Differenze tra le versioni di "Stecca Loris"
(Creata pagina con "<!--Text box. Latest articles--> <div style="width: 70%; padding: 20px; border: medium solid #4EA64E; border-radius: 30px 0 30px 0; background: honeydew;"> '''Loris Stecca'''...") |
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È il 1984 e al palasport San Siro Stecca, categoria pesi supergallo, a soli 23 anni era diventato campione del mondo battendo Leonardo Cruz. Una carriera, la sua, scandita dall’inevitabile confronto col fratello Maurizio. «Se Maurizio si presentò subito come l’enfant prodige che confermò le sue doti prima all’Olimpiade di Los Angeles dell’84 e poi, forse in maniera meno devastante, sui ring professionistici, Loris ci conquistò subito per la sua intelligenza e per il suo spessore fuori dal ring», si racconta , fedele resoconto di una competizione sportiva e mediatica tra i due fratelli di Rimini. «Loris era uno a cui non andava mai bene niente, ma alla base del suo spirito di protesta c’era l’idealismo di un Don Chisciotte, che non si limitava a fare a pugni ma voleva sapere cosa c’era dietro... è lo stesso spirito che alla fine ha dirottato la sua vita prima verso un totale esilio dall’ambiente e poi verso i due brutti fatti di cronaca che Stecca è tornato a riempire le pagine dei quotidiani e non per meriti sportivi: nel 2008 minaccia di gettarsi dalla galleria di Scacciano (sull’A14, vicino a Misano Adriatico) per protesta contro la decisione della Repubblica di San Marino di non farlo tornare a combattere; nel 2013 invece viene fermato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio: ha accoltellato la socia con cui gestiva una sua palestra a Rimini. ( 8 anni e 6 mesi )<BR \> | È il 1984 e al palasport San Siro Stecca, categoria pesi supergallo, a soli 23 anni era diventato campione del mondo battendo Leonardo Cruz. Una carriera, la sua, scandita dall’inevitabile confronto col fratello Maurizio. «Se Maurizio si presentò subito come l’enfant prodige che confermò le sue doti prima all’Olimpiade di Los Angeles dell’84 e poi, forse in maniera meno devastante, sui ring professionistici, Loris ci conquistò subito per la sua intelligenza e per il suo spessore fuori dal ring», si racconta , fedele resoconto di una competizione sportiva e mediatica tra i due fratelli di Rimini. «Loris era uno a cui non andava mai bene niente, ma alla base del suo spirito di protesta c’era l’idealismo di un Don Chisciotte, che non si limitava a fare a pugni ma voleva sapere cosa c’era dietro... è lo stesso spirito che alla fine ha dirottato la sua vita prima verso un totale esilio dall’ambiente e poi verso i due brutti fatti di cronaca che Stecca è tornato a riempire le pagine dei quotidiani e non per meriti sportivi: nel 2008 minaccia di gettarsi dalla galleria di Scacciano (sull’A14, vicino a Misano Adriatico) per protesta contro la decisione della Repubblica di San Marino di non farlo tornare a combattere; nel 2013 invece viene fermato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio: ha accoltellato la socia con cui gestiva una sua palestra a Rimini. ( 8 anni e 6 mesi )<BR \> | ||
Come se il pugile non riuscisse realmente mai ad appendere i guantoni al chiodo: la sua vita continua a rimanere un ring dentro cui sferrare pugni per difendersi dagli attacchi del destino. Anche quello di essere definito «il fratello sbagliato». | Come se il pugile non riuscisse realmente mai ad appendere i guantoni al chiodo: la sua vita continua a rimanere un ring dentro cui sferrare pugni per difendersi dagli attacchi del destino. Anche quello di essere definito «il fratello sbagliato». | ||
( wikipedia , rai news ). | ===Fonti=== | ||
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*( wikipedia , rai news ). | |||
Versione delle 11:15, 5 feb 2017
Loris Stecca nasce a Santarcagelo Di Romagna il 30 Marzo 1960. Fu campione del mondo dei pesi supergallo WBA dal 22 febbraio 1984 al 26 maggio 1984. È il fratello maggiore del campione olimpico Maurizio Stecca. Dopo una buona carriera fra i dilettanti, culminata con il titolo italiano dei pesi piuma, debuttò fra i professionisti nel 1980.
La carriera
Un anno dopo divenne campione nazionale dei piuma e nel 1983 conquistò il titolo europeo. Il 22 febbraio 1984 conquistò il titolo di campione del mondo dei supergallo WBA a Milano battendo Leonardo Cruz. Venne poi sconfitto due volte da Victor Callejas: la prima il 26 maggio 1984 in Porto Rico, la seconda a Rimini l'8 novembre 1985, e decise di ritirarsi. Il 17 dicembre 1988 a Sassari batté per KOT Agapito Gómez Álvarez e si disse pronto per l'allora neonato mondiale WBO dei supergallo, contro Julio Gervacio. Il 31 gennaio 1989 fu investito da un'auto sulle strisce pedonali: rimediò diverse fratture e un ginocchio in frantumi e pose definitivamente fine alla sua carriera.
Cosa resterà degli anni Ottanta?
Facendo una riflessione che parte sì da questo protagonista della boxe italiana ma che si amplia e finisce col diventare una fotografia di quegli anni: quando il pugilato aveva spazi molto ampi in qualsiasi giornale di sport, contrariamente a quello che accade ora, che viene “relegato” nel calderone degli sport minori.
È il 1984 e al palasport San Siro Stecca, categoria pesi supergallo, a soli 23 anni era diventato campione del mondo battendo Leonardo Cruz. Una carriera, la sua, scandita dall’inevitabile confronto col fratello Maurizio. «Se Maurizio si presentò subito come l’enfant prodige che confermò le sue doti prima all’Olimpiade di Los Angeles dell’84 e poi, forse in maniera meno devastante, sui ring professionistici, Loris ci conquistò subito per la sua intelligenza e per il suo spessore fuori dal ring», si racconta , fedele resoconto di una competizione sportiva e mediatica tra i due fratelli di Rimini. «Loris era uno a cui non andava mai bene niente, ma alla base del suo spirito di protesta c’era l’idealismo di un Don Chisciotte, che non si limitava a fare a pugni ma voleva sapere cosa c’era dietro... è lo stesso spirito che alla fine ha dirottato la sua vita prima verso un totale esilio dall’ambiente e poi verso i due brutti fatti di cronaca che Stecca è tornato a riempire le pagine dei quotidiani e non per meriti sportivi: nel 2008 minaccia di gettarsi dalla galleria di Scacciano (sull’A14, vicino a Misano Adriatico) per protesta contro la decisione della Repubblica di San Marino di non farlo tornare a combattere; nel 2013 invece viene fermato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio: ha accoltellato la socia con cui gestiva una sua palestra a Rimini. ( 8 anni e 6 mesi )
Come se il pugile non riuscisse realmente mai ad appendere i guantoni al chiodo: la sua vita continua a rimanere un ring dentro cui sferrare pugni per difendersi dagli attacchi del destino. Anche quello di essere definito «il fratello sbagliato».
Fonti
- ( wikipedia , rai news ).