Differenze tra le versioni di "Fava Franco"

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Non si trova in nessun albo d’oro europeo, mondiale o olimpico, il nome di quello che è stato uno dei più grandi atleti italiani di ogni tempo ,il nome di un uomo che ha spiegato la corsa di resistenza alla gente, sulla sua pelle, col suo cuore. Franco Fava, quindici anni di gare di mezzofondo e fondo, sino alla maratona , ha smesso di correre il 12 aprile 1981, scegliendo la Stramilano, quasi a dare per l’ultima volta il suo personaggio a un grande tema popolare dello sport che ha amato. <BR \>
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'''Fava Franco''', ciociaro di Roccasecca, provincia di Frosinone, dove è nato il 3 settembre 1952.
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===Carriera===
===La carriera===
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''Fava'' è stato uno degli atleti più noti al mondo anche se non vinceva, era famoso proprio perché non vinceva. Piccolo, esile, con baffetti che sul suo volto tiratissimo erano subito e sempre baffoni, Franco Fava ha corso dovunque, dalle isole Fiji al Sahara spagnolo, dalle spiagge Brasiliane alle foreste Scandinave .<BR \>
'''Franco Fava''' nasce a Roccasecca il 3 settembre 1952, è un ex mezzofondista, siepista e giornalista italiano. Primatista italiano dei 20000 metri su pista con 58'53"8 (stabilito il 4 settembre 1977 a Roma), è stato quattro volte campione italiano assoluto su pista dal 1972 al 1975 nei 3000 siepi, vanta inoltre 5 titoli italiani del cross. Piccolo, esile, con baffetti che sul suo volto tiratissimo sembravano subito baffoni, Fava ha corso dovunque, dalle isole Fiji al Sahara spagnolo, dalle spiagge Brasiliane alle foreste Scandinave. Vincendo, specie nel cross, forse la sua specialità più vera, perché più intonata con lui, lui che amava e si trovava a suo agio in un ambiente immerso dalla natura con in testa i sani problemi di un atleta e non quelli di un mondo pieno di artifizi e ambienti sofisticati. Perdendo, specie quando il suo cuore, afflitto da una tachicardia di genesi e sviluppo misteriosi, gli comandava una sosta, di regola, maledetta orribile regola, nel finale di gara. Fava è stato il secondo grande cuore matto del nostro sport, dopo il ciclista Bitossi. Ha cercato sfide, con avversari famosi e con se stesso, in tutti i continenti. 29 volte in nazionale italiana, ha partecipato a 2 edizioni dei Giochi olimpici (giungendo 8º alla maratona di Montréal 1976) e a un Campionato europeo di atletica leggera (giungendo 4º a Roma 1974 nei 3000 siepi). Ha vinto tre volte consecutivamente il Campaccio, dal 1976 al 1978, ad Helsinki ha corso i 10.000 m in meno di 28’, primo italiano ad abbattere quel muro. Un 27’42’65 che allora era a dodici secondi dal record del mondo. Ha chiuso la sua carriera con questi limiti personali: 3’41’2 sui 1500 m; 13’22’ sui 5000 m; 27’42’65 sui 10.000 m; 58’43’8 sui 20 chilometri; 20 chilometri e 416 metri nell’ora; 8’18’9 sui 3000 siepe. Dal 1978 ha intrapreso poi la carriera giornalistica, altrettanto densa di soddisfazioni. Ci sono le più grandi testate sportive nel suo curriculum giornalistico: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Il Messaggero e il Corriere dello Sport. E’ stato capo ufficio stampa della Iaaf, la Federazione di atletica internazionale, a Londra dal 1989 al 1991. Numerosi anche i premi che ha ricevuto per la sua attività giornalistica, fra cui da ultimo il premio “Salvatore Massara” nel 2007 che prima di lui avevano ricevuto personaggi come Candido Cannavò e Gianni Mura, autentici mostri sacri del giornalismo italiano. A ulteriore testimonianza che Fava è stato non solo un grande atleta ma è anche grande giornalista.
Vincendo , specie nel cross, forse la sua specialità più vera , perché più intonata con lui, lui che amava e si trovava a suo agio in un ambiente immerso dalla natura con in testa i sani problemi di un atleta e non nel mondo pieno di artifizi e ambienti sofisticati. Perdendo , specie quando il suo cuore, afflitto da una tachicardia di genesi e sviluppo misteriosi , gli comandava una sosta , di regola, maledetta orribile regola, nel finale di gara. Fava è stato il secondo grande cuore matto del nostro sport, dopo il ciclista Bitossi.
