Allucci Carmela

Da Wikisport.
Versione del 7 nov 2019 alle 00:31 di D.masala (discussione | contributi)
(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)
Jump to navigation Jump to search

IMMAGINI

Carmela Allucci è nata a Napoli il 22 gennaio 1970, laureata in Psicologia nel 1999, ha fatto parte degli atleti inseriti nel Programma Master 2000, curato dalla Fondazione Adecco dal 2005, anno anche in cui collabora nel mese di maggio con l’azienda farmaceutica Eli Lily nell’area delle Risorse Umane e della Formazione. Per tutti Lilly, è stata capitana della nazionale di pallanuoto femminile (il famoso Setterosa). Ha 41 anni, ha praticato nuoto e pallanuoto dall’età di sei anni ed è in nazionale dall’età di quindici.

Carriera


Allucci Carmela attaccante, è cresciuta nel Volturno dove ha vinto sette scudetti ininterrottamente dall’ 85 al ’91 per poi trasferirsi al Gifa Palermo. Ha fatto il suo debutto in serie A nell’ 84, stesso anno in cui per la prima volta è stata chiamata in nazionale. Nel 1991 agli Europei di Atene conquista il primo alloro della sua carriera, vincendo il bronzo, quindi dopo il quarto posto agli Europei di Sheffiel, è ancora bronzo ai successivi Mondiali del 1994 a Roma. Poi i successi in serie: campionessa d’Europa sia nel ’95 a Vienna che nel ’97 a Siviglia ed ancora campionessa del mondo a Perth, in Australia, nel ’98. Nel ’99, è ancora in attività sempre nel Gifa Palermo, dopo il terzo posto in Coppa FINA a Winnipeg in Canada ed il secondo in campionato dietro l’Orizzonte, vince i campionati d’Europa a Firenze, battendo in finale l’Olanda 10-9 dopo i tempi supplementari. Appartiene al club delle oltre 300, vanta infatti ben 349 presenze in nazionale, conseguendo anche un bronzo nella Coppa FINA Winnipeg ’99 e un altro oro mondiale a Fukuoka nel 2001; quindi un argento agli Europei di Budapest, ai Mondiali di Barcellona del 2003, anno in cui si aggiudica anche l’oro agli Europei di Lubiana. Si è qualificata per le Olimpiadi di Atene dove è portabandiera nella cerimonia di chiusura della manifestazione e vince l’oro, quindi lascia la nazionale. Con quest’ultima vittoria, la più prestigiosa, ha coronato una carriera sportiva di tutto rispetto con una nazionale italiana di pallanuoto femminile che negli ultimi quindici anni ha vinto quattro europei e due mondiali.

Dopo il ritiro


Nel 2008 è stata festeggiata, insieme al pugile Clemente Russo, da sportivi e rappresentanti delle istituzioni nel corso di una semplice ma significativa cerimonia svoltasi nel salone d'onore del Comitato Provinciale Coni di Caserta, organizzata per rimarcare la 'storica' circostanza che ha visto due atleti campani guidare la rappresentativa azzurra nella sfilata conclusiva nelle ultime due Olimpiadi.

Il mondo sportivo


Con questa premessa già si potrebbe affermare che ha vissuto in maniera intensa quello che possiamo definire il “mondo sportivo”, un mondo che il più delle volte si sviluppa in un ambiente sano, pulito e competitivo. Certo, si possono incontrare delle brutture (giudici parziali, corruzioni, doping ecc..), ma il tutto si sviluppa in un ambiente protetto da regole e aspettative. Il cosiddetto “mondo reale” ha, invece, regole che vengono continuamente disattese, è alla mercé della violenza e dell’opportunismo senza che si riesca a vedere o a prevedere le conseguenze di azioni che nascono purtroppo dalle esigenze di pochi uomini a discapito della maggioranza. L’esperienza delle Olimpiadi, la sua prima esperienza, ha aumentato ancora di più la sua consapevolezza che il “mondo sportivo”, così come l’ha definito, è decisamente lontano da quello reale. Manifestazioni sportive di alto livello, come gli Europei e i Mondiali, davano già l’idea di questa differenza per la lealtà e la competitività delle singole competizioni, per quanto i momenti di confronto fossero ancora concentrati sulla competizione di un singolo sport, la pallanuoto appunto, e non si estendessero al mondo esterno, condividendo, ad esempio, luoghi ed esperienze di tempo libero in comune (ogni squadra viveva in un albergo, spesso distante da quello degli avversari). Le Olimpiadi rappresentano, invece, il massimo che ogni atleta possa desiderare, il vero “mondo sportivo” dove vivi in un unico ambiente, concentrato in un ambito territoriale ristretto, tutti gli sport e le culture sportive di tutto il mondo. Nel villaggio olimpico non solo vivi insieme agli altri atleti della propria nazione, condividendo gioie e sofferenze, ma convivi anche con tutti gli atleti del mondo che hai possibilità di incontrare e conoscere senza grosse difficoltà, con gioia di partecipazione e voglia di vincere. Non vivi nessuna disuguaglianza, mangi insieme a tutti e frequenti gli stessi posti dedicati al tempo libero. Insomma sembra che ognuno viva in un mondo perfetto lontanissimo da quello reale; così nasce la consapevolezza che esso rappresenti un’ideale Società Utopica a cui ambire, ma che, per definizione stessa, non potrà mai esistere in un luogo reale.
Nel mondo reale il vantaggio del singolo o del gruppo ha senso anche solo per l’interesse di un unico partecipante; nello sport il singolo o il gruppo avvantaggiano e rendono più unita anche la nazione che rappresentano e, quindi, simbolicamente, tutti i suoi abitanti. Per quanto sia utopico il mondo sportivo, esso può comunque rappresentare un modello sociale di riferimento per tutti i cittadini che rappresenta e dovrebbe a suo avviso sempre più influenzare il mondo reale (e non il contrario, come nel caso delle brutture poc’anzi indicate). Purtroppo, come spesso capita, alcuni sport vengono considerati secondari e quindi sono lasciati da parte, senza essere seguiti e aiutati contribuendo ad un forte sviluppo di quest’attività. Infatti lei disse “la pallanuoto femminile viene dopo tutto, anche il settore giovanile di una squadra di serie B". Attualmente è l’allenatrice della Gifa-Palermo, società siciliana che milita nel campionato nazionale di serie A/2.

Soprannome


"Lilly"