Differenze tra le versioni di "Graziani Francesco"
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'''Francesco Graziani''', conosciuto anche come Ciccio Graziani, è stato uno dei più importanti calciatori italiani, ricopriva il ruolo di attaccante. Ha militato in diverse squadre ed ha giocato anche con la nazionale italiana, vincendo i mondiali nel 1982 in Spagna. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, rimase nel mondo del calcio come allenatore e anche come presidente. | '''Francesco Graziani''', conosciuto anche come Ciccio Graziani, è stato uno dei più importanti calciatori italiani, ricopriva il ruolo di attaccante. Ha militato in diverse squadre ed ha giocato anche con la nazionale italiana, vincendo i mondiali nel 1982 in Spagna. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, rimase nel mondo del calcio come allenatore e anche come presidente. | ||
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Versione attuale delle 22:21, 23 feb 2018
IMMAGINI
Francesco Graziani, conosciuto anche come Ciccio Graziani, è stato uno dei più importanti calciatori italiani, ricopriva il ruolo di attaccante. Ha militato in diverse squadre ed ha giocato anche con la nazionale italiana, vincendo i mondiali nel 1982 in Spagna. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, rimase nel mondo del calcio come allenatore e anche come presidente.
La carriera
- Le origini
Egli nasce a Subiaco(RM) il 16 dicembre 1952 in un umile famiglia. La sua passione verso il calcio sboccia, giocando con gli amici del paese, fin da piccolo. Infatti iniziò presto gli allenamenti nella squadra del suo paese, la Vis Subiaco. In quei primi anni partecipò anche ai provini per prendere parte alle scuole calcio di Roma e Lazio, ma invano, perché venne scartato da entrambe le squadre della capitale. Ciccio non si demoralizzò, ed andò a giocare nel Bettini Quadraro.
La chiamata dell’Arezzo
Un bel giorno però, per Ciccio arriva la svolta. Infatti alcuni osservatori dell’Arezzo (allora in Serie B), lo adocchiarono e lo ingaggiarono. In quegli anni giocava come centrocampista, ma viste le sue doti tecniche e fisiche il club toscano lo catapulta in attacco, dove darà molte soddisfazioni a suon di gol e buone prestazioni. Nel ’70-’71, finalmente, Graziani fa il suo debutto in Serie B con la squadra granata. Resta ad Arezzo fino al ’73, collezionando 48 presenze ed 11 gol (tutte in Serie B).
Il passaggio al Torino
In quell’anno, Francesco, attira l’attenzione dei più importanti club del calcio italiano. Il club più veloce però fu il Torino che, grazie a Giacinto Ellena (ex calciatore e allora osservatore del Torino), riuscì a rilevare il cartellino del giovane calciatore. Approdò a Torino solamente dopo aver svolto l’obbligatoria leva militare. La prima partita ufficiale con la maglia del Torino la disputa nell’ottobre ’73 in Coppa Uefa in casa della Lokomotiv Lipsia, mentre il suo debutto in Serie A è datato 18 novembre 1973 nella partita contro la Sampdoria finita con il risultato di 1 a 1. Il giorno del suo ventunesimo compleanno, il 16 dicembre 1973, si regalò il suo primo gol nella massima serie. Al termine della stagione ’73-’74 colleziona 22 presenze e mette a segno 6 reti, crescendo anche dal punto di vista tecnico e generale.
Un’annata importantissima di Graziani a Torino fu quella del ’75-’76. Gigi Radice (allenatore) lo affiancò in attacco a Pulici, formando così la coppia d’attacco soprannominata “gemelli del gol”. In quell’anno Ciccio contribuì in modo importante alla conquista dello scudetto con 29 presenze e 15 reti, vincendo anche l’ambito premio degli anni ’70 il “Calciatore d’Oro”. Graziani parla della sfida decisiva contro il Cesena, quella che assegnò lo scudetto con queste determinate parole: «Non dimenticherò mai l’istante in cui uscii dal tunnel degli spogliatoi. C’era quello striscione, “Forza ragazzi, Superga vi guarda”, e quella impressionante muraglia umana, quei cori, quelle bandiere. Capii cosa significava giocare con il peso della storia addosso, e chi parla di retorica non capisce nulla». Queste parole, molto significative ci fanno capire l’importanza di quella partita e quanto anche i tifosi ci tenessero a vincerla.
