Differenze tra le versioni di "Antognoni Giancarlo"
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Partito come osservatore, diventò prima team manager della squadra viola e poi ricoprì il ruolo di direttore generale. Al culmine della stagione 1992-93 assunse la guida della squadra assieme a Luciano Chiarugi che però non riuscirono ad evitare la retrocessione. Un volta rientrato nei quadri dirigenziali si dimise dal club nel 2001 e, in seguito, la Federcalcio gli affidò alcuni incarichi nell’ambito delle nazionali giovanili. Nell’agosto 2015 venne nominato capo delegazione della Nazionale under-21 e il 2 gennaio 2017 decide di far ritorno alla Fiorentina con compiti di rappresentanza. | Partito come osservatore, diventò prima team manager della squadra viola e poi ricoprì il ruolo di direttore generale. Al culmine della stagione 1992-93 assunse la guida della squadra assieme a Luciano Chiarugi che però non riuscirono ad evitare la retrocessione. Un volta rientrato nei quadri dirigenziali si dimise dal club nel 2001 e, in seguito, la Federcalcio gli affidò alcuni incarichi nell’ambito delle nazionali giovanili. Nell’agosto 2015 venne nominato capo delegazione della Nazionale under-21 e il 2 gennaio 2017 decide di far ritorno alla Fiorentina con compiti di rappresentanza. | ||
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• https://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Antognoni<BR \> | • https://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Antognoni<BR \> | ||
• http://www.informarea.it/post/2014/05/18/giancarlo-antognoni-luomo-che-visse-due-volte.aspx<BR \> | • http://www.informarea.it/post/2014/05/18/giancarlo-antognoni-luomo-che-visse-due-volte.aspx<BR \> | ||
• http://unaquestionedicentimetri.it/giancarlo%20antognoni%20la%20bandiera%20viola.html | • http://unaquestionedicentimetri.it/giancarlo%20antognoni%20la%20bandiera%20viola.html | ||
Versione delle 08:42, 28 mar 2017
Giancarlo Antognoni, nato il 1 Aprile a Marsciano (Umbria) nel 1954, è stato un noto calciatore italiano, bandiera e capitano della Fiorentina dove ha militato per 15 anni, dal 1972 al 1985, con 429 presenze e 72 reti realizzate. Detenendo già il record di presenze con la maglia viola, Giancarlo Antognoni è stato, con 73 presenze e 7 reti, il calciatore della Fiorentina con più presenze nella nazionale italiana. Per la sua carriera, l’11 ottobre 2010 è stato premiato col Golden foot.
La carriera
Il padre, titolare di un bar e presidente del Milan Club, gli inculca la passione per il Milan e, proprio questa passione, lo spinge ad immergersi nel mondo del calcio. Le sue prime esperienze calcistiche sono con il San Marco Juventina, una squadra di Perugia. A quindici anni viene acquistato dal Torino con cui gioca solo un’amichevole prima di essere dirottato all’Asti in Serie D. Dopo due campionati da protagonista, su di lui piomba la Fiorentina del presidente Ugolino Ugolini che lo acquista per 435 milioni di lire. Il suo esordio, non si fece attendere, infatti, alla terza giornata di campionato, il 15 ottobre 1972 a Verona, l’allenatore Niels Liedholm lo schiera con la maglia numero 8. A soli diciotto anni si conquista la simpatia dei giornali che lo definiscono il “nuovo Rivera” ma anche quella del noto radiocronista Sandro Ciotti che ne dipinse subito le caratteristiche dicendo “Ho visto oggi l’esordio di un ragazzo che gioca guardando le stelle”. Visione di gioco, falcata elegante, qualità eccelse nei piedi, Antognoni si trovò ad essere capitano di una squadra giovane che vinse nel 1975, la coppa Italia disputata a Roma nella finale contro il Milan, e la coppa di Lega Italo-Inglese contro il West Ham Utd.
Attorno al suo nome cominciano ad accendersi gli interessi dei grandi club come Juventus alla quale la fiorentina resiste, Milan che però, avendo già in rosa Rivera, non si mostra determinata all’acquisto e Napoli che decide, infine, di puntare su Savoldi permettendo quindi la permanenza di Antognoni a Firenze. La stagione 1981-82 è tra le più significative della carriera di Giancarlo, infatti grazie anche agli investimenti dei Pontello che portarono in rosa giocatori importanti come Pecci, Graziani, Massaro, Monelli, Vierchowood, Cuccureddu e Bertoni; la Fiorentina può finalmente lottare per piani alti della classifica e Antognoni può far valere il suo talento in un contesto di grande qualità. Tutto però sembra precipitare il 22 novembre 1981 nella partita Fiorentina – Genoa che i padroni di casa conducevano per 3 a 1. Intorno al 55esimo minuto un durissimo scontro con il portiere rossoblu Silvio Martina gli provocò la frattura delle ossa craniche. Venne aiutato dal pronto intervento del medico sociale genoano, Pierluigi Gatto, il quale con la collaborazione di Ennio Raveggi, massaggiatore dei viola, riattivò le funzioni respiratorie del giocatore. Tuttavia il danno procurato è gravissimo, si teme addirittura per la stessa vita del capitano viola che viene trasportato di corsa in ospedale. Antognoni viene operato d’urgenza al cervello per rimuovere un ematoma e nonostante l’ottima riuscita dell’operazione, la convalescenza si annuncia molto lunga.
