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	<title>Meneghin Dino - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>D.masala il 16:14, 9 gen 2024</title>
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In una fredda sera invernale Dino Meneghin si reca alla palestra scolastica per andare a sostenere la squadra come semplice spettatore, ed è proprio li che il suo imponente fisico viene notato da Nico Messina,allora responsabile del settore giovanile della squadra di Varese,e diventato più tardi uno dei più grandi allenatori italiani di sempre che gli consiglia vivamente di presentarsi agli allenamenti. Da li a poco ebbe inizio la leggenda. Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;‘’una &lt;/del&gt;promessa che verrà di certo &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mantenuta’’&lt;/del&gt;.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione. La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina. La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero. Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese. Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980. Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano. In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,&lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;smenti &lt;/del&gt;subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987). Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975. Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980. Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre. Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante. RITIRO E RICONOSCIMENTI Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;ll &lt;/del&gt;cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame. Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Dino Meneghin si avvicina al basket per caso, la sua scuola a Varese partecipava ai campionati studenteschi e lui, già molto alto rispetto agli altri, non era stato inserito all’interno della squadra perché ‘’promesso’’ dal suo insegnante di ginnastica a una carriera da lanciatore di disco e di peso. In una fredda sera invernale Dino Meneghin si reca alla palestra scolastica per andare a sostenere la squadra come semplice spettatore, ed è proprio li che il suo imponente fisico viene notato da Nico Messina, allora responsabile del settore giovanile della squadra di Varese, e diventato più tardi uno dei più grandi allenatori italiani di sempre che gli consiglia vivamente di presentarsi agli allenamenti. Da li a poco ebbe inizio la leggenda. Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;&amp;quot;una &lt;/ins&gt;promessa che verrà di certo &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;mantenuta&amp;quot;&lt;/ins&gt;. Egli in campo era una bestia feroce, un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione. La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin, complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina. La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione, condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero. Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese. Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980. Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano. In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera, &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;smentì &lt;/ins&gt;subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987). Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975. Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980. Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre. Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante. RITIRO E RICONOSCIMENTI Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano. &lt;ins style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;Il &lt;/ins&gt;cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks, squadra in cui però, non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame, il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame. Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>D.masala</name></author>
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		<title>D.masala: /* La carriera */</title>
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Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come ‘’una promessa che verrà di certo mantenuta’’.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                       &lt;/del&gt;La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                   &lt;/del&gt;La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                                &lt;/del&gt;Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                 &lt;/del&gt;Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt; &lt;/del&gt;stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                      &lt;/del&gt;Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                       &lt;/del&gt;In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,smenti subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987). &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                 &lt;/del&gt;Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                                        &lt;/del&gt;Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                    &lt;/del&gt;Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                    &lt;/del&gt;Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;Dino Meneghin si avvicina al basket per caso,la sua scuola a Varese partecipava ai campionati studenteschi e lui, già molto alto rispetto agli altri, non era stato inserito all’interno della squadra perché ‘’promesso’’ dal suo insegnante di ginnastica a una carriera da lanciatore di disco e di peso. In una fredda sera invernale Dino Meneghin si reca alla palestra scolastica per andare a sostenere la squadra come semplice spettatore, ed è proprio li che il suo imponente fisico viene notato da Nico Messina,allora responsabile del settore giovanile della squadra di Varese,e diventato più tardi uno dei più grandi allenatori italiani di sempre che gli consiglia vivamente di presentarsi agli allenamenti. Da li a poco ebbe inizio la leggenda. Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come ‘’una promessa che verrà di certo mantenuta’’.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione. La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina. La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero. Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese. Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980. Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano. In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,smenti subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987). Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975. Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980. Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre. Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante. RITIRO E RICONOSCIMENTI Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano. ll cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame. Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;−&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #ffe49c; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;RITIRO E RICONOSCIMENTI &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                        &lt;/del&gt;Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                                        &lt;/del&gt;ll cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame. &lt;del style=&quot;font-weight: bold; text-decoration: none;&quot;&gt;                                                                                                                              &lt;/del&gt;Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>D.masala</name></author>
