Differenze tra le versioni di "X estiva - 1932 Los Angeles (USA)"

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===1932 Los Angeles (USA)===
===1932 Los Angeles (USA)===
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'''I Giochi della X Olimpiade''' (in inglese Games of the X Olympiad) si sono svolti a Los Angeles negli Stati Uniti d'America dal 30 luglio al 14 agosto 1932. <BR \>
Così come successe per i francesi nell’edizione di Parigi 1924, anche gli americani avevano voglia di riscatto. (Anche per l’assenza di candidate avversarie) le olimpiadi del 1932 vennero assegnate a Los Angeles, “la città degli angeli”, metropoli e capitale del cinema mondiale. Proprio come i transalpini gli organizzatori a stelle e strisce non lasciarono nulla al caso, organizzando una manifestazione praticamente perfetta. Ma oltre ad essere i giochi del riscatto americano dopo la debacle di St. Louis del 1904, Los Angeles 1932 resterà nella storia per aver fatto registrare all’Italia una delle migliori prestazioni sportive di sempre.<BR \>
Poco dopo la creazione, nel 1919, della California Fiestas Association, un gruppo che puntava a organizzare festival sportivi e di intrattenimento nell'area di Los Angeles, uno dei direttori, Maximilian F. Ihmsen, suggerì di chiedere al CIO l'organizzazione dell'Olimpiade. L'anno dopo, l'associazione chiuse, ma lo staff aprì la Community development association, che fra le prime iniziative progettò la costruzione di uno stadio nel Parco dell'Esposizione, denominato Los Angeles Memorial Colosseum (poi diventato Coliseum), a ricordo dei caduti del Primo conflitto mondiale. Presidente dell'associazione era il cinquantaquattreenne William May Garland, che assistette nel 1920 ai Giochi di Anversa e presentò alla XIX sessione del CIO la candidatura di Los Angeles per il 1928. L'anno dopo de Coubertin fece approvare la doppia designazione Parigi 1924-Amsterdam 1928, ma Gustavus T. Kirby, presidente del Comitato olimpico statunitense, e il segretario Fredrick W. Rubien illustrarono ugualmente ai membri del CIO il progetto della città californiana, la quale il 12 dicembre 1921 avviò i lavori per lo stadio, che furono completati il 1° maggio 1923, con una spesa di 800.000 dollari.
Nel 1923 alla sessione romana del Comitato Olim- pico Garland, che l'anno precedente era stato cooptato fra i membri del CIO, espose i piani e l'avanzato stadio di costruzione del Coliseum. L'impatto fu così favorevole che la candidatura di Los Angeles nacque spontaneamente, senza avere al momento avversa- rie: l'8 aprile 1923 i Giochi, con 9 anni di anticipo, furono assegnati a Los Angeles.
De Coubertin e il Cio sono certi che gli Usa non ripeteranno a Los Angeles le nefandezze di St Louis, e che organizzeranno alla grande: non hanno tuttavia fatto i conti con la Grande Depressione del 1929, i cui effetti si trascinano fino all'epoca dei Giochi. Sedici milioni di disoccupati, il reddito pro capite calato della metà: tutte fonti di preoccupazione, spazzati via dal milione e mezzo di dollari raccolto dalla municipalità di Los Angeles e dal milione offerto dal Governo.<BR \>
Impressionano, all'arrivo in città, il Memorial Coliseum, stadio da 101.000 posti; il Villaggio Olimpico in collina, con 550 bungalow prefabbricati e i cowboys a cavallo che sorvegliano gli atleti, e impediscono la visita delle atlete, alloggiate in un albergo del centro: ma anche la cuoca dei finlandesi si vede sbarrare la strada.<BR \>
Nonostante le difficoltà finanziare, gli americani misero comunque in piedi una macchina organizzativa celere e funzionante.<BR \>
Il villaggio olimpico dell'Olimpiade di Los Angeles del 1932, il primo nella storia dei giochi, si rivelò uno dei più belli mai realizzati per un Olimpiade. Esso era costituito da ben 550 casette in legno di colore bianco e rosa, immerse nel verde con una stupenda vista sull'Oceano Pacifico, Inoltre vi erano ben 12 campi da tennis e 12 piscine. Questo giardino dell'eden era riservato esclusivamente agli uomini: alle donne era riservato un albergo. Nonostante la bellezza del villaggio olimpico il numero dei partecipanti diminuì molto rispetto all'Olimpiade precedente, e le nazioni partecipanti passarono da 44 a 37.<BR \>
La nota negativa di quell’edizione però fu la scarsa partecipazione rispetto alle precedenti edizioni. <BR \>
