /&gt;
Durante il biennio fratricida del nostro novecento, Gino Bartali percorre decine di volte il tragitto Firenze –Assisi (380 km tutti in un giorno) in sella ad una bicicletta, nascondendo nel telaio fotografie e documenti contraffatti di ebrei rintanati nei conventi umbri a causa della persecuzione fascista.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questa fitta rete clandestina, di cui Bartali è corriere, rappresenta per centinaia di persone inermi l’unica possibilità di salvezza. Come se non bastasse negli stessi mesi Gino offre protezione ad una famiglia ebrea nascondendola in cantina.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bartali, a posteriori, ha sempre voluto tenere celato tutto ciò, sfuggendo alla notorietà e ai meriti; a suo dire ''“non e’ di queste cose che bisogna parlare, certe cose vanno fatte e basta”''.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1945-1948 LA RIPRESA DELLA VITA E DELLE CORSE&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Con la fine della guerra, seppur tra mille difficoltà tutto ha di nuovo inizio, corse incluse, animate dalla ripresa  di una vecchia rivalità: Bartali contro Coppi.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla fine della stagione agonistica del 1946 si rivedrà il toscano primeggiare al Giro d’Italia ed al Giro di Svizzera, mentre è del 1947 la vittoria per la terza volta alla classica di primavera di casa nostra, la Milano–Sanremo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo queste due annate che hanno visto Bartali protagonista solamente di rare vittorie, arriva l’anno del rilancio , il cui culmine coincide con la leggendaria vittoria al Tour de France.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ancora ad oggi, nessuno e riuscito a vincere due edizioni a 10 anni di distanza l’una dall’altra.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
I retroscena di questa vittoria sono storia comune: Bartali, notevolmente attardato, è ad un passo dal ritiro dalla corsa. In quegli stessi giorni , in Italia avviene l’attentato a Palmiro Togliatti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il nostro paese e’ ad un passo dalla guerra civile, e l’allora presidente del consiglio De Gasperi telefona a Bartali chiedendo una vittoria insperata al tour per alleviare la tensione politica e sociale del momento. Una promessa fatta ed una promessa mantenuta.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
1949-1955 GLI ANNI DEL DECLINO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 1949 e’ l’anno di Fausto Coppi e l’inizio del declino del grande Gino. L’airone, a discapito di Bartali, porterà a casa la storica doppietta Giro-Tour e non solo. Saranno suoi infatti anche la Milano-Sanremo, il campionato italiano ed il Giro di Lombardia.&lt;br /&gt;
In questa situazione però Bartali, con i suoi 35 anni, ha il grande merito di essere il solo a poter tenere testa al campionissimo. Gino, infatti, è secondo al giro ed al tour.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inizia l’ultima fase della carriera ciclistica del toscano che sino all’ultimo ha combattuto sulle strade non risparmiandosi mai e portando a casa importanti successi quali il campionato italiano su strada del ’52.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’ultima corsa la disputerà il 28 novembre 1954.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 9 febbraio 1955, dopo aver percorso , secondo i suoi calcoli la bellezza di 600.000 km in tutta la sua carriera , Gino Bartali annuncia al mondo il suo ritiro dal ciclismo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli anni che seguono, segnati anche dalla  scomparsa prematura di Fausto Coppi, sono anni di impegno imprenditoriale, dedizione alla famiglia e di preghiera.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La grande fede sarà sempre il cardine della figura leggendaria di quest’uomo. Un aneddoto: negli anni di maggiore popolarità evitava di andare a messa in pubblico perchè si era accorto che la sua presenza distoglieva la gente dalle funzioni religiose.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
La salute incomincia a tradire Bartali passati gli ottanta anni: il cuore che tanto lo aveva sostenuto durante gli sforzi disumani , chiedeva un aiuto, che arrivò grazie ad un pacemaker.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Consapevole che il suo tempo stava per finire, diventa via via più riflessivo, pur mostrando un uomo in pace con se stesso.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
In una delle sue ultime interviste descrisse così la sua visione della vita:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
''“La vita è come un Giro d’Italia che sembra non finire mai, ma ad un certo punto arriva l’ultima tappa. E magari non te l’aspetti. Io adesso, comincio ad aspettarla. Fra u pò ci chiama e si va lassù […] Il paradiso deve essere un luogo felice, come gli altpiani delle Dolomiti, dopo aver fatto cento tornanti , tutti sui pedali”''.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo tanta strada fatta nella vita, il 5 maggio del 2000 Ginettaccio, si involò verso l’ultima ascesa.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PALMARÈS&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le circa duecento vittorie di Gino Bartali ricordiamo le più importanti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
GARA	N. DI VITTORIE	ANNO DI CONSEGUIMENTO&lt;br /&gt;
Giro d’Italia	3	1936 / 1937 /1946&lt;br /&gt;
Tour de France	2	1938 / 1948&lt;br /&gt;
Campionato Italiano	4	1935 / 1937 / 1949 / 1952&lt;br /&gt;
Giro della Svizzera	2	1946 / 1947&lt;br /&gt;
Giro di Lombardi	3	1936 / 1939 / 1940&lt;br /&gt;
Milano – Sanremo	4	1939 / 1940 / 1947 / 1950&lt;br /&gt;
Giro della Toscana	5	1939 / 1949 / 1948 / 1950 / 1953&lt;br /&gt;
Giro del Piemonte	3	1937 / 1939 / 1951&lt;br /&gt;
Giro dell’Emilia	2	1952 / 1953&lt;br /&gt;
Giro della Campania	2	1940 / 1945&lt;br /&gt;
Coppa Bernocchi	1	1935&lt;br /&gt;
Tre Valli Varesine	1	1938&lt;br /&gt;
Giro dei Paesi Baschi	1	1935&lt;br /&gt;
