Differenze tra le versioni di "Bryant Kobe"
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Perchè Kobe non ha più vent’anni e una carriera promettente di fronte: il Mamba è cresciuto, ha vinto tutto, ha largamente dominato la lega, ha spodestato presunti re e ha costruito una dinastia sulle sue spalle. L’unico paragone accettabile è quello con Jordan per il numero di trofei vinti e per il senso di onnipotenza che i due sono riusciti a trasmettere per periodi di tempo così lunghi. Nessun altro giocatore del basket moderno può vantare un curriculum di quello spessore e una presenza tanto devastante sul parquet, e le giovani stelle di oggi dovranno ancora sudare e lavorare molto, vincere e costruire numeri prima di poter raggiungere un livello di perfezione cestistica tale da metterli a confronto con Kobe. | Perchè Kobe non ha più vent’anni e una carriera promettente di fronte: il Mamba è cresciuto, ha vinto tutto, ha largamente dominato la lega, ha spodestato presunti re e ha costruito una dinastia sulle sue spalle. L’unico paragone accettabile è quello con Jordan per il numero di trofei vinti e per il senso di onnipotenza che i due sono riusciti a trasmettere per periodi di tempo così lunghi. Nessun altro giocatore del basket moderno può vantare un curriculum di quello spessore e una presenza tanto devastante sul parquet, e le giovani stelle di oggi dovranno ancora sudare e lavorare molto, vincere e costruire numeri prima di poter raggiungere un livello di perfezione cestistica tale da metterli a confronto con Kobe. | ||
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Versione delle 13:24, 17 gen 2017
Atleta: Kobe Bryant
Nato a: Philadelphia il 23/08/1978
La biografia
La storia di Kobe e' singolare gia' da prima che nascesse: i Genitori di Bryant si trovavano in un ristorante a Philadelphia quando la madre disse al padre di essere rimasta incinta; Joe, il padre, rimase molto contento di questa notizia e fu anche molto soddifatto dalla bistecca che stava mangiando. Il succolento pezzo di manzo si chiamava Kobe e cosi' decisero di chiamare il figlio come la bistecca...La sua storia è molto particolare e unica e per raccontarla bisogna prima spiegare come egli abbia iniziato a giocare a pallacanestro nella nostra nazione, sembra un paradosso che uno dei più grandi giocatori di sempre (Americano) della NBA sia sbocciato in Italia dove ha passato molti anni della sua infanzia dato che il padre dopo aver giocato in NBA per 8 stagioni decise che era tempo di cambiare e venne a giocare proprio in Italia.
La carriera
Kobe giocava con i ragazzi di un anno più grandi e quella stagione perse la semifinale per lo scudetto giovanile contro la Virtus Bologna. Come ricorda l'allenatore dell'epoca Mauro Cantarella, era Morani la prima opzione offensiva della squadra grazie alla sua fisicità e l'altro americano del gruppo, Christopher Ward, era considerato più forte di Kobe... Oggi Morani fa il commerciante, Ward è laureato in ingegneria, mentre Bryant...ha vinto cinque anelli, il titolo di MVP del 2008, i due mvp delle finali, le 13 chiamate all’all star game e le 8 nomine a primo quintetto assoluto e primo quintetto difensivo. Ma cercare di rinchiudere la straordinaria presenza sul parquet del Mamba con i numeri non sarebbe solo riduttivo, ma anche oltremodo stupido. Bryant è un giocatore totale, in grado di dominare le partite a piacimento, capace di prestazioni mostruose e di una costanza di rendimento incredibile. Gli 81 punti contro Toronto sono la punta di un iceberg gigantesco, impostato sugli oltre 27000 punti, i quasi 6000 rimbalzi e i 5000 assist. In quindici anni di NBA Kobe si è preso tutto il possibile con un carisma e una sicurezza nei propri mezzi disarmanti, caratteristiche che non sempre lo hanno reso simpatico agli occhi dei critici: la convivenza con Shaquille O’Neal, come esempio lampante, non è stata delle migliori quando Shaq era il giocatore più dominante della lega e Bryant stava scalciando per prendersi il posto che credeva gli spettasse, ma alla fine dei conti hanno avuto ragione tutti e due, e ha avuto ragione Phil Jackson che è riuscito a trarre il massimo dal duo meraviglia. Chi continua ad accusare Bryant di essere egoista e di passare poco la palla probabilmente non si rende conto del fatto che nella pallacanestro conti segnare punti e vincere le partite e continua a fare finta di non accorgersi di come i compagni di Bryant migliorino i propri rendimenti quando sono affiancati dal Black Mamba. Il giocatore più rappresentativo dei Los Angeles Lakers sembra essere in grado di fare qualsiasi cosa sul campo con una disinvoltura ed un’eleganza al di fuori della norma.
Curiosità
Kobe può attaccare il canestro in qualsiasi modo, grazie ad un fisico che è il prototipo di quello della guardia, un atletismo inumano e dei polpastrelli sensibilissimi. Può entrare contro la difesa schierata, prendersi il tiro dalla media con la mano in faccia, o tirare da tre in qualsiasi situazione. Sa giocare spalle a canestro cosa molto importante nel basket moderno . Se si aggiunge a tutto questo lo straordinario talento di passatore, insieme ad una visione di gioco e una conoscenza della pallacanestro che è davvero di pochi, si capisce per quale motivo Bryant sia da considerarsi il giocatore più immarcabile degli ultimi dieci anni. Dall’altra parte del campo, quando la palla è in mano agli avversari, Kobe ha sempre mostrato capacità e attitudine per il lavoro difensivo, riuscendo ad oscurare i suoi avversari grazie all’esplosività di cui è dotato e allo straordinario tempismo che caratterizza la sua bravura nel leggere le azioni e le partite. Un giocatore con le sue caratteristiche tecniche e fisiche si sarebbe potuto fermare soltanto da solo per colpa di un atteggiamento sbagliato nei confronti del gioco e del lavoro da compiere per crescere, ma come nel peggiore incubo di qualunque avversario dei Lakers, a Kobe non è mai mancata la fame di vittorie e la consapevolezza di doversi mettere in discussione in palestra e sul campo con il lavoro duro. L’atteggiamento con cui scende in campo è da campione assoluto, di chi è consapevole di essere il numero uno e capisce di doverlo dimostrare ogni giorno e di dover mantenere quel titolo di fronte a tutti quelli che potrebbero soffiarglielo. Vedere giocare Kobe è un piacere per gli occhi: è elegante e potente, spigoloso e sinuoso, arrabbiato e romantico. Non c’è termine di paragone per confrontare Kobe Bryant se non quello scomodo, pericoloso e quasi blasfemo con sua maestà Michael Jordan: Bryant gli somiglia in tutto da sempre, per quanto riguarda le movenze, gli sguardi, per il modo in cui dimostra amore e passione per il gioco. Perchè Kobe non ha più vent’anni e una carriera promettente di fronte: il Mamba è cresciuto, ha vinto tutto, ha largamente dominato la lega, ha spodestato presunti re e ha costruito una dinastia sulle sue spalle. L’unico paragone accettabile è quello con Jordan per il numero di trofei vinti e per il senso di onnipotenza che i due sono riusciti a trasmettere per periodi di tempo così lunghi. Nessun altro giocatore del basket moderno può vantare un curriculum di quello spessore e una presenza tanto devastante sul parquet, e le giovani stelle di oggi dovranno ancora sudare e lavorare molto, vincere e costruire numeri prima di poter raggiungere un livello di perfezione cestistica tale da metterli a confronto con Kobe.
Sitografia
- http://www.joeiverson.com/BioM-Z/kb.htm Wikipedia