Furono infatti soltanto 1332 gli atleti chiamati a giocarsi i giochi Olimpici del 1932: un po’ per le nuove regole del Cio che imposero la presenza massima di 3 partecipanti per nazione per ogni disciplina; un po’ perché non tutti gli atleti invitati erano in grado di sostenere le ingenti spese economiche per attraversare l’atlantico e raggiungere il ‘Vecchio West’.Basti pensare che, ad esempio, il Comitato olimpico del Brasile, i cui atleti giunsero in California dopo un lungo viaggio via mare, si vide costretto a finanziare la spedizione dotando i suoi di 50.000 sacchi di caffè e solo il ricavato della vendita nei vari porti toccati lungo il viaggio avrebbe potuto sovvenzionare la spedizione. Purtroppo però solo alcuni atleti poterono permettersi di sbarcare a Los Angeles, mentre gli altri furono costretti a restare sulla nave per tutta la durata delle Olimpiadi. Durata che per la prima volta nella storia fu conforme ai 14 giorni adottati tutt’oggi(30 luglio – 14 agosto); oltre a questa novità furono introdotte nuove discipline, come ad esempio i 50 Km di marcia e il lancio del giavellotto. Il calcio venne escluso dal programma: la lontananza da un gioco prettamente europeo e lo scarso interesse che il pubblico americano nutriva nei confronti di esso, consigliarono i programmatori a farne a meno per l’edizione americana dei giochi (il calcio riapparse poi nel programma appena 4 anni dopo). Infine venne collaudato l’utilizzo di nuovi strumenti a disposizione dei giudici di gara, come il fotofinish e il calcolo dei centesimi di secondo, e per la prima volta la premiazione avvenne sul podio con l’esecuzione degli inni nazionali e l’alzabandiera.<BR \>
Le gare di corsa, soprattutto nella velocità tornano dominio Usa. 100 e 200 sono entrambi vinti da Thomas Edward Tolan, ma con episodi particolari. Nei 100 Tolan e l'altro americano Ralph Harold Matcalfe tagliano il traguardo contemporaneamente. Senza le odierne tecnologie sarebbe impossibile stabilire il vincitore, ma i giudici decidono per Tolan. Nei 200 Matcalfe è ancora più sfortunato: finisce ancora dietro a Tolan ma si accorge che la misurazione delle corsie non è corretta ed ha percorso almeno un metro in più rispetto al vincitore. La classifica viene però omologata e Matcalfe resta così uno degli atleti più sfortunati della storia olimpica. Gli americani dominano anche le staffette, il decathlon e i 400 con Williams Carr al nuovo record del mondo con 46'2''. Anche i giapponesi cominciano a mettersi in mostra e qui vincono il salto triplo con Nambu. Anche il vecchio Paavo Nurmi vorrebbe essere ancora protagonista, stavolta nella maratona, ma viene accusato di professionismo e per questo squalificato. La vittoria della maratona va così ad un argentino, Juan Carlos Zabala. Ai finlandesi non resta che consolarsi con i 3000 siepi di Volgari Iso Hollo. Ma grande protagonista nell'atletica è anche il nostro Luigi Beccali, detto Ninì. Beccali, milanese di 24 anni, corre la finale dei suoi 1500 metri il 4 agosto. All'inizio la gara vede in testa l'americano Cunningham con l'azzurro nelle retrovie. Ma all'ultimo giro lo statunitense comincia a cedere e Beccali si mette in scia all'inglese Cornes che cerca l'inseguimento, per poi battere tutti sul rettilineo finale.<BR \>
Ma l'attenzione fu richiamata, soprattutto, da due donne. Delle sei prove femminili del programma atletico, tre gare (il numero massimo di competizioni a cui un partecipante olimpico potesse all'epoca iscriversi) rischiarono di finire a una sola atleta, Mildred Didrikson, figlia di Hanna Marie Olson, provetta sciatrice di fondo ed eccellente pattinatrice norvegese. Nata a Port Arthur nel Texas, il 26 giugno 1914, e cresciuta a Beaumont, Kansas, Didrikson prediligeva il baseball, tanto che in omaggio al grande Ruth venne chiamata 'Babe'. Inoltre era così brava nel basket che il suo principale fondò apposta per lei una squadra aziendale, la Employers Casualty di Dallas: era un pivot e fu tre volte 'All-American'. Ma fu in atletica che ottenne quattro titoli nazionali in diverse specialità fra il 1930 e il 1931: giavellotto e lancio della palla di baseball a Dallas (il suo 90,22 m è ancora miglior prestazione mondiale, oggi che la specialità è caduta in disuso), lungo e 80 m ostacoli a Jersey City.