Trofeo Matteotti	1	1946&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bibliografia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Alberati P., Gino Bartali “Mille diavoli in corpo”, Firenze, Giunti Editore, 2006&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
-	McConnon A., McConnon A., La strada del coraggio. Gino Bartali eroe silenzioso, Roma, Edizione italiana ©66thand2nd, 2013 &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	Fondazione Bartali [http://www.fondazionebartali.it ]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Balasso_Tommaso&amp;diff=131</id>
		<title>Balasso Tommaso</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Balasso_Tommaso&amp;diff=131"/>
		<updated>2016-05-23T08:47:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;SCI ALPINO PARALIMPICO&amp;lt;br/&amp;gt; &amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;   Tommaso Balasso, sciatore alpino italiano, nasce a Schio il 29 Marzo 1981.&amp;lt;br/&amp;gt; Dopo aver maturato negli anni esperienze agonistiche,...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;SCI ALPINO PARALIMPICO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tommaso Balasso, sciatore alpino italiano, nasce a Schio il 29 Marzo 1981.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver maturato negli anni esperienze agonistiche, nel 2009 2003 entra a far parte della squadra nazionale di sci alpino per disabili in coppia con Dal Maistro.&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Infatti dal 2003 fu atleta guida di GianMaria Dal Maistro, uno sciatore ipovedente,con il quale ha vinto diverse medaglie paralimpiche tra cui: 1 oro nella specialità supergigante a Torino 2006, 2 argenti nello slalom gigante a Torino 2006 e supercombinata a Vancouver 2010 e infine 2 bronzi nello slalom speciale e gigante a Vancouver 2010.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
I due allegramente vengono indicati con il nomignolo di “Tom e Jerry”.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attualmente è maestro di sci e telemark con specializzazione in disabilità perché adora vedere il sorriso di chi si diverte sugli sci, sia esso in piedi o seduto.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Inoltre fa parte di un gruppo sportivo militare, il G.S. Fiamme Azzurre delle Polizia Penitenziaria.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le sue onorificenze a partire dal 2006 ricordiamo il titolo di Commendatore della Repubblica, poi seguì il Collare d’oro al merito sportivo dal CONI e infine la Goccia d’oro del CIP e la cittadinanza onoraria della città di Torino.&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti ricavate da: [[Wikipedia]] e [[www.sciedipassione.com/php/maestri_di_sci/'''tommaso_balasso'''/]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ali_Laila_Amaria&amp;diff=84</id>
		<title>Ali Laila Amaria</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Ali_Laila_Amaria&amp;diff=84"/>
		<updated>2016-05-23T08:31:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;  •	'''NAZIONALITà''':STATI UNITI&amp;lt;br/&amp;gt;  •	'''LUOGO E DATA DI NASCITA''':30 DICEMBRE 1977 MIAMI&amp;lt;br/&amp;gt;  •	'''PROFESSIONE''':PUGILATO&amp;lt;br/&amp;gt;  •	VIVENTE&amp;lt;br/&amp;gt;...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	'''NAZIONALITà''':STATI UNITI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	'''LUOGO E DATA DI NASCITA''':30 DICEMBRE 1977 MIAMI&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	'''PROFESSIONE''':PUGILATO&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	VIVENTE&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                                       &lt;br /&gt;
     RISULTATO	    AVVERSARIO	             TIPO	            DATA&lt;br /&gt;
'''win'''	Gwendolyn O’Neil	            tko	          2007&lt;br /&gt;
'''win'''	Shelly Burton	            tko	          2006&lt;br /&gt;
'''win'''	Asa Sandell	            tko	          2005&lt;br /&gt;
'''win'''	Erin Toughill	            tko	          2005&lt;br /&gt;
'''win'''	Cassandra Giger	            tko	          2004&lt;br /&gt;
'''win'''	Gwendolyn O’Neil	             ko	          2004&lt;br /&gt;
'''win'''	Monica Nunez	            tko	          2004&lt;br /&gt;
'''win'''	Nikki Eplion	            tko	          2003&lt;br /&gt;
'''win'''	Christy Martin	            ko	          2003&lt;br /&gt;
'''win	'''Mary Ann Almager	            tko	          2003&lt;br /&gt;
'''win'''	Valerie Mahfood	            tko	          2002&lt;br /&gt;
'''win'''	Suzette Taylor	            tko	          2002&lt;br /&gt;
'''win'''	Shirvelle Williams	            ud	          2002&lt;br /&gt;
'''win'''	Jacqui Frazier-Lyde	            md	          2001&lt;br /&gt;
'''win'''	Christine Robinson	            tko	          2001&lt;br /&gt;
'''win'''	Kendra Lenhart	            ud	          2000&lt;br /&gt;
'''win'''	Marjorie Jones	            tko	          2000&lt;br /&gt;
'''win'''	Kristina Re	            tko	          2000&lt;br /&gt;
'''win'''	Karen Bill	             tko	          2000&lt;br /&gt;
'''win'''	Cristallo Arcand	             ko	          2000&lt;br /&gt;
'''win'''	Nicolyn Amstrong	             tko	          1999&lt;br /&gt;
'''win'''	Shadina Pennybaker	             tko	          1999&lt;br /&gt;
