Differenze tra le versioni di "Contador Alberto"
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Alberto, quindi, passa ciclista professionista nel 2003 con il team spagnolo ONCE-EROSKI ottenendo la sua prima vittoria nella medesima stagione al Giro di Polonia aggiudicandosi l'ultima tappa a cronometro della corsa. | |||
Nel 2004 passa alla Liberty Seguros, rischiando peraltro nello stesso anno di morire a causa di un aneurisma cerebrale. I medici gli davano ben poche speranze di vita ed anche nel caso si fosse salvato, si diceva che per lui il ritorno alle corse sarebbe stato impossibile. Nonostante tutto però il giovane madrileno si riprese, ed anzi poté tornare al ciclismo di alto livello. Nel 2005 infatti si mise in mostra durante il Tour de France, concludendo la manifestazione con un onorevole 31º posto. Il 2006 ha visto la caduta della squadra Liberty Seguros a causa della vicenda Operación Puerto. Infatti durante lo scandalo, Contador non poté partecipare al Tour de France. | |||
Nel 2004 | In seguito fu dichiarato da un tribunale spagnolo di qualsiasi legame con la vicenda doping. Il dottor Eufemiano Fuentes stesso confessò che non aveva mai trattato Contador. Dopo le vicende dell'Operación Puerto la sua squadra, la Liberty Seguros-Wurth, cambia nome trasformandosi in Astana. | ||
In seguito fu | Nel 2007 è poi passato nelle file della Discovery Channel dove iniziò un capitolo molto produttivo della sua carriera. Il Direttore Johan Bruyneel sapeva individuare il talento, e aveva messo gli occhi sul giovane spagnolo da diversi anni. | ||
Infatti, In avvio di stagione si aggiudica la Parigi-Nizza e la Vuelta a Castilla y León, poi, il 29 luglio 2007 Alberto vince il suo primo Tour de France: autore di un avvincente duello con il danese Michael Rasmussen: a seguito della squalifica di quest'ultimo dopo la diciassettesima tappa conquista la “Maglia Gialla” e la indossa sino all’arrivo a Parigi, portando sul podio anche la “Maglia Bianca” della classifica giovani: aveva solo 24 anni. A fine novembre di quell’anno, Contador riceve il Vélo d'Or, che rappresenta il riconoscimento più importante per un ciclista. | |||
Nella stagione 2008 Alberto Contador torna all'Astana, squadra che, in conseguenza del proprio coinvolgimento in numerosi scandali scoppiati l'anno precedente, con corridori quali Alexander Vinokourov ed Andrej Kašečkin risultati positivi a controlli antidoping, non fu invitata alle corse più importanti, tra cui lo stesso Tour de France. Alberto non ha potuto quindi difendere il titolo conquistato l'anno precedente, ma comunque continua a mietere successi, collezionando ben sei vittorie nel giro di poche settimane (tra la fine di marzo e l'inizio di aprile). | |||
Il 25 maggio di quell’anno, al termine della 15ª tappa del Giro d'Italia, indossa la sua prima “Maglia Rosa” che porterà fino a Milano; sul podio finale, ad affiancarlo, ci saranno Riccardo Riccò e Marzio Bruseghin. Diventa così il secondo spagnolo dopo Miguel Indurain a vincere il Giro. Questa vittoria fu molto sorprendente, visto che lo spagnolo non avrebbe neanche dovuto correre il Giro d'Italia. Infatti, arrivato in pessime condizioni, il campione iberico riesce a difendersi durante la prima settimana di corsa. In seguito arrivata la buona condizione, lo spagnolo si aggiudica il Giro d'Italia pur senza mai aver vinto una tappa, dimostrando una regolarità e una classe straordinaria. | |||
Ma non basta: il 13 settembre 2008, vince la tappa dell'Angliru e conquista la “Maglia Oro” alla Vuelta a España, che porta fino a Madrid, entrando così nella storia, insieme a Eddy Merckx, Felice Gimondi, Jacques Anquetil e Bernard Hinault, vincendo tutti e tre i grandi Giri. Lo spagnolo, però, ci è riuscito in soli 14 mesi, ed è diventato il terzo ciclista a vincere nella stessa stagione Giro e Vuelta (impresa riuscita solo a Merckx e all'italiano Giovanni Battaglin). La vittoria in Spagna è molto più entusiasmante di quella in Italia; Alberto si dimostra di gran lunga il corridore più forte del lotto presente e arriva a Madrid con due straordinarie vittorie di tappa in montagna e, oltre alla “Maglia Oro”, vince anche la “Maglia Bianca” della classifica combinata. Da non sottovalutare che in agosto, Alberto aveva partecipato anche alle Olimpiadi di Pechino arrivando 4º nella prova a cronometro, a soli 8 secondi dal podio. | |||