In una edizione assai rica di successi per noi, spiccano li 4 ori, un argento e due bronzi nella ginnastica, l'affermazione di Renzo Morigi nella pistola e lo straordinario duello Usa-Italia nell'otto di canottaggio. I ginnasti sono capitanati da Romeo Neri, riminese, 29 anni, ex nuotatore, sollevatore di pesi e pugile, già argento alla sbarra ad Amsterdam, accetta i 17 giorni di clausura imposti da Braglia e Corrias, responsabili tecnici del gruppo, e ne è ricompensato dall'oro individuale e a squadre, più quello alle parallele. Impressiona gli americani Morigi nella pistola automatica: arrivato al barrage finale con l'altro italiano Matteucci e il tedesco Haas, deve sparare sei colpi alle silhouette rotanti in due secondi: tra le grida di entusiasmo dei poliziotti di Los Angeles non sbaglia un colpo - l'ultimo bersaglio viene centrato mentre si sta girando - e viene promosso sceriffo onorario della contea: vogliono che resti lì, ma Morigi, che è segretario federale a Ravenna, declina l'offerta. Quanto all'otto, della Canottieri Livorno, duella con quello dell'Ucla in quella che viene definita dal New York Times "la più spettacolare sfida di tutta la storia del canottaggio Usa". I livornesi, che hanno già battuto Cambridge, sono sul traguardo assieme agli americani, la giuria si consulta a lungo prima di dare il verdetto. Un argento che vale un oro. C'è voluto il fotofinish per decidere il risultato del canottaggio, uno strumento che nella forma che oggi conosciamo viene introdotto qui - assieme al podio per i primi tre - e che genera in atletica risultati certi (o quasi, poiché nei 3000 i giudici fanno percorrere un giro in più...) e i primi tempi elettrici dell'Olimpiade. Solo che l'ungherese che li ha in custodia se li riporta in patria e li perde per un incendio: ancor oggi possiamo conoscerne solo una parte...<BR \>
Nonostante la riduzione degli atleti, la competizione fu accesissima e ben 18 record mondiali furono battuti. Da segnalare l'exploit dell'Italia, seconda nel medagliere con 36 medaglie totali egualmente distribuite tra i vari piazzamenti, dietro agli inarrivabili Stati Uniti, che si rifecero in casa della cocente delusione subita quattro anni prima, quasi raddoppiando il numero degli ori. Il successo della spedizione italiana fu causato da alcuni fattori, tra i quali annoveriamo i nuovi costumi del regime fascista che previde di mantenere a spese dello Stato gli atleti emergenti per consentire loro di allenarsi a tempo pieno senza preoccupazioni economiche; difatti risultavano impiegati in enti vari, ma in realtà il loro compito era, fondamentalmente, quello di prepararsi alle gare. In seguito, altre nazioni, come la Germania hitleriana e l'Unione Sovietica, seguiranno la prassi del "dilettantismo di Stato".