'''win'''	Aprile Fowler	             ko	          1999&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Laila Ali, ex pugile professionista Americana figlia del leggendario pugile Muhammed Ali e la sua terza moglie Veronica Porsche Ali. Laila Ali è cresciuta nella zona di Los Angeles con la madre e la sorella. Nel 1996 iniziò a lavorare in un salone di bellezza, ed è stato in quel momento che ali decise di iniziare a praticare la boxe poichè vide in televisione la campionessa di boxe Christy Martin. Dopo di che da subito Ali iniziò ad allenarsi ogni giorno trascorrendo alcuni mesi dal padre per ricevere insegnamenti da lui. Gli allenamenti praticati da Laila Ali erano molto duri, prevedevano 3-4  miglia di corsa al giorno, salti con la corda, lavoro specifico al sacco e combattimenti.&amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La preparazione durò due anni, fino a che ebbe il suo debutto il 15 ottobre 1999, contro April Fowler. Le servirono solo 31 secondi, un sinistro-destro alla mascella  per atterrare l’avversaria. Lo scrittore e giornalista Americano Franz Lidz osservando Laila sul ring disse che ella aveva le stesse caratteristiche del padre e le diede il soprannome di “madame butterfly”, in quanto appariva sfacciata e bella. In un’intervista il giornalista le chiese se temesse un pugno sul naso , ma Ali rispose: ”Ho un naso già simpatico, se si sposterà a destra o a sinistra comunque sarà sveglio per ricevere pugni”. Ali poco tempo dopo vinse il suo secondo incontro, il 10 Novembre 1999, in West Virginia, segnando un tecnico K.O. contro Shadina Pennybaker a soli 3 secondi dalla fine dell’incontro. Un mese dopo Ali vinse contro Nicolyn Amstrong,  con un record di 3-0 tirando un jab seguito da tre diretti, dopo averla messa in un angolo. Il 7 Marzo del 2000 conquistò un altro record  di 4-0, contro Cristal Arcand dopo un minuto e 10 secondi al primo incontro. La pugile vinse con K.O. tirandole un diretto destro alla testa. Con quattro vittorie professionali e tutti K.O. Ali sembrava inarrestabile, ma ebbe qualche difficolta nell’incontro disputato l’8 Aprile del 2000 contro Karen Bill, l’avversaria la stese a terra e le assestò del colpi taglienti, ma in seguito la vittoria fu comunque a favore di Ali. Due settimane più tardi Laila dimostrò la sua imbattibilità, contro Kristina Re, atterrandola nel secondo incontro. Il 15 giugno presso l’anfiteatro universale di Los Angeles Ali dovette combattere contro Marjorie Jones. Il suo allenatore Deb Huntly, in un’intervista affermò: “Il duro lavoro e la concentrazione sono la chiave del successo di Laila”. Il duro lavoro e la passione per il suo sport hanno permesso alla pugile, ancora una volta di vincere contro Kendra  Lenhart  combattendo per sei round, dove i primi tre Kendra era in vantaggio, ma successivamente Laila dimostrò tutta la sua grinta agonistica tirando colpi che portarono il suo record a 8-0 con sette K.O. &amp;lt;br/&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ali rimase imbattuta fino al suo ritiro dal ring, vincendo 24 incontri su 24 di cui 21 per K.O.Laila Ali si può definire un’atleta e campionessa, un modello ideale per una vita sana poiché il fitness è per lei un componente importante nella sua vita.&lt;br /&gt;
 Infatti tuttora si occupa di un’organizzazione che ha il nome:Woman’s sport foundation, la cui missione è di promuovere la vita delle donne attraverso lo sport.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Alboreto_Michele&amp;diff=60</id>
		<title>Alboreto Michele</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Alboreto_Michele&amp;diff=60"/>
		<updated>2016-05-23T08:27:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Michele Alboreto è stato un pilota automobilistico italiano. Trascorse buona parte della propria carriera in Formula 1 e fu l'ultimo italiano a vincere una gara alla guida di...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Michele Alboreto è stato un pilota automobilistico italiano. Trascorse buona parte della propria carriera in Formula 1 e fu l'ultimo italiano a vincere una gara alla guida di una Ferrari.  Pilota grintoso e abile nel fornire precise indicazioni ai suoi ingegneri, perse la vita sul circuito di Lausitzring. Alboreto nacque il 23 dicembre del 1956 a Milano. Il padre era un rappresentante, mentre la madre era un'impiegata comunale. Ottenuto il diploma di perito industriale cominciò a lavorare come operaio in una fabbrica. Fin dalla giovane età, però, era interessato al mondo delle corse e fece le sue prime esperienze guidando moto.  Nel 1976 prese parte al campionato di Formula Monza correndo per la Scuderia Salvati, al volante di una vettura costruita dal pilota stesso e da alcuni amici. Successivamente concluse quarto in classifica piloti e ottenne una vittoria che gli permise di esordire, a fine anno, anche in una gara di Formula 3, categoria in cui corse negli anni seguenti e dove vinse un mondiale nel 1980. Già al suo primo anno nella categoria concluse secondo, disputa nel 1981 il campionato europeo di Formula 2 alla guida delle vetture della Minardi. Nel frattempo gareggiò anche nella Endurance nella quale fu assunto dalla Lancia Corse, dal 1980 al 1982 ebbe occasione di disputare  corse alla guida di una Lancia Beta Montecarlo. Grazie ai buoni risultati ottenuti nelle formule minori ebbe l'occasione di debuttare in Formula 1 nel 1981 con il team di Ken Tyrrell, La scarsa competitività e affidabilità del mezzo impedirono, però, ad Alboreto di ottenere risultati utili. Non andò mai oltre il nono posto. Chiuse dunque la sua stagione in Formula 1 senza aver conquistato punti. Per il 1982 Alboreto venne confermato alla Tyrrell,  giunse sesto in Brasile e fu in grado di replicare il medesimo piazzamento anche a Long Beach. La buona serie di risultati lo catapultò all'attenzione di diverse scuderie, ma Ken Tyrrell non era disposto a privarsene, se non per cifre elevate. Enzo Ferrari riservò al pilota parole di stima sia dal lato professionale sia da quello umano, assicurandogli un posto nella sua squadra per il 1984.  Alboreto, rimasto colpito, ringraziò il costruttore, ma affermò di doversi soprattutto concentrare sulla stagione in corso. Due settimane più tardi, al Gran Premio di Las Vegas, colse il primo successo della sua carriera che gli permise di piazzarsi ottavo in classifica piloti con venticinque punti ottenuti. Nel 1983 la Tyrrell poté avvalersi di una buona dote economica, vista l'entrata della Benetton come sponsor della casa inglese. Lo stesso proprietario parecchio ottimista del team si dichiarò, lodando Alboreto e affermando che avrebbe potuto lottare per la vittoria del titolo. Nei fatti, però, la monoposto si dimostrò ben poco competitiva, soffrendo soprattutto il fatto di non avere un motore turbo, ma un aspirato, inferiore alla concorrenza, a fine stagione chiuderà dodicesimo. A fine stagione viene ufficializzato il suo passaggio alla Ferrari. Qui nonostante i buoni risultati ottenuti durante i test invernali e le elevate aspettative del pilota la stagione si rivelò nel complesso deludente, a fine stagione concluse al quarto posto in classifica piloti con 30,5 punti. Le premesse per il 1985 erano comunque buone, la vettura si dimostrava competitiva e veloce.  