Alla vigilia del Tour de France 2009 è uno dei favoriti, insieme al compagno di squadra e rivale Lance Armstrong, con il quale ben presto si manifesta una mancanza di collaborazione in corsa che sfocerà in rivalità. Dopo due settimane senza grandi occasioni, con Contador che comunque sferra un importante attacco nella salita finale della tappa conclusa ad Andorra, la svolta arriva alla quindicesima tappa, quando Alberto conquista la “Maglia Gialla” vincendo sull'arrivo in salita a Verbier, in cui ripete il suo solito gesto d'esultanza, uno colpo di pistola. Tre giorni dopo domina la cronometro di Annecy, consolidando il primato. | |||
Nella penultima tappa, con arrivo previsto al Mont Ventoux, controlla agevolmente i ripetuti attacchi del più diretto avversario in classifica, il giovane lussemburghese Andy Schleck, e il 26 luglio porta il simbolo del primato a Parigi, ottenendo il quarto successo su cinque partecipazioni ai grandi Giri. Il trionfo del Tour lo fa schizzare al numero uno della classifica mondiale stilata dall' UCI (Unione Ciclistica Internazionale). | |||
Dopo il podio, Contador dichiara di non provare alcuna ammirazione per Armstrong; di contro, sul social-network Twitter, il texano lo definisce un pistolero (chiaro il riferimento al gesto d'esultanza dello spagnolo) e che dovrebbe imparare a rispettare gli altri. | |||
Nella stagione 2010 Alberto si aggiudica numerosi successi: tra febbraio e aprile vince infatti una tappa e la classifica finale della Volta ao Algarve, una tappa e la graduatoria finale della Parigi-Nizza, una tappa e la classifica finale alla Vuelta a Castilla y León, e si piazza terzo alla Freccia Vallone. In giugno partecipa quindi al Critérium du Dauphiné: in quella corsa fa sue due frazioni e arriva al secondo posto finale alle spalle di Janez Brajkovič. | |||
Durante il Tour de France lo spagnolo sembra un po' meno brillante rispetto all'anno precedente e nella tappa con arrivo a Morzine-Avoriaz viene per la prima volta staccato in salita, seppur di pochissimo, da Andy Schlec. Contador riesce a strappargli la maglia gialla solo al termine della quindicesima tappa, sfruttando un salto di catena del rivale. Poi consolida nell'ultima e decisiva cronometro e arriva a Parigi con 39 secondi di vantaggio su Schleck e poco più di 2 minuti su Denis Men'šov, vincendo il quinto grande Giro consecutivo a soli 27 anni. Il suo terzo Tour de France lo vede trionfare pur senza alcuna vittoria di tappa, come già gli era accaduto al Giro d'Italia 2008. | |||
Una nota negativa arriva il 27 gennaio 2011, in seguito alla positività riscontrata nel settembre precedente, in cui viene sospeso per un anno dalla Federciclismo spagnola (RFEC); tuttavia il 16 febbraio una sentenza definitiva della RFEC lo assolve permettendogli il ritorno alla corse. In seguito a questa decisione, UCI e WADA presentano al Tribunale Arbitrale dello Sport un ricorso contro il provvedimento; l'udienza, inizialmente prevista dal 6 all'8 giugno 2011, viene successivamente posticipata e messa in agenda dal 1º al 3 agosto. In attesa delle decisioni del TAS sulla presunta positività, lo spagnolo inizia la stagione gareggiando sub judice. In marzo vince due tappe e la classifica finale della Vuelta a Murcia, e la terza tappa e la classifica finale della Volta Ciclista a Catalunya. | |||
In maggio si presenta al Giro d'Italia, dove era assente dalla vittoria del 2008. Sull'Etna, stacca gli altri favoriti e vince in solitaria la sua prima tappa al Giro, conquistando al contempo la maglia rosa. Rafforza la leadership al termine della tredicesima tappa, quando giunge in quota sul Großglockner col solo José Rujano, guadagnando oltre 1'30" sugli altri e pure quattro giorni dopo, aggiudicandosi la cronoscalata sul Nevegal. Nella diciannovesima tappa, con arrivo a Macugnaga, recupera ancora una volta tutti i fuggitivi per concedere successivamente al suo ex gregario e amico Paolo Tiralongo la gioia della prima vittoria in carriera. Il 29 maggio a Milano arriva terzo nella cronometro finale, e può festeggiare la conquista del suo secondo Giro d'Italia, vinto con oltre 6 minuti di vantaggio sul secondo classificato, Michele Scarponi, e quasi 7 sul terzo, Vincenzo Nibali. | |||
