Differenze tra le versioni di "De Stefani Giorgio"
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• http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1241&biografia=Giorgio+De+Stefani<BR \> | • http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1241&biografia=Giorgio+De+Stefani<BR \> | ||
• http://www.atpworldtour.com/en/players/giorgio-de-stefani/dd81/overview<BR \> | • http://www.atpworldtour.com/en/players/giorgio-de-stefani/dd81/overview<BR \> | ||
• http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/07/19/647822-tennista_gentiluomo.shtml | • http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/07/19/647822-tennista_gentiluomo.shtml | ||
Versione delle 12:16, 27 dic 2016
Giorgio De Stefani nasce a Verona il 24 febbraio del 1904. Figlio di un ministro del governo si trasferì da bambino a Roma, di cui si considerò sempre un figlio tra i più fortunati.
Carriera
Giorgio De Stefani inizia a giocare a tennis fin da ragazzo grazie alla mamma, donna di notevole intraprendenza e che lo seguì spesso durante la sua carriera sportiva. A Roma iniziò a giocare con il Club Parioli, a cui rimase sempre molto legato. Giocatore autodidatta, pur essendo di natura mancino, divenne il primo giocatore di tennis al mondo ad usare due colpi di dritto, passando la racchetta da una mano all’altra ed evitando così il rovescio: <<Tendenzialmente mancino>> scrive Gaspare Cataldo << divenne ambidestro perché obbligato dalla madre a servirsi della mano destra>>. Possedeva nel gioco notevole resistenza e forte determinazione, pur essendo non molto atletico, con una grande abilità nel giocare passanti, un’arma di grande precisione che risultava, grazie al suo gioco ambidestro, sempre sorprendente per chi si azzardava a scendere a rete: Il grande Fred Perry ricordava di non aver mai capito la direzione dei suoi passaggi. Nel 1932 fu il primo italiano ad approdare alla finale del Roland Garros.De Stefani, testa di serie n. 6 del torneo, dopo aver battuto nei quarti il britannico Lee (6-3, 9-7, 6-2) ed in semifinale il tedesco Menzel (6-3, 2-6, 7-5, 6-4), fu sconfitto in 4 set dalla testa di serie n. 1, il francese Henri Cochet, con il punteggio di 6-0, 6-4, 4-6, 6-3. Al Roland Garros, oltre alla finale del 1932, raggiunse i quarti nel 1931 e le semifinali nel 1934. Grazie al suo gioco così prestigioso e innovativo divenne numero uno del tennis italiano nel 1933, dopo il ritiro dalle competizioni di Umberto De Morpurgo (bronzo alle Olimpiadi di Parigi del 1924), e mantenne quella posizione fino al 1936. Inoltre l’anno successivo fu finalista agli Internazionali d’ Italia, dove fu battuto dopo una lunga partita da Giovanni Palmieri con il punteggio di 6-3, 6-0, 8-6, pur essendo al massimo della propria forma fisica, tanto che in quell’anno raggiunse il nono posto nel ranking mondiale. Il suo approccio innovativo e il suo carattere combattivo gli permisero di far parte della squadra italiana di Coppa Davis per quattordici anni, disputando ben 66 incontri con 44 vittorie. La sua presenza come scudiero di De Morpurgo fu preziosissima, ed è giusto ricordare che <<De Stefani fu, per qualche anno, il miglior secondo giocatore di Davis europeo, eccettuati, beninteso, i francesi>>. Anche se tra i due non scorreva buon sangue: la prima volta che Giorgio De Stefani fece ”l'affronto” di battere il suo Maestro, De Morpurgo, questo lo lasciò in mezzo al campo allibito, con la mano tesa e una guancia arrossata, per uno schiaffo preciso e violento quanto uno dei dritti del barone.
L'ultima partita
L’ultima partita disputata dal grande Giorgio De Stefani fu quella del 26 giugno del 1939 al torneo di Wimbledon contro il francese Jacques Brugnon perdendo in quattro set con il punteggio di 6-4, 6-4, 6-8, 6-4.
Curiosità
Giorgio De Stefani, oltre a essere un grande atleta di fama mondiale, diede un forte contributo alla FIT (Federazione Italiana Tennis) e non solo. <<Da tutti viene ricordato come un gran signore, mosso solo dall’amore per lo sport e per il tennis in particolare>>. Grazie alla sua cultura e alla sua laurea in giurisprudenza fu nominato membro del Comitato direttivo delle Federazione Internazionale Lawn Tennis nel 1950 e ne diverrà presidente nel 1955. Dal 1958 al 1969 sarà nominato presidente della FIT e successivamente presidente onorario FIT e vice presidente onorario della Federazione Internazionale. La sua figura è di riguardo non solo nell’ambito tennistico, ma anche nei Giochi Olimpici. Dopo aver fatto parte della delegazione ufficiale italiana ai giochi olimpici di Londra, De Stefani è stato membro del comitato organizzatore dei giochi invernali di Cortina nel 1956 e dei giochi olimpici svolti a Roma nel 1960. Eletto membro del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) per l'Italia nel 1951, De Stefani ha fatto parte della Commissione esecutiva del Comitato Internazionale Olimpico dal 1964 al 1968. È stato membro della Commissione del CIO per l'Accademia Internazionale Olimpica fin dalla sua fondazione ed ha fatto parte di quella per i programmi olimpici. Nel 1971 è stato presidente dell' Associazione azzurri d'Italia e nello stesso hanno ebbe l'onore di ricevere la medaglia d'oro al valore atletico. In qualità di membro del CIO era membro di diritto della Giunta esecutiva e del Consiglio Nazionale del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). Si ricordano due storiche battaglie da lui affrontate con grande determinazione: la prima fu quella per la riammissione del tennis alle Olimpiadi. Infatti dopo più di trent’anni riuscì a rivedere il “suo” sport all’edizione di Seul del 1988, nonostante l’opposizione degli inglesi e di alcuni grandi tornei, come Winbledon, che temevano di perdere popolarità. In secondo luogo si opponeva anche all’era del professionismo, secondo il suo spirito tendenzialmente conservatore. Giorgio De Stefani si è spento a Roma il 22 ottobre 1992. La sua storia venne successivamente descritta nel libro “Giorgio De Stefani: il gentleman con la racchetta”, scritto dalla giornalista Francesca Paoletti.
Bibliografia
• 500 anni di tennis, Gianni Clerici
Sitografia
• https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_De_Stefani
• http://www.federtennis.it/IPiuGrandiScheda.asp?scheda=5
• http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1241&biografia=Giorgio+De+Stefani
• http://www.atpworldtour.com/en/players/giorgio-de-stefani/dd81/overview
• http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/07/19/647822-tennista_gentiluomo.shtml