La stagione visse, nel complesso, di un lungo testa a testa con Prost, nel quale il milanese vinse a San Marino ed in Germania, ma il duello si concluse a favore del francese a causa, soprattutto, di un calo di affidabilità della Ferrari nelle ultime gare, dovuto all’introduzione di un nuovo motore. Quest'ultimo presentava problemi di surriscaldamento dovuti a un inadeguato impianto di recupero dell'olio e cominciarono a sorgere problemi alle turbine.  Alboreto, infatti, nelle ultime cinque gare non riuscì più a raggiungere la zona punti, venendo sempre costretto al ritiro. Nel 1986 venne presentata la nuova F1-86, che avrebbe dovuto affrontare la nuova stagione, ma all'esordio al Gran Premio del Brasile erano stati eseguiti solo pochi collaudi sul circuito di Fiorano e Alboreto stesso affermò di non poter fare una previsione sul comportamento della monoposto in gara. Problemi di affidabilità e di aderenza, rappresentarono infatti un limite sia per Alboreto sia per il suo compagno di squadra Stefan Johansson, In gara fu costretto al ritiro per un guasto all'impianto della benzina. La Ferrari individuò come causa dei continui guasti al motore le turbine prodotte dalla casa tedesca KKK, programmandone la sostituzione con le Garrett. I guasti continuarono e Alboreto era dato per partente a fine stagione, ma un secondo posto ottenuto al Gran Premio D’Austria fu un iniezione di fiducia, concluse al nono posto in classifica. Per la nuova stagione la Ferrari ingaggiò come compagno di squadra di Alboreto l'austriaco Gerhard Berger.  Il rapporto tra i due, inizialmente, non fu buono. Nonostante Alboreto venisse considerato prima guida, John Barnard, progettista della squadra, decise di curare direttamente soltanto la monoposto dell'austriaco. I primi test, però, non parvero dare risultati confortanti visto che Williams e Lotus fecero registrare tempi nettamente inferiori; concluse il mondiale al settimo posto in classifica. Nell’88’ la casa di Maranello era considerata tra le favorite nella lotta per il titolo e gli stessi  test invernali sembrarono dare ottime indicazioni. Nei fatti, però, la stagione venne dominata dalla McLaren, con i piloti Ayrton Senna e Alain Prost in grado di aggiudicarsi quindici gare su sedici, questo fu l’ultimo anno alla Ferrari perché egli fu sostituito da Mansell, a fine stagione così si accordò con la Tyrrell, unica scuderia in grado di assegnargli un posto per la stagione seguente. L’avventura con la casa britannica durò metà stagione a causa di dissidi dovuti al fatto che gli assegnarono la vettura dello scorso anno, egli rescisse il contratto e si accordò con la Larousse per guidare una delle sue vetture fino alla fine della stagione, dopo di che passo alla Arrows con la quale iniziò a correre dalla stagione successiva (1990). La vettura si rivelò già dall’inizio lontana dalle squadre di vertice e Alboreto non andò oltre un nono posto in Portogallo e chiuse la classifica piloti con 0 punti. Il 1991 fu ancora peggiore, l’Arrows adottò il motore Porsche ma quest’ultimo si rivelò di scarsa potenza tanto che il pilota milanese e il suo compagno di scuderia stentavano a qualificarsi. La squadra così tornò ad adottare un motore Ford, dopo ad una ferita ad una gamba che gli costarono 15 punti di sutura, Alboreto riuscì a finire solo due gare. Nel  1992 la Arrows passò ad un motore Mugen, inizialmente la stagione sembrava essere la fotocopia dell’anno seguente invece, dal Gran premio del Brasile Alboreto iniziò ad anellare risultati utili che si susseguirono in maniera consecutiva come sesto posto, quinto, settimo, chiuse decimo nella classifica piloti e fu quello che compì più chilometri durante l’anno (quota 4418). Nel 93’ passa alla Scuderia Italia ma non è una stagione degna di nota, non va oltre due undicesimi posti e chiude la classifica piloti con nessun punto iridato. La stagione 94 l’ultima in formula uno è caratterizzata dalla fusione della Scuderia Italia con la Minardi, ad Imola, in un Gran Premio funestato dalle morti di Senna e Ratzenberger, fu anch'egli protagonista di un grave incidente: mentre usciva dai box, dopo una sosta, perse una gomma a circa 140 km/h, ferendo tre meccanici della Ferrari, uno della Lotus e uno della Benetton, che vennero poi curati in ospedale.  Questo episodio portò Alboreto a rivolgersi alla FIA, al fine di spingerla a imporre un regolamento per limitare la velocità nella pit lane. Durante la stagione non ottenne risultati utili e a dicembre annunciò il ritiro dalla Formula uno  per passare al campionato tedesco DTM.  Oltre al campionato automobilistico tedesco  per il quale corse con l’Alfa Romeo, partecipò anche al campionato IMSA e gli anni seguenti alla 24 ore di Daytona, alle 12 ore di Sebring ma soprattutto alle 24 ore di Le Mans. In questa competizione corse con la Audi R8r e nel 2001 ottenne la sua ultima vittoria. Il 25 aprile 2001 morì in un incidente al Lausitzring, mentre effettuava i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001.  Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione e si capovolse oltre, dopo un volo di un centinaio di metri.  Secondo l'inchiesta il pilota italiano morì sul colpo a causa dello schianto, provocato dalla foratura dello pneumatico posteriore sinistro, e dai fatti gli investigatori supposero che né il pilota, né il circuito fossero responsabili per l'incidente. Rimpatriata la salma in Italia, i funerali si svolsero dopo tre giorni a Basiglio alla presenza di circa 1500 persone, dopodiché il corpo venne cremato a Milano.  Alboreto aveva vari interessi. Amante della musica, in particolare del blues, suonava il basso e, quando possibile, si intratteneva nei box a parlare con George Harrison. Seguiva poi diversi altri sport oltre alla Formula 1, tra cui lo sci, che praticava con i colleghi durante l'inverno, e il calcio. Il comune di Rozzano, dove è vissuto da adolescente, gli dedicò una piazza nel 2002.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sitografia: [[Wikipedia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Akii-Bua_John_Charles&amp;diff=37</id>
