Differenze tra le versioni di "Milano - Sanremo"
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'''La Milano-Sanremo''' è una corsa in linea maschile di ciclismo su strada professionistico, una delle più importanti corse ciclistiche del relativo circuito internazionale e prima grande classica nel calendario ciclistico stagionale. Dal 1989 al 2004 la corsa ha fatto parte del circuito di Coppa del mondo, e dal 2005 al 2007 è stata inclusa fra le prove dell'UCI ProTour. Dal 2011 è inserita nel programma dell'UCI World Tour. <BR \> | <!--Text box. Latest articles--> | ||
Conosciuta con il nome di Classica di Primavera o la Classicissima, è la più importante e famosa corsa di un giorno che si corre in Italia e, con una lunghezza 298 km, è anche la più lunga. Il percorso ed il chilometraggio sono rimasti pressoché invariati sin dalla prima edizione, particolare che rappresenta una rarità nel panorama delle grandi classiche internazionali. Nel 1937 fu stabilita la data fissa della gara il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe. Dopo l'abrogazione di tale festività la corsa si è svolta durante il sabato più vicino al 19 marzo, con eccezione delle edizioni dal 2012 al 2015 durante le quali la corsa si è svolta nella domenica più vicina a tale data, ma dal 2016 il giorno della gara è tornato il sabato. | <div style="width: 70%; padding: 20px; border: medium solid green; border-radius: 30px 0 30px 0; background: White;">'''La Milano-Sanremo''' è una corsa in linea maschile di ciclismo su strada professionistico, una delle più importanti corse ciclistiche del relativo circuito internazionale e prima grande classica nel calendario ciclistico stagionale. Dal 1989 al 2004 la corsa ha fatto parte del circuito di Coppa del mondo, e dal 2005 al 2007 è stata inclusa fra le prove dell'UCI ProTour. Dal 2011 è inserita nel programma dell'UCI World Tour. <BR \> | ||
Conosciuta con il nome di ''Classica di Primavera o la Classicissima'', è la più importante e famosa corsa di un giorno che si corre in Italia e, con una lunghezza 298 km, è anche la più lunga. Il percorso ed il chilometraggio sono rimasti pressoché invariati sin dalla prima edizione, particolare che rappresenta una rarità nel panorama delle grandi classiche internazionali. Nel 1937 fu stabilita la data fissa della gara il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe. Dopo l'abrogazione di tale festività la corsa si è svolta durante il sabato più vicino al 19 marzo, con eccezione delle edizioni dal 2012 al 2015 durante le quali la corsa si è svolta nella domenica più vicina a tale data, ma dal 2016 il giorno della gara è tornato il sabato. | |||
===Dalla fondazione al 1916: i pionieri e la prima guerra mondiale=== | ===Dalla fondazione al 1916: i pionieri e la prima guerra mondiale=== | ||
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Il 14 aprile 1907 si disputò invece la prima edizione della prova ciclistica, ideata dal giornalista forlivese Tullo Morgagni il quale, già fondatore del Giro di Lombardia nel 1905 e in seguito del Giro d’Italia nel 1909, convinse il direttore della Gazzetta dello Sport Eugenio Costamagna a organizzarla.<BR \> | Il 14 aprile 1907 si disputò invece la prima edizione della prova ciclistica, ideata dal giornalista forlivese Tullo Morgagni il quale, già fondatore del Giro di Lombardia nel 1905 e in seguito del Giro d’Italia nel 1909, convinse il direttore della Gazzetta dello Sport Eugenio Costamagna a organizzarla.<BR \> | ||
Sotto la direzione di Armando Cougnet, 33 corridori (sui 62 inizialmente iscritti) presero il via presso l’osteria milanese della Conca Fallata alle 4.30 del mattino e, dopo diverse ore sotto la pioggia, l’onore del trionfo toccò al transalpino Lucien Petit-Breton, leggenda del ciclismo pionieristico e plurivincitore al Tour de France (1907 e 1908), che precedette il connazionale Gustave Garrigou e il “Diavolo rosso” di Asti Giovanni Gerbi. | Sotto la direzione di Armando Cougnet, 33 corridori (sui 62 inizialmente iscritti) presero il via presso l’osteria milanese della Conca Fallata alle 4.30 del mattino e, dopo diverse ore sotto la pioggia, l’onore del trionfo toccò al transalpino Lucien Petit-Breton, leggenda del ciclismo pionieristico e plurivincitore al Tour de France (1907 e 1908), che precedette il connazionale Gustave Garrigou e il “Diavolo rosso” di Asti Giovanni Gerbi. | ||