===Fonti===
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*https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_della_X_Olimpiade
*http://www.treccani.it/enciclopedia/olimpiadi-estive-los-angeles-1932_(Enciclopedia-dello-Sport)/
*http://www.infiltrato.it/sport/storie-di-sport/la-storia-delle-olimpiadi-9-los-angeles-1932/
*http://www.my-personaltrainer.it/storia-olimpiadi/olimpiadi-losangeles.html
*http://www.gazzetta.it/Olimpiadi/2012/los_angeles_1932.shtml
===Vedere anche===
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* [[Le Olimpiadi estive]]

Versione delle 20:45, 15 feb 2017

1932 Los Angeles (USA)


I Giochi della X Olimpiade (in inglese Games of the X Olympiad) si sono svolti a Los Angeles negli Stati Uniti d'America dal 30 luglio al 14 agosto 1932.
Così come successe per i francesi nell’edizione di Parigi 1924, anche gli americani avevano voglia di riscatto. (Anche per l’assenza di candidate avversarie) le olimpiadi del 1932 vennero assegnate a Los Angeles, “la città degli angeli”, metropoli e capitale del cinema mondiale. Proprio come i transalpini gli organizzatori a stelle e strisce non lasciarono nulla al caso, organizzando una manifestazione praticamente perfetta. Ma oltre ad essere i giochi del riscatto americano dopo la debacle di St. Louis del 1904, Los Angeles 1932 resterà nella storia per aver fatto registrare all’Italia una delle migliori prestazioni sportive di sempre.
Poco dopo la creazione, nel 1919, della California Fiestas Association, un gruppo che puntava a organizzare festival sportivi e di intrattenimento nell'area di Los Angeles, uno dei direttori, Maximilian F. Ihmsen, suggerì di chiedere al CIO l'organizzazione dell'Olimpiade. L'anno dopo, l'associazione chiuse, ma lo staff aprì la Community development association, che fra le prime iniziative progettò la costruzione di uno stadio nel Parco dell'Esposizione, denominato Los Angeles Memorial Colosseum (poi diventato Coliseum), a ricordo dei caduti del Primo conflitto mondiale. Presidente dell'associazione era il cinquantaquattreenne William May Garland, che assistette nel 1920 ai Giochi di Anversa e presentò alla XIX sessione del CIO la candidatura di Los Angeles per il 1928. L'anno dopo de Coubertin fece approvare la doppia designazione Parigi 1924-Amsterdam 1928, ma Gustavus T. Kirby, presidente del Comitato olimpico statunitense, e il segretario Fredrick W. Rubien illustrarono ugualmente ai membri del CIO il progetto della città californiana, la quale il 12 dicembre 1921 avviò i lavori per lo stadio, che furono completati il 1° maggio 1923, con una spesa di 800.000 dollari. Nel 1923 alla sessione romana del Comitato Olim- pico Garland, che l'anno precedente era stato cooptato fra i membri del CIO, espose i piani e l'avanzato stadio di costruzione del Coliseum. L'impatto fu così favorevole che la candidatura di Los Angeles nacque spontaneamente, senza avere al momento avversa- rie: l'8 aprile 1923 i Giochi, con 9 anni di anticipo, furono assegnati a Los Angeles. De Coubertin e il Cio sono certi che gli Usa non ripeteranno a Los Angeles le nefandezze di St Louis, e che organizzeranno alla grande: non hanno tuttavia fatto i conti con la Grande Depressione del 1929, i cui effetti si trascinano fino all'epoca dei Giochi. Sedici milioni di disoccupati, il reddito pro capite calato della metà: tutte fonti di preoccupazione, spazzati via dal milione e mezzo di dollari raccolto dalla municipalità di Los Angeles e dal milione offerto dal Governo.
Impressionano, all'arrivo in città, il Memorial Coliseum, stadio da 101.000 posti; il Villaggio Olimpico in collina, con 550 bungalow prefabbricati e i cowboys a cavallo che sorvegliano gli atleti, e impediscono la visita delle atlete, alloggiate in un albergo del centro: ma anche la cuoca dei finlandesi si vede sbarrare la strada.
Nonostante le difficoltà finanziare, gli americani misero comunque in piedi una macchina organizzativa celere e funzionante.
