Differenze tra le versioni di "Tomba Alberto"
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L'ora del riscatto arriva però il sabato che chiude i Mondiali. Dopo una prima manche non alla sua altezza, con una grande seconda manche (nonostante la febbre) conquista una ulteriore medaglia. | L'ora del riscatto arriva però il sabato che chiude i Mondiali. Dopo una prima manche non alla sua altezza, con una grande seconda manche (nonostante la febbre) conquista una ulteriore medaglia. | ||
Un'ultima impresa è nel gigante di Coppa del Mondo in cui Alberto era arrivato ventunesimo dopo la prima manche e nella seconda aveva recuperato fino al quarto posto, dando circa un secondo a tutti nelle ultime dieci porte.<br /> | Un'ultima impresa è nel gigante di Coppa del Mondo in cui Alberto era arrivato ventunesimo dopo la prima manche e nella seconda aveva recuperato fino al quarto posto, dando circa un secondo a tutti nelle ultime dieci porte.<br /> | ||
Nel 1994-1995 Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo l'ultimo successo di Gustav Thöni, trofeo che aggiunse a quelle di specialità vinte sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale. Chiuse la stagione conquistando il titolo con la partecipazione alle sole gare tecniche con undici vittorie, di cui sette consecutive nello slalom (realizzando una serie di imbattibilità nella disciplina di nove successi contando anche le ultime due gare della precedente stagione).<br /> | |||
I Mondiali di Sierra Nevada, che avrebbero dovuto svolgersi nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato molto motivato all'appuntamento, conquistò due medaglie d'oro, in slalom gigante e in slalom speciale, quest'ultima con un'altra rimonta: era sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge il quale inforcò nella seconda manche permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter. Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto. <br /> | |||
Ai Mondiali 1997 in Italia, a Sestriere, davanti a trentamila spettatori, uscì di gara in slalom gigante; in slalom speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una rimonta nella seconda conquistò la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stiansen e del francese Sébastien Amiez.<br /> | |||
Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998 non conquistò alcuna medaglia: una caduta nello slalom gigante gli provocò un infortunio che non gli permise una buona prestazione nello slalom speciale. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara disputata, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana, località dove aveva vinto anche la prima medaglia della sua carriera.<br /> | |||
Durante il periodo di maggior successo nelle competizioni sportive sciistiche e tra una pausa e l'altra dalle gare, si dedicò al windsurf ed ebbe, come insegnante-amico, il mito vivente del windsurf Robby Naish. Dopo il ritiro viaggiò per tre anni attraverso l'Europa con il "Tomba Tour" per lo sviluppo dello sci giovanile. Anche in seguito continuò a dedicarsi alla promozione dello sci, sia in senso agonistico, sia della diffusione dei valori sportivi. Personaggio pubblico di vasta popolarità, dopo il ritiro interpretò nel 1999 il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziesco Alex l'ariete, senza riscuotere successo, e fece numerose apparizioni in trasmissioni televisive e in attività promozionali legate ai suoi sponsor; fu oggetto di un'imitazione da parte del cabarettista Gioele Dix tra il 1999 e il 2000 nella trasmissione Mai dire gol. Nell'ottobre 2008 ha pubblicato il libro autobiografico Alberto Tomba. Prima e seconda manche, scritto in collaborazione con Lucilla Granata ed edito da Sperling & Kupfer.<br /> | |||
In seguito Tomba è stato uno dei principali testimonial dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006 e presenziò alla sessione del CIO a Seul nel 1999 in cui si svolsero le votazioni per l'assegnazione dei Giochi. Il 10 febbraio 2006, nella cerimonia d'apertura, fu il tedoforo che introdusse la fiamma olimpica nello Stadio Olimpico, dando così inizio all'ultima parte della staffetta: consegnò la torcia ai quattro componenti della staffetta italiana di sci di fondo che avevano vinto la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner.<br /> | |||
È stato testimonial della seconda candidatura di Pyeongchang per i XXII Giochi olimpici invernali, poi assegnati a Soči, e di quella di Cortina d'Ampezzo per i Campionati mondiali di sci alpino 2019, poi andati a Åre. È socio fondatore dell'associazione Laureus per la promozione dell'attività sportiva contro il disagio sociale ed è stato commentatore di Sky Sport per i XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014. | |||
===Fonti=== | |||
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*Varie | |||
*https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Tomba | |||
Versione delle 20:20, 14 mar 2018
IMMAGINI
I successi e il numero delle vittorie di Alberto Tomba dicono già tutto su di lui: uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, se non il più grande. Ai Mondiali del Sestriere ha aggiunto un'altra medaglia al suo già ricco palmares e meno di un mese prima ha conquistato un'altra vittoria in slalom che lo fa diventare l'unico insieme a Stenmark ad aver vinto per dieci anni consecutivi in Coppa del Mondo.
