Differenze tra le versioni di "Papi Samuele"

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===Vita privata===
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Versione attuale delle 12:14, 28 ott 2017

IMMAGINI

Vita privata


Samuele Papi nasce ad Ancona il 20 maggio 1973. Sposato e padre di due bambine è un pallavolista italiano ancora in attività. Uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, è soprannominato “O’ fenomeno”. Giocatore dal palmares eccezionale, Samuele Papi vanta un primato importante, è infatti il pallavolista più medagliato della storia delle Olimpiadi con quattro medaglie in altrettante edizioni, come lui solo il russo Sergey Tetyukhine.

La carriera nei club e la nazionale


Come detto, Samuele nasce ad Ancona, ma è a Falconara che inizia a tirare prima calci e poi “manate” ad un pallone. Ben presto però, vista la repentina crescita verso il metro e novanta, abbandona il calcio e passa al mondo dorato del volley di quegli anni. La sua prima squadra è quella della scuola che frequenta: l’ITIS di Ancona.
Samuele ha, oltre ad un grande talento, la fortuna di vivere proprio a Falconara, nelle Marche, in quegli anni fucina di talenti per la pallavolo italiana. Ed è proprio là che un lungimirante Marco Paolini, allora responsabile del settore giovanile della Pallavolo Falconara e primo coach di Samuele, insieme all’allora tecnico della squadra senior marchigiana fanno debuttare un ragazzino di 17 anni nel Campionato italiano di serie A1. E’ il 1990 e in un Falconara – Parma in uno storico impianto per la pallavolo italiana, il Palasport Gianfranco Badiali, calca il parquet per la prima volta in serie A un giovane alto (per quegli anni) e longilineo dotato di una tecnica sopraffina e con le molle sotto i piedi. Da quel giorno, su quei campi, ci resterà per ben 25 anni ininterrotti. Ad oggi 757 partite e quasi 8000 punti. Si, ad oggi, visto che Papi risulta essere tuttora in attività e gioca il suo venticinquesimo Campionato con la Copra Piacenza insieme a due figure storiche della nostra pallavolo Valerio Vermiglio e Hristo Zlatanov.
Dopo tre anni nella sua Falconara e l’esordio in nazionale il 15 dicembre 1993 a soli 20 anni, inizia la sua ascesa nel volley “che conta”. Nel 1994 si trasferisce all’ Alpitour Cuneo alla corte del prof. Prandi che ha tra le proprie fila campioni del calibro di Lyubo Ganev, Lucchetta, , Fefè de Giorgi. Nello stesso anno arriva il primo storico successo con la Nazionale. Ad Atene infatti in una stupenda finale contro Cuba, l’Italia vince il suo secondo Campionato del Mondo dopo quello del 1978. E’ una vittoria che lo stesso Papi definisce forse la più importante della sua carriera. E’ l’inizio di un decennio di dominio incontrastato a livello mondiale per quella che fu ribattezzata dagli addetti ai lavori “la generazione di fenomeni”, di cui facevano parte i vari Tofoli, Bracci, Cantagalli, Bernardi, Zorzi, Lucchetta, Gardini, Giani, e di cui ne era il grande timoniere tale Julio Velasco. Di quei fenomeni Samuele Papi ne è forse l’icona più apprezzata; giovane, talentuoso, lavoratore instancabile e una faccia d’angelo che fece innamorare mezza Italia, pallavolistica e non. Ha collezionato con la maglia della Nazionale ben 339 presenze.
Nel 1994 con la Nazionale vince anche la World League (manifestazione che vincerà da protagonista per ben 5 anni, 94-95-97-99-2000).
Nel 1995 vince, sempre con la nazionale, il primo di tre Campionati Europei e nel 1996 arrivano i primi successi con il club, infatti quell’ anno con l’Alpitour vince Supercoppa Italiana, Coppa Italia, Coppa CEV e Supercoppa Europea.
Il 1996 è l’anno della prima Olimpiade per Samuele Papi. L’ Italia la gioca da grande favorita, ma perde 3-2 in un’incredibile finale con l’Olanda, conquistando un amarissimo argento. Sconfitta che ancora oggi resta la più amara della storia della nostra nazionale, lasciando uno zero nella casella degli ori olimpici che rammarica non poco per quello che quell’Italia seppe fare per un decennio.
Papi come detto di medaglie olimpiche nella sua carriera ne conquista altre tre: un altro argento ad Atene nel 2004, e due bronzi, a Sidney 2000 , e a Londra 2012.
Il 1999, dopo aver conquistato nel biennio precedente altri allori europei con la maglia bianco blu di Cuneo, è l’anno di un’altra svolta per Samuele Papi. Il marchigiano infatti, firma un contratto con la Sisley di Treviso società della famiglia Benetton che sta dominando il campionato italiano già da un lustro. Papi arriva a rinforzare una rosa già stellare guidata, in panchina, da un altro mostro sacro della pallavolo italiana Daniele Bagnoli. Con lui ci sono alcuni compagni di nazionale come Bernardi, Gravina, Gardini e poi top stranieri come il palleggiatore olandese Blangè e il russo Fomin insieme a qualche giovane di belle (e certe) speranze come Tencati, Fei e un certo Alberto Cisolla, che sembra essere, idealmente e tecnicamente proprio l’erede di Samuele Papi. E’ quello l’anno del primo scudetto, Papi ne vincerà altri cinque, nel 2001, 2003, 2005, 2007 , insieme a svariate Coppe dei Campioni, Coppe Italia e Supercoppe Italiane, tutte con quella straordinaria Sisley che dominerà la scena fino al 2010 quando a causa della crisi economica chiuderà i battenti.
E’ il 2011, l’anno di una nuova sfida per Samuele che raccoglie l’invito di Guido Molinaroli, patron della Copra, e si trasferisce a Piacenza. Nel 2012, viene convocato da Mauro Berruto, ct della nazionale, per i Giochi Olimpici di Londra L’ Italia si piazza terza dietro le solite Russia e Brasile, conquistando una significativa medaglia di bronzo, che è anche ultima medaglia conquistata da Papi con la maglia azzurra. Nel 2013 con la Copra vince l’ ennesima Coppa Europea e disputa una finale Scudetto, battuta solo in finale dalla Lube Macerata. Nel 2014 si prende il lusso di vincere ancora una Coppa Italia di A1.
E’ questo l’ultimo trofeo di una straordinaria carriera di uno straordinario atleta.

Caratteristiche fisiche e tecniche


Martello ricettore puro, fa del fondamentale della ricezione il suo punto di forza anche se Papi risulta essere uno schiacciatore completo dotato di grande fisicità ed elevazione. Riesce a rimanere ai vertici anche quando l’altezza media dei suoi colleghi va decisamente verso i due metri ( la sua statura è di 1,90 ), grazie a una capacità esemplare nella gestione del colpo d’attacco. Risultano significativi, infatti, i numerosi premi individuali ricevuti nelle competizioni internazionali in cui più volte è stato premiato oltre che per le sue doti di ricettore anche come miglior attaccante. Dopo 25 anni di carriera riesce ancora ad essere decisivo e competitivo grazie anche a una straordinaria integrità fisica, segno tangibile di anni di lavoro e di una preparazione eccellente. Amato ed apprezzato per le sue spiccate doti di umiltà e lealtà che ne hanno fatto un campione a 360 gradi, esempio per tutti gli appassionati di volley italiani e stranieri.

Bibliografia


  • SAMUELE PAPI – IL FENOMENO di Adelio Pistelli - 2005

Sitografia