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		<title>D.masala il 14:55, 2 dic 2017</title>
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Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come ‘’una promessa che verrà di certo mantenuta’’.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione.                                                                                                        La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina.                    La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero.                                                                                                                                 Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese.                                                                                                                  Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se  stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980.                       Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano.                                                                                                                        In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,smenti subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987).                                                                                                                  Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975.                                                                                                                                         Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980.                                                                                                                     Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre.                     Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot; data-marker=&quot;+&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #a3d3ff; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Dino Meneghin'' si avvicina al basket per caso,la sua scuola a Varese partecipava ai campionati studenteschi e lui, già molto alto rispetto agli altri, non era stato inserito all’interno della squadra perché ‘’promesso’’ dal suo insegnante di ginnastica a una carriera da lanciatore di disco e di peso.                                                                               In una fredda sera invernale Dino Meneghin si reca alla palestra scolastica per andare a sostenere la squadra come semplice spettatore, ed è  proprio li che il suo imponente fisico viene notato da Nico Messina,allora responsabile del settore giovanile della squadra di Varese,e diventato più tardi uno dei più grandi allenatori italiani di sempre che gli consiglia vivamente di presentarsi agli allenamenti.                                                                                                  Da li a poco ebbe inizio la leggenda. Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come ‘’una promessa che verrà di certo mantenuta’’.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione.                                                                                                        La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina.                    La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero.                                                                                                                                 Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese.                                                                                                                  Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se  stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980.                       Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano.                                                                                                                        In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,smenti subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987).                                                                                                                  Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975.                                                                                                                                         Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980.                                                                                                                     Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre.                     Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;RITIRO E RICONOSCIMENTI                                                                                         Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano.                                                                                                                                         ll cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame.                                                                                                                               Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;RITIRO E RICONOSCIMENTI                                                                                         Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano.                                                                                                                                         ll cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame.                                                                                                                               Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;===Sitografia===&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class=&quot;diff-marker&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background-color: #f8f9fa; color: #202122; font-size: 88%; border-style: solid; border-width: 1px 1px 1px 4px; border-radius: 0.33em; border-color: #eaecf0; vertical-align: top; white-space: pre-wrap;&quot;&gt;&lt;div&gt;===Sitografia===&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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		<author><name>D.masala</name></author>
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		<title>D.masala: Creata pagina con &quot;&lt;!--Text box. Latest articles--&gt; &lt;div style=&quot;width: 70%; padding: 20px; border: medium solid #4EA64E; border-radius: 30px 0 30px 0; background: honeydew;&quot;&gt; =[https://www.googl...&quot;</title>