In campo la squadra accusa la sua assenza ma regge e resiste in testa alla classifica. Antognoni torna in campo due mesi dopo con una grande prestazione: assist a Casagrande per gol vittoria contro il Cesena e gol personale contro il Napoli che avvicina il titolo di Campioni d’Italia. All’ultima giornata Juve e Fiorentina arrivano appaiate: i bianconeri vincono a Catanzaro su rigore, i viola pareggiano a Cagliari fra le polemiche per un gol ingiustamente annullato a Graziani portando quindi amarezza alla squadra viola. Gli anni seguenti la Fiorentina resta tra le candidate al titolo con gli arrivi di Passarella, Zico e Cerezo il fato si presenta di nuovo di intralcio per Antognoni. Durante una partita contro la Sampdoria, Giancarlo si scontra con Luca Pellegrini, lo scontro è violento e gli provoca la frattura scomposta di tibia e perone della gamba destra allontanandolo per un lungo periodo dai rettangoli da gioco.
Antognoni torna in campo dopo 18 mesi, giocando gli ultimi 20 minuti al posto di Onorati. Le cose però a Firenze cambiarono radicalmente: la squadra fu affidata ad Agroppi che prese il posto di De Sisti ma il legame con il nuovo allenatore ed Antognoni non è dei migliori, la squadra riesce comunque ad ottenere un quarto posto. Nell’annata 1986-87 assieme a Ramon Dìaz riesce a portare la Fiorentina ad una incredibile salvezza, minato però, ancora una volta da un infortunio contro l’Inter sul finale della stagione precedente che lo costrinse a stare fuori per le prime 12 giornate di campionato. Quell’anno, l’ultimo con la maglia dei viola, totalizza 19 presenze e 4 reti. Al termine della stagione, Antognoni lascia la Fiorentina per accasarsi al Losanna in Svizzera per giocare altre due stagioni da professionista collezionando 51 presenze e 7 reti. Il 25 aprile 1989 decide di lasciare il calcio giocato in una partita, disputatosi in uno stadio in rifacimento per i mondiali del 1990, davanti a 40000 spettatori ai quali egli omaggiò con un giro di campo.
Nazionale
Ad appena vent’anni entra nel “listone” dei quaranta calciatori preselezionati per il Mondiale tedesco dal C.T. Valcareggi, che poi però, non lo chiama, preferendogli giocatori più esperti a livello internazionale.
L’esito disastroso di quel Mondiale apre tuttavia le porte ad un forte rinnovamento, del quale ovviamente il capitano viola fa parte appieno. L’allenatore, Bernardini lo lancia in prima squadra in una partita valida per le qualificazioni all’Europeo, a Rotterdam, contro l’Olanda di Cruyff, il 20 novembre 1974. Sul terreno dello stadio Feijenoord, Antognoni strabilia, fornendo un assist a Boninsegna che porta in vantaggio gli azzurri. Poco dopo ancora Antognoni, da trenta metri, esplode un destro che s’insacca nell’angolo alto alla destra del portiere olandese ma l’arbitro Kasakov annulla. Giocò il campionato del mondo 1978 in Argentina chiuso dagli azzurri, al quarto posto, mai in condizioni fisiche ottimali e quindi non brillò. Partecipò al campionato d'Europa 1980 ospitato in Italia. In entrambe le avventure in Nazionale, Antognoni fu stabilmente titolare, ruolo confermato anche due anni più tardi nel campionato del mondo 1982 in Spagna, quando con l'Italia di Zoff, Tardelli, Conti e Rossi sollevò la Coppa del Mondo. In terra iberica, giocò molto bene contro il Brasile segnò una rete, quella del 4-2, annullata per un fuorigioco inesistente; ma contro la Polonia un fallo di Matysik lo costrinse a stare fuori per la finale di Madrid contro la Germania Ovest. La sua ultima apparizione con la Nazionale risale al 16 novembre 1983 a Praga, contro la Cecoslovacchia.
Allenatore e dirigente
Partito come osservatore, diventò prima team manager della squadra viola e poi ricoprì il ruolo di direttore generale. Al culmine della stagione 1992-93 assunse la guida della squadra assieme a Luciano Chiarugi che però non riuscirono ad evitare la retrocessione. Un volta rientrato nei quadri dirigenziali si dimise dal club nel 2001 e, in seguito, la Federcalcio gli affidò alcuni incarichi nell’ambito delle nazionali giovanili. Nell’agosto 2015 venne nominato capo delegazione della Nazionale under-21 e il 2 gennaio 2017 decide di far ritorno alla Fiorentina con compiti di rappresentanza.
Vedere anche
- Regolamento : Calcio
- Calcio - Origini
Bibliografia
• https://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Antognoni
• http://www.informarea.it/post/2014/05/18/giancarlo-antognoni-luomo-che-visse-due-volte.aspx
• http://unaquestionedicentimetri.it/giancarlo%20antognoni%20la%20bandiera%20viola.html