Differenze tra le versioni di "Vezzali Valentina"

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Valentina Vezzali
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'''Maria Valentina Vezzali''' è nata a Jesi il 14 febbraio del 1974,                                                                                                      ed è una schermitrice italiana della specialità del fioretto; è alta 164 cm e pesa 53 Kg.È sposata con il calciatore Domenico Giugliano (ha giocato per molte squadre, attualmente è in forza al Trivento) e ha un figlio, Pietro, nato il 9 giugno 2005. Dal 1999 è in forza al gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.
===Valentina e la scherma===
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''Valentina'' scopre la scherma all’età di sei anni. I suoi genitori lavoravano e, il pomeriggio, la sorella Nathalie, che già tira di fioretto da qualche anno, la porta nella sala di Jesi. E’ il 1980 e il maestro Ezio Triccoli –il leggendario fondatore della scuola di Jesi, scomparso il 10 maggio 1996- ha già dato successi e lustro alla sua scuola nata nel marzo del 1947 in una cantina nel centro storico della città. <BR \>
Quando Valentina impugna per gioco il primo fioretto, il Club ha in bacheca diversi tricolori e allori internazionale, tra i quali la partecipazione, per la prima volta nella storia, di due fiorettiste ai Giochi Olimpici: Doriana Pigliapoco e Susanna Batazzi hanno disputato la gara a squadre con la nazionale azzurra a Montreal 1976.<BR \>
La sorella Nathalie tira insieme a Giovanna Trillini, di un anno più giovane, mentre il sedicenne Stefano Cerioni sta scaldando il braccio per l’esplosione, datata Parigi 1983, nel firmamento mondiale del fioretto. Triccoli, Cerioni, Trillini. Tre nomi che accompagneranno costantemente il percorso sportivo e umano della Vezzali. <BR \>
“ Valentina era piccola e mi suscitava tanta tenerezza” racconta la sorella Nathalie, campionessa italiana nelle categorie giovanili, “ me la sono cresciuta. Papà e mamma lavoravano e noi abbiamo trascorso insieme tanto tempo creando un rapporto di complicità e confidenza. Mi ricordo, che quando facevo lezione, lei si metteva vicino alla pedana e ripeteva i miei movimenti. Sono orgogliosa di essere stata la sua madrina”.<BR \>
“Quando eravamo piccoli, andavamo a nasconderci nell’angolo più buio della palestra, ci andavamo a nascondere dietro ai materassi. Oppure, ogni tanto, andava via la luce smentre facevamo ginnastica e allora cominciavamo a correre urlando e sciamando come pazzi. Quanto ci siamo divertiti in quella palestra, io mi sono divertita tantissimo”. E’ il primo ricordo di Valentina della palestra della scherma di Jesi. I materassi usati come rifugio quando il fioretto è ancora un attrezzo sconosciuto e il destino è un’ipotesi. Poi Vale comincia a correre. “uno degli esercizi di preparazione era lo scatto sui 20 metri da ripetere 10 volte” – ricorda Luigi Novelli, maestro e preparatore atletico del Club negli anni 80- “ Valentina ne faceva 12 e avrebbe continuato se non l’avessi fermata. Andava regolarmente oltre il grafico del super allenamento. Ero preoccupato ed incuriosito allo stesso tempo. Poi, quando verificai che non ne risentiva, capii che avrei potuto anche strapazzarla. Lei di sicuro non avrebbe detto basta”.<BR \>
Poi il fioretto, da stimolante enigma, diventa come un violino per il musicista. “ Una sera”- racconta Roberto Gagliardi, ex vice presidente del Club –“ il maestro Triccoli mi confidò di essere rimasto stupito dalla sua capacità di apprendimento. Lo sai, mi disse, che ho aumentato il ritmo della lezione ed ho provato ad ingannare Valentina annunciando un movimento e facendone un altro. Lei ha chiesto il permesso di togliere la maschera e mi ha detto: maestro, ma non è così…”.<BR \>
Poi la scherma conquista il suo animo e disegna il suo futuro. “Una sera” rivela la mamma” mio marito venne a casa e mi disse: ho chiesto al maestro Triccoli se Valentina riuscirà mai ad andare alle Olimpiadi. Lui si è messo una mano sul cuore ed ha esclamato: glielo prometto”. “Quando arrivavo seconda” ricorda Valentina “il maestro Triccoli non mi faceva i complimenti. Era il suo modo di spronarmi. Mi ha aiutato a crescere. Si, per me è stato davvero un secondo padre”.
