Differenze tra le versioni di "Giro d'Italia"
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'''Il Giro d'Italia''' è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale. | |||
===Storia del Giro d'Italia=== | ===Storia del Giro d'Italia=== | ||
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===Gino Bartali e Fausto Coppi=== | ===Gino Bartali e Fausto Coppi=== | ||
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Gino il “pio” o meglio conosciuto come Bartali | Gino il “pio” o meglio conosciuto come Bartali riuscirà a vincere il Giro d'Italia del 1936 tra mille peripezie, riuscendo a fare il bis anche l'anno successivo. Bartali affermava di ottenere i suoi successi grazie alla fede e così rimediò il soprannome “Pio”. Coppi un altro grande della storia del giro riuscì invece a stravincere nel 1940 mantenendo la maglia rosa per ben dieci tappe consecutive. Durante la seconda Guerra Mondiale il giro venne però fermato per cinque lunghi anni e ripartì solamente nel 1946 con la cosiddetta edizione della “rinascita” che lo vide entrare simbolicamente a Trieste tra tensioni e sparatorie. Fausto Coppi vinse il giro del 1947, in cui ci furono ben venti tappe, nel 1949, nel 1952 e nel 1953. | ||
===Gli anni del "Cannibale" Eddy Mercks e i tentativi di Moser=== | ===Gli anni del "Cannibale" Eddy Mercks e i tentativi di Moser=== | ||
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Se gli anni Quaranta e Cinquanta furono sotto l’egida di Coppi e Bartali, i Sessanta portano il sigillo di Eddy Merckx.Merckx | Se gli anni Quaranta e Cinquanta furono sotto l’egida di Coppi e Bartali, i Sessanta portano il sigillo di Eddy Merckx. Merckx era un ciclista che non pianificava nulla, iniziava la stagione puntando a vincere tutto e spesso ci riusciva, infatti riuscirà a vincere cinque Giri d’Italia contrastato da un grande Felice Gimondi e dall’emergente Baronchelli (una volta secondo a soli 11’’), ed è ancora oggi Merckx considerato da molti come il più grande ciclista di tutti i tempi. Dopo l’affermazione di Fausto Bertoglio, che nel Giro del 1975 difese la maglia rosa dall’attacco dello spagnolo Galdos in un incredibile testa a testa finale sul Passo dello Stelvio, iniziarono i tentativi verso la rosa di Francesco Moser. Grande passista, Moser si difendeva bene anche in montagna, ma queste sue qualità gli valsero solo tanti piazzamenti. Si arrese allo sgraziato quanto il discusso belga Pollentier, uno che la bici la maltrattava, iniziò la rivalità con il più giovane Giuseppe Saronni. Quest’ultimo ebbe la meglio in due circostanze, e quando non c’era lui, tra Moser e il Giro si misero l’aquila di Marostica, Giovanni Battaglin e le strategie vincenti del ‘Tasso’, Bernard Hinault (tris anche per il francese). Sembrava una maledizione per Moser, ma in una domenica di giugno del 1984 arrivò l’exploit: nella crono finale che si concluse nello scenario dell’Arena di Verona il trentino rimontò su Laurent Fignon e colse a trentatrè anni un successo inseguito da una vita. | ||
===Gli anni 2000 del Giro d'Italia=== | ===Gli anni 2000 del Giro d'Italia=== | ||
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Per omaggiare la nascita delle Olimpiadi moderne nel 1997 il giro partì d’Atene. Il 98” segnò il ritorno ed il riscatto da numerosi infortuni di Marco Pantani, che nel giro partito da Nizza uscì vincitore. A Madonna di Campiglio nel 99” Pantani | Per omaggiare la nascita delle Olimpiadi moderne nel 1997 il giro partì d’Atene. Il 98” segnò il ritorno ed il riscatto da numerosi infortuni di Marco Pantani, che nel giro partito da Nizza ne uscì vincitore. A Madonna di Campiglio nel 99” Pantani venne fermato per un valore anomalo nel sangue. Nel 2000 il giro fece tappa a Roma in occasione del Giubileo, mentre Sanremo 2001 è stata una tappa che è rimasta negli annali del ciclismo, durante dei controlli dei Nas vennero fermati ben due concorrenti. Dal 2001 al 2007 il giro è stato dominato dagli italiani con Gotti, Simoni, Savoldelli, Cunego, Pantani e Garzelli. Cipollini non è ricordato per i giri vinti, ma per il maggior numero di tappe conquistate nella storia della corsa rosa. | ||