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		<updated>2017-12-02T14:55:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;&amp;lt;!--Text box. Latest articles--&amp;gt; &amp;lt;div style=&amp;quot;width: 70%; padding: 20px; border: medium solid #4EA64E; border-radius: 30px 0 30px 0; background: honeydew;&amp;quot;&amp;gt; =[https://www.googl...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&amp;lt;!--Text box. Latest articles--&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 70%; padding: 20px; border: medium solid #4EA64E; border-radius: 30px 0 30px 0; background: honeydew;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
=[https://www.google.it/imgres?imgurl=http%3A%2F%2Fbiografieonline.it%2Fimg%2Fbio%2FDino_Meneghin_giovane.jpg&amp;amp;imgrefurl=http%3A%2F%2Fbiografieonline.it%2Fbiografia-dino-meneghin&amp;amp;docid=ohzcT0iXmuytKM&amp;amp;tbnid=jT05xmTdV3mGXM%3A&amp;amp;vet=1&amp;amp;w=880&amp;amp;h=1200&amp;amp;bih=656&amp;amp;biw=1366&amp;amp;ved=0ahUKEwjFnOS8yuvXAhXDwBQKHSkyCZEQMwgmKAAwAA&amp;amp;iact=c&amp;amp;ictx=1\ IMMAGINI]=&lt;br /&gt;
Considerato da molti il più grande cestista italiano e uno dei migliori in assoluto del panorama europeo durante la fine del ventesimo secolo,'''Dino Meneghin''' nasce il 18 gennaio del 1950 ad Alano di Piave ,piccolo comune della provincia di Belluno,in Veneto.                                                                                                                            Dall’alto dei suoi 2,04 metri Meneghin giocò come centro,mettendo a segno oltre 10.000 punti tra squadre di club e nazionale.                                                                                    ===La carriera===&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
''Dino Meneghin''''Corsivo'' si avvicina al basket per caso,la sua scuola a Varese partecipava ai campionati studenteschi e lui, già molto alto rispetto agli altri, non era stato inserito all’interno della squadra perché ‘’promesso’’ dal suo insegnante di ginnastica a una carriera da lanciatore di disco e di peso.                                                                               In una fredda sera invernale Dino Meneghin si reca alla palestra scolastica per andare a sostenere la squadra come semplice spettatore, ed è  proprio li che il suo imponente fisico viene notato da Nico Messina,allora responsabile del settore giovanile della squadra di Varese,e diventato più tardi uno dei più grandi allenatori italiani di sempre che gli consiglia vivamente di presentarsi agli allenamenti.                                                                                                  Da li a poco ebbe inizio la leggenda. Il potenziale di Meneghin fu evidente a tutti fin dai primi anni nel Varese tanto da essere definito dalla critica giornalistica sportiva come ‘’una promessa che verrà di certo mantenuta’’.Egli in campo era una bestia feroce,un misto di esplosività muscolare e tecnica sotto canestro che ne fecero in breve tempo un affermato campione.                                                                                                        La stagione 1968-1969 segna la svolta nella carriera di Meneghin,complice anche la promozione di Nico Messina ad allenatore della prima squadra varesina.                    La Ignis proveniva da una stagione negativa e l’anno della sua consacrazione,condito da una sostanziosa ricostruzione della squadra, fu definito dalla dirigenza come un anno zero.                                                                                                                                 Messe da parte le pressioni l’atleta veneto assieme a Manuel Raga ed Aldo Ossola riesce nell’impresa di riportare il titolo dell’A1 italiana a Varese.                                                                                                                  Da quel momento in poi gli allenamenti di Meneghin sono rivolti costantemente alla ricerca della perfezione e della minuziosa cura dei particolari dedicando tutto se  stesso al basket e alla ricerca della vittoria. Nel periodo in cui indossò la casacca di Varese contribuì in prima linea a rendere la squadra lombarda una delle più vincenti della storia europea collezionando altri 6 campionati italiani, 4 coppe Italia 5 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali nel decennio tra il 1970 e il 1980.                       Nel 1981 Meneghin terminò la sua esperienza sportiva a Varese e firmò per i rivali dell’Olimpia Milano.                                                                                                                        In quell’anno, se pur venne giudicato inspiegabilmente come un atleta in parabola discendente, dato il suo precoce inizio di carriera,smenti subito tutte queste voci e insieme a campioni del calibro di Mike D’Antoni e Bob McAdoo guiderà Milano a cinque scudetti conditi da 2 coppe dei campioni (1986 e 1988) e una coppa intercontinentale (1987).                                                                                                                  Il suo contributo fu altrettanto importante in nazionale dove conquistò una medaglia d’oro agli europei francesi del 1983 e due bronzi agli europei del 1971 e del 1975.                                                                                                                                         Inoltre la sua carriera con la maglia azzurra gli valse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Mosca del 1980.                                                                                                                     Con la nazionale è sceso in campo 272 volte e ha realizzato 2845 punti che gli valgono il secondo posto nella classifica dei migliori realizzatori di sempre.                     Gli anni 90 vedono le sue ultime apparizioni nel campionato italiano divise tra Milano e Trieste, altra tappa se non entusiasmante altresì importante.&lt;br /&gt;
RITIRO E RICONOSCIMENTI                                                                                         Dino Meneghin si ritira nel 1994 all’età di 44 anni diventando uno dei simboli cardine del basket italiano nonché chiaro esempio di longevità sportiva totalizzando 836 partite e mettendo a segno 8580 punti nel massimo campionato cestistico italiano.                                                                                                                                         ll cestista veneto fu il primo giocatore europeo della storia ad essere scelto al draft Nba dagli Atlanta Hawks,squadra in cui però,non figurerà mai. Nel 2003 diviene inoltre il primo e unico cestista italiano ad essere inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame,il massimo riconoscimento nel mondo della pallacanestro mondiale. Fu inserito poco dopo anche nella FIBA Hall of Fame e nell’Italia Basket Hall of Fame.                                                                                                                               Nella fase successiva al suo ritiro Dino Meneghin si divide come team manager tra L’Olimpia Milano e la nazionale e nel 2009 viene eletto, successivamente alla sua spontanea candidatura, come presidente della federazione italiana di pallacanestro ricoprendo l’incarico fino al gennaio del 2013.&lt;br /&gt;
===Sitografia===&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
*Wikipedia      &lt;br /&gt;
*www.gazzetta.it&lt;br /&gt;
===Bibliografia===&lt;br /&gt;
----&lt;br /&gt;
*‘’Passi da gigante’’ autobiografia di Dino Meneghin&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>D.masala</name></author>
	</entry>
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