===La carriera giovanile===
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“e in lista d’attesa c’è Valentina Vezzali. Ha quindici anni ed è un fenomeno”.
Valentina Vezzali non c’è ma Salvatore Di Naro, responsabile d’arma, commentando il bronzo a squadre delle fiorettiste, fa capire che lei, anche se giovanissima, è già una presenza.<BR \>
Due mesi prima la piccola Valentina ha vinto a Lisbona la medaglia d’oro ai Mondiali iridati della categoria cadette, primo grande successo che apre una serie infinita di trionfi. La sua esplosione non tarda ad arrivare. In ottobre vince tre gare di Coppa del Mondo under 20 annullando, sia sotto l’aspetto tecnico che agonistico, la differenza di età con le atlete più grandi. Non ce la fa a compiere l’impresa di aggiudicarsi il trofeo. In volata viene superata dalla tedesca Simone Bauer che, insieme all’ungherese di padre siriano Aida Mohamed, sarà la sua più fiera avversaria a livello giovanile. Spiega il maestro Ezio Triccoli: “Valentina capisce un attimo prima le intenzione delle avversarie e tocca grazie ad una eccezionale velocità di reazione”.<BR \>
Il 14 febbraio 1990 festeggia tre cose in un giorno solo: compleanno, onomastico e tricolore. A Foggia rivince il titolo italiano cadette. Il 28 aprile, a Goteborg, trionfa per la seconda volta consecutiva al mondiale cadette battendo la Bauer e a dicembre, a Siena, è nuovamente tricolore. Triccoli, nella sala di Jesi, la manda in pedana a farsi le ossa contro Giovanna Trillini. “ne ho prese tante di botte, ma tante che se ci ripenso mi fanno ancora male.”-racconta Valentina – “Io sapevo che, però, quello era un passaggio obbligato, una sofferenza che mi avrebbe fatto diventare più forte. Tieni duro, mi dicevo, tieni duro. La Trillini è la Trillini, ma vedrai che un giorno riuscirai a toccare. E quel giorno arrivò”.<BR \>
Il terzo mondiale cadette consecutivo arriva l’8 maggio 1991 a Foggia. Batte la Mohamed in semifinale (5-2, 5-0) e in finale non concede neppure una stoccata all’altra ungherese Madarasz.<BR \>
La Mohamed si prende la rivincita ad ottobre ai Mondiali under 20 di Istanbul. Valentina si presenta piena di antibiotici dopo una settimano di febbre: supera la Bauer ma perde nei quarti contro l’israeliana Ohayon. <BR \>
1992, l’anno delle Olimpiadi di Barcellona. Vince la Coppa del Mondo under 20, il titolo italiano giovani e il tricolore assoluto superando in finale (5-2, 5-3) la più esperta Diana Bianchedi.<BR \>
A 18 anni accarezza la partecipazione ai Giochi che, però, restano un sogno: riserva in patria. Forse, nella scelta della Federazione, ha pesato la “strano” medaglia d’argento che Valentina si mette al collo con tanto rammarico ai Mondiali giovani di Genova. In finale c’è la Mohamed (rieccola): la Vezzali vince il primo set 6-5, è avanti nel secondo 4-1 quando si spegne la luce. Si fa rimontare e poi crolla nella manche decisiva per 5-0. “ La mancata convocazione per Barcellona”- dirà ai giornalisti- “fu una delusione, inutile nasconderlo. Ci tenevo tantissimo anche se avevo solo 18 anni. Fu un obiettivo mancato ma non mi scoraggiai. Anzi, trovai le motivazioni per caricarmi pensando alle Olimpiadi successive”. Ad Innsbruck, il 2 novembre, si aggiudica il titolo europeo under 20. Contro la Mohamed, ovviamente: 5-0 e 5-3. Le manca il titolo mondiale under 20, le è già sfuggito due volte. Ce la fa a Denver, l’11 aprile 1993. Nei quarti batte la polacca Rybicka (5-1, 6-5), in semifinale l’azzurra Giacometti (5-6, 5-2, 5-0), e nella finalissima l’ungherese Madarasz (5-3, 5-1). <BR \>
A 19 anni è già tempo di Mondiali Assoluti. Per lei è la prima partecipazione. Essen, luglio 1993. Entra tra le prime otto ma l’ingresso in zona medaglia le viene negato da una nemica “storica”, Simone Bauer. Un successo che alla tedesca rimane fortemente impresso. Nel marzo del 2003, infatti, nella gara di Coppa del Mondo di Budapest, la Bauer riesce a battere la Vezzali ancora nei quarti di finale: “Era dieci anni che non ce la facevo…” commenta ad alta voce, contentissima, abbracciando le compagne di nazionale. Valentina, ad Essen, conclude al sesto posto e ad Atene vince la sua prima gara di Coppa del Mondo assoluta battendo in finale la rumena Reka Szabo. Il 1994 è l’ultima stagione trascorsa nelle categorie giovanili. Anche se incombono i probanti impegni a livello assoluto, Valentina chiude la sua esperienza nell’under 20 con una serie di trionfi: il titolo italiano a Foggia e, soprattutto, l’oro mondiale a Città del Messico, il 2 aprile. L’avversaria della finale è scritta nel destino: l’ungherese Mohamed. “Convinciti che sei più forte di lei, definitivamente” la incita il commissario tecnico Attilio Fini: 15-11, un altro trionfo che ispira alla Gazzetta dello sport un titolo che, ancora oggi, a Valentina fa venire i brividi: “Valentina suona l’Aida ed è oro”.