La maratona tentata e subito frequentata bene, con un ottavo posto olimpico. Tempi sempre di eccellenza internazionale. Ogni tanto quella mano fredda che serrava il cuore, intanto che il muscolo si agitava frenetico senza più alcun ritmo.
Un po’ di emotività, un po’ di fatica, di solito l’ aggressione arrivava quando la gara volgeva alla fine, ed era tempo di cercare la vittoria, con l’ultima consumazione accompagnata dall’estrema responsabilizzazione tattica. Da quando ha smesso di correre il suo cuore non ha più avuto un sobbalzo, era proprio l’ atletica, che lo faceva fremere.<BR \>
Ha cercato sfide, con avversari famosi e con se stesso, in tutti i continenti.ad Helsinki ha corso i 10.000 in meno di 28’, primo italiano ad abbattere quel muro. Un 27’42’65 che allora era a dodici secondi dal record del mondo.
===Curiosità===
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Ha chiuso la sua carriera con questi limiti personali : 3’41’2 sui 1500; 7’46’2 sui 3000; 13’22’ sui 5000; 27’42’65sui 10.000; 58’43’8 sui 20 chilometri; 20 chilometri e 416 metri nell’ora; 8’18’9 sui 3000 siepe. I tecnici hanno detto che le sue gare più vere erano i 5000 ei 10.000.
===Palmares===
===Palmares===
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Ha fatto parte del G.S. delle Fiamme gialle (guardia di finanza), partecipando ai seguenti avvenimenti agonistici (atletica leggera ) come atleta :<BR \>
Ha fatto parte del G.S. delle Fiamme gialle (guardia di finanza), partecipando ai seguenti avvenimenti agonistici (atletica leggera ) come atleta :<BR \>
- 2 Olimpiadi : Monaco ’72 (semifinale 3000 siepe) e Montreal ’76 (8° nella maratona e semifinali 10.000)<BR \>
- 2 Olimpiadi : Monaco ’72 (semifinale 3000 siepe) e Montreal ’76 (8° nella maratona e semifinali 10.000)<BR \>
- 1 Campionato Europeo: Roma ’74 (4° nei3000 siepe )<BR \>
- 1 Campionato Europeo: Roma ’74 (4° nei 3000 siepe )<BR \>
- 10 Mondiali di Cross Country (dal’70 al ’79 : 9 volte nei primi 10 )<BR \>
- 10 Mondiali di Cross Country (dal’70 al ’79 : 9 volte nei primi 10 )<BR \>
- 3 Universiadi (due titoli nel’75 sui 5.000 e 10.000 metri ) conseguendo le seguenti prestazioni:<BR \>
- 3 Universiadi (due titoli nel’75 sui 5.000 e 10.000 metri ) conseguendo le seguenti prestazioni:<BR \>
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-27:42.65 nei 10.000; 8:18.85 nei 3000 siepe e 20,416 km nell’ora su pista )<BR \>
-27:42.65 nei 10.000; 8:18.85 nei 3000 siepe e 20,416 km nell’ora su pista )<BR \>
-29 Presenze in Nazionale<BR \>
-29 Presenze in Nazionale<BR \>
===Curiosità===
===Vedere anche===
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Sono passati più di 25 anni , da quando Franco Fava ha smesso di dare battaglia sulle piste di tartan e i campi da cross di tutto il mondo. Eppure il ricordo di quel ragazzo magro dal cuore grande , che dava filo da torcere ai migliori del mondo è ancora vivo nella memoria.
Tutti hanno ancora negli occhi le sue gare sui 3.000 siepe alle olimpiadi di Monaco, nella maratona e sui 10.000 metri alle successive olimpiadi di Montreal. Si vedeva sullo schermo televisivo, ancora in bianco e nero e solo più tardi a colori, mentre si batteva con i giganti del mezzofondo e delle maratona. In mezzo ad atleti stellari come i mitici keniani Keino e Jipcho, lo svedese Garderud.<BR \>
Franco Fava conquistò sulle varie distanze, maratona compresa, ben 12 titoli di campiona Italiano in Italia c’erano atleti di ottimo livello , come Del Buono, Mangano, Risi,Venanzio Ortis,e il grande Franco Arese.
===Dopo il ritiro===
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Poi dal 1978 intraprese la carriera giornalistica, altrettanto densa di soddisfazioni.<BR \>
* '''Regolamento :''' [[Atletica Leggera]]
Ci sono le più grandi testate sportive nel suo curriculum giornalistico: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, e poi il Corriere dello Sport dove attualmente lavora come prima firma dell’atletica. E’ stato capo ufficio stampa della Iaaf, la Federazione di atletica internazionale, a Londra dal 1989 al1991. un incarico di assoluto prestigio.<BR \>
* [[Atletica Leggera - Origini]]
Numerosi anche i premi che ha ricevuto per la sua attività giornalistica, fra cui da ultimo il premio “Salvatore Massara” nel 2007 che prima di lui avevano ricevuto personaggi come Candido Cannavò e Gianni Mura, autentici mostri sacri del giornalismo italiano.
A ulteriore testimonianza che Fava è stato non solo un grande atleta ma è anche grande giornalista.

