Differenze tra le versioni di "Fausto Coppi"
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'''Fausto Coppi''' nasce a Castellania, in provincia di Alessandria, il 15 settembre 1919.Comincia a lavorare come garzone in una salumeria di Novi Ligure ed è proprio li che conosce Biagio Cannava, un massaggiatore di ciclismo che avrà un ruolo fondamentale per la sua carriera. Fausto disputa la sua prima gara nel luglio 1937 e l'anno successiva arriva il suo primo trionfo, a Castelletto d'Orba. | '''Fausto Coppi''' nasce a Castellania, in provincia di Alessandria, il 15 settembre 1919.Comincia a lavorare come garzone in una salumeria di Novi Ligure ed è proprio li che conosce Biagio Cannava, un massaggiatore di ciclismo che avrà un ruolo fondamentale per la sua carriera. Fausto disputa la sua prima gara nel luglio 1937 e l'anno successiva arriva il suo primo trionfo, a Castelletto d'Orba. | ||
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Fausto Coppi nasce a Castellania, in provincia di Alessandria, il 15 settembre 1919.Comincia a lavorare come garzone in una salumeria di Novi Ligure ed è proprio li che conosce Biagio Cannava, un massaggiatore di ciclismo che avrà un ruolo fondamentale per la sua carriera. Fausto disputa la sua prima gara nel luglio 1937 e l'anno successiva arriva il suo primo trionfo, a Castelletto d'Orba.
Carriera
Nel 1939 Fausto Coppi partecipa ad una corsa a Pavia e fu proprio in quella occasione che Cannava scrisse una lettera a Giovanni Rossignoli della Bianchi in cui diceva: "Caro Giovanni, ti mando due corridori. Uno, il Coppi, vincerà; l'altro farà quel che potrà". Come aveva ben previsto Biagio Cannava, Coppi vinse, e la stagione seguente passò al professionismo, alla Legnano, ricoprendo il ruolo di gregario del grande Gino Bartali.
Nel 1940, arriva il suo esordio al Giro d'Italia. Fausto ha il compito di limitarsi ad aiutare il suo capitano Bartali, che però cade in una delle prime tappe ed è fuori gioco per la vittoria finale. Coppi ha così via libera e s'impone di forza nella tappa Firenze-Modena tra lo stupore di tutti. Conquista la maglia rosa dopo un'incredibile fuga sull'Abetone e la difende sino a Milano, diventando il più giovane vincitore del Giro avendo solo venti anni.
Due anni dopo stabilisce il nuovo record dell'ora al velodromo Vigorelli in un clima surreale, infatti il pericolo dei bombardamenti spinge gli organizzatori a comunicare un orario falso della gara per evitare caos e gli spalti rimangono così semi vuoti. E' proprio la guerra che blocca momentaneamente il giovane campione: mandato in Africa con la fanteria, è fatto prigioniero dagli inglesi. Al seguito delle truppe britanniche, come attendente di un capitano, rientra in Italia nel 1945 e viene tesserato dalla sezione Ciclismo S.S.Lazio, con la quale corre alcune gare.
Nel '46 nasce il binomio Coppi-Bianchi che durerà un decennio, indossando così la famosa maglia bianco celeste, quella di tutte le sue più celebri imprese. Vince la sua prima Milano-Sanremo con ben 14 minuti di vantaggio sul secondo ( la radio annuncia:" Primo classificato Fausto Coppi; in attesa del secondo classificato trasmettiamo musica da ballo"); si aggiudica tre tappe al Giro ( vinto da Bartali ) , il Grand Prix des Nations, il Circuito di Lugano e nel finale di stagione il suo primo Giro di Lombardia.
Nel 1947, a sette anni di distanza dal suo primo successo, vince nuovamente il Giro d'Italia. Fra i suoi compagni di squadra vi è il fratello Serse, cresciuto ciclisticamente con lui e con il quale Fausto ha un rapporto unico, speciale. Serse vincerà la Parigi-Roubaix del 1949 per poi morire tragicamente nel 1951, in seguito ad una caduta durante la volata finale al Giro del Piemonte.
Nel '48 Coppi vince di nuovo la Sanremo-Lombardia.