Nel 2006 il giro partì da Seraing in Belgio per onorare i minatori morti nel 56” ed in questa edizione s’impose Basso, che nel 2010 partndo da Amsterdam conquistò il suo secondo giro. Dopo sedici anni, il giro ripartì di nuovo dalla Sardegna e questa volta a trionfare fu l’italiano Di Luca. L’anno seguente la corsa rosa partita dalla Sicilia venne vinta dallo spagnolo Contador. Nell’anno del 150° anniversario d’unità d’Italia, si parte da Venaria Reale in Piemonte ed il giro è rivinto da Contador, ma in seguito per doping lo scorso gennaio è stato assegnato all’italiano Scarponi. | Nel 2006 il giro partì da Seraing in Belgio per onorare i minatori morti nel 56” ed in questa edizione s’impose Basso, che nel 2010 partndo da Amsterdam conquistò il suo secondo giro. Dopo sedici anni, il giro ripartì di nuovo dalla Sardegna e questa volta a trionfare fu l’italiano Di Luca. L’anno seguente la corsa rosa partita dalla Sicilia venne vinta dallo spagnolo Contador. Nell’anno del 150° anniversario d’unità d’Italia, si parte da Venaria Reale in Piemonte ed il giro è rivinto da Contador, ma in seguito per doping lo scorso gennaio è stato assegnato all’italiano Scarponi. | ||
===Curiosità sul Giro d'Italia=== | ===Curiosità sul Giro d'Italia=== | ||
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Nel 1947 sulla corsa si catalizzerà l’attenzione di Radio Rai con la trasmissione “Il girino innamorato” che porterà alle prime interviste ai corridori nel programma “Il giringiro” due anni dopo. Il primo giro in diretta tv partirà invece nel 1953 e l’anno seguente | Nel 1947 sulla corsa si catalizzerà l’attenzione di Radio Rai con la trasmissione “Il girino innamorato” che porterà alle prime interviste ai corridori nel programma “Il giringiro” due anni dopo. Il primo giro in diretta tv partirà invece nel 1953 e l’anno seguente arriveranno anche le interviste nel pretappa. Ritornando al Giro, nell’edizione del 1924 si segnalerà anche l’assenza di team e la presenza della prima donna al giro: Alfonsina Strada. La nascita della celeberrima maglia rosa si avrà invece nel 1930 quando venne introdotta in onore del quotidiano organizzatore e fondatore, che contraddistingueva il vincitore della precedente tappa. Il 33” fu anno di grandi novità, entrò in scena una nuova classifica dedicata unicamente alle salite e denominata Gran Premio di Montagna (nel 1974 assegnerà la maglia verde), il giro venne seguito da una carovana pubblicitaria che distribuiva prodotti omaggio, vennero organizzati giochi all’arrivo delle tappe e ci fu la prima tappa cronometrata (Bologna- Ferrara). L’anno seguente le tappe cronometrate divennero due. | ||
===Le maglie=== | ===Le maglie=== | ||
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'''Maglia rosa:''' classifica generale- Rosa del primo in classifica. Rosa come “La Gazzetta dello Sport”, come una pagina, come un foglio di quelli che si accettano in cima a una salita e si stendono sullo stomaco per proteggersi dal freddo della discesa. Rosa come l’alba di un campione.La maglia rosa del primo in classifica i valori: Primato-Trionfo- Spirito di squadra | *'''Maglia rosa:''' classifica generale- Rosa del primo in classifica. Rosa come “La Gazzetta dello Sport”, come una pagina, come un foglio di quelli che si accettano in cima a una salita e si stendono sullo stomaco per proteggersi dal freddo della discesa. Rosa come l’alba di un campione.La maglia rosa del primo in classifica i valori: Primato-Trionfo- Spirito di squadra. <BR \> | ||