===Da professionista===
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Il debutto olimpico avviene ai Giochi di Atlanta del 1996, dove ottiene la medaglia d’argento nella prova individuale di fioretto, perdendo in finale contro la romena Laura Badea. Si rifarà assieme alle compagne nella prova di squadra, uscendo dalla finale contro la Romania con al collo la medaglia d’oro. Nell’edizione seguente, quella di Sidney 2000, Valentina raggiunge di nuovo la finale del fioretto femminile. Stavolta la spunta sulla tedesca Rita Koenig e vince la medaglia d’oro anche nel torneo a squadre assieme alle compagne di squadra Giovanna Trillini e Diana Bianchedi, dopo aver battuto in finale la Polonia. Ad Atene 2004 il fioretto femminile a squadre viene tolto dal programma olimpico per un criterio di rotazione, costringendo le atlete a dover concentrare tutti i loro sforzi sulla gara individuale. La Vezzali riesce a ripetere la vittoria olimpica di Sidney sconfiggendo in finale la Trillini; nel fioretto femminile, l’impresa del bis olimpico era riuscita solo all’ungherese Elek nel 1936 e nel 1948.<BR \>
Al Campionato del Mondo di scherma, svolto a Lipsia nel 2005, conquista il suo quarto oro nel fioretto individuale, a soli quattro mesi di distanza dalla nascita del suo primogenito. L'anno successivo, ai Mondiali di Torino, con il legamento di un ginocchio rotto perde di misura in finale contro la connazionale Margherita Granbassi, e si deve accontentare della medaglia d'argento, così come nella gara a squadre, dove l'Italia viene sconfitta in finale dalla Russia.<BR \>
La rivincita arriva prontamente a San Pietroburgo 2007, dove la Vezzali sconfigge per 15-6 Giovanna Trillini in semifinale e vince la finale contro la Granbassi per 11-8.<BR \>
Nei Giochi della XXIX Olimpiade ottiene l'oro battendo 6-5 nella finale di fioretto individuale la coreana (mancina) Nam Hyun-Hee, superando Giovanna Trillini nella classifica degli atleti italiani che hanno vinto più medaglie d'oro ai Giochi olimpici. Diviene anche l'unica atleta ad aver vinto tre medaglie d'oro consecutive nella stessa disciplina.
Oltre alle medaglie olimpiche, Valentina Vezzali ha conseguito numerosi successi in altre importanti manifestazioni della scherma. Ai Campionati del Mondo ha raccolto un totale di 10 medaglie d'oro (5 individuali e 5 a squadre), 4 d'argento e 2 di bronzo, mentre agli Europei conta 5 ori (3 individuali), 2 argenti e 2 bronzi.<BR \>
Si è aggiudicata la Coppa del Mondo per ben 9 volte in 11 anni (1996, 1997, dal 1999 al 2004 e nel 2006), vincendo in totale 61 gare, record assoluto per la scherma e anche per un atleta italiano di qualsiasi sport. All'attivo vanta anche un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), 4 ori alle Universiadi (1995, 1997, 1999, 2001) e 20 titoli italiani (11 individuali e 9 a squadre). È la numero uno del ranking mondiale ininterrottamente dal 1996. Tra il 1999 e il 2001 ha vinto tutte le grandi manifestazioni a cui ha partecipato. Tra il 1999 e il 2000 si è aggiudicata 56 match consecutivi.
===Oltre la scherma===
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Nel 2006 ha pubblicato una sua autobiografia, A viso scoperto (editore Sperling & Kupfer, collana "I fuoriclasse"), scritta con Caterina Luchetti, dove racconta vita personale e imprese sportive.<BR \>
A partire dal 10 gennaio 2009 partecipa come concorrente alla quinta edizione del reality show di Rai Uno Ballando con le stelle.<BR \>                                                                                       
Nel 2009 ha partecipato ad una pubblicità televisiva ( Kinder cereali).
 
