Differenze tra le versioni di "Smith Tommie"
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'''Thomas C. "Tommie" Smith''' nasce a Clarksville, 6 giugno 1944, settimo di dodici figli è un ex atleta statunitense, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Città del Messico. | '''Thomas C. "Tommie" Smith''' nasce a Clarksville, 6 giugno 1944, settimo di dodici figli è un ex atleta statunitense, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Città del Messico. | ||
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Versione delle 23:31, 22 gen 2017
Thomas C. "Tommie" Smith nasce a Clarksville, 6 giugno 1944, settimo di dodici figli è un ex atleta statunitense, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Città del Messico.
Carriera
Da piccolo, Tommie Smith dopo essersi salvato da un terribile attacco di polmonite, iniziò a lavorare nei campi di cotone; poi, visto che il ragazzo era determinato ed amava lo studio, seguì l’università, dove ottenne due lauree e (visto che il ragazzo amava correre, ed era determinato...) tredici record universitari nell’atletica leggera. Iniziò ad imporsi nel 1967 vincendo il titolo universitario sulle 220 yard (201,17 m) aveva fatto fermare i cronometri sul tempo di 19"5 e quindi il campionato americano AAU sulla stessa distanza. Si confermò campione AAU sui 200 m l'anno seguente, guadagnandosi la selezione per la squadra olimpica e stabilendo con 20" netti il nuovo record mondiale. Inoltre, in una delle sue rare prestazioni sui 400 m, aveva battuto il futuro campione olimpico Lee Evans, stabilendo il nuovo record mondiale con il tempo di 44"5. Nel 1968 divenne il primo uomo al mondo ad aver corso i 200 m in meno di 20 secondi precedendo l'australiano Peter Norman e il connazionale John Carlos. Smith tagliò il traguardo dopo aver corso gli ultimi metri avendo entrambe le braccia alzate in segno di vittoria. Senza questo gesto il suo tempo sarebbe stato migliore di alcuni centesimi di secondo. "[1]. Il suo record del mondo sarebbe rimasto imbattuto per 11 anni, finché nel 1979 Pietro Mennea non conquistò, sempre a Città del Messico il nuovo record con il tempo di 19"72 (che a sua volta rimase imbattuto per 17 anni fino al 1996). Durante la cerimonia di premiazione, Smith e Carlos diedero vita a quella che probabilmente è ricordata come la più famosa protesta della storia dei Giochi olimpici: appena la bandiera a stelle e strisce iniziò ad oscillare nel vento di quell’estate messicana, Tommie Smith e John Carlos rimasero in piedi sul podio, con le loro medaglie al petto (per la cronaca, una era fatta d’oro ed una di bronzo), abbassarono le loro teste, ed alzarono un pugno, il destro Smith, il sinistro Carlos, pugni evidenziati dai loro guanti di cuoio nero. Il pugno destro di Smith era la forza dell'America nera. Quello sinistro di Carlos la sua unità. I piedi nudi avvolti nei calzini neri lo stato di povertà in cui il loro popolo versava da sempre. La testa piegata durante l'esecuzione dell'inno un omaggio a tutti quelli che avevano perso la vita per la libertà. Il pubblico fischiò, applaudì, gridò: in pochi si resero conto sul momento di quello che stava succedendo. L’altro atleta, quello bianco con la medaglia d’argento, prese a suo modo parte all’evento: portava sul petto un piccolo distintivo, c’era scritto OPHR.
La provocazione era completa.
Il nome di quell’atleta è Pietro Norman, di nazionalità australiana.
