Differenze tra le versioni di "Weah George"

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'''George Weah''' è nato e cresciuto nella baraccopoli di Clara Town a Monrovia, capitale della Liberia. Appartiene al gruppo etnico Kru, proveniente dalla Grande Contea Kru della Liberia sud-orientale, una delle zone più povere del paese.  
'''George Weah''' è nato e cresciuto nella baraccopoli di Clara Town a Monrovia, capitale della Liberia. Appartiene al gruppo etnico Kru, proveniente dalla Grande Contea Kru della Liberia sud-orientale, una delle zone più povere del paese.  
===La carriera===
===La carriera===

Versione attuale delle 10:51, 24 feb 2018

IMMAGINI

George Weah è nato e cresciuto nella baraccopoli di Clara Town a Monrovia, capitale della Liberia. Appartiene al gruppo etnico Kru, proveniente dalla Grande Contea Kru della Liberia sud-orientale, una delle zone più povere del paese.

La carriera


Weah George nasce da William T. Weah e Anna Quayeweah, fu cresciuto perlopiù dalla nonna paterna, Emma Klonjlaleh Brown. Frequentò la scuola media presso il Congresso musulmano e la scuola superiore presso la Wells Hairston High School. Prima che la carriera calcistica gli consentisse di spostarsi all'estero, lavorò per la Liberia Telecommunications Corporation come centralinista. Si laureò in arte e amministrazione sportiva alla Parkwood università di Londra. Questa scuola fu poi chiusa dalla Commissione per gli Affari Federali degli Stati Uniti in collaborazione con il governo britannico e la laurea perse così di valore. Nel 1999 Weah ricevette un Dottorato Onorario in Umanità dal A.M.E. Zion University College della Liberia. A metà degli anni novanta si convertì all’islam ed aggiunse Ousmane al suo nome, prendendo l'abitudine di raccogliersi in preghiera in mezzo al campo di gioco prima di ogni partita. È sposato con Clar Weah, statunitense di discendenza giamaicana con cui ha avuto tre figli. Nel 1988 fu acquistato dal Monaco, con cui esordì il 17 agosto 1988 nella sfida di campionato contro l'Auxerre. Nella sua prima stagione al Monaco, Weah collezionò 24 presenze e 14 reti in campionato; il Monaco chiuse il campionato al terzo posto. Nella stagione 1990-1991 Weah realizza 13 reti contribuendo alla vittoria in Coppa di Francia, ottenendo così il primo trofeo in Francia. Nella stagione successiva Weah realizza 18 gol in campionato (record in tutta la carriera) concludendo la stagione al terzo posto tra i marcatori del campionato francese. Nonostante il buon bottino personale , il Monaco si classifica secondo in campionato alle spalle del Marsiglia e viene sconfitto nella finale di Coppa delle Coppe per 2-0 dal Werder Brema. Con la sconfitta in Coppa delle Coppe si chiude il ciclo di Weah al Monaco. Dopo il Monaco per lui si apre il ciclo al Paris-Saint-German. Qui si ricorda la vittoria del campionato a tavolino per una squalifica del Marsiglia, poi il primo scudetto sul campo e come record personale George Weah con otto reti è il capocannoniere della coppa delle coppe. Weah viene acquistato dal Milan nel maggio 1995per 11 miliardi di lire. Esordì in Serie A contro il Padova nella partita vinta per 2-1 segnando il suo primo gol dopo soli 6 minuti di gioco e fornendo l'assist per il gol di Baresi. A dicembre gli venne conferito il Pallone d'Oro nel primo anno in cui il premio veniva assegnato con l'allargamento delle barriere europee: è stato quindi il primo calciatore non europeo a vincere il trofeo. Pur non segnando tantissimo (nel suo primo anno in Italia segnò 11 gol in 26 partite), contribuì alla conquista del 15º scudetto del Milan.Nelle due stagioni successive segnò 23 gol in campionato, alcuni dei quali di pregevole fattura. Quello che è ritenuto da molti il suo gol migliore risale alla prima giornata del campionato di Serie A 1996-1997 contro il Verona a San Siro l'8 settembre 1996: recuperato il pallone a ridosso della propria area, si involò con la palla al piede verso l'area avversaria, e, dopo aver superato sette avversari percorrendo 90 metri di campo, segnò superando il portiere in uscita. Il gesto tecnico fu definito "coast to coast", per il fatto di aver percorso da solo tutta la lunghezza del campo, o "gol totale", per aver coniugato tutte le abilità che fanno un campione nel calcio. Nel campionato 1998–1999 il Milan viene allenato da Alberto Zaccheroni, che riesce a conquistare lo scudetto grazie a uno strepitoso girone di ritorno con Weah tra i protagonisti della