===Onorificenze:===
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Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana — 3 ottobre 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
Grande ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana — 1 settembre 2008. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
===Palmares===
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• 3 ori e 1 argento olimpici individuali<BR \>
• 2 ori olimpici e 1 bronzo a squadre <BR \>
• 5 ori, 2 argenti e 2 bronzi mondiali individuali<BR \>
• 5 ori e 2 argenti mondiali a squadre <BR \>
• 2 ori, 1 argento e 1 bronzo mondiali Giovani individuali <BR \>
• 3 ori mondiali Cadetti individuali <BR \>
• 3 ori e 2 argenti europei individuali<BR \>
• 2 ori, 1 argento e 2 bronzi europei a squadre <BR \>
• 2 ori europei Giovani individuali <BR \>
• 10 Coppe del Mondo <BR \>
• 61 vittorie in CdM (record)<BR \>
• 11 anni al primo posto nel ranking mondiale <BR \>
• Campionati Italiani Assoluti: 12 ori e 1 bronzo individuali<BR \>
• Campionati Italiani Assoluti: 9 ori, 2 argenti e 1 bronzo a squadre <BR \>
• Universiadi: 4 ori individuali, 1 oro e 3 argenti a squadre <BR \>
• Giochi del Mediterraneo: 1 oro
 
