Differenze tra le versioni di "Sagan Peter"

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'''Peter Sagan''' (Žilina, 26 gennaio 1990) è un ciclista su strada, biker e ciclocrossista slovacco che corre per il team Bora-Hansgrohe.<BR \>
'''Peter Sagan''' (Žilina, 26 gennaio 1990) è un ciclista su strada, biker e ciclocrossista slovacco che corre per il team Bora-Hansgrohe.<BR \>
Professionista dal 2009, è un corridore completo nelle corse in linea: forte sul passo, capace di scalare rampe ripide, capace di vincere in volata e con azioni da finisseur; per queste qualità, unite alla giovane età e alla sua esuberanza in gara, viene considerato uno dei migliori talenti del ciclismo mondiale. Campione del mondo in linea nel 2015[5] e nel 2016 ed europeo nel 2016, in carriera ha vinto due edizioni della Gand-Wevelgem (nel 2013 e 2016) e una del Giro delle Fiandre (nel 2016), oltre a otto tappe e cinque classifiche a punti consecutive (dal 2012 al 2016) al Tour de France, e quattro tappe alla Vuelta a España. Si è inoltre aggiudicato la classifica finale dell'UCI World Tour nel 2016. <BR \>
Professionista dal 2009, è un corridore completo nelle corse in linea: forte sul passo, capace di scalare rampe ripide, capace di vincere in volata e con azioni da finisseur; per queste qualità, unite alla giovane età e alla sua esuberanza in gara, viene considerato uno dei migliori talenti del ciclismo mondiale. Campione del mondo in linea nel 2015[5] e nel 2016 ed europeo nel 2016, in carriera ha vinto due edizioni della Gand-Wevelgem (nel 2013 e 2016) e una del Giro delle Fiandre (nel 2016), oltre a otto tappe e cinque classifiche a punti consecutive (dal 2012 al 2016) al Tour de France, e quattro tappe alla Vuelta a España. Si è inoltre aggiudicato la classifica finale dell'UCI World Tour nel 2016. <BR \>
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Apre la nuova stagione con la rinominata Tinkoff in Argentina al Tour de San Luis, piazzandosi al secondo posto nella seconda tappa alle spalle del colombiano Fernando Gaviria. Ottiene quindi altri cinque secondi posti – all'Omloop Het Nieuwsblad, in due tappe e nella classifica finale della Tirreno-Adriatico e all'E3 Harelbeke – senza ottenere successi, sbloccandosi il 27 marzo nella Gand-Wevelgem: grazie alla vittoria diventa il secondo ciclista in grado di vincere la classica belga in maglia iridata dopo l'ex corridore di casa Rik Van Looy nel 1962, passando allo stesso tempo al comando della classifica dell'UCI World Tour. Qualche giorno dopo mette in bacheca la sua prima classica monumento, trionfando in solitaria nell'edizione del centenario del Giro delle Fiandre: dopo aver attaccato a più di 30 km dal traguardo assieme a un gruppetto, lo slovacco incrementa il proprio vantaggio sull'Oude Kwaremont, resistendo al ritorno di Cancellara sul Paterberg e staccando i compagni di fuga. Conclude le classiche del Nord con un 11º posto alla Parigi-Roubaix.
Apre la nuova stagione con la rinominata Tinkoff in Argentina al Tour de San Luis, piazzandosi al secondo posto nella seconda tappa alle spalle del colombiano Fernando Gaviria. Ottiene quindi altri cinque secondi posti – all'Omloop Het Nieuwsblad, in due tappe e nella classifica finale della Tirreno-Adriatico e all'E3 Harelbeke – senza ottenere successi, sbloccandosi il 27 marzo nella Gand-Wevelgem: grazie alla vittoria diventa il secondo ciclista in grado di vincere la classica belga in maglia iridata dopo l'ex corridore di casa Rik Van Looy nel 1962, passando allo stesso tempo al comando della classifica dell'UCI World Tour. Qualche giorno dopo mette in bacheca la sua prima classica monumento, trionfando in solitaria nell'edizione del centenario del Giro delle Fiandre: dopo aver attaccato a più di 30 km dal traguardo assieme a un gruppetto, lo slovacco incrementa il proprio vantaggio sull'Oude Kwaremont, resistendo al ritorno di Cancellara sul Paterberg e staccando i compagni di fuga. Conclude le classiche del Nord con un 11º posto alla Parigi-Roubaix.