stagione. Spicca la doppietta segnata a Torino contro la Juventus in Juventus-Milan 0-2 del 9 maggio 1999. Proprio in quella stagione festeggiò le 100 partite con la maglia rossonera, mettendo a segno un gol nella vittoria per 1-5 nella trasferta contro l'Udinese ed esponendo subito dopo una maglia celebrativa. Nel gennaio del 2000, a metà della stagione 1999-2000, Weah chiude l'esperienza in rossonero con un bilancio complessivo di 147 partite e 58 gol così distribuiti: 114 partite e 46 gol in Serie A, 19 partite e 5 gol in Coppa Italia, 12 partite e 7 gol nelle Coppe europee e due partite senza gol in Supercoppa di Lega. L'11 gennaio 2000 lascia Milano all'età di 34 anni per trasferirsi al Chelsea in prestito gratuito. Qui gioca per soli sei mesi realizzando 5 reti in 15 presenze e vincendo la FA Cup. La stagione seguente l’attaccante passa al Manchester City dove realizza altre 4 reti in 9 presenze. Dopo la parentesi in Premier League, Weah fa ritorno in Francia, questa volta nel Marsiglia. Alla fine della sua carriera, George Weah ha collezionato 200 gol in 424 partite disputate. Per quanto riguarda la Nazionale, malgrado avesse la possibilità di giocare con la Nazionale francese, scelse la Nazionale liberiana, con cui collezionò 65 presenze e 22 gol, e che arrivò anche ad allenare e a finanziare. In Nazionale preferiva giocare nel ruolo di libero, essendo il giocatore più tecnicamente dotato e con più esperienza internazionale. Grazie ai suoi gol la Liberia ha potuto qualificarsi a due edizioni della Coppa d'Africa (1996 e 2002). Tuttavia, la squadra non riuscì mai a qualificarsi per la Coppa del mondo, mancando l'ingresso alla fase finale dell'edizione del 2002 per un solo punto. Dopo l'abbandono dell'attività agonistica, Weah è diventato una figura umanitaria e politica nel suo paese, impegnandosi a fondo nella lotta contro i problemi che attanagliano la Liberia. Nel novembre 2004 annunciò una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali liberiane dell'11 ottobre 2005. Il 13 agosto 2005 fu confermata la sua candidatura con il Cdc, Congresso per la Democrazia e il Cambiamento (Congress for Democracy and Change). Al primo turno risultò il candidato più votato con il 28,3% dei voti, ma al ballottaggio fu sconfitto dall'economista Ellen Johnson-Sirleaf con il 59,4% dei consensi. «Votate per il vincitore», scandiva lo slogan di George Weah, star del calcio, che aspirava a diventarlo anche della politica del suo Paese. Non ha funzionato. E le elezioni presidenziali, che si sono svolte l’11 ottobre in Liberia, con ballottaggio il 9 novembre, finiranno per passare alla storia come quelle che hanno incoronato vincitrice la prima donna africana. È lei, infatti, Ellen Johnson-Sirleaf, ad aver segnato il goal più importante, che valeva la presidenza della Liberia. C’era da aspettarselo, in un certo senso nonostante, al suo ritorno da un viaggio in Europa, anche il celebre cantante liberiano Michael B.Clock gli dedicò la canzone "Run African Star" a supporto della sua campagna elettorale. Almeno guardando le cose da un punto di vista puramente politico. Certo George Weah, bello di fama e di fortuna, è tornato nel suo Paese con un’aura da eroe, galvanizzando con il suo carisma e il suo populismo soprattutto i giovani, che vedono in lui il sogno che ognuno vorrebbe realizzare. Politicamente parlando, però, la sua candidatura era tra le più deboli. E non è bastata la sua radio, «modestamente» ribattezzata King’s Radio, o il canale tivù che porta il nome della moglie Clar, a dargli quella visibilità e quel credito di cui avrebbe avuto bisogno per portare a termine il match. Gli altri media, ma soprattutto le altre donne, si sono schierate decisamente dalla parte della sfidante, che ha rimontato lo svantaggio del primo turno - conclusosi con un 28 a 20 a favore di Weah e lo ha ribaltato a suo favore. Ellen Johnson Sirleaf fa mostra di umiltà: «Sono onorata dal fatto che il popolo liberiamo abbia scelto me per condurre gli sforzi di riconciliazione e sviluppo». «No George, no peace», ribattono - parafrasando un noto spot - i sostenitori di Weah. Tutto ciò nonostante il noto calciatore abbia fatto ricorso per presunte irregolarità nel voto. Molti hanno parlato di Weah come calciatore e come politico, una frase che si ricorda è quella che disse uno dei più forti giocatori di calcio al mondo, Diego Armando Maradona: “Pura roccia, el negro. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia.”

Sitografia