===Il “Diavolo Rosso” decide la prima Milano-Sanremo | ===Il “Diavolo Rosso” decide la prima Milano-Sanremo=== | ||
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• La prima edizione della corsa ciclistica Milano-Sanremo è vinta dal francese Lucien Petit-Breton (all’anagrafe Mazan), recordman dell’ora e vincitore dell’ultima Parigi-Tours, tra i favoriti della vigilia insieme al connazionale Louis Trousselier (vincitore del Tour 1905, terzo all’ultima Parigi-Roubaix) e agli italiani Giovanni Gerbi (detto il “Diavolo Rosso”, il corridore italiano più noto del momento) e Giovanni Cuniolo (campione italiano in carica). Al via 33 concorrenti, pioggia e vento fanno slittare la partenza dalle 4.30 alle 5.15 di mattina. Gruppo di testa ridotto a una dozzina di concorrenti già al controllo di Pavia, a Casteggio sono rimasti in otto: oltre ai quattro favoriti, Carlo Galetti, Luigi Ganna, Gustave Garrigou e Clemente Canepari. Nell’attraversamento di Pozzolo Formigaro, Gerbi attacca approfittando del selciato sconnesso, a Novi ha un vantaggio intorno al minuto. Nonostante il nevischio, alle 10.41 il “Diavolo Rosso” passa in testa al Turchino con tre minuti di vantaggio su Ganna, Galetti e Garrigou, mentre Petit-Breton, che ha forato, è a cinque minuti (più attardati Trousselier, vittima di una caduta, e Cuniolo, che in salita proprio non va). Caduto anche Galetti, Gerbi soffre la Colletta e i Piani di Invrea e nei pressi di Savona è raggiunto da Garrigou. Nella discesa del Berta, quando mancano 25 km al traguardo, rientra anche Petit-Breton, compagno di squadra di Gerbi: premio di 300 lire al primo, 150 al secondo, 70 al terzo, il “Diavolo Rosso”, certo della sconfitta in volata, si accorda con Petit-Breton per la spartizione a metà del bottino, quindi, a 800 metri dall’arrivo di Viale Cavallotti, afferra per il collo Garrigou, che nonostante le proteste deve accontentarsi del secondo posto (Ganna chiude quarto, Galetti quinto, Cuniolo settimo). Tempo del vincitore: 11h04’15” (288 km alla media di 26,015 km/h). | • La prima edizione della corsa ciclistica Milano-Sanremo è vinta dal francese Lucien Petit-Breton (all’anagrafe Mazan), recordman dell’ora e vincitore dell’ultima Parigi-Tours, tra i favoriti della vigilia insieme al connazionale Louis Trousselier (vincitore del Tour 1905, terzo all’ultima Parigi-Roubaix) e agli italiani Giovanni Gerbi (detto il “Diavolo Rosso”, il corridore italiano più noto del momento) e Giovanni Cuniolo (campione italiano in carica). Al via 33 concorrenti, pioggia e vento fanno slittare la partenza dalle 4.30 alle 5.15 di mattina. Gruppo di testa ridotto a una dozzina di concorrenti già al controllo di Pavia, a Casteggio sono rimasti in otto: oltre ai quattro favoriti, Carlo Galetti, Luigi Ganna, Gustave Garrigou e Clemente Canepari. Nell’attraversamento di Pozzolo Formigaro, Gerbi attacca approfittando del selciato sconnesso, a Novi ha un vantaggio intorno al minuto. Nonostante il nevischio, alle 10.41 il “Diavolo Rosso” passa in testa al Turchino con tre minuti di vantaggio su Ganna, Galetti e Garrigou, mentre Petit-Breton, che ha forato, è a cinque minuti (più attardati Trousselier, vittima di una caduta, e Cuniolo, che in salita proprio non va). Caduto anche Galetti, Gerbi soffre la Colletta e i Piani di Invrea e nei pressi di Savona è raggiunto da Garrigou. Nella discesa del Berta, quando mancano 25 km al traguardo, rientra anche Petit-Breton, compagno di squadra di Gerbi: premio di 300 lire al primo, 150 al secondo, 70 al terzo, il “Diavolo Rosso”, certo della sconfitta in volata, si accorda con Petit-Breton per la spartizione a metà del bottino, quindi, a 800 metri dall’arrivo di Viale Cavallotti, afferra per il collo Garrigou, che nonostante le proteste deve accontentarsi del secondo posto (Ganna chiude quarto, Galetti quinto, Cuniolo settimo). Tempo del vincitore: 11h04’15” (288 km alla media di 26,015 km/h). <BR \> | ||
'''[Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]''' | '''[Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]''' | ||
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===La Milano - Sanremo dal 1909 a Coppi e Bartali=== | |||