il 6 febbraio 2012 però Contador viene squalificato dal Tribunale Arbitrale dello Sport per due anni. La squalifica ha effetto retroattivo, con inizio nell'agosto 2010 e conseguente scadenza in data 6 agosto 2012. A Contador vengono quindi revocate le vittorie conseguite nel periodo incriminato, tra cui il Tour de France 2010 e il Giro d'Italia 2011. | |||
Il 18 agosto è alla partenza della Vuelta a España. Fin dalle prime tappe tenta di conquistare la maglia rossa, ma senza successo. Nell'undicesima frazione, una cronometro, chiude secondo, non riuscendo a scalfire la leadership di Joaquim Rodríguez. Nella diciassettesima tappa, con una fuga da lontano, ottiene la prima vittoria dopo la squalifica, a Fuente Dé, superando in classifica lo stesso Rodríguez e vestendo la maglia rossa di leader della corsa. Nei giorni seguenti gestisce il margine accumulato, riuscendo a difendersi dagli attacchi dei suoi inseguitori vincendo per la seconda volta in carriera la corsa a tappe spagnola. | |||
Nel 2013, Alberto partecipa nuovamente al Tour de France con ambizioni di vittoria, ma già al primo arrivo in salita della Grande Boucle, nell'ottava tappa, rimane staccato dai migliori, perdendo poi altri minuti nei confronti della maglia gialla, l’inglese Froome, nella cronometro di Le Mont-Saint-Michel. Riesce a recuperare 1'09" nella tredicesima tappa, grazie a una forte azione della sua squadra. In seguito perde però altro terreno dai rivali nella frazione con arrivo sul Mont Ventoux. Si riprende nella crono di Chorges, ma è battuto ancora una volta da Froome; Suo malgrado non riesce a restare con i migliori nelle tappe finali dell'Alpe d'Huez, dove perde altri due minuti concludendo così quarto nella classifica finale della Grande Boucle, distanziato di 6'27" dal vincitore. | |||
Nel 2014 apre la stagione con una vittoria di tappa in febbraio alla Volta ao Algarve, mentre in marzo si aggiudica la Tirreno-Adriatico davanti al colombiano Quintana. Successivamente si aggiudica, nel mese di aprile, la Vuelta al País Vasco. | |||
In luglio si presenta da favorito, assieme al britannico Froome, per la conquista della Grande Boucle, ma subito in salita perde oltre 2'30" da Vincenzo Nibali sul “pavé” della quinta tappa; nel frattempo si ritira Froome. Entusiasmante il duello dell'ottava tappa con Nibali sull'ultima ascesa, che tuttavia lascia praticamente invariato il suo distacco in classifica generale dall'italiano. Vittima poi di una caduta a 90 km dal traguardo nella decima frazione, Contador è costretto ad abbandonare la corsa a causa di una microfrattura alla tibia. A fine agosto gareggia alla Vuelta a España e dopo un feroce duello con Valverde, Froome e Rodríguez, vince la sua terza competizione spagnola. | |||
Nel maggio 2015 è alla partenza del Giro d'Italia, dov'è accreditato quale favorito alla vittoria finale. Conquista la maglia rosa già nella quinta tappa. Il giorno dopo, durante una frazione adatta ai velocisti, rimane coinvolto in una caduta a 300 metri dalla linea d'arrivo di Castiglione della Pescaia, riscontrando una sublussazione della spalla sinistra che però non gli preclude la prosecuzione della corsa. Mantiene la leadership fino alla tredicesima tappa quando, rimasto coinvolto in una nuova caduta a poco più di 3 km dal traguardo, deve temporaneamente cedere il primato all'italiano Fabio Aru, riappropriandosene il giorno dopo nella lunga cronometro da Treviso a Valdobbiadene, quando distanzia il rivale di 2'47". Durante la sedicesima tappa, da Pinzolo all'Aprica, sul Mortirolo è protagonista di una notevole azione: rimasto attardato nella discesa dopo il primo passaggio sull'Aprica per una foratura, comincia l'ascesa del Mortirolo con 53" di svantaggio sul gruppo si riporta dopo 4 km di ascesa solitaria sui primi; giunge al traguardo in terza posizione aumentando a 4'02" il vantaggio. Due giorni dopo, nella tappa con arrivo a Verbania, guadagna ulteriori 1'13" sugli altri uomini di classifica, ipotecando la maglia rosa. Tuttavia nella ventesima e penultima frazione, lo spagnolo affronta la sua unica giornata di crisi al Giro, pagando all'arrivo del Sestriere 2'25" dal vincitore di tappa Aru; ciò nonostante Alberto conserva un vantaggio nella generale di 2'02" sull'italiano, nuovamente secondo in graduatoria, vincendo il giorno dopo la sua seconda Corsa Rosa. Grazie a questo nuovo successo, Contador diviene l'unico corridore, assieme a Bernard Hinault, ad aver vinto almeno due volte tutti e tre i grandi Giri. | |||
