Differenze tra le versioni di "Allemandi Luigi"

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'''Allemandi Luigi''' nasce a San Damiano Macra, in provincia di Cuneo, l’8 novembre 1903 è stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.
'''Allemandi Luigi''' nasce a San Damiano Macra, in provincia di Cuneo, l’8 novembre 1903 è stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.
===La carriera===
===La carriera===

Versione delle 23:48, 4 feb 2017

Allemandi Luigi nasce a San Damiano Macra, in provincia di Cuneo, l’8 novembre 1903 è stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

La carriera


Allemandi Luigi cominciò la carriera calcistica nei Giovani Calciatori Legnanesi, un club lombardo,con il quale partecipò al campionato di Promozione 1919-1920 e a quello di Prima Categoria 1920-1921 (eliminatorie Lombardia). Poi passò al Legnano, allora club di Prima Divisione, disputando il campionato C.C.I. (Confederazione Calcistica Italiana) del 1921-22. Con la squadra lombarda, che arrivò in più occasioni a sfiorare le finali della Lega Nord, riuscì a mettersi in luce diventando uno dei migliori difensori della categoria, grazia al suo temperamento e alla tenacia, a tal punto da essere acquistato dalla Juventus nel 1925.

JUVENTUS


In bianconero si ferma solo per due campionati caratterizzati da trentasette presenze e dalla vittoria del campionato di Prima Divisione del 1925-26, che lo portano ad ottenere anche la prima convocazione in nazionale.
In questo periodo però ci fu un episodio increscioso per lui, riguardante il calcio scommesse, che ne macchiò l’immagine a tal punto da mettere a repentaglio la propria carriera e tutto quello fatto da lui fino a quel momento.
Durante il girone finale del campionato 1926-27 venne infatti accusato di essere stato avvicinato da alcuni dirigenti del Torino affinché, durante la gara, favorisse la squadra granata nella sfida decisiva contro i bianconeri , ormai fuori dai giochi, in cambio della promessa di una cospicua somma da riscuotere per metà prima dell'incontro e per intero a cose fatte. In effetti la Juventus perde la partita, ma Allemandi risulta il migliore dei suoi e questo spinge Nani, il dirigente implicato, a non versare il restante delle 50 mila lire promesse.
Il forte terzino di Cuneo viene squalificato a vita, ma per sua fortuna interviene una amnistia sportiva con la quale vengono estinti tutti i reati sportivi, per cui può tornare a giocare.

AMBROSIANA


Passato il periodo dello scandalo e revocata la squalifica a vita Allemandi riprende a giocare per l’Ambrosiana (una delle squadre più blasonate della Lombardia, che nel 1932 prende il nome di Ambrosiana-inter, ovvero l’attuale fc.Inter) che ne aveva acquistato il cartellino dalla juventus.
Con questa maglia fece ben otto stagioni laureandosi Campione d’Italia nel 1930.
In questo arco di tempo riuscì a riconfermare quelle che erano le sue potenzialità, tanto da diventare uno dei giocatori più rappresentativi dell’epoca.

ROMA – VENEZIA – LAZIO


Nell’estate del 1935 viene ceduto alla Roma, dove riesce a confezionare 50 presenze con la casacca giallorossa sfiorando uno storico scudetto insieme al compagno di reparto Monzeglio.
In seguito si accasa per un solo anno al Venezia in serie B e, nel 1938, ritorna nella capitale, stavolta sull'altra sponda del Tevere, per indossare la maglia biancoceleste della Lazio senza praticamente lasciare traccia (solo 2 le presenze con i biancocelesti).

NAZIONALE


Debuttò in Nazionale A il 4 novembre 1925, chiamato dall’allenatore Vittorio Pozzo, nella gara amichevole contro la Jugoslavia. Il 3 marzo 1929 scese in campo contro la Cecoslovacchia in una gara valida per la Coppa Internazionale, contribuendo in tal modo alla vittoria italiana del trofeo.
Titolare con i gradi di capitano contro la Grecia nella gara valida per le qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1934, fu convocato per partecipare alla manifestazione.
Giocò titolare tutte e cinque gli incontri giocati dall'Italia, inclusa la finale contro la Cecoslovacchia che diede agli azzurri il primo titolo mondiale.
Dall'ottobre del 1935 divenne capitano della nazionale, contribuendo alla vittoria della Coppa Internazionale 1933-1935. L'ultimo incontro in maglia azzurra fu l'amichevole contro la Cecoslovacchia disputata a Genova il 13 dicembre 1936. Allemandi disputa trentaquattro partite internazionali con l’Italia (nove delle quali con la fascia da capitano, entrando di diritto nella lista dei capitani storici italiani) senza mettere a segno reti e in maglia azzurra lega il suo nome al primo storico successo mondiale del 1934 disputato in casa e alla Coppe Internazionali del 1930-1935.
Giocò inoltre due partite con la Nazionale B, debuttandovi il 3 dicembre 1933.

ALLENATORE


Finita la sua brillante carriera da calciatore intraprese nella stagione 1938-39, in coppia con il direttore tecnico argentino Alfredo Di Franco, l'esperienza di allenatore dei biancocelesti (dove aveva svolto le sue ultime presenze da giocatore) guidando la Lazio per 12 incontri di cui 11 in campionato e uno in Coppa Italia.
Dopo questa parentesi, per un periodo, decise di scomparire dalla luce dei riflettori calcistici che per tanti anni avevano illuminato il suo immenso talento.
Nel 1955-56 viene contattato dall’Alessandria per ricoprire il ruolo di direttore tecnico e questa sarà per il grande Allemandi la sua ultima esperienza nel mondo del calcio.

BIBLIOGRAFIA


- Il pallone racconta
- Wikipedia
- Enciclopedia del calcio
- Personaggi dimenticati

SITOGRAFIA