Tornato alle corse al Tour of California, si aggiudica la prima e la quarta frazione della corsa a tappe americana. È di nuovo competitivo al Tour de Suisse, conquistando in volata la frazione di Baar – attestandosi come primatista assoluto di vittorie della corsa elvetica – e con una bella azione la seguente tappa di Rheinfelden: nell'occasione si rende protagonista di un attacco solitario su un tratto in salita a 13 km dall'arrivo, riuscendo a ricongiungersi con i battistrada elvetici Silvan Dillier e Michael Albasini, per poi batterli entrambi in volata.
Tornato alle corse al Tour of California, si aggiudica la prima e la quarta frazione della corsa a tappe americana. È di nuovo competitivo al Tour de Suisse, conquistando in volata la frazione di Baar – attestandosi come primatista assoluto di vittorie della corsa elvetica – e con una bella azione la seguente tappa di Rheinfelden: nell'occasione si rende protagonista di un attacco solitario su un tratto in salita a 13 km dall'arrivo, riuscendo a ricongiungersi con i battistrada elvetici Silvan Dillier e Michael Albasini, per poi batterli entrambi in volata.
Al Tour de France riesce a conquistare tre tappe: la seconda in una volata in leggera salita, al termine della quale veste anche per la prima volta in carriera la maglia gialla (che conserverà per tre frazioni);l'undicesima, con un attacco a circa 12 km dal traguardo assieme al compagno di team Bodnar, al leaderbritannico Chris Froome e al gallese Geraint Thomas per poi precederli in volata, e la sedicesima, di nuovo allo sprint dove sopravanza Kristoff al fotofinish. Coglie altri due secondi e tre terzi posti, aggiudicandosi agevolmente la classifica a punti, sua per la quinta volta consecutiva. Gli viene infine assegnato anche il numero rosso di corridore più combattivo della Grande Boucle. Il 1º agosto viene annunciato, tramite un comunicato ufficiale, il suo passaggio alla Bora: lo slovacco, in seguito alla firma di un contratto triennale, correrà con la nuova squadra a partire dalla stagione seguente.
Il 21 agosto partecipa ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella prova di mountain bike, dopo aver rinunciato a quella su strada. In seguito ad un ottimo avvio con molte posizioni recuperate, Sagan si porta in testa alla corsa assieme allo svizzero Nino Schurter e all'italiano Marco Aurelio Fontana; nel prosieguo della gara, tuttavia, due forature lo costringono a perdere progressivamente terreno e ad un anonimo 35º posto finale, a un giro di distanza dal vincitore Schurter.
Non avendo corso la Vuelta a España poiché in concomitanza con la prova olimpica, prende parte alle due gare canadesi World Tour: il 9 settembre si aggiudica il Grand Prix Cycliste de Québec davanti a Van Avermaet, mentre due giorni più tardi conclude al secondo posto il Grand Prix Cycliste de Montréal, proprio alle spalle del belga. Il 18 settembre a Plumelec, si laurea primo campione europeo della storia nella categoria Elite battendo in volata, al termine di una breve salita, il francese Julian Alaphilippe e lo spagnolo Daniel Moreno. Successivamente vince in volata la terza e la quarta tappa dell'Eneco Tour, concludendo la corsa al terzo posto e riconquistando la vetta della classifica World Tour, momentaneamente persa in favore del colombiano Nairo Quintana al termine della Vuelta. Al termine del Giro di Lombardia, ultima prova del calendario, fa definitivamente sua la classifica finale, precedendo Quintana e Froome. Il 16 ottobre ai Mondiali di Doha, Sagan si riconferma campione del mondo bissando il successo dell'anno precedente nella prova in linea, precedendo in uno sprint a ranghi ridotti il britannico Mark Cavendish e il belga Tom Boonen: lo slovacco diventa così il sesto corridore della storia ad essere riuscito a conquistare due edizioni consecutive della manifestazione iridata. Tra i vari riconoscimenti assegnatigli a fine stagione, viene insignito del Vélo d'Or, come miglior ciclista dell'anno.

Versione delle 19:35, 10 ago 2017

Peter Sagan (Žilina, 26 gennaio 1990) è un ciclista su strada, biker e ciclocrossista slovacco che corre per il team Bora-Hansgrohe.
Professionista dal 2009, è un corridore completo nelle corse in linea: forte sul passo, capace di scalare rampe ripide, capace di vincere in volata e con azioni da finisseur; per queste qualità, unite alla giovane età e alla sua esuberanza in gara, viene considerato uno dei migliori talenti del ciclismo mondiale. Campione del mondo in linea nel 2015[5] e nel 2016 ed europeo nel 2016, in carriera ha vinto due edizioni della Gand-Wevelgem (nel 2013 e 2016) e una del Giro delle Fiandre (nel 2016), oltre a otto tappe e cinque classifiche a punti consecutive (dal 2012 al 2016) al Tour de France, e quattro tappe alla Vuelta a España. Si è inoltre aggiudicato la classifica finale dell'UCI World Tour nel 2016.
Lui è conosciuto a livello internazionale grazie ad un carisma costruito con i suoi modi di celebrare le vittorie, con le sue acrobazie valutate come spettacolari e folli oltre ad essere oggetto dei commenti dei social media e delle testate giornalistiche. Sposato con Katarina Smolkova . Con un messaggio tramite i suoi canali social network ha portato il mondo a conoscenza del fatto che a breve sarà padre.

La carriera


  • I primi anni e il debutto nel professionismo

Peter Sagan ha cominciato a pedalare in ottica performance, quando aveva 9 anni, ispirato al fratello maggiore Juraj Sagan, attualmente anche lui ciclista professionista. Nel 2007, Peter ha vinto la "Coppa Slovacca" in cui ha gareggiato usando una bicicletta prestata da sua sorella e acquistata in un supermercato.
Peter ha vinto il "Campionato del Mondo Junior" per le mountain bike nel 2008. Nello stesso anno, è stato il secondo posto nella gara Junior Paris-Roubaix'cyclocross.
Trascorre la carriera agonistica giovanile prevalentemente nella mountain bike, specialità nella quale, tra gli juniores, ottiene importanti risultati: in particolare nel 2008 si aggiudica tutti i campionati di categoria, nazionale, europeo e mondiale.[1] Passato stabilmente al ciclismo su strada nel 2009, accede alle gare per professionisti con la formazione Continental slovacca Dukla Trenčín-Merida; nello stesso anno partecipa con la sua nazionale ai campionati europei nella categoria Under-23, classificandosi decimo nella prova in linea.
Per la stagione 2010 viene ingaggiato dal ProTeam italiano Liquigas-Doimo. Con la nuova squadra si mette subito in evidenza: in marzo, alla Parigi-Nizza, è secondo nella seconda tappa, imponendosi poi nella terza e nella quinta frazione, oltre a conquistare la classifica a punti della gara. In aprile partecipa al Tour de Romandie: nel prologo è secondo a 1" dal bergamasco Marco Pinotti, vince poi la prima tappa e conquista la maglia di leader della generale, perdendola due giorni dopo; nella quarta tappa è infine secondo a 13" dal vincitore sloveno Simon Špilak. In classifica generale conclude fuori dalla top 10, ad oltre 2' dallo stesso Špilak.
Nel mese di maggio partecipa al Tour of California vincendo la quinta e la sesta frazione[16] nonché la classifica a punti e quella dei giovani, mentre nel finale di stagione ottiene diversi piazzamenti in corse da un giorno: è infatti settimo al Grand Prix de Ouest-France e secondo al Grand Prix Cycliste de Montréal, entrambe gare inserite nel calendario mondiale UCI, ma anche secondo al Giro del Veneto (battuto dal compagno di squadra trentino Daniel Oss) e quarto al Giro di Romagna. Conclude la stagione con cinque successi all'attivo.

2011-2012: le vittorie alla Vuelta e la maglia verde al Tour


Nei primi mesi del 2011 si aggiudica il Giro di Sardegna, dopo aver vinto anche la prima,[18] la terza[19] e la quarta frazione della corsa. Nel mese di giugno partecipa al Tour de Suisse, gara in cui vince due tappe: nella terza batte in una volata a due il veneto Damiano Cunego, nell'ottava supera invece il norvegese campione del mondo 2010 Thor Hushovd e l'australiano Matthew Goss in una volata di gruppo. Nello stesso mese diventa campione nazionale in linea. Ad agosto si aggiudica il Tour de Pologne, gara World Tour, facendo sue anche la quarta e la quinta tappa. La vittoria nella classifica generale arriva all'ultima frazione, grazie agli abbuoni conquistati con il secondo posto nella volata finale, con i quali scalza il precedente leader irlandese Daniel Martin. Con questa vittoria, a soli 21 anni, diventa il più giovane vincitore di sempre di una gara a tappe del World Tour. Partecipa poi alla Vuelta a España vincendo ben tre frazioni: la sesta, la dodicesima e quella conclusiva, la consueta "passerella" sulle strade di Madrid.Termina l'annata con quindici successi all'attivo, l'ultimo al Gran Premio Industria e Commercio di Prato.
Inizia il 2012 con ambizioni molto importanti in vista dell'appuntamento olimpico di Londra. Comincia la preparazione atletica con il Tour of Qatar, ottenendo il primo successo stagionale nella seconda tappa del Tour of Oman. In marzo vince la quarta tappa della Tirreno-Adriatico battendo il ceco Roman Kreuziger e il compagno di squadra siciliano Vincenzo Nibali. Dopo il quarto posto alla Milano-Sanremoe il secondo alla Gand-Wevelgem, vince la prima tappa della Driedaagse De Panne - Koksijde; è poi ancora protagonista nelle classiche, al Giro delle Fiandre, dove si piazza quinto, e all'Amstel Gold Race, dove coglie il terzo posto in volata alle spalle del friulano Enrico Gasparotto e del belga Jelle Vanendert.
In maggio partecipa al Tour of California aggiudicandosi ben cinque tappe su otto, dominando anche la classifica a punti. Nel mese successivo vince quindi la cronometro del Tour de Suisse davanti allo specialista elvetico Fabian Cancellara; porta a casa, successivamente, anche le vittorie nella terza, nella quarta e nella sesta frazione della competizione elvetica. In luglio, dopo essersi laureato campione nazionale in linea, partecipa per la prima volta al Tour de France. Alla Grande Boucle si aggiudica, staccando il gruppo sugli strappi conclusivi, la prima e la terza frazione, e poi, con una volata di gruppo, la sesta tappa; fa sua anche la maglia verdedella classifica a punti, dopo averla vestita per diciannove giorni consecutivi. Nel prosieguo di stagione non ottiene più vittorie, chiudendo il 2012 a quota sedici trionfi

