Differenze tra le versioni di "Vervoot Marike"

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'''Marieke Vervoort''' (Diest, 10 maggio 1979 – 22 ottobre 2019) è stata un'atleta paralimpica belga.
Marieke Vervoort (Diest, 10 maggio 1979 – 22 ottobre 2019) è stata un'atleta paralimpica belga.
===Carriera===
Carriera
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All’età di 14 anni le viene diagnosticata una malattia degenerativa muscolare che le causava dolore costante e paralisi alle gambe. Anche se soffriva di questa grave patologia la Vervoot non si era mai demoralizzata e fin da giovane aveva iniziato a praticare diversi sport, prima il basket su sedia a rotelle, poi il nuoto e il triathlon.
All’età di 14 anni le viene diagnosticata una malattia degenerativa muscolare che le causava dolore costante e paralisi alle gambe. Anche se soffriva di questa grave patologia la Vervoot non si era mai demoralizzata e fin da giovane aveva iniziato a praticare diversi sport, prima il basket su sedia a rotelle, poi il nuoto e il triathlon. <bR \>
Nel 2012 partecipa ai Giochi Paralimpici di Londra dove vince l’oro nei 100m e l’argento nei 200m in carrozzina. Quattro anni dopo alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro vince un argento nei 400m e un bronzo nei 100m in carrozzina. Dopo i Giochi la sua vista peggiora ulteriormente e inizia a soffrire sempre più spesso di attacchi epilettici.  
Nel 2012 partecipa ai Giochi Paralimpici di Londra dove vince l’oro nei 100m e l’argento nei 200m in carrozzina. Quattro anni dopo alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro vince un argento nei 400m e un bronzo nei 100m in carrozzina. Dopo i Giochi la sua vista peggiora ulteriormente e inizia a soffrire sempre più spesso di attacchi epilettici. <bR \>
Nel 2008 decide di firmare i documenti per poter ricorrere all’eutanasia. A Rio in un’intervista aveva dichiarato: “l’accesso alla morte assistita legale mi ha dato il coraggio di continuare a vivere per tutto il tempo che ho avuto”, e aveva insistito sul fatto che la pratica non doveva essere definita come “omicidio”. “Dà una sensazione di riposo alle persone. Se non avessi ottenuto quei documenti – aveva spiegato – penso che mi sarei già suicidata, perché è molto difficile vivere con così tanto dolore e sofferenza e questa insicurezza”. “Quando una persona firma quelle carte non significa che debba morire due settimane dopo. Io ho firmato nel 2008 e guardatemi ora, ho vinto una medaglia”, aveva aggiunto la Vervoort.
Nel 2008 decide di firmare i documenti per poter ricorrere all'eutanasia. A Rio in un’intervista aveva dichiarato: “l’accesso alla morte assistita legale mi ha dato il coraggio di continuare a vivere per tutto il tempo che ho avuto”, e aveva insistito sul fatto che la pratica non doveva essere definita come “omicidio”. “Dà una sensazione di riposo alle persone. Se non avessi ottenuto quei documenti – aveva spiegato – penso che mi sarei già suicidata, perché è molto difficile vivere con così tanto dolore e sofferenza e questa insicurezza”. “Quando una persona firma quelle carte non significa che debba morire due settimane dopo. Io ho firmato nel 2008 e guardatemi ora, ho vinto una medaglia”, aveva aggiunto la Vervoort.
Il 22 ottobre del 2019 all'età di 40 anni, a fronte dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute, decide di ricorrere all’eutanasia.
Il 22 ottobre del 2019 all'età di 40 anni, a fronte dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute, decide di ricorrere all'eutanasia.
===Fonti:===
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*https://it.eurosport.com/paralimpiadi/ha-scelto-l-eutanasia-a-40-anni-addio-alla-campionessa-paralimpica-marieke-vervoort_sto7509414/story.shtml
*https://it.wikipedia.org/wiki/Marieke_Vervoort
*https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/23/eutanasia-latleta-paralimpica-belga-marieke-vervoort-ha-scelto-e-morta-a-40-anni/5529053/

Versione attuale delle 10:47, 24 ott 2019

IMMAGINI

Marieke Vervoort (Diest, 10 maggio 1979 – 22 ottobre 2019) è stata un'atleta paralimpica belga.

Carriera


All’età di 14 anni le viene diagnosticata una malattia degenerativa muscolare che le causava dolore costante e paralisi alle gambe. Anche se soffriva di questa grave patologia la Vervoot non si era mai demoralizzata e fin da giovane aveva iniziato a praticare diversi sport, prima il basket su sedia a rotelle, poi il nuoto e il triathlon.
Nel 2012 partecipa ai Giochi Paralimpici di Londra dove vince l’oro nei 100m e l’argento nei 200m in carrozzina. Quattro anni dopo alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro vince un argento nei 400m e un bronzo nei 100m in carrozzina. Dopo i Giochi la sua vista peggiora ulteriormente e inizia a soffrire sempre più spesso di attacchi epilettici.
Nel 2008 decide di firmare i documenti per poter ricorrere all'eutanasia. A Rio in un’intervista aveva dichiarato: “l’accesso alla morte assistita legale mi ha dato il coraggio di continuare a vivere per tutto il tempo che ho avuto”, e aveva insistito sul fatto che la pratica non doveva essere definita come “omicidio”. “Dà una sensazione di riposo alle persone. Se non avessi ottenuto quei documenti – aveva spiegato – penso che mi sarei già suicidata, perché è molto difficile vivere con così tanto dolore e sofferenza e questa insicurezza”. “Quando una persona firma quelle carte non significa che debba morire due settimane dopo. Io ho firmato nel 2008 e guardatemi ora, ho vinto una medaglia”, aveva aggiunto la Vervoort. Il 22 ottobre del 2019 all'età di 40 anni, a fronte dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute, decide di ricorrere all'eutanasia.

Fonti: