Differenze tra le versioni di "Chechi Juri"
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'''“Jury Chechi: il Signore degli anelli”''' | '''“Jury Chechi: il Signore degli anelli”''' | ||
Considerato uno degli atleti più amati e rappresentativi dello sport italiano, nonché il più forte nella sua disciplina, la ginnastica, Jury Dimitri Chechi nasce a Prato l'11 ottobre 1969. Nonostante la sua statura ridotta | Considerato uno degli atleti più amati e rappresentativi dello sport italiano, nonché il più forte nella sua disciplina, la ginnastica, Jury Dimitri Chechi nasce a Prato l'11 ottobre 1969. Nonostante la sua statura ridotta | ||
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2) www.jurychechi.it; <BR \> | 2) www.jurychechi.it; <BR \> | ||
3) www.olimpiadi.it; <BR \> | 3) www.olimpiadi.it; <BR \> | ||
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5) www.biografieonline.it; <BR \> | |||
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Versione attuale delle 17:26, 22 gen 2017
“Jury Chechi: il Signore degli anelli” Considerato uno degli atleti più amati e rappresentativi dello sport italiano, nonché il più forte nella sua disciplina, la ginnastica, Jury Dimitri Chechi nasce a Prato l'11 ottobre 1969. Nonostante la sua statura ridotta , egli riesce comunque ad affermarsi e a dominare letteralmente la specialità degli anelli per più di un decennio, regalando all'Italia una medaglia d'oro olimpica ben 32 anni dopo l'impresa di Menichelli nel corpo libero, durante i Giochi di Tokyo 1964.
Caratteristiche fisiche
- Altezza: 162 cm
- Peso: 60 Kg
Carriera
Sebbene, come detto, non sia dotato di un fisico tale da far prefigurare per lui una carriera sportiva, i genitori di Juri Chechi decidono comunque di iscriverlo, all'età di sette anni, nella stessa palestra di ginnastica artistica frequentata dalla sorella - la Società Ginnastica Etruria di Prato – affidandolo alla guida esperta di Tiziano Adolfetti. La sua prima gara ufficiale coincide anche con la sua prima vittoria: nel 1977 infatti Jury si piazza al primo posto del Campionato Regionale Toscano, dando così inizio alla sua brillante carriera agonistica. Quando nel 1984 entra nel giro della nazionale juniores di ginnastica, sceglie di lasciare la sua città ed i suoi affetti e si trasferisce a Varese dove ha la possibilità di studiare e contemporaneamente allenarsi presso il Centro federale diretto da quello che sarà il suo allenatore storico, Bruno Franceschetti, e si specializza nella disciplina degli anelli.
La sua carriera è un crescendo di trionfi ed affermazioni: tra il 1989 ed il 1997 vince per ben sei volte consecutive i Campionati italiani assoluti, i Giochi del Mediterraneo ( Latakia 1987: 1°Concorso a squadre, 1° Volteggio, 2° Concorso generale e 2° Anelli; Atene 1989: 1° Concorso a squadre, 1° Concorso generale, corpo libero, cavallo con maniglie, anelli e parallele; Nantes 1993: 1° Concorso generale, 1° Concorso a squadre, cavallo con maniglie, anelli e 2° Parallele; Bari 1997: 1° Anelli ), le Universiadi ( Buffalo 1993: 1° Concorso a squadre, 1° Anelli e 2° Concorso generale; Catania 1997: 1° Anelli ), quattro titoli europei ( Losanna 1990: 1° Anelli e 3° Concorso generale; Budapest 1992: 1° Anelli e 3° Corpo libero; Praga 1994: 1° Anelli; Copenaghen 1996: 1° Anelli ) e cinque titoli mondiali ( Stoccarda 1989: 3° Anelli; Indianapolis 1991: 3° Anelli; Birmingham 1993: 1° Anelli; Brisbane 1994: 1° Anelli; Sabae 1995: 1° Anelli; San Juan 1996: 1° Anelli; Losanna 1997: 1° Anelli).