2013: i risultati nelle classiche e la seconda maglia verde al Tour


Vestendo la divisa della nuova Cannondale (ex Liquigas), Peter Sagan apre la stagione 2013 con i successi nella seconda e terza tappa al Tour of Oman. Rientrato in Europa, tra febbraio e marzo vince il Gran Premio Città di Camaiore e le frazioni di Narni Scalo e Porto Sant'Elpidio della Tirreno-Adriatico, terminando secondo alle Strade Bianche; chiude ancora in seconda piazza alla Milano-Sanremo, battuto sul traguardo dal tedesco Gerald Ciolek dopo una lunga volata. Cinque giorni dopo è secondo anche alla E3 Harelbeke, mentre il 24 marzo si aggiudica in solitaria la prima classica della sua carriera, la Gand-Wevelgem; due giorni più tardi si impone anche nella prima tappa della Driedaagse De Panne - Koksijde. Nel fine settimana successivo si classifica quindi secondo al Giro delle Fiandre, dopo essere stato staccato sull'ultimo muro dallo svizzero Cancellara, poi vincitore. Noto il suo gesto sgradevole nei confronti di una delle vallette del podio al giro delle Fiandre, a cui lui fece seguito con un video in cui forniva le sue scuse alla donna in questione, e si prometteva di non fare altri gesti cosi nel futuro. Vince in seguito la Freccia del Brabante.
Tra maggio e giugno consegue vittorie nella terza e nell'ottava tappa del Tour of California e nelle frazioni di Meiringen e Bad Ragaz al Tour de Suisse, riconfermandosi campione nazionale in linea. In luglio partecipa per la seconda volta al Tour de France. In quella corsa ottiene diversi piazzamenti di tappa (quattro secondi e due terzi posti) e un successo parziale, in volata ad Albi nella settima frazione; questi risultati gli consentono di far nuovamente sua la maglia verde della classifica a punti (da lui indossata, nella Grande Boucle 2013, per diciotto tappe consecutive). Successivamente gareggia in Nord America, cogliendo altre otto vittorie: quattro frazioni alla USA Pro Cycling Challenge in Colorado, tre al Tour of Alberta e il trionfo nel Grand Prix Cycliste de Montréal. A fine stagione è anche al via dei campionati del mondo di Firenze, dove si classifica sesto nella prova in linea. Termina il 2013 con ventidue successi all'attivo e le vittorie nelle classifiche a punti di cinque diverse gare a tappe.

2014: la terza maglia verde al Tour


Apre la stagione 2014 fuori dall'Europa, con alcuni piazzamenti di tappa al Tour de San Luis e al Dubai Tour e una vittoria al Tour of Oman.[58] Coglie quindi il secondo posto alla Strade Bianche, il successo nella tappa di Arezzo alla Tirreno-Adriatico[59] e il decimo posto alla Milano-Sanremo. Nelle successive gare del Nord è in evidenza: vince la E3 Harelbeke, e si classifica poi terzo alla Gand-Wevelgem, ottenendo anche una vittoria di tappa alla Driedaagse De Panne - Koksijde. Nelle due classiche monumento seguenti, il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix, pur partendo da favorito, non riesce a salire sul podio, chiudendo le manifestazioni rispettivamente sedicesimo e sesto.
Tra maggio e giugno, in preparazione al Tour de France, vince una frazione al Tour of California e una al Tour de Suisse, aggiudicandosi anche, per il quarto anno consecutivo, il titolo di campione nazionale in linea. Al seguente Tour de France Sagan è nuovamente protagonista, veste la maglia verde per venti tappe e si aggiudica infine per la terza volta consecutiva la classifica a punti:mette a referto quattro secondi, un terzo e tre quarti posti, ciò nonostante non riesce a ottenere successi di tappa. Concluso il Tour, in agosto viene ufficializzato il suo trasferimento al team russo Tinkoff-Saxo a partire dalla stagione 2015. Fortemente voluto dal patron russo Oleg Tinkov, Sagan firma un contratto triennale: lo seguono nella nuova squadra anche il fratello Juraj e il polacco Maciej Bodnar, già suoi compagni di squadra alla Cannondale. Dopo aver preso parte alla Vuelta a España, dove ottiene scarsi risultati prima del ritiro, partecipa al campionato del mondo di Ponferrada ma conclude solamente al 43º posto la prova in linea, non riuscendo a restare con i migliori.
Iniziano i rumors sulle sue eccellenti capacità tecniche di guida: il suo stile di guida della bicicletta da corsa su strada, è discendente del suo passato in mountain bike e sul ciclocross e gli analisti sportivi hanno annoverato queste abilità soprattutto nei tratti tecnici di discesa e nei cambi di direzione, ed inizia la sua analisi cinematica-aerodinamica a postumi del gesto tecnico mostrato in discesa.