Carriera
Tutto comincia a Bologna il 19 dicembre 1966, data di nascita di Alberto. Nel 1984 è in nazionale "C1" e sale di slancio un altro gradino entrando in squadra "B". Nel dicembre del 1984 cominciamo a leggere il suo nome sui quotidiani sportivi, grazie alla vittoria nel parallelo di Natale. Non è però una gara importante e quindi non viene dato troppo peso a questa vittoria. Durante l'anno però arrivano anche i successi a ripetizione nelle gare Fis e così anche la convocazione in nazionale "A", nonostante qualche tecnico continui a dire che Tomba non avrà un futuro (il solito discorso che i nostri tecnici snobbano quelli che non arrivano dal Trentino o da zone vicine). Vince quindi tre gare in Coppa Europa e debutta in Coppa del Mondo. I risultati non tardano ad arrivare e così il 23 febbraio 1986 ad Aare (Svezia) conquista i primi punti in Coppa del Mondo con uno splendido sesto posto nello slalom.
Nella stagione 86/87,avendo scalato le classifiche Fis, parte come promessa e non smentisce le aspettative: arriva secondo nel gigante dell'Alta Badia che vede tre italiani ai primi tre posti.
Arrivano quindi anche i primi Mondiali a Crans Montana ed è subito medaglia: Alberto conquista il bronzo nel gigante. E' però nella stagione 87/88 che la "Bomba" esplode: vince la sua prima gara di Coppa del Mondo proprio al Sestriere partendo con il numero 23 il 27 novembre. Due giorni dopo fa il bis in gigante superando il suo idolo Ingemar Stanmark (unica occasione in cui i due salgono insieme sul podio).
E' l'inizio di un crescendo entusiasmante che porterà il nuovo fenomeno dello sci a vincere nove gare di Coppa (sei slalom e tre giganti). E' anche l'anno della grande lotta con un altro grande dello sci Pirmin Zurbriggen, finita purtroppo in volata a favore dello svizzero. Ecco anche le prime Olimpiadi di Alberto: sono quelle di Calgary, dove il bolognese conquista una splendida doppietta vincendo sia in slalom speciale sia in slalom gigante. E' il 25 febbraio quando Tomba con il pettorale numero 1 fa una manche capolavoro infliggendo 1"14 al secondo. Nella seconda manche si limita a controllare e centra il suo primo oro. Nello speciale nella prima manche è"soltanto" terzo, ma nella seconda rimonta come diventerà una sua abitudine: sei centesimi di vantaggio ed è la seconda medaglia d'oro.
La stagione 88/89 non è delle più felici: tutti si aspettano l'impossibile da lui e i giornalisti cominciano a criticare i piazzamenti. Ai mondiali di Vail poi non riesce ad andare oltre al sesto posto in supergigante e al settimo in gigante.
Nella stagione 89/90 viene formata una squadra solo per lui: Gustavo Thoeni insieme al preparatore atletico Giorgio D'Urbano. E' però una stagione sfortunata: Tomba si infortuna in super G, ma fa vedere di essere un grande campione e ritorna alla grande vincendo ancora in slalom.
Nella stagione 90/91 torna il successo anche in gigante (cinque vittorie nella stagione e Coppa di specialità) e arrivano i secondi mondiali, appuntamento che sembra stregato, visto che Tomba non riesce a conquistare nessuna medaglia, non andando oltre il quarto posto in slalom.
La stagione 91/92 è la stagione della grande lotta con lo svizzero Paul Accola e Alberto, nonostante la grandissima forma (ben nove vittorie), non riesce a conquistare la Coppa del Mondo, successo che ancora manca alla sua bacheca.
Questa è anche la stagione delle Olimpiadi di Albertville, in cui Tomba fa il bis nel gigante e conquista un argento in slalom con una delle sue mitiche seconde manche.
Nella stagione 92/93 ci sono di nuovo i Mondiali, questa volta a Morioka, ma anche questa volta l'appuntamento non porta bene a Tomba (viene colpito dall'influenza in occasione del Gigante ed inforca nello slalom nella prima manche).
Una mitica rimonta si ripete poi (stagione 93/94) nello slalom alle Olimpiadi di Lillehammer, quando Alberto, dodicesimo con 1"84 da Stangassinger, arriva secondo per soli 15 centesimi: è il famoso "effetto Tomba": quando Lui fa una grande manche, in partenza i suoi avversari tremano e si sciolgono come neve al sole, uscendo o arrivando dietro.