===Bibliografia:===
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A viso scoperto, Vezzali- Lucchetti, Sperling- Kupfer, 2006

Versione attuale delle 00:11, 23 gen 2017

Maria Valentina Vezzali è nata a Jesi il 14 febbraio del 1974, ed è una schermitrice italiana della specialità del fioretto; è alta 164 cm e pesa 53 Kg.È sposata con il calciatore Domenico Giugliano (ha giocato per molte squadre, attualmente è in forza al Trivento) e ha un figlio, Pietro, nato il 9 giugno 2005. Dal 1999 è in forza al gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.

Valentina e la scherma


Valentina scopre la scherma all’età di sei anni. I suoi genitori lavoravano e, il pomeriggio, la sorella Nathalie, che già tira di fioretto da qualche anno, la porta nella sala di Jesi. E’ il 1980 e il maestro Ezio Triccoli –il leggendario fondatore della scuola di Jesi, scomparso il 10 maggio 1996- ha già dato successi e lustro alla sua scuola nata nel marzo del 1947 in una cantina nel centro storico della città.
Quando Valentina impugna per gioco il primo fioretto, il Club ha in bacheca diversi tricolori e allori internazionale, tra i quali la partecipazione, per la prima volta nella storia, di due fiorettiste ai Giochi Olimpici: Doriana Pigliapoco e Susanna Batazzi hanno disputato la gara a squadre con la nazionale azzurra a Montreal 1976.
La sorella Nathalie tira insieme a Giovanna Trillini, di un anno più giovane, mentre il sedicenne Stefano Cerioni sta scaldando il braccio per l’esplosione, datata Parigi 1983, nel firmamento mondiale del fioretto. Triccoli, Cerioni, Trillini. Tre nomi che accompagneranno costantemente il percorso sportivo e umano della Vezzali.
“ Valentina era piccola e mi suscitava tanta tenerezza” racconta la sorella Nathalie, campionessa italiana nelle categorie giovanili, “ me la sono cresciuta. Papà e mamma lavoravano e noi abbiamo trascorso insieme tanto tempo creando un rapporto di complicità e confidenza. Mi ricordo, che quando facevo lezione, lei si metteva vicino alla pedana e ripeteva i miei movimenti. Sono orgogliosa di essere stata la sua madrina”.
“Quando eravamo piccoli, andavamo a nasconderci nell’angolo più buio della palestra, ci andavamo a nascondere dietro ai materassi. Oppure, ogni tanto, andava via la luce smentre facevamo ginnastica e allora cominciavamo a correre urlando e sciamando come pazzi. Quanto ci siamo divertiti in quella palestra, io mi sono divertita tantissimo”. E’ il primo ricordo di Valentina della palestra della scherma di Jesi. I materassi usati come rifugio quando il fioretto è ancora un attrezzo sconosciuto e il destino è un’ipotesi. Poi Vale comincia a correre. “uno degli esercizi di preparazione era lo scatto sui 20 metri da ripetere 10 volte” – ricorda Luigi Novelli, maestro e preparatore atletico del Club negli anni 80- “ Valentina ne faceva 12 e avrebbe continuato se non l’avessi fermata. Andava regolarmente oltre il grafico del super allenamento. Ero preoccupato ed incuriosito allo stesso tempo. Poi, quando verificai che non ne risentiva, capii che avrei potuto anche strapazzarla. Lei di sicuro non avrebbe detto basta”.
Poi il fioretto, da stimolante enigma, diventa come un violino per il musicista. “ Una sera”- racconta Roberto Gagliardi, ex vice presidente del Club –“ il maestro Triccoli mi confidò di essere rimasto stupito dalla sua capacità di apprendimento. Lo sai, mi disse, che ho aumentato il ritmo della lezione ed ho provato ad ingannare Valentina annunciando un movimento e facendone un altro. Lei ha chiesto il permesso di togliere la maschera e mi ha detto: maestro, ma non è così…”.
Poi la scherma conquista il suo animo e disegna il suo futuro. “Una sera” rivela la mamma” mio marito venne a casa e mi disse: ho chiesto al maestro Triccoli se Valentina riuscirà mai ad andare alle Olimpiadi. Lui si è messo una mano sul cuore ed ha esclamato: glielo prometto”. “Quando arrivavo seconda” ricorda Valentina “il maestro Triccoli non mi faceva i complimenti. Era il suo modo di spronarmi. Mi ha aiutato a crescere. Si, per me è stato davvero un secondo padre”.

