Differenze tra le versioni di "Lechner Erika"
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'''Erika Lechner''' è nata a Maranza il 28 maggio 1947, prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici invernali. | '''Erika Lechner''' è nata a Maranza il 28 maggio 1947, prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici invernali. | ||
===La carriera=== | ===La carriera=== | ||
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''Erika Lechner'' era tesserata per lo S.C. Monteguzzo e sue prime notizie a livello agonistico si hanno nel 1964 quando, appena sedicenne, conquista il primo titolo nazionale dei sette totali. Dopodiché, dal ’66 al ’71 conquista ancora il tricolore senza alcun rivale mentre nel ’65 si piazza seconda ai campionati italiani assoluti. Sempre nel ’64 partecipa anche alle Olimpiadi di Innsbruck senza però completare la gara. | ''Erika Lechner'' era tesserata per lo S.C. Monteguzzo e le sue prime notizie a livello agonistico si hanno nel 1964 quando, appena sedicenne, conquista il primo titolo nazionale dei sette totali. Dopodiché, dal ’66 al ’71 conquista ancora il tricolore senza alcun rivale mentre nel ’65 si piazza seconda ai campionati italiani assoluti. Sempre nel ’64 partecipa anche alle Olimpiadi di Innsbruck senza però completare la gara. | ||
L’edizione successiva delle Olimpiadi invernali è quella che rende famosa l’atleta. A Grenoble 1968, infatti, nella gara del singolo femminile, Erika Lechner conquista la medaglia d’oro. In realtà però, pur essendo un grande traguardo italiano, risulta essere una vittoria abbastanza “strana”. La differenza con le competizioni abituali sta nel fatto che alla fine delle prime tre discese in programma, la Lechner si è piazzata al terzo posto in classifica, preceduta ma anche seguita in totale da tre atlete rappresentanti la Germania dell’Est. Tuttavia, grazie ad un controllo effettuato dalla giuria, si scopre che l’intera squadra tedesca ha riscaldato i pattini delle proprie slitte prima di gareggiare. Essendo questa una pratica proibita, le tre atlete | L’edizione successiva delle Olimpiadi invernali è quella che rende famosa l’atleta. A Grenoble 1968, infatti, nella gara del singolo femminile, Erika Lechner conquista la medaglia d’oro. In realtà però, pur essendo un grande traguardo italiano, risulta essere una vittoria abbastanza “strana”. La differenza con le competizioni abituali sta nel fatto che alla fine delle prime tre discese in programma, la Lechner si è piazzata al terzo posto in classifica, preceduta ma anche seguita in totale da tre atlete rappresentanti la Germania dell’Est. Tuttavia, grazie ad un controllo effettuato dalla giuria, si scopre che l’intera squadra tedesca ha riscaldato i pattini delle proprie slitte prima di gareggiare. Essendo questa una pratica proibita, le tre atlete vengono squalificate e l’italiana improvvisamente catapultata in prima posizione ad una sola discesa dal traguardo. Quest’ultima, a causa del maltempo è rimandata per giorni e giorni e definitivamente annullata dopo l’ennesima verifica della pista. Dunque, adesso è ufficiale: Erika Lechner è finalmente campionessa olimpica. Come scrive Gigi Boccacini il 16 febbraio 1968: “La bambinaia di Maranza saliva, con un po’ di fatica, il primo scalino della gloria”. | ||
Nel 1971 invece, l’atleta italiana conquista il titolo europeo sulla pista di Imst a Vienna. Nello stesso anno si piazza seconda ai mondiali di Valdaora; questa volta non raggiunge l’oro a causa di un errore nella fase finale e soprattutto per via delle condizioni della pista a lei estremamente sfavorevoli. | Nel 1971 invece, l’atleta italiana conquista il titolo europeo sulla pista di Imst a Vienna. Nello stesso anno si piazza seconda ai mondiali di Valdaora; questa volta non raggiunge l’oro a causa di un errore nella fase finale e soprattutto per via delle condizioni della pista a lei estremamente sfavorevoli. | ||
===Dopo il ritiro=== | ===Dopo il ritiro=== | ||
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Versione attuale delle 07:30, 4 mag 2021
IMMAGINI
Erika Lechner è nata a Maranza il 28 maggio 1947, prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici invernali.
La carriera
Erika Lechner era tesserata per lo S.C. Monteguzzo e le sue prime notizie a livello agonistico si hanno nel 1964 quando, appena sedicenne, conquista il primo titolo nazionale dei sette totali. Dopodiché, dal ’66 al ’71 conquista ancora il tricolore senza alcun rivale mentre nel ’65 si piazza seconda ai campionati italiani assoluti. Sempre nel ’64 partecipa anche alle Olimpiadi di Innsbruck senza però completare la gara. L’edizione successiva delle Olimpiadi invernali è quella che rende famosa l’atleta. A Grenoble 1968, infatti, nella gara del singolo femminile, Erika Lechner conquista la medaglia d’oro. In realtà però, pur essendo un grande traguardo italiano, risulta essere una vittoria abbastanza “strana”. La differenza con le competizioni abituali sta nel fatto che alla fine delle prime tre discese in programma, la Lechner si è piazzata al terzo posto in classifica, preceduta ma anche seguita in totale da tre atlete rappresentanti la Germania dell’Est. Tuttavia, grazie ad un controllo effettuato dalla giuria, si scopre che l’intera squadra tedesca ha riscaldato i pattini delle proprie slitte prima di gareggiare. Essendo questa una pratica proibita, le tre atlete vengono squalificate e l’italiana improvvisamente catapultata in prima posizione ad una sola discesa dal traguardo. Quest’ultima, a causa del maltempo è rimandata per giorni e giorni e definitivamente annullata dopo l’ennesima verifica della pista. Dunque, adesso è ufficiale: Erika Lechner è finalmente campionessa olimpica. Come scrive Gigi Boccacini il 16 febbraio 1968: “La bambinaia di Maranza saliva, con un po’ di fatica, il primo scalino della gloria”. Nel 1971 invece, l’atleta italiana conquista il titolo europeo sulla pista di Imst a Vienna. Nello stesso anno si piazza seconda ai mondiali di Valdaora; questa volta non raggiunge l’oro a causa di un errore nella fase finale e soprattutto per via delle condizioni della pista a lei estremamente sfavorevoli.
Dopo il ritiro
Erika Lechner infine, termina la sua carriera con un secondo posto ancora a Valdaora nei campionati italiani assoluti ma non prima però delle Olimpiadi di Sapporo del 1972; in quest’occasione, pur gareggiando, non riesce a terminare la competizione.
Per quanto riguarda onorificenze ricevute, la campionessa può vantare la croce di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana attribuita alla Lechner, come agli altri atleti italiani vittoriosi a Grenoble, dal presidente della Repubblica Saragat il 28 marzo 1968 durante una cerimonia a Roma, nella sede del Quirinale.
Bibliografia
- classe1947.blogspot.it/2011/05/erika-lechner.html