Differenze tra le versioni di "Vela - Origini"

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===Le origini della Vela===
===Le origini della Vela===
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Sia gli egizi, che i persiani e i babilonesi, navigavano con vele di paglia intrecciata di canne e foglie. I fenici tessero vele di lino e i greci usarono la canapa, idrorepellente, spalmandola di catrame per conservarla più a lungo. Tra le più antiche imbarcazioni possiamo ricordare le caravelle, i galeoni, che rappresentavano le navi da combattimento per eccellenza, da cui derivò poi il vascello. La caravella, nata intorno al XIV sec., come piccola barca da pesca, divenne la prima nave a vela ad affrontare gli oceani, anche grazie ad un rivoluzionario sistema costruttivo del fasciame associato alle grandi doti nautiche di sicurezza, manovrabilità e capacità di risalire il vento. Il galeone nacque invece nel XVI sec., dall’evoluzione della galea genovese a remi, dalla quale ereditò la grande manovrabilità. Lunga il triplo della caravella aveva sovrastrutture altissime con cassero di poppa, progressivi e sofisticati sistemi di artiglieria con numerosi cannoni. Altro memorabile galeone fu anche il “Mayflower”, su cui nel 1620 arrivarono nell’America Settentrionale i Pilgrim Fathers, i quali costituirono a Plymouth una delle prime colonie di quelli che diventeranno presto gli Stati Uniti d'America. Nella storia della navigazione del vecchio continente si deve considerare anche un altro elemento propulsivo fondamentale: l’arte marinaresca dei vichinghi. Si può dire che la pratica della Vela a livello agonistico sia iniziata nel 1622 quando sul Tamigi, a Londra fu organizzata la prima regata fra due imbarcazioni: una di Carlo II e l’altra del Duca di York, con vittoria della prima. È però sempre in Inghilterra che la vela da diporto conobbe il suo massimo sviluppo, tanto che ancora oggi è considerata il centro storico e culturale della navigazione. Nel XVIII sec. la Vela era già diffusa in molti altri paesi, ma il primo club, il Royal Cork Yacht Club, fu fondato in Irlanda nel 1720, mentre la più antica organizzazione ancora oggi esistente è il Royal Yacht Squadron, fondato a Cowes, nell’isola di Wight, nel 1815. In Italia è grazie a due poeti inglesi innamorati dell’Italia, Percy Bysshe Shelley nel 1822 morì naufragando a La Spezia con la sua imbarcazione a vela Ariel, di ritorno e Lord George Gordon Bryron, che si sviluppò la pratica della vela da diporto. Era invece il 1872 quando a Roma venne fondata la Società ginnastica dei canottieri del Tevere, che fin dall’inizio svolse anche attività velica. Lo sport della Vela fu inserito ai Giochi Olimpici sin dalla prima edizione di Atene e vi è sempre rimasto, come disciplina ufficiale; a variare nei programmi dei Giochi sono state invece le diverse classi. La Vela è governata a livello mondiale dall’ISAF (International Sailing Federation) mentre in Italia dalla FIV (Federation Italiana Vela)
Sia gli egizi, che i persiani e i babilonesi, navigavano con vele di paglia intrecciata di canne e foglie. I fenici tendevano le vele di lino e i greci usavano la canapa, idrorepellente, spalmandola di catrame per conservarla più a lungo. Tra le più antiche imbarcazioni possiamo ricordare le caravelle, i galeoni, che rappresentavano le navi da combattimento per eccellenza, da cui derivò poi il vascello. La caravella, nata intorno al XIV sec., come piccola barca da pesca, divenne la prima nave a vela ad affrontare gli oceani, anche grazie ad un rivoluzionario sistema costruttivo del fasciame associato alle grandi doti nautiche di sicurezza, manovrabilità e capacità di risalire il vento. Il galeone nacque invece nel XVI sec., dall’evoluzione della galea genovese a remi, dalla quale ereditò la grande manovrabilità. Lunga il triplo della caravella aveva sovrastrutture altissime con cassero di poppa, progressivi e sofisticati sistemi di artiglieria con numerosi cannoni. Altro memorabile galeone fu anche il “Mayflower”, su cui nel 1620 arrivarono nell’America Settentrionale i Pilgrim Fathers, i quali costituirono a Plymouth una delle prime colonie di quelli che diventeranno presto gli Stati Uniti d'America. Nella storia della navigazione del vecchio continente si deve considerare anche un altro elemento propulsivo fondamentale: l’arte marinaresca dei vichinghi. Si può dire che la pratica della Vela a livello agonistico sia iniziata nel 1622 quando sul Tamigi, a Londra fu organizzata la prima regata fra due imbarcazioni: una di Carlo II e l’altra del Duca di York, con vittoria della prima. È però sempre in Inghilterra che la vela da diporto conobbe il suo massimo sviluppo, tanto che ancora oggi è considerata il centro storico e culturale della navigazione. Nel XVIII sec. la Vela era già diffusa in molti altri paesi, ma il primo club, il Royal Cork Yacht Club, fu fondato in Irlanda nel 1720, mentre la più antica organizzazione ancora oggi esistente è il Royal Yacht Squadron, fondato a Cowes, nell’isola di Wight, nel 1815. In Italia è grazie a due poeti inglesi innamorati dell’Italia, Percy Bysshe Shelley nel 1822 morì naufragando a La Spezia con la sua imbarcazione a vela Ariel, di ritorno e Lord George Gordon Bryron, che si sviluppò la pratica della vela da diporto. Era invece il 1872 quando a Roma venne fondata la Società ginnastica dei canottieri del Tevere, che fin dall’inizio svolse anche attività velica. Lo sport della Vela fu inserito ai Giochi Olimpici sin dalla prima edizione di Atene e vi è sempre rimasto, come disciplina ufficiale; a variare nei programmi dei Giochi sono state invece le diverse classi. La Vela è governata a livello mondiale dall’ISAF (International Sailing Federation) mentre in Italia dalla FIV (Federation Italiana Vela)
*'''Sport olimpico individuale e individuale collettivo'''
*'''Sport olimpico individuale e individuale collettivo'''
===Vedere anche===
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* '''Regolamento :''' [[Vela]]
===Fonti===
===Fonti===
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*''"Lo Sport, tra cultura e agonismo"'' di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016
*''"Lo Sport, tra cultura e agonismo"'' di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016