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Luigi Ganna, nel magico 1909 in cui risultò pure il primo vincitore di sempre al Giro d’Italia, fu il primo italiano ad alzare le braccia al cielo sul traguardo della “Città dei Fiori”, mentre il 1910 fu segnato dalle condizioni climatiche estreme a causa di cui giunsero all’arrivo solamente 7 ciclisti, capeggiati dal francese Eugène Christophe (Ganna, secondo, fu in seguito squalificato per traino).<BR \> | Luigi Ganna, nel magico 1909 in cui risultò pure il primo vincitore di sempre al Giro d’Italia, fu il primo italiano ad alzare le braccia al cielo sul traguardo della “Città dei Fiori”, mentre il 1910 fu segnato dalle condizioni climatiche estreme a causa di cui giunsero all’arrivo solamente 7 ciclisti, capeggiati dal francese Eugène Christophe (Ganna, secondo, fu in seguito squalificato per traino).<BR \> | ||
Nel 1912 primeggiò il celeberrimo Henri Pélissier, che regalò alla Francia il terzo sigillo consecutivo prima di un vuoto durato fino al 1951 con Louison Bobet. Nel 1914 e nel 1915 fu invece l’ora di due azzurri quali Ugo Agostoni (a cui sarebbe poi stata dedicata la Coppa Agostoni) ed Ezio Corlaita.<BR \> | Nel 1912 primeggiò il celeberrimo Henri Pélissier, che regalò alla Francia il terzo sigillo consecutivo prima di un vuoto durato fino al 1951 con Louison Bobet. Nel 1914 e nel 1915 fu invece l’ora di due azzurri quali Ugo Agostoni (a cui sarebbe poi stata dedicata la Coppa Agostoni) ed Ezio Corlaita.<BR \> | ||
Nel 1916 non si gareggiò a causa dello svolgimento della prima guerra mondiale.<BR \> | Nel 1916 non si gareggiò a causa dello svolgimento della prima guerra mondiale.<BR \> | ||
'''Dal 1917 al 1945: dominio italiano e seconda guerra mondiale.'''<BR \> | *'''Dal 1917 al 1945: dominio italiano e seconda guerra mondiale.'''<BR \> | ||
Dal 1917 al 1943, i colori italiani persero soltanto l’edizione del 1934 (vinta dal belga Joseph Demuysere), mentre l’unico altro podio straniero venne conquistato dal solito Henri Pélissier, secondo nel 1920.<BR \> | Dal 1917 al 1943, i colori italiani persero soltanto l’edizione del 1934 (vinta dal belga Joseph Demuysere), mentre l’unico altro podio straniero venne conquistato dal solito Henri Pélissier, secondo nel 1920.<BR \> | ||
In questo periodo trionfarono corridori del calibro di Gaetano Belloni (1917 e 1920), Costante Girardengo (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), Giovanni Brunero (1922), Alfredo Binda (1929 e 1931), Learco Guerra (1933), Giuseppe Olmo (1935 e 1938), Gino Bartali (1939 e 1940) e il futuro fondatore del famoso marchio di bici Cino Cinelli (1943).<BR \> | In questo periodo trionfarono corridori del calibro di Gaetano Belloni (1917 e 1920), Costante Girardengo (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), Giovanni Brunero (1922), Alfredo Binda (1929 e 1931), Learco Guerra (1933), Giuseppe Olmo (1935 e 1938), Gino Bartali (1939 e 1940) e il futuro fondatore del famoso marchio di bici Cino Cinelli (1943).<BR \> | ||
I pericoli derivanti dallo svolgimento della seconda guerra mondiale non permisero la disputa delle edizioni del 1944 e 1945. | I pericoli derivanti dallo svolgimento della seconda guerra mondiale non permisero la disputa delle edizioni del 1944 e 1945.<BR \> | ||
'''Dal 1946 al 1953: Coppi, Bartali e Petrucci.'''<BR \> | *'''Dal 1946 al 1953: Coppi, Bartali e Petrucci.'''<BR \> | ||
Fausto Coppi (1946, 1948 e 1949), Gino Bartali (1947 e 1950) e il pistoiese Loretto Petrucci (1952 e 1953, video sotto) regalarono le ultime vittorie all’Italia prima di un lungo periodo buio, concluso da Michele Dancelli nel 1970. | Fausto Coppi (1946, 1948 e 1949), Gino Bartali (1947 e 1950) e il pistoiese Loretto Petrucci (1952 e 1953, video sotto) regalarono le ultime vittorie all’Italia prima di un lungo periodo buio, concluso da Michele Dancelli nel 1970. | ||
Il già citato Louison Bobet primeggiò invece nel 1951. | Il già citato Louison Bobet primeggiò invece nel 1951. | ||
===La Milano - Sanremo dal 1954 in poi=== | ===La Milano - Sanremo dal 1954 in poi=== | ||
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'''Dal 1954 al 1965: inserimento del Poggio e solo successi stranieri. | *'''Dal 1954 al 1965: inserimento del Poggio e solo successi stranieri.'''<BR \> | ||
