Differenze tra le versioni di "Butler Jimmy"
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La sua vita cambia inevitabilmente quando a diciassette anni conosce su un campo di playground Jordan Leslie che lo aveva arrogantemente sfidato in una gara di tiro da tre punti persa dallo sfidante. Tra i due è subito feeling perché oltre dall’amore per il basket erano accomunati da infanzia difficile: anche il padre di Jordan non era stato presente nella vita del figlio perché venuto a mancare anzitempo a causa di una malattia. Decide quindi di invitarlo a casa a giocare con i videogiochi ed è proprio in casa di Leslie che Jimmy conosce la persona che gli permetterà, spronandolo e dandogli una casa dove vivere, di conseguire successi insperati. Questa figura è la madre di Leslie, Michelle Lambert che venuta a conoscenza delle difficili condizioni del ragazzo lo invita a restare per la notte per poi decidere, nonostante la nomea di ragazzo problematico che aveva Jimmy, di lasciarlo vivere con loro. La famiglia che lo aveva scelto non era propriamente la più convenzionale, Michelle e il marito avevano tre figli ciascuno avuti da precedenti relazioni oltre a uno nato dalla loro unione. Malgrado le loro condizioni economiche non fossero agiate, decidono poco dopo di adottarlo. Questa scelta non fu dettata dal talento cestistico di Jimmy ma dalla generosità e dalla disponibilità della famiglia a dargli amore, proprio quello che Jimmy non aveva mai avuto e che gli permette di fare il salto di qualità. L’ultimo anno nella High school vede l’esaltazione del talento di Jimmy. Nel suo anno da senior, infatti, chiude con 20 punti e 9 rimbalzi di media. Purtroppo di nuovo non viene data fiducia alle sue prestazioni eccelse e nessuna squadra gli conferisce una borsa di studio. Finisce quindi in uno Junior College a Tyler dove domina incontrastato con medie altissime e viene nominato nel quintetto All American. Finalmente il talento di Jimmy non passa inosservato e si fanno avanti università prestigiose quali Kentucky e Mississippi State tra le tante. La madre Michelle lo spinge ad andare alla Marquette University nel Wisconsin perché credeva che lì il figlio avrebbe potuto avere un’istruzione adeguata a garantirgli una vita al di fuori del basket. Sotto la guida dell’ allenatore Buzz Williams cresce ma non riceve molto spazio nel primo anno. Decide però di rimanere e a breve diventa la stella della squadra per le sue capacità di ottimo difensore ma quello che sorprende è la freddezza con cui riesce a gestire i momenti caldi di ogni match. Del resto, dopo quattro anni vissuti col terrore quotidiano di non trovare un posto in cui dormire, non può certo farsi spaventare da una partita di basket! Nel 2011 all’età di 21 anni si candida per il draft NBA ma a causa della concorrenza spietata decide di provare a mettersi in mostra nel Portsmouth Invitational, un torneo che ha come scopo quello di mettere in mostra giovani promesse. Viene nominato MVP del torneo e diventa ufficialmente un giocatore di NBA nel draft del 2011. I Chicago Bulls lo scelgono come trentesima e ultima scelta coronando il suo sogno. Sotto la guida del coach Tom Thibodeau passa dalla panchina al quintetto titolare in breve tempo grazie alla sua duttilità e versatilità fino a vincere nella scorsa stagione il premio NBA “Most improved player award” come giocatore con maggior margine di miglioramento della lega diventando il primo giocatore della sua franchigia a vincerlo. Le sue ottime medie realizzative gli valgono la presenza agli NBA All Star Game e la chiamata con la nazionale alle Olimpiadi di Rio 2016. Con l’infortunio di Derrick Rose Butler diventa la stella dei Chicago Bulls. | La sua vita cambia inevitabilmente quando a diciassette anni conosce su un campo di playground Jordan Leslie che lo aveva arrogantemente sfidato in una gara di tiro da tre punti persa dallo sfidante. Tra i due è subito feeling perché oltre dall’amore per il basket erano accomunati da infanzia difficile: anche il padre di Jordan non era stato presente nella vita del figlio perché venuto a mancare anzitempo a causa di una malattia. Decide quindi di invitarlo a casa a giocare con i videogiochi ed è proprio in casa di Leslie che Jimmy conosce la persona che gli permetterà, spronandolo e dandogli una casa dove vivere, di conseguire successi insperati. Questa figura è la madre di Leslie, Michelle Lambert che venuta a conoscenza delle difficili condizioni del ragazzo lo invita a restare per la notte per poi decidere, nonostante la nomea di ragazzo problematico che aveva Jimmy, di lasciarlo vivere con loro. La famiglia che lo aveva scelto non era propriamente la più convenzionale, Michelle e il marito avevano tre figli ciascuno