		<title>Akii-Bua John Charles</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Akii-Bua_John_Charles&amp;diff=37"/>
		<updated>2016-05-23T08:20:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;John Charles Akii-Bua (Lira, 3 dicembre 1949 – Kampala, 20 giugno 1997) è stato un atleta ugandese, vincitore della medaglia d'oro nei 400 metri ostacoli ai Giochi olimpici...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;John Charles Akii-Bua (Lira, 3 dicembre 1949 – Kampala, 20 giugno 1997) è stato un atleta ugandese, vincitore della medaglia d'oro nei 400 metri ostacoli ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grande atleta e personaggio e’ stato un campione dell’Africa diverso dai sublimi fondisti come Abebe Bikila ammirati nelle Olimpiadi degli anni Sessanta, grazie ad una intelligenza superiore con cui riuscì a esaltare le sue formidabili doti genetiche nei 400 a ostacoli, una delle discipline più tecniche dell’atletica. Il suo giorno dei giorni fu il 2 settembre 1972, all’Olimpiade di Monaco, quando nella gara dei 400 metri HS seppe dare una dimostrazione esaltante di come la scientificità dell’allenamento sappia creare in un superman automatismi assolutamente perfetti. Un metro e 88 per 76 chili, l’ugandese dal volto nobile si lanciò’ sul tartan dello stadio con la sua morbida falcata di 2 metri e 40, secondo un ritmo che aveva preparato in tante ore di allenamento con il coach Malcolm Arnold: 13 passi fino al sesto ostacolo, poi 14 passi variando la gamba di attacco fino alla nona barriera, per salire a 15 avanzando verso l’ultima e volare verso il traguardo (dopo 173 passi) in 47&amp;quot;82, nuovo primato del mondo, stroncando i suoi due grandi rivali, l'americano Ralph Mann e il baronetto inglese, campione olimpico uscente, David Hemery, e conquistando così la prima e finora unica medaglia olimpica per l'Uganda. Tagliato il traguardo, uno spettatore gli passò una bandiera del suo Paese, e Akii-Bua festeggiò percorrendo un altro giro di pista di gran corsa saltando di nuovo tutti gli ostacoli. Tornato in patria, il governo ugandese, allora guidato dal dittatore Idi Amin Dada, non gradì le attenzioni ricevute dall'atleta sulla ribalta internazionale, considerate eccessive, e lo fece arrestare. Non partecipò ai Giochi olimpici di Montréal del 1976 a causa del boicottaggio attuato dai Paesi africani. Continuò ad avere problemi con la dittatura di Amin fino a rischiare addirittura la condanna a morte, che evitò espatriando in Germania dove visse fino alla caduta del regime, avvenuta nel 1979.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Akii-Bua aveva impostato ben 25 anni fa un metodo di lavoro in cui sorprendentemente era privilegiato l'aspetto della quantità rispetto alla qualità. Due sedute al giorno, all'inizio della preparazione, con molto cross, poi tantissime prove ripetute, fino a percorrere da 800 a 1.500 metri con ostacoli più alti dei 91 centimetri canonici con cui si disputano i 400 ostacoli, e con l'aggiunta di un giubbotto sulle spalle del peso di 12 chili.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ai 400 ostacoli John non giunse però al primo colpo. Disputò gare di salto in alto e salto in lungo, nel quale realizzò tra l’altro un eccellente record personale di 7,40 m. Ma gareggiò soprattutto sui 110 m ostacoli con ottimi piazzamenti, finché Malcom Arnold, intuendo felicemente le sue attitudini naturali, lo dirottò sulla distanza più lunga con le barriere più basse. John vi si sottomise controvoglia, convinto com’era di essere dotato solo per le gare di sprint. Ma proprio qui il suo talento uscì allo scoperto. E nella prima competizione ufficiale su questa specialità, in occasione dei Giochi del Commonwealth di Edinburgo del luglio 1970, raggiunse la finale classificandosi quarto, e sorprendendo tutti per la straordinaria progressione negli ultimi cento metri.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
“Scorgere l’ugandese John Akii-Bua tra gli atleti che scaldavano i muscoli accanto ai blocchi di partenza della finale olimpica dei 400 metri ostacoli, il pomeriggio del 2 settembre 1972, non era un’impresa particolarmente difficile. L’unico atleta di colore in una finale con altri sette bianchi non poteva passare inosservato. Ma soprattutto lo si notò improvvisare passi di danza e lanciare baci e sorrisi verso le tribune affollate dell’Olympiastadion di Monaco, mentre tutti gli avversari restavano compassati con gli sguardi fissi a ricercare la concentrazione. Anche in questo modo John Akii-Bua scaricò buona parte della tensione accumulata durante una notte insonne, passata a rimuginare sulla malasorte che gli aveva dato in sorteggio la prima corsia, quella più interna. E per chi si ritrovava a correre in quell’angolino, il ritmo impazziva, mentre gli ostacoli dovevano essere scavalcati in modo irregolare, alternando di volta in volta la gamba di appoggio.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma, nonostante questa immagine goliardica data di sé in pubblico, John era un atleta estremamente disciplinato. E come tale, seguì alla lettera la strategia concertata con il proprio allenatore, l’allora ventisettenne gallese Malcom Arnold, che vent’anni dopo condurrà anche l’altro gallese Colin Jakson a vincere il campionato del mondo sui 110 ostacoli. Akii-Bua cominciò a correre al ritmo di tredici passi tra un ostacolo e l’altro nei primi 200 metri, per poi calare a quattordici e a quindici nella fase finale. Vinse la gara, staccando di quasi un secondo il suo grande rivale, il campione olimpico di Città del Messico 1968 David Hemery: Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti sportivi, nonché prototipo dell’inglese dell’epoca.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il giovanissimo ugandese fu il trionfo. Anche dopo avere tagliato il traguardo continuò la sua corsa solitaria, saltando gli ostacoli come un’antilope, finché un boato del pubblico lo fece voltare indietro. Guardò verso l’alto, e vide il grande tabellone elettronico segnare il tempo di 47″82, nuovo record del mondo: il primo ad essere infranto in quelle olimpiadi. Sorridendo lo indicò col dito e riprese, tra gli applausi, la sua corsa agilissima e festosa.” Questo è quello che ci riportano i quotidiani di quel periodo, perché quando si parla della finale dei 400 metri a ostacoli dei giochi olimpici del 1972,quella di John Akii-Bua non è una semplice gara, ma un’impresa, perciò è bene concludere con una citazione: “Il nome di Akii-Bua deve essere tenuto vivo a beneficio delle generazioni future. Quindi, una via di Kampala porterà il suo nome, e sarò io stesso ad inaugurarla” (Idi Amin Dada).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