*'''Maglia verde:''' classifica gran premio della montagna Verde come i prati, i colli, i boschi, come le strade che li attraversano. Verde come la speranza, verde come la natura, l’ecologia, e dunque verde come il rispetto, verde come l’energia, quella del futuro, verde come il futuro. La maglia verde del primo nei gran premi della montagna. i valori: Scalata-Agilità- Resistenza. Un tempo era rossa.<BR \> | |||
*'''Maglia bianca:''' classifica miglior giovane Bianca come simbolo della freschezza e magari dell’ingenuità, della pulizia e magari del candore, della giovinezza e magari della timidezza. Bianca come le notti in bianco di un esordiente, di un debuttante, di una matricola .La maglia bianca del primo fra i giovani. i valori: Giovinezza- Entusiasmo-Caparbietà Nel 1976 venne introdotta una speciale classifica dedicata ai giovani (concorrenti con meno di 25 anni); abolita nel 1995 è stata ripristinata nel 2007. Nel 2009 la maglia bianca è stata intitolata a Fabio Cannavò storico direttore della rivista. <BR \> | |||
'''Maglia rossa:''' classifica a punti E’ rossa, rossa come il fuoco, rossa per chi incendia la corsa, per chi si accende in uno scatto, per chi si ustiona in una volata. Rossa come la velocità, come i brividi, come l’ebbrezza. Ma anche rossa come il pericolo. i valori: Velocità- Scatto- Potenza E’ quella che avrebbe decretato la vittoria nei primi giri, viene data al leader della classifica a punti a scalare; introdotta nel 1966 venne sostituita nel 1969 dalla maglia ciclamino ed è tornata rossa nel 2010. <BR \> | *'''Maglia rossa:''' classifica a punti E’ rossa, rossa come il fuoco, rossa per chi incendia la corsa, per chi si accende in uno scatto, per chi si ustiona in una volata. Rossa come la velocità, come i brividi, come l’ebbrezza. Ma anche rossa come il pericolo. i valori: Velocità- Scatto- Potenza E’ quella che avrebbe decretato la vittoria nei primi giri, viene data al leader della classifica a punti a scalare; introdotta nel 1966 venne sostituita nel 1969 dalla maglia ciclamino ed è tornata rossa nel 2010. <BR \> | ||
'''Altre maglie:''' Tra il 1946 ed il 1951 era utilizzata anche la maglia nera per contraddistinguere l’ultimo classificato; essa conferiva grande notorietà ed un premio in denaro, ma dando luogo ad indecorosi spettacoli venne abolita. Dal 1983 al 2006 esisteva anche la maglia azzurra o intergiro assegnata in base a traguardi volanti per animare il giro sin dalle prime battute. | *'''Altre maglie:''' Tra il 1946 ed il 1951 era utilizzata anche la maglia nera per contraddistinguere l’ultimo classificato; essa conferiva grande notorietà ed un premio in denaro, ma dando luogo ad indecorosi spettacoli venne abolita. Dal 1983 al 2006 esisteva anche la maglia azzurra o intergiro assegnata in base a traguardi volanti per animare il giro sin dalle prime battute. Oggi è tornata in vigore ma viene assegnata al miglior scalatore andando a sostituire quella verde. | ||
===Trofeo senza fine | |||
===Trofeo senza fine=== | |||
