Differenze tra le versioni di "Argentin Moreno"
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Argentin resta nelle memorie per i suoi scatti e le sue azioni; nel momento in cui la strada saliva per brevi tratti egli sferrava i suoi attacchi e spesso riusciva a costruirsi le vittorie e a togliersi da solo dalle insidie della corsa, senza l’aiuto di gregari: questa sua autodeterminazione rende ancora più alti gli onori alla sua magnifica carriera. | Argentin resta nelle memorie per i suoi scatti e le sue azioni; nel momento in cui la strada saliva per brevi tratti egli sferrava i suoi attacchi e spesso riusciva a costruirsi le vittorie e a togliersi da solo dalle insidie della corsa, senza l’aiuto di gregari: questa sua autodeterminazione rende ancora più alti gli onori alla sua magnifica carriera. | ||
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Versione delle 00:17, 5 feb 2017
Moreno Argentin è un ex ciclista italiano: in particolare praticava corse su strada. Nacque a San Donà di Piave il 17 Dicembre 1960. Già da dilettante vinse corse di grande prestigio come il Piccolo giro di Lombardia, la Coppa Adriana, il Campionato italiano nell’inseguimento a squadre e il Campionato italiano militari. Ciò gli permise di approdare giovanissimo, a soli 20 anni, nel mondo del professionismo in cui si seppe subito inserire con disinvoltura, raggiungendo risultati prestigiosi con una crescita graduale.
Caratteristiche tecniche
Una delle doti atletiche che gli permise il coronamento di tali risultati fu il suo “scatto bruciante”, in particolare negli arrivi in leggera salita nei quali era quasi imbattibile: Moreno era un passista-veloce che resisteva molto bene nelle salite medio-dure ma di breve durata; traducendo queste caratteristiche in risultati, egli fece eccellenti prestazioni nelle grandi classiche e fu protagonista in quasi tutte le partecipazioni ai mondiali, in più indossò la maglia azzurra per ben 11 volte. La sua qualità tecnica più evidente era la grande capacità di gestione delle preparazioni in modo tale da giungere agli appuntamenti prestabiliti nelle condizioni atletiche ottimali. Inoltre era tatticamente intelligente e capace di “leggere la corsa”, di sapersi muovere al punto giusto nel momento giusto a tal punto da giovare anche ai suoi compagni di squadra ai fini di risultati in diverse occasioni.
La carriera
Il giovane Argentin esordì tra i professionisti nel 1980 a 20 anni con i colori della San Giacomo. Dopo il primo anno cambiò squadra, passando alla Sammontana-Benotto e iniziò a raccogliere i suoi primi grandi risultati: vinse due tappe al Giro d’Italia (Cosenza e Montenero) battendo campioni del calibro di Saronni, in più il G.P. Industria e Commercio a Prato e infine un magnifico e prestigioso 2° posto al Giro di Lombardia. Nel 1982 si dedicò soprattutto a corse italiane vincendone 6: tra le più importanti sono da annoverare ancora il G.P. di Prato, il Trofeo Matteotti, il Giro di Romagna e una tappa al Giro. Inoltre ottenne un fondamentale 3° posto alla Milano-Sanremo. Questi piazzamenti al Lombardia e alla Sanremo iniziarono a conferirgli l’esperienza necessaria per saper correre le grandi “classiche”. Nel 1983 invece ottenne ben 11 successi stagionali con la prestigiosa vittoria del campionato Italiano, che in quell’anno si disputò nel circuito del G.P. di Camaiore. Vinse anche la coppa Sabatini in quel di Peccioli e altre 2 tappe al Giro. Il 1984 fu un anno di transizione, in quanto egli volle sperimentare la sua tenuta nei grandi giri, quindi sulle 3 settimane di gara, per definire la specialità su cui concentrarsi; così la sua squadra gli diede la possibilità di correre il Giro D’Italia puntando sulla classifica generale. Il risultato ancora una volta fu eccellente dacché concluse la “corsa rosa” in 3° posizione nella classifica finale dietro a grandi corridori come Moser e Fignon; in questa edizione vinse anche 2 tappe (San Luca e Block Haus). Tuttavia per ottenere tali risultati si riscontrò un netto calo delle sue performance nelle corse di un giorno, che sino ad ora gli avevano invece dato la possibilità di mettersi in luce, da qui la scelta di dedicarsi alle grandi classiche e il salto di qualità per l’anno successivo, il 1985. In quest’ anno Moreno ebbe pochi obbiettivi ma molto importanti: vinse infatti la Liegi-Bastogne-Liegi, 2° alla Parigi Tours, 2° alla Freccia Vallone, 3° al mondiale e 1° in una tappa della Tirreno-Adriatico, una tappa al giro di Romandia e al giro di Danimarca.