Nel 1960 venne inserita la salita del Poggio all’interno del percorso per mettere in difficoltà i ciclisti belgi, trionfatori con Rik Van Steenbergen nel 1954, Germain Derycke nel 1955, Alfred De Bruyne nel 1956 e Rik Van Looy nel 1958, mentre nel 1957 e nel 1959 si erano dovuti arrendere dinnanzi allo spagnolo Miguel Poblet.<BR \> | Nel 1960 venne inserita la salita del Poggio all’interno del percorso per mettere in difficoltà i ciclisti belgi, trionfatori con Rik Van Steenbergen nel 1954, Germain Derycke nel 1955, Alfred De Bruyne nel 1956 e Rik Van Looy nel 1958, mentre nel 1957 e nel 1959 si erano dovuti arrendere dinnanzi allo spagnolo Miguel Poblet.<BR \> | ||
Il Poggio portò bene ai francesi, primi nel 1960 con René Privat, nel 1961 con Raymond Poulidor e nel 1963 con Joseph Groussard, mentre nel 1964 si impose il britannico Tom Simpson, poi deceduto in circostanze drammatiche sul Mont Ventoux durante il Tour de France 1967. | Il Poggio portò bene ai francesi, primi nel 1960 con René Privat, nel 1961 con Raymond Poulidor e nel 1963 con Joseph Groussard, mentre nel 1964 si impose il britannico Tom Simpson, poi deceduto in circostanze drammatiche sul Mont Ventoux durante il Tour de France 1967. <BR \> | ||
'''Vincitori della Milano-Sanremo tra gli anni settanta e i novanta.'''<BR \> | *'''Vincitori della Milano-Sanremo tra gli anni settanta e i novanta.'''<BR \> | ||
Due dominatori della Milano-Sanremo: Eddy Merckx (a sx, 7 vittorie) ed Erik Zabel (a dx, 4 vittorie). Nel mezzo Gimondi, in grado di interrompere il dominio belga negli anni Settanta | Due dominatori della Milano-Sanremo: Eddy Merckx (a sx, 7 vittorie) ed Erik Zabel (a dx, 4 vittorie). Nel mezzo Gimondi, in grado di interrompere il dominio belga negli anni Settanta. <BR \> | ||
'''Dal 1966 al 1976: sette volte Merckx'''.<BR \> | *'''Dal 1966 al 1976: sette volte Merckx'''.<BR \> | ||
Nel 1966 iniziò il dominio del belga Eddy Merckx, primo in ben sette occasioni (1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975 e 1976), cioè nuovo record di successi soffiato all’antico Girardengo.<BR \> | Nel 1966 iniziò il dominio del belga Eddy Merckx, primo in ben sette occasioni (1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975 e 1976), cioè nuovo record di successi soffiato all’antico Girardengo.<BR \> | ||
Il tedesco Rudi Altig nel 1968, Michele Dancelli nel 1970, il belga Roger De Vlaeminck nel 1973 e Felice Gimondi nel 1974 furono gli altri ciclisti a entrare nell’albo d’oro durante l’epoca del “Cannibale”.<BR \> | Il tedesco Rudi Altig nel 1968, Michele Dancelli nel 1970, il belga Roger De Vlaeminck nel 1973 e Felice Gimondi nel 1974 furono gli altri ciclisti a entrare nell’albo d’oro durante l’epoca del “Cannibale”.<BR \> | ||
'''Dal 1977 al 1996: inserimento della Cipressa e niente più padroni'''.<BR \> | *'''Dal 1977 al 1996: inserimento della Cipressa e niente più padroni'''.<BR \> | ||
Il 96º posto nel 1977 (primo Jan Raas) segnò la fine del dominio di Merckx e diede il là a un ventennio senza alcun padrone della corsa. Il Belgio continuò a dettare legge fino al 1981 grazie a Roger De Vlaeminck (1978 e 1979) e Alfons De Wolf (1981), con l’intermezzo di Pierino Gavazzi nel 1980.<BR \> | Il 96º posto nel 1977 (primo Jan Raas) segnò la fine del dominio di Merckx e diede il là a un ventennio senza alcun padrone della corsa. Il Belgio continuò a dettare legge fino al 1981 grazie a Roger De Vlaeminck (1978 e 1979) e Alfons De Wolf (1981), con l’intermezzo di Pierino Gavazzi nel 1980.<BR \> | ||
I due eterni rivali Giuseppe Saronni e Francesco Moser colsero il loro unico successo rispettivamente nel 1983 e nel 1984, mentre l’irlandese Sean Kelly (1986 e 1992, video sotto) e il transalpino Laurent Fignon (1988 e 1989) realizzarono una doppietta. | I due eterni rivali Giuseppe Saronni e Francesco Moser colsero il loro unico successo rispettivamente nel 1983 e nel 1984, mentre l’irlandese Sean Kelly (1986 e 1992, video sotto) e il transalpino Laurent Fignon (1988 e 1989) realizzarono una doppietta. | ||