La carriera giovanile


“e in lista d’attesa c’è Valentina Vezzali. Ha quindici anni ed è un fenomeno”. Valentina Vezzali non c’è ma Salvatore Di Naro, responsabile d’arma, commentando il bronzo a squadre delle fiorettiste, fa capire che lei, anche se giovanissima, è già una presenza.
Due mesi prima la piccola Valentina ha vinto a Lisbona la medaglia d’oro ai Mondiali iridati della categoria cadette, primo grande successo che apre una serie infinita di trionfi. La sua esplosione non tarda ad arrivare. In ottobre vince tre gare di Coppa del Mondo under 20 annullando, sia sotto l’aspetto tecnico che agonistico, la differenza di età con le atlete più grandi. Non ce la fa a compiere l’impresa di aggiudicarsi il trofeo. In volata viene superata dalla tedesca Simone Bauer che, insieme all’ungherese di padre siriano Aida Mohamed, sarà la sua più fiera avversaria a livello giovanile. Spiega il maestro Ezio Triccoli: “Valentina capisce un attimo prima le intenzione delle avversarie e tocca grazie ad una eccezionale velocità di reazione”.
Il 14 febbraio 1990 festeggia tre cose in un giorno solo: compleanno, onomastico e tricolore. A Foggia rivince il titolo italiano cadette. Il 28 aprile, a Goteborg, trionfa per la seconda volta consecutiva al mondiale cadette battendo la Bauer e a dicembre, a Siena, è nuovamente tricolore. Triccoli, nella sala di Jesi, la manda in pedana a farsi le ossa contro Giovanna Trillini. “ne ho prese tante di botte, ma tante che se ci ripenso mi fanno ancora male.”-racconta Valentina – “Io sapevo che, però, quello era un passaggio obbligato, una sofferenza che mi avrebbe fatto diventare più forte. Tieni duro, mi dicevo, tieni duro. La Trillini è la Trillini, ma vedrai che un giorno riuscirai a toccare. E quel giorno arrivò”.
Il terzo mondiale cadette consecutivo arriva l’8 maggio 1991 a Foggia. Batte la Mohamed in semifinale (5-2, 5-0) e in finale non concede neppure una stoccata all’altra ungherese Madarasz.
La Mohamed si prende la rivincita ad ottobre ai Mondiali under 20 di Istanbul. Valentina si presenta piena di antibiotici dopo una settimano di febbre: supera la Bauer ma perde nei quarti contro l’israeliana Ohayon.
1992, l’anno delle Olimpiadi di Barcellona. Vince la Coppa del Mondo under 20, il titolo italiano giovani e il tricolore assoluto superando in finale (5-2, 5-3) la più esperta Diana Bianchedi.
A 18 anni accarezza la partecipazione ai Giochi che, però, restano un sogno: riserva in patria. Forse, nella scelta della Federazione, ha pesato la “strano” medaglia d’argento che Valentina si mette al collo con tanto rammarico ai Mondiali giovani di Genova. In finale c’è la Mohamed (rieccola): la Vezzali vince il primo set 6-5, è avanti nel secondo 4-1 quando si spegne la luce. Si fa rimontare e poi crolla nella manche decisiva per 5-0. “ La mancata convocazione per Barcellona”- dirà ai giornalisti- “fu una delusione, inutile nasconderlo. Ci tenevo tantissimo anche se avevo solo 18 anni. Fu un obiettivo mancato ma non mi scoraggiai. Anzi, trovai le motivazioni per caricarmi pensando alle Olimpiadi successive”. Ad Innsbruck, il 2 novembre, si aggiudica il titolo europeo under 20. Contro la Mohamed, ovviamente: 5-0 e 5-3. Le manca il titolo mondiale under 20, le è già sfuggito due volte. Ce la fa a Denver, l’11 aprile 1993. Nei quarti batte la polacca Rybicka (5-1, 6-5), in semifinale l’azzurra Giacometti (5-6, 5-2, 5-0), e nella finalissima l’ungherese Madarasz (5-3, 5-1).
A 19 anni è già tempo di Mondiali Assoluti. Per lei è la prima partecipazione. Essen, luglio 1993. Entra tra le prime otto ma l’ingresso in zona medaglia le viene negato da una nemica “storica”, Simone Bauer. Un successo che alla tedesca rimane fortemente impresso. Nel marzo del 2003, infatti, nella gara di Coppa del Mondo di Budapest, la Bauer riesce a battere la Vezzali ancora nei quarti di finale: “Era dieci anni che non ce la facevo…” commenta ad alta voce, contentissima, abbracciando le compagne di nazionale. Valentina, ad Essen, conclude al sesto posto e ad Atene vince la sua prima gara di Coppa del Mondo assoluta battendo in finale la rumena Reka Szabo. Il 1994 è l’ultima stagione trascorsa nelle categorie giovanili. Anche se incombono i probanti impegni a livello assoluto, Valentina chiude la sua esperienza nell’under 20 con una serie di trionfi: il titolo italiano a Foggia e, soprattutto, l’oro mondiale a Città del Messico, il 2 aprile. L’avversaria della finale è scritta nel destino: l’ungherese Mohamed. “Convinciti che sei più forte di lei, definitivamente” la incita il commissario tecnico Attilio Fini: 15-11, un altro trionfo che ispira alla Gazzetta dello sport un titolo che, ancora oggi, a Valentina fa venire i brividi: “Valentina suona l’Aida ed è oro”.