Nella stagione 94/95 arriva finalmente la Coppa del Mondo Generale (ben undici vittorie nella stagione), ma il rinvio dei Mondiali rimanda la consacrazione che ancora manca ad Alberto all'anno successivo.
Ed eccoci alla stagione 95/96 in cui Tomba arriva carico ai Mondiali di Sierra Nevada e conquista una doppietta (oro in slalom e oro in gigante) che aumenta la sua leggenda. Anche qui assistiamo ad un'altra clamorosa rimonta in slalom:
"solo sesto" dopo la prima manche ad 81 centesimi da Jagge e primo alla fine con 31 centesimi su super Mario Reiter.
Il resto è storia recente: il ritorno al successo in slalom a Schladming, dopo un difficile periodo con diversi infortuni.
Arriva in crescendo ai Mondiale del Sestriere dove tutti si aspettano una nuova medaglia. Sono in trentamila i tifosi venuti al Sestriere per sostenerlo. Purtroppo in gigante esce e la folla abbandona delusa la pista.
L'ora del riscatto arriva però il sabato che chiude i Mondiali. Dopo una prima manche non alla sua altezza, con una grande seconda manche (nonostante la febbre) conquista una ulteriore medaglia.
Un'ultima impresa è nel gigante di Coppa del Mondo in cui Alberto era arrivato ventunesimo dopo la prima manche e nella seconda aveva recuperato fino al quarto posto, dando circa un secondo a tutti nelle ultime dieci porte.
Nel 1994-1995 Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo l'ultimo successo di Gustav Thöni, trofeo che aggiunse a quelle di specialità vinte sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale. Chiuse la stagione conquistando il titolo con la partecipazione alle sole gare tecniche con undici vittorie, di cui sette consecutive nello slalom (realizzando una serie di imbattibilità nella disciplina di nove successi contando anche le ultime due gare della precedente stagione).
I Mondiali di Sierra Nevada, che avrebbero dovuto svolgersi nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato molto motivato all'appuntamento, conquistò due medaglie d'oro, in slalom gigante e in slalom speciale, quest'ultima con un'altra rimonta: era sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge il quale inforcò nella seconda manche permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter. Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto.
Ai Mondiali 1997 in Italia, a Sestriere, davanti a trentamila spettatori, uscì di gara in slalom gigante; in slalom speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una rimonta nella seconda conquistò la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stiansen e del francese Sébastien Amiez.
Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998 non conquistò alcuna medaglia: una caduta nello slalom gigante gli provocò un infortunio che non gli permise una buona prestazione nello slalom speciale. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara disputata, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana, località dove aveva vinto anche la prima medaglia della sua carriera.
Durante il periodo di maggior successo nelle competizioni sportive sciistiche e tra una pausa e l'altra dalle gare, si dedicò al windsurf ed ebbe, come insegnante-amico, il mito vivente del windsurf Robby Naish. Dopo il ritiro viaggiò per tre anni attraverso l'Europa con il "Tomba Tour" per lo sviluppo dello sci giovanile. Anche in seguito continuò a dedicarsi alla promozione dello sci, sia in senso agonistico, sia della diffusione dei valori sportivi. Personaggio pubblico di vasta popolarità, dopo il ritiro interpretò nel 1999 il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziesco Alex l'ariete, senza riscuotere successo, e fece numerose apparizioni in trasmissioni televisive e in attività promozionali legate ai suoi sponsor; fu oggetto di un'imitazione da parte del cabarettista Gioele Dix tra il 1999 e il 2000 nella trasmissione Mai dire gol. Nell'ottobre 2008 ha pubblicato il libro autobiografico Alberto Tomba. Prima e seconda manche, scritto in collaborazione con Lucilla Granata ed edito da Sperling & Kupfer.
In seguito Tomba è stato uno dei principali testimonial dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006 e presenziò alla sessione del CIO a Seul nel 1999 in cui si svolsero le votazioni per l'assegnazione dei Giochi. Il 10 febbraio 2006, nella cerimonia d'apertura, fu il tedoforo che introdusse la fiamma olimpica nello Stadio Olimpico, dando così inizio all'ultima parte della staffetta: consegnò la torcia ai quattro componenti della staffetta italiana di sci di fondo che avevano vinto la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner.
È stato testimonial della seconda candidatura di Pyeongchang per i XXII Giochi olimpici invernali, poi assegnati a Soči, e di quella di Cortina d'Ampezzo per i Campionati mondiali di sci alpino 2019, poi andati a Åre. È socio fondatore dell'associazione Laureus per la promozione dell'attività sportiva contro il disagio sociale ed è stato commentatore di Sky Sport per i XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014.