Differenze tra le versioni di "Faggin Leandro"

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Faggin si è spento il 6 dicembre 1970 a soli 37 anni a causa di un tumore incurabile ed è sepolto a Padova nel Cimitero Maggiore. Proprio la sua terra natale gli dedicò una via omonima nella cittadina di Ponte San Nicolò e alle sue gesta sportive è dedicata anche una scuola di ciclismo a Padova.
Faggin si è spento il 6 dicembre 1970 a soli 37 anni a causa di un tumore incurabile ed è sepolto a Padova nel Cimitero Maggiore. Proprio la sua terra natale gli dedicò una via omonima nella cittadina di Ponte San Nicolò e alle sue gesta sportive è dedicata anche una scuola di ciclismo a Padova.
===Vedere anche===
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* '''Regolamento :''' [[Ciclismo]]
* [[Ciclismo - Origini]]

Versione delle 13:15, 3 apr 2017

Leandro Faggin nasce il 18 luglio 1933 a Padova, città in cui inizia la sua carriera ciclistica con la società “SC Lygie-Lubian”, mostrando le sue doti di sprinter nel “Trofeo Gardiol”.

Carriera


A soli 17 anni, Faggin Leandro ovvero nel 1950, entra a far parte della società sportiva Ciclisti Padovani, società che lo ricorda ancora oggi con affetto e stima. Dagli albori della sua carriera ciclistica su strada, si converte alla pista, intraprendendo il cammino che poi lo avrebbe reso grande agli occhi di tutti, in particolare a quelli del CT del ciclismo su pista Guido Costa. Fu proprio Costa a scoprire e a coltivare il talento del giovane Leandro, talento subito affermato quando vinse il suo primo mondiale nel 1954 sui 4 Chilometri. Costa, tramite un piano di allenamento studiato con la Federazione, prende Faggin sotto le proprie ali e lo porta con se osservandolo e allenandolo in ogni competizione in giro per il mondo. Queste gare permisero al CT di correggere alcuni difetti del suo giovane “allievo”, in particolare riguardo la posizione in bicicletta e come scrisse lo stesso Costa: “Un bel giorno mi dissi: “Ci sei riuscito. Ora lo puoi lanciare in confronti impegnativi”. A questo punto inizia l’ascesa di Faggin che, abbandonando il lavoro da meccanico, dedica tutto sé stesso al ciclismo, tanto da imporsi, nello stesso 1954, come campione italiano nel Chilometro da fermo con una media superiore ai 50 km/h e battendo corridori ben più esperti di lui. Nella stessa annata vince anche il tricolore nell’Inseguimento individuale, superando il campione olimpico di Helsinki: Loris Campana. Pronto per mostrarsi agli occhi del pubblico internazionale, partecipa ai Mondiali di Colonia da trionfante. L’anno seguente, alla vigilia delle Olimpiadi, è costretto a rispondere alla chiamata del servizio militare. La successiva gara al Vigorelli non fu facile per Faggin. Appena tornato dalle armi, infatti, riuscì a strappare solo un terzo posto. Faggin tornò ad allenarsi con continuità per prendersi la rivincita dal difficile periodo appena vissuto, ma proprio in quei giorni stava scoppiando anche un nuovo talento del ciclismo: Ercole Baldini. I due si incontrarono per la prima volta nella finale dei Campionati tricolori a Milano in cui Baldini vinse staccando di 5’’ il rivale. I successivi Mondiali di Copenaghen non furono più fortunati per Faggin, che dovette incassare la seconda sconfitta in finale ad opera del ciclista forliviese. Quest’ultimo, però, confessò un mese più tardi di voler dedicare la sua vita ciclistica alla strada e la rivalità tra i due corridori terminò qui. Per Faggin, a questo punto, si aprì la straordinaria parentesi dei Giochi Olimpici di Melbourne in cui, nel giro di 72 ore, riuscì a conquistare due medaglie d’oro nell’Inseguimento a squadre (affiancato dal trio Gasparella, Domenicali, Gandini) e nel Chilometro da fermo. Il “rosso” padovano, come era definito per via del colore dei suoi capelli, restò ai vertici del professionismo con il suo assetto forse impreciso ma con la sua agilità e potenza e il suo impareggiabile temperamento, doti che gli permisero non solo di conquistare i suoi due ori olimpici ma anche di confrontarsi con grandi campioni internazionali quali il francese Roger Rivière o il tedesco Rudi Altig. Nelle undici edizioni successive dei Mondiali (1957-1968) riuscì a portare a casa altre tre vittorie (tre secondi posti e tre terzi posti). Dopo la ritirata di Baldini dal ciclismo su pista, Faggin non ebbe più rivali e tra il 1957 e il ’68 collezionò il record di ben 12 tricolori consecutivi, tre titoli mondiali (1963-1965-1966) e un Omnium nel 1959. Nel 1962, sulla pista del Vigorelli, fu il primo a scendere sotto i 6’ nei 5 chilometri (tempo straordinario considerando anche il livello tecnologico di quei tempi). Inoltre si impose anche per ben nove volte nelle difficili gare dei Sei Giorni.

Curiosità


Faggin si è spento il 6 dicembre 1970 a soli 37 anni a causa di un tumore incurabile ed è sepolto a Padova nel Cimitero Maggiore. Proprio la sua terra natale gli dedicò una via omonima nella cittadina di Ponte San Nicolò e alle sue gesta sportive è dedicata anche una scuola di ciclismo a Padova.

Vedere anche