Differenze tra le versioni di "VIII"
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'''1924 Parigi (FRA) :''' | '''1924 Parigi (FRA) :''' | ||
I Giochi della VIII Olimpiade (in lingua francese Jeux de la VIIIe Olympiade) si sono svolti a Parigi in Francia dal 4 maggio al 27 luglio 1924. | |||
Fu il barone de Coubertin in persona a scegliere chi avrebbe ospitato le Olimpiadi del 1924: stava per lasciare la presidenza del CIO e voleva dare una seconda possibilità alla sua città, per far dimenticare la brutta figura del 1900. Parigi non era più la grande capitale della Belle Époque, ma la Ville Lumière conservava intatto il suo fascino straordinario e così, anche grazie all'intervento del Governo, la manifestazione fu un grande successo e la Francia il primo Paese ad aver organizzato due edizioni dei Giochi. | |||
Il 17 marzo 1921 de Coubertin scese in campo, con una lettera aperta ai membri del CIO, ricordando che il 1924 avrebbe segnato la ricorrenza del 30° anniversario della costituzione del Movimento olimpico e che quindi Parigi, che aveva ospitato il celebre congresso della Sorbona, aveva speciali meriti per la richiesta dell'VIII Olimpiade. In occasione della sua rinuncia a presiedere ulteriormente il CIO il barone si pronunciò nuovamente a favore di Parigi, suggerendo al contempo Amsterdam per la IX edizione (la città olandese di fronte alla possibilità di una designazione anticipata e plebiscitaria per il 1928 rinunciò subito al 1924). Parigi era ‒ a dire di de Coubertin ‒ il suo 'ultimo desiderio' e il membro cecoslovacco del CIO Guth-Jarkovsky lo trasformò in esplicita proposta alla sessione. Roma protestò, ma la proposta ricevette l'appoggio di 14 membri del Comitato, contro quattro contrari e un astenuto. La delegazione italiana, indignata, abbandonò la sessione e Losanna. | |||
Ma ancora una volta sembrò che gli ostacoli al sogno del barone dovevano venire dalla Francia: il comune di Parigi fece venir meno il suo contributo per gli impianti, e propose di utilizzare quelli dello stadio Pershing, costruito dagli alleati durante la guerra. Di nuovo, salvò la situazione il Racing, stipulando una convenzione con il comitato olimpico francese che fece costruire lo stadio di Colombes e la piscina delle Tourelles, in cambio di metà degli incassi. Ma ci si mise anche la Senna, a ritardare i lavori inondando a più riprese Parigi nell'inverno 1923-24, finché il Racing annunciò che i lavori sarebbero stati comunque completati. | |||
La Germania patì ancora l'esclusione dai Giochi - le accadrà una terza volta anche nel '48 - mentre l'Italia, che aveva un comitato olimpico e soprattutto un orgoglio rafforzato dalla propaganda fascista investì molto sulla preparazione ai Giochi, anche se non potè nemmeno avvicinare il bilancio di Anversa. Fra i 202 azzurri ci furono, accanto a tre tenniste, anche due ascari d'Eritrea selezionati a Busto Arsizio e mandati allo sbaraglio nei 10.000 metri, dove non fecero però molta strada. | |||
Versione delle 20:40, 14 feb 2017
1924 Parigi (FRA) : I Giochi della VIII Olimpiade (in lingua francese Jeux de la VIIIe Olympiade) si sono svolti a Parigi in Francia dal 4 maggio al 27 luglio 1924. Fu il barone de Coubertin in persona a scegliere chi avrebbe ospitato le Olimpiadi del 1924: stava per lasciare la presidenza del CIO e voleva dare una seconda possibilità alla sua città, per far dimenticare la brutta figura del 1900. Parigi non era più la grande capitale della Belle Époque, ma la Ville Lumière conservava intatto il suo fascino straordinario e così, anche grazie all'intervento del Governo, la manifestazione fu un grande successo e la Francia il primo Paese ad aver organizzato due edizioni dei Giochi. Il 17 marzo 1921 de Coubertin scese in campo, con una lettera aperta ai membri del CIO, ricordando che il 1924 avrebbe segnato la ricorrenza del 30° anniversario della costituzione del Movimento olimpico e che quindi Parigi, che aveva ospitato il celebre congresso della Sorbona, aveva speciali meriti per la richiesta dell'VIII Olimpiade. In occasione della sua rinuncia a presiedere ulteriormente il CIO il barone si pronunciò nuovamente a favore di Parigi, suggerendo al contempo Amsterdam per la IX edizione (la città olandese di fronte alla possibilità di una designazione anticipata e plebiscitaria per il 1928 rinunciò subito al 1924). Parigi era ‒ a dire di de Coubertin ‒ il suo 'ultimo desiderio' e il membro cecoslovacco del CIO Guth-Jarkovsky lo trasformò in esplicita proposta alla sessione. Roma protestò, ma la proposta ricevette l'appoggio di 14 membri del Comitato, contro quattro contrari e un astenuto. La delegazione italiana, indignata, abbandonò la sessione e Losanna. Ma ancora una volta sembrò che gli ostacoli al sogno del barone dovevano venire dalla Francia: il comune di Parigi fece venir meno il suo contributo per gli impianti, e propose di utilizzare quelli dello stadio Pershing, costruito dagli alleati durante la guerra. Di nuovo, salvò la situazione il Racing, stipulando una convenzione con il comitato olimpico francese che fece costruire lo stadio di Colombes e la piscina delle Tourelles, in cambio di metà degli incassi. Ma ci si mise anche la Senna, a ritardare i lavori inondando a più riprese Parigi nell'inverno 1923-24, finché il Racing annunciò che i lavori sarebbero stati comunque completati. La Germania patì ancora l'esclusione dai Giochi - le accadrà una terza volta anche nel '48 - mentre l'Italia, che aveva un comitato olimpico e soprattutto un orgoglio rafforzato dalla propaganda fascista investì molto sulla preparazione ai Giochi, anche se non potè nemmeno avvicinare il bilancio di Anversa. Fra i 202 azzurri ci furono, accanto a tre tenniste, anche due ascari d'Eritrea selezionati a Busto Arsizio e mandati allo sbaraglio nei 10.000 metri, dove non fecero però molta strada.