Discorso a parte meritano le sue esperienze olimpiche. Dopo aver preso parte ai Giochi di Seoul nel 1988 ottenendo un discreto sesto posto, per l'edizione successiva – quella di Barcellona 1992 – Jury Chechi è il grande favorito per la specialità degli anelli ma in quella edizione parteciperà solo come commentatore sportivo: a circa un mese dall'inizio dei Giochi, infatti, si rompe il tendine d'Achille durante un allenamento ed è così costretto a rinunciare alle gare. L'infortunio sofferto nell'estate del 1992 non abbatte Juri che, tornato alle competizioni l'anno seguente, si aggiudica per ben cinque volte di seguito il titolo mondiale (1993-97), divenendo il primo ginnasta della storia a vincere cinque ori iridati consecutivi in una specialità. Nel 1996, ai Giochi Olimpici di Atlanta, corona il suo sogno olimpico vincendo l'oro nella specialità degli anelli e, l'anno successivo – nel 1997 – annuncia il suo ritiro dalle competizioni agonistiche per poi ripensarci, due anni dopo, ritornando alle gare da protagonista. Altra tappa dolorosa della sua carriera è la rottura del tendine brachiale di un bicipite, nel 2000, infortunio questo che gli impedisce di portare a termine la preparazione e di partire per le Olimpiadi di Sidney. Questo episodio scuote fortemente la tranquillità di Jury che questa volta sembra determinato a ritirarsi definitivamente dalle gare. Ancora una volta però il campione toscano sorprende tutti e, nel 2003, per onorare una promessa fatta al padre, torna ad allenarsi in vista delle Olimpiadi di Atene 2004.
Questa edizione, l'ultima della sua carriera, è per lui un autentico trionfo sin dall'inizio essendo stato scelto quale portabandiera della spedizione italiana durante la cerimonia di apertura. Conquistata la finale olimpica di specialità degli anelli contro ogni pronostico, il 22 agosto 2004, si aggiudica la medaglia di bronzo, manifestando apertamente – durante la cerimonia di premiazione – il suo disappunto nei confronti della giuria che aveva assegnato l'oro al ginnasta greco Tampakos e non al bulgaro Jovtchev, piazzatosi al secondo posto. Il bronzo di Atene gli vale il soprannome de Il Signore degli Anelli.
Dichiarazioni di Juri Chechi dopo Atene
Celebri le sue dichiarazioni successive alla sua ultima e splendida affermazione sportiva: «Ora basta, stavolta lascio sul serio, avevo però un conto in sospeso con le Olimpiadi dopo Barcellona e Sydney, ora sto' a posto. Sono appagato, sereno. Non volevo fare la figura dell'atleta patetico che non sa stare lontano dalla palestra, che vive solo di quello. Era un azzardo, ma nella vita bisogna confrontarsi con i rischi e con le strade in salita. Ho deciso di tornare un anno fa, prima dei mondiali. [...] Eccomi sul podio, dopo un anno infernale: il dolore al braccio che era insopportabile, i tanti acciacchi fisici per la mia età, l'impossibilità di reggere i carichi degli allenamenti di una volta. Ho passato tante ore ad allenarmi, calibrando tutto, cercando di non strafare, di non rompermi definitivamente. Mi sono spaccato di fatica che mi viene da piangere a pensarci, ma ne è valsa la pena. Avevo tutto da perdere, poteva essere un gigantesco flop. Ma a me non mi piacciono i calcoli. Sapevo di poter competere ad alto livello, ancora una volta. Mi dicevo: Atene e poi basta. Per sfida, non per la gloria e nemmeno per i soldi. Sono sempre arrivati dopo le prestazioni e i risultati che ho conquistato, mai prima...... ora finalmente ho potuto dire per sempre addio a quel senso di vuoto che mi ha tormentato negli ultimi anni!». Santiago Boffelli
Sitografia
1) www.wikipedia.it;
2) www.jurychechi.it;
3) www.olimpiadi.it;
4) www.verieroi.com;
5) www.biografieonline.it;
6) www.sports-reference.c