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Negli anni ’90, il tricolore italiano sventolò per merito di Gianni Bugno nel 1990, Claudio Chiappucci nel 1991, Maurizio Fondriest nel 1993, Giorgio Furlan nel 1994 e Gabriele Colombo nel 1996.<BR \> | Negli anni ’90, il tricolore italiano sventolò per merito di Gianni Bugno nel 1990, Claudio Chiappucci nel 1991, Maurizio Fondriest nel 1993, Giorgio Furlan nel 1994 e Gabriele Colombo nel 1996.<BR \> | ||
A proposito del 1994, Furlan scattò in modo portentoso sul Poggio, giungendo solo al traguardo con 20″ sul gruppo regolato allo sprint da Mario Cipollini su Adriano Baffi.<BR \> | A proposito del 1994, Furlan scattò in modo portentoso sul Poggio, giungendo solo al traguardo con 20″ sul gruppo regolato allo sprint da Mario Cipollini su Adriano Baffi.<BR \> | ||
'''Dal 1997 al 2015: Zabel “Mister Sanremo” e il botta e risposta tra velocisti e finisseur'''.<BR \> | *'''Dal 1997 al 2015: Zabel “Mister Sanremo” e il botta e risposta tra velocisti e finisseur'''.<BR \> | ||
Il velocista tedesco Erik Zabel dominò la corsa tra il 1997 e il 2001, cogliendo quattro successi grazie a cui si meritò l’appellativo di “Mister Sanremo”. Primo nel 1997, 1998, 2000 e 2001, concluse secondo solo nel 1999 (video sotto), non riuscendo a recuperare lo svantaggio sul belga di origine russa Andrei Tchmil, scattato a sorpresa a 800 metri dal termine.<BR \> | Il velocista tedesco Erik Zabel dominò la corsa tra il 1997 e il 2001, cogliendo quattro successi grazie a cui si meritò l’appellativo di “Mister Sanremo”. Primo nel 1997, 1998, 2000 e 2001, concluse secondo solo nel 1999 (video sotto), non riuscendo a recuperare lo svantaggio sul belga di origine russa Andrei Tchmil, scattato a sorpresa a 800 metri dal termine.<BR \> | ||
Nel 2004, il teutonico si rifece vivo con una volata imperiosa e, dopo avere alzato le braccia al cielo, si accorse di essere stato superato dallo spagnolo Óscar Freire per pochi centimetri. Lo stesso Freire, già terzo nel 2000, avrebbe poi trionfato anche nel 2007 e 2010.<BR \> | Nel 2004, il teutonico si rifece vivo con una volata imperiosa e, dopo avere alzato le braccia al cielo, si accorse di essere stato superato dallo spagnolo Óscar Freire per pochi centimetri. Lo stesso Freire, già terzo nel 2000, avrebbe poi trionfato anche nel 2007 e 2010.<BR \> | ||
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Matthew Goss nel 2011 e Simon Gerrans nel 2012 diedero le prime gioie all’Australia, seguiti nell’albo d’oro dai tedeschi Gerald Ciolek (2013) e John Degenkolb (2015, video sotto) e dal norvegese Alexander Kristoff (2014), mentre nel 2016 ha trionfato il transalpino Arnaud Démare.<BR \> | Matthew Goss nel 2011 e Simon Gerrans nel 2012 diedero le prime gioie all’Australia, seguiti nell’albo d’oro dai tedeschi Gerald Ciolek (2013) e John Degenkolb (2015, video sotto) e dal norvegese Alexander Kristoff (2014), mentre nel 2016 ha trionfato il transalpino Arnaud Démare.<BR \> | ||
Vincenzo Nibali, terzo nel 2012, è stato l’ultimo azzurro a salire sul podio, nonché primo vincitore di almeno un “Grande Giro” (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España) fra i primi tre dai tempi del francese Laurent Jalabert nel 1995. | Vincenzo Nibali, terzo nel 2012, è stato l’ultimo azzurro a salire sul podio, nonché primo vincitore di almeno un “Grande Giro” (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España) fra i primi tre dai tempi del francese Laurent Jalabert nel 1995. | ||
===Il percorso=== | ===Il percorso=== | ||
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Versione attuale delle 00:14, 19 mar 2017
Conosciuta con il nome di Classica di Primavera o la Classicissima, è la più importante e famosa corsa di un giorno che si corre in Italia e, con una lunghezza 298 km, è anche la più lunga. Il percorso ed il chilometraggio sono rimasti pressoché invariati sin dalla prima edizione, particolare che rappresenta una rarità nel panorama delle grandi classiche internazionali. Nel 1937 fu stabilita la data fissa della gara il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe. Dopo l'abrogazione di tale festività la corsa si è svolta durante il sabato più vicino al 19 marzo, con eccezione delle edizioni dal 2012 al 2015 durante le quali la corsa si è svolta nella domenica più vicina a tale data, ma dal 2016 il giorno della gara è tornato il sabato.