Versione attuale delle 19:25, 23 ott 2017

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Le origini della Vela


Sia gli egizi, che i persiani e i babilonesi, navigavano con vele di paglia intrecciata di canne e foglie. I fenici tendevano le vele di lino e i greci usavano la canapa, idrorepellente, spalmandola di catrame per conservarla più a lungo. Tra le più antiche imbarcazioni possiamo ricordare le caravelle, i galeoni, che rappresentavano le navi da combattimento per eccellenza, da cui derivò poi il vascello. La caravella, nata intorno al XIV sec., come piccola barca da pesca, divenne la prima nave a vela ad affrontare gli oceani, anche grazie ad un rivoluzionario sistema costruttivo del fasciame associato alle grandi doti nautiche di sicurezza, manovrabilità e capacità di risalire il vento. Il galeone nacque invece nel XVI sec., dall’evoluzione della galea genovese a remi, dalla quale ereditò la grande manovrabilità. Lunga il triplo della caravella aveva sovrastrutture altissime con cassero di poppa, progressivi e sofisticati sistemi di artiglieria con numerosi cannoni. Altro memorabile galeone fu anche il “Mayflower”, su cui nel 1620 arrivarono nell’America Settentrionale i Pilgrim Fathers, i quali costituirono a Plymouth una delle prime colonie di quelli che diventeranno presto gli Stati Uniti d'America. Nella storia della navigazione del vecchio continente si deve considerare anche un altro elemento propulsivo fondamentale: l’arte marinaresca dei vichinghi. Si può dire che la pratica della Vela a livello agonistico sia iniziata nel 1622 quando sul Tamigi, a Londra fu organizzata la prima regata fra due imbarcazioni: una di Carlo II e l’altra del Duca di York, con vittoria della prima. È però sempre in Inghilterra che la vela da diporto conobbe il suo massimo sviluppo, tanto che ancora oggi è considerata il centro storico e culturale della navigazione. Nel XVIII sec. la Vela era già diffusa in molti altri paesi, ma il primo club, il Royal Cork Yacht Club, fu fondato in Irlanda nel 1720, mentre la più antica organizzazione ancora oggi esistente è il Royal Yacht Squadron, fondato a Cowes, nell’isola di Wight, nel 1815. In Italia è grazie a due poeti inglesi innamorati dell’Italia, Percy Bysshe Shelley nel 1822 morì naufragando a La Spezia con la sua imbarcazione a vela Ariel, di ritorno e Lord George Gordon Bryron, che si sviluppò la pratica della vela da diporto. Era invece il 1872 quando a Roma venne fondata la Società ginnastica dei canottieri del Tevere, che fin dall’inizio svolse anche attività velica. Lo sport della Vela fu inserito ai Giochi Olimpici sin dalla prima edizione di Atene e vi è sempre rimasto, come disciplina ufficiale; a variare nei programmi dei Giochi sono state invece le diverse classi. La Vela è governata a livello mondiale dall’ISAF (International Sailing Federation) mentre in Italia dalla FIV (Federation Italiana Vela)

  • Sport olimpico individuale e individuale collettivo

Vedere anche


Fonti


  • "Lo Sport, tra cultura e agonismo" di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016