INFORMAZIONI OTTENUTE DA: “wikipedia”, “corriere della sera archivio storico”, “sport vintage”, “sports illustrated”.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PALMARES&lt;br /&gt;
ANNO	MANIFESTAZIONE	SEDE	EVENTO	RISULTATO	PRESTAZIONE	NOTE&lt;br /&gt;
1972	Giochi olimpici	Monaco 	400 m hs	Oro 	47&amp;quot;82	RM&lt;br /&gt;
1973	Giochi panafricani	Lagos 	400 mhs	Oro 	48&amp;quot;54	&lt;br /&gt;
1978	Giochi panafricani	Algeri 	400 m hs	Argento 	49&amp;quot;55	&lt;br /&gt;
1980	Giochi olimpici	Mosca 	400 m hs&lt;br /&gt;
4x400 m	Semifinale &lt;br /&gt;
Batteria 	51&amp;quot;10&lt;br /&gt;
3'07&amp;quot;0&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>http://www.wikisport.eu/index.php?title=Agassi_Andre&amp;diff=30</id>
		<title>Agassi Andre</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikisport.eu/index.php?title=Agassi_Andre&amp;diff=30"/>
		<updated>2016-05-23T08:16:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Utente6: Creata pagina con &amp;quot;Andre Kirk Agassian è nato a Las Vegas il 29 aprile 1970. Il padre, Emmanuel ' Mike ' Agassian è di origini armene e si è trasferito a Las Vegas dopo aver partecipato alle...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Andre Kirk Agassian è nato a Las Vegas il 29 aprile 1970. Il padre, Emmanuel ' Mike ' Agassian è di origini armene e si è trasferito a Las Vegas dopo aver partecipato alle Olimpiadi come pugile nel 1948 e nel 1952. Dopo essersi sposato con l' americana Elizabeth Dudley, ottenuta la cittadinanza americana decide di cambiare il suo cognome da Agassian ad Agassi. Mike Agassi era un grande appassionato di tennis e sognava per i suoi figli un futuro da campione di tennis. L'impresa però riuscì soltanto con il più piccolo dei figli, Andre Agassi, che già a due anni si cimentava a giocare a tennis. All' età di 14 anni Andre lascia Las Vegas e si trasferisce in Florida dove frequenta (grazie alle conoscenze del padre con giocatori quali Jimmy Connors) la scuola di tennis di Nick Bollettieri. Andre però non vive con felicità gli anni trascorsi nella scuola di tennis e a causa della rigidità del padre e della scuola stessa cresce sempre piùcon uno spirito ribelle. Per provocare il padre indossava jeans strappati e, conoscendo l'ostilità del padre nei confronti degli omosessuali, spesso si dipingeva le unghie con dello smalto rosa per farlo infuriare. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver trascorso un anno nella scuola di tennis mostrando molto disinteresse, alla domanda dell'allenatore che gli chiese cosa volesse fare della sua vita, il giovane Andre rispose: “Voglio andarmene da qui e diventare un tennista professionista”, dopo di che lasciò la scuola di tennis.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1986, a 16 anni, Agassi entra a far parte del tennis che conta partecipando al suo primo torneo professionistico a La Quinta (California) senza riuscire però a vincerlo. Alla fine di dell' anno però occupava la posizione 91 nel ranking mondiale.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1987 Andre vince il suo primo torneo da professionista e il suo primo torneo di alto livello in Brasile perdendo però la finale nel torneo ATP di Seoul. Chiude l'anno al 25esimo posto nel ranking mondiale.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1988 vince sei tornei e a dicembre dello stesso anno raggiunge il traguardo del milione di dollari in premi accumulati partecipando a solo 43 tornei. In questo anno entra nella top 10 del ranking ATP e si costruisce un' immagine di giovane ribelle con un look caraterrizzato da divise di colori sgargianti e portando i capelli lunghi diventa l'idolo di tutti i giovani appassionati di tennis.&lt;br /&gt;
Nel 1990 Agassi raggiunge la finale del Roland Garros ma viene sconfitto però da Andres Gomez e all'Us Open da Pete Sampras in uno dei primissimi incontri di una sfida che durerà per più di un decennio. A fine anno vince l' ATP World Champioship di francoforte.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli anni migliori della carriera di Andre Agassi sono quelli tra il 1992 e il 1996.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1992 a Wimbledon vince in semifinale contro il 3 volte iridato Mcenroe e in finale sconfigge al quinto set Goran Ivanisevic.&lt;br /&gt;
Il 1993 a causa di un infortunio al posto non è un anno molto prolifico per Agassi così come il 1994.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 1995 è l'anno migliore: vince 7 titoli .&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ad inizio stagione partecipa al primo Australian Open della sua carriera, si presenta con la testa rasata (in aperto contrasto con l'immagine popolare che continuava a vederlo &amp;quot;capellone e ribelle&amp;quot;) e riesce a vincere il suo terzo titolo nel Grande Slam battendo in finale l'eterno rivale Pete Sampras (i due si incontreranno 5 volte in stagione, con 3 vittorie di Andre). Si aggiudica inoltre i Master Series di Cincinnati, Key Biscayne e Toronto, poi arriva in finale all'US Open in cui però viene nuovamente battuto da Sampras. Partecipa con la squadra statunitense alla Coppa Davis, giocando un ruolo decisivo nella conquista della coppa da parte degli americani. A fine anno ha un ruolino di marcia costituito da 72 vittorie e 10 sconfitte, e durante la stagione ha infilato una striscia di 26 vittorie consecutive (suo record personale). Il 10 aprile di quell'anno diventa il 12° giocatore nella storia dell'ATP a diventare numero 1, conserverà lo scettro per 30 settimane prima di cederlo a Sampras, riconquistarlo per altre due settimane e cederlo a Thomas Muster.&lt;br /&gt;
