Differenze tra le versioni di "Mullin Chris"
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Ora si dedica a quello del basket allenato. Ma una cosa è certa se Chris potesse tornare indietro nel tempo a Shore Road, alla sua Xaverian, al giovane se stesso direbbe solo una cosa:”Perchè ti sei fermato? Continua a tirare”. | Ora si dedica a quello del basket allenato. Ma una cosa è certa se Chris potesse tornare indietro nel tempo a Shore Road, alla sua Xaverian, al giovane se stesso direbbe solo una cosa:”Perchè ti sei fermato? Continua a tirare”. | ||
== Chris Mullin == | == Chris Mullin == | ||
La devozione fatta cestista, la tenacia fatta storia. Perchè i sogni si realizzano, basta avere la pazienza di aspettare, la pazienza di costruire centimetro dopo centimetro il tuo futuro, la pazienza di non cedere un centimetro. | |||
E continuare a tirare. | E continuare a tirare. | ||
== SITOGRAFIA == | == SITOGRAFIA == | ||
*wikipedia.org; | *wikipedia.org; | ||
*basketuniverso.it; | *basketuniverso.it; | ||
*complex.com | *complex.com | ||
Versione attuale delle 15:45, 30 apr 2022
IMMAGINI
Christopher Paul "Chris" Mullin nasce a Brooklyn (New York) il 30 luglio 1963, ex giocatore di basket.
CARRIERA
Mullin passa le ore dei migliori anni della giovinezza e dell'adolescenza in palestra. Otto, nove ore al giorno, che importa: la sua vita si divide tra scuola, palla da basket e casa.Per migliorare e forgiare ancora di più il suo talento Chris non si accontenta di confrontarsi solo con i suoi coetanei nelle leghe liceali: il giovane viaggia praticamente ogni giorno dalla sua Brooklyn per arrivare fino al Bronx piuttosto che Harlem per confrontarsi con i migliori cestisti afroamericani che praticavano lo streetball ovvero il “basket da strada”. Per andare e tornare almeno due ore e mezza vanno via, se non di più, ma al giovane Mullin non importa, per la pallacanestro farebbe di tutto, una fissa e una devozione fuori dal comune, tipica solo di chi vuole diventare un campione. E di chi lo diventerà..Gli anni dell’high school di Chris passano così, tra l’insegnare basket in mezzo ai palazzi color mattone e l’insegnare streetball nella CYO, la lega sportiva giovanile cattolica. Frequenta la Xaverian High School, scuola privata maschile, qui arriva il primo grande traguardo per Chris, con la canotta numero 17 sulla schiena vince il campionato liceale dello stato e il suo nome comincia così a diffondersi. Così nel 1981 egli approda a St. John’s facendo registrare sin da subito numeri da capogiro infatti viene nominato per ben 3 anni consecutivi Big East Player of the Year. L’anno di grazia però è il 1983-1984, chiuso con la media punti più alta della sua carriera universitaria (22.9), che vale a Chris la convocazione nel Team USA del 1984 per le Olimpiadi in casa, quelle di Los Angeles. La selezione, che salirà sul gradino più alto del podio, tra le sua fila di soli universitari sfoggia anche un tale Michael Jordan, prodotto di North Carolina, e un qualsiasi Pat Ewing, prodotto di Georgia: quasi un presagio, per qualcosa per cui dovremo aspettare otto anni. Scontato dire che il suo futuro grida a gran voce NBA, difatti al draft del 1985 Chris viene selezionato come settima scelta dai Golden State Warriors. Per Chris le prime due stagioni NBA vanno alla grande infatti i suoi Warriors raggiungono le semifinali di Conference, uscendo contro i Lakers futuri campioni. Ma nella vita, non tutto va a rose e fiori, anche se ti chiami Chris Mullin. Nella sua terza stagione ai Golden State Warriors Chris non sembra più lo stesso, è più lento, appesantito e i compagni lo cercano poco. Comincia dunque la crisi di Chris che sfocia nell’alcool da buon Irlandese qual è rischiando di mettere a repentaglio la sua strabiliante carriera. Per fortuna però, grazie ad un centro riabilitativo Chris riesce ad uscirne pulito da questa situazione e il basket ringrazia, e come se ringrazia. Infatti le successive cinque stagioni saranno un continuo crescendo statistico con oltre 25 punti e 4 rimbalzi di media, cinque apparizioni all’All-Star Game, cinque apparizioni ai playoffs con i suoi Warriors.
IL DREAM TEAM (Barcellona 92) E LA MEDAGLIA OLIMPICA
Una modifica al regolamento FIBA, nel 1989, permise agli atleti professionisti della NBA di giocare alle Olimpiadi, mentre in precedenza le eccezioni erano solo per i cestisti europei o sudamericani. Ciò rese possibile ai milionari del basket professionistico statunitense di prendere parte alle competizioni a cinque cerchi, e così la USA Basketball decise di formare un team di stelle per riconquistare l'oro olimpico alla prima occasione e così venne creato il “Dream Team”. Una squadra formata dalle più grandi stelle dell’NBA quali: Michael Jordan,Magic Johnson, Larry Bird e molti altri. Grazie alle sue doti da cestista anche Chris riesce a strappare un pass per le olimpiadi del 1992 che si tennero a Barcellona diventando anche lui un componente di questa squadra che fece divertire e sognare milioni di telespettatori. Questo per Chris era un gran traguardo, ma ciò che rese tutto ciò ancora più importante fu proprio la vittoria della medaglia d’oro.Chris Mullin è entrato nella leggenda (e mai ne uscirà).
FINE CARRIERA
Con Golden State Chris sfiora soltanto le finali di Conference, ma una volta passato ad Indiana la storia va diversamente: tre stagioni, dal 1997 al 2000, tre finali. Di queste tre finali, le prime due sono giri a vuoto, ma la terza è la volta buona: Mullin e i Pacers volano in finale NBA. Mullin ha la possibilità di vincere l’anello, dopo i due ori olimpici, ma davanti a sé incontra i Lakers di Kobe e Shaq e sappiamo tutti che non ci è riuscito. Ma non è più il Mullin di una volta, quello da 20 a stagione, questo arriva a stento a giocare una partita intera, a metterne una decina: nulla da biasimargli, Chris è stanco, dopo quindici stagioni. Torna a Golden State, in una sedicesima stagione al termine della quale decide di allacciarsi le scarpe per l’ultima volta. Chris Mullin lascia il mondo del basket giocato: e a giudicare dal suo nome sul muro della Naismith Hall of Fame e sul soffitto della Oracle Arena, sovrastante il suo 17, qualcosa deve averlo lasciato. Ora si dedica a quello del basket allenato. Ma una cosa è certa se Chris potesse tornare indietro nel tempo a Shore Road, alla sua Xaverian, al giovane se stesso direbbe solo una cosa:”Perchè ti sei fermato? Continua a tirare”.
Chris Mullin
La devozione fatta cestista, la tenacia fatta storia. Perchè i sogni si realizzano, basta avere la pazienza di aspettare, la pazienza di costruire centimetro dopo centimetro il tuo futuro, la pazienza di non cedere un centimetro. E continuare a tirare.
SITOGRAFIA
- wikipedia.org;
- basketuniverso.it;
- complex.com