Differenze tra le versioni di "Bettega Roberto"

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Roberto Bettega è stato capace di segnare quattro gol in un’unica partita (come sopra citato) con la maglia della nazionale. Il che gli ha permesso di avere questo particolare primato, infatti nessuno è riuscito a fare meglio di lui. A pari merito, però, con Bettega, ci sono Gigi Riva, Alberto Orlando, Francesco Pernigo, Omar Sivori e Carlo Biagi.
Roberto Bettega è stato capace di segnare quattro gol in un’unica partita (come sopra citato) con la maglia della nazionale. Il che gli ha permesso di avere questo particolare primato, infatti nessuno è riuscito a fare meglio di lui. A pari merito, però, con Bettega, ci sono Gigi Riva, Alberto Orlando, Francesco Pernigo, Omar Sivori e Carlo Biagi.
===Vedere anche===
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* '''Regolamento :''' [[Calcio]]
* [[Calcio - Origini]]
===Sitografia===
===Sitografia===
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*https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bettega
*https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bettega

Versione delle 16:23, 28 mar 2017

Roberto Bettega è un dirigente sportivo ed ex calciatore, di ruolo attaccante.

La carriera


Dopo aver compiuto tutta la trafila delle giovanili bianconere, nell’estate del 1969 Roberto Bettega la Juventus decise di mandare il giovane attaccante in prestito nel campionato di serie B, andando a vestire la maglia del Varese allora allenato da Nils Liedholm. Nella sua unica annata in terra lombarda Bettega si mise in mostra vincendo il campionato, e quindi ottenendo la promozione in serie A, cui contribuì segnando 13 gol (che ne fecero il capocannoniere del torneo, insieme al compagno di squadra Ariedo Braida e al catanese Aquilino Bonfanti). Ritornò alla Juventus nella stagione 1970-1971, rimanendovi per tredici stagioni consecutive. Giocò, con la maglia bianconera, in totale 481 partite totalizzando 178 reti. Terzo per gol fatti, dietro solo ad Alessandro Del Piero e Gianpiero Boniperti, nella storia del club.
Debuttò in serie A il 27 settembre 1970, in trasferta contro il Catania, segnando il gol decisivo.
Ormai titolare indiscusso negli 11 iniziali dei bianconeri, con l’arrivo di Giovanni Trapattoni alla guida della rosa (nell’estate del 1976) cominciò un ciclo vincente destinato a durare un decennio. La Juventus vinse lo scudetto dei record totalizzando 51 punti sui 60 disponibili, uno in più dei rivali del Torino (la Fiorentina, terza, giunse a 16 lunghezze di distacco). Bettega non saltò alcuna partita e mise a segno 17 gol, aggiungendone altri 5 nella Coppa UEFA vinta nella stessa stagione. Fu il primo torneo internazionale conquistato dalla squadra, che ebbe la meglio nella doppia finale contro l’Athletic Bilbao; nel ritorno perso 2-1 in Spagna, fu la marcatura di testa di Bettega a consegnare alla Juventus il trofeo. Affermatosi quindi anche in campo internazionale, sia nel 1977 che nel 1978 giunse quarto nella classifica del Pallone d’oro.
Punto fermo della Juventus, poco a poco si conquistò anche la nazionale. Fu l’attaccante più prolifico dai tempi di Gigi Riva, dal 1975 anno in cui esordì con la nazionale, contro la Finlandia, fino alla disfatta dei mondiali del 1978 in Argentina, in cui l’Italia di Bearzot chiuse il torneo al 4° posto, Bettega disputò 19 gare e segnò ben 16 volte (si ricorda, in particolare, una quaterna nel 6-1 contro la Finlandia). In virtù delle ottime prestazioni fu inserito dalla FIFA nella formazione ideale del Mondiale. Nella stagione 1979-1980 conquistò per la prima volta in carriera il titolo di capocannoniere della serie A realizzando 16 gol. In quello stesso anno la Juventus fu eliminata dall’Arsenal, in semifinale di Coppa delle Coppe; fattore che contribuì all’eliminazione dei bianconeri dalla coppa fu proprio un’autorete di Bettega nella partita di andata.
Due anni dopo il quarto posto nel mondiale in Argentina, Bettega, con la sua nazionale, si dovette accontentare di un altro quarto posto, ai campionati Europei che si disputarono proprio in Italia. Alla soglia dei mondiali del 1982, che poi l’Italia vinse, Bettega ebbe un bruttissimo infortunio, infatti, il 4 Novembre del 1981 nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni contro l’Anderlecht, a Bruxelles, uno scontro con il portiere Jacky Munaron costò a Roberto la rottura dei legamenti del ginocchio, che significò fine della stagione e rinuncia forzata ai campionati mondiali.
Nella stagione 1982-1983 cominciò a non essere più titolare inamovibile. Nel corso della stagione, ci si mise anche la sfortuna a perseguitarlo, infatti, colpì 11 legni tra pali e traverse. Concluse con il suo ciclo sfortunato, disputando la sua ultima partita in bianconero nella finale di Coppa dei Campioni di Atene contro l’Amburgo, persa dalla Juventus per 1-0. Fu, per Bettega, quello l’anno delle ultime volte, infatti il 16 Aprile disputò anche con la nazionale la sua ultima partita, a Bucarest contro la Romania, gara valida per gli Europei dell’84.
Dopo aver dato l’addio alla Juventus si trasferì nella North American Soccer League e militò per una sola stagione nella squadra dei Toronto Blizzard. Rientrato temporaneamente in Italia fu vittima di un grave incidente stradale mentre era alla guida della sua A112 e fu ricoverato alcuni giorni in rianimazione.
In nazionale vanta un totale di 42 presenze e 19 gol, subì la sua unica espulsione in maglia azzurra nel 1976, nell’incontro perso 4-1 col Brasile.