2015: la quarta maglia verde e il titolo mondiale


Debutta con la Tinkoff-Saxo al Tour of Qatar dove si piazza due volte secondo e quattro volte terzo. Pochi giorni dopo al Tour of Oman coglie due quinti e un settimo posto. In preparazione alla Milano-Sanremo partecipa alle Strade Bianche e alla Tirreno-Adriatico, corsa nella quale, dopo una serie di piazzamenti, ritrova il successo dopo nove mesi nella sesta tappa con arrivo a Porto Sant'Elpidio,facendo sua anche la classifica a punti; nella "Classica di primavera", tuttavia, si piazza solo quarto. Inizia le classiche del nord giungendo lontano dai migliori all'E3 Harelbeke, staccandosi a pochi chilometri dal traguardo, mentre alla Gand-Wevelgem è decimo. Si piazza quarto anche al Giro delle Fiandre, pur rendendosi protagonista di un attacco sull'ultimo muro, assieme al belga Greg Van Avermaet, non riuscendo però a riprendere i fuggitivi Alexander Kristoff, norvegese, e Niki Terpstra, olandese. Una settimana più tardi è solo 23º alla Parigi-Roubaix. Nel mese di maggio corre il Tour of California, imponendosi in volata nella quarta tappa e nella cronometro della sesta frazione,conquistando anche la classifica generale della corsa. In giugno è ancora protagonista al Tour de Suisse, dove si aggiudica le volate della terza e della sesta frazione; così facendo raggiunge il record assoluto di vittorie nella corsa elvetica, eguagliando con undici affermazioni gli svizzeri Hugo Koblet e Ferdi Kübler. A fine mese si laurea per la prima volta campione nazionale a cronometro e per la quinta volta consecutiva campione in linea. Al Tour de France ottiene cinque secondi, due terzi e due quarti posti parziali; ciò nonostante non riesce a vincere neanche una tappa, ma grazie ai numerosi piazzamenti si impone per la quarta volta consecutiva nella classifica della maglia verde. A fine agosto partecipa alla Vuelta a España in preparazione ai campionati del mondo di Richmond. Nella corsa spagnola vince in volata la terza tappa, precedendo il francese Nacer Bouhanni e il tedesco John Degenkolb; successivamente, nei chilometri finali dell'ottava tappa, cade malamente tamponato da una moto: riesce a concludere la tappa, non prende però il via all'indomani e si ritira dalla corsa. Il 27 settembre si laurea quindi campione iridato nella prova in linea della rassegna iridata: nell'occasione occasione, partendo con i favori del pronostico ma con soli due compagni di nazionale al suo fianco, riesce a scattare e distanziare gli avversari a 2,7 km dalla conclusione, sul penultimo strappo, resistendo al ritorno degli inseguitori e diventando così il primo ciclista slovacco a vincere un Mondiale su strada. Chiude la stagione con due secondi posti parziali all'Abu Dhabi Tour. L’azienda statunitense Specialized con cui corre quest’anno è sempre apparsa entusiasta della condivisione di informazioni tecniche per lo sviluppo del mezzo da gara, investendo molto sul suo commento e responso tecnico condiviso con un Team di Ingegneri sempre attenti al dettaglio ed allo sviluppo della performance. L’uso in discesa di uno stile off-road sulla bicicletta da corsa, e il suo carisma, sono alla base della crescita relativa alla sua “immagine”. In alcuni spot pubblicitari comincia a essere filmato insieme al ciclista freestyler Italiano Vittorio Brumotti (famoso nel ranking mondiale per la sua capacità di gestione coreografica e tecnica della bicicletta in condizioni di guida tecnica severa) mentre gioca “una partita di calcio con la bici”.

