Differenze tra le versioni di "La Rocca Nino"
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'''“Non ti chiamano Ali per caso”''' <BR \> | '''“Non ti chiamano Ali per caso”''' <BR \> | ||
Versione delle 19:06, 27 ott 2017
IMMAGINI
“Non ti chiamano Ali per caso”
Nino La Rocca è un ex pugile peso welter italo-maliano attivo negli anni 80. Nato da padre del Mali, militare dell'esercito coloniale francese e madre siciliana, Nino il cui vero nome è Cheid Tijani Sidibe nasce a Port-Etienne il 5 aprile 1959 nell'allora Africa Occidentale francese(odierna Mauritania). I suoi primi incontri lo vedranno presentato come pugile Maliano, poichè ottenne la cittadinanza italiana durante la sua pittoresca carriera, e dopo un lungo e travagliato decorso burocratico e terminato con l aiuto dell' allora presidente del consiglio dei ministri Sandro Pertini.
Carriera
Pugile professionista di tutto rispetto sotto l’ala del manager Rocco Agostino, vanta un totale di 80 incontri di cui ben 74 vittorie e 6 sconfitte con un pregevole record di 54 ko. La sua carriera inizia brillantemente nel 1978 a Parigi contro Jean-Paul Coppyn(La Rocca sostituisce un pugile infortunato). Da allora con una serie di vittorie spesso prima del limite arrivò ad un impressionante record di 57:0:0 a gennaio del 1984, dopo aver battuto avversari di tutto rilievo come il temuto statunitense Bobby Joe Young(liquidato per KOT). Ciò grazie alla sua innovativa e imprevedibile boxe che non lasciava respiro all'avversario, che rimaneva in balia di colpi improvvisi e spesso partiti dal braccio opposto a quello che sembrava preparare il colpo, terminando molte volte in un ko. Queste abilità di mobilità, velocità e destrezza gli fecero attribuire il soprannome di "the italian Ali"; La Rocca aveva comunque un limite, ovvero la forza e il pugno da ko, cosa che lo penalizzò non poco. Il 18 febbraio 1984 subì la sua prima sconfitta nel match per la corona europea EBU dei pesi welter contro Gilles Ebilia in modo poco "ortodosso": fu infatti una testata di Ebilia che pose fine alla contesa...e La Rocca rimediò venti punti di sutura per chiudere la ferita. Nonostante questa sconfitta la corsa ai titoli continuò e dopo 2 convincenti incontri che lo videro vittorioso per decisione unanime e per ko rispettivamente contro Felipe Canela e Juan Elizondo, affrontò Donald Curry "il cobra" in un match valevole per il titolo mondiale WBA/IBF dei welter. La Rocca crollò al sesto round sotto i pugni di Curry e questa si può considerare la prima “vera” sconfitta di La Rocca, che perde per la prima volta per ko.
Nel 1985 Nino La Rocca memore della cocente sconfitta disputa un solo incontro con Jerome Kinney; confuso e incerto nel match La Rocca si arrende per KOT alla terza ripresa. Il 1986 lo vede impegnato per 2 incontri collezionando una squalifica e una vittoria. Nel biennio 87 e 88 La Rocca torna a combattere più attivamente tornando a vincere più volte per ko nei 12 incontri che disputa, vincendoli tutti. Nel 1989 arriva il più volte conteso titolo europeo EBU pesi welter al termine di un incontro vinto per decisione unanime contro Kirkland Laing a Nottingham.
Il titolo venne poi difeso 2 volte lo stesso anno contro Freddy Costas liquidato per KOT alla seconda ripresa, e infine contro Antoine Fernandez che sconfisse Nino La Rocca per decisione unanime. Il suo ultimo anno da pugile professionista è il 1990 dove tenta l’assalto alla cintura da campione internazionale WBC pesi welter contro Luis Gabriel Garcia: è squalificato all’ottavo round.
Dopo questo incontro si ritirò seppur tentando invano il rientro con la federazione pugilistica francese negli anni 90.
Vita privata
Da giovane vive in Marocco e si trasferisce a 13 anni in Francia con uno zio. Durante la sua carriera pugilistica si sposò con l’allora modella Manuela Falorni, da cui ebbe il figlio Antonio; in seguito dopo accuse da parte della modella di maltrattamenti divorziarono e la Falorni ottenne l’affidamento del figlio nel 1995.
Nel 98 e nel 99 Nino La Rocca vistosi negata la licenza da maestro di boxe protestò incatenandosi davanti a Palazzo Chigi e al Quirinale, chiedendo un lavoro che gravitasse intorno alla boxe, a cui La Rocca rimane incondizionatamente asservito. Oggi Nino vive a Olgiata nei pressi di Roma, pensa a un' autobiografia, lavora a un film sulla sua vita, si allena, insegna boxe in palestra e divide le giornate con i suoi figli e con il suo “amaro” sogno di poter, un giorno, tornare sul ring.