Dopo il ritiro


Ritiratosi dal calcio giocato dopo la breve parentesi in Canada, continuò ad occuparsi di calcio facendo l’opinionista. Nel 1985 commentò la finale della Coppa Intercontinentale tra Juventus e Argentinos Jrs affiancando il giornalista Giuseppe Albertini; quella fu la prima volta, per le telecronache italiane delle partite di calcio, in cui il telecronista era accompagnato da un ex calciatore o ex allenatore nelle vesti di commentatore tecnico. Condusse anche la trasmissione Caccia al tredici e collaborò con Tele Capodistria. Infine, intraprese la carriera da dirigente, quando, nel 1994 fu chiamato da Umberto Agnelli, allora presidente, alla vicepresidenza della Juventus. Iniziò così la cosiddetta “Triade”, formata proprio da Bettega, dal direttore generale Luciano Moggi e dall’amministratore delegato Antonio Giraudo, con la quale diede il via ad un ciclo di vittorie. Lo scoppio dello scandalo del calcio italiano del 2006 coinvolse in pieno la Juventus ma non Bettega, che restò nella dirigenza bianconera, accompagnando la squadra nel primo campionato di Serie B della sua storia. Al termine della stagione, nel giugno del 2007, lasciò gli incarichi dirigenziali. Nel dicembre del 2009, dopo essere stato assolto con formula piena dall'accusa di doping amministrativo, venne nominato vicedirettore generale, con responsabilità sull'intera area sportiva. La sua nuova esperienza terminò il 31 maggio 2010, quando fu comunicata la separazione consensuale tra la società bianconera e il dirigente.

Record


Roberto Bettega è stato capace di segnare quattro gol in un’unica partita (come sopra citato) con la maglia della nazionale. Il che gli ha permesso di avere questo particolare primato, infatti nessuno è riuscito a fare meglio di lui. A pari merito, però, con Bettega, ci sono Gigi Riva, Alberto Orlando, Francesco Pernigo, Omar Sivori e Carlo Biagi.

Vedere anche


Sitografia