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	<title>L'atletismo nel mondo greco - Cronologia</title>
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	<updated>2026-05-14T20:03:21Z</updated>
	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>D.masala: Creata pagina con &quot;&lt;!--Text box. Latest articles--&gt; &lt;div style=&quot;width: 75%; padding: 20px; border: medium solid red; border-radius: 30px 0 30px 0; background: white;&quot;&gt; '''L’atletismo nel mondo...&quot;</title>
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		<updated>2018-06-27T13:00:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;&amp;lt;!--Text box. Latest articles--&amp;gt; &amp;lt;div style=&amp;quot;width: 75%; padding: 20px; border: medium solid red; border-radius: 30px 0 30px 0; background: white;&amp;quot;&amp;gt; &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;L’atletismo nel mondo...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;!--Text box. Latest articles--&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 75%; padding: 20px; border: medium solid red; border-radius: 30px 0 30px 0; background: white;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''L’atletismo nel mondo greco'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo sforzo e il dolore per giungere al trionfo, in greco “Agon”, era la base della cultura antica. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il motto moderno attribuito al barone De Cubertain “L’importante non è vincere ma partecipare” per un uomo antico sarebbe stato un vero insulto, una bestemmia. L’importante era vincere a qualsiasi costo, perdere era una vergogna.&amp;lt;br \&amp;gt; &lt;br /&gt;
L’atleta era l’emblema dell’uomo migliore che metteva in gioco tutto se stesso e, dopo infiniti sofferenze e sforzi, era sopravvissuto, e poteva esser coronato con l'alloro, il simbolo della vittoria.&amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Sulla lapide di un pancrazista morto in una di quelle arene in cui si combatteva finché uno solo restava in piedi, fu scritto: “Aveva pregato Zeus di dargli o la corona o la morte” ed era stato accontentato. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il concetto di lottare per vincere era ed è impersonificato da l'Aretè (termine intraducibile) che sintetizza i significati di virtù, eccellenza, coraggio, prodezza, audacia. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'uomo deve dare tutto se stesso per eccellere, primeggiare, distinguersi in gara, in guerra e nella vita. Nell’etica civile, bellica ed olimpica, il tentativo di essere i primi, i migliori era fondamento di un modo di essere e di vivere nell'occidente, che è divenuto il principale motore degli avvenimenti storici del nostro mondo degli ultimi venti secoli. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Parallelismo dell'allenamento'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli atleti seguivano un ciclo di allenamenti di quattro giorni dove il primo e il quarto erano meno pesanti dei restanti, E senza nessun giorno libero. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'atleta del passato classico era abituato già da fanciullo a trovare la forza mentale e fisica, per superare gli sforzi, nella congiunzione &amp;quot;spirituale&amp;quot; con Ercole ed Hermes, figure presenti, con dei busti, in ogni palestra dell'antica Grecia e dell'antica Roma. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il sudore è il simbolo stesso dello sforzo e della fatica corporale atletica. Molte altre categorie di uomini hanno a che fare con lo sforzo e la fatica ma solo per gli atleti l'agonia fisica diventa uno &amp;quot;strumento&amp;quot; per raggiungere la vetta. E  non ha caso il termine agonia deriva dal greco Agon, il cui significato è competere con dolore. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Lo sforzo e il sudore sono difatti solo ruote che girano attorno al dolore fisico e mentale. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'atleta nel mondo antico era già una celebrità proprio perché era uno dei maggiori conoscitori del sacrificio umano con il solo scopo di eccellere.&lt;br /&gt;
Solo chi aveva sofferto fisicamente e mentalmente poteva dirsi atleta ovvero eroe. L'eroe è colui che si è cimentato con la sofferenza e ne uscito vincitore. Ecco perché per i greci vedere un atleta che vinceva la sofferenza era qualcosa di eroico che superava qualsiasi mortale. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell’antichità la disciplina insegnata dagli istruttori ad un atleta poteva far rabbrividire anche un guerriero come ben sapevano spartani greci e legionari romani.&amp;lt;br \&amp;gt; &lt;br /&gt;
Nei racconti antichi ci viene detto che molti allenatori portavano allo sfinimento e talvolta alla morte gli atleti pur di non abbassare il livello di sacrificio a cui erano imposti. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'allenatore e la sua parola erano sacri, nessun atleta poteva contraddirlo. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dagli Spartani fino ad Alessandro Magno, da Socrate fino a Sant'Agostino, da Tacito fino a Diocleziano, la descrizione della disciplina atletica era quasi sovraumana e vista come qualcosa tra il divino e l'infernale. Il campione era il migliore dei cittadini perché dimostrava di sapersi sacrificare oltre la soglia della normalità. &amp;lt;br \&amp;gt;&lt;br /&gt;
La dedizione e il sacrificio quotidiano degli atleti era proverbiale, diventando così anche messaggio per i guerrieri, come Platone - il quale era stato un importante lottatore, Platone significa &amp;quot;dalle larghe spalle&amp;quot; - ce lo ricorda nelle sue Leggi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>D.masala</name></author>
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