Differenze tra le versioni di "Plinio"

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La sua ''Naturalis historia'',che conta 37 volumi, è il suo solo lavoro che si sia conservato. <br \>
La sua ''Naturalis historia'',che conta 37 volumi, è il suo solo lavoro che si sia conservato. <br \>
Quest'opera è stata il testo di riferimento in materia di conoscenze scientifiche e tecniche per tutto il Rinascimento e anche oltre.<br \>
Quest'opera è stata il testo di riferimento in materia di conoscenze scientifiche e tecniche per tutto il Rinascimento e anche oltre.<br \>
In questa opera ha raccontato che a Delfi si svolgevano anche competizioni di pittura, nel V sec a.C. e ne ha citato il vincitore: '''Timagora di Calcide''', che avrebbe sconfitto '''Paneno''', fratello o nipote di Fidia.
In questa opera ha raccontato che a Delfi si svolgevano anche competizioni di pittura, nel V sec a.C. e ne ha citato il vincitore: '''Timagora di Calcide''', che avrebbe sconfitto '''Paneno''', fratello o nipote di Fidia.<br \>
Gli storici successivi hanno messo in dubbio la versione di Plinio e hanno creduto che intorno ai Giochi pitici si svolgesse come una grande fiera e che, secondo quanto avviene anche ai nostri giorni, ci fossero momenti estemporanei in cui i ritrattisti si esibivano con i loro cavalletti e i loro disegni. <br \>
I Giochi dell'Arte andarono avanti, comunque, ed ebbero particolare importanza nel periodo ellenistico (IV - II sec a. C.), con gli agoni di prosa, poesia e di teatro. Lo raccontano Luciano, Filostrato e Plutarco. <br \>
Questi fu anche sacerdote nel santuario di Delfi ed era contrario alla disputa di queste competizioni letterarie o teatrali. Sosteneva che in quelle valutazioni, a differenza di quelle atletiche ove il risultato finale era facilmente individuabile, il giudizio era troppo soggettivo, condizionato da fattori soggettivi e diventava così fonte di aspre contestazioni fra artisti, pubblico e giudici.<br \>
 
== Tratto da : ==
"Le antiche Olipiadi" - di Mario Pescante e Piero Mei, Rizzoli ed. - 2003

Versione delle 01:19, 25 feb 2017

Gaio Plinio Secondo (Gaius Plinius Secundus), conosciuto come Plinio il Vecchio (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79), è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano.

La sua Naturalis historia,che conta 37 volumi, è il suo solo lavoro che si sia conservato.
Quest'opera è stata il testo di riferimento in materia di conoscenze scientifiche e tecniche per tutto il Rinascimento e anche oltre.
In questa opera ha raccontato che a Delfi si svolgevano anche competizioni di pittura, nel V sec a.C. e ne ha citato il vincitore: Timagora di Calcide, che avrebbe sconfitto Paneno, fratello o nipote di Fidia.
Gli storici successivi hanno messo in dubbio la versione di Plinio e hanno creduto che intorno ai Giochi pitici si svolgesse come una grande fiera e che, secondo quanto avviene anche ai nostri giorni, ci fossero momenti estemporanei in cui i ritrattisti si esibivano con i loro cavalletti e i loro disegni.
I Giochi dell'Arte andarono avanti, comunque, ed ebbero particolare importanza nel periodo ellenistico (IV - II sec a. C.), con gli agoni di prosa, poesia e di teatro. Lo raccontano Luciano, Filostrato e Plutarco.
Questi fu anche sacerdote nel santuario di Delfi ed era contrario alla disputa di queste competizioni letterarie o teatrali. Sosteneva che in quelle valutazioni, a differenza di quelle atletiche ove il risultato finale era facilmente individuabile, il giudizio era troppo soggettivo, condizionato da fattori soggettivi e diventava così fonte di aspre contestazioni fra artisti, pubblico e giudici.

Tratto da :

"Le antiche Olipiadi" - di Mario Pescante e Piero Mei, Rizzoli ed. - 2003