Il gesto destò grande scalpore. Molti, a cominciare da Avery Brundage, a quei tempi presidente del CIO, lo considerarono fuori luogo ritenendo che la politica dovesse rimanere estranea ai Giochi olimpici. Molti lo deprecarono, ritenendo che avrebbe messo in cattiva luce l'intera rappresentativa statunitense e recato danno alla nazione americana. Altri, invece, espressero solidarietà ai due atleti, encomiando il loro coraggio. Rispediti in patria, ricevettero pacchi di sterco e minacce di morte dal Ku Klux Klan, persero il lavoro, si disse che gli avevano ritirato pure le medaglie. Bisognava dimostrare che quel gesto li aveva distrutti affinché nessun altro ci riprovasse più. L'esercito cacciò Smith per 'attività anti-americane': volevano punirlo, lo salvarono poi dal Vietnam, cosi proseguì la sua carriera agonistica nel Football americano, giocando per tre stagioni con i Cincinnati Bengals.Nel 1982 ha partecipato alla trasmissione della RAI Blitz presentata da Gianni Minà, nella quale fu intervistato insieme all'ex campione di pugilato Muhammad Ali. Nel 1978 è stato iscritto alla National Track and Field Hall of Fame. Nel 1999 ha ricevuto il premio "Sportsman of the Millennium". Nel 2005, nel campus della San Jose State University, è stata eretta una statua raffigurante Smith e Carlos durante la famosa cerimonia di premiazione olimpica. Smith disse più tardi a chi lo intervistò che il suo pugno destro, dritto nell’aria, rappresentava il potere nero in America, mentre il pugno sinistro di Carlos rappresentava l’unità dell’America nera.
Con i loro pugni alzati, lì su quel podio olimpico, Tommie Smith e John Carlos comunicarono al mondo intero la loro solidarietà con il movimento del black power, che in quegli anni lottava aspramente per i diritti dei neri negli Stati Uniti.
In maniera non violenta i due stavano attuando quella disobbedienza civile che era stata auspicata da Martin Luther King (morto poco prima delle Olimpiadi) i loro occhi rivolti verso il basso (e non verso la bandiera americana), insieme al loro pugni foderati di cuoio nero, suscitarono enorme scalpore e polemiche. Il movimento dei diritti civili non aveva fatto molta strada nel tentativo di eliminare le ingiustizie subite dai neri d’America, e per attirare l'attenzione pubblica sulla questione, verso la fine del 1967, alcuni atleti neri avevano dato vita all’Olympic Project for Human Rights, OPHR, al fine di organizzare un boicottaggio alle olimpiadi che si sarebbero tenute l’anno successivo a Città del Messico.
Curiosità
Il leader del progetto era il dottor Harry Edwards,quest’ultimo, pur appoggiato da Smith e da altri, non riuscì però a convincere gli atleti neri della nazionale olimpica a partecipare al boicottaggio. I due atleti sfruttarono quindi il palcoscenico offerto dalla premiazione per rovinare la festa ai connazionali ed al mondo, almeno un po'.
Dopo il ritiro
Quaranta anni dopo Tommie Smith è un professore di sociologia che insegna ginnastica in un piccolo college a Santa Monica. Non si è mai pentito e i suoi studenti sono soliti chiedergli : 'coach ma se sei così famoso, perché stai qui con noi?'. John Carlos fa l'allenatore di atletica in un liceo di Palm Springs, si occupa di servizi sociali, è un cristiano rinato. Dopo decenni di oblio, c'è sempre qualcuno che li cerca per un'intervista sul loro indimenticabile '68. Norman invece non c'è più, se n'è andato nel 2006 per un attacco di cuore e a reggere la bara a Melbourne c'erano Tommie e John. Gli sprinter che fecero la rivoluzione con un pugno, senza far male a nessuno. Dopo di loro lo sport non sarebbe più stato così politicamente sfrontato,ma nemmeno più cosi innocente. Eppure la loro leggenda era già iniziata, visceralmente legata, come molti fatti del novecento, ad una immagine, una fotografia.
Sitografia\Bibliografia
- www.wikipedia.org/wiki/TommieSmith
- Ghedini R. ,2008, Il compagno Tommie Smith e altre storie di sport e politica Malatempora.
- Giuntini Sergio, 2008, Pugni chiusi e cerchi olimpici, Subway Odradek Edizioni , Recensione di Matteo Lunardini ,19 maggio.
- Rhoden William, 2008, Smith,Carlos e quel pugno chiuso, Repubblica,23 febbraio pag. 33, sezione R2.
- 2005, Una statua per Smith e Carlos, Repubblica, 19 ottobre, pag. 64, sezione SPORT.
- Audisio Emanuela, 1996, Giochi nascosti tra sorrisi, sogni e tante lacrime, Repubblica, 3 aprile, pag.35.
- 2001, I precedenti, Reppublica, 22 agosto, pag.46, sezione SPORT.
- Monti Fabio, 2008, Messico,il Sessantotto dello sport, Corriere della sera, 12 ottobre, pag. 53.