Nell’annata successiva (’76-’77) il Toro arrivò secondo, ma Ciccio si tolse una grande soddisfazione, con ben 21 reti si aggiudicò il titolo di capocannoniere della Serie A. Negli anni seguenti i “gemelli del gol” continuano a perforare le difese avversarie, infatti Graziani è sempre riuscito a portare il suo numero di segnature in doppia cifra. Nel ’79-’80, il Torino arrivò in finale di Coppa Italia, all’Olimpico, contro la Roma la partita finì in parità e si arrivò ai rigori che risultarono sfortunati per il Torino, ma anche per Ciccio che fallì il suo tiro dagli 11 metri. Nell’annata ’80-’81 Graziani rimane a Torino controvoglia, perché il fallimento dell’azienda del presidente Pianelli creò un clima di tensione all’interno dello spogliatoio granata e ci furono contestazioni anche contro di lui.
Il trasferimento a Firenze
Nella successiva annata (’81-’82) si trasferì a Firenze, per giocare nella fiorentina del presidente Pontello. In questa squadra subì una mutazione a livello di ruolo, infatti da attaccante puro lo spostarono leggermente più indietro a fare da spalla alla prima punta. Questo cambio di ruolo gli fu utile anche in nazionale dove riuscì a trovare più spazio al fianco del grande Paolo Rossi. Rimase nel capoluogo toscano per due anni collezionando 52 presenze e 14 marcature. Nel primo anno (’81-’82) il club viola sfiorò la vittoria dello scudetto, infatti Graziani in un’intervista disse: ”A Firenze eravamo tutti convinti di meritare il titolo 1982, ma il gravissimo infortunio di Antognoni (drammatico scontro con Martina, portiere del Genoa) ci ha privato di una pedina fondamentale per molte partite. Con lui in campo avremmo sicuramente ottenuto quei due punti in più che avrebbero consegnato lo scudetto alla Fiorentina. Senza dimenticare l’ultima, rocambolesca, giornata con un gol regolare annullatoci a Cagliari ed un rigore generosamente concesso alla Juve in quel di Catanzaro“, con queste parole Graziani ci fa capire che anche la sfortuna giocò a loro sfavore.
L’esperienza nella Capitale (sponda giallorossa)
Trascorsi questi due anni in viola Ciccio passò alla Roma che, dopo la conquista dello scudetto era alla ricerca di calciatori rilevanti per essere competitivi anche in Europa nella Coppa dei Campioni. Egli rimase nella capitale per tre annate conquistando due Coppa Italia. Nella prima annata, l’obbiettivo Coppa dei Campioni era stato quasi raggiunto, la cavalcata era andata a buon fine fino alla finale. La partita contro il Liverpool terminò in pareggio, i supplementari anche, così si arrivò ai rigori, dove si infranse, proprio durante il rigore calciato da Ciccio, il sogno giallorosso. La seconda stagione nella capitale, per lui, non è stata molto entusiasmante, infatti riesce a centrare il bersaglio per sole due volte, arrivati alla terza stagione in maglia giallorossa Ciccio vuole riscattarsi, e nonostante le sue poche presenze (14), riesce a siglare 5 reti, una anche nella partita persa per 3 a 2 contro il Lecce all’Olimpico che impedì alla Roma di vincere il loro terzo scudetto.
Periodo friulano
Durante la sessione estiva di mercato del ’86, Graziani accettò l’offerta dell’Udinese e si trasferì in Friuli dove vestì la maglia bianconera per due annate: la prima (1986-‘87) in Serie A e la seconda (1987-‘88) in Serie B. In questi due anni collezionò 33 presenze ed 8 reti.
