Differenze tra le versioni di "LeBron Raymone James"

Da Wikisport.
Jump to navigation Jump to search
Riga 34: Riga 34:
Nella stagione 2013/14 tenterà di dare l’assalto al terzo anello di fila, il three-peat, riuscito solo ai più grandi, così da sentirsi anche lui grande tra i grandi.
Nella stagione 2013/14 tenterà di dare l’assalto al terzo anello di fila, il three-peat, riuscito solo ai più grandi, così da sentirsi anche lui grande tra i grandi.
===Sitografia===
===Sitografia===
----
----
----
*(1) www.joeiverson.com<BR \>
*(1) www.joeiverson.com<BR \>
*(2) www.wikipedia.org
*(2) www.wikipedia.org

Versione delle 20:32, 10 gen 2017

LeBron Raymone James Nato ad Akron (Ohio) il 30/12/1984
Nazionalità: Statunitense
Altezza: 203 cm
Peso: 113 kg

Curiosità


“In this fall, this is very tough, in this fall I'm going to take my talents to South Beach and join the Miami Heat.”
L'attesa finalmente è finita, milioni di persone incollate alla TV, chi per curiosità, chi da appassionato, chi speranzoso di vederlo con la divisa della propria squadra. Al centro dell'attenzione c'è lui, LeBron James, “the chosen one” il prescelto come era stato definito in una copertina di Sport Illustrated già ai tempi del liceo, e la decisione su dove portare i suoi talenti. E' probabilmente questo giorno che la sua carriera subisce la svolta decisiva. Quelle parole segnano, infatti, lo spartiacque di una carriera iniziata presto e destinata a durare ancora molti anni.