Nella sua successiva partecipazione al Tour de France fallisce l’accoppiata vincente Giro/Tour. | |||
Nel 2016, si presentatosi al via del Tour de France come uno dei favoriti, ma è subito vittima di una brutta caduta nel corso della prima tappa. Nella frazione seguente è di nuovo a terra. Nei giorni successivi non riesce a recuperare dai persistenti problemi fisici, perdendo costantemente terreno dai rivali e vedendosi perciò costretto ad abbandonare la Grande Boucle nel corso della nona tappa. | |||
In seguito prende la decisione di non prendere parte alla manifestazione olimpica di Rio de Janeiro. | |||
Al successivo appuntamento iberico si presenta in veste di favorito alla vittoria finale assieme a Quintana e Froome. La sfortuna, però, lo perseguita: nell'ultimo chilometro della settima tappa Contador è vittima dell'ennesima caduta della stagione. Nonostante i danni riportati, risale alcune posizioni in classifica ma è tuttavia distanziato dai diretti avversari alla vittoria finale. Termina la manifestazione al quarto posto, a 4'21" dal colombiano Quintana e a soli 13" dal podio. | |||
Sotto le direttive di Luca Guercilena, Contador debutta con la nuova squadra alla Vuelta a Andalucía palesando già un buono stato di forma con un secondo nella classifica finale. Nelle gare successive conclude al secondo posto anche la Parigi-Nizza, la Volta Ciclista a Catalunya, e la Vuelta al País Vasco (queste ultime battuto sempre dal connazionale Valverde). | |||
Il 1º luglio prende il via al Tour de France, cercando l'ultimo assalto alla maglia gialla: tuttavia, in seguito ad un avvio poco convincente, perdendo più di quattro minuti al termine della nona tappa, abbandona di fatto ogni velleità di successo finale. Chiude al nono posto la generale della corsa transalpina, lontano 8'49" dal vincitore Froome. | |||
In agosto, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, Alberto annuncia il ritiro dalle competizioni al termine dell'imminente Vuelta a España. Con il dorsale numero uno, il madrileno prende il via della sua ultima corsa, come di consueto, con ambizioni di vittoria. Dopo aver perso però parecchio terreno già nella terza tappa a causa di un virus intestinale, attacca in pressoché ogni tappa di montagna, dimostrando una condizione superiore a quella del Tour e riuscendo a rimanere nelle parti alte della generale. Stacca per la prima volta i rivali sull'arrivo in quota della diciassettesima tappa e giorni più tardi riesce a vincere la penultima frazione, al termine di una grande azione in solitaria partita all'inizio della salita. In seguito al prestigioso successo di tappa, Contador conclude la competizione al quinto posto, 3'18" dal vincitore Froome, ponendo fine a una delle carriere più decorate nella storia dello sport a pedali. | |||
===Vedere anche=== | ===Vedere anche=== | ||
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* '''Regolamento :''' [[Ciclismo]] | * '''Regolamento :''' [[Ciclismo]] | ||
* [[Ciclismo - Origini]] | * [[Ciclismo - Origini]] | ||
Versione delle 21:17, 2 dic 2018
IMMAGINI
Alberto Contador Velasco (Madrid, 6 dicembre 1982) è stato un ciclista spagnolo, con caratteristiche di passista-scalatore e un ottimo “cronoman”. È uno dei cinque corridori ad avere vinto la tripla corona, ossia tutti e tre i grandi Giri (Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta a España). Dagli amici soprannominato “El Pistolero”, cresce a Pinto, nella comunità autonoma di Madrid, dove la sua famiglia, proveniente da Barcarrota. Dopo aver abbandonato gli studi della scuola di Bachillerato all'età di 16 anni per dedicarsi interamente agli allenamenti, gareggia con l'Iberdrola-Loinaz, una giovane squadra capitanata da Manolo Saiz. In precedenza aveva praticato anche l’atletica leggera e il calcio abbandonandoli però all’età di 14 anni.
Carriera
Alberto, quindi, passa ciclista professionista nel 2003 con il team spagnolo ONCE-EROSKI ottenendo la sua prima vittoria nella medesima stagione al Giro di Polonia aggiudicandosi l'ultima tappa a cronometro della corsa. Nel 2004 passa alla Liberty Seguros, rischiando peraltro nello stesso anno di morire a causa di un aneurisma cerebrale. I medici gli davano ben poche speranze di vita ed anche nel caso si fosse salvato, si diceva che per lui il ritorno alle corse sarebbe stato impossibile. Nonostante tutto però il giovane madrileno si riprese, ed anzi poté tornare al ciclismo di alto livello. Nel 2005 infatti si mise in mostra durante il Tour de France, concludendo la manifestazione con un onorevole 31º posto. Il 2006 ha visto la caduta della squadra Liberty Seguros a causa della vicenda Operación Puerto. Infatti durante lo scandalo, Contador non poté partecipare al Tour de France. In seguito fu dichiarato da un tribunale spagnolo di qualsiasi legame con la vicenda doping. Il dottor Eufemiano Fuentes stesso confessò che non aveva mai trattato Contador. Dopo le vicende dell'Operación Puerto la sua squadra, la Liberty Seguros-Wurth, cambia nome trasformandosi in Astana. Nel 2007 è poi passato nelle file della Discovery Channel dove iniziò un capitolo molto produttivo della sua carriera. Il Direttore Johan Bruyneel sapeva individuare il talento, e aveva messo gli occhi sul giovane spagnolo da diversi anni. Infatti, In avvio di stagione si aggiudica la Parigi-Nizza e la Vuelta a Castilla y León, poi, il 29 luglio 2007 Alberto vince il suo primo Tour de France: autore di un avvincente duello con il danese Michael Rasmussen: a seguito della squalifica di quest'ultimo dopo la diciassettesima tappa conquista la “Maglia Gialla” e la indossa sino all’arrivo a Parigi, portando sul podio anche la “Maglia Bianca” della classifica giovani: aveva solo 24 anni. A fine novembre di quell’anno, Contador riceve il Vélo d'Or, che rappresenta il riconoscimento più importante per un ciclista. Nella stagione 2008 Alberto Contador torna all'Astana, squadra che, in conseguenza del proprio coinvolgimento in numerosi scandali scoppiati l'anno precedente, con corridori quali Alexander Vinokourov ed Andrej Kašečkin risultati positivi a controlli antidoping, non fu invitata alle corse più importanti, tra cui lo stesso Tour de France. Alberto non ha potuto quindi difendere il titolo conquistato l'anno precedente, ma comunque continua a mietere successi, collezionando ben sei vittorie nel giro di poche settimane (tra la fine di marzo e l'inizio di aprile). Il 25 maggio di quell’anno, al termine della 15ª tappa del Giro d'Italia, indossa la sua prima “Maglia Rosa” che porterà fino a Milano; sul podio finale, ad affiancarlo, ci saranno Riccardo Riccò e Marzio Bruseghin. Diventa così il secondo spagnolo dopo Miguel Indurain a vincere il Giro. Questa vittoria fu molto sorprendente, visto che lo spagnolo non avrebbe neanche dovuto correre il Giro d'Italia. Infatti, arrivato in pessime condizioni, il campione iberico riesce a difendersi durante la prima settimana di corsa. In seguito arrivata la buona condizione, lo spagnolo si aggiudica il Giro d'Italia pur senza mai aver vinto una tappa, dimostrando una regolarità e una classe straordinaria. Ma non basta: il 13 settembre 2008, vince la tappa dell'Angliru e conquista la “Maglia Oro” alla Vuelta a España, che porta fino a Madrid, entrando così nella storia, insieme a Eddy Merckx, Felice Gimondi, Jacques Anquetil e Bernard Hinault, vincendo tutti e tre i grandi Giri. Lo spagnolo, però, ci è riuscito in soli 14 mesi, ed è diventato il terzo ciclista a vincere nella stessa stagione Giro e Vuelta (impresa riuscita solo a Merckx e all'italiano Giovanni Battaglin). La vittoria in Spagna è molto più entusiasmante di quella in Italia; Alberto si dimostra di gran lunga il corridore più forte del lotto presente e arriva a Madrid con due straordinarie vittorie di tappa in montagna e, oltre alla “Maglia Oro”, vince anche la “Maglia Bianca” della classifica combinata. Da non sottovalutare che in agosto, Alberto aveva partecipato anche alle Olimpiadi di Pechino arrivando 4º nella prova a cronometro, a soli 8 secondi dal podio. Alla vigilia del Tour de France 2009 è uno dei favoriti, insieme al compagno di squadra e rivale Lance Armstrong, con il quale ben presto si manifesta una mancanza di collaborazione in corsa che sfocerà in rivalità. Dopo due settimane senza grandi occasioni, con Contador che comunque sferra un importante attacco nella salita finale della tappa conclusa ad Andorra, la svolta arriva alla quindicesima tappa, quando Alberto conquista la “Maglia Gialla” vincendo sull'arrivo in salita a Verbier, in cui ripete il suo solito gesto d'esultanza, uno colpo di pistola. Tre giorni dopo domina la cronometro di Annecy, consolidando il primato. Nella penultima tappa, con arrivo previsto al Mont Ventoux, controlla agevolmente i ripetuti attacchi del più diretto avversario in classifica, il giovane lussemburghese Andy Schleck, e il 26 luglio porta il simbolo del primato a Parigi, ottenendo il quarto successo su cinque partecipazioni ai grandi Giri. Il trionfo del Tour lo fa schizzare al numero uno della classifica mondiale stilata dall' UCI (Unione Ciclistica Internazionale). Dopo il podio, Contador dichiara di non provare alcuna ammirazione per Armstrong; di contro, sul social-network Twitter, il texano lo definisce un pistolero (chiaro il riferimento al gesto d'esultanza dello spagnolo) e che dovrebbe imparare a rispettare gli altri. Nella stagione 2010 Alberto si aggiudica numerosi successi: tra febbraio e aprile vince infatti una tappa e la classifica finale della Volta ao Algarve, una tappa e la graduatoria finale della Parigi-Nizza, una tappa e la classifica finale alla Vuelta a Castilla y León, e si piazza terzo alla Freccia Vallone. In giugno partecipa quindi al Critérium du Dauphiné: in quella corsa fa sue due frazioni e arriva al secondo posto finale alle spalle di Janez Brajkovič. Durante il Tour de France lo spagnolo sembra un po' meno brillante rispetto all'anno precedente e nella tappa con arrivo a Morzine-Avoriaz viene per la prima volta staccato in salita, seppur di pochissimo, da Andy Schlec. Contador riesce a strappargli la maglia gialla solo al termine della quindicesima tappa, sfruttando un salto di catena del rivale. Poi consolida nell'ultima e decisiva cronometro e arriva a Parigi con 39 secondi di vantaggio su Schleck e poco più di 2 minuti su Denis Men'šov, vincendo il quinto grande Giro consecutivo a soli 27 anni. Il suo terzo Tour de France lo vede trionfare pur senza alcuna vittoria di tappa, come già gli era accaduto al Giro d'Italia 2008.