Il villaggio olimpico dell'Olimpiade di Los Angeles del 1932, il primo nella storia dei giochi, si rivelò uno dei più belli mai realizzati per un Olimpiade. Esso era costituito da ben 550 casette in legno di colore bianco e rosa, immerse nel verde con una stupenda vista sull'Oceano Pacifico, Inoltre vi erano ben 12 campi da tennis e 12 piscine. Questo giardino dell'eden era riservato esclusivamente agli uomini: alle donne era riservato un albergo. Nonostante la bellezza del villaggio olimpico il numero dei partecipanti diminuì molto rispetto all'Olimpiade precedente, e le nazioni partecipanti passarono da 44 a 37.
La nota negativa di quell’edizione però fu la scarsa partecipazione rispetto alle precedenti edizioni.
Furono infatti soltanto 1332 gli atleti chiamati a giocarsi i giochi Olimpici del 1932: un po’ per le nuove regole del Cio che imposero la presenza massima di 3 partecipanti per nazione per ogni disciplina; un po’ perché non tutti gli atleti invitati erano in grado di sostenere le ingenti spese economiche per attraversare l’atlantico e raggiungere il ‘Vecchio West’.Basti pensare che, ad esempio, il Comitato olimpico del Brasile, i cui atleti giunsero in California dopo un lungo viaggio via mare, si vide costretto a finanziare la spedizione dotando i suoi di 50.000 sacchi di caffè e solo il ricavato della vendita nei vari porti toccati lungo il viaggio avrebbe potuto sovvenzionare la spedizione. Purtroppo però solo alcuni atleti poterono permettersi di sbarcare a Los Angeles, mentre gli altri furono costretti a restare sulla nave per tutta la durata delle Olimpiadi. Durata che per la prima volta nella storia fu conforme ai 14 giorni adottati tutt’oggi(30 luglio – 14 agosto); oltre a questa novità furono introdotte nuove discipline, come ad esempio i 50 Km di marcia e il lancio del giavellotto. Il calcio venne escluso dal programma: la lontananza da un gioco prettamente europeo e lo scarso interesse che il pubblico americano nutriva nei confronti di esso, consigliarono i programmatori a farne a meno per l’edizione americana dei giochi (il calcio riapparse poi nel programma appena 4 anni dopo). Infine venne collaudato l’utilizzo di nuovi strumenti a disposizione dei giudici di gara, come il fotofinish e il calcolo dei centesimi di secondo, e per la prima volta la premiazione avvenne sul podio con l’esecuzione degli inni nazionali e l’alzabandiera.
Le gare di corsa, soprattutto nella velocità tornano dominio Usa. 100 e 200 sono entrambi vinti da Thomas Edward Tolan, ma con episodi particolari. Nei 100 Tolan e l'altro americano Ralph Harold Matcalfe tagliano il traguardo contemporaneamente. Senza le odierne tecnologie sarebbe impossibile stabilire il vincitore, ma i giudici decidono per Tolan. Nei 200 Matcalfe è ancora più sfortunato: finisce ancora dietro a Tolan ma si accorge che la misurazione delle corsie non è corretta ed ha percorso almeno un metro in più rispetto al vincitore. La classifica viene però omologata e Matcalfe resta così uno degli atleti più sfortunati della storia olimpica. Gli americani dominano anche le staffette, il decathlon e i 400 con Williams Carr al nuovo record del mondo con 46'2. Anche i giapponesi cominciano a mettersi in mostra e qui vincono il salto triplo con Nambu. Anche il vecchio Paavo Nurmi vorrebbe essere ancora protagonista, stavolta nella maratona, ma viene accusato di professionismo e per questo squalificato. La vittoria della maratona va così ad un argentino, Juan Carlos Zabala. Ai finlandesi non resta che consolarsi con i 3000 siepi di Volgari Iso Hollo. Ma grande protagonista nell'atletica è anche il nostro Luigi Beccali, detto Ninì. Beccali, milanese di 24 anni, corre la finale dei suoi 1500 metri il 4 agosto. All'inizio la gara vede in testa l'americano Cunningham con l'azzurro nelle retrovie. Ma all'ultimo giro lo statunitense comincia a cedere e Beccali si mette in scia all'inglese Cornes che cerca l'inseguimento, per poi battere tutti sul rettilineo finale.