Con il 1985 iniziò il triennio d’oro di Argentin. Difatti nell’anno seguente spiccano le vittorie della sua seconda Liegi e del mondiale di Colorado Spring. Il 1987 si aprì con il passaggio dalla Sammontana alla Gewiss e subito vinse una tappa alla Ruta de Sol, una alla Settimana Siciliana e due alla Tirreno. Queste funsero da preparazione per competere al meglio nella gara a lui più cara, la Liegi, che questa volta vinse con più fatica: i suoi diretti rivali, all’epoca Criquelion e Roche, andarono in fuga ma lui lottando come non mai riuscì da solo a chiudere il “gap” e a batterli in volata mettendo così il terzo sigillo alla Liegi. L’incredibile periodo propizio continuò con tre vittorie di tappa al Giro d’Italia, un 2° posto al mondiale e la vittoria del giro di Lombardia. Concluse questa stagione con un bottino di 14 vittorie e il 4° posto nella classifica FICP, l’attuale UCI. Negli anni ’88-’89, dopo tre stagioni a livelli altissimi, ebbe un calo prestazionale: nell’88 portò a casa solo 4 vittorie tra cui il giro del Veneto e il 2°posto alla Freccia Vallone e nell’89 vinse i campionati Italiani e qualche tappa in corse di basso rilievo. Nel 1990 dopo i due anni sottotono arrivò il riscatto e cambiò squadra andando all’Ariostea. In questa stagione tornò all’assalto delle classiche vincendo il giro delle Fiandre, dove sono presenti pavè e muri con pendenze incredibili, e la Freccia Vallone, analoga alla sua amata Liegi ma con meno chilometri. In più in quest’anno vinse una tappa al Tour de France e la Coppa Sabatini. Il ’91 fu ancora ricco di grandi successi conquistando la fantastica accoppiata Freccia e Liegi, che tra l’altro da diversi anni nessuno riesce ancora ad eguagliare. Concluse questa stagione anche con un altro trionfo al Tour e al Gran Premio Sanson.
Gli ultimi anni della carriera
Iniziarono gli ultimi anni della sua carriera: nel 1992 ottenne 7 vittorie di poca importanza in corse minori; questa stagione viene ricordata soprattutto per una delle sue pochissime delusioni ciclistiche: alla Milano-Sanremo attaccò e andò via sul Poggio ma, forse per una eccessiva prudenza nell’affrontare la discesa, favorì il ritorno di Sean Kelly che lo raggiunse nei pressi del traguardo superandolo. Nel ’93 invece riprese in considerazione il fatto di concorrere per la classifica generale del Giro d’Italia, non più affrontato per questi scopi dall’84. Moreno vinse 2 tappe a Portoferrario e Corvara e indossò la maglia Rosa del leader per ben 10 tappe, ma concluse 6° nella generale. La sua ultima stagione da professionista fu il 1994 chiudendo nel migliore dei modi con la vittoria di nuovo della Freccia Vallone davanti a due suoi compagni di squadra che furono evidentemente schierati al suo servizio. In più arrivò 1° al giro del Trentino e 14° al Giro d’Italia dando man forte alla vittoria finale del suo compagno Eugenio Berzin. Dopo questo Giro Moreno decise per il ritiro dal professionismo, uscendo di scena da vincente.
Tirando le somme della carriera di questo grandissimo atleta, in 14 stagioni da professionista portò a casa 84 vittorie tra le quali 4 Liegi, 3 frecce, 1 Fiandre, 1 Lombardia, 1 mondiale; per non dimenticare poi le 13 tappe vinte al Giro, i 12 giorni in maglia rosa e le 2 tappe al Tour.
Curiosità
Argentin resta nelle memorie per i suoi scatti e le sue azioni; nel momento in cui la strada saliva per brevi tratti egli sferrava i suoi attacchi e spesso riusciva a costruirsi le vittorie e a togliersi da solo dalle insidie della corsa, senza l’aiuto di gregari: questa sua autodeterminazione rende ancora più alti gli onori alla sua magnifica carriera.
Fonti:
- www.museociclismo.it