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'''Trofeo senza fine:''' È una strada in salita, si parte da terra e si sale in alto, in cielo, forse in paradiso, non si sa dove, se un colle o un passo, se una torre o un valico, se un rifugio o una montagna balcone. È un girotondo, si va e si viene, si esplora e si scopre, si pedala e si torna. È anche un albero genealogico, in basso ci sono i pionieri, poi arrivano gli eroi, quindi tocca ai romantici, ai moderni, ai contemporanei, tutti uomini a pedali. È una molla e una spirale, un vortice e un gorgo, un tornado e un uragano. È aria, scia, vento. È un corridore che si arrampica, che decolla, che vola. È un libro, e le sue pagine si affidano al vento e decollano, e volano. Ed è una storia che ogni anno, tre settimane l’anno, si arricchisce di nuovi protagonisti, di nuove avventure, di nuovi capitoli. E che non conosce la parola fine. | '''Trofeo senza fine:''' È una strada in salita, si parte da terra e si sale in alto, in cielo, forse in paradiso, non si sa dove, se un colle o un passo, se una torre o un valico, se un rifugio o una montagna balcone. È un girotondo, si va e si viene, si esplora e si scopre, si pedala e si torna. È anche un albero genealogico, in basso ci sono i pionieri, poi arrivano gli eroi, quindi tocca ai romantici, ai moderni, ai contemporanei, tutti uomini a pedali. È una molla e una spirale, un vortice e un gorgo, un tornado e un uragano. È aria, scia, vento. È un corridore che si arrampica, che decolla, che vola. È un libro, e le sue pagine si affidano al vento e decollano, e volano. Ed è una storia che ogni anno, tre settimane l’anno, si arricchisce di nuovi protagonisti, di nuove avventure, di nuovi capitoli. E che non conosce la parola fine. | ||
===Tappe=== | ===Tappe=== | ||
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===Sitografia=== | ===Sitografia=== | ||
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*https://it.wikipedia.org/wiki/ | *https://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia<BR \> | ||
*https://alexgiovannini.wordpress.com/storia-sport/breve-storia-del-giro-ditalia/<BR \> | *https://alexgiovannini.wordpress.com/storia-sport/breve-storia-del-giro-ditalia/<BR \> | ||
*http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/giro-italia/storia.html<BR \> | *http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/giro-italia/storia.html<BR \> | ||
*http://www.palazzotenta39.it/public/giro-ditalia-dalle-origini-a-oggi/<BR \> | *http://www.palazzotenta39.it/public/giro-ditalia-dalle-origini-a-oggi/<BR \> | ||
*http://www.ciclismonelcuore.com/2014/12/presentata-la-nuova-mascotte-del-giro.html | *http://www.ciclismonelcuore.com/2014/12/presentata-la-nuova-mascotte-del-giro.html | ||
===Visita anche=== | |||
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*'''Regolamento :''' [[Ciclismo]] | |||
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===Guarda anche=== | |||
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Versione attuale delle 00:15, 19 mar 2017
Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale.
Storia del Giro d'Italia
Nel lontano maggio del 1909 in una poetica Milano il giornalista della “Gazzetta dello Sport” Tullo Morgagni, già fondatore del Giro di Lombardia (1905) e della Milano-Sanremo (1907), decise di fondare una nuova gara ciclistica maschile sulle strade della sua beneamata Italia. Da allora, tutte le edizioni fino al giorno d’oggi sono dirette ed organizzate dalla redazione della “Gazzetta dello Sport”. In verità, il giro doveva essere organizzato dal “Corriere della Sera” in collaborazione con la Bianchi, ma Gatti (fondatore dell’Atala) licenziato dalla Bianchi fece una soffiata alla Gazzetta che anticipò il quotidiano di “via Solferino”.
Il Giro mosse i suoi primi pedali nel 1909, in pieno clima eroico. Strade impercorribili, rigorosamente – o quasi – sterrate, qualche auto al seguito, ma a conti fatti i corridori erano quasi sempre soli con il loro destino: tecnologia primordiale, bici pesanti e tubolari di scorta portati a tracolla andavano a complicare ulteriormente la situazione.