La carriera


LeBron Raymone James nasce ad Akron, in Ohio, il 30 dicembre 1984. Sua madre Gloria James lo tira su da sola tra mille difficoltà, del padre del resto non c'è traccia, nemmeno LBJ (altro soprannome affibbiatogli) sa chi è. Gloria custodisce questo segreto dentro di se.
LeBron si iscrive alla St. Vincent-St. Mary high school della sua città e durante il suo periodo al liceo qualche talento, diciamo, comincia ad intravedersi. 25.9 punti 7.7 rimbalzi 5.3 assists a partita nei quattro anni all' high school. Numeri che vanno ad aggiungersi ai tre titoli statali e ai due premi di MVP vinti consecutivamente, in tutto chiuse con 2657 punti, 892 rimbalzi e 523 assists.
Avrebbe potuto eleggersi disponibile già per il draft del 2002, ma una legge che non permette a nessuno, nemmeno a lui, di passare in NBA prima di aver terminato l'high school lo blocca. Tutto questo però non fa altro che attirate ancor di più l'attenzione su di lui, tanto che per le partite casalinghe la sua squadra è costretta a trasferirsi nel palazzetto della vicina università. Per lui si mobilitavano sempre più persone, anche nelle città in cui andava a giocare , tutti erano curiosi di vedere il futuro fenomeno dell'NBA. Qualcuno comincia anche a scomodare paragoni eccellenti, “è più forte di Michael Jordan”si dice.
Un lasciapassare, questo, per l'elitè della pallacanestro a stelle e strisce, ma anche una montagna di pressioni che probabilmente all'inizio della sua carriera NBA hanno contribuito a frenarne il potenziale.
Tali aspettative, comunque, non fanno altro che aumentare l'attesa per il suo sbarco nel più grande campionato di pallacanestro del mondo.
Nel frattempo lui vince un altro titolo statale e trova l'amore della sua vita Savannah Bronson, con la quale è convolato a nozze il 14 settembre 2013 e ha due figli, Lebron James JR e Bryce Maximus James. Finalmente però arriva il giorno del draft e, come precedentemente annunciato, viene scelto al numero uno dai Cleveland Cavaliers, la squadra di casa, che per avere questa prima scelta non ha badato minimamente a vincere nella stagione precedente, anzi l'obiettivo principale era proprio perdere. Tutte dimenticate comunque queste sconfitte perchè King James (eh si, un altro soprannome, forse quello che più gli piace) ormai vestiva la canotta numero 23, in onore di Jordan ovviamente, dei Cavaliers.
James fa il suo esordio a sacramento con una sconfitta, 25 punti e 9 assist le sue statistiche. A fine anno saranno 20,9 punti, 5,5 rimbalzi e 5,9 assists a partita(2); terzo giocatore di sempre a far registrare 20 punti, 5 rimbalzi e 5 assists di media dietro a Oscar Robertson e Michael Jordan. Ovviamente stravince a mani basse il premio di rookie dell'anno. Non riesce però a portare i suoi Cavs ai playoffs.
Sarà così anche nel suo secondo anno, anche se migliora il record di squadra e partecipa al suo primo all-star game. Ne seguiranno altri otto.
Per la sua prima apparizione in post-season bisogna aspettare il suo terzo anno, e quasi a scusarsi per il ritardo segna 32 punti con 11 rimbalzi e 11 assists contro i Washington Wizards. Tripla doppia all’esordio nei playoffs, terzo giocatore ogni epoca a sfoderare una tale prestazione. I suoi Cavs però non vanno oltre le semifinali di conferenze.
Va meglio la stagione successiva quando trascina Cleveland alla sua prima finale NBA, contro i San Antonio Spurs. Il risultato però è un sonoro 4-0 per Duncan e soci.
Le stagioni 2007/08 e 2008/09 riservano altre delusioni a James, lui e i suoi Cavs vengono eliminati prima dai Boston Celtics e nella stagione successiva sono gli Orlando Magic a dare un dispiacere al prescelto.
I playoffs 2010 e di nuovo i Boston Celtics in semifinale di conference infliggono però la sconfitta che probabilmente cambia il destino della sua carriera.
Nell’estate del 2010 quindi,come già detto, è free agent e sceglie i Miami Heat per dare l’assalto al tanto agognato anello, infatti comincia ad essere etichettato come un perdente. E’ forte ma non vincerà mai si dice. A Cleveland più che altro lo sperano dopo il tradimento; in città vengono bruciate le maglie con il suo numero e diventa in breve tempo lo sportivo più odiato d’America. LeBron però è deciso a dare una svolta alla sua carriera. Cambia pagina, cambia anche il numero di maglia, lascia lo scomodo 23 e prende il 6 che indossa in nazionale ed insieme a Wade e Bosh punta al titolo di campione NBA.
I Miami Heat, ai blocchi di partenza della stagione 2011/12, sono la squadra da battere; perché sono i più forti ma anche perché sono i più odiati. A fine stagione arrivano in finale contro i Dallas Mavericks. Risultato già scritto per molti, vittoria facile e primo anello per LeBron ma Nowitzki & co. non sono d’accordo e infliggono l’ennesima sconfitta al numero 6 degli Heat. Questa volta però LBJ fa tesoro della sconfitta, capisce cosa va e cosa non va nel suo gioco e la stagione 2012/13 è quella della sua consacrazione. Di nuovo in finale, questa volta ci sono gli Oklahoma City Thunder ma, purtroppo per loro, “it’s about damn time” era davvero arrivato il momento, come dirà lo stesso James dopo la vittoria. 4-1 infatti è il risultato finale,per la prima volta MVP delle finali e finalmente un anello di campione NBA al dito.
La stagione, però, non si chiude qui, infatti in estate vince anche la medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra, un altro oro l’aveva già vinto a Pechino nel 2008, e conclude una stagione da assoluto dominatore, la migliore fino a questo momento della sua carriera. LeBron è diventato quindi l’uomo da battere, perché è il più forte ed ora è anche un vincente, non che prima non lo era, ma quell’anello stava diventando un’ossessione.
E così di nuovo finali, di fronte Tim Duncan, colui che nel 2007 dopo avergli rifilato un sonoro 4-0 si avvicina a James e gli dice “il futuro è tuo”. Quel futuro oggi è il presente e Duncan, purtroppo per lui, aveva ragione. Gli Heat battono gli Spurs 4-3 in una delle finali più belle degli ultimi anni e così arriva per LeBron il secondo anello e il secondo MVP delle finali, simboli del suo strapotere nella lega. Infatti, ormai, King James è maturo, sa prendersi le responsabilità, sa giocare in tutti i ruoli, sa segnare, passare e andare a rimbalzo, ora sa dominare la partita, ora finalmente sa vincere. Nella stagione 2013/14 tenterà di dare l’assalto al terzo anello di fila, il three-peat, riuscito solo ai più grandi, così da sentirsi anche lui grande tra i grandi.

Sitografia



  • (1) www.joeiverson.com
  • (2) www.wikipedia.org