Il 1949 è l'anno della consacrazione internazionale. Vince ancora una volta la Sanremo e il Lombardia, e al Giro firma la sua impresa più celebre, con ben 192 chilometri di fuga nella tappa Cuneo-Pinarolo ( epica la frase pronunciata da Mario Ferretti all'apertura della radiocronaca di quella tappa, la terzultima del Giro del '49: "Un uomo è solo al comando; la sua maglia è bianco celeste; il suo nome è Fausto Coppi"). Dopo aver messo in cassaforte il suo terzo giro, partecipa per la prima volta al Tour de France: nessun corridore è mai riuscito a centrare la doppietta Giro-Tour nello stesso anno. Fausto parte molto male, perdendo più di mezz'ora nelle prime tappe. Poi come d'incanto risorge, dominando le due crono e staccando tutti alla sua maniera nella tappa con arrivo ad Aosta. E' il trionfo definitivo, e in Francia nasce il mito di "Fostò". Al mondiale di Copenaghen si piazza terzo.
Il 1950 inizia in maniera sfolgorante, con i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone. Nel momento migliore della sua carriera, è colpito dalla sfortuna infatti alla nona tappa del Giro un corridore che gli è davanti sbanda e Fausto cade; all'ospedale di Trento la diagnosi parla chiaro: frattura tripla del bacino e stagione finita.
Il destino gli si accanisce contro ancora una volta nel 1951 con la morte del fratello Serse che segna Fausto nel profondo. Dopo un discreto Giro, terminato con due vittorie di tappa, partecipa al Tour con la morte nel cuore. Nella tappa di Montpellier attraversa una crisi spaventosa, da cui riesce a risollevarsi solo con l'aiuto dei fedeli compagni di squadra. Si riprende nel finale del Tour, dimostrando a tutti di essere ancora lui.
Il 1953 è l'anno della quinta vittoria al Giro, ma è soprattutto l'anno del trionfo al Campionato del Mondo vinto sul circuito di Lugano dove semina il vuoto dietro di se ( 6 minuti di vantaggio sul belga Germain Derycke). La vittoria di Lugano segna il punto più alto della sua carriera, ma è anche l'inizio della parabola discendente.
Nel 1954 l'ultimo grande successo:il Giro di Lombardia, per la quinta volta ( record assoluto di successi nella grande classica di ottobre).
Nel 1955 appare di nuovo in ottima forma: vince il suo quarto campionato italiano su strada, secondo nel Giro e nella Parigi-Roubaix. Nel 1957 nasce il progetto San Pellegrino: una nuova formazione diretta da Gino Bartali, che dovrebbe avere come capitano proprio Fausto. I due grandi rivali sotto la stessa bandiera, come vent'anni prima.
Palmares
Coppi vinse complessivamente 122 corse in carriera. Indossò per 31 giorni la maglia rosa e per 19 giorni la maglia gialla.
Nel dicembre del 1959, subito dopo essere stato ingaggiato dalla squadra appena formata dall'amico ed ex rivale Bartali, Coppi partecipa con alcuni amici ciclisti francesi ad una corsa nell'Alto Volta, in occasione dei festeggiamenti per l'indipendenza del paese. Nei giorni successivi prende parte ad una battuta di caccia nella boscaglia intorno a Ouagadougou, dove contrae la malaria.
Al ritorno in Italia è febbricitante. Il 29 dicembre è assalito da febbre altissima, nausea e brividi. Nel pomeriggio del primo gennaio le condizioni del campione si aggravano ulteriormente. Il professor Astaldi, primario all'ospedale di Tortona decide per un immediato ricovero. All'ammalato è praticata una cura intensa a base di antibiotici e cortisonici, ma Coppi non reagisce ed entra in coma. Non riprende più conoscenza e muore alle 8.45 del 2 gennaio 1960, a poco più di quaranta anni. I medici avevano sbagliato diagnosi, ritenendo Coppi affetto da un'influenza più grave del consueto ( nonostante si era a conoscenza che al ciclista francese, e suo compagno in quella battuta di caccia, fosse stata diagnosticata la malaria ).
Coppi viene sepolto nel cimitero del suo paese natale. Al funerale partecipano decine di migliaia di persone e tutto il mondo del ciclismo.
Curiosità
All'inizio del 2002 sono state pubblicate alcune illazioni, mai confermate, secondo le quali Coppi sarebbe stato avvelenato in Africa per vendicare la morte di un ciclista locale. La realtà dei fatti è però dimostrata sia dalla provetta del sangue prelevato a Coppi ( dove fu trovato il plasmodium falciparum, l'agente della malaria terzana maligna, la forma più violenta della malattia ), sia dalla diversa sorte di Géminiani , che divise in Alto Volta l'alloggio con Coppi, fu colpito anche lui dalla malaria, ma curato in tempo con il chinino poté sopravvivere e guarire.
Soprannome
Soprannominato il Campionissimo o l'Airone , fu il corridore più vincente e famoso dell'epoca d'oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi.
Vedere anche
- Regolamento : Ciclismo
- Ciclismo - Origini