Una nota negativa arriva il 27 gennaio 2011, in seguito alla positività riscontrata nel settembre precedente, in cui viene sospeso per un anno dalla Federciclismo spagnola (RFEC); tuttavia il 16 febbraio una sentenza definitiva della RFEC lo assolve permettendogli il ritorno alla corse. In seguito a questa decisione, UCI e WADA presentano al Tribunale Arbitrale dello Sport un ricorso contro il provvedimento; l'udienza, inizialmente prevista dal 6 all'8 giugno 2011, viene successivamente posticipata e messa in agenda dal 1º al 3 agosto. In attesa delle decisioni del TAS sulla presunta positività, lo spagnolo inizia la stagione gareggiando sub judice. In marzo vince due tappe e la classifica finale della Vuelta a Murcia, e la terza tappa e la classifica finale della Volta Ciclista a Catalunya. In maggio si presenta al Giro d'Italia, dove era assente dalla vittoria del 2008. Sull'Etna, stacca gli altri favoriti e vince in solitaria la sua prima tappa al Giro, conquistando al contempo la maglia rosa. Rafforza la leadership al termine della tredicesima tappa, quando giunge in quota sul Großglockner col solo José Rujano, guadagnando oltre 1'30" sugli altri e pure quattro giorni dopo, aggiudicandosi la cronoscalata sul Nevegal. Nella diciannovesima tappa, con arrivo a Macugnaga, recupera ancora una volta tutti i fuggitivi per concedere successivamente al suo ex gregario e amico Paolo Tiralongo la gioia della prima vittoria in carriera. Il 29 maggio a Milano arriva terzo nella cronometro finale, e può festeggiare la conquista del suo secondo Giro d'Italia, vinto con oltre 6 minuti di vantaggio sul secondo classificato, Michele Scarponi, e quasi 7 sul terzo, Vincenzo Nibali.
il 6 febbraio 2012 però Contador viene squalificato dal Tribunale Arbitrale dello Sport per due anni. La squalifica ha effetto retroattivo, con inizio nell'agosto 2010 e conseguente scadenza in data 6 agosto 2012. A Contador vengono quindi revocate le vittorie conseguite nel periodo incriminato, tra cui il Tour de France 2010 e il Giro d'Italia 2011. Il 18 agosto è alla partenza della Vuelta a España. Fin dalle prime tappe tenta di conquistare la maglia rossa, ma senza successo. Nell'undicesima frazione, una cronometro, chiude secondo, non riuscendo a scalfire la leadership di Joaquim Rodríguez. Nella diciassettesima tappa, con una fuga da lontano, ottiene la prima vittoria dopo la squalifica, a Fuente Dé, superando in classifica lo stesso Rodríguez e vestendo la maglia rossa di leader della corsa. Nei giorni seguenti gestisce il margine accumulato, riuscendo a difendersi dagli attacchi dei suoi inseguitori vincendo per la seconda volta in carriera la corsa a tappe spagnola.
Nel 2013, Alberto partecipa nuovamente al Tour de France con ambizioni di vittoria, ma già al primo arrivo in salita della Grande Boucle, nell'ottava tappa, rimane staccato dai migliori, perdendo poi altri minuti nei confronti della maglia gialla, l’inglese Froome, nella cronometro di Le Mont-Saint-Michel. Riesce a recuperare 1'09" nella tredicesima tappa, grazie a una forte azione della sua squadra. In seguito perde però altro terreno dai rivali nella frazione con arrivo sul Mont Ventoux. Si riprende nella crono di Chorges, ma è battuto ancora una volta da Froome; Suo malgrado non riesce a restare con i migliori nelle tappe finali dell'Alpe d'Huez, dove perde altri due minuti concludendo così quarto nella classifica finale della Grande Boucle, distanziato di 6'27" dal vincitore. Nel 2014 apre la stagione con una vittoria di tappa in febbraio alla Volta ao Algarve, mentre in marzo si aggiudica la Tirreno-Adriatico davanti al colombiano Quintana. Successivamente si aggiudica, nel mese di aprile, la Vuelta al País Vasco. In luglio si presenta da favorito, assieme al britannico Froome, per la conquista della Grande Boucle, ma subito in salita perde oltre 2'30" da Vincenzo Nibali sul “pavé” della quinta tappa; nel frattempo si ritira Froome. Entusiasmante il duello dell'ottava tappa con Nibali sull'ultima ascesa, che tuttavia lascia praticamente invariato il suo distacco in classifica generale dall'italiano. Vittima poi di una caduta a 90 km dal traguardo nella decima frazione, Contador è costretto ad abbandonare la corsa a causa di una microfrattura alla tibia. A fine agosto gareggia alla Vuelta a España e dopo un feroce duello con Valverde, Froome e Rodríguez, vince la sua terza competizione spagnola.