Nel 1996 nonostante Agassi sia uno dei giocatori più attesi dal pubblico la sua stagione risulterà abbastanza deludente infatti non raggiungerà nessuna finale del Grande Slam.Il 28 giugno dello stesso anno però ai giochi olimpici di Atlanta si aggiudica la medaglia d' oro vincendo il match contro lo spagnolo Sergi Bruguera.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1997 Agassi raggiunge il punto più basso della sua carriera.In questo periodo sposa la modella e attrice Shields Brooke e si dedica particolarmente alla vita mondana tralasciando i suoi impegni tennistici anche a causa dell'infortunio al polso che si fa risetire. Il suo posto nel ranking ATP scende clamorosamente al 141° posto risalendo al termine della stagione al 122° posto.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 1998 è l'anno della risalita. Agassi in crisi con la moglie decide di concentrarsi solo sul tennis,cambiando completamente il suo atteggiamento ribelle(riconquistando l'amore del pubblico),risalendo in un solo anno al 6° posto del ranking ATP aggiudicandosi ben 5 tornei importanti e arrivando in finale nel Master Series di Key Biscayne e nella Grande Slam cup. &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 1999 vede il ritorno definitvo di Agassi tra i grandi nomi del tennis mondiale. Agli Australian Open viene eliminato al quarto turno, in aprile vince agevolmente il torneo di Hong Kong presentandosi in gran forma all'Open di Francia. Al termine di un'incredibile rimonta in finale contro Andrei Medvedev, vince il Roland Garros, diventando il quinto giocatore della storia a vincere almeno uno di ciascuno dei tornei dello Slam. Sempre nel 1999 arriva in finale anche a Wimbledon, venendo sconfitto in 3 set da Sampras. A luglio ritorna per 3 settimane N.1 del mondo. Meno di due mesi dopo Wimbledon Agassi conquista per la seconda volta in carriera l'US Open battendo Todd Martin in finale e conquistando nuovamente lo scettro di N.1 del mondo, mantenuto nonostante la sconfitta in finale contro Sampras nella Masters Cup; conserverà il titolo di N.1 anche nel 2000 per un totale di 52 settimane.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2000  Agassi centra la quarta finale consecutiva nel Grande Slam: dopo aver superato Sampras in semifinale sconfigge Yevgeny Kafelnikov nella finale conquistando il suo secondo Australian Open. Durante l'anno viene eliminato al secondo turno al Roland Garros, raggiunge la semifinale a Wimbledon e poi nuovamente viene eliminato al secondo round all'US Open. A fine stagione perde per il secondo anno consecutivo la finale della Masters Cup, cedendo così lo scettro di N.1 del mondo. Complessivamente il 2000  è stato sotto le attese, dopo il grande exploit in Australia Agassi non è riuscito ad aggiudicarsi nessun torneo, pur piazzandosi abbastanza bene in tutte le competizioni importanti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2001  vince nuovamente gli Australian Open, infilando poi la doppietta nei Master Series di Indian Wells (in finale su Sampras) e Key Biscayne, impreziosite a luglio da un nuovo successo su Sampras nella finale del torneo di Los Angeles. In questa stagione raggiunge la semifinale a Wimbledon e i quarti di finale negli altri due slam.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 2002  comincia con una brutta notizia, Andre non può difendere il suo titolo a Melbourne a causa di un infortunio. Durante la stagione vince i master series di Key Biscayne, Roma e Madrid e nella finale dell'US Open incontra per la 34esima e ultima volta il rivale di sempre Sampras, venendo sconfitto in 4 set (bilancio finale 20-14 per Sampras).&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2003  Agassi vince il suo ottavo ed ultimo titolo del Grande Slam agli Australian Open . In marzo vince per la terza volta consecutiva (e sesta in carriera) il titolo Master series di Key Biscayne, stabilendo il record di 18 successi consecutivi nella competizione (battendo il precedente record di Sampras che tra il 1993 e il 1995 si fermò a 17, l'anno successivo vincerà i primi due incontri portando il record a 20). Il 28 aprile 2003 raggiunge per l'ennesiva volta la posizione di N.1 del mondo, diventando il giocatore più anziano a raggiungere tale traguardo (33 anni e 13 giorni), conserverà il record per due settimane. Riconquisterà il trono nuovamente il 16 giugno 2003 conservandolo per altre 12 settimane (portando il suo totale a 101). A causa di un infortunio è costretto a saltare alcuni importanti tornei e cederà lo scettro di N.1. Nella Masters Cup di fine anno arriva in finale, ma viene sconfitto da Federer, a fine anno è N.4 del mondo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 2004 il 34enne Agassi dimostra di poter ancora vincere titoli ad alto livello conquistando il Master series di Cincinnati. Con questa vittoria Agassi stabilisce il record (tuttora insuperato) di 17 Master series vinti, inoltre durante la sua carriera Andre ha vinto almeno una volta 7 dei 9 tornei del circuito MS. Durante l'anno Agassi diventa il sesto giocatore dell'era Open ad aver raggiunto le 800 vittorie. Termina l'anno al N.8 del ranking mondiale.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel  viene 2005 eliminato nei quarti di finale all' Australian Open dal nuovo re del tennis mondiale: Roger Federer . Nei tornei successivi Agassi riesce sempre ad essere competitivo ma non riesce ad aggiudicarsi nessun titolo. In seguito ad un infortunio si presenta all'Open di Francia in condizioni precarie e viene eliminato al primo turno. Dopo la delusione parigina vince per la quarta volta in carriera il torneo di Los Angeles e raggiunge la finale al Canada Masters. All' US Open  contro ogni previsione riesce incredibilmente ad arrivare fino in finale, nonostante la sconfitta per Agassi è un grande successo e un trionfo di pubblico. Dopo l'exploit di New York si infortuna seriamente all'anca (al punto da non riuscire a camminare), ma rientra in tempo per la Tennis Masters Cup  in cui però non riesce ad essere competitivo (si ritirerà prima della fine della competizione), finisce l'anno al N.7 del mondo.