Ma l'attenzione fu richiamata, soprattutto, da due donne. Delle sei prove femminili del programma atletico, tre gare (il numero massimo di competizioni a cui un partecipante olimpico potesse all'epoca iscriversi) rischiarono di finire a una sola atleta, Mildred Didrikson, figlia di Hanna Marie Olson, provetta sciatrice di fondo ed eccellente pattinatrice norvegese. Nata a Port Arthur nel Texas, il 26 giugno 1914, e cresciuta a Beaumont, Kansas, Didrikson prediligeva il baseball, tanto che in omaggio al grande Ruth venne chiamata 'Babe'. Inoltre era così brava nel basket che il suo principale fondò apposta per lei una squadra aziendale, la Employers Casualty di Dallas: era un pivot e fu tre volte 'All-American'. Ma fu in atletica che ottenne quattro titoli nazionali in diverse specialità fra il 1930 e il 1931: giavellotto e lancio della palla di baseball a Dallas (il suo 90,22 m è ancora miglior prestazione mondiale, oggi che la specialità è caduta in disuso), lungo e 80 m ostacoli a Jersey City. In una edizione assai rica di successi per noi, spiccano li 4 ori, un argento e due bronzi nella ginnastica, l'affermazione di Renzo Morigi nella pistola e lo straordinario duello Usa-Italia nell'otto di canottaggio. I ginnasti sono capitanati da Romeo Neri, riminese, 29 anni, ex nuotatore, sollevatore di pesi e pugile, già argento alla sbarra ad Amsterdam, accetta i 17 giorni di clausura imposti da Braglia e Corrias, responsabili tecnici del gruppo, e ne è ricompensato dall'oro individuale e a squadre, più quello alle parallele. Impressiona gli americani Morigi nella pistola automatica: arrivato al barrage finale con l'altro italiano Matteucci e il tedesco Haas, deve sparare sei colpi alle silhouette rotanti in due secondi: tra le grida di entusiasmo dei poliziotti di Los Angeles non sbaglia un colpo - l'ultimo bersaglio viene centrato mentre si sta girando - e viene promosso sceriffo onorario della contea: vogliono che resti lì, ma Morigi, che è segretario federale a Ravenna, declina l'offerta. Quanto all'otto, della Canottieri Livorno, duella con quello dell'Ucla in quella che viene definita dal New York Times "la più spettacolare sfida di tutta la storia del canottaggio Usa". I livornesi, che hanno già battuto Cambridge, sono sul traguardo assieme agli americani, la giuria si consulta a lungo prima di dare il verdetto. Un argento che vale un oro. C'è voluto il fotofinish per decidere il risultato del canottaggio, uno strumento che nella forma che oggi conosciamo viene introdotto qui - assieme al podio per i primi tre - e che genera in atletica risultati certi (o quasi, poiché nei 3000 i giudici fanno percorrere un giro in più...) e i primi tempi elettrici dell'Olimpiade. Solo che l'ungherese che li ha in custodia se li riporta in patria e li perde per un incendio: ancor oggi possiamo conoscerne solo una parte...
Nonostante la riduzione degli atleti, la competizione fu accesissima e ben 18 record mondiali furono battuti. Da segnalare l'exploit dell'Italia, seconda nel medagliere con 36 medaglie totali egualmente distribuite tra i vari piazzamenti, dietro agli inarrivabili Stati Uniti, che si rifecero in casa della cocente delusione subita quattro anni prima, quasi raddoppiando il numero degli ori. Il successo della spedizione italiana fu causato da alcuni fattori, tra i quali annoveriamo i nuovi costumi del regime fascista che previde di mantenere a spese dello Stato gli atleti emergenti per consentire loro di allenarsi a tempo pieno senza preoccupazioni economiche; difatti risultavano impiegati in enti vari, ma in realtà il loro compito era, fondamentalmente, quello di prepararsi alle gare. In seguito, altre nazioni, come la Germania hitleriana e l'Unione Sovietica, seguiranno la prassi del "dilettantismo di Stato".

Fonti


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