Dalla fondazione al 1916: i pionieri e la prima guerra mondiale
Nel 1906 l’Unione Sportiva Sanremese organizzò una competizione podistica in due tappe tra Milano e Sanremo (Milano-Acqui e Acqui-Sanremo, 2 aprile 1906), ma fu un fallimento.
Il 14 aprile 1907 si disputò invece la prima edizione della prova ciclistica, ideata dal giornalista forlivese Tullo Morgagni il quale, già fondatore del Giro di Lombardia nel 1905 e in seguito del Giro d’Italia nel 1909, convinse il direttore della Gazzetta dello Sport Eugenio Costamagna a organizzarla.
Sotto la direzione di Armando Cougnet, 33 corridori (sui 62 inizialmente iscritti) presero il via presso l’osteria milanese della Conca Fallata alle 4.30 del mattino e, dopo diverse ore sotto la pioggia, l’onore del trionfo toccò al transalpino Lucien Petit-Breton, leggenda del ciclismo pionieristico e plurivincitore al Tour de France (1907 e 1908), che precedette il connazionale Gustave Garrigou e il “Diavolo rosso” di Asti Giovanni Gerbi.
Il “Diavolo Rosso” decide la prima Milano-Sanremo
• La prima edizione della corsa ciclistica Milano-Sanremo è vinta dal francese Lucien Petit-Breton (all’anagrafe Mazan), recordman dell’ora e vincitore dell’ultima Parigi-Tours, tra i favoriti della vigilia insieme al connazionale Louis Trousselier (vincitore del Tour 1905, terzo all’ultima Parigi-Roubaix) e agli italiani Giovanni Gerbi (detto il “Diavolo Rosso”, il corridore italiano più noto del momento) e Giovanni Cuniolo (campione italiano in carica). Al via 33 concorrenti, pioggia e vento fanno slittare la partenza dalle 4.30 alle 5.15 di mattina. Gruppo di testa ridotto a una dozzina di concorrenti già al controllo di Pavia, a Casteggio sono rimasti in otto: oltre ai quattro favoriti, Carlo Galetti, Luigi Ganna, Gustave Garrigou e Clemente Canepari. Nell’attraversamento di Pozzolo Formigaro, Gerbi attacca approfittando del selciato sconnesso, a Novi ha un vantaggio intorno al minuto. Nonostante il nevischio, alle 10.41 il “Diavolo Rosso” passa in testa al Turchino con tre minuti di vantaggio su Ganna, Galetti e Garrigou, mentre Petit-Breton, che ha forato, è a cinque minuti (più attardati Trousselier, vittima di una caduta, e Cuniolo, che in salita proprio non va). Caduto anche Galetti, Gerbi soffre la Colletta e i Piani di Invrea e nei pressi di Savona è raggiunto da Garrigou. Nella discesa del Berta, quando mancano 25 km al traguardo, rientra anche Petit-Breton, compagno di squadra di Gerbi: premio di 300 lire al primo, 150 al secondo, 70 al terzo, il “Diavolo Rosso”, certo della sconfitta in volata, si accorda con Petit-Breton per la spartizione a metà del bottino, quindi, a 800 metri dall’arrivo di Viale Cavallotti, afferra per il collo Garrigou, che nonostante le proteste deve accontentarsi del secondo posto (Ganna chiude quarto, Galetti quinto, Cuniolo settimo). Tempo del vincitore: 11h04’15” (288 km alla media di 26,015 km/h).
[Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]
La Milano - Sanremo dal 1909 a Coppi e Bartali
Luigi Ganna, nel magico 1909 in cui risultò pure il primo vincitore di sempre al Giro d’Italia, fu il primo italiano ad alzare le braccia al cielo sul traguardo della “Città dei Fiori”, mentre il 1910 fu segnato dalle condizioni climatiche estreme a causa di cui giunsero all’arrivo solamente 7 ciclisti, capeggiati dal francese Eugène Christophe (Ganna, secondo, fu in seguito squalificato per traino).
Nel 1912 primeggiò il celeberrimo Henri Pélissier, che regalò alla Francia il terzo sigillo consecutivo prima di un vuoto durato fino al 1951 con Louison Bobet. Nel 1914 e nel 1915 fu invece l’ora di due azzurri quali Ugo Agostoni (a cui sarebbe poi stata dedicata la Coppa Agostoni) ed Ezio Corlaita.
Nel 1916 non si gareggiò a causa dello svolgimento della prima guerra mondiale.
- Dal 1917 al 1945: dominio italiano e seconda guerra mondiale.
Dal 1917 al 1943, i colori italiani persero soltanto l’edizione del 1934 (vinta dal belga Joseph Demuysere), mentre l’unico altro podio straniero venne conquistato dal solito Henri Pélissier, secondo nel 1920.
In questo periodo trionfarono corridori del calibro di Gaetano Belloni (1917 e 1920), Costante Girardengo (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), Giovanni Brunero (1922), Alfredo Binda (1929 e 1931), Learco Guerra (1933), Giuseppe Olmo (1935 e 1938), Gino Bartali (1939 e 1940) e il futuro fondatore del famoso marchio di bici Cino Cinelli (1943).
I pericoli derivanti dallo svolgimento della seconda guerra mondiale non permisero la disputa delle edizioni del 1944 e 1945.
- Dal 1946 al 1953: Coppi, Bartali e Petrucci.
Fausto Coppi (1946, 1948 e 1949), Gino Bartali (1947 e 1950) e il pistoiese Loretto Petrucci (1952 e 1953, video sotto) regalarono le ultime vittorie all’Italia prima di un lungo periodo buio, concluso da Michele Dancelli nel 1970. Il già citato Louison Bobet primeggiò invece nel 1951.
La Milano - Sanremo dal 1954 in poi
- Dal 1954 al 1965: inserimento del Poggio e solo successi stranieri.
Nel 1960 venne inserita la salita del Poggio all’interno del percorso per mettere in difficoltà i ciclisti belgi, trionfatori con Rik Van Steenbergen nel 1954, Germain Derycke nel 1955, Alfred De Bruyne nel 1956 e Rik Van Looy nel 1958, mentre nel 1957 e nel 1959 si erano dovuti arrendere dinnanzi allo spagnolo Miguel Poblet.
Il Poggio portò bene ai francesi, primi nel 1960 con René Privat, nel 1961 con Raymond Poulidor e nel 1963 con Joseph Groussard, mentre nel 1964 si impose il britannico Tom Simpson, poi deceduto in circostanze drammatiche sul Mont Ventoux durante il Tour de France 1967.
- Vincitori della Milano-Sanremo tra gli anni settanta e i novanta.
Due dominatori della Milano-Sanremo: Eddy Merckx (a sx, 7 vittorie) ed Erik Zabel (a dx, 4 vittorie). Nel mezzo Gimondi, in grado di interrompere il dominio belga negli anni Settanta.
- Dal 1966 al 1976: sette volte Merckx.
Nel 1966 iniziò il dominio del belga Eddy Merckx, primo in ben sette occasioni (1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975 e 1976), cioè nuovo record di successi soffiato all’antico Girardengo.
Il tedesco Rudi Altig nel 1968, Michele Dancelli nel 1970, il belga Roger De Vlaeminck nel 1973 e Felice Gimondi nel 1974 furono gli altri ciclisti a entrare nell’albo d’oro durante l’epoca del “Cannibale”.
- Dal 1977 al 1996: inserimento della Cipressa e niente più padroni.
Il 96º posto nel 1977 (primo Jan Raas) segnò la fine del dominio di Merckx e diede il là a un ventennio senza alcun padrone della corsa. Il Belgio continuò a dettare legge fino al 1981 grazie a Roger De Vlaeminck (1978 e 1979) e Alfons De Wolf (1981), con l’intermezzo di Pierino Gavazzi nel 1980.
I due eterni rivali Giuseppe Saronni e Francesco Moser colsero il loro unico successo rispettivamente nel 1983 e nel 1984, mentre l’irlandese Sean Kelly (1986 e 1992, video sotto) e il transalpino Laurent Fignon (1988 e 1989) realizzarono una doppietta.
