Differenze tra le versioni di "Aerobico"
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Respirando inaliamo nei nostri polmoni aria ricca di ossigeno, che è estratto e convogliato nel sangue, dove, legato all’emoglobina, è trasportato alle cellule pronte per essere utilizzato per la produzione di ATP. Succede, infatti, che la molecola di ossigeno (O2), attraverso diverse reazioni chimiche, demolisce le molecole di carboidrati, proteine o grassi, producendo acqua e anidride carbonica e l’ATP necessario alla contrazione '''(ciclo dell’acido citrico, catena respiratoria).''' | Respirando inaliamo nei nostri polmoni aria ricca di ossigeno, che è estratto e convogliato nel sangue, dove, legato all’emoglobina, è trasportato alle cellule pronte per essere utilizzato per la produzione di ATP. Succede, infatti, che la molecola di ossigeno (O2), attraverso diverse reazioni chimiche, demolisce le molecole di carboidrati, proteine o grassi, producendo acqua e anidride carbonica e l’ATP necessario alla contrazione '''(ciclo dell’acido citrico, catena respiratoria).''' | ||
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Il meccanismo aerobico può derivare sia dall’utilizzo dei grassi che dall’utilizzo di proteine e carboidrati. Di norma la percentuale di utilizzo dei grassi cresce proporzionalmente con l’aumentare della durata dell’esercizio, mentre di conseguenza diminuisce quella dei carboidrati. Le proteine intervengono solo quando le scorte dei carboidrati finiscono e la richiesta energetica è elevata. | Il '''meccanismo aerobico''' può derivare sia dall’utilizzo dei grassi che dall’utilizzo di proteine e carboidrati. Di norma la percentuale di utilizzo dei grassi cresce proporzionalmente con l’aumentare della durata dell’esercizio, mentre di conseguenza diminuisce quella dei carboidrati. Le proteine intervengono solo quando le scorte dei carboidrati finiscono e la richiesta energetica è elevata.<br \> | ||
In un esercizio fisico continuo, le richieste dell’organismo al meccanismo aerobico, crescono con l’aumentare della durata del lavoro. In particolar modo la richiesta aerobica aumenta vertiginosamente nei primi 5 minuti dell’esercizio, quando la sua percentuale di partecipazione al totale dell’energia prodotta è già oltre il 90%. | |||
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Versione attuale delle 16:39, 5 apr 2019
Respirando inaliamo nei nostri polmoni aria ricca di ossigeno, che è estratto e convogliato nel sangue, dove, legato all’emoglobina, è trasportato alle cellule pronte per essere utilizzato per la produzione di ATP. Succede, infatti, che la molecola di ossigeno (O2), attraverso diverse reazioni chimiche, demolisce le molecole di carboidrati, proteine o grassi, producendo acqua e anidride carbonica e l’ATP necessario alla contrazione (ciclo dell’acido citrico, catena respiratoria).
Il meccanismo aerobico può derivare sia dall’utilizzo dei grassi che dall’utilizzo di proteine e carboidrati. Di norma la percentuale di utilizzo dei grassi cresce proporzionalmente con l’aumentare della durata dell’esercizio, mentre di conseguenza diminuisce quella dei carboidrati. Le proteine intervengono solo quando le scorte dei carboidrati finiscono e la richiesta energetica è elevata.
In un esercizio fisico continuo, le richieste dell’organismo al meccanismo aerobico, crescono con l’aumentare della durata del lavoro. In particolar modo la richiesta aerobica aumenta vertiginosamente nei primi 5 minuti dell’esercizio, quando la sua percentuale di partecipazione al totale dell’energia prodotta è già oltre il 90%.