Differenze tra le versioni di "Pasolini Pier Paolo - aforismi"

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'''1)''' ''Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgominatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.... A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.'' <br \> (Pier Paolo Pasolini)
'''1)''' ''"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgominatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.... A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù".'' <br \> (Pier Paolo Pasolini)
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'''2)'''  ''Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo.''<br \>
'''2)'''  ''"Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo".''<br \>
(Pier Paolo Pasolini)
(Pier Paolo Pasolini)
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'''3)''' ''Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno.'' <br \>
'''3)''' ''"Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno".'' <br \>
(Pier Paolo Pasolini)
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'''4)''' ''"Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori".'' <br \>
(Pier Paolo Pasolini)
(Pier Paolo Pasolini)
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Versione attuale delle 14:11, 18 nov 2017

1) "Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgominatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.... A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù".
(Pier Paolo Pasolini)


2) "Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo".
(Pier Paolo Pasolini)


3) "Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno".
(Pier Paolo Pasolini)


4) "Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori".
(Pier Paolo Pasolini)