Fine carriera australiano
Francesco, prima di dire addio al calcio giocato volle fare un’esperienza in Australia con la maglia dell’APIA Leichardt. Nel campionato australiano giocò solo 2 volte e poi appese le scarpette al chiodo.
Ciccio in azzurro
Graziani è stato una pedina importante anche per la nazionale, dove conta 64 presenze e 23 marcature. Il suo debutto in maglia azzurra risale al 19 aprile ’95 (Italia – Polonia 0-0), mentre il suo primo gol porta la data del 7 aprile ’76 (Italia – Portogallo 3-1). Con la maglia della nazionale Graziani: prende parte al mondiale di Argentina ’78, ma come riserva, agli europei d’Italia ’80 colleziona 4 presenze e mette a segno un gol, ed è stato uno dei grandi protagonisti del mondiale di Spagna ’82. Nell’ultimo mondiale, infatti, prese parte a tutte le partite nel ruolo di esterno sinistro d’attacco. Sfortunata per lui fu la finale, infatti dopo soli 7 minuti dal fischio d’inizio dovette abbandonare il campo per infortunio, ma i suoi compagni portarono comunque a casa la coppa. In questo mondiale segnò un solo gol contro il Camerun (1-1), che risultò decisivo ai fini della qualificazione avvenuta proprio grazie al numero di reti segnate. Questo fu anche il suo ultimo gol in nazionale, mentre la sua ultima presenza in maglia azzurra risale al 29 maggio ’83 nella partita di qualificazione agli europei ’84 contro la Svezia.
Carriera da allenatore
Dopo l’addio al mondo del calcio giocato, rimase sempre in ambito calcistico come dirigente di società o come allenatore. Egli, infatti, salvò l’Arezzo dal fallimento riconquistando la Serie C con Serse Cosmi al comando della squadra.
Nell’ aprile del ’90, a Firenze venne esonerato Bruno Giorgi (allenatore della Fiorentina) e Graziani fu chiamato per sostituirlo, in quella stagione la squadra viola raggiunse anche la finale di Coppa UEFA, poi persa contro la Juventus. Nella successiva stagione iniziò ad allenare l’Ascoli, dove però venne esonerato già prima dell’inizio del campionato, infatti poi passò alla Reggina. Nella stagione ’91-’92 era sulla panchina dell’Avellino, mentre nel 2001-2002, insieme a Maurizio Pellegrino ha riportato il Catania in Serie B, avendo la meglio sul Taranto nei play-off. Nel 2003 è subentrato sulla panchina del Montevarchi.
Nel giugno 2004 gli fu affidata la guida del Cervia, squadra romagnola che militava in Eccellenza e che è stata protagonista, proprio mentre c’era Graziani, nel reality show, che andava in onda su Italia 1, “Campioni, il sogno”. Con questa squadra Ciccio guadagnò la promozione dall’Eccellenza alla Serie D e nell’anno seguente conquista i play-off.
Curiosità
Nell’ ’84, quando ancora era impegnato nell’attività agonistica, già prese parte al mondo dello spettacolo insieme ad altri suoi compagni di squadra nella Roma; infatti dovette recitare nei panni di sé stesso al fianco di Lino Banfi nel film “L’allenatore nel pallone”. Nel 2008, insieme ad Antognoni e Pruzzo presero parte nel “L’allenatore nel pallone 2”. Sempre in quegli anni Graziani recitò anche in un episodio della famosa serie TV “I Cesaroni”. Graziani ebbe anche un’esperienza politica, infatti nel ’94 si candidò al Senato nel collegio di Arezzo; ricevette il 17,4% dei voti, troppo pochi per essere eletto. Ora dall’ottobre 2015 è il conduttore di Goal Show, un programma televisivo mandato in onda da Napolitivù.
Vedere anche
- Regolamento : Calcio
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