avuti da precedenti relazioni oltre a uno nato dalla loro unione. Malgrado le loro condizioni economiche non fossero agiate, decidono poco dopo di adottarlo. Questa scelta non fu dettata dal talento cestistico di Jimmy ma dalla generosità e dalla disponibilità della famiglia a dargli amore, proprio quello che Jimmy non aveva mai avuto e che gli permette di fare il salto di qualità. L’ultimo anno nella High school vede l’esaltazione del talento di Jimmy. Nel suo anno da senior, infatti, chiude con 20 punti e 9 rimbalzi di media. Purtroppo di nuovo non viene data fiducia alle sue prestazioni eccelse e nessuna squadra gli conferisce una borsa di studio. Finisce quindi in uno Junior College a Tyler dove domina incontrastato con medie altissime e viene nominato nel quintetto All American. Finalmente il talento di Jimmy non passa inosservato e si fanno avanti università prestigiose quali Kentucky e Mississippi State tra le tante. La madre Michelle lo spinge ad andare alla Marquette University nel Wisconsin perché credeva che lì il figlio avrebbe potuto avere un’istruzione adeguata a garantirgli una vita al di fuori del basket. Sotto la guida dell’ allenatore Buzz Williams cresce ma non riceve molto spazio nel primo anno. Decide però di rimanere e a breve diventa la stella della squadra per le sue capacità di ottimo difensore ma quello che sorprende è la freddezza con cui riesce a gestire i momenti caldi di ogni match. Del resto, dopo quattro anni vissuti col terrore quotidiano di non trovare un posto in cui dormire, non può certo farsi spaventare da una partita di basket! Nel 2011 all’età di 21 anni si candida per il draft NBA ma a causa della concorrenza spietata decide di provare a mettersi in mostra nel Portsmouth Invitational, un torneo che ha come scopo quello di mettere in mostra giovani promesse. Viene nominato MVP del torneo e diventa ufficialmente un giocatore di NBA nel draft del 2011. I Chicago Bulls lo scelgono come trentesima e ultima scelta coronando il suo sogno. Sotto la guida del coach Tom Thibodeau passa dalla panchina al quintetto titolare in breve tempo grazie alla sua duttilità e versatilità fino a vincere nella scorsa stagione il premio NBA “Most improved player award” come giocatore con maggior margine di miglioramento della lega diventando il primo giocatore della sua franchigia a vincerlo. Le sue ottime medie realizzative gli valgono la presenza agli NBA All Star Game e la chiamata con la nazionale alle Olimpiadi di Rio 2016. Con l’infortunio di Derrick Rose Butler diventa la stella dei Chicago Bulls. | ||
Il suo career-high, la cifra più alta di punti segnati in una partita, conseguito il 15 gennaio 2016 è da capogiro: 53 punti contro Philadelphia. Il divenire della carriera di Jimmy Butler è tutto da scoprire ma sicuramente è destinato ad abbattere numerosi record | Il suo career-high, la cifra più alta di punti segnati in una partita, conseguito il 15 gennaio 2016 è da capogiro: 53 punti contro Philadelphia. Il divenire della carriera di Jimmy Butler è tutto da scoprire ma sicuramente è destinato ad abbattere numerosi record | ||
===Vedere anche=== | |||
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* '''Regolamento :''' [[Pallacanestro]] | |||
* [[Pallacanestro - Origini]] | |||
===Fonti=== | ===Fonti=== | ||
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Versione delle 21:34, 28 mar 2017
La storia della vita di Jimmy Butler è senza dubbio una delle più travagliate e tristi tra tutti i giocatori NBA.
La carriera
Butler Jimmy nasce a Houston il 14 settembre 1989, nel sobborgo di Tomball, quartiere non facile, da una madre che nonostante il talento del figlio a non cacciarsi nei guai, a tredici anni lo ripudia e lo caccia da casa con una frase che segnerà la sua vita: “Non mi piace la tua faccia, te ne devi andare”. Anche col padre biologico non era stato abbastanza fortunato non avendolo mai conosciuto (aveva abbandonato la compagna appena saputo dell’arrivo di Jimmy). Cacciato di casa Jimmy vive per oltre tre anni in sistemazioni provvisorie trascorrendo giorni e notti a casa di amici, continuando però a lavorare sul suo talento più grande: la pallacanestro. Jimmy, infatti, si spostava da un campetto a un altro e vagava per la città in cerca di posti dove passare la notte come Oliver Twist nella Londra ottocentesca. Malgrado l’alto tasso di delinquenza tra i giovani del quartiere malfamato di Tomball il promesso cestista non si fa influenzare e continua gli studi primari e secondari. Jimmy frequenta la Tomball High School e gioca nella squadra liceale dove inizia a mettere in mostra il suo talento e brilla nelle Summer League in Texas nell’estate precedente l’ ultimo anno ma nessuna università rilevante si propose.