Nel maggio 2015 è alla partenza del Giro d'Italia, dov'è accreditato quale favorito alla vittoria finale. Conquista la maglia rosa già nella quinta tappa. Il giorno dopo, durante una frazione adatta ai velocisti, rimane coinvolto in una caduta a 300 metri dalla linea d'arrivo di Castiglione della Pescaia, riscontrando una sublussazione della spalla sinistra che però non gli preclude la prosecuzione della corsa. Mantiene la leadership fino alla tredicesima tappa quando, rimasto coinvolto in una nuova caduta a poco più di 3 km dal traguardo, deve temporaneamente cedere il primato all'italiano Fabio Aru, riappropriandosene il giorno dopo nella lunga cronometro da Treviso a Valdobbiadene, quando distanzia il rivale di 2'47". Durante la sedicesima tappa, da Pinzolo all'Aprica, sul Mortirolo è protagonista di una notevole azione: rimasto attardato nella discesa dopo il primo passaggio sull'Aprica per una foratura, comincia l'ascesa del Mortirolo con 53" di svantaggio sul gruppo si riporta dopo 4 km di ascesa solitaria sui primi; giunge al traguardo in terza posizione aumentando a 4'02" il vantaggio. Due giorni dopo, nella tappa con arrivo a Verbania, guadagna ulteriori 1'13" sugli altri uomini di classifica, ipotecando la maglia rosa. Tuttavia nella ventesima e penultima frazione, lo spagnolo affronta la sua unica giornata di crisi al Giro, pagando all'arrivo del Sestriere 2'25" dal vincitore di tappa Aru; ciò nonostante Alberto conserva un vantaggio nella generale di 2'02" sull'italiano, nuovamente secondo in graduatoria, vincendo il giorno dopo la sua seconda Corsa Rosa. Grazie a questo nuovo successo, Contador diviene l'unico corridore, assieme a Bernard Hinault, ad aver vinto almeno due volte tutti e tre i grandi Giri. Nella sua successiva partecipazione al Tour de France fallisce l’accoppiata vincente Giro/Tour.
Nel 2016, si presentatosi al via del Tour de France come uno dei favoriti, ma è subito vittima di una brutta caduta nel corso della prima tappa. Nella frazione seguente è di nuovo a terra. Nei giorni successivi non riesce a recuperare dai persistenti problemi fisici, perdendo costantemente terreno dai rivali e vedendosi perciò costretto ad abbandonare la Grande Boucle nel corso della nona tappa. In seguito prende la decisione di non prendere parte alla manifestazione olimpica di Rio de Janeiro. Al successivo appuntamento iberico si presenta in veste di favorito alla vittoria finale assieme a Quintana e Froome. La sfortuna, però, lo perseguita: nell'ultimo chilometro della settima tappa Contador è vittima dell'ennesima caduta della stagione. Nonostante i danni riportati, risale alcune posizioni in classifica ma è tuttavia distanziato dai diretti avversari alla vittoria finale. Termina la manifestazione al quarto posto, a 4'21" dal colombiano Quintana e a soli 13" dal podio.
Sotto le direttive di Luca Guercilena, Contador debutta con la nuova squadra alla Vuelta a Andalucía palesando già un buono stato di forma con un secondo nella classifica finale. Nelle gare successive conclude al secondo posto anche la Parigi-Nizza, la Volta Ciclista a Catalunya, e la Vuelta al País Vasco (queste ultime battuto sempre dal connazionale Valverde).
Il 1º luglio prende il via al Tour de France, cercando l'ultimo assalto alla maglia gialla: tuttavia, in seguito ad un avvio poco convincente, perdendo più di quattro minuti al termine della nona tappa, abbandona di fatto ogni velleità di successo finale. Chiude al nono posto la generale della corsa transalpina, lontano 8'49" dal vincitore Froome. In agosto, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, Alberto annuncia il ritiro dalle competizioni al termine dell'imminente Vuelta a España. Con il dorsale numero uno, il madrileno prende il via della sua ultima corsa, come di consueto, con ambizioni di vittoria. Dopo aver perso però parecchio terreno già nella terza tappa a causa di un virus intestinale, attacca in pressoché ogni tappa di montagna, dimostrando una condizione superiore a quella del Tour e riuscendo a rimanere nelle parti alte della generale. Stacca per la prima volta i rivali sull'arrivo in quota della diciassettesima tappa e giorni più tardi riesce a vincere la penultima frazione, al termine di una grande azione in solitaria partita all'inizio della salita. In seguito al prestigioso successo di tappa, Contador conclude la competizione al quinto posto, 3'18" dal vincitore Froome, ponendo fine a una delle carriere più decorate nella storia dello sport a pedali.
Vedere anche
- Regolamento : Ciclismo
- Ciclismo - Origini