Il primo Giro d'Italia
Era il 13 maggio 1909, quando alle ore 3.00 del mattino a Milano, quasi 130 persone in bicicletta si affollarono nell’oscurità di una notte che di lì a poco avrebbe lasciato strada al primo albeggiare. E’ la prima edizione del Giro ciclistico dell’Italia, ormai più noto come Giro d’Italia, la corsa in rosa. Vi presero parte circa 130 ciclisti e lo terminarono in meno di 50. Il primo giro fu suddiviso in otto tappe per un totale di 2448 km e toccò le più belle città dell’epoca: Napoli, Bologna, Firenze, Roma, Torino, Genova.. ; ritornando a Milano sede della testata organizzatrice. Le tappe si susseguirono ogni due o tre giorni ed erano seguite da solo otto macchine che trasportavano: giornalisti, giudici, team e organizzatori. L’evento venne organizzato con sole 25000 lire. I ciclisti vennero divisi in due categorie: i campioni e gli isolati, i primi dormivano in taverne ed i secondi in fienili e case abbandonate. Molti ebbero la tentazione di nascondersi sui treni per accorciare le tappe. La prima edizione non si basava sul tempo totale, ma su un calcolo del punteggio a scalare. Al rientro a Milano una folla di ben cinquecentomila persone salutò festante il rientro degli eroi della bicicletta, alla fine, a salire sul gradino più alto del podio fu Luigi Ganna, il vincitore del primo Giro d’Italia della storia. Anno dopo anno la corsa ciclistica proseguì rinforzando il proprio mito: le lunghe tappe in pianura, gli sprint, le crono, le durissime tappe di montagna e le sue maglie che si affermarono nel tempo, ovvero quella rosa per il vincitore della classifica generale, quella verde per il miglior scalatore e quella ciclamino per il vincitore della classifica a punti.
Alfredo Binda
Nel 1925, irruppe sulla scena un fuoriclasse assoluto, Alfredo Binda, ed il Giro rischiò addirittura di perdere d’interesse. Binda precedette Girardengo dopo un serrato duello mentre l’anno successivo si arrese a Giovanni Brunero anche per una caduta, ma dal 1927 al 1929 fu un suo dominio assoluto che spinse gli organizzatori ad un fatto che rimarrà senza precedenti. A Binda venne riconosciuto il premio assegnato al vincitore, la straordinaria cifra per l’epoca di 22.500 lire, per rinunciare alla competizione e rendere più avvincente una corsa altrimenti scontata. Spazio quindi per Camusso e Pesenti, prima che lo stesso Binda mettesse a segno la sua cinquina nel 1933.
Gli anni '30 del Giro d'Italia
Gli inizi degli anni ’30 furono quelli caratterizzati da una serie di innovazioni destinate a lasciare il segno: nel 1931 venne introdotta per la prima volta la maglia rosa, accostamento cromatico con il colore della Gazzetta dello Sport, organizzatrice dell’evento. Due anni dopo, con la Bologna-Ferrara di 62 km, si corse la prima cronometro. E’ una svolta che cambierà anche l’approccio e la gestione tattica della corsa. Non a caso nel 1934 trionferà Learco Guerra, la leggendaria “Locomotiva umana”. E’ il primo anno nel quale, le cronometro inizierà ad avere un peso importante (l’organizzazione ne prevederà due): Guerra è straordinario contro il tempo, accumula un vantaggio notevole anche se in montagna deve soffrire il ritorno di Camusso (uno capace di portare attacchi in salita, ma fortissimo anche in discesa).
Gino Bartali e Fausto Coppi
Gino il “pio” o meglio conosciuto come Bartali riuscirà a vincere il Giro d'Italia del 1936 tra mille peripezie, riuscendo a fare il bis anche l'anno successivo. Bartali affermava di ottenere i suoi successi grazie alla fede e così rimediò il soprannome “Pio”. Coppi un altro grande della storia del giro riuscì invece a stravincere nel 1940 mantenendo la maglia rosa per ben dieci tappe consecutive. Durante la seconda Guerra Mondiale il giro venne però fermato per cinque lunghi anni e ripartì solamente nel 1946 con la cosiddetta edizione della “rinascita” che lo vide entrare simbolicamente a Trieste tra tensioni e sparatorie. Fausto Coppi vinse il giro del 1947, in cui ci furono ben venti tappe, nel 1949, nel 1952 e nel 1953.