La sua vita cambia inevitabilmente quando a diciassette anni conosce su un campo di playground Jordan Leslie che lo aveva arrogantemente sfidato in una gara di tiro da tre punti persa dallo sfidante. Tra i due è subito feeling perché oltre dall’amore per il basket erano accomunati da infanzia difficile: anche il padre di Jordan non era stato presente nella vita del figlio perché venuto a mancare anzitempo a causa di una malattia. Decide quindi di invitarlo a casa a giocare con i videogiochi ed è proprio in casa di Leslie che Jimmy conosce la persona che gli permetterà, spronandolo e dandogli una casa dove vivere, di conseguire successi insperati. Questa figura è la madre di Leslie, Michelle Lambert che venuta a conoscenza delle difficili condizioni del ragazzo lo invita a restare per la notte per poi decidere, nonostante la nomea di ragazzo problematico che aveva Jimmy, di lasciarlo vivere con loro. La famiglia che lo aveva scelto non era propriamente la più convenzionale, Michelle e il marito avevano tre figli ciascuno avuti da precedenti relazioni oltre a uno nato dalla loro unione. Malgrado le loro condizioni economiche non fossero agiate, decidono poco dopo di adottarlo. Questa scelta non fu dettata dal talento cestistico di Jimmy ma dalla generosità e dalla disponibilità della famiglia a dargli amore, proprio quello che Jimmy non aveva mai avuto e che gli permette di fare il salto di qualità. L’ultimo anno nella High school vede l’esaltazione del talento di Jimmy. Nel suo anno da senior, infatti, chiude con 20 punti e 9 rimbalzi di media. Purtroppo di nuovo non viene data fiducia alle sue prestazioni eccelse e nessuna squadra gli conferisce una borsa di studio. Finisce quindi in uno Junior College a Tyler dove domina incontrastato con medie altissime e viene nominato nel quintetto All American. Finalmente il talento di Jimmy non passa inosservato e si fanno avanti università prestigiose quali Kentucky e Mississippi State tra le tante. La madre Michelle lo spinge ad andare alla Marquette University nel Wisconsin perché credeva che lì il figlio avrebbe potuto avere un’istruzione adeguata a garantirgli una vita al di fuori del basket. Sotto la guida dell’ allenatore Buzz Williams cresce ma non riceve molto spazio nel primo anno. Decide però di rimanere e a breve diventa la stella della squadra per le sue capacità di ottimo difensore ma quello che sorprende è la freddezza con cui riesce a gestire i momenti caldi di ogni match. Del resto, dopo quattro anni vissuti col terrore quotidiano di non trovare un posto in cui dormire, non può certo farsi spaventare da una partita di basket! Nel 2011 all’età di 21 anni si candida per il draft NBA ma a causa della concorrenza spietata decide di provare a mettersi in mostra nel Portsmouth Invitational, un torneo che ha come scopo quello di mettere in mostra giovani promesse. Viene nominato MVP del torneo e diventa ufficialmente un giocatore di NBA nel draft del 2011. I Chicago Bulls lo scelgono come trentesima e ultima scelta coronando il suo sogno. Sotto la guida del coach Tom Thibodeau passa dalla panchina al quintetto titolare in breve tempo grazie alla sua duttilità e versatilità fino a vincere nella scorsa stagione il premio NBA “Most improved player award” come giocatore con maggior margine di miglioramento della lega diventando il primo giocatore della sua franchigia a vincerlo. Le sue ottime medie realizzative gli valgono la presenza agli NBA All Star Game e la chiamata con la nazionale alle Olimpiadi di Rio 2016. Con l’infortunio di Derrick Rose Butler diventa la stella dei Chicago Bulls.
Il suo career-high, la cifra più alta di punti segnati in una partita, conseguito il 15 gennaio 2016 è da capogiro: 53 punti contro Philadelphia. Il divenire della carriera di Jimmy Butler è tutto da scoprire ma sicuramente è destinato ad abbattere numerosi record
Vedere anche
- Regolamento : Pallacanestro
- Pallacanestro - Origini
Fonti
- Wikipedia.org
- Nba.com/players
- Gazzetta.it
- Ilfattoquotidiano.it
- Dotsport.it