Differenze tra le versioni di "Pellegrini Andrea Alberto"
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'''Andrea Alberto Pellegrini''' nasce a Civitavecchia il 22 Dicembre del 1970. | '''Andrea Alberto Pellegrini''' nasce a Civitavecchia il 22 Dicembre del 1970. | ||
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Per quanto riguarda la sua vita alla fine della carriera sportiva, Pellegrini dice di voler osservare il basket solo da spettatore e che non vorrà mai entrare nelle vesti di un allenatore, poiché per lui il vero basket è quello che si gioca in campo e non su una panchina; rivela infine che la coronazione della sua vita sarebbe riuscire a fare il giro del mondo e dedicare il meglio di sé alla sua famiglia. | Per quanto riguarda la sua vita alla fine della carriera sportiva, Pellegrini dice di voler osservare il basket solo da spettatore e che non vorrà mai entrare nelle vesti di un allenatore, poiché per lui il vero basket è quello che si gioca in campo e non su una panchina; rivela infine che la coronazione della sua vita sarebbe riuscire a fare il giro del mondo e dedicare il meglio di sé alla sua famiglia. | ||
===Fonti=== | |||
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*www.superabili.it | *www.superabili.it | ||
Versione attuale delle 12:31, 28 ott 2017
IMMAGINI
Andrea Alberto Pellegrini nasce a Civitavecchia il 22 Dicembre del 1970.
La carriera
Pellegrini Andrea Alberto all’età di 20 anni durante il servizio militare a Spoleto, un tragico evento lo sorprende, era in stazione per rientrare in caserma quando salendo sulla scaletta del treno scivola a causa della borsa rimasta impigliata nella porta, finendo a terra con le gambe sulle rotaie, preso dal colpo non riesce ad alzarsi in tempo e quando il treno riparte lo trascina via, provocandogli un serio danno alla gamba destra e costringendolo successivamente ad un’amputazione della gamba sotto il ginocchio e lunghi mesi di ricovero presso il Santa Lucia di Roma.
E’ stato proprio in questa struttura, che nasce durante la riabilitazione la sua passione per lo sport in particolare per la scherma, che scopre grazie ad alcuni amici che praticavano questo sport in carrozzina, suscitando in lui curiosità e voglia di provare; successivamente a questo periodo dopo qualche anno si dedica anche al basket in carrozzina e grazie alle sue abilità fu notato da un allenatore che lo arruolò con un contratto da professionista nella squadra del Santa Lucia, team molto prestigioso e titolato a livello nazionale.
E’ proprio grazie a questa preparazione rigorosa che nel 2004 partecipa ai Giochi Olimpici di Atene 2004 con la Nazionale Italiana di basket su carrozzina, non ottenendo però dei risultati positivi. Successivamente, sempre con la Nazionale Italiana di basket su carrozzina, partecipa agli Europei di basket in Israele, a Nazareth, dove ottennero risultati bassi ma comunque soddisfacenti, poiché al debutto furono sconfitti dalla Gran Bretagna e successivamente dalla Spagna. fu Fu proprio quest’ultima sconfitta a determinare l’esclusione dal podio e a lasciarli in gara per il quinto e sesto posto, ma demoralizzati e ormai con poca grinta riuscirono a guadagnare ad aggiudicarsi solo il sesto ed ultimo posto, sufficiente però a far guadagnare alla squadra la qualificazione per la partecipazione ai Giochi Olimpici di Londra 2012.
Nonostante la sua dedizione per al il basket, è stato con la scherma e tutte le sue armi , fioretto, sciabola e spada che Pellegrini ha ottenuto più soddisfazioni, vincendo dal 1996 al 2008 ben 9 medaglie olimpiche; a partire da Atlanta (1996) dove ha vinto l’Argento nel fioretto individuale e nella spada individuale e a squadre, e il Bronzo nel fioretto a squadre.
Successivamente nel 2000 a Sydney ha vinto l’Argento nel fioretto individuale e il Bronzo nel fioretto a squadre e nella spada individuale; quattro anni dopo ai Giochi Olimpici di Atene 2004 arriva il suo risultato migliore, ovvero la conquista dell’ Oro nella sciabola individuale.
L’ultima medaglia conquistata è stata quella di Pechino nel 2008, un Bronzo nella sciabola individuale, Si si ricorda ancora la sua immagine di felicità con le braccia alzate e l’urlo di gioia dopo aver sconfitto l’atleta di casa Chan e aver portato nel medagliere italiano l’unica medaglia per la scherma durante la spedizione cinese.
Da sportivo Alberto Pellegrini confessa comunque che la sua è una situazione di disagio, poiché a causa della sua disabilità è costretto ad usare delle protesi per poter camminare ed essere in un certo senso autonomo. Ma ma queste attrezzature oltre a permettere una vita “normale”, gli provocano anche molto dolore, e afferma che per lui è come una scarpa stretta che provoca ferite e piaghe difficili da rimarginare, a causa anche del clima umido del mare della città in cui vive, per questo molto spesso è costretto a metterle da parte e usare la carrozzina.
Dice inoltre di avere molti tipi di protesi, una per ogni azione specifica, per lo sport, per il mare e per la vita di tutti i giorni; vengono fornite da vari sponsor e costruite a seconda delle sue esigenze, così come per le carrozzine, divise a seconda dell’uso che ne fa e fornite da case che lo sponsorizzano.
Pellegrini spiega in un’intervista, come sia importante l’aiuto che gli sponsor gli offrono, poiché il Servizio Sanitario Nazionale fornisce un aiuto economico molto basso che gli permette di fare ben poco.
Anche perché, come lui stesso spiega, la vita di uno sportivo di alto livello come lui deve comunque essere accompagnata da un lavoro stabile e redditizio, poiché risulterebbe insufficiente percepire solo il compenso che il Santa Lucia offre per la sua squadra di basket, per questo lavora in accettazione per una cooperativa sociale che ha l’appalto della ASL di Ladispoli, il suo paese, sperando però di trovare un lavoro più stabile, per garantire anche alla sua famiglia un futuro sicuro quando smetterà di fare sport e sperando di allargare il nucleo familiare, composto già dalla sua compagna Claudia e da suo figlio Joele di 17 mesi, con l’arrivo di una bellissima bimba.
Riferendosi al suo futuro, Alberto Pellegrini ha molti desideri, uno dei quali ha già tentato di realizzarlo con tutte le sue forze, si era ripromesso infatti ad Atene 2004 di arrivare sul podio di Londra 2012 con la sua squadra di basket in carrozzina, ma purtroppo non è riuscito nel suo scopo.
Curiosità
Per quanto riguarda la sua vita alla fine della carriera sportiva, Pellegrini dice di voler osservare il basket solo da spettatore e che non vorrà mai entrare nelle vesti di un allenatore, poiché per lui il vero basket è quello che si gioca in campo e non su una panchina; rivela infine che la coronazione della sua vita sarebbe riuscire a fare il giro del mondo e dedicare il meglio di sé alla sua famiglia.
Fonti
- www.superabili.it