Gli anni del "Cannibale" Eddy Mercks e i tentativi di Moser
Se gli anni Quaranta e Cinquanta furono sotto l’egida di Coppi e Bartali, i Sessanta portano il sigillo di Eddy Merckx. Merckx era un ciclista che non pianificava nulla, iniziava la stagione puntando a vincere tutto e spesso ci riusciva, infatti riuscirà a vincere cinque Giri d’Italia contrastato da un grande Felice Gimondi e dall’emergente Baronchelli (una volta secondo a soli 11’’), ed è ancora oggi Merckx considerato da molti come il più grande ciclista di tutti i tempi. Dopo l’affermazione di Fausto Bertoglio, che nel Giro del 1975 difese la maglia rosa dall’attacco dello spagnolo Galdos in un incredibile testa a testa finale sul Passo dello Stelvio, iniziarono i tentativi verso la rosa di Francesco Moser. Grande passista, Moser si difendeva bene anche in montagna, ma queste sue qualità gli valsero solo tanti piazzamenti. Si arrese allo sgraziato quanto il discusso belga Pollentier, uno che la bici la maltrattava, iniziò la rivalità con il più giovane Giuseppe Saronni. Quest’ultimo ebbe la meglio in due circostanze, e quando non c’era lui, tra Moser e il Giro si misero l’aquila di Marostica, Giovanni Battaglin e le strategie vincenti del ‘Tasso’, Bernard Hinault (tris anche per il francese). Sembrava una maledizione per Moser, ma in una domenica di giugno del 1984 arrivò l’exploit: nella crono finale che si concluse nello scenario dell’Arena di Verona il trentino rimontò su Laurent Fignon e colse a trentatrè anni un successo inseguito da una vita.
Gli anni 2000 del Giro d'Italia
Per omaggiare la nascita delle Olimpiadi moderne nel 1997 il giro partì d’Atene. Il 98” segnò il ritorno ed il riscatto da numerosi infortuni di Marco Pantani, che nel giro partito da Nizza ne uscì vincitore. A Madonna di Campiglio nel 99” Pantani venne fermato per un valore anomalo nel sangue. Nel 2000 il giro fece tappa a Roma in occasione del Giubileo, mentre Sanremo 2001 è stata una tappa che è rimasta negli annali del ciclismo, durante dei controlli dei Nas vennero fermati ben due concorrenti. Dal 2001 al 2007 il giro è stato dominato dagli italiani con Gotti, Simoni, Savoldelli, Cunego, Pantani e Garzelli. Cipollini non è ricordato per i giri vinti, ma per il maggior numero di tappe conquistate nella storia della corsa rosa. Nel 2006 il giro partì da Seraing in Belgio per onorare i minatori morti nel 56” ed in questa edizione s’impose Basso, che nel 2010 partndo da Amsterdam conquistò il suo secondo giro. Dopo sedici anni, il giro ripartì di nuovo dalla Sardegna e questa volta a trionfare fu l’italiano Di Luca. L’anno seguente la corsa rosa partita dalla Sicilia venne vinta dallo spagnolo Contador. Nell’anno del 150° anniversario d’unità d’Italia, si parte da Venaria Reale in Piemonte ed il giro è rivinto da Contador, ma in seguito per doping lo scorso gennaio è stato assegnato all’italiano Scarponi.
Curiosità sul Giro d'Italia
Nel 1947 sulla corsa si catalizzerà l’attenzione di Radio Rai con la trasmissione “Il girino innamorato” che porterà alle prime interviste ai corridori nel programma “Il giringiro” due anni dopo. Il primo giro in diretta tv partirà invece nel 1953 e l’anno seguente arriveranno anche le interviste nel pretappa. Ritornando al Giro, nell’edizione del 1924 si segnalerà anche l’assenza di team e la presenza della prima donna al giro: Alfonsina Strada. La nascita della celeberrima maglia rosa si avrà invece nel 1930 quando venne introdotta in onore del quotidiano organizzatore e fondatore, che contraddistingueva il vincitore della precedente tappa. Il 33” fu anno di grandi novità, entrò in scena una nuova classifica dedicata unicamente alle salite e denominata Gran Premio di Montagna (nel 1974 assegnerà la maglia verde), il giro venne seguito da una carovana pubblicitaria che distribuiva prodotti omaggio, vennero organizzati giochi all’arrivo delle tappe e ci fu la prima tappa cronometrata (Bologna- Ferrara). L’anno seguente le tappe cronometrate divennero due.