2016: il Fiandre, il titolo europeo e il bis iridato


Apre la nuova stagione con la rinominata Tinkoff in Argentina al Tour de San Luis, piazzandosi al secondo posto nella seconda tappa alle spalle del colombiano Fernando Gaviria. Ottiene quindi altri cinque secondi posti – all'Omloop Het Nieuwsblad, in due tappe e nella classifica finale della Tirreno-Adriatico e all'E3 Harelbeke – senza ottenere successi, sbloccandosi il 27 marzo nella Gand-Wevelgem: grazie alla vittoria diventa il secondo ciclista in grado di vincere la classica belga in maglia iridata dopo l'ex corridore di casa Rik Van Looy nel 1962, passando allo stesso tempo al comando della classifica dell'UCI World Tour. Qualche giorno dopo mette in bacheca la sua prima classica monumento, trionfando in solitaria nell'edizione del centenario del Giro delle Fiandre: dopo aver attaccato a più di 30 km dal traguardo assieme a un gruppetto, lo slovacco incrementa il proprio vantaggio sull'Oude Kwaremont, resistendo al ritorno di Cancellara sul Paterberg e staccando i compagni di fuga. Conclude le classiche del Nord con un 11º posto alla Parigi-Roubaix. Tornato alle corse al Tour of California, si aggiudica la prima e la quarta frazione della corsa a tappe americana. È di nuovo competitivo al Tour de Suisse, conquistando in volata la frazione di Baar – attestandosi come primatista assoluto di vittorie della corsa elvetica – e con una bella azione la seguente tappa di Rheinfelden: nell'occasione si rende protagonista di un attacco solitario su un tratto in salita a 13 km dall'arrivo, riuscendo a ricongiungersi con i battistrada elvetici Silvan Dillier e Michael Albasini, per poi batterli entrambi in volata. Al Tour de France riesce a conquistare tre tappe: la seconda in una volata in leggera salita, al termine della quale veste anche per la prima volta in carriera la maglia gialla (che conserverà per tre frazioni);l'undicesima, con un attacco a circa 12 km dal traguardo assieme al compagno di team Bodnar, al leaderbritannico Chris Froome e al gallese Geraint Thomas per poi precederli in volata, e la sedicesima, di nuovo allo sprint dove sopravanza Kristoff al fotofinish. Coglie altri due secondi e tre terzi posti, aggiudicandosi agevolmente la classifica a punti, sua per la quinta volta consecutiva. Gli viene infine assegnato anche il numero rosso di corridore più combattivo della Grande Boucle. Il 1º agosto viene annunciato, tramite un comunicato ufficiale, il suo passaggio alla Bora: lo slovacco, in seguito alla firma di un contratto triennale, correrà con la nuova squadra a partire dalla stagione seguente. Il 21 agosto partecipa ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella prova di mountain bike, dopo aver rinunciato a quella su strada. In seguito ad un ottimo avvio con molte posizioni recuperate, Sagan si porta in testa alla corsa assieme allo svizzero Nino Schurter e all'italiano Marco Aurelio Fontana; nel prosieguo della gara, tuttavia, due forature lo costringono a perdere progressivamente terreno e ad un anonimo 35º posto finale, a un giro di distanza dal vincitore Schurter. Non avendo corso la Vuelta a España poiché in concomitanza con la prova olimpica, prende parte alle due gare canadesi World Tour: il 9 settembre si aggiudica il Grand Prix Cycliste de Québec davanti a Van Avermaet, mentre due giorni più tardi conclude al secondo posto il Grand Prix Cycliste de Montréal, proprio alle spalle del belga. Il 18 settembre a Plumelec, si laurea primo campione europeo della storia nella categoria Elite battendo in volata, al termine di una breve salita, il francese Julian Alaphilippe e lo spagnolo Daniel Moreno. Successivamente vince in volata la terza e la quarta tappa dell'Eneco Tour, concludendo la corsa al terzo posto e riconquistando la vetta della classifica World Tour, momentaneamente persa in favore del colombiano Nairo Quintana al termine della Vuelta. Al termine del Giro di Lombardia, ultima prova del calendario, fa definitivamente sua la classifica finale, precedendo Quintana e Froome. Il 16 ottobre ai Mondiali di Doha, Sagan si riconferma campione del mondo bissando il successo dell'anno precedente nella prova in linea, precedendo in uno sprint a ranghi ridotti il britannico Mark Cavendish e il belga Tom Boonen: lo slovacco diventa così il sesto corridore della storia ad essere riuscito a conquistare due edizioni consecutive della manifestazione iridata. Tra i vari riconoscimenti assegnatigli a fine stagione, viene insignito del Vélo d'Or, come miglior ciclista dell'anno.