Versione attuale delle 21:01, 29 ago 2019

IMMAGINI

La carriera


Franco Fava nasce a Roccasecca il 3 settembre 1952, è un ex mezzofondista, siepista e giornalista italiano. Primatista italiano dei 20000 metri su pista con 58'53"8 (stabilito il 4 settembre 1977 a Roma), è stato quattro volte campione italiano assoluto su pista dal 1972 al 1975 nei 3000 siepi, vanta inoltre 5 titoli italiani del cross. Piccolo, esile, con baffetti che sul suo volto tiratissimo sembravano subito baffoni, Fava ha corso dovunque, dalle isole Fiji al Sahara spagnolo, dalle spiagge Brasiliane alle foreste Scandinave. Vincendo, specie nel cross, forse la sua specialità più vera, perché più intonata con lui, lui che amava e si trovava a suo agio in un ambiente immerso dalla natura con in testa i sani problemi di un atleta e non quelli di un mondo pieno di artifizi e ambienti sofisticati. Perdendo, specie quando il suo cuore, afflitto da una tachicardia di genesi e sviluppo misteriosi, gli comandava una sosta, di regola, maledetta orribile regola, nel finale di gara. Fava è stato il secondo grande cuore matto del nostro sport, dopo il ciclista Bitossi. Ha cercato sfide, con avversari famosi e con se stesso, in tutti i continenti. 29 volte in nazionale italiana, ha partecipato a 2 edizioni dei Giochi olimpici (giungendo 8º alla maratona di Montréal 1976) e a un Campionato europeo di atletica leggera (giungendo 4º a Roma 1974 nei 3000 siepi). Ha vinto tre volte consecutivamente il Campaccio, dal 1976 al 1978, ad Helsinki ha corso i 10.000 m in meno di 28’, primo italiano ad abbattere quel muro. Un 27’42’65 che allora era a dodici secondi dal record del mondo. Ha chiuso la sua carriera con questi limiti personali: 3’41’2 sui 1500 m; 13’22’ sui 5000 m; 27’42’65 sui 10.000 m; 58’43’8 sui 20 chilometri; 20 chilometri e 416 metri nell’ora; 8’18’9 sui 3000 siepe. Dal 1978 ha intrapreso poi la carriera giornalistica, altrettanto densa di soddisfazioni. Ci sono le più grandi testate sportive nel suo curriculum giornalistico: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Il Messaggero e il Corriere dello Sport. E’ stato capo ufficio stampa della Iaaf, la Federazione di atletica internazionale, a Londra dal 1989 al 1991. Numerosi anche i premi che ha ricevuto per la sua attività giornalistica, fra cui da ultimo il premio “Salvatore Massara” nel 2007 che prima di lui avevano ricevuto personaggi come Candido Cannavò e Gianni Mura, autentici mostri sacri del giornalismo italiano. A ulteriore testimonianza che Fava è stato non solo un grande atleta ma è anche grande giornalista.

Palmares


1972-1981 Ha fatto parte del G.S. delle Fiamme gialle (guardia di finanza), partecipando ai seguenti avvenimenti agonistici (atletica leggera ) come atleta :
- 2 Olimpiadi : Monaco ’72 (semifinale 3000 siepe) e Montreal ’76 (8° nella maratona e semifinali 10.000)
- 1 Campionato Europeo: Roma ’74 (4° nei 3000 siepe )
- 10 Mondiali di Cross Country (dal’70 al ’79 : 9 volte nei primi 10 )
- 3 Universiadi (due titoli nel’75 sui 5.000 e 10.000 metri ) conseguendo le seguenti prestazioni:
- 1 finale olimpica
-1 semifinale olimpica
-12 Titoli Italiani
-16 Record Italiani su tutte le distanze del mezzofondo: dai 3.000 metri all’ora su pista tra il1977e1978 (7:42.65 nei 3.000; 13:21.98 nei5.000;
-27:42.65 nei 10.000; 8:18.85 nei 3000 siepe e 20,416 km nell’ora su pista )
-29 Presenze in Nazionale

Vedere anche