Le maglie
- Maglia rosa: classifica generale- Rosa del primo in classifica. Rosa come “La Gazzetta dello Sport”, come una pagina, come un foglio di quelli che si accettano in cima a una salita e si stendono sullo stomaco per proteggersi dal freddo della discesa. Rosa come l’alba di un campione.La maglia rosa del primo in classifica i valori: Primato-Trionfo- Spirito di squadra.
- Maglia verde: classifica gran premio della montagna Verde come i prati, i colli, i boschi, come le strade che li attraversano. Verde come la speranza, verde come la natura, l’ecologia, e dunque verde come il rispetto, verde come l’energia, quella del futuro, verde come il futuro. La maglia verde del primo nei gran premi della montagna. i valori: Scalata-Agilità- Resistenza. Un tempo era rossa.
- Maglia bianca: classifica miglior giovane Bianca come simbolo della freschezza e magari dell’ingenuità, della pulizia e magari del candore, della giovinezza e magari della timidezza. Bianca come le notti in bianco di un esordiente, di un debuttante, di una matricola .La maglia bianca del primo fra i giovani. i valori: Giovinezza- Entusiasmo-Caparbietà Nel 1976 venne introdotta una speciale classifica dedicata ai giovani (concorrenti con meno di 25 anni); abolita nel 1995 è stata ripristinata nel 2007. Nel 2009 la maglia bianca è stata intitolata a Fabio Cannavò storico direttore della rivista.
- Maglia rossa: classifica a punti E’ rossa, rossa come il fuoco, rossa per chi incendia la corsa, per chi si accende in uno scatto, per chi si ustiona in una volata. Rossa come la velocità, come i brividi, come l’ebbrezza. Ma anche rossa come il pericolo. i valori: Velocità- Scatto- Potenza E’ quella che avrebbe decretato la vittoria nei primi giri, viene data al leader della classifica a punti a scalare; introdotta nel 1966 venne sostituita nel 1969 dalla maglia ciclamino ed è tornata rossa nel 2010.
- Altre maglie: Tra il 1946 ed il 1951 era utilizzata anche la maglia nera per contraddistinguere l’ultimo classificato; essa conferiva grande notorietà ed un premio in denaro, ma dando luogo ad indecorosi spettacoli venne abolita. Dal 1983 al 2006 esisteva anche la maglia azzurra o intergiro assegnata in base a traguardi volanti per animare il giro sin dalle prime battute. Oggi è tornata in vigore ma viene assegnata al miglior scalatore andando a sostituire quella verde.
Trofeo senza fine
Trofeo senza fine: È una strada in salita, si parte da terra e si sale in alto, in cielo, forse in paradiso, non si sa dove, se un colle o un passo, se una torre o un valico, se un rifugio o una montagna balcone. È un girotondo, si va e si viene, si esplora e si scopre, si pedala e si torna. È anche un albero genealogico, in basso ci sono i pionieri, poi arrivano gli eroi, quindi tocca ai romantici, ai moderni, ai contemporanei, tutti uomini a pedali. È una molla e una spirale, un vortice e un gorgo, un tornado e un uragano. È aria, scia, vento. È un corridore che si arrampica, che decolla, che vola. È un libro, e le sue pagine si affidano al vento e decollano, e volano. Ed è una storia che ogni anno, tre settimane l’anno, si arricchisce di nuovi protagonisti, di nuove avventure, di nuovi capitoli. E che non conosce la parola fine.
Tappe
Nel giro esistono ben tre tipologie di tappe: <pianeggiante e collina> un tempo escluse dal giro sono state reinserite grazie alle squadre di sprinter che regalano rocambolesche fughe nel finale. <cronometrata> una ogni tre settimane. Solitamente una cronometro preceduta da una cronoscalata e da una cronosquadra chiude l’evento. <montagna> fiore all’occhiello della kermesse, con pendenze che superano finanche il 20%. Non si basano sulla lunghezza come nel tour e perciò sono estremamente dure. Le salite principali si trovano sulle Alpi e sulle Dolomiti, ma anche al sud ne troviamo d’importanti come quella dell’Etna, del Terminillo e di Montevergine. La salita più dura della competizione è quella dello Zoncolan, definita dai ciclisti con il nome di “Kaiser”. Solamente nella corsa rosa esiste un’ascesa di tale difficoltà! Nel giro il passo più alto è detto “Cima Coppi” e la salita più ripida “Montagna Pantani”.