Da professionista


Il debutto olimpico avviene ai Giochi di Atlanta del 1996, dove ottiene la medaglia d’argento nella prova individuale di fioretto, perdendo in finale contro la romena Laura Badea. Si rifarà assieme alle compagne nella prova di squadra, uscendo dalla finale contro la Romania con al collo la medaglia d’oro. Nell’edizione seguente, quella di Sidney 2000, Valentina raggiunge di nuovo la finale del fioretto femminile. Stavolta la spunta sulla tedesca Rita Koenig e vince la medaglia d’oro anche nel torneo a squadre assieme alle compagne di squadra Giovanna Trillini e Diana Bianchedi, dopo aver battuto in finale la Polonia. Ad Atene 2004 il fioretto femminile a squadre viene tolto dal programma olimpico per un criterio di rotazione, costringendo le atlete a dover concentrare tutti i loro sforzi sulla gara individuale. La Vezzali riesce a ripetere la vittoria olimpica di Sidney sconfiggendo in finale la Trillini; nel fioretto femminile, l’impresa del bis olimpico era riuscita solo all’ungherese Elek nel 1936 e nel 1948.
Al Campionato del Mondo di scherma, svolto a Lipsia nel 2005, conquista il suo quarto oro nel fioretto individuale, a soli quattro mesi di distanza dalla nascita del suo primogenito. L'anno successivo, ai Mondiali di Torino, con il legamento di un ginocchio rotto perde di misura in finale contro la connazionale Margherita Granbassi, e si deve accontentare della medaglia d'argento, così come nella gara a squadre, dove l'Italia viene sconfitta in finale dalla Russia.
La rivincita arriva prontamente a San Pietroburgo 2007, dove la Vezzali sconfigge per 15-6 Giovanna Trillini in semifinale e vince la finale contro la Granbassi per 11-8.
Nei Giochi della XXIX Olimpiade ottiene l'oro battendo 6-5 nella finale di fioretto individuale la coreana (mancina) Nam Hyun-Hee, superando Giovanna Trillini nella classifica degli atleti italiani che hanno vinto più medaglie d'oro ai Giochi olimpici. Diviene anche l'unica atleta ad aver vinto tre medaglie d'oro consecutive nella stessa disciplina. Oltre alle medaglie olimpiche, Valentina Vezzali ha conseguito numerosi successi in altre importanti manifestazioni della scherma. Ai Campionati del Mondo ha raccolto un totale di 10 medaglie d'oro (5 individuali e 5 a squadre), 4 d'argento e 2 di bronzo, mentre agli Europei conta 5 ori (3 individuali), 2 argenti e 2 bronzi.
Si è aggiudicata la Coppa del Mondo per ben 9 volte in 11 anni (1996, 1997, dal 1999 al 2004 e nel 2006), vincendo in totale 61 gare, record assoluto per la scherma e anche per un atleta italiano di qualsiasi sport. All'attivo vanta anche un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), 4 ori alle Universiadi (1995, 1997, 1999, 2001) e 20 titoli italiani (11 individuali e 9 a squadre). È la numero uno del ranking mondiale ininterrottamente dal 1996. Tra il 1999 e il 2001 ha vinto tutte le grandi manifestazioni a cui ha partecipato. Tra il 1999 e il 2000 si è aggiudicata 56 match consecutivi.

Oltre la scherma


Nel 2006 ha pubblicato una sua autobiografia, A viso scoperto (editore Sperling & Kupfer, collana "I fuoriclasse"), scritta con Caterina Luchetti, dove racconta vita personale e imprese sportive.
A partire dal 10 gennaio 2009 partecipa come concorrente alla quinta edizione del reality show di Rai Uno Ballando con le stelle.
Nel 2009 ha partecipato ad una pubblicità televisiva ( Kinder cereali).

Onorificenze:


Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana — 3 ottobre 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica. Grande ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana — 1 settembre 2008. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

Palmares


• 3 ori e 1 argento olimpici individuali
• 2 ori olimpici e 1 bronzo a squadre
• 5 ori, 2 argenti e 2 bronzi mondiali individuali
• 5 ori e 2 argenti mondiali a squadre
• 2 ori, 1 argento e 1 bronzo mondiali Giovani individuali
• 3 ori mondiali Cadetti individuali
• 3 ori e 2 argenti europei individuali
• 2 ori, 1 argento e 2 bronzi europei a squadre
• 2 ori europei Giovani individuali
• 10 Coppe del Mondo
• 61 vittorie in CdM (record)
• 11 anni al primo posto nel ranking mondiale
• Campionati Italiani Assoluti: 12 ori e 1 bronzo individuali
• Campionati Italiani Assoluti: 9 ori, 2 argenti e 1 bronzo a squadre
• Universiadi: 4 ori individuali, 1 oro e 3 argenti a squadre
• Giochi del Mediterraneo: 1 oro

Bibliografia:


A viso scoperto, Vezzali- Lucchetti, Sperling- Kupfer, 2006