Differenze tra le versioni di "Filippide o Fidippide"
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'''Fidippide''' o '''Filippide''' (Atene, VI secolo a.C. - Atene, agosto/settembre 490 a.C.) era un militare ateniese, noto per essere stato un leggendario “emerodromo” (ovvero "colui che corre per un giorno intero"), cioè un messaggero addestrato a percorrere lunghe distanze in breve tempo, per recapitare dispacci importanti da una città all'altra muovendosi in completa autonomia.<br \> | '''Fidippide''' o '''Filippide''' (Atene, VI secolo a.C. - Atene, agosto/settembre 490 a.C.) era un militare ateniese, noto per essere stato un leggendario “emerodromo” (ovvero "colui che corre per un giorno intero"), cioè un messaggero addestrato a percorrere lunghe distanze in breve tempo, per recapitare dispacci importanti da una città all'altra muovendosi in completa autonomia.<br \> | ||
Secondo Erodoto, un emerodromo ateniese di nome Filippide fu mandato da Atene a Sparta per chiedere appoggio in vista della battaglia contro i Persiani e percorse questo tragitto di più di 225 km in un solo giorno. <br \> | Secondo Erodoto, un emerodromo ateniese di nome Filippide fu mandato da Atene a Sparta per chiedere appoggio in vista della battaglia contro i Persiani e percorse questo tragitto di più di 225 km in un solo giorno. <br \> | ||
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Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana, vissuto durante il II secolo d.C., riporta la stessa leggenda, attestando però che il nome del corridore non fosse Eucle, bensì Filippide.<br \> | Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana, vissuto durante il II secolo d.C., riporta la stessa leggenda, attestando però che il nome del corridore non fosse Eucle, bensì Filippide.<br \> | ||
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Versione attuale delle 09:46, 4 nov 2017
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Fidippide o Filippide (Atene, VI secolo a.C. - Atene, agosto/settembre 490 a.C.) era un militare ateniese, noto per essere stato un leggendario “emerodromo” (ovvero "colui che corre per un giorno intero"), cioè un messaggero addestrato a percorrere lunghe distanze in breve tempo, per recapitare dispacci importanti da una città all'altra muovendosi in completa autonomia.
Secondo Erodoto, un emerodromo ateniese di nome Filippide fu mandato da Atene a Sparta per chiedere appoggio in vista della battaglia contro i Persiani e percorse questo tragitto di più di 225 km in un solo giorno.
Dopo la battaglia di Maratona, sempre secondo Erodoto, buona parte dell'esercito ateniese tornò in città guidato da Milziade marciando per circa 40 km sotto il peso dell'armatura: i soldati greci arrivarono in tempo per vedere che la flotta persiana sconfitta, che si stava allontanando.
La leggenda più nota (quella della corsa di Filippide da Maratona ad Atene) comparve per la prima volta in un'opera di Plutarco del I secolo, “Sulla gloria degli Ateniesi”.
In essa Plutarco afferma che un emerodromo in armatura completa avrebbe corso da Maratona sino ad Atene, avrebbe pronunciato la celebre frase: “Νενικήκαμεν”, Nenikèkamen ("abbiamo vinto") e sarebbe poi morto per lo sforzo; secondo Plutarco lo storico Eraclide Pontico chiamava questo leggendario emerodromo Tersippo, mentre la maggior parte degli storici lo chiamava Eucle.
Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana, vissuto durante il II secolo d.C., riporta la stessa leggenda, attestando però che il nome del corridore non fosse Eucle, bensì Filippide.
Liberamente tratto da :
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