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel corso del 2006 annuncia il suo ritiro dopo il torneo che aveva sempre più sentito, l' US Open . Nel torneo perde al terzo turno giocando sull' Arthur Ashe Stadium il 3 settembre, contro il giovane tennista tedesco Benjamin Becker in quattro set. Una standing ovation lunga molti minuti saluta l'uomo che forse più di tutti ha dato e ricevuto dal tennis.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ad Andre Agassi viene attribuita la frase &amp;quot;credere in me stesso mi fa vincere&amp;quot;. Agassi è l'unico giocatore della storia del Tennis maschile ad aver vinto almeno una volta: tutti e 4 i tornei dello Slam, il Tennis Master Cup, la Coppa Davis e la medaglia d'oro in singolare ai Giochi olimpici, inoltre detiene il record per essere stato il più vecchio numero uno al mondo, posizione che ha occupato l' ultima volta nella sua carriera a 33 anni compiuti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Andre Agassi, sin da giovanissimo, ha dimostrato di avere una forte personalità e di non aver paura ad esibirla: indossava abiti colorati in campo quando a nessuno veniva in mente di vestire un colore che non fosse il bianco, portava capelli lunghi e orecchini, diventò un autentico divo grazie al suo look ribelle.A causa di questo suo gusto particolare nell'abbigliamento diserterà per i primi anni della carriera il torneo di Wimbledon e l'Australian Open (all'epoca era obbligatorio il bianco in entrambe le competizioni, oggi solo a Wimbledon), poichè giudicati troppo retrogradi. Era uno sportivo differente, originale di natura, schivo e riservato ma allo stesso tempo mondano nelle frequentazioni. Forse è proprio per questo che nei primi anni Novanta accettò di girare uno spot per la Canon che recitava ''&amp;quot;L'immagine è tutto&amp;quot;'', slogan che gli venne appiccicato addosso e per cui ancora oggi viene ricordato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quella però fu una fase: ne seguì un'altra, caratterizzata da una serie di insuccessi sportivi che lo portarono a essere il numero 141 del mondo; Agassi era fuori forma e veniva ormai considerato da tutti un giocatore finito, nonostante avesse solo 27 anni. L'annullamento del matrimonio è questo il momento in cui Agassi riuscì a tornare in perfetta forma sui campi da tennis e a intraprendere una seconda carriera, caratterizzata da tre finali dello slam nello stesso anno, proprio il 1999. Un Agassi rinnovato, apparentemente più conformista, che recupera le magliette bianche, la concentrazione, la determinazione e la sua consueta rapidità nei cambi di campo. Stupisce, perché nelle conferenze stampa riesce a ricordare con incredibile esattezza ogni punto giocato contro l'avversario. Alcuni credono che questo picco nella carriera di Agassi sia stato propiziato dal matrimonio con Steffi Graf , sua compagna da allora, che gli ha dato due bambini, Jaden Gil e Jaz Elle.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Agassi ha recentemente affermato che non si sente più la stessa persona che anni fa affermava &amp;quot;l'immagine è tutto&amp;quot;: oggi è padre, marito, tennista e uno degli sportivi più rispettati e amati nel mondo. Forse anche perché è riuscito a reinventarsi e a diventare ciò che da lui nessuno si sarebbe mai aspettato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sin da piccolissimo, Agassi mostrava l'attitudine a seguire la palla soltanto con gli occhi, senza muovere il capo, segno di eccezionali riflessi e fondamento per quella che si sarebbe rivelata la sua arma più devastante,la risposta d'anticipo,il risultato è un colpo di velocità e imprevedibilità impressionanti che, la maggior parte delle volte lascia fermo il giocatore.&lt;br /&gt;
Il miglior colpo di Agassi è la risposta, definita la migliore di tutti i tempi e in grado di rimettere in gioco anche uno dei servizi più potenti mai eseguiti: dotato di una grande capacità di anticipo. Ha un servizio potente che però non utilizza per raggiungere l'ace puro, ma per aprirsi il campo ed effettuare il colpo definitivo. Il rovescio è bimane ed estremamente efficace, specie in lungolinea; lo stesso vale per il dritto, con cui predilige anche traiettorie anomale.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dotato di un eccellente coordinazione e velocità, quando Agassi imprime i suoi ritmi di gioco e mette i piedi dentro al campo crea le condizioni ideali per esprimere il suo tennis. Il suo punto debole è da sempre il gioco di rete:  utilizza la volée solamente come colpo definitivo a punto quasi ottenuto e tradisce sempre la mancanza di senso di posizione. Quando gli fu chiesto come mai non provasse interesse a migliorare quella parte del suo gioco, semplicemente rispose che non ne aveva bisogno perché vinceva comunque.&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato il tennis Agassi si è dedicato a missioni umanitarie con la realizzazione di varie fondazioni a scopo benefico come la “ Andre Agassi Charitable Fundation “ e l' “ Andre Agassi College Preparatory Academy ” aiutando i bambini meno fortunati per far sì che anche loro possano sperare in un futuro come tutti gli altri e dando loro l'istruzione adeguata per poter crescere al pari di tutti.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bibliografia :&lt;br /&gt;
Alexandre de Chambure, 2007, “ Andre Agassi: attraverso gli occhi di un fan”.&lt;br /&gt;
Robert Philip, 1995, “Agassi: The fall and rise of the Enfant terrible of tennis”. &lt;br /&gt;
Jeff Savage, 1997, “Andre Agassi: raggiungere il top ancora una volta”&lt;br /&gt;
Alcune notizie sono state prese da siti internet dedicati ad Andre Agassi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Utente6</name></author>
	</entry>
</feed>