Regolamento
Al giro possono iscriversi solo squadre di rilevanza nazionale ed internazionale composte da sei o nove membri, più due riserve. Ai primi cinque classificati di ogni tappa, oltre al tempo totale, vanno rispettivamente: 16, 8, 4,2,1 punti. Tutta la corsa viene seguita da quattro giudici in moto e da altri all’arrivo o lungo il percorso nelle tappe cronometrate. Il capo commissario ha grandi poteri sulla gara: può deviarla, sospenderla o interromperla in caso di necessità. I corridori sono obbligati a portare due numeri sulla tuta, uno sul telaio ed un transponder per cronometrare la tappa. Non sono tenuti a rilasciare interviste durante la corsa e debbono mantenere libera la corsia di sinistra. Le squadre sono tenute a non sorpassare il gruppo per andar a prestare soccorso ad un membro e se esso non è fermo non possono passargli oggetti. Sono severamente vietate scritte pubblicitarie sull’asfalto ed i mezzi pubblicitari devono attenersi a severe regole e deviare prima del traguardo. Al seguito della corsa sono ammesse esclusivamente berline, cabriolet e moto. Chiudono la carovana un ambulanza e la polizia. Spesso, le autorità locali hanno uno staff per varie necessità, il quale deve attenersi al regolamento del giro che varia leggermente di anno in anno. L’intera kermesse è seguita da uno staff medico e paramedico, alla fine della tappa un camper aspetta nei parcheggi i partecipanti per controlli anti-doping. A pullman, camion, camper ed a tutti i mezzi più alti di 1,60 metri è vietato seguire la carovana. Tre vetture dell’organizzazione forniscono ruote e bici in caso d’emergenza, nelle tappe di montagna vi si affiancano altre due moto trasportanti ruote. Dopo 50 km dalla partenza e 20 km prima del traguardo (escluse salite e discese) i corridori possono attingere bevande e cibo dalle vetture di squadra. Le biciclette sono scelte secondo parametri e misure a cura degli organizzatori. Nelle cronometro ogni corridore è seguito a dieci metri da un auto e nelle cronosquadre da due. In queste speciali gare vengono abbonati 6, 4 e 2 secondi ai primi tre classificati sul traguardo volante e 20,22 e 8 sul traguardo finale. Le tappe sono suddivise in cinque categorie per i giudici (senza particolari difficoltà, di media difficoltà, di grande difficoltà, di alta montagna e cronometrate) in base alle quali ed alla velocità media si aumenta in percentuale il tempo totale. I tempi sono arrotondati per difetto.
Mascotte
Dal 2009 la Mascotte del giro è lo stambecco G i r b e c c o , simbolo della velocità e della passione per la corsa. Nasce su una montagna ed affascinato dai grandi ciclisti si fa forgiare una bicicletta da Prometeo per seguire le loro orme. Dal 2015 nel mondo del ciclismo è arrivata una nuova mascotte: si chiama Lupo Wolfie, indossa una maglietta rosa e sarà la nuova mascotte del Giro d'Italia. Presentato con un tweet dal profilo ufficiale di RCS Sport e Giro d'Italia, il lupetto Wolfie sostituirà lo stambecco Girbecco che fu creato per la corsa rosa in occasione dell'edizione del centenario.
Sitografia
- https://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia
- https://alexgiovannini.wordpress.com/storia-sport/breve-storia-del-giro-ditalia/
- http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/giro-italia/storia.html
- http://www.palazzotenta39.it/public/giro-ditalia-dalle-origini-a-oggi/
- http://www.ciclismonelcuore.com/2014/12/presentata-la-nuova-mascotte-del-giro.html
Visita anche
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