Dopo il Poggio, il percorso fu movimentato dall’inserimento di una nuova ascesa nel 1982: la Cipressa.
Negli anni ’90, il tricolore italiano sventolò per merito di Gianni Bugno nel 1990, Claudio Chiappucci nel 1991, Maurizio Fondriest nel 1993, Giorgio Furlan nel 1994 e Gabriele Colombo nel 1996.
A proposito del 1994, Furlan scattò in modo portentoso sul Poggio, giungendo solo al traguardo con 20″ sul gruppo regolato allo sprint da Mario Cipollini su Adriano Baffi.
- Dal 1997 al 2015: Zabel “Mister Sanremo” e il botta e risposta tra velocisti e finisseur.
Il velocista tedesco Erik Zabel dominò la corsa tra il 1997 e il 2001, cogliendo quattro successi grazie a cui si meritò l’appellativo di “Mister Sanremo”. Primo nel 1997, 1998, 2000 e 2001, concluse secondo solo nel 1999 (video sotto), non riuscendo a recuperare lo svantaggio sul belga di origine russa Andrei Tchmil, scattato a sorpresa a 800 metri dal termine.
Nel 2004, il teutonico si rifece vivo con una volata imperiosa e, dopo avere alzato le braccia al cielo, si accorse di essere stato superato dallo spagnolo Óscar Freire per pochi centimetri. Lo stesso Freire, già terzo nel 2000, avrebbe poi trionfato anche nel 2007 e 2010.
Mario Cipollini e Paolo Bettini si imposero rispettivamente nel 2002 e nel 2003, mentre ad Alessandro Petacchi e Filippo Pozzato toccò l’onore nel 2005 e 2006. Proprio il 2006 vide l’ultima vittoria italiana e, al contempo, l’ultimo tris sul podio di una singola nazione (Pozzato su Petacchi e Luca Paolini).
Nel 2008 avvenne l’arrivo solitario dello svizzero Fabian Cancellara nell’edizione più lunga della storia (298 km), mentre nel 2009 ci fu la clamorosa rimonta dello sprinter britannico Mark Cavendish sul tedesco (australiano dal 2011) Heinrich Haussler.
Matthew Goss nel 2011 e Simon Gerrans nel 2012 diedero le prime gioie all’Australia, seguiti nell’albo d’oro dai tedeschi Gerald Ciolek (2013) e John Degenkolb (2015, video sotto) e dal norvegese Alexander Kristoff (2014), mentre nel 2016 ha trionfato il transalpino Arnaud Démare.
Vincenzo Nibali, terzo nel 2012, è stato l’ultimo azzurro a salire sul podio, nonché primo vincitore di almeno un “Grande Giro” (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España) fra i primi tre dai tempi del francese Laurent Jalabert nel 1995.
Il percorso
Nei primi anni, il tratto di maggior difficoltà della corsa era il Passo del Turchino, dove spesso avevano luogo le azioni decisive; tuttavia, con il passare degli anni e l'avvento del ciclismo professionistico, l'ascesa del Turchino si rivelò non eccessivamente impegnativa e troppo lontana dal traguardo per essere risolutiva. Molto spettacolare e tipico è il tratto del percorso che si snoda lungo l'Aurelia, quando i ciclisti attraversano la Riviera ligure di ponente superando i famosi tre capi che precedono Imperia (Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta). Le ascese della Cipressa (inserita nel 1982) e del Poggio sono le principali difficoltà che i corridori affrontano negli ultimi chilometri; il fatto che si trovino in prossimità del traguardo ha spesso fatto sì che la selezione su questi colli risultasse decisiva. L'arrivo della corsa è posto tradizionalmente in via Roma, nel centro di Sanremo. Negli ultimi anni raramente c'è stata una grande selezione nelle ultime fasi di corsa e si è spesso assistito ad uno sprint finale con il gruppo compatto. Nel 2008 è stata introdotta una significativa modifica al percorso classico (mantenuta poi anche nelle edizioni successive): a causa di una frana sulla Via Aurelia all'altezza di Capo Noli, fra Noli e la frazione Varigotti di Finale Ligure, è stata inserita una nuova salita: un'ascesa di 4 km circa, con pendenze del 5-9%, che da Noli sale attraversando la frazione Voze fino all'altopiano delle Mànie, con discesa verso il mare all'altezza dell'abitato di Finale.
Sitografia
- https://it.wikipedia.org/wiki/Milano-Sanremo
- http://strada.bicilive.it/eventi/